Val di Sangro

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Val di Sangro
Vaj di Sangro.JPG
La val di Sangro all'incontro dei fiumi Sangro e Aventino (territorio di Casoli)
Stati Italia Italia
Regioni Abruzzo Abruzzo Molise Molise
Province Chieti Chieti L'Aquila L'Aquila Isernia Isernia
Località principali *Lato ovest: Lanciano, Atessa, Paglieta, Torino di Sangro, Fossacesia, Mozzagrogna, Altino, Sant'Eusanio del Sangro, Casoli, Archi, Perano, Bomba, Pennadomo, Colledimezzo, Montelapiano, Civitaluparella, Gamberale, Villa Santa Maria, Quadri, Monteferrante, Pizzoferrato, Borrello, Capracotta, Sant'Angelo del Pesco, Ateleta, Castel di Sangro, Roccaraso, Pescasseroli
Comunità montana Comunità Montana Valsangro
Fiume Sangro
Nome abitanti Sangritani

Coordinate: 42°08′45.95″N 14°26′35.37″E / 42.146096°N 14.443159°E42.146096; 14.443159

La val di Sangro è una zona naturale che si estende lungo il corso del fiume Sangro, nella zona meridionale della provincia di Chieti. In questa zona il centro maggiore è Lanciano.

Tuttavia, seguendo il corso del fiume, la stretta valle si dirama anche per un tratto del Molise e parte della provincia di L'Aquila, tra Castel di Sangro e Roccaraso, facente parte della Comunità Alto Sangro.

È sede di un importante agglomerato industriale (Sevel-Honda), situato perlopiù nel comune di Atessa, nonché di ricche risorse naturalistiche. Oltre allo sviluppo industriale, la valle vede anche un notevole sviluppo agricolo nelle zone di Lanciano e Fossacesia per la produzione vinicola, e turistico al livello naturale (la costa dei Trabocchi, la montagna del fiume Sangro, la Majella e il lago di Bomba), e soprattutto artistico per la presenza di città d'arte e borghi medievali.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Lanciano
Un trabocco di San Vito Chietino

Il territorio è molto vasto, circondato da alte colline, e presso il Sangro dalla catena montuosa dei Monti Frentani, dei quali la parte più alta è il Monte Pallano (1020 m), assieme al massiccio occidentale della Majella presso il fiume Aventino

  • Il Basso Sangro è la parte della conca di Lanciano e Atessa, dove negli anni '70 è stato costituito il complesso industriale Honda-Sevel. Il terreno è pianeggiante, costituito dalle varie specie di piante della macchia mediterranea, con lecceti a Torino di Sangro e Fossacesia, e numerose piante invasive come canneti ed erbe palustri, che crescono specialmente sulle sponde del fiume Sangro, fino alla foce di Fossacesia Marina. Le campagne coltivate sono popolate da ulivi e vigneti, che seguono l'andamento ondeggiante e dissestato dei colli, specialmente verso Atessa e Lanciano, nell'area popolosa di contrada Sant'Onofrio. Il dislivello del terreno è sempre costante da Lanciano fino al mare, passando per i centri di Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro e Fossacesia centro, sul cui promontorio finale si trova il golfo di Venere. La città di Lanciano è costituita da tre colli maggiori, Colle Erminio, Colle Selva e Colle Pietroso con i quartieri medievali; mentre la città nuova si staglia su un secondo colle che procede in declivio con spaccatura verso l'area urbana di Santa Rita.
    L'area che va da Lanciano ad Atessa, attraverso la zona pianeggiante del Brecciaio di Sant'Eusanio del Sangro è costituita da colli franosi che mostrano dei calanchi, costituitisi con l'attività millenarie di erosione del terreno. In località Serranella, dove c'è un'oasi naturale WWF, si incontrano i fiumi Sangro e Aventino, formando una grande unità che sfocia nel mare.

Presso Atessa l'area si fa più alta e collinare, fino a raggiungere parti montuose nei comuni di Perano e Archi. La vallata pianeggiante è divisa in due dal fiume, fiancheggiato dalla SS Fondovalle Sangro, che porta fino a Castel di Sangro. Inoltre tale area, oltre allo sviluppo industriale, ha visto anche lo sviluppo urbano di molti piccoli comuni, che hanno costituito un unico complesso residenziale intorno al complesso della Honda di contrada Saletti di Atessa. Le contrade più sviluppate sono Quadroni, Piane d'Archi, Piazzano d'Atessa, Montemarcone di Atessa, Selva Piana e Selva d'Altino. Presso il mare si trova la famosa costa dei Trabocchi, che comprende i comuni di Fossacesia, Torino di Sangro e Rocca San Giovanni, le cui spiagge sono caratterizzate da una depressione del terreno che a tratti scende a strapiombo sul mare.

