Val di Sangro

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Val di Sangro
Vaj di Sangro.JPG
La val di Sangro all'incontro dei fiumi Sangro e Aventino (territorio di Casoli)
Stati Italia Italia
Regioni Abruzzo Abruzzo Molise Molise
Province Chieti Chieti L'Aquila L'Aquila Isernia Isernia
Località principali *Lato ovest: Lanciano, Atessa, Paglieta, Torino di Sangro, Fossacesia, Mozzagrogna, Altino, Sant'Eusanio del Sangro, Casoli, Archi, Perano, Bomba, Pennadomo, Colledimezzo, Montelapiano, Civitaluparella, Gamberale, Villa Santa Maria, Quadri, Monteferrante, Pizzoferrato, Borrello, Capracotta, Sant'Angelo del Pesco, Ateleta, Castel di Sangro, Roccaraso, Pescasseroli
Comunità montana Comunità Montana Valsangro
Fiume Sangro
Nome abitanti Sangritani

Coordinate: 42°08′45.95″N 14°26′35.37″E / 42.146096°N 14.443159°E42.146096; 14.443159

La val di Sangro è una zona naturale che si estende lungo il corso del fiume Sangro, nella zona meridionale della provincia di Chieti. In questa zona il centro maggiore è Lanciano.

Tuttavia, seguendo il corso del fiume, la stretta valle si dirama anche per un tratto del Molise e parte della provincia di L'Aquila, tra Castel di Sangro e Roccaraso, facente parte della Comunità Alto Sangro.

È sede di un importante agglomerato industriale (Sevel-Honda), situato perlopiù nel comune di Atessa, nonché di ricche risorse naturalistiche. Oltre allo sviluppo industriale, la valle vede anche un notevole sviluppo agricolo nelle zone di Lanciano e Fossacesia per la produzione vinicola, e turistico al livello naturale (la costa dei Trabocchi, la montagna del fiume Sangro, la Majella e il lago di Bomba), e soprattutto artistico per la presenza di città d'arte e borghi medievali.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell'Abruzzo.
Veduta di Lanciano
Un trabocco di San Vito Chietino

Il territorio è molto vasto, circondato da alte colline e la catena montuosa dei Monti Frentani, dei quali è capo il Monte Pallano (1020 metri s.l.m), assieme al massiccio occidentale della Majella.

  • Il Basso Sangro è la parte della conca di Lanciano-Atessa dove negli anni '70 è stato costituito il complesso industriale Honda-Sevel. Il territorio pianeggiante è costituito da piante della macchia mediterranea, con lecceti, presso Torino di Sangro e Fossacesia, e numerose piante invasive come canneti ed erbe palustri, specialmente presso le anse del fiume Sangro, fino alla sua foce tra Fossacesia Marina e Torino di Sangro della località Lago Dragoni. Le campagne coltivate sono popolate da ulivi e vigneti, che seguono l'andamento ondeggiante e dissestato dei colli, specialamente verso Atessa e Lanciano, nell'area popolosa di Colle Sant'Onofrio. Il dislivello del terreno è sempre costante da Lanciano fino al mare, passando per i centri di Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro e Fossacesia Paese, sul cui promontorio finale del golfo di Venere si staglia la Badia di San Giovanni in Venere. La città di Lanciano è costituita da tre colli, Colle Erminio col rione Lancianovecchia, il Colle Selva coi rioni Civitanova-Sacca e il Colle Pietroso, con il rione Borgo.
    L'area che va da Lanciano, attraverso la zona pianeggiante di Brecciario di Sant'Eusanio del Sangro, è costituita da colli franosi che mostrano dei calanchi, costituitisi con l'attività millenaria di erosione del terreno. Presso Atessa l'area si fa più montuosa, andando a ovest, poiché inizia la catena dei Monti Frentani con i centri di [Tornareccio]], Archi e Perano. La piana, oltre al nucleo industriale, negli anni '70 è stata terreno fertile per lo sviluppo della zona 167 dei principali comuni e delle frazioni contadine, divenute delle vere e proprie mini-città, come Piazzano, Montemarcone, Quadroni, Piane d'Archi e Selva d'Altino, dove si sono trasferiti i principali esercizi commerciali e pubblici dei comuni.
    Presso il mare i centri principali sono Torino di Sangro, Fossacesia e Rocca San Giovanni, caratterizzati dall'irregolarità del terreno tufaceo,, molto ricco di piante della macchia mediterranea e di ulivi. Il terreno scende a strapiombo, o in forte pendenza man mano che ci si avvicina al mare. Con l'avvento del turismo del boom economico le zone a mare di Torino e Fossacesia sono state interessate da un forte incremento economico e urbano.
Panorama di Villa Santa Maria
  • Il Medio Sangro include le aree di Bomba, Villa Santa Maria, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano e Civitaluparella, fino a Borrello e Rosello. Vi si trova il orso principale del fiume Sangro, che lambisce il Monte Cresta di Villa Santa Maria e i piedi del Monte Pallano, dove si staglia il centro di Bomba. L'area, a forte rischio di spopolamento nel dopoguerra, divenne nel 1957 sede della diga di Bomba con la piccola centrale idroelettrica del lago omonimo. Il territorio si mostra sempre più montuoso, come nell'esempio della cresta di roccia dei tre comuni di Villa Santa Maria, Buonanotte Vecchia e Montelapiano a nord-ovest, e il centro di Monteferrante a sud-ovest. Le gole del Sangro si fanno sempre più profonde, scavate naturalmente dal fiume, fino al territorio di Borrello e di Civitaluparella, adagiata sopra un pizzo montuoso, e portano, attraverso una fitta area boschiva, alle sue sorgenti presso Castel di Sangro, risalendo a nord-ovest verso l'altopiano dell'Alto Sangro di [Roccaraso]].
Panorama di Fara San Martino con dietro la Majella
  • L'Aventino: il territorio a nord-ovest è diviso dal territorio del Medio Sangro dalla catena collinare-montana dei centri di Altino e Roccascalegna, la cui massima altura è il Monte Calvario (345 m.). I due comuni, assieme ai maggiori di Casoli, Fara San Martino, Gessopalena, Lama dei Peligni e Montenerodomo, fanno parte della Comunità montana Aventino-Medio Sangro; il fiume Aventino (affluente del Sangro), che nasce a Palena ai piedi della Majella sul valico della Forchetta, si unisce esattamente ai piedi di Casoli con il grande fiume della valle, creando una sola unità che sfocia al mare. Il territorio a ovest è delimitato da colline montuose, come a Casoli e Roccascalegna, di grande impatto visivo, mentre verso Gessopalena, e a est verso Fara San Martino, il territorio cambia. Verso Fara iniziano le gole della Majella, dominate dalla vasta mole rocciosa della montagna, la cui strada prosegue, lambendola, verso Lama e Palena, alternando aree boschive a zona completamente spoglie caratterizzate dalla nuda roccia. Presso Lama si trova la grotta del Cavallone, visitata da Gabriele d'Annunzio. La parte a ovest dell'Aventino comprende i comuni di Gessopalena, Lettopalena, Taranta Peligna, Colledimacine, Torricella Peligna e Montenerodomo, caratterizzati da colline montuose, che diventano montagne vere e proprie, costituite da mura ciclopiche e da rocce levigate sporgenti dal terreno, nella zona Torricella-Montenerodomo.
    Proseguendo dopo Montenerodomo verso Pizzoferrato, si scende nella zona del Medio Sangro presso Civitaluparella e Quadri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I Sanniti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sanniti e Storia del Sannio.

