Capracotta

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Capracotta
comune
Capracotta – Stemma Capracotta – Bandiera
Capracotta nel dicembre 2011 con in vista la chiesa dell'Assunta
Capracotta nel dicembre 2011 con in vista la chiesa dell'Assunta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Molise-Stemma.svg Molise
Provincia Provincia di Isernia-Stemma.png Isernia
Amministrazione
Sindaco Antonio Vincenzo Monaco (lista civica) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 41°50′00″N 14°16′00″E / 41.833333°N 14.266667°E41.833333; 14.266667 (Capracotta)Coordinate: 41°50′00″N 14°16′00″E / 41.833333°N 14.266667°E41.833333; 14.266667 (Capracotta)
Altitudine 1.421 m s.l.m.
Superficie 42,55 km²
Abitanti 938[1] (31-12-2013)
Densità 22,04 ab./km²
Comuni confinanti Agnone, Castel del Giudice, Pescopennataro, San Pietro Avellana, Sant'Angelo del Pesco, Vastogirardi
Altre informazioni
Cod. postale 86082
Prefisso 0865
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 094006
Cod. catastale B682
Targa IS
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona F, 4 004 GG[2]
Nome abitanti capracottesi
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capracotta
Capracotta
Posizione del comune di Capracotta nella provincia di Isernia
Posizione del comune di Capracotta nella provincia di Isernia
Sito istituzionale

Capracotta è un comune italiano di 920[3] abitanti della provincia di Isernia, in Molise. Si trova a 1.421 metri sul livello del mare ed è, dopo Rocca di Cambio, il comune più alto dell'Appennino.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

«Non è difficile scorgere su di una qualsiasi carta geografica d’Italia il territorio di Capracotta: basta seguire con lo sguardo da sinistra a destra la linea della latitudine di Roma, e da sotto in su quella longitudinale di Napoli per incontrarlo nella convergenza delle due linee. Perché l’abitato è posto proprio sul parallelo 41 ½ e sul meridiano del Castel dell’Ovo. Si stende fra l’agro di Pescopennataro e Sant'Angelo del Pesco verso Nord, di quello di Agnone ad Est, di Vastogirardi a Sud e di S.Pietro Avellana e di Castel del Giudice ad ovest per un’ampiezza approssimativa di 4500 ettari in cifra tonda, tomoli locali 13500 circa di are 33,65 ciascuno[4]».

Panorama di Capracotta

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il punto più alto del territorio comunale è la vetta di Monte Campo a 1746 m s.l.m. A valle dell'abitato, in direzione sud, si trovano le sorgenti del Verrino, affluente del fiume Trigno. Poco fuori del paese, sulla strada per Pescopennataro, è sito il "Giardino della Flora Appenninica"[5], orto botanico di alta quota che raccoglie notevoli specie floreali e arboree dell'Italia centro-meridionale.

Via Risorgimento

Capracotta è un'importante località climatica e sciistica. Ha due importanti impianti[6]: uno per lo sci alpino, in località Monte Capraro, con una seggiovia; l'altro per lo sci di fondo in località Prato Gentile: quest'ultimo impianto è stato sede dei Campionati Italiani Assoluti di sci di fondo nel 1997.

Santuario di Santa Maria di Loreto
Piazza Stanislao Falconi

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Capracotta.

In inverno non è difficile imbattersi in bufere di neve, specialmente nei mesi di gennaio e febbraio. Per questo Capracotta è nota anche come il paese delle bufere. Il manto nevoso può facilmente superare i due metri e talvolta raggiungere i 3 metri. A marzo 2015, sono stati rilevati 256 centimetri caduti in soli 18 ore.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le più antiche tracce della presenza umana nel territorio del Comune di Capracotta risalgono al Paleolitico: in località Morrone sono stati ritrovati strumenti di caccia dell'uomo di Neanderthal.

Il primo insediamento stabile risale, invece, al IX secolo a.C. Si tratta di un centro abitato ritrovato nel corso di cinque campagne di scavo promosse dalla Soprintendenza per i Beni archeologici del Molise tra il 1979 e il 1985 nei pressi della Fonte del Romito. Gli scavi archeologici hanno svelato l'esistenza di un sito con una vitalità di circa mille anni: da alcune capanne circolari del IX secolo a.C. a edifici in marmo del I secolo d.C. collocati in un contesto urbano ben pianificato.

