Frosolone

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Frosolone
comune
Frosolone – Stemma Frosolone – Bandiera
Frosolone – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Molise-Stemma.svg Molise
Provincia Provincia di Isernia-Stemma.png Isernia
Amministrazione
Sindaco Giovanni Cardegna (Lista civica Orizzonte 2020 - Frosolone - Uniti per il cambiamento) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 41°36′N 14°27′E / 41.6°N 14.45°E41.6; 14.45 (Frosolone)Coordinate: 41°36′N 14°27′E / 41.6°N 14.45°E41.6; 14.45 (Frosolone)
Altitudine 894 m s.l.m.
Superficie 49,89 km²
Abitanti 3 139[1] (31-07-2016)
Densità 62,92 ab./km²
Frazioni Acquevive, Cerasito, Colle Carrise, San Pietro in Valle
Comuni confinanti Carpinone, Casalciprano (CB), Civitanova del Sannio, Duronia (CB), Macchiagodena, Molise (CB), Sant'Elena Sannita, Sessano del Molise, Torella del Sannio (CB)
Altre informazioni
Cod. postale 86095
Prefisso 0874
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 094022
Cod. catastale D811
Targa IS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti frosolonesi
Patrono sant'Egidio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Frosolone
Frosolone
Posizione del comune di Frosolone nella provincia di Isernia
Posizione del comune di Frosolone nella provincia di Isernia
Sito istituzionale
Monumento al coltellinaio.

Frosolone (Frescëlonë in molisano[2], Frus'lòn in dialetto frosolonese), è un comune italiano di 3.139 abitanti della provincia di Isernia in Molise.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'età romana la zona era abitata da popolazioni di ceppo sannitico, come testimoniato dalla presenza di recinti di mura megalitiche, di tipo poligonale, visibili sulla montagna sovrastante il paese, in località Civitelle. Tali resti appartengono a quello che viene definito insediamento d'altura: un abitato fortificato di dimensioni non molto grandi, destinato probabilmente a essere abitato soltanto in determinati periodi dell'anno, dalle funzioni genericamente difensive[3].

Il centro abitato risale all'epoca medievale: in un documento custodito a Montecassino e risalente alla prima metà del secolo XI compare, fra i punti di riferimento della zona, un torrente detto aqua Freselona[4]; a Frosolone sarebbero stati processati e imprigionati alcuni fraticelli molisani[5][6]: la loro detenzione sarebbe avvenuta nel "castello", l'attuale palazzo baronale. Tuttavia, è soltanto verso la fine del medioevo che Frosolone comincia a definirsi come vero e proprio nucleo urbano: come ricordato da un documento conservato presso l'Archivio di Stato di Napoli, il paese sarebbe assurto al grado di parrocchia grazie al trasferimento del titolo parrocchiale dalla chiesa di San Martino alla chiesa di Santa Maria Assunta, nella parte alta dell'attuale borgo[7]. La chiesa di San Martino viene ricordata come collegata a un convento, parte di un centro situato sull'omonimo colle alle pendici della montagna, a poca distanza dalla località Civitelle; si suppone che in origine fosse un insediamento autonomo, di piccole dimensioni, abbandonato per ragioni sconosciute: la causa potrebbe essere il terremoto del 1349, ma non vi sono elementi certi.

Come per tanti altri centri del Molise, la fase medievale del paese si conclude, drasticamente, con il terremoto del 1456: le fonti ricordano che «in gran parte cadde, con morte di 318 persone»[8]. Testimonianze regolari di Frosolone si hanno, poi, a partire dal periodo spagnolo; in quest'epoca attraversa una intensa fase di sviluppo: assieme ad Agnone e Trivento ospita una delle tre residenze vescovili della diocesi[9]. La crescita continua per tutta l'età moderna: nel 1532 il paese conta 882 fuochi, diventati poi 315 nel 1545 e 319 nel 1561[10]; nel 1618 passano a 349[11]; 432 sono quelli censiti nel 1675[12]; nel 1780 i fuochi erano 390, per 3592 abitanti[13]; nel 1796 annoverava 3.876 abitanti ed era già rinomato per la produzione di forbici e coltelli[14]. Alla fine del Settecento, Frosolone conta «tre Parrocchie, delle quali due sono Collegiate [...]; tredici Cappelle pubbliche [...]; una Commenda di Malta; due Conventi di Regolari [...]; una Casa d'Educazione de' Padri Missionarj [...]; tre Confraternite Laicali [...]; uno Spedale per ricovero degl'infermi; sette Monti Frumentarj [...] due Parrochi e un Arciprete»[14].

