Provincia di Chieti

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Provincia di Chieti
provincia
Provincia di Chieti – Stemma Provincia di Chieti – Bandiera
Provincia di Chieti – Veduta
Palazzo del Governo, sede della Provincia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Amministrazione
Capoluogo Chieti
Presidente Mario Pupillo (PD) dal 12-10-2014
Territorio
Coordinate
del capoluogo
42°21′N 14°10′E / 42.35°N 14.166667°E42.35; 14.166667 (Provincia di Chieti)Coordinate: 42°21′N 14°10′E / 42.35°N 14.166667°E42.35; 14.166667 (Provincia di Chieti)
Superficie 2 599,58 km²
Abitanti 389 708[1] (30-6-2016)
Densità 149,91 ab./km²
Comuni 104 comuni
Province confinanti Pescara, Campobasso, Isernia, L'Aquila
Altre informazioni
Cod. postale 66010-66100-66012, 66014, 66021, 66023, 66026, 66030-66034, 66036-66038, 66040-66043, 66045-66047, 66050-66052, 66054
Prefisso 085, 0871, 0872, 0873
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-CH
Codice ISTAT 069
Targa CH
Cartografia
Provincia di Chieti – Localizzazione
Sito istituzionale

La provincia di Chieti (pruvìngie de Chjìte in abruzzese) è una provincia italiana dell'Abruzzo di 389 169 abitanti. Si estende su una superficie di 2.588,35 km² e comprende 104 comuni.

È la provincia più popolata d'Abruzzo e la seconda per estensione dopo quella dell'Aquila; confina a nord-ovest con la provincia di Pescara, a sud-ovest con la provincia dell'Aquila e con il Molise (a sud provincia di Isernia e a sud-est provincia di Campobasso). A nord-est è bagnata dal Mare Adriatico.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Ampia veduta della Val Pescara dalla Majella, in cui si distinguono le città di Chieti e Pescara (Pescara a valle adiacente al mare e Chieti su un colle vicino)
La Val di Sangro, nel punto di unione dei fiumi Sangro e Aventino, sotto i colli del paese di Altino

La provincia di Chieti presenta un territorio prevalentemente collinare e montano, con un'orografia molto varia. Il territorio è caratterizzato da un susseguirsi di valli parallele, nella maggior parte delle quali scorrono corsi d'acqua di varia portata. Nella parte più settentrionale il paesaggio si presenta più aspro e disabitato, nella parte meridionale, più dolce e ricco di piccoli insediamenti sparsi.

Il territorio pianeggiante è presente solo in corrispondenza delle valli. Le principali sono la Val Pescara e la Val di Sangro. Nella provincia si trova anche buona parte del massiccio della Majella (2.793 m s.l.m.), il secondo degli Appennini per altezza. I principali fiumi sono l'Alento, l'Aterno-Pescara, l'Aventino, il Sangro, il Foro, il Sinello e il Trigno.

A delimitare il territorio provinciale è a nord il fiume Pescara, che segna il confine con la provincia omonima. A nord-est è bagnato dal Mar Adriatico. A sud-est il fiume Trigno, che segna il confine anche con la regione Molise (provincia di Campobasso). A sud ovest vi è il fiume Sente a separare la provincia di Chieti con la provincia di Isernia. Da sud-ovest a nord-ovest, il confine è segnato prima dal monte Secine e successivamente dai monti della Majella.

Molte zone della superficie presentano aree boschive. Per questo nella provincia vi sono molte riserve naturali, atte a salvaguardare, valorizzare e promuovere il patrimonio di boschi che vanta il territorio. Nella zona meridionale si trovano ampie superfici coperte da abeti, con due riserve naturali. In prossimità della costa vi è una lecceta, interessata dalla Riserva naturale guidata Lecceta di Torino di Sangro. Presso la Maiella, territorio compreso nell'omonimo Parco Nazionale, la flora è ricca di numerose piante pregevoli, come l'Acero di Lobel, la Betulla, il Pino Nero di Fara San Martino e il Faggio, grazie al selvaggio ambiente incontaminato.

I fiumi[modifica | modifica wikitesto]

La provincia, grazie ai fenomeni carsici delle montagne ed in particolare della Majella, è molto ricca di risorse idriche, in prevalenza sotterranee. Tuttavia sono presenti anche numerosi corsi d'acqua in superficie, i cui principali sono l'Aterno-Pescara, il Sangro e il Trigno, ma altri fiumi importanti sono l'Alento, l'Aventino, il Foro e il Sinello. Minori sono invece il Dendalo, il Feltrino, l'Osento, il Sente, il Treste e il Venna.

Una caratteristica negativa che accomuna quasi tutti i fiumi della provincia teatina è l'elevato tasso di inquinamento, che in alcuni casi risulta particolarmente elevato, come per il fiume Pescara, le cui condizioni sono aggravate dalla presenza di una discarica tossica, ritenuta addirittura la più grande d'Europa, nel comune di Bussi sul Tirino[2], che causano anche l'inquinamento del mare nel punto in cui essi sfociano. Questa drammatica situazione è dovuta all'insieme di molti fattori, quali lo scarico di sostanze tossiche delle fabbriche circostanti i fiumi (in particolare nel caso del Pescara, Sangro e Trigno), i prodotti chimici provenienti dall'agricoltura o a causa della presenza di discariche tossiche.

Un'altra particolarità, specialmente per i fiumi minori, è il regime quasi torrentizio, con fiumi ricchi d'acqua nei mesi piovosi e nevosi ma pressoché asciutti nei mesi di secca.

I laghi[modifica | modifica wikitesto]

A sinistra il lago di Bomba; a destra il borgo di Monteferrante

Nella provincia di Chieti non vi sono grandi laghi naturali. Tuttavia vi sono due laghi artificiali, il lago di Bomba e il lago Sant'Angelo, costruiti sbarrando il corso rispettivamente dei fiumi Sangro e Aventino. Entrambi i fiumi vengono sfruttati per la produzione di energia idroelettrica che viene convogliata a Roma.

Un altro lago artificiale, di dimensioni minori, è il lago di Serranella, nella Riserva naturale controllata Lago di Serranella, tra i comuni di Casoli, Altino e Sant'Eusanio del Sangro. Costruito nel 1981 come bacino per l'irrigazione, il lago è diventato ben presto un ambiente umido di notevole interesse, fino a diventare nel 1990 Riserva naturale. Si trova alla confluenza del fiume Sangro con l'Aventino e con altri affluenti minori, quali il Gogna e il Pianello.