La valle fu popolata dall'VIII secolo a.C. da più tribù dei Sanniti, provenienti dalle sorgenti del fiume Sangro, in discesa lungo il fiume per l'attuale Molise, dove fondarono la Città del Toro (l'attuale Pietrabbondante). Le popolazioni che si stabilirono nella valle, praticando la fondazione sacra del Ver sacrum durante la primavera[1], furono i Frentani, ragion per cui il territorio è detto anche Frentania, che costruirono la loro capitale Anxanum (l'odierna Lanciano). Altri popoli come i Carecini e i Pentri costruirono le fortificazioni di Cluviae (Casoli), Juvanum (Montenerodomo) e Aufidena (Alfedena). L'economia si basava sul commercio agricolo favorito dalle mulattiere dei tratturi, presso cui i viandanti e i commercianti pastori si spostavano per raggiungere le altre terre, o il mare, seguendo il fiume.
Con lo scoppio delle guerre sannitiche, anche i Frentani dovettero subire la pressione di Roma, tentando le difese erigendo fortificazioni come l'esempio di Pallanum, fortezza sopra il Monte Pallano, costituita da mura ciclopiche.

Età romana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Frentani, Anxanum, Pallanum e Juvanum.
Mura megalitiche di "Pallanum" (Tornareccio)

Nel II secolo a.C. i Romani conquistarono tutti i villaggi della Frentania e svilupparono le nuove città di Anxanum (Lanciano) e Ate (Atessa). Anxanum era la città maggiore è fu proclamata capitale della valle frentana, nonché municipium nel 91 a.C.[2]. La città fu dotata di un foro, di templi le cui divinità furono conformi a quelle di Roma, e non più italiche, come gli esempi dei resti dei luoghi sacri romani nelle cripte della chiesa di San Biagio (tempio di Minerva), della chiesa di Santa Lucia (tempio di Giunone) e la chiesa di Santa Maria Maggiore, eretta sopra il tempio di Apollo. Nel III secolo d.C. inoltre l'imperatore Diocleziano fece erigere un ponte per collegare il nucleo romano al colle opposto sopra il burrone Bagnaro. Tale ponte esiste ancora oggi, benché restaurato in forme medievale, sopra cui poggia la Cattedrale della Madonna del Ponte.