Panorama di Villa Santa Maria
Panorama di Fara San Martino con dietro la Majella
  • L'alto Sangro appunto è composto dalle montagne maggiori di Monte Zurrone onte Aremogna, note località sciistiche per gli escursionisti e gli appassionati di sport, dove si trovano i comuni di Castel di Sangro, Ateleta e Roccaraso.
  • La zona dell'Aventino è inclusa nel percorso culturale "Terre del Sangro Avetrino", attraversata appunto da questo fkume che lambisce il lato occidentale della Majella. I comuni principali, partendo dalla zona pianeggiante, e salendo fino a Palena, sono Casoli, Altino, Roccascalegna, Fara San Martino, Lama dei Peligni, Gessopalena e Montenerodomo. L'Aventino nasce a Palena, e si unisce al Sangro presso l'oasi di Serranella in località Brecciaio. Il territorio a ovest è delimitato da colline montuose, come a Casoli e Roccascalegna, di grande impatto visivo, mentre verso Gessopalena a est e verso Fara San Martino il territorio varia, divenendo più roccioso e umido. A Fara infatti vi sono le gole che portano nella Majella, dove si trovano i resti dell'abbazia di San Martino in Valle, nonché le sorgenti del fiume Verde. Verso Palena le aree boschive aumentano sempre di più, mentre a est, lungo la montagna, vi sono varie zona carsiche e gole, inclusa la famosa Grotta del Cavallone descritta da Gabriele d'Annunzio neLa figlia di Iorio. A ovest dell'Aventino si trova l'area semi-montuosa di Gessopalena, Torricella Peligna e Montenerodomo, i cui centri sorgono su mura ciclopiche e grossi corni di roccia che spuntano dal terreno fertile. Proseguendo indirezione di Pizzoferrato, si giunge nella gola del Sangro, dove si scende a Quadri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Italici[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Popoli italici e Sanniti.

La valle fu popolata sin dall'VIII secolo a.C. circa, anche se presso Palena e Lama dei Peligni sono stati trovati reperti archeologici risalenti al paleolitico. Le tribù dei Sanniti, migrando dall'Umbria, seguirono il fiume Sangro, stabilendosi in varie zona della valle, durante la pratica religiosa del Ver sacrum (ossia la primavera sacra). Presso la conca a mare si stabilirono i Frentani, anche se occuparono molte zone più a sud nel Molise, fondando la capitale Anxanum (Lanciano). Gli altri popoli furono i Carecini, i Sanniti presso Montenerodomo (Juvanum) e Alfedena (Aufidena). L'economia si basava sul commercio agricolo, favorito dalle mulattiere dei tratturi, presso cui i viandanti e i commercianti si spostavano per raggiungere città e altri territori, seguendo il fiume. Con lo scoppio delle guerre sannitiche nel III secolo a.C. le montagne divennero luogo abitativo delle popolazioni, dove vennero costruite anche roccaforti e cinte murarie per fronteggiare il nemico romano. L'esempio perfetto è l'area archeologica di Pallanum, cittadella fortificata presso Tornareccio.

Età romana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Frentani, Anxanum, Pallanum e Juvanum.
Mura megalitiche di "Pallanum" (Tornareccio)

Nel II secolo a.C. i Romani conquistarono tutti i villaggi e le città della Frentania, specialmente dopo la guerra sociale dell'88 a.C., e così Anxanum fu una delle principali città ad essere fregiata del titolo di municipium, nel 91 a.C., venendo dotata di un foro, di nuovi templi e di un teatro. Alcuni di questi reperti, come il ponte di Diocleziano del III secolo, si conserveranno in parte perché inglobati nelle chiese, come negli esempi di San Biagio e San Francesco. L'imperatore Diocleziano fece erigere il ponte per collegare meglio la città romana sul Colle Erminio alla piana delle fiere, dove si sviluppavano i tratturi per la valle. Romanizzate furono anche le città di Juvanum e Cluviae, dove sono presenti i resti della classica basilica, e di teatri alla greca.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Castello medievale di Roccascalegna

La valle, subito dopo la caduta di [Roma]] nel 476, fu certamente invasa dai barbari, nonché saccheggiata dai Saraceni presso le coste. Nell'VIII secolo entrò a far parte del regno longobardo e del ducato di Benevento. Nel XII secolo fu fondata l'abbazia di San Giovanni in Venere, che acquistò molti possedimenti nella vallata, e per questo nei piccoli centri attorno, come Casoli, Rocca San Giovanni eccetera si sviluppò il fenomeno dell'incastellamento. Nuovi villaggi medievali fortificati nacquero dalle rovine romane, specialmente a Lanciano, presso il Castrum Lanzani sorto a Lancianovecchia sopra le rovine di Anxanum. I Normanni proseguirono l'operato dei longobardi fortificando ulteriormente i castelli, come l'esempio della Torre Normanna, oggi inglobata nel Castello di Casoli, o delle Torri Montanare a Lanciano. Nel frattempo alcuni siti romani vennero reimpiegati anche per l'uso religioso, come i casi di Juvanu, dove sorse la distrutta abbazia di Santa Maria in Palazzo, e a Trebula, dove fu costruita l'abbazia di Santa Maria dello Spineto. Nel XIII secolo presso la Majella peregrinò il monaco Pietro da Morrone, alias Celestino V, che fondò alcuni eremi intorno a Palena e Lama, come l'esempio dell'eremo della Madonna dell'Altare