Lago di serranella.jpg
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Il lago di Serranella

I monti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Majella.
La Majella

Il territorio della provincia teatina è caratterizzato dalla mole calcarea della Maiella, la seconda montagna più alta della catena degli Appennini (con i 2793 m. della sua vetta più elevata, il monte Amaro) dopo il Gran Sasso d'Italia. La sua orografia include 61 monti e 75 colline diversificate. Come la maggior parte dei massicci calcarei la Maiella è ricca di fenomeni carsici e di conseguenza, povera di acque superficiali. Le acque meteoriche infatti ricompaiono a valle, con sorgenti che talvolta raggiungono dimensioni poderose, come quelle del fiume Verde, a Fara San Martino. Nel versante orientale il massiccio è tagliato da gole e valloni, mentre ad occidente è piuttosto omogeneo e caratterizzato da una sola incisione, la Macchia di Caramanico.

Il mare e la Costa dei Trabocchi[modifica | modifica wikitesto]

Tratto alto e roccioso ad Ortona

Il Mar Adriatico bagna a nord-est le coste della provincia. Il litorale teatino possiede un nome particolare, Costa dei Trabocchi, per la presenza dei trabucchi, pittoresche macchine da pesca in legno, oggi diventate attrazione per turisti. Essa è una delle più diversificate della regione; vi si alternano tratti di spiaggia bassa e sabbiosa o di ciottolame a tratti alti e rocciosi che degradano sul mare. Partendo da nord, in corrispondenza di Francavilla al Mare vi si trova una lunga striscia di sabbia dorata, caratterizzata dall'alternarsi di piccoli tratti di spiaggia libera a una fitta rete di stabilimenti balneari. La spiaggia ortonese è unica nel suo genere per le numerose insenature che vi si trovano. Da San Vito Chietino poi fino a Torino di Sangro, passando per Rocca San Giovanni e Fossacesia, la spiaggia si presenta stretta e prevalentemente a ciottoli, con tratti a sabbia. La località più famosa di questa zona è il lido Le Morge. Da Casalbordino a Vasto e San Salvo invece la fascia costiera è prevalentemente più larga e sabbiosa.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Parchi, Riserve ed Aree protette[modifica | modifica wikitesto]

Denominazione Zona geografica Comuni interessati Sito istituzionale
Parco Nazionale della Majella area montana della Majella 39 comuni; provincie interessate: Pescara, Chieti e L'Aquila Sito ufficiale
Riserva naturale statale Fara San Martino Palombaro area montana boscata Fara San Martino e Palombaro
Giardino botanico Michele Tenore giardino botanico Lama dei Peligni
Riserva naturale statale Feudo Ugni area montana boscata Palombaro e Pennapiedimonte
Riserva Naturale Statale Quarto Santa Chiara area montana boscata Palena
Riserva Naturale Regionale Abetina di Rosello area montana boscata Rosello e Agnone (IS) Sito ufficiale
Riserva Naturale Regionale Lago di Serranella area paludosa Casoli, Altino e Sant'Eusanio del Sangro Sito ufficiale
Riserva naturale guidata Cascate del Verde cascate in area montana Rosello e Borrello Sito ufficiale
Riserva naturale guidata Bosco di Don Venanzio area fluviale boscata Vasto e Pollutri Il sito ufficiale in costruzione
Riserva naturale guidata Lecceta di Torino di Sangro area costiera boscata Torino di Sangro
Riserva naturale guidata Punta Aderci area costiera Vasto Sito ufficiale
Oasi Naturale Abetina di Selva Grande area montana boscata Castiglione Messer Marino
Riserva regionale Valle del Foro area fluviale boscata Pretoro
Parco territoriale attrezzato dell'Annunziata area collinare Orsogna Sito ufficiale

Parco nazionale della Majella[modifica | modifica wikitesto]

Panorama da Montenerodomo; in primo piano i resti della casa della famiglia paterna di Benedetto Croce

Il parco nazionale della Majella copre un ampio territorio, che per il 55% supera i 2000 m s.l.m., in cui sono racchiuse vaste aree di natura selvaggia, con un pregiato patrimonio nazionale di biodiversità.

Venne istituito con la Legge 6 dicembre 1991, n. 394. L'ente del parco invece venne istituito con il Decreto del presidente della Repubblica del 5 giugno 1995, con sede legale a Guardiagrele e sede operativa a Campo di Giove (AQ). Copre una superficie di 74.095 ettari tra le provincie di Pescara, L'Aquila e Chieti. I comuni interessati, della provincia di Chieti, sono: Civitella Messer Raimondo, Fara San Martino, Gamberale, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Lettopalena, Montenerodomo, Rapino, Palena, Palombaro, Pennapiedimonte, Pizzoferrato, Pretoro e Taranta Peligna.

Ospita il 78% delle specie di mammiferi (cetacei esclusi) presenti in Abruzzo e il 45% in Italia; il 65% della flora abruzzese, il 37% di quella italiana ed il 22% di quella europea. I principali esemplari di fauna presenti ad alta quota sono il camosci appenninici e la vipera dell'Orsini. La fascia di arbusti, al di sotto degli ambienti culminali è costituita dal Pino mugo, che vanta il primato di essere sulla Majella l formazione vegetale più estesa degli Appennini. La fascia boschiva, tra i 1800 e gli 800 m s.l.m. è costituita da faggeta, puntellata da prati e pascoli, dove si possono trovare esemplari di Lupo appenninico e Orso bruno marsicano. Altre specie di pregio che costituiscono il ricco patrimonio di biodiversità sono la Lontra, l'Arvicola delle nevi, la salamandra dagli occhiali, l'Aquila reale, il Gracchio corallino, il Lanario, il Piviere tortolino, il Colubro di Riccioli, il Ferro di cavallo maggiore e il Vespertilio smarginato per quanto riguarda la fauna.

I principali esemplari di flora sono costituiti dall'Erba unta di Fiorii, la Soldanella del calcare, l'Aquilegia della Majella, l'Adonide curvata, l'Androsace abruzzese, la Viola della Majella, il Fiordaliso della Majella, l'Acero di Lobel, la Stella alpina appenninica, il Ginepro sabino, la Betulla, il Pino nero di Fara San Martino (Pinus nigra Arnold subsp. nigra Hoss var. italica Hochstetter), la Scarpetta di Venere, l'Assenzio rupestre, il Ciombolino abruzzese e la campanula napoletana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Epoca preromana[modifica | modifica wikitesto]

Via Orientale di Juvanum (Montenerodomo)

Tracce di presenze del neolitico sono state trovate a Rapino, nella Grotta del Colle, e nella necropoli di Comino di Guardiagrele. Popoli successivamente, provenienti dagli osco umbri, legati ai Sanniti, dominarono dal IX secolo a.C. fino al III la zona di Chieti, di Lanciano e di Vasto. A Chieti, della antica Teate, sono state trovate catacombe presso il Palazzo de Mayo, risalenti ai Marrucini. A Rapino è stato inoltre trovato il bronzo Rapinense, come testimonianza religiosa del popolo. A Quadri era presente un insediamento di Trebula, con una necropoli.