Nella valle furono realizzate opere romane di grande rilievo anche nelle città secondarie, come Cluviae e Juvanum. Nella prima oggi si conserva la cavea di un teatro romano, e lo stesso fu anche per la seconda, dove vennero eretta la basilica, il foro, i templi e il teatro.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di San Giovanni in Venere, Trebula (Quadri), Grotta Sant'Angelo (Lama dei Peligni), Eremo della Madonna dell'Altare e Castello ducale di Casoli.
Castello medievale di Roccascalegna

La valle, subito dopo la caduta dell'Impero Romano, nel 1476 fu saccehhiata dai barbari e dai saraceni. Nell'VIII secolo circa ci fu l'opera di incastellamento di tutti i comuni neonati dalle rovine romane, o costruiti ex novo come fortezze, quali Casoli, Roccascalegna e Archi. Lanciano nel XVI secolo andò in mano ai Longobardi, che eressero il Castrum Lanzani con le mura di fortificazione, e nell'XI secolo i Normanni proseguirono l'opera di erezione della cinta muraria, con l'esempio delle Torri Montanare. Lo stesso valse per Atessa, seconda città maggiore della valle, mentre molti abitati oggi esistenti, come Paglieta, nell'epoca normanna non erano altro che piccoli fortilizi o torri dia vvistamento, come si può ben leggere dal nucleo storico del Castrum Palletae, di fondazione longobarda. Nell'XI secolo sorsero inoltre importanti monasteri come l'Abbazia di San Giovanni in Venere, la Badia di Santa Maria dello Spineto e l'Abbazia di Santa Maria in Palazzo a Montenerodomo. Tali monasteri avevano un controllo speciale presso il territorio, con vassalli e terre, benché Lanciano nel XII secolo facesse parte della contea di Manoppello, e di seguito sottomessa al casato angioino.[3]
Nel XIII secolo presso le gole della Majella fu avviata la pratica dell'eremitaggio, e la montagna fu abitata da Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V, che fondò l'eremo della Madonna dell'Altare a Palena e la Grotta Sant'Angelo a Palombaro; mentre presso Fara San Martino veniva costruita l'imponente Abbazia di San Martino in Valle.

La città di Lanciano era il fulcro principale dell'economia locale, poiché crocevia dei maggiori tratturi, avendo inoltre il principale tratturo Lanciano-Cupello che portava fino alle porte del vastese; era inoltre sede delle grandi fiere del commercio, che si tenevano sul piano del colle dinanzi al Colle Erminio, dove stava la città antica. La produzione tipica della città, ancora oggi esistente, era quella delle ceramiche, che del resto erano prodotte in tutto l'Abruzzo in diverse varietà.

Dal Cinquecento al Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Per tutto il XVI-XIX secolo la valle rimase fiorente grazie al tratturo di Lanciano dei pastori transumanti, e al commercio rurale delle fiere mercantili lancianesi. Nel 1566 le coste di Fossacesia e San Giovanni in Venere furono invase da scorribande degli Ottomani, che saccheggiarono l'abbazia e il porto di San Vito Chietino. Per questo Carlo V ordinò al costruzione di torri costiere nel primo decennio del '500. Nel 1706 un grave terremoto della Majella sconvolse i borghi dell'Aventino come Fara San Martino e Lama dei Peligni.

La Cattedrale di Lanciano in una incisione ottocentesca

L'economia della vallata si mantenne legata al commercio dei tratturi fino al 1806, quando con il decreto di Giuseppe Bonaparte fu abolito ilo feudalesimo, e pertanto i tratturi non più destinati al controllo dei signori locali. Il territorio fu ripartito nel distretto di Lanciano compreso nell'Abruzzo Citeriore con capoluogo Chieti, e annetteva a sé diversi circondari: quello di Orsogna (benché sia un comune della Piana Marrucina), quello di Casoli, quello di Atessa, quello di Ortona, quello di Lama dei Peligni, quello di Torricella Peligna e quello di San Vito Chietino.
Solamente alla fine del secolo l'economia del territorio inizierà a cambiare durante lo sviluppo industriale. Nel 1881 un terremoto dell'VIII grado della scala Mercalli danneggiò Lanciano e Orsogna, anche se non gravemente. Intorno al 1895 il borgo di Casoli è frequentato da Gabriele D'Annunzio, ospite al Castello ducale dell'amico Pasquale Masciantonio, dove scriverà il romanzo Le vergini delle rocce.

Nel 1912 da San Vito Chietino iniziò la costruzione della Ferrovia Sangritana con capolinea a Castel di Sangro, patrocinata da Pasquale Masciantonio, sindaco di Casoli. Anche la città di Lanciano inizia a industrializzarsi: a contrada Santa liberata venne costruito un inceneritore, nella città fu inaugurata la stazione della Sangritana, e sul viale dei Cappuccini fu costruito lo zuccherificio, mentre nel fosso della Pietrosa una distilleria. Nel 1933 un nuovo terremoto della Majella danneggia i borghi di Palena e Gessopalena.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Ettore Troilo, Brigata Maiella e Linea Gustav.
Monumento commemorativo alla strage di Gessopalena