La città di Lanciano era il fulcro principale dell'economia della vallata, insieme ad Atessa; crocevia dei tratturi e delle fiere dei mercati (le "nundinae"), che si tenevano sul Piano delle Fiere a ridosso del Colle Erminio. La produzione tipica era quella delle ceramiche, ancora oggi esistente, anche se erano prodotte in diverse varietà in tutto l'Abruzzo.

Dal Cinquecento al Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Per tutto il XVI secolo-XIX secolo la valle rimase fiorente grazie ai tratturi e ai commerci dei prodotti agricoli, nonostante ci fossero insofferenze per attacchi dei turchi, come quello del 1566, e per la malaria scaturita dalle acque del Sangro. Nel 1706 un terremoto si verificò sulla Majella, danneggiando i paesi di Lama, Palena e Fara San Martino

La Cattedrale di Lanciano in una incisione ottocentesca

Il commercio del tratturo fu abolito nel 1806 insieme al feudalesimo, e con decreto di Giuseppe Bonaparte il territorio fu ripartito in distretti. Figuravano nel 1816 fino al 1860 il distretto di Lanciano dell'Abruzzo Citeriore, con i circondari di Castel Frentano, Casoli, Atessa, Lama dei Peligni, Torricella Peligna e San Vito Chietino
Solamente alla fine del secolo l'economia cambiò, con lo sviluppo delle prime industrie nel Novecento a Lanciano, come la fabbrica di tessitura e lo zuccherificio. Nel 1881 un terremoto dell'VIII grado della Scala Mercalli colpì Ortona e Orsogna, causando alcuni danni anche a Lanciano. Nel 1912 iniziarono i lavori della ferrovia Sangritana da San Vito fino a Castel di Sangro, compiuti nel 1915, grande potenziale per la velocizzazione del trasporto; il progetto fu voluto da Pasquale Masciantonio, sindaco di Casoli, e dall'amico D'Annunzio. Nel 1933 un nuovo terremoto presso la Majella colpì in parte i territori dell'Aventino, causando danni a Lama, Palena e Gessopalena.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Ettore Troilo, Brigata Maiella, Linea Gustav e Battaglia del Sangro.

Nel 1943 i tedeschi occuparono Lanciano, e successivamente tutti i comuni della Frentania perché costituivano una cerniera sulla montagna tra Ortona e Cassino nella linea Gustav. Respinti nel novembre dall'artiglieria britannica comandata dal generale Bernard Law Montgomery, i tedeschi ripiegarono verso Ortona, fortificandola, mentre altri si diressero verso le montagne. Montgomery, conquistato il Sangro a fatica, cosytruendo i ponti distrutti dai nazisti, si attardò a mandare un contingente a Ortona, e preferì seguite i tedeschi verso le montagne.

Alla fine dell'anno Ortona fu distrutta e liberata dagli alleati, e i tedeschi ripiegarono sulle montagne dopo essere stati cacciati anche da Lanciano. Gli avamposti strategici erano Paglieta, Torino di Sangro e Casoli. I primi due comuni non subirono danni mentre Casoli fu conquistata in tempo dagli alleati e dichiarata città libera. I tedeschi allora fuggirono a Gessopalena che murarono completamente, facendo saltare il vecchio paese di gesso in aria, esattamente il primo giorno del 1944. Anche i comuni limitrofi di Lettopalena, Montenerodomo e Taranta Peligna subirono la stessa sorte, perdendo il patrimonio storico.[1]

Nel frattempo il tenente Ettore Troilo di Torricella Peligna costituisce la "Brigata Maiella" a Casoli per respingere con gli alleati i tedeschi invasori invasori. La val di Sangro fu liberata verso il giugno di quell'anno.

Attualità[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '50 si sono svolti scontri per la realizzazione presso Atessa di una fabbrica, sul progetto della cosiddetta "Sangro-chimica". Vi era anche la proposta della lottizzazione dei terreni vergini della Badia di San Giovanni in Venere. Tali proteste ebbero buon esito, e fu costituito dai Padri Francescani un'associazione per la tutela dell'abbazia.