Sulle montagne a confluenza con l'attuale Molise vi erano le aree sacre di Juvanum a Montenerodomo e il santuario italico di Schiavi d'Abruzzo. Come principale città dei Frentani, vi era Anxanum (Lanciano), seguita dalla città portuale di Ortona e da Histonium (Vasto).

Epoca romana e medievale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la conquista romana del III secolo a.C, le città si arricchiranno della struttura urbana dell'Urbe, nonché di teatri romani e terme. Esempi sono a Chieti nell'anfiteatro della Civitella (I secolo), nei Templi Giulio-Claudi, nel teatro e nelle terme (sempre I secolo). Anche Juvanum e Trebula si arricchiscono di un teatro romano, nonché Histonium, con le sue belle terme di Sant'Antonio.

Di recente sono stati trovati anche reperti di ville tardo-romane a Crecchio, conservati nel Museo Archeologico di Chieti e nel Castello Ducale del paese.

Anxanum si dotò di mura fortificate sopra il colle Erminio, e di un ponte del III secolo fatto costruire dall'imperatore Diocleziano, sopra cui oggi figura la Cattedrale.

Veduta del rione medievale di Lanciano

Nell'Alto Medioevo, esempi di presenze Longobarde si hanno a Crecchio (il castello) e a Casoli, Vasto e Lanciano: si tratta di costruzione di castelli fortificati o chiese principali per il culto cristiano. Nell'XI secolo i Normanni invasero l'Abruzzo, imponendo la loro signoria.

A Chieti nel IX secolo fu fondata la Grande Diocesi che controllava tutti i feudi fino a Manoppello e a Sulmona, contenendo il potere con il ducato di Manoppello e il Guastaldato di Vasto. Nonché le grandi abbazie di San Giovanni in Venere e San Liberatore a Majella.

Anche Guardiagrele, costituita nel IX secolo con i Normanni e prima ancora coi Longobardi, fu un importante centro politico e economico. Nel XIV secolo poté addirittura battere moneta grazie a Ladislao di Durazzo. Divenne fiorente centro culturale con le architetture finanziate dagli Orsini.

Nel Basso Medioevo l'economia principale fu la pastorizia, legata alla transumanza in Puglia, mediante il tratturo di Lanciano - Cupello.

Il Settecento[modifica | modifica wikitesto]

Questa epoca fu caratterizzata dal potere principale di Chieti (principale centro politico e culturale) e di Lanciano. A Chieti crebbe un gruppo culturale di illuminismo,nonché ci fu una rinascita economica grazie alla famiglia Valignani.

Lanciano, benché colpita dalla peste del Seicento, era il principale punto cittadino di commercio, in quanto posto nella valle del Sangro, a cavallo tra montagna Majella e mare Adriatico. Spesso entrò in conflitto anche con la storica rivale Ortona per il dominio della costa.

Istituzione della provincia di Chieti[modifica | modifica wikitesto]

La provincia di Chieti venne istituita con l'Unità d'Italia, nel 1860, succedendo alla provincia dell'Abruzzo Citra del Regno delle Due Sicilie.

Inizialmente era suddivisa nei circondari di Chieti, di Lanciano e di Vasto.

Nel 1927 parte del territorio provinciale venne distaccato ed assegnato alla nuova provincia di Pescara[3].

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il corso Vittorio Emanuele di Ortona durante i bombardamenti

La provincia ebbe grande importanza nella seconda guerra mondiale. Chieti fu occupata dai nazisti nel 1943 ma dichiarata "Città libera" per fornire rifugio agli sfollati. I principali luoghi colpiti dai tedeschi e alleati furono i centri della "linea Gustav", che aveva capo a Ortona. La città fu bombardata e cannoneggiata dai panzer nel dicembre 1943, e quasi distrutta. Stessa sorte toccò nelle montagne a Gessopalena, Torricella Peligna, Palena e Taranta Peligna, dove i tedeschi mostrano la loro ferocia usando la tattica della "terra bruciata". Tra il dicembre del '43 e l'aprile dell'anno successivo si compirono i massacri civili a Gessopalena e a Lettopalena, nonché a Roccaraso. Si costituì per questo il gruppo partigiano della Brigata Maiella, comandata da Ettore Troilo, che respinse, assieme agli alleati, i nazisti per le montagne di Castel di Sangro, fino a Cassino.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti stradali principali[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Cartina della provincia, le autostrade e le strade statali e provinciali principali

La provincia di Chieti è attraversata dall'autostrada A14, che corre parallelamente alla linea dell'Adriatico. Poco più a nord di Chieti, all'altezza di Pescara, dall'A14 parte la A25 che termina a Torano di Borgorose, dove si innesta all'A24, procedendo per Roma.

Uscita ↓km↓ ↑km↑ Provincia
AB-AS-grün.svg Chieti-Pescara ovest
Italian traffic signs - raccordo autostradale 12.svg Chieti
RWBA Flughafen(R).svg Aeroporto d'Abruzzo
380,0 362,4 CH
Zeichen 314 - Parkplatz, StVO 2013.svg Area di parcheggio "Le Sirene" 388,9 354,5 CH
AB-AS-grün.svg Pescara sud
Francavilla al Mare
392,6 350,8 CH
AB-Tank.svg Area di servizio "Alento" 393,9 349,5 CH
AB-AS-grün.svg Ortona 404,6 338,8 CH
AB-AS-grün.svg Lanciano 413,8 329,6 CH
AB-AS-grün.svg Val di Sangro
Strada Statale 652 Italia.svg Castel di Sangro
422,0 321,4 CH
AB-Tank.svg Area di servizio "Sangro" 428,8 314,6 CH
AB-AS-grün.svg Vasto nord
Casalbordino
437,3 306,1 CH
Zeichen 314 - Parkplatz, StVO 2013.svg Area di parcheggio "San Lorenzo" 441,8 301,6 CH
AB-AS-grün.svg Vasto sud
Montenero di Bisaccia
San Salvo
Strada Statale 650 Italia.svg Isernia
454,6 288,8 CH

Strade Statali[modifica | modifica wikitesto]

Principalmente le strade statali permettono il collegamento dei comuni dell'entroterra con i comuni costieri o i comuni delle valli. Molte di esse seguono il corso delle vallate, risalendo fino alle località interessate dai collegamenti.

Le strade statali che percorrono la provincia sono:

Vi sono inoltre numerose ex strade statali:

Collegamenti ferroviari[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti marittimi[modifica | modifica wikitesto]

Il porto di Ortona

I collegamenti marittimi sono assicurati dalla presenza di due porti, quello di Ortona e quello di Vasto.

Il porto di Ortona è uno dei più importanti porti commerciali d'Abruzzo, ma ha anche funzione mercantile, turistica ed una buona attività cantieristica. Viene utilizzato anche come riparo per le tonnare della Sicilia e del Tirreno nel periodo della migrazione dei tonni nel Mar Adriatico[4].