Nel 1943, dopo l'armistizio dell'8 settembre, i tedeschi occuparono Lanciano e successivamente tutti i comuni della Frentania perché costituivano una cerniera sulla montagna tra Ortona e Cassino nella linea Gustav.[4] Alla fine dell'anno Ortona fu distrutta e liberata dagli alleati, e i tedeschi ripiegarono sulle montagne; dopo essere stati cacciati anche da Lanciano dopo la guerriglia del 6 ottobre voluta da un gruppo di giovani lancianesi, ribattezzati "martiri ottobrini". La città fu bombardata nell'ottobre del 1943. Gli avamposti strategici nella vallata erano Paglieta, Torino di Sangro e Casoli. I primi due comuni non subirono danni mentre Casoli fu conquistata in tempo dagli alleati e dichiarata città libera dal Generale Britannico Bernard Law Montgomery. Danni comunque ci furono per le campagne di Paglieta, dove i tedeschi tentavano di impedire l'avanzata dei carri armai degli Alleati distruggendo i ponti in ferro sul Sangro, e minando i letti del fiume, per far saltare in aria le macchine da guerra. Anche il ponte di Casoli fu fatto saltare in aria. I tedeschi, vista questa tattica improduttiva, fuggirono a Gessopalena, eseguendo la nuova tattica della terra bruciata, ossia di impedire qualsiasi rifornimento agli Alleati a costo di cancellare interamente le loro postazioni, ossia distruggere i comuni che prendevano d'assalto. Minarono completamente Gessopalena alla fine del 1943, facendo saltare il vecchio paese in aria. Mentre il 21 gennaio 1944 sempre presso Gessopalena, nel borgo di Sant'Agata, i tedeschi compirono una strage civile, seguendo la stessa tattica.[5]Anche i comuni limitrofi di Lettopalena, Montenerodomo e Taranta Peligna subirono la stessa sorte, perdendo il patrimonio storico e numerose vite civili. Gli abitanti di Lettopalena furono costretti a sfollare nell'ottobre 1943, e costretti a una marcia suicida sulle montagne verso la prigione di Rocca Pia, in mezzo alla neve.

Nel frattempo il tenente Ettore Troilo di Torricella Peligna costituisce la Brigata Majella a Casoli, per respingere con gli alleati i tedeschi invasori invasori. L atattica era quella di attaccare all'improvviso in vere e proprie imboscate i soldati tedeschi, sprovvisti di carri e aerei sopra le montagne, uccidendo quanti più uomini possibile. La val di Sangro fu liberata nell'aprile del 1944.

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '50 si sono svolti scontri per la realizzazione presso Atessa di una fabbrica, sul progetto della cosiddetta "Sangro-chimica". Vi era anche la proposta della lottizzazione dei terreni vergini della Badia di San Giovanni in Venere. Tali proteste ebbero buon esito, e fu costituito dai Padri Francescani un'associazione per la tutela dell'abbazia.

Foce del Sangro a Lago Dragoni, Torino di Sangro

Nel 1952 sono partiti i lavori per una centrale idroelettrica presso Bomba, deviando il corso del fiume Sangro. Nel 1956 è stato ultimato il Lago di Bomba. Nello stesso periodo fu deviato l'Aventino per il lago artificiale Sant'Angelo, presso Casoli. Ciò in parte ha incrementato una parte del turismo naturale e sportivo presso l'area lacustre. Nel 1984 un terremoto di entità contenuta tra Pizzoferrato e Gamberale ha danneggiato lievemente i borghi.

A partire dagli anni '70 iniziò la costruzione di un comprensorio industriale nello scalo di Atessa, della Honda-Sevel, per frenare il forte spopolamento dei paesi, specialmente quelli di montagna.[6] Prese avvio anche la costruzione della Strada Statale Fondovalle Sangro, partendo da Fossacesia Marina per giungere a Castel di Sangro. A causa di soldi male investiti e di frane, la strada verrà terminata nel 2022, con la costruzione del casello mancante di Civitaluparella-Fallo.[7]

In contemporanea allo sviluppo industriale, negli anni 2000 si è incrementato anche il turismo, specialmente per il mare della Costa dei Trabocchi, per la città storica di Lanciano, e per le escursioni di montagna. Attualmente inoltre sono in corso polemiche e incontri riguardo possibili progetti futuri sulla realizzazione di un sansificio presso località Brecciaio di Sant'Eusanio del Sangro, e l'estrazione di gas dal terreno del lago intorno a Bomba. Vi è anche un progetto di valorizzazione della costa dei Trabocchi, con la formazione del "Parco regionale della Costa Teatina".

Nel 2015 si sono svolte proteste contro la società elettrica TERNA, durante la costruzione del nuovo elettrodotto Villanova-Gissi. Il viadotto elettrico parte da Cepagatti (PE), e passando per Guardiagrele giunge nella zona vastese di Gissi. Tali proteste e cessione dei terreni agricoli hanno scatenato la denuncia da parte della TERNA di una madre manifestante di Paglieta (CH), successivamente risoltasi in un nulla di fatto. In merito a tale costruzione, è in progetto un comitato per la riqualificazione e la protezione delle zone cariche dei "calanchi", presenti soprattutto tra Guardiagrele e Casoli.

Natura: i fiumi[modifica | modifica wikitesto]

All'incontro fra i fiumi Sangro e Aventino si trova la riserva naturale del lago di Serranella, gestita dal WWF e dai comuni, dove trovano rifugio diverse specie animali. Il Sangro nel 1957 è stato deviato in una piccola conca presso Bomba, per la creazione della diga del lago di Bomba, creando così il rito di parte del letto del fiume sulla piana di Atessa, favorendo lo sviluppo agricolo e industriale.

Infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo, fino agli anni '90, vi era una linea ferroviaria che portava da Castel di Sangro, attraverso Civitaluparella, fino a Fossacesia Marina. La ferrovia attualmente è dismessa.