Nel 1952 sono partiti i lavori per una centrale idroelettrica presso Bomba, deviando il corso del fiume Sangro. Nel 1956 è stato ultimato il Lago di Bomba. Nello stesso periodo fu deviato l'Aventino per il lago artificiale Sant'Angelo, presso Casoli. Ciò in parte ha incrementato una parte del turismo naturale e sportivo presso l'area lacustre. Nel 1984 un terremoto di entità contenuta tra Pizzoferrato e Gamberale ha danneggiato lievemente i borghi.

A partire dagli anni '70 iniziò la costruzione di un comprensorio industriale nello scalo di Atessa, della Honda-Sevel, per frenare il forte spopolamento dei paesi, specialmente quelli di montagna. Prese avvio anche la costruzione della Strada Statale Fondovalle Sangro, partendo da Fossacesia Marina per giungere a Castel di Sangro. A causa di soldi male investiti e di frane, la strada verrà terminata nel 2016.

In contemporanea allo sviluppo industriale, negli anni 2000 si è incrementato anche il turismo, specialmente per il mare della Costa dei Trabocchi, per la città storica di Lanciano, e per le escursioni di montagna. Attualmente inoltre sono in corso polemiche e incontri riguardo possibili progetti futuri sulla realizzazione di un sansificio presso località Brecciaio di Sant'Eusanio del Sangro, e l'estrazione di gas dal terreno del lago intorno a Bomba. Vi è anche un progetto di valorizzazione della costa dei Trabocchi, con la formazione del "Parco regionale della Costa Teatina".

Nel 2015 si sono svolte proteste contro la società elettrica TERNA, durante la costruzione del nuovo elettrodotto Villanova-Gissi. Il viadotto elettrico parte da Cepagatti (PE), e passando per Guardiagrele giunge nella zona vastese di Gissi. Tali proteste e cessione dei terreni agricoli hanno scatenato la denuncia da parte della TERNA di una madre manifestante di Paglieta (CH), successivamente risoltasi in un nulla di fatto. In merito a tale costruzione, è in progetto un comitato per la riqualificazione e la protezione delle zone cariche dei "calanchi", presenti soprattutto tra Guardiagrele e Casoli.

Natura: i fiumi[modifica | modifica wikitesto]

All'incontro fra i fiumi Sangro e Aventino si trova la riserva naturale del lago di Serranella, gestita dal WWF e dai comuni, dove trovano rifugio diverse specie animali.

Infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo, fino agli anni '90, vi era una linea ferroviaria che portava da Castel di Sangro, attraverso Civitaluparella, fino a Fossacesia Marina. La ferrovia attualmente è dismessa.

Distretto industriale[modifica | modifica wikitesto]

La Val di Sangro fra Villa Santa Maria e Pietraferrazzana, in prossimità del lago di Bomba

La maggior parte degli stabilimenti produttivi della val di Sangro è dislocata tra contrada Saletti (Atessa) e contrada Cerratina (Lanciano). Entrambe le zone industriali sono raggiungibili dall'Autostrada A14, proseguendo sulla strada statale 652 di Fondo Valle Sangro. L'aeroporto più vicino è l'aeroporto internazionale d'Abruzzo.

Le principali società che hanno insediamenti industriali di questa zona sono Sevel, Honda, Honeywell, aziende dell'indotto, aziende esterne di altri settori.

Le aziende della val di Sangro, in particolar modo la Sevel costruttrice di veicoli commerciali, usufruiscono di una linea ferroviaria dedicata per il trasporto merci, collegata con la rete ferroviaria nazionale nei pressi di Fossacesia.

Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione del Sangro-Aventino[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 gennaio 1968 si è costituito il Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione del Sangro-Aventino, e con D.P.R. 10 aprile 1970, n. 299 ne è stato approvato lo statuto.

Veduta del borgo di Casoli, con il castello ducale e la chiesa di Santa Maria Maggiore

Gli enti promotori sono stati:
la Provincia di Chieti, la Camera di Commercio, la Cassa di Risparmio, il Consorzio di Bonifica, i Comuni di Altino, Archi, Atessa, Bomba, Casoli, Castel Frentano, Fara San Martino, Fossacesia, Mozzagrogna, Paglieta, Palombaro (Italia), Pennadomo, Perano, Roccascalegna, Sant'Eusanio del Sangro e Santa Maria Imbaro

Il Consorzio nasceva con lo scopo di favorire qualsiasi iniziativa atta a promuovere lo sviluppo industriale nel comprensorio. In tempi successivi entrati a far parte del consorzio:
la Banca Popolare di Lanciano, i comuni di Borrello, Castel di Sangro, Castel del Giudice, Colledimacine, Fallo (Italia), Frisa, Guardiagrele, Lanciano, Lettopalena, Montazzoli, Orsogna, Pizzoferrato, Poggiofiorito, Quadri, Rocca San Giovanni, Rosello, Taranta Peligna, Tornareccio, Treglio e Villa Santa Maria.