Il XIX secolo vede Frosolone nel ruolo di uno dei centri abitati più popolosi del Contado di Molise: nello stesso periodo in cui esso sfiora i 4.000 abitanti, Agnone ne conta circa 7.500, Boiano circa 3.500, Campobasso circa 5.500, Isernia circa 6.900[15]. Il terremoto del 1805[16] impone una forte battuta d'arresto allo sviluppo del paese; questa seconda catastrofe sembra abbia avuto un esito altrettanto disastroso di quella del 1456: fonti dell'epoca lo definiscono «adeguato al suolo quasi per intero», e riportano una cifra (non si sa quanto attendibile) di mille morti e 46 feriti su una popolazione di 4000 anime[17]. Nonostante questa nuova calamità, al 1 gennaio 1835 a Frosolone erano presenti 2431 maschi e 2407 femmine, per un totale di 4838 abitanti[18]; il centro abitato, però, rimase a lungo occupato dalle macerie delle abitazioni crollate, la chiesa di Santa Maria Assunta richiese dei lavori di ricostruzione che si chiusero solo nel 1870, la chiesa di San Pietro non fu più ricostruita (lo spazio lasciato libero è oggi Largo Vittoria).

La ricostruzione successiva al terremoto e in seguito l'Unità d'Italia danno a Frosolone un nuovo volto e nuove prospettive di sviluppo: viene riorganizzato in più fasi l'impianto urbano e realizzate opere quali la Fonte dell'Immacolata, l'illuminazione pubblica e la fognatura; nel 1901 viene istituito il Regio Ginnasio[19][20].

Le condizioni economiche della popolazione restano, comunque, molto difficili: il paese contribuirà, assieme a gran parte del Meridione, alla grande migrazione dei primi del Novecento. Come molti altri comuni molisani la comunità frosolonese venne duramente colpita dalla più grave sciagura mineraria mai verificatasi negli Stati Uniti d'America, il 6 dicembre 1907 a Monongah, nella Virginia Occidentale: diverse delle vittime della catastrofe erano emigranti provenienti da Frosolone.

Il fenomeno migratorio è ripreso dopo la Seconda Guerra mondiale: mete preferite sono state l'Europa settentrionale, l'Italia del Triangolo industriale, la città di Roma[21]; ciò ha contribuito al consistente calo demografico e al lento ma costante invecchiamento della popolazione residente che Frosolone sta affrontando negli ultimi decenni.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[22]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente, il paese ha fondato la propria economia sull'allevamento (in particolare di ovini) e sulla lavorazione artigianale di forbici e coltelli: affianco a queste due attività principali vanno collocate un'agricoltura prevalentemente di sussistenza e tutte le altre attività legate alla fornitura di beni e servizi, necessari per una popolazione sempre abbastanza cospicua rispetto ai centri circostanti.

Il venir meno di posti di lavoro legati ad attività un tempo esclusivamente artigianali e oramai quasi del tutto scomparse[23] e l'emigrazione (in particolare quella, legata al miracolo economico, di personale qualificato), tuttavia, non hanno cambiato in maniera radicale il mercato del lavoro, che si fonda ancora oggi sul settore primario e sul secondario; gradualmente sta prendendo piede il settore turistico, in particolare sotto forma dell'alloggio diffuso, favorito da una natura pressoché incontaminata e da un settore agroalimentare ancora in buona parte artigianale: per queste ragioni Frosolone ha ricevuto, per più anni consecutivi, la Bandiera arancione del Touring Club Italiano[24].