Distretto industriale[modifica | modifica wikitesto]

La Val di Sangro fra Villa Santa Maria e Pietraferrazzana, in prossimità del lago di Bomba

La maggior parte degli stabilimenti produttivi della val di Sangro è dislocata tra contrada Saletti (Atessa) e contrada Cerratina (Lanciano). Entrambe le zone industriali sono raggiungibili dall'Autostrada A14, proseguendo sulla strada statale 652 di Fondo Valle Sangro. L'aeroporto più vicino è l'aeroporto internazionale d'Abruzzo.

Le principali società che hanno insediamenti industriali di questa zona sono Sevel, Honda, Honeywell, aziende dell'indotto, aziende esterne di altri settori.

Le aziende della val di Sangro, in particolar modo la Sevel costruttrice di veicoli commerciali, usufruiscono di una linea ferroviaria dedicata per il trasporto merci, collegata con la rete ferroviaria nazionale nei pressi di Fossacesia.

Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione del Sangro-Aventino[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 gennaio 1968 si è costituito il Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione del Sangro-Aventino, e con D.P.R. 10 aprile 1970, n. 299 ne è stato approvato lo statuto.

Veduta del borgo di Casoli, con il castello ducale e la chiesa di Santa Maria Maggiore

Gli enti promotori sono stati:
la Provincia di Chieti, la Camera di Commercio, la Cassa di Risparmio, il Consorzio di Bonifica, i Comuni di Altino, Archi, Atessa, Bomba, Casoli, Castel Frentano, Fara San Martino, Fossacesia, Mozzagrogna, Paglieta, Palombaro (Italia), Pennadomo, Perano, Roccascalegna, Sant'Eusanio del Sangro e Santa Maria Imbaro

Il Consorzio nasceva con lo scopo di favorire qualsiasi iniziativa atta a promuovere lo sviluppo industriale nel comprensorio. In tempi successivi entrati a far parte del consorzio:
la Banca Popolare di Lanciano, i comuni di Borrello, Castel di Sangro, Castel del Giudice, Colledimacine, Fallo (Italia), Frisa, Guardiagrele, Lanciano, Lettopalena, Montazzoli, Orsogna, Pizzoferrato, Poggiofiorito, Quadri, Rocca San Giovanni, Rosello, Taranta Peligna, Tornareccio, Treglio e Villa Santa Maria.

Con il B.U.R.A. (Bollettino Ufficiale Regione Abruzzo) n. 8 speciale del 26 gennaio 2000 è stato approvato il nuovo statuto, che prevede la partecipazione di 53 enti, tra i quali:
Camera di Commercio, Provincia di Chieti, Consorzio Mario Negri Sud, Associazione Industriali, Associazione piccole e medie imprese, Nuova Cassa di Risparmio di Chieti (ex Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti), Banca Popolare di Lanciano e Sulmona.

Centri abitati[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione della valle[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica del centro storico di Lanciano

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comprende la conca vera e propria della valle, la città di Lanciano, la costa dei Trabocchi fino a Quadri, e successive la zona dell'Alto Sangro e Altopiano delle Cinquemiglia (Roccaraso - Castel di Sangro), e la valle montuosa dell'Aventino (Fara San Martino e Palena). Tali borghi della valle fanno parte dell'associazione culturale "Terre del Sangro Aventino", con scopo di promuovere il territorio al livello turistico.

Città d'arte[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di San Giovanni in Venere di Fossacesia
  • Lanciano: città medievale che conserva perfettamente il centro storico, con quattro quartieri medievali. Principalmente nota per il Miracolo eucaristico e per le numerose chiese storiche (Cattedrale della Madonna del Ponte, le chiese di Santa Maria Maggiore, San Nicola, Sant'Agostino, San Biagio, Santa Lucia) , e il Museo diocesano.
  • Atessa: città seconda a Lanciano per grandezza, con centro storico ben conservato ricco di chiese: il Duomo, la chiesa di San Rocco, Santa Croce e il convento di San Pasquale. È raggiungibile il sito preistorico di Pallanum presso il Montepallano.
  • Casoli: piccolo centro con borgo medievale ben conservato, arroccato su un colle montuoso, famoso per il Castello Ducale dove soggiornò Gabriele D'Annunzio. Vi è nelle vicinanze anche l'artificiale lago Sant'Angelo.
  • Fossacesia: borgo marinaro famoso per la costa dei Trabocchi e per l'abbazia di San Giovanni in Venere.
  • Castel Frentano: borgo posto su un colle che domina sulla Val di Sangro, famoso per il bocconotto e per il gran patrimonio artistico contenuto nel suo centro storico (tra cui la Chiesa di Santa Maria della Selva e la Chiesa di Santo Stefano Protomartire).
  • Tornareccio: borgo di montagna al confine con il territorio vastese, famoso per il miele e per il sito archeologico di Pallanum.
  • Roccascalegna: borgo medievale che costituisce un "unicum" abruzzese, arroccato su uno sperone roccioso, circondato da altre montagne in una conca. Molto noto è diventato il Castello Medievale, nonché la chiesa di San Pietro. Nei pressi vi è l'abbazia di San Pancrazio.
  • Bomba: borgo famoso per il lago artificiale, e per il centro storico conservato. Ha dato i natali a Silvio Spaventa. I luoghi di interesse sono la Chiesa di Santa Maria del Popolo, il santuario di San Mauro e il museo etnografico.
  • Villa Santa Maria: centro storico famoso per aver dato i natali a numerosi cuochi, a partire dal XIII secolo. Vi nacque San Francesco Caracciolo, che avviò la costruzione di un primitivo istituto di studi per l'arte culinaria. Di interesse la chiesa parrocchiale di San Nicola, il santuario della Madonna in Basilica, e la casa natale Caracciolo. Sopra il borgo vi sono gli antichi centri montuosi di Montelapiano e il borgo abbandonato di Buonanotte Vecchio.
  • Fara San Martino: centro della Majella, posto al confine con il fiume Aventino. Il borgo medievale di Terravecchia, perfettamente conservato, è stato rivalutato di recente per l'uso turistico. Di interesse la chiesa di San Remigio, il museo civico della Majella, e soprattutto le gole e le sorgenti del fiume Aventino, nonché l'abbazia di San Martino in Valle, nel cuore delle gole montuose.
  • Pescasseroli:famoso centro al confine con la Marsica, noto per la nascita di Benedetto Croce. Oltre per le piste da sci, il borgo è noto per il percorso archeologico di Castel Mancino e per la chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