Con il B.U.R.A. (Bollettino Ufficiale Regione Abruzzo) n. 8 speciale del 26 gennaio 2000 è stato approvato il nuovo statuto, che prevede la partecipazione di 53 enti, tra i quali:
Camera di Commercio, Provincia di Chieti, Consorzio Mario Negri Sud, Associazione Industriali, Associazione piccole e medie imprese, Nuova Cassa di Risparmio di Chieti (ex Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti), Banca Popolare di Lanciano e Sulmona.

Centri abitati[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisione della valle[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica del centro storico di Lanciano

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comprende la conca vera e propria della valle, la città di Lanciano, la costa dei Trabocchi fino a Quadri, e successive la zona dell'Alto Sangro e Altopiano delle Cinquemiglia (Roccaraso - Castel di Sangro), e la valle montuosa dell'Aventino (Fara San Martino e Palena). Tali borghi della valle fanno parte dell'associazione culturale "Terre del Sangro Aventino", con scopo di promuovere il territorio al livello turistico.

Città d'arte[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di San Giovanni in Venere di Fossacesia
  • Lanciano: città medievale che conserva perfettamente il centro storico, con quattro quartieri medievali. Principalmente nota per il Miracolo eucaristico e per le numerose chiese storiche (Cattedrale della Madonna del Ponte, le chiese di Santa Maria Maggiore, San Nicola, Sant'Agostino, San Biagio, Santa Lucia) , e il Museo diocesano.
  • Atessa: città seconda a Lanciano per grandezza, con centro storico ben conservato ricco di chiese: il Duomo, la chiesa di San Rocco, Santa Croce e il convento di San Pasquale. È raggiungibile il sito preistorico di Pallanum presso il Montepallano.
  • Casoli: piccolo centro con borgo medievale ben conservato, arroccato su un colle montuoso, famoso per il Castello Ducale dove soggiornò Gabriele D'Annunzio. Vi è nelle vicinanze anche l'artificiale lago Sant'Angelo.
  • Fossacesia: borgo marinaro famoso per la costa dei Trabocchi e per l'abbazia di San Giovanni in Venere.
  • Castel Frentano: borgo posto su un colle che domina sulla Val di Sangro, famoso per il bocconotto e per il gran patrimonio artistico contenuto nel suo centro storico (tra cui la Chiesa di Santa Maria della Selva e la Chiesa di Santo Stefano Protomartire).
  • Tornareccio: borgo di montagna al confine con il territorio vastese, famoso per il miele e per il sito archeologico di Pallanum.
  • Roccascalegna: borgo medievale che costituisce un "unicum" abruzzese, arroccato su uno sperone roccioso, circondato da altre montagne in una conca. Molto noto è diventato il Castello Medievale, nonché la chiesa di San Pietro. Nei pressi vi è l'abbazia di San Pancrazio.
  • Bomba: borgo famoso per il lago artificiale, e per il centro storico conservato. Ha dato i natali a Silvio Spaventa. I luoghi di interesse sono la Chiesa di Santa Maria del Popolo, il santuario di San Mauro e il museo etnografico.
  • Villa Santa Maria: centro storico famoso per aver dato i natali a numerosi cuochi, a partire dal XIII secolo. Vi nacque San Francesco Caracciolo, che avviò la costruzione di un primitivo istituto di studi per l'arte culinaria. Di interesse la chiesa parrocchiale di San Nicola, il santuario della Madonna in Basilica, e la casa natale Caracciolo. Sopra il borgo vi sono gli antichi centri montuosi di Montelapiano e il borgo abbandonato di Buonanotte Vecchio.
  • Fara San Martino: centro della Majella, posto al confine con il fiume Aventino. Il borgo medievale di Terravecchia, perfettamente conservato, è stato rivalutato di recente per l'uso turistico. Di interesse la chiesa di San Remigio, il museo civico della Majella, e soprattutto le gole e le sorgenti del fiume Aventino, nonché l'abbazia di San Martino in Valle, nel cuore delle gole montuose.
  • Pescasseroli:famoso centro al confine con la Marsica, noto per la nascita di Benedetto Croce. Oltre per le piste da sci, il borgo è noto per il percorso archeologico di Castel Mancino e per la chiesa dei Santi Pietro e Paolo.