L'attuale paese di Capracotta, invece, nasce sullo sperone della Terra Vecchia nei primi decenni del Medioevo durante la conquista longobarda del Mezzogiorno d'Italia (fine VI- inizi VII secolo d.C.). Si sviluppa nei secoli successivi attraverso la pratica della transumanza, cioè lo spostamento invernale degli armenti dalle alture dell'Abruzzo al Tavoliere delle Puglie. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Capracotta viene quasi interamente distrutta dalle truppe tedesche in ritirata verso la Val di Sangro con il fuoco e la dinamite.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo sembra alludere alla tradizione religiosa dei Longobardi di sacrificare una capra, in onore del dio Thor, prima di insediarsi in un luogo appena conquistato e mangiarne le carni come rito apotropaico contro l'esaurimento delle fonti di sostentamento del gruppo tribale che, diventando stanziale, si faceva comunità. Al periodo longobardo, non a caso, risale la più antica attestazione del nome: un atto di donazione del 1040[7].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«Comune situato all'interno della linea "Gustav", occupato dalle truppe tedesche, subiva, in attuazione della tattica della "terra bruciata", la quasi completa demolizione del patrimonio edilizio e diverse vittime civili. La popolazione, costretta a rifugiarsi nei paesi vicini, seppe resistere con contegno agli stenti e alle dure sofferenze, per intraprendere, poi, la difficile opera di ricostruzione morale e materiale. 1943/1944 - Capracotta (IS).[8]»
— Capracotta, 11 marzo 2011

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Chiesa di Santa Lucia

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del Monte Capraro da Capracotta

Dal 1962, in località Prato Gentile, viene celebrata La Pezzata, sagra della pecora bollita che si tiene ogni prima domenica di agosto. La tradizione di bollire la pecora risale alla pratica della pastorizia transumante lungo il tratturo. Nel 2014 questo piatto è stata inserito tra le "eccellenze" dalla rivista Gambero Rosso. Difatti sul territorio capracottese passa un tratturo tra i più importanti d'Italia. Interessante anche la visita al Giardino Botanico della Flora Appenninica, situato a soli 2 km dal paese.

Discreta è l'attività culturale. Il Comune edita ogni tre mesi un periodico cartaceo, "Voria". Ogni anno, poi, viene pubblicato il "Diario di Capracotta: fatti e curiosità di un anno", un volume che racconta i principali avvenimenti accaduti nel periodo compreso tra il mese di luglio e quello di giugno dell'anno successivo. Sempre con cadenza annuale il Comune indice un concorso letterario e fotografico a tema, i cui contributi vengono pubblicati di volta in volta in un apposito volume.

Agli inizi dell'anno 2013, è nata l'associazione "Amici di Capracotta" per recuperare, valorizzare e promuovere il patrimonio culturale cittadino.

Persone legate a Capracotta[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Campanelli, storico;
  • Calzella Carfagna, comandante delle artiglierie dell'esercito imperiale di Carlo V;
  • Oreste Conti, storico;
  • Mario Di Nucci, fondista della nazionale italiana;
  • Giuseppe Di Tella, ingegnere;
  • Torcuato Di Tella (1892-1948), imprenditore e filantropo;
  • Torcuato Di Tella (1929), ambasciatore argentino in Italia;
  • Nicola Falconi, sottosegretario di Stato e senatore;
  • Stanislao Falconi, avvocato generale presso la Corte di Cassazione;
  • Erasmo Iacovone, calciatore;
  • Egidio Monaco, pittore;
  • Giovanni Leo Paglione, pittore;
  • Ruggero Santilli, fisico.