Al giorno d'oggi il paese vanta un'eccellente produzione agroalimentare, in particolare di formaggi vaccini (caciocavallo e scamorza) e ovini (pecorino); in continua espansione è il settore legato alla cavatura del tartufo. Ancora praticata è la produzione artigianale di forbici e coltelli.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Sconosciute sono le origini del nome: le più diffuse, ma assolutamente prive di alcun fondamento, sono quella che fanno derivare il nome Frosolone dal frisone, che alcuni identificano come l'uccello presente nel gonfalone comunale; quella che lo associa a un non identificato insediamento sannitico citato da Livio, Fresilia[25]; quella secondo la quale Frosolone sarebbe stato fondato da monaci benedettini provenienti da Frosinone, che avrebbero dunque chiamato il nuovo insediamento con il nome del loro luogo di provenienza. Per quanto queste ipotesi siano suggestive, tuttavia, nessuna di esse può contare su elementi incontrovertibili che possano dimostrarne la veridicità.
  • Nel film di Mario Monicelli Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno compare il personaggio di Fra' Cipolla da Frosolone, interpretato da Alberto Sordi.
  • Frosolone è anche la forma dialettale di Frosinone: non è insolito incontrarla, inoltre, nei testi in volgare a partire dalla fine del medioevo e sino alla fine dell'Ottocento. Questo può portare, nel lettore non avvertito, a una confusione fra i due toponimi; tale confusione è amplificata dal fatto che in alcuni testi latini (in particolare il cartiglio inciso sul portale anteriore della chiesa di Santa Maria Assunta), Frosolone compare nella forma Frusino, -onis.
  • Il comune ospita un'importante centrale di produzione di energia eolica con una potenza installata di 21,3 MW costruita dall'Enel e posta sulla sommità della montagna che sovrasta il comune.
  • Ogni anno, nel mese di agosto, a Frosolone si svolge la Mostra-mercato nazionale delle forbici e dei coltelli, importante vetrina e punto d'incontro dei migliori artigiani italiani.
  • Nel mese di dicembre si tiene la fiera “Tartufi & Molise”, mostra-mercato del tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum). Il territorio è ricco soprattutto di Tuber aestivum (scorzone), Tuber borchii (bianchetto), Tuber brumale e Moscatum e del prezioso Tuber magnatum, del quale, appunto, il Molise è il maggior produttore. Altre manifestazioni si svolgono nei mesi estivi tra cui la più importante è la "Sfilata dei carri allegorici" che si svolge il primo agosto.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  1. Michele Colozza, Frosolone dalle origini all'eversione del feudalesimo, Agnone 1931.
  2. Hermes di Morgabrale, Spinapucio: romanzo e Addio Spinapucio, Campobasso 1984.
  3. Lelio Pallante, Frosolone: Storia e documenti, Campobasso 1989.
  4. Susy Carrino, Giampiero Castellotti, Concetta Colavecchio, Enzo Di Nuoscio, Un paese racconta, Frosolone 1995.
  5. Teresa Garzia, Tradizioni popolari di Frosolone, Napoli 1997.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 31 luglio 2016.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 288.
  3. ^ L'Italia romana delle Regiones. Regio IV Sabina et Samnium in "Il Mondo dell'Archeologia", su www.treccani.it. URL consultato il 21 ottobre 2016.
  4. ^ A Civitanova “o prufessore” scopre l’acqua calda: S. Benedetto dal Cavallo bianco, su Franco Valente. URL consultato il 21 ottobre 2016.
  5. ^ Celestino V, Bonifacio VIII e i “fraticelli dell’opinione” torturati nel Molise, su Franco Valente. URL consultato il 21 ottobre 2016.