Il porto di Vasto ha un maggiore uso peschereccio [5] e turistico (come i collegamenti estivi per le Isole Tremiti), con la presenza inoltre del secondo faro più alto d'Italia.

Altri porti di dimensioni decisamente ridotte sono i quelli di Fossacesia "Marina del Sole" e quello di San Salvo "Le Marinelle", per le piccole imbarcazioni turistiche. Sono in cantiere inoltre la realizzazione di un nuovo porto turistico di dimensioni maggiori a San Salvo ed uno a Francavilla al Mare.

Collegamenti aerei[modifica | modifica wikitesto]

L'aeroporto internazionale d'Abruzzo

La provincia di Chieti è servita dall'aeroporto internazionale d'Abruzzo che in parte è sito sul territorio della provincia teatina. Esso assicura i movimenti aerei per mete nazionali e internazionali, come per Milano, Torino, Cagliari e Bergamo per quanto riguarda i voli nazionali, Toronto, Tirana, Barcellona, Eindhoven, Francoforte e Londra per quelli internazionali.

Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio teatino c'è una Asl provinciale, quella di Lanciano-Vasto-Chieti, anche chiamata asl 2 Abruzzo[6](la sede legale è ubicata a via martiri lancianesi, a Chieti).

l'Asl di Lanciano-Vasto-Chieti serve tutti i 104 comuni della provincia, dai paesi montani della Majella alla costa, con una popolazione totale pari a quella provinciale (circa 400.000 abitanti), distribuita su una superficie di 2.588 km². La asl è dotata di sei presidi ospedalieri:

  • Il policlinico "SS. Annunziata", Chieti
  • Ospedale "F. Renzetti", Lanciano
  • Ospedale "San Pio da Pietrelcina", Vasto
  • Ospedale "Vittorio Emanuele II", Atessa
  • L'ospedale "G. Bernabeo", Ortona
  • L'ospedale "M. SS. Immacolata", Guardiagrele.

Inoltre sul territorio teatino vi sono anche due presidi territoriali d'assistenza (PTA), piccoli nosocomi che erogano i servizi sanitari solitamente elargiti da un ospedale ad eccezione dei ricoveri, che vengono gestiti dai presidi ospedalieri più grandi[7]. Questi sono:

  • Presidio territoriale d'assistenza di Casoli
  • Presidio territoriale d'assistenza di Gissi

Istituto di ricerche Mario Negri Sud[modifica | modifica wikitesto]

Il centro Mario Negri Sud

Il Consorzio Mario Negri Sud, nato il 5 dicembre 1980, è un centro di ricerca, formazione e divulgazione scientifica gestita dall'omonima fondazione senza scopo di lucro, situato nel comune di Santa Maria Imbaro. Possiede inoltre un campus, alloggio per ricercatori e visiting scientist. Le attività del centro iniziarono il 1º febbraio 1988, nella ricorrenza del 25º anniversario del della fondazione dell'Istituto Mario Negri di Milano.

Il centro si occupa di formare e qualificare i ricercatori del Meridione d'Italia ed è divenuto oggi un'importante struttura di ricerca d'eccellenza a livello internazionale. Opera nei settori della biologia cellulare e molecolare, oncologia molecolare e clinica, malattie cardiovascolari, coordinamento di studi clinici controllati sul diabete, infarto miocardico, tumore della mammella e malattie mieloproliferative, epidemiologia assistenziale e farmacoepidemiologia, ricerca clinica ed epidemiologica e formazione in medicina generale, sistemi informativi e politiche sanitarie, rapporti tra salute ed ambiente e metodologie analitiche per il monitoraggio ambientale.

Comuni della Provincia di Chieti per popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Chieti.

La provincia di Chieti comprende 104 comuni di seguito elencati per popolazione, i cui dati sono relativi a dicembre 2016 (ISTAT).