Lanciano[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Nicola (Lanciano)
  • Le chiese: la città antica possiede circa 20 chiese e cappelle di alto pregio. In primis vi è la gotica chiesa di Santa Maria Maggiore, seguita da Sant'Agostino, San Biagio, e il Santuario del Miracolo Eucaristico. Vi è poi la cappella di Santa Croce, dove si compì un secondo miracolo dell'Eucarestia.
  • Cattedrale della Madonna del Ponte (XVII secolo): chiesa di stampo barocco, decorata nel Settecento da maestranze napoletane come Giacinto Diano. È caratterizzata dalla corposa Torre Campanaria e dal cupolone.
  • Santuario del Miracolo Eucaristico (XIII secolo): chiesa gotica dalla facciata caratteristica. È stato fondato sul vecchio convento di San Legonziano (VIII secolo), sorto sulle fondamenta di una cisterna romana. La chiesa ha interno barocco, e succorpo medievale, con affreschi rinascimentali dei Vangeli apocrifi.
  • Quartiere medievale Civitanova (XII secolo): è il quartiere più antico della città medievale, seguito da Lancianovecchia. È rappresentato dalle Torri Montanare e dalla chiesa di Santa Maria Maggiore. Vi era anche il seminario diocesano, oggi Museo della Diocesi di Lanciano.
  • Chiesa di Santa Maria Maggiore (XII secolo): è Monumento Nazionale, con facciata gotica decorata da rosone e portale di Francesco Petrini, con aggiunta di bassorilievo della Crocifissione. Vi è una seconda facciata quattrocentesca, attaccata alla gotica, che ne ricalca lo stile. Il campanile a torre è finemente lavorato con beccatelli e merlature. L'interno a tre navate possiede una croce dotata di Nicola da Guardiagrele.
  • Chiesa di San Nicola (XIII secolo): chiesa gotica con caratteristico campanile turrito "lancianese", la cui cripta possiede affreschi tratti dalla Storia della Vera Croce di Jacopo da Varagine.
  • Chiesa di Sant'Agostino (XIV secolo): chiesa gotica dalla facciata trecentesca molto simile a quella di Santa Maria Maggiore, essendo realizzata dallo stesso Petrini. Ha un grande campanile a torre in stile gotico lancianese.
  • Chiesa di Santa Lucia (XIII-XVIII secolo): caratterizzata da una facciata gotica con rosone a raggi.
  • Torri Montanare (XI secolo): fortificazioni Normanne con due torri, delle quali la minore restaurata dagli Aragonesi.
  • Fonte del Borgo (XIV secolo): antica fontana medievale con mascheroni a leoni.
  • Ponte romano di Diocleziano (III secolo): si trova sotto la Cattedrale, di cui funge da contrsfforte e base. Nel 1000 vi fu trovata la famosa statua della "Madonna del Ponte".
  • Palazzo arcivescovile: storica sede diocesana dal XIV secolo, oggi raccoglie una ricca collezione di opere religiose delle chiese di Lanciano.
  • Polo Museale Santo Spirito: monastero fondato da Celestino V, ha un tipico aspetto gotico, e oggi è chiesa sconsacrata che è sede di mostre, nonché Museo Archeologico di Lanciano.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Grotta Sant'Angelo (Palombaro)
Eremo della Madonna dell'Altare (Palena)

Castelli[modifica | modifica wikitesto]

Castello Franceschelli di Montazzoli
Museo Casa Caracciolo (Villa Santa Maria)

Palazzi e musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo De Crecchio (Lanciano)
  • Palazzo Arcivescovile - Sede del Museo diocesano (Lanciano)
  • Polo Museale del Convento di Santo Spirito (Lanciano)
  • Casa De Marco - Sede Museo del Territorio (Atessa)
  • Museo Casa natale di Cesare De Titta (Sant'Eusanio)
  • Museo del Territorio e della Fauna (Fara San Martino)
  • Museo Geopaleontologico del Castello (Palena)
  • Casa Caracciolo - Museo di San Francesco Caracciolo e dei Cuochi (Villa Santa Maria)
  • Museo naturale archeologico "Maurizio Locati" - Giardino dei Camosci (Lama dei P)
  • Museo dell'orso marsicano (Palena)
  • Palazzo del Museo "Teofilo Patini" (Castel di Sangro)
  • Museo civico memorie della vita contadina (Vorrello)
  • Museo Etnografico (Bomba)
  • Museo di John Fante (Torricella Peligna)
  • Museo all'aperto del Borgo Vecchio di Gessopalena
  • Museo del sito archeologico di Juvanum (Montenerodomo)

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Il sito archeologico di Pallanum a Tornareccio
Archi Sito archeologico di Fonte Tasca
Atessa Sito archeologico di Porcari
Casoli Zona archeologica di Cluviae
Montenerodomo Parco archeologico di Juvanum
Mura megalitiche
Quadri Parco archeologico di Trebula
San Vito Chietino Sito archeologico di Murata Bassa
Roccascalegna Ceramiche ed industrie litiche di Colle Longo-Ruderi di un edificio del III secolo a.C.
Tornareccio Parco archeologico naturalistico di Pallanum