Lanciano[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Nicola (Lanciano)
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Monumenti e luoghi d'interesse di Lanciano.
  • Architetture religiose a Lanciano: la città antica possiede circa 20 chiese e cappelle di alto pregio. In primis vi è la gotica chiesa di Santa Maria Maggiore, seguita da Sant'Agostino, San Biagio, e il Santuario del Miracolo Eucaristico. Vi è poi la cappella di Santa Croce, dove si compì un secondo miracolo dell'Eucarestia.
  • Cattedrale della Madonna del Ponte (XVII secolo): chiesa di stampo barocco, decorata nel Settecento da maestranze napoletane come Giacinto Diano. È caratterizzata dalla corposa Torre Campanaria e dal cupolone.
  • Santuario del Miracolo Eucaristico (XIII secolo): chiesa gotica dalla facciata caratteristica. È stato fondato sul vecchio convento di San Legonziano (VIII secolo), sorto sulle fondamenta di una cisterna romana. La chiesa ha interno barocco, e succorpo medievale, con affreschi rinascimentali dei Vangeli apocrifi.
  • Quartiere medievale Civitanova (XII secolo): è il quartiere più antico della città medievale, seguito da Lancianovecchia. È rappresentato dalle Torri Montanare e dalla chiesa di Santa Maria Maggiore. Vi era anche il seminario diocesano, oggi Museo della Diocesi di Lanciano.
  • Chiesa di Santa Maria Maggiore (XII secolo): è Monumento Nazionale, con facciata gotica decorata da rosone e portale di Francesco Petrini, con aggiunta di bassorilievo della Crocifissione. Vi è una seconda facciata quattrocentesca, attaccata alla gotica, che ne ricalca lo stile. Il campanile a torre è finemente lavorato con beccatelli e merlature. L'interno a tre navate possiede una croce dotata di Nicola da Guardiagrele.
  • Chiesa di San Nicola (XIII secolo): chiesa gotica con caratteristico campanile turrito "lancianese", la cui cripta possiede affreschi tratti dalla Storia della Vera Croce di Jacopo da Varagine.
  • Chiesa di Sant'Agostino (XIV secolo): chiesa gotica dalla facciata trecentesca molto simile a quella di Santa Maria Maggiore, essendo realizzata dallo stesso Petrini. Ha un grande campanile a torre in stile gotico lancianese.
  • Chiesa di Santa Lucia (XIII-XVIII secolo): caratterizzata da una facciata gotica con rosone a raggi.
  • Torri Montanare (XI secolo): fortificazioni Normanne con due torri, delle quali la minore restaurata dagli Aragonesi.
  • Fonte del Borgo (XIV secolo): antica fontana medievale con mascheroni a leoni.
  • Ponte romano di Diocleziano (III secolo): si trova sotto la Cattedrale, di cui funge da contrsfforte e base. Nel 1000 vi fu trovata la famosa statua della "Madonna del Ponte".
  • Palazzo arcivescovile: storica sede diocesana dal XIV secolo, oggi raccoglie una ricca collezione di opere religiose delle chiese di Lanciano.
  • Polo Museale Santo Spirito: monastero fondato da Celestino V, ha un tipico aspetto gotico, e oggi è chiesa sconsacrata che è sede di mostre, nonché Museo Archeologico di Lanciano.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Grotta Sant'Angelo (Palombaro)
Eremo della Madonna dell'Altare (Palena)

Castelli[modifica | modifica wikitesto]

Castello Franceschelli di Montazzoli
Museo Casa Caracciolo (Villa Santa Maria)

Palazzi e musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo De Crecchio (Lanciano)
  • Palazzo Arcivescovile - Sede del Museo diocesano (Lanciano)
  • Polo Museale del Convento di Santo Spirito (Lanciano)
  • Casa De Marco - Sede Museo del Territorio (Atessa)
  • Museo Casa natale di Cesare De Titta (Sant'Eusanio)
  • Museo del Territorio e della Fauna (Fara San Martino)
  • Museo Geopaleontologico del Castello (Palena)
  • Casa Caracciolo - Museo di San Francesco Caracciolo e dei Cuochi (Villa Santa Maria)
  • Museo naturale archeologico "Maurizio Locati" - Giardino dei Camosci (Lama dei P)
  • Museo dell'orso marsicano (Palena)
  • Palazzo del Museo "Teofilo Patini" (Castel di Sangro)
  • Museo civico memorie della vita contadina (Vorrello)
  • Museo Etnografico (Bomba)
  • Museo di John Fante (Torricella Peligna)
  • Museo all'aperto del Borgo Vecchio di Gessopalena
  • Museo del sito archeologico di Juvanum (Montenerodomo)