  6. ^ Filippo La Gamba, Chiese e monasteri celestini e vicende dei «fraticelli» nella diocesi di Trivento dalla fine del secolo XIII ai principi del XIV, in «Almanacco del Molise», 1978, pp. 407-412..
  7. ^ Controversia S. Martino, su www.casadalena.it. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  8. ^ Historia della città e Regno di Napoli di Gio. Antonio Summonte napoletano ove si trattano le cose più notabili, accadute dalla sua edificazione fin' a tempi nostri ... Tomo primo [-sesto!: 4, a spese di Raffaello Gessari, 1º gennaio 1749. URL consultato l'11 aprile 2016.
  9. ^ Valeria Cocozza, Chiesa e società a Trivento. Storia di una diocesi di regio patronato in età spagnola..
  10. ^ Lorenzo Giustiniani, Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli, Presso V. Manfredi, 1º gennaio 1802. URL consultato il 3 maggio 2016.
  11. ^ Enrico Bacco, Il regno di Napoli diviso in dodici provincie ... corretta & ampliata da Cesare d'Engenio, Scipione Bonino, 1º gennaio 1618. URL consultato il 14 marzo 2016.
  12. ^ Giovanni Antonio Summonte, Dell'historia della città, e regno di Napoli, di Gio. Antonio Summonte napolitano. Tomo primo [- quarto]: Tomo quarto, oue si descriuono le vite et i fatti del rè Cattolico e dell'imperador Carlo 5. con le loro effigie prese dal naturale, e con il racconto de' titolati, de' magistrati; e degli huomini illustri, che vi fiorirono; e di tutte l'altre cose avvenute degne di memoria e di lettura, a spese di Antonio Bulifon libraro all'insegna della sirena, 1º gennaio 1675. URL consultato l'11 aprile 2016.
  13. ^ Giuseppe Maria Galanti, Descrizione dello Stato antico ed attuale del contado di Molise, A. Forni, 1º gennaio 1781. URL consultato il 9 aprile 2016.
  14. ^ a b Francesco Sacco, Dizionario geografico-istorico-fisico del regno di Napoli, composto dall' abate D. Francesco Sacco, 1º gennaio 1796. URL consultato il 14 marzo 2016.
  15. ^ Francesco Sacco, Dizionario geografico-istorico-fisico del regno di Napoli, composto dall' abate D. Francesco Sacco, V. Flauto, 1º gennaio 1795. URL consultato il 14 marzo 2016.
  16. ^ Pietro Colletta, Storia del reame di Napoli: dal 1734 sino al 1825, Baudry, 1º gennaio 1835. URL consultato il 30 ottobre 2016.
  17. ^ Giuseppe Saverio Poli, Memoria sul tremuoto de' 26 luglio del corrente anno 1805. Di Giuseppe Saverio Poli ...., presso Vincenzo Orsino, 1º gennaio 1806. URL consultato l'11 aprile 2016.
  18. ^ Giuseppe Del Re, Descrizione topografica, fisica, economica, politica de' reali dominj al di qua del faro nel regno delle due Sicilie con cenni storici fin da' tempi avanti il dominio de' Romani, La pietà de' Turchini, 1º gennaio 1836. URL consultato l'11 aprile 2016.
  19. ^ "Autorizzazione ad istituire un ginnasio in Frosolone ed in Palmi ed a convertire in governativi i ginnasi comunali di Avezzano, Cassino, Pontedera ed altri" 28.06.1901 - 13.12.1901 / Inventario: Disegni e proposte di legge e incarti delle commissioni (1848-1943) / Archivio della Camera Regia (1848-1943) / Patrimonio / Archivio storico della Camera dei deputati, su archivio.camera.it. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  20. ^ Atti Parlamentari della Camera dei Deputati del 13 dicembre 1901 (PDF), storia.camera.it.
  21. ^ Forche Caudine - Il sito dei romani d'origine molisana, su www.forchecaudine.com. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  22. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  23. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 22.
  24. ^ bafrosolone, Frosolone, in Bandiere Arancioni TCI, 9 maggio 2015. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  25. ^ Livy: Book X, su www.thelatinlibrary.com. URL consultato il 22 ottobre 2016.

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