Macchiagodena

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Macchiagodena
comune
Macchiagodena – Stemma Macchiagodena – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Molise-Stemma.svg Molise
ProvinciaProvincia di Isernia-Stemma.png Isernia
Amministrazione
SindacoFelice Ciccone (Alternativa Civica) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate41°34′N 14°24′E / 41.566667°N 14.4°E41.566667; 14.4 (Macchiagodena)Coordinate: 41°34′N 14°24′E / 41.566667°N 14.4°E41.566667; 14.4 (Macchiagodena)
Altitudine864 m s.l.m.
Superficie34,35 km²
Abitanti1 811[1] (30-9-2017)
Densità52,72 ab./km²
Comuni confinantiBojano (CB), Cantalupo nel Sannio, Carpinone, Frosolone, San Massimo (CB), Sant'Elena Sannita, Santa Maria del Molise
Altre informazioni
Cod. postale86096
Prefisso0865
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT094026
Cod. catastaleE779
TargaIS
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 583 GG[2]
Nome abitantimacchiagodenesi
PatronoSan Nicola di Bari
Giorno festivoterza domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Macchiagodena
Macchiagodena
Macchiagodena – Mappa
Posizione del comune di Macchiagodena nella provincia di Isernia
Sito istituzionale

Macchiagodena [makkjaˈɡɔdena] è un comune italiano di 1.811 abitanti della provincia di Isernia in Molise. Fa parte dell'associazione Borghi Autentici d'Italia[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini italiche[modifica | modifica wikitesto]

Benché il paese sia un castrum longobardo medievale, notizie di un villaggio dei Sanniti si hanno dai reperti archeologici rinvenuti nei colli circostanti. Tra i reperti un oinochoe del VI secolo a. C. presso località Piana di Achille e Fosso Pampalone. Il villaggio italico sorgeva presso il tratturello che si sviluppava dal maggiore che da Aufidena (Pescasseroli) andava in Puglia, tale villaggio sorgeva in località Valle Fredda, i cui reperti sono conservati nel Museo Sannitico di Campobasso. Benché il villaggio non fosse un vero e proprio centro vitale con mura e templi di rilievo, fu conquistato certamente nel I secolo a. C. da Roma e subì la distruzione dei Vandali dopo la fine dell'impero.

Dal Medioevo a oggi[modifica | modifica wikitesto]

San Vincenzo al Volturno, uno dei primi monasteri molisani, che possedette Macchiagodena nel primo periodo di sviluppo

Il castrum nuovo fu fondato nel 964, noto come Maccla de Godino, dai conti Pandolfo e Landolfo della vicina Isernia. Il feudo nel 1000 fu possesso della potente Abbazia di San Vincenzo al Volturno, a cui fu venduto da Maria di Roffredo, all'abate Maraldo. Era inclusa anche la primitiva chiesa di Sant'Apollinare, oggi scomparsa. Nel XIII secolo furono i Cantelmo a dominare sul feudo, e nel secolo successivo subentrarono i Pandone, che avevano il loro quartier generale nel castello di Venafro.
Macchiagodena tuttavia non ebbe mai dei padroni stabili, poiché nell'arco di mezzo secolo era sempre ceduta a nuove famiglie. Nel Quattrocento fu dei Caetani di Baranello e poi dei Mormile di Castelpagano. Tra Cinquecento e Seicento fu dei Piscicelli (1615)e poi dei Caracciolo. Nel 1799 con la conquista francese del Molise, Macchiagodena entrò nel dipartimento del Sangro, poi al distretto di Isernia. Nel 1815 invece subentrò al circondario di Cantalupo nel Sannio. Nel 1805 un grave terremoto sconvolse il Molise, distruggendo a Macchiagodena le chiese principali, che furono ricostruite in stile neoclassico.
Nella storia recente Macchiagodena, dopo esser stata per oltre un secolo nella provincia di Campobasso, nel 1970 è ripassata a Isernia.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello baronale: principale monumento del paese, fu fondato come torre di guardia dai Longobardi, e nel 1269 da Carlo I d'Angiò fu donato a Barrasio, che lo governasse per conto di Napoli. In questa epoca il castello fu ampliato a pianta quadrata allungata, con quattro torrioni angolari. Nel 1422 fu possesso di Giovanni Cantelmo, come registrato dalla regina Giovanna II di Napoli. Avente pianta irregolare rettangolare, si erge sulla roccia, dove compaiono le due torri maggiori a scarpa. Parte invece ha l'aspetto di un palazzo gentilizio, poiché il castello fu ristrutturato dopo il terremoto del 1805. Interessante è l'ingresso vano rotondo, all'estremità della seconda rampa di accesso. L'interno un tempo aveva tavole dipinte, successivamente scomparse, ed oggi presenta un classico aspetto ottocentesco dove è conservata la biblioteca. Un corridoio conduce ai sotterranei, dove un tempo erano torturati i prigionieri.
  • Chiese di San Nicola - San Lorenzo: la prima è la parrocchiale, la seconda si trova vicino al castello ed un tempo era convento, fino alla soppressione nel 1866. San Nicola si trova nel centro del paese, a pianta basilicale con navata unica. La facciata è divisa da paraste e mostra un elegante decorazione a salienti polistile, tra il tardo barocco e il neoclassico. Anche l'interno è piuttosto sobrio, tranne una cappella rinascimentale a sinistra, unica parte sopravvissuta della chiesa antica. La chiesa di San Lorenzo ha le sue fattezze attuali in merito al rifacimento del 1719, anche se le terminazioni trilobate e l'impianto fanno pensare a una sua fondazione nel XIII secolo. La facciata è molto semplice, in stile neoclassico, con paraste a colonna dorica, e architrave triangolare. L'interno a navata unica e conserva un pregevole organo settecento napoletano. All'ingresso si trova una croce stazionaria medievale di particolare interesse, che mostra Cristo trionfatore con la Madonna regina, insieme al diacono Lorenzo che regge la graticola del suo martirio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ospita un'importante centrale di produzione di energia eolica con 19 aerogeneratori di potenza installata totale pari a 16,15 MW.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Macchiagodena fa parte della Comunità Montana del Sannio.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda il calcio a 5 esiste il Macchiagodena C5 che gioca in Serie C2.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Copia archiviata, su borghiautenticiditalia.org. URL consultato il 23 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2012).
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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