Stemma Comune Popolazione
Chieti-Stemma.png Chieti 51.330
Vasto-Stemma.png Vasto 41.283
Lanciano-Stemma.png Lanciano 35.251
Francavilla al Mare-Stemma.png Francavilla al Mare 25.520
GhidelliArcbishop.png Ortona 23.276
San Salvo-Stemma.png San Salvo 20.055
San Giovanni Teatino-Stemma.png San Giovanni Teatino 14.125
Atessa-Stemma.png Atessa 10.570
Guardiagrele-Stemma.png Guardiagrele 9.042
10° Fossacesia-Stemma.png Fossacesia 6.341
11° Casalbordino-Stemma.png Casalbordino 6.129
12° Casoli-Stemma.png Casoli 5.640
13° San Vito Chietino-Stemma.png San Vito Chietino 5.372
14° Bucchianico-Stemma.png Bucchianico 5.213
15° Cupello-Stemma.png Cupello 4.805
16° Miglianico-Stemma.png Miglianico 4.803
17° Castel Frentano-Stemma.png Castel Frentano 4.373
18° Paglieta-Stemma.png Paglieta 4.331
19° Torrevecchia Teatina-Stemma.png Torrevecchia Teatina 4.204
20° Tollo-Stemma.png Tollo 4.124
21° Ripa Teatina-Stemma.png Ripa Teatina 4.083
22° Orsogna-Stemma.png Orsogna 3.881
23° Scerni-Stemma.png Scerni 3.259
24° Torino di Sangro-Stemma.png Torino di Sangro 3.143
25° Altino-Stemma.png Altino 3.082
26° Casalincontrada-Stemma.png Casalincontrada 3.045
27° Crecchio-Stemma.png Crecchio 2.861
28° Gissi-Stemma corretto.png Gissi 2.763
29° Sant'Eusanio del Sangro-Stemma.jpg Sant'Eusanio del Sangro 2.495
30° Monteodorisio-Stemma.png Monteodorisio 2.483
31° Mozzagrogna-Stemma.png Mozzagrogna 2.417
32° Villamagna-Stemma.png Villamagna 2.332
33° Rocca San Giovanni-Stemma.png Rocca San Giovanni 2.328
34° Pollutri-Stemma.png Pollutri 2.224
35° Archi-Stemma.png Archi 2.184
36° Santa Maria Imbaro-Stemma.png Santa Maria Imbaro 2.013
37° Fara Filiorum Petri-Stemma.png Fara Filiorum Petri 1.956
38° Tornareccio-Stemma.png Tornareccio 1.807
39° Castiglione Messer Marino-Stemma.png Castiglione Messer Marino 1.748
40° Frisa-Stemma.png Frisa 1.737
41° Roccamontepiano-Stemma.png Roccamontepiano 1.672
42° Treglio-Stemma.png Treglio 1.672
43° Vacri-Stemma.png Vacri 1.662
44° Perano-Stemma.png Perano 1.608
45° Gessopalena-Stemma.png Gessopalena 1.406
46° Fara San Martino-Stemma.png Fara San Martino 1.399
47° Canosa Sannita-Stemma.png Canosa Sannita 1.378
48° Palena-Stemma.png Palena 1.362
49° Villa Santa Maria-Stemma.png Villa Santa Maria 1.361
50° Torricella Peligna-Stemma.png Torricella Peligna 1.342
51° Roccaspinalveti-Stemma.png Roccaspinalveti 1.312
52° Casacanditella-Stemma.png Casacanditella 1.307
53° Rapino-Stemma.png Rapino 1.284
Stemma Comune Popolazione
54° Lama dei Peligni-Stemma.png Lama dei Peligni 1.250
55° Giuliano Teatino-Stemma.png Giuliano Teatino 1.241
56° Roccascalegna-Stemma.png Roccascalegna 1.195
57° Ari-Stemma.png Ari 1.147
58° Arielli-Stemma.png Arielli 1.141
59° Pizzoferrato-Stemma.png Pizzoferrato 1.103
60° Palombaro-Stemma.png Palombaro 1.006
61° Filetto-Stemma.png Filetto 964
62° Villalfonsina-Stemma.png Villalfonsina 957
63° Fresagrandinaria-Stemma.png Fresagrandinaria 956
64° Furci-Stemma.png Furci 950
65° San Buono-Stemma.png San Buono 948
66° Montazzoli-Stemma.png Montazzoli 945
67° San Martino sulla Marrucina-Stemma.png San Martino sulla Marrucina 938
68° Pretoro-Stemma.png Pretoro 937
69° Palmoli-Stemma.png Palmoli 934
70° Casalanguida-Stemma.png Casalanguida 911
71° Celenza sul Trigno-Stemma.png Celenza sul Trigno 900
72° Poggiofiorito-Stemma.png Poggiofiorito 878
73° Civitella Messer Raimondo-Stemma.png Civitella Messer Raimondo 832
74° Schiavi di Abruzzo-Stemma.png Schiavi di Abruzzo 819
75° Torrebruna-Stemma.png Torrebruna 820
76° Quadri2.png Quadri 804
77° Bomba (Italia)-Stemma.png Bomba 799
78° Liscia-Stemma.png Liscia 707
79° Lentella-Stemma.png Lentella 694
80° Montenerodomo-Stemma.png Montenerodomo 678
81° Carunchio-Stemma.png Carunchio 628
82° Carpineto Sinello-Stemma.png Carpineto Sinello 597
83° Colledimezzo-Stemma.png Colledimezzo 492
84° Pennapiedimonte-Stemma.png Pennapiedimonte 464
85° Guilmi-Stemma.png Guilmi 420
86° Tufillo-Stemma.png Tufillo 404
87° Castelguidone-Stemma.png Castelguidone 367
88° Taranta Peligna-Stemma.png Taranta Peligna 367
89° Dogliola-Stemma.png Dogliola 358
90° Lettopalena-Stemma.png Lettopalena 350
91° Borrello-Stemma.png Borrello 343
92° Civitaluparella-Stemma.png Civitaluparella 339
93° Fraine-Stemma.png Fraine 326
94° Gamberale-Stemma.png Gamberale 310
95° Pennadomo-Stemma.png Pennadomo 272
96° Rosello-Stemma.png Rosello 233
97° Colledimacine-Stemma.png Colledimacine 191
98° San Giovanni Lipioni-Stemma.png San Giovanni Lipioni 176
99° Fallo (Italia)-Stemma.png Fallo 141
100° Pietraferrazzana-Stemma.png Pietraferrazzana 137
101° Monteferrante-Stemma.png Monteferrante 128
102° Roio del Sangro-Stemma.png Roio del Sangro 104
103° Montebello sul Sangro-Stemma.png Montebello sul Sangro 92
104° Montelapiano-Stemma.png Montelapiano 83

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Turismo in Abruzzo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Le maggiori chiese in provincia sono:

Provincia di Chieti-Stemma.png Iglesia 001.svg Chiese principali
Chieti Cattedrale di San Giustino
Chiesa di San Francesco
Chiesa di Santa Chiara
Lanciano Basilica cattedrale della Madonna del Ponte
Chiesa di San Francesco
Chiesa di Santa Maria Maggiore
Vasto Duomo di Vasto
Chiesa di Santa Maria Maggiore
Ortona Basilica di San Tommaso Apostolo
Atessa Cattedrale di San Leucio
Chiesa di Santa Croce
Chiesa di San Michele
Guardiagrele Duomo di Santa Maria Maggiore
Chiesa di San Francesco
Chiesa di San Nicola
Fossacesia Abbazia di San Giovanni in Venere
Chiesa di San Donato
Casalbordino Santuario della Madonna dei Miracoli
Chiesa di San Salvatore
Castel Frentano Chiesa di Santo Stefano protomartire
Roccamontepiano Santuario di San Rocco

Abbazie ed eremi[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di San Giovanni in Venere[modifica | modifica wikitesto]

L'abbazia di San Giovanni in Venere è un'abbazia benedettina sita nel territorio del comune di Fossacesia, su un promontorio che si affaccia sul mare della Costa dei Trabocchi. Vanta una storia antichissima che secondo la tradizione ebbe inizio nell'anno 540, quando un frate, Martino, fece costruire in loco un piccolo cellario per frati benedettini, dotato di una cappella, demolendo un antico tempio pagano in abbandono situato sul posto e intitolato a Venere. L'edificio che si presenta oggi è però frutto dei grandi lavori di ricostruzione operati nel 1165 dall'abate Odorisio II, quando l'abbazia raggiunse il culmine del suo splendore. Dopo un breve periodo di splendore, fu soggetta ad un lento ed inesorabile declino, che causò il degrado della struttura, che ebbe il culmine con i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Dal 1954 vi si è stabilita una Congregazione di Padri Passionisti, che si occupano della manutenzione della chiesa. Interventi di restauro infine negli anni cinquanta hanno restituito all'abbazia il suo splendore.

L'imponente mole della basilica è composta da tre navate, che terminano con un grande presbiterio rialzato che termina con tre absidi, sotto il quale si trova una cripta con affreschi duecenteschi. All'interno del complesso vi è un chiostro, coevo alla chiesa, che collega il monastero alla basilica. Dalle terrazze panoramiche dell'abbazia si possono ammirare suggestive vedute del golfo di Venere, della Costa dei Trabocchi e della Val di Sangro.

Santuario della Madonna dei Miracoli[modifica | modifica wikitesto]

Dopo alcune costruzioni precedenti, divenute troppo piccole per ospitare i numerosi fedeli giunti in pellegrinaggio, nel 1962 venne ultimata l'attuale chiesa e consacrata l'11 agosto dello stesso anno. Sorge sul luogo dove risulta essere apparsa la Vergine Maria l'11 giugno 1576 ad un anziano contadino, Alessandro Murzio, proveniente dal vicino paese di Pollutri.