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Il sito archeologico di Pallanum a Tornareccio
Archi Sito archeologico di Fonte Tasca
Atessa Sito archeologico di Porcari
Casoli Zona archeologica di Cluviae
Montenerodomo Parco archeologico di Juvanum
Mura megalitiche
Quadri Parco archeologico di Trebula
San Vito Chietino Sito archeologico di Murata Bassa
Roccascalegna Ceramiche ed industrie litiche di Colle Longo-Ruderi di un edificio del III secolo a.C.
Tornareccio Parco archeologico naturalistico di Pallanum

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale Fara San Martino Palombaro, Riserva regionale Abetina di Rosello, Lago di Casoli, Lago di Bomba, Riserva naturale controllata Lago di Serranella, Riserva naturale guidata Lecceta di Torino di Sangro, Cimitero britannico (Torino di Sangro), Riserva regionale Majella Orientale, Cascate del Verde e Costa dei Trabocchi.
Sorgenti del fiume Verde[8]
  • Montagna: dalla parte del Sangro i luoghi naturali di maggior interesse sono il lago artificiale di Bomba, dove è possibile pescare, navigare, nonché fonte economica per il servizio idrico della zona di Villa Santa Maria. Il percorso sulla montagna offre un cammino da Bomba verso il centro di Tornareccio, giungendo sulla cima del Monte Pallano. Ivi è presente anche il sito archeologico di Pallanum, risalente al neolitico. Il percorso si snoda verso Monteferrante, Roio del Sangro e Rosello. La presenza di boschi locali preludono alla riserva naturale dell'Abetina di Rosello, ricca di due laghetti naturali. In direzione di Quadri il percorso naturale incomincia da Borrello, dopo l'area boschiva del Santuario di Santa Maria delle Grazie di Rosello, sprofondando nelle gole con le cascate del Verde, facenti parte della riserva naturale. Giungendo a Quadri il percorso di una piccola cascata porta fuori l'abitato, in direzione di Civitaluparella, dove vi è il complesso della vecchia Badia di Santa Maria dello Spineto in Trebula. Civitaluparella dispone di un boschetto dietro il borgo, e di un promontorio roccioso sopra il borgo, dove vi è il sito del vecchio castello Caldora. Gamberale dispone invece della riserva di un lago omonimo, con la chiesetta di San Domenico, nonché dell'impianto sciistico Valle del Sole, con boschetto annesso. Pizzoferrato è località caratteristica e stazione climatica per lo sperone roccioso enorme che sovrasta il borgo, dove vi è il belvedere del vecchio castello, attiguo alla chiesetta di Santa Maria del Girone.

Il territorio molisano offre i panorami sulle gole del Sangro, dai borghi di Capracotta e Pescopennataro, dal panorama roccioso dell'eremo di San Luca. Vi è inoltre un comprensorio sciistico sopra il Monte Capraro. Tornando all'Abruzzo, dal versante del fiume Aventino, da Casoli si accede al lago Sant'Angelo, con il colle superiore sovrastato dalla Torretta di Prata, risalente ai Normanni. Lo scenario è dominato dal promontorio del paese vecchio di Gessopalena e dal belvedere del vecchio castello di Torricella Peligna. Il punto naturale più visitato tuttavia, dove comincia il Parco Nazionale della Majella è la riserva delle Gole di Fara San Martino, dove ci sono i resti del Monastero di San Martino in Valle e le sorgenti del fiume Verde. Il percorso naturale si sposta verso Palombaro, in direzione di Guardiagrele, presso la riserva Feudo Ugni, dove c'è l'eremo di grotta Sant'Angelo; altrimenti la via è verso Lama dei Peligni, culla del camoscio abruzzese, e della Grotta del Cavallone, immortalata da D'Annunzio in La figlia di Iorio. Lo scenario delle gole dell'Aventino è dominato dalla riserva fluviale delle Acquevive a Taranta Peligna, mentre il fiume è visibile presso Palena, dove vi è la riserva dell'orso marsicano, appena fuori il paese. Da lì parte il percorso verso il Valico della Forchetta, dove vi è l'eremo celestiniano della Madonna dell'Alrare, punto di confine tra il parco della Val di Sangro e la provincia aquilana del Parco della Majella.

  • Collina e mare: la collina della valle è dominata, nella zona di Atessa, dal complesso industriale Honda - Sevel, mentre nella zona frentana di Castel Frentano-Sant'Eusanio del Sangro è visitabile la riserva naturale del lago di Serranella. Il mare è dominato invece dal panorama del promontorio di San Giovanni in Venere, e dal comune fossacesiano, fino a Torino di Sangro, il territorio è incluso nell'area naturale della Costa dei Trabocchi. A Torino sono inoltre visitabili la zona naturale della Lecceta e il cimitero britannico, in onore ai caduti della seconda guerra mondiale.

La costa dei Trabocchi[modifica | modifica wikitesto]

Un trabocco di Fossacesia
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Costa dei Trabocchi.