Riferimenti a Capracotta nella cultura[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film "Il conte Max", diretto da Giorgio Bianchi e interpretato da grandissimi attori quali Alberto Sordi, Vittorio De Sica e Tina Pica, viene menzionato spesso il nome di Capracotta quale meta di vacanza invernale. Nel film, il protagonista Alberto Boccetti (interpretato da Sordi) la definisce "piccola Cortina degli Abruzzi".
  • Ernest Hemingway, nel suo capolavoro "A farewell to arms" (Scribner, 1929), conosciuto in Italia come "Addio alle armi" (Mondadori, 1965), in cui racconta le proprie esperienze di guerra, cita un cappellano di Capracotta che parla con commozione del paese altomolisano, dove «c’erano le trote nel torrente sotto la città. Era proibito suonare il flauto la notte.Quando i giovanotti facevano le serenate, soltanto il flauto era proibito. [...] I contadini chiamano tutti “Don” e quando incontrano qualcuno si tolgono il cappello».
  • Lo scrittore belga Christian Beck visita Capracotta nell'estate del 1909. Trascorre le sue giornate passeggiando tra i boschi. Si innamora della giovanissima Maria Pia Falconi che immortala, col nome di Trianon, nel suo capolavoro "Le Papillon. Journal d'un romantique" (Bénard, 1910).
  • Clotilde Marghieri, nel suo "Vita in villa" (Ricciardi, 1960), loda un certo Vincenzo Carnevale di Capracotta, domestico «malinconicissimo, un uomo di innata nobiltà e saggezza, un vero filosofo».
  • Edmondo De Amicis, durante il viaggio transoceanico raccontato in "Sull'oceano" (Treves, 1889), nella moltitudine di persone incontrate a bordo cita testualmente «la faccetta rotonda della contadina di Capracotta».
  • Uys Krige, soldato sudafricano detenuto presso il campo di prigionia di Fonte d'Amore (Sulmona) durante la Seconda guerra mondiale, parlando della sua fuga per raggiungere gli alleati a sud, scala in modo rocambolesco alcune alture di Capracotta, raccontando il tutto nel suo "The way out" (Miller, 1955), tradotto in italiano col titolo "Libertà sulla Maiella" (Vallecchi, 1965).
  • Lo scrittore Eugenio Corti, proposto al Premio Nobel per la letteratura 2011, nel suo secondo romanzo "I poveri cristi" (Garzanti, 1951), racconta la propria esperienza nell'esercito italiano in seguito all'armistizio dell'8 settembre 1943. Durante il tragitto che lo porterà ad unirsi alle truppe alleate, sosterà a Capracotta dicendo che «dei luoghi di villeggiatura aveva infatti la riduzione di tutto a superficie e la sgargiante monotonia». A dispetto della popolazione, gli albergatori del posto gli rifiutarono ospitalità.
  • Il grande filologo Francesco D'Ovidio narra la vicenda del bandito Ippolito Amicarelli, imboscatosi a Capracotta «che certo fu uno de’ suoi rifugi», nei suoi "Rimpianti" (Sandron, 1903).
  • Guido Piovene si interessò al villaggio altomolisano nel titanico "Viaggio in Italia" (Mondadori, 1957) riguardo l'opportunità di istituire la Provincia di Isernia, che a Capracotta, «il più alto dei comuni appenninici, e perciò l’inverno è chiuso dalle nevi e dai ghiacci», avrebbe certamente giovato in quanto l'avrebbe avvicinata ai servizi e agli uffici di pubblica utilità.
  • L'isernino Franco Ciampitti, grande narratore della vita contadina e pastorale del centro-sud, prima ne "Il tratturo" (L'arte tipografica, 1968) e poi nel suo racconto "Il grande viaggio", contenuto nell'omonima raccolta (Varesina, 1971), resterà estasiato dal suo primo incontro con Capracotta innevata.
  • Nella biografia di Tommaso Besozzi curata da Enrico Mannucci ("I giornali non sono scarpe", Baldini & Castoldi, 1995), quest'ultimo racconta un episodio che l'illustre giornalista vigevanese visse a Campobasso allorquando conobbe Emanuele Paglione, procaccia di Capracotta, il quale, incurante della bufera di neve che aveva isolato il villaggio altomolisano, aveva raggiunto a cavallo il capoluogo per effettuare il servizio postale.
  • Della giornalista nonché storico delle migrazioni Amy Allemand Bernardy, all'interno della raccolta "Italia randagia attraverso gli Stati Uniti" (Bocca, 1913), spicca la descrizione: «ora che là verso Capracotta sale la luna, la gran luna bionda, lattea, pallida, opalina, che vela di agreste dolcezza il mondo».
  • Lo scrittore napoletano Antonio Pascale ha descritto lo spettacolo dei misconosciuti pascoli molisani nel suo "Non è per cattiveria" (Laterza, 2006) e ha avvicinato la bellezza di Capracotta a quella di Courmayeur.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'ASD Capracotta disputa attualmente il campionato di Serie C2 di Calcio a 5 molisano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 maggio 2006 in carica Antonio Vincenzo Monaco Lista civica Sindaco

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Bilancio demografico mensile Istat del 22 dicembre 2014.
  4. ^ Luigi Campanelli, Il territorio di Capracotta, Firenze, Scuola Tipografica Antoniana, 1931.
  5. ^ Giardino di Flora Appenninica.
  6. ^ Funivie Molise.
  7. ^ Francesco Di Rienzo, La fondazione longobarda di Capracotta.
  8. ^ Sito del Quirinale – Documento assegnazione onorificenza. URL consultato il 10 maggio 2011.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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