La tradizione racconta che mentre egli si apprestava a raggiungere il suo piccolo campo di grano per verificare i danni causati da una tempesta avvenuta il giorno precedente, udito il suono delle campane di Casalbordino, si inginocchiò in adorazione con animo penitente. In quel momento gli apparve la Madonna, che lasciò all'uomo il messaggio di richiamare al suo parroco il dovere della santificazione del giorno di festa; la Vergine gli assicurò inoltre che il suo campo non aveva subito alcun danno. Dopo aver verificato le parole della Madonna riguardo al suo terreno, l'anziano si recò subito ad informare dell'accaduto l'arciprete don Mariano Diddonno. Nel 1899, su disposizione di papa Leone XIII si ebbe la cerimonia di incoronazione della Beata Vergine dei Miracoli, presieduta dall'arcivescovo di Chieti-Vasto e da 200.000 fedeli[8].

Abbazia di Santa Maria di Monteplanizio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova a Lettopalena. Fu costruita nell'XI secolo e rimodellata nel XV. In questa epoca decadde di ruolo e divenne chiesa del camposanto. La chiesa è stata rivalutata con la costruzione del nuovo paese di Lettopalena dopo la seconda guerra mondiale. L'abbazia ha un corpo centrale, preceduto da un giardino con colonne romane. Sul fianco destro si apre il portico.

Abbazia di Santa Maria in Palazzo[modifica | modifica wikitesto]

Risale al XII secolo, costruita presso il sito romano di Juvanum a Montenerodomo. L'abbazia ebbe esistenza travagliata e decadde nel XVIII secolo. Nel Novecento furono portate due colonne medievali nella facciata della chiesa parrocchiale di Montenerodomo. Oggi rimangono le mura perimetrali e l'abside.

Monastero di Santa Maria dello Spineto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Trebula (Quadri).

Poco distante da Quadri, il monastero è sorto nel IX secolo su un tempio romano. Nel XIII secolo l'abbazia venne ampliata, fino alla decadenza nel XVIII secolo. Ha le mura di pietra a pianta rettangolare, con parti di colonne delle tre navate.

Abbazia di San Martino in Valle[modifica | modifica wikitesto]

San Martino in Valle

Si trova nelle Gole montuose di Fara San Martino. Fu costruita nel IX secolo per volere di Pipino il Breve. In origine era un semplice Eremo di montagna, poi abbellito nel XIII secolo. Successivamente fino al XVI secolo fu proprietà di San Liberatore a Majella. Una frana nel 1818 danneggiò gravemente il monastero, che fu abbandonato. Nel 2006 è stato riscoperto e restaurato. Rimangono le mura con tracce di colonne (intarsiate di bassorilievi) e di un portale a sesto acuto. Un piccolo Eremo è nell'interno.

Resti del Monastero di Santo Stefano in Rivomaris[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di Santo Stefano in Rivomaris.

Basilica Monastero di San Marco Evangelista[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Ortona.

Si trova in contrada San Donato, presso Ortona. Fu costruita dai Longobardi nell'VIII secolo e rimaneggiata dai Normanni nel X secolo. La basilica era a tre navate con grandi mura perimetrali. Fu saccheggiata dai Saraceni nel XVI secolo e successivamente abbandonata. Rimangono le mura e il pavimento in pietra.

Santuario di Santa Maria Mater Domini[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nel bosco di Fraine, vicino Vasto. Fu costruito nell'XI secolo. Nel XV secolo era già decaduto come monastero e si ridusse a semplice chiesa campestre. Fu posseduto dai Caracciolo. Possiede un impianto a tre navate.

Santuario di San Camillo de Lellis in Bucchianico[modifica | modifica wikitesto]

Fu costruito nel XVII secolo nel paese natale di Camillo de Lellis. È collegato al palazzo dove nacque, ed è una semplice chiesa barocca a navata unica. La facciata è intonacata in bianco e giallino.

Eremo della Madonna dell'Altare[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria Maggiore di Casoli

Fu fondato a Palena da Pietro da Morrone. È una struttura fortificata a strapiombo sulla montagna della Forchetta.la piccola chiesa è legata a un palazzetto che è stato costruito nel XIV secolo come ristoro dei pellegrini.