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale Fara San Martino Palombaro, Riserva regionale Abetina di Rosello, Lago di Casoli, Lago di Bomba, Riserva naturale controllata Lago di Serranella, Riserva naturale guidata Lecceta di Torino di Sangro, Cimitero britannico (Torino di Sangro), Riserva regionale Majella Orientale, Cascate del Verde e Costa dei Trabocchi.
Sorgenti del fiume Verde[2]
  • Montagna: dalla parte del Sangro i luoghi naturali di maggior interesse sono il lago artificiale di Bomba, dove è possibile pescare, navigare, nonché fonte economica per il servizio idrico della zona di Villa Santa Maria. Il percorso sulla montagna offre un cammino da Bomba verso il centro di Tornareccio, giungendo sulla cima del Monte Pallano. Ivi è presente anche il sito archeologico di Pallanum, risalente al neolitico. Il percorso si snoda verso Monteferrante, Roio del Sangro e Rosello. La presenza di boschi locali preludono alla riserva naturale dell'Abetina di Rosello, ricca di due laghetti naturali. In direzione di Quadri il percorso naturale incomincia da Borrello, dopo l'area boschiva del Santuario di Santa Maria delle Grazie di Rosello, sprofondando nelle gole con le cascate del Verde, facenti parte della riserva naturale. Giungendo a Quadri il percorso di una piccola cascata porta fuori l'abitato, in direzione di Civitaluparella, dove vi è il complesso della vecchia Badia di Santa Maria dello Spineto in Trebula. Civitaluparella dispone di un boschetto dietro il borgo, e di un promontorio roccioso sopra il borgo, dove vi è il sito del vecchio castello Caldora. Gamberale dispone invece della riserva di un lago omonimo, con la chiesetta di San Domenico, nonché dell'impianto sciistico Valle del Sole, con boschetto annesso. Pizzoferrato è località caratteristica e stazione climatica per lo sperone roccioso enorme che sovrasta il borgo, dove vi è il belvedere del vecchio castello, attiguo alla chiesetta di Santa Maria del Girone.

Il territorio molisano offre i panorami sulle gole del Sangro, dai borghi di Capracotta e Pescopennataro, dal panorama roccioso dell'eremo di San Luca. Vi è inoltre un comprensorio sciistico sopra il Monte Capraro. Tornando all'Abruzzo, dal versante del fiume Aventino, da Casoli si accede al lago Sant'Angelo, con il colle superiore sovrastato dalla Torretta di Prata, risalente ai Normanni. Lo scenario è dominato dal promontorio del paese vecchio di Gessopalena e dal belvedere del vecchio castello di Torricella Peligna. Il punto naturale più visitato tuttavia, dove comincia il Parco Nazionale della Majella è la riserva delle Gole di Fara San Martino, dove ci sono i resti del Monastero di San Martino in Valle e le sorgenti del fiume Verde. Il percorso naturale si sposta verso Palombaro, in direzione di Guardiagrele, presso la riserva Feudo Ugni, dove c'è l'eremo di grotta Sant'Angelo; altrimenti la via è verso Lama dei Peligni, culla del camoscio abruzzese, e della Grotta del Cavallone, immortalata da D'Annunzio in La figlia di Iorio. Lo scenario delle gole dell'Aventino è dominato dalla riserva fluviale delle Acquevive a Taranta Peligna, mentre il fiume è visibile presso Palena, dove vi è la riserva dell'orso marsicano, appena fuori il paese. Da lì parte il percorso verso il Valico della Forchetta, dove vi è l'eremo celestiniano della Madonna dell'Alrare, punto di confine tra il parco della Val di Sangro e la provincia aquilana del Parco della Majella.

  • Collina e mare: la collina della valle è dominata, nella zona di Atessa, dal complesso industriale Honda - Sevel, mentre nella zona frentana di Castel Frentano-Sant'Eusanio del Sangro è visitabile la riserva naturale del lago di Serranella. Il mare è dominato invece dal panorama del promontorio di San Giovanni in Venere, e dal comune fossacesiano, fino a Torino di Sangro, il territorio è incluso nell'area naturale della Costa dei Trabocchi. A Torino sono inoltre visitabili la zona naturale della Lecceta e il cimitero britannico, in onore ai caduti della seconda guerra mondiale.

La costa dei Trabocchi[modifica | modifica wikitesto]

Un trabocco di Fossacesia
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Costa dei Trabocchi.