La valle confina ampiamente con la famosa costa, precisamente nel territorio di Fossacesia Marina, facilmente accessibile dall'autostrada A 14 e dalla superstrada della Fondovalle Sangro. Il territorio comprende i comuni marittimi di Ortona-San Vito-Fossacesia-Rocca San Giovanni-Torino di Sangro-Casalbordino-Vasto. Il cuore pulsante storico della costa è il tratto San Vito e Fossacesia, dove le costruzioni pescatorie dei Trabocchi risale all'800. Tali macchine in legno servivano a solo scopo della pesca, realizzate in legno con corpo principale sorretto da tronchi di base poggianti su rocce sporgenti dal mare, e braccia estese verso il mare. Nel 1889 il poeta Gabriele D'Annunzio comprò una villa sul cosiddetto "promontorio dannunziano" presso San Vito, per l'ispirazione dell'opera Trionfo della morte, e per nascondere l'amore clandestino con Barbara Leoni. I Trabocchi servirono come fonte di lavoro fino agli anni '80, quando il commercio industriale del porto di Ortona mise in crisi le attività. Nei primi anni 2000 è cominciato un recupero culturale delle attrezzature da pesca, con successiva trasformazione dei Trabocchi in ristoranti a tema. I Trabocchi più rappresentativi sono quello di "Capo Turchino", descritto da D'Annunzio nella sua opera, e successivamente i Trabocchi "Punta Cavalluccio - Valle Grotte -Sasso della Cajana", fino ai due Trabocchi della Marina di San Vito. Il turismo marittimo d'estate si mescola anche col turismo religioso, dacché a Fossacesia Marina è facilmente raggiungibile il promontorio dell'abbazia di San Giovanni in Venere, risalente al XII secolo, in stile romanico.

Area montana sciistica Alto Sangro[modifica | modifica wikitesto]

La valle si estende fino all'Altopiano delle Cinque Miglia, presso Castel di Sangro. Piste da sci si trovano nella vicina Gamberale nella Valle del Sole, presso Pizzoferrato, a 2 km dal paese. La zona montuosa più gettonata per lo sci è Roccaraso, assieme a Pescasseroli, dove culmina la Comunità montana Alto Sangro. Roccaraso si trova esattamente 5 km dopo Castel di Sangro, superata la contrada Roccacinquemiglia. Gli impianti più noti sono quelli di Monte Zurrone e Monte Aremogna.

La zona è raggiungibile dalla Fondovalle Sangro che, eccetto un pezzetto presso Sant'Angelo del Pesco (IS), al confine tra provincia dell'Aquila, provincia di Chieti, conduce fino a Castel di Sangro, da dove è possibile continuare la strada statale per Pescasseroli o Roccaraso.

Iniziative per lo sviluppo economico[modifica | modifica wikitesto]

I progetti in corso per lo sviluppo del territorio sono molteplici, come ad esempio il campus tecnologico istituito per la condivisione e la crescita delle competenze tecniche acquisite dalle aziende. Un altro progetto riguarda la realizzazione di un importante polo fieristico in contrada Cerratina che si proporrebbe come la principale vetrina del centro-sud.

Attualmente la fonte primaria economica, come già detto, è il comprensorio industriale della Sevel, presso lo scalo di Paglieta. Negli anni '90 è sorta una associazione turistica provinciale, chiamata "Terre del Sangro Aventino", con l'incarico di valorizzazione dei principali monumenti delle città e borghi della valle del Sangro e del fiume Aventino fino a Palena. Il territorio abbracciato comprende la piana di Fossacesia fino a Ortona e Torino di Sangro, mentre nell'entroterra avrebbe compreso i territori tra Lanciano-Atessa-Sant'Eusanio del Sangro e Palombaro, unendosi da una parte (Fara San Martino) al Parco Nazionale della Majella, e dall'altra verso Bomba e Villa Santa Maria, fino a Rosello.

Sono in corso proteste per la presunta realizzazione di un inceneritore in località Brecciaio di Sant'Eusanio del Sangro, mentre sono scoppiate proteste nel 2014 -15 durante la realizzazione dell'elettrodotto Villanova di Cepagatti-Gissi, i cui tralicci della Società Terna passano per contrada Sant'Onofrio di Lanciano, Contrada Paludi di Castel Frentano, Contrada Cotti di Sant'Eusanio e Paglieta, passando poi per Pollutri, fuori dalla valle.

Fondo Valle del Sangro 2.JPG
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Il fondo valle e la zona industriale
Val di Sangro da Sant'Onofrio.JPG
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Il fondo valle dal colle Sant'Onofrio, Lanciano
Val di Sangro, Serre (Lanciano).JPG
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Veduta della Val di Sangro da contrada Serre, Lanciano

È in processo anche la realizzazione del Corridoio Verde Adriatico, ossia una pista ciclabile sulla litoranea adriatica, che parte da Martinsicuro (provincia di Teramo), arrivando al Molise, fino alla Puglia. Attualmente, nel 2016, tutta la provincia di Teramo è stata attraversata dalla pista, i cui lavori si stanno concentrando sulla galleria ferroviaria di Ortona. Nella valle del Sangro, la pista passerà per la costa dei Trabocchi, tra Fossacesia e San Vito Chietino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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