Conventi e monasteri[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di Guardiagrele: Santa Maria Maggiore
  • Convento del Ritiro della Santissima Annunziata del Poggio (Orsogna) - Fondato dai Francescani nel XIII secolo, situati nella contrada Feuduccio. Il chiostro è stato rimaneggiato nel XVII secolo. Il complesso si suddivide nella chiesa principale a navata unica, in uno spazio-cucina-rimessa annesso sul lato destro, e un grande edifico del refettorio, legato al chiostro. La struttura ha un tipico aspetto rurale medievale, tranne l'interno, ricostruito nella forma neogotica dopo la seconda guerra mondiale.
  • Convento di Sant'Antonio (Lama dei Peligni) - Si trova in cima alla scarpata montuosa che sovrasta il borgo vecchio. Costruito nel XV secolo, ha un campanile neogotico (XIX secolo), e una facciata con mosaico degli anni '60, raffigurante il Redentore tra i santi.
  • Convento francescano (Guardiagrele) - Costruito nel 1599, è costituito da una struttura a navata unica barocca, con copertura esterna in pietra sbozzata, e piccolo refettorio con pozzo in pietra della Majella. A fianco c'è l'ostello dei pellegrini, ricostruito in forme allargate nel XIX secolo.
  • Convento di San Pasquale' (Atessa) - Costruito nel 1408, nel XVII secolo è stata costruita una chiesa a fianco, intitolata a Santa Maria degli Angeli. La struttura è a pianta rettangolare irregolare, molto compatta, con contrafforti sulla facciata e i lati. La parte retrostante è dedicata al refettorio e all'ostello dei pellegrini, rivestita in pietra. La chiesa di Santa Maria è di pregio perché conserva l'interno monumentale a navata unica, con soffitto a cassettoni lignei. Presso l'edificio vi è anche una biblioteca con preziosi incunaboli e manoscritti medievali.
  • Convento francescano di San Buono - Costruito tra il 1505 e il 1575, è dedicato a Sant'Antonio. Ha una struttura molto semplice in pietra, con l'interno decorato da alcuni affreschi rinascimentali. Conservava fino al 2011 il Museo Etnografico Locale, poi trasferito nel Castello di Monteodorisio.
  • Santuario del Miracolo Eucaristico (Lanciano) - La chiesa fu costruita nel XIII secolo sopra il vecchio convento di San Legonziano (VIII secolo), dove si verificò il primo "miracolo eucaristico" della Chiesa Cattolica. La chiesa ha una facciata trecentesca con portale gotico, mentre l'interno è stato trasformato nell'età barocca. Il complesso conventuale francescano vede annessa alla chiesa l'edificio-ostello del XVI secolo, in stile rinascimentale, con chiostro affrescato. Il santuario possiede anche il succorpo della vecchia chiesa, con tracce di affreschi rinascimentali, tratti dai Vangeli Apocrifi, e un percorso che collega alla stanza del miracolo eucaristico, e alle catacombe sotterranee della città romana di Anxanum, sotto la piazza.
  • Monastero di Santo Spirito (Lanciano) - Costruito nel XIII secolo da Pietro da Morrone, il monastero era uno dei più importanti della Frentania. A causa di una pestilenza locale nel XVII secolo, il convento cadde in declino, fino alla soppressione. Un illuminato recupero nel 2010 ha restituito il monastero all'antico splendore medieval-gotico, sebbene la chiesa sia sconsacrata. Infatti è un polo museale che ospita varie manifestazioni, e una sala dell'ostello dei pellegrini è Museo Archeologico di Lanciano.
  • Convento della Madonna Incoronata (Vasto) - Si trova fuori la città, ed è una compatta struttura con annesso refettorio e ostello dei pellegrini. Risale al XVII secolo, ed è in puro stile barocco, benché l'altare con l'abside risalga al XIV secolo. La facciata è settecentesca, con nicchie decorate da statue, e impianto in stile classico. Il convento conserva una ricca biblioteca di manoscritti medievali.
  • Ex convento di Sant'Antonio (Palena) - Fondato dai Longobardi nell'XI secolo, il convento andò distrutto nel terremoto della Maiella del 1706, e ricostruito con aspetto barocco. Dopo la soppressione nel '900, oggi ospita il Museo dell'orso marsicano.
  • Convento Michetti (Francavilla al Mare) - Costruito nel XIV secolo come chiesa di Santa Maria degli Angeli, poi Chiesa del Gesù, nel 1889 circa fu acquistato dal pittore Francesco Paolo Michetti, che lo fece diventare cenacolo culturale abruzzese, assieme a Gabriele D'Annunzio, Francesco Paolo Tosti, Matilde Serao, Edoardo Scarfoglio e Costantino Barbella. Fortunosamente scampato alla distruzione della città durante il 1943, il convento in stile barocco-settecentesco è un museo, usato però anche per celebrazioni matrimoniali private.
  • Convento di San Francesco Caracciolo (Roccamontepiano) - Unica testimonianza del centro antico del borgo, distrutto nel XVIII secolo da una frana della Majella. Fu costruito nel XVII secolo, e sovrasta il paese.

Cattedrali e Basiliche[modifica | modifica wikitesto]

  • Cattedrale di San Giustino (Chieti) - Chiesa molto antica dell'VIII secolo, sede della prima Diocesi dell'Abruzzo Ultra. Nei secoli cambiò ripetutamente stile architettonico, specialmente dopo il terremoto del 1706, stabilendosi sul tardobarocco. Negli anni '30 del '900 la corrente artistica del revival gotico ha fatto sì che la Cattedrale venisse sottoposta a un massiccio intervento di restauro, con la ricostruzione totale di tutto l'esterno in chiave neogotica, e l'edificazione di un nuovo campanile, essendo quello antico distrutto dal sisma. Per il campanile si optò la scelta delle tipiche torri rinascimentali della scuola di Atri, con la tipica cuspide merlata. L'interno a tre navate è stato conservato nella forma barocca, con il pavimento rialzato verso l'altare. Vi sono quadri di artisti napoletani. La cripta invece si è conservata nello stile quattrocentesco, e possiede una copia del busto di San Giustino di Nicola da Guardiagrele.
  • Duomo di San Leucio (Atessa) - Fu costruita nel XIII secolo sopra una precedente chiesa dove, secondo la leggenda, San Leucio d'Alessandria uccise un drago, asportandogli una costola da venerare come reliquia. La chiesa all'esterno ha un aspetto gotico, con importante rosone a raggi, e portale strombato. L'interno invece è barocco, a tre navate, con un ostensorio di Nicola da Guardiagrele.
  • Basilica della Madonna del Ponte (Lanciano) - Chiesa moderna, edificata nel XVII secolo sopra un preesistente oratorio, dedicato a Santa Maria del Ponte in virtù di una statua lignea che, secondo la leggenda, fu trovata nel 1000 durante i restauri del Ponte di Diocleziano (III secolo), dopa cui l'edificio poggia. Nel secolo successivo l'edificio fu notevolmente ingrandito, con dipinti di Giacinto Diano, e la costruzione della poderosa torre campanaria. Nel 1819 si abbatté la vecchia chiesa di Santa Maria Annunziata per l'edificazione della facciata della Collegiata. La chiesa è molto cara ai lancianesi, dove vi celebrano la festa del Dono l'8 settembre, e nei giorni successivi la ricorrenza dell'Incoronazione della Statua della Madonna.
Basilica della Madonna del Ponte (Lanciano)
Incisione del portale della Cattedrale di San Giuseppe (Vasto)
  • Duomo di Santa Maria Maggiore (Guardiagrele) - La tradizione locale fa risalire l'edificazione della chiesa al 430, sui resti di un antico tempio pagano. Gli studi attuali attribuiscono l'origine a una chiesa cimiteriale del XIII secolo, collocata fuori dalle mura del castrum. Probabilmente alla prima fase costruttiva fanno riferimento le due date '1133' e '1150' incise sulla facciata, riportate negli scritti dallo storico settecentesco Anton Ludovico Antinori, ma che sono sparite. Certo è che nel 1256 il cimitero venne spostato nelle vicinanze della chiesetta di san Siro, l'attuale chiesa di san Francesco d'Assisi, poiché il fulcro della vita cittadina e delle sue principali attività si stava spostando a Santa Maria Maggiore. Nei due secoli successivi allo spostamento del camposanto, la chiesa venne abbellita e arricchita con opere d'arte.

Nel XIV secolo furono effettuate le principali modifiche all'edificio quali la costruzione della torre campanaria e il porticato settentrionale. Nel secolo successivo vennero aggiunti o rinnovati altri importanti elementi architettonici e di arredo come il portale principale a sesto acuto, le monofore della facciata, gli affreschi sotto i porticati e la croce processionale di Nicola da Guardiagrele (che venne poi saccheggiata ma in parte recuperata ed esposta nel museo del duomo). Sulla sommità della torre sono osservabili tracce che rimandano a una cella campanaria ottagonale, abbattuta dagli eventi sismici susseguitisi nel tempo. Dell'edificio originale è sopravvissuto solo il prospetto sotto il portico meridionale, seppur con diverse aggiunte, come il secondo portale. Inserito nel 1578, quest'ultimo fu probabilmente ricavato da un blocco che in origine doveva essere un altare ed è caratterizzato da ricche decorazioni a treccia, grottesche e motivi floreali. Non coevo alla costruzione originale nel lato meridionale è anche il gigantesco affresco del 1473 raffigurante San Cristoforo, realizzato da Andrea De Litio (unica opera firmata e datata dall'artista), che mostra il santo nell'atto di attraversare un corso d'acqua gremito di pesci sorreggendo sulle spalle il bambino Gesù, che a sua volta innalza un globo sul quale sono scritte le lettere A A E (iniziali dei tre continenti conosciuti allora). Il portico fu prolungato nel 1882 oltre via dei Cavalieri, così da coprire gli stemmi delle famiglie guardiesi più importanti affissi sul muro.