La valle confina ampiamente con la famosa costa, precisamente nel territorio di Fossacesia Marina, facilmente accessibile dall'autostrada A 14 e dalla superstrada della Fondovalle Sangro. Il territorio comprende i comuni marittimi di Ortona-San Vito-Fossacesia-Rocca San Giovanni-Torino di Sangro-Casalbordino-Vasto. Il cuore pulsante storico della costa è il tratto San Vito e Fossacesia, dove le costruzioni pescatorie dei Trabocchi risale all'800. Tali macchine in legno servivano a solo scopo della pesca, realizzate in legno con corpo principale sorretto da tronchi di base poggianti su rocce sporgenti dal mare, e braccia estese verso il mare. Nel 1889 il poeta Gabriele D'Annunzio comprò una villa sul cosiddetto "promontorio dannunziano" presso San Vito, per l'ispirazione dell'opera Trionfo della morte, e per nascondere l'amore clandestino con Barbara Leoni. I Trabocchi servirono come fonte di lavoro fino agli anni '80, quando il commercio industriale del porto di Ortona mise in crisi le attività. Nei primi anni 2000 è cominciato un recupero culturale delle attrezzature da pesca, con successiva trasformazione dei Trabocchi in ristoranti a tema. I Trabocchi più rappresentativi sono quello di "Capo Turchino", descritto da D'Annunzio nella sua opera, e successivamente i Trabocchi "Punta Cavalluccio - Valle Grotte -Sasso della Cajana", fino ai due Trabocchi della Marina di San Vito. Il turismo marittimo d'estate si mescola anche col turismo religioso, dacché a Fossacesia Marina è facilmente raggiungibile il promontorio dell'abbazia di San Giovanni in Venere, risalente al XII secolo, in stile romanico.

Area montana sciistica Alto Sangro[modifica | modifica wikitesto]

La valle si estende fino all'Altopiano delle Cinque Miglia, presso Castel di Sangro. Piste da sci si trovano nella vicina Gamberale nella Valle del Sole, presso Pizzoferrato, a 2 km dal paese. La zona montuosa più gettonata per lo sci è Roccaraso, assieme a Pescasseroli, dove culmina la Comunità montana Alto Sangro. Roccaraso si trova esattamente 5 km dopo Castel di Sangro, superata la contrada Roccacinquemiglia. Gli impianti più noti sono quelli di Monte Zurrone e Monte Aremogna.

La zona è raggiungibile dalla Fondovalle Sangro che, eccetto un pezzetto presso Sant'Angelo del Pesco (IS), al confine tra provincia dell'Aquila, provincia di Chieti, conduce fino a Castel di Sangro, da dove è possibile continuare la strada statale per Pescasseroli o Roccaraso.

Iniziative per lo sviluppo economico[modifica | modifica wikitesto]

I progetti in corso per lo sviluppo del territorio sono molteplici, come ad esempio il campus tecnologico istituito per la condivisione e la crescita delle competenze tecniche acquisite dalle aziende. Un altro progetto riguarda la realizzazione di un importante polo fieristico in contrada Cerratina che si proporrebbe come la principale vetrina del centro-sud.

Attualmente la fonte primaria economica, come già detto, è il comprensorio industriale della Sevel, presso lo scalo di Paglieta. Negli anni '90 è sorta una associazione turistica provinciale, chiamata "Terre del Sangro Aventino", con l'incarico di valorizzazione dei principali monumenti delle città e borghi della valle del Sangro e del fiume Aventino fino a Palena. Il territorio abbracciato comprende la piana di Fossacesia fino a Ortona e Torino di Sangro, mentre nell'entroterra avrebbe compreso i territori tra Lanciano-Atessa-Sant'Eusanio del Sangro e Palombaro, unendosi da una parte (Fara San Martino) al Parco Nazionale della Majella, e dall'altra verso Bomba e Villa Santa Maria, fino a Rosello.

Sono in corso proteste per la presunta realizzazione di un inceneritore in località Brecciaio di Sant'Eusanio del Sangro, mentre sono scoppiate proteste nel 2014 -15 durante la realizzazione dell'elettrodotto Villanova di Cepagatti-Gissi, i cui tralicci della Società Terna passano per contrada Sant'Onofrio di Lanciano, Contrada Paludi di Castel Frentano, Contrada Cotti di Sant'Eusanio e Paglieta, passando poi per Pollutri, fuori dalla valle.

Fondo Valle del Sangro 2.JPG
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Il fondo valle e la zona industriale
Val di Sangro da Sant'Onofrio.JPG
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Il fondo valle dal colle Sant'Onofrio, Lanciano
Val di Sangro, Serre (Lanciano).JPG
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Veduta della Val di Sangro da contrada Serre, Lanciano

È in processo anche la realizzazione del Corridoio Verde Adriatico, ossia una pista ciclabile sulla litoranea adriatica, che parte da Martinsicuro (provincia di Teramo), arrivando al Molise, fino alla Puglia. Attualmente, nel 2016, tutta la provincia di Teramo è stata attraversata dalla pista, i cui lavori si stanno concentrando sulla galleria ferroviaria di Ortona. Nella valle del Sangro, la pista passerà per la costa dei Trabocchi, tra Fossacesia e San Vito Chietino.

Note[modifica | modifica wikitesto]

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