  • Basilica di San Tommaso Apostolo (Ortona) - Notizie della primitiva chiesa si hanno già dal XII secolo, quando esisteva una chiesa dedicata a Santa Maia degli Angeli. Nel 1258 vi furono portate da Leone Acciaiuoli le reliquie autentiche di San Tommaso Apostolo dall'isola di Kios. Dopo la distruzione per terremoto nel XV secolo, e l'assalto delle truppe Turche (XVII) e Francesi (XVIII secolo), la chiesa è stata nuovamente distrutta, quasi totalmente, durante la battaglia di Ortona esattamente il 25 dicembre 1943 dai nazisti. La nuova chiesa, ricostruita secondo i canoni del neoclassico, misto al barocco dell'interno e della cupola, conserva nella cripta le reliquie, in un'urna dorata, con a fianco la placca del III secolo del sepolcro greco. Vi è anche una vasta sala dedicata al Museo Capitolare.
  • Duomo di San Giuseppe (Vasto) - La chiesa, sorta nel XIII secolo, subì varie vicende di distruzione e ricostruzione, tra le più gravi quella dell'invasione turca del XVI secolo. Della chiesa, dedicata a Sant'Agostino, era rimasta soltanto la facciata gotica, e nient'altro. A seguito della ricostruzione barocca, nel XIX secolo fu elevata a Collegiata, rimodificando completamente lo stile architettonico, rimodellato in chiave neogotica. lasciando integra però la facciata. Dopo la grave frana del 1956 in cui andò distrutto il rione storico di Guasto d'Aimone (il più antico della città vecchia), andarono perse le speranze dei vastesi perché la chiesa di San Pietro (rovinata anch'essa nella frana), divenisse Cattedrale della città. Importanti manufatti storici recuperati dalla chiesa distrutta vennero condotti nella collegiata, mentre sorgeva una polemica per far divenire Santa Maria Maggiore la Cattedrale della città, e così nel 1986 con processione solenne, Vasto vide come Cattedrale la chiesa, intitolata a San Giuseppe.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei tempietti romani di Chieti
Provincia di Chieti-Stemma.png Capitello modanatura mo 01.svg Aree archeologiche
Archi Sito archeologico di Fonte Tasca
Atessa Sito archeologico di Porcari
Casoli Zona archeologica di Cluviae
Chieti Complesso archeologico di Teate Marrucinorum
Tempietti Giulio-Claudi
Anfiteatro romano della Civitella
Guardiagrele Necropoli protostorica di Comino
Lanciano Percorso del Ponte di Diocleziano di Anxanum
Montenerodomo Parco archeologico di Juvanum
Mura megalitiche
Pennapiedimonte Zona archeologica Fontana Monumentale
Pretoro Zona archeologica del Crocifisso
Quadri Parco archeologico di Trebula
Rapino Grotta del Colle
San Vito Chietino Sito archeologico di Murata Bassa
Schiavi di Abruzzo Santuario italico
Ruderi del monastero di Santa Maria in Valle Rotana
Roccascalegna Ceramiche ed industrie litiche di Colle Longo-Ruderi di un edificio del III secolo a.C.
San Salvo Parco archeologico del Quadrilatero
Tornareccio Parco archeologico naturalistico di Pallanum
Vasto Sito archeologico di Histonium
Terme di Vasto

Castelli e roccaforti[modifica | modifica wikitesto]

La provincia era dotata in passato di numerosi castelli, distribuiti nei numerosi borghi che vi so sono stanziati intorno. Purtroppo buona parte di essi sono andati distrutti nel corso del tempo per svariati motivi. Tuttavia rimangono diversi castelli, alcuni dei quali famosi per le loro peculiarità. Prevalentemente essi risalgono al periodo longobardo-medievale, come il caratteristico castello di Roccascalegna, che domina l'omonimo borgo dallo sperone roccioso su cui è adagiato.

Il castello di Roccascalegna
Castello Aragonese di Ortona
Castello ducale di Crecchio
Provincia di Chieti-Stemma.png Ch teau-fort 01.svg Castelli
Archi Castello baronale
Atessa Casa De Marco
Civitella Messer Raimondo Castello Baglioni
Carpineto Sinello Castello ducale
Borgo fortificato di Policorvo
Casoli Castello ducale
Crecchio Castello ducale
Gamberale Castello
Guardiagrele Torrione Orsini
Torre San Pietro e Torre Adriana
Lanciano Torri Montanare
Lentella Castello Manno
Montazzoli Castello Franceschelli
Monteodorisio Castello
Mozzagrogna Castello di Septe
Ortona Castello Aragonese
Palena Castello ducale
La castelletta
Palmoli Castello marchesale
Pizzoferrato Castello baronale
Ripa Teatina Torri
Rocca San Giovanni Torrione dei Filippini (e parte della cinta di mura)
Roccascalegna Castello
Vasto Castello Caldoresco
Castello Miramare
Castello Aragonese

Altri castelli[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Musei dell'Abruzzo.

Manifestazioni ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

Venerdì santo di Chieti
  • Processione del Venerdì santo a Chieti
  • Settimana Mozartiana di Chieti
  • Festa patronale di Guardiagrele
  • Festa medievale del Mastrogiurato di Lanciano
  • Festa del Perdono di San Tommaso di Ortona
  • Festa "A cena con gli artisti" (Francavilla al Mare)
  • Festa dei banderesi a Bucchianico
  • Festa delle farchie a Fara Filiorum Petri
  • Festa medievale "A cena con i Bizantini" (Crecchio)
  • Festival del cinema estivo di Vasto
  • Festa del peperone dolce di Altino

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Un trabocco di Fossacesia (costa dei Trabocchi)

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone della provincia
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Prefetti della provincia di Chieti.
Periodo Presidente Partito Carica Note
7 maggio 1995 27 giugno 1999 Manfredi Giovanni Pulsinelli centro-sinistra Presidente
28 giugno 1999 27 giugno 2004 Mauro Febbo Alleanza Nazionale Presidente
28 giugno 2004 7 giugno 2009 Tommaso Coletti La Margherita poi Partito Democratico Presidente
8 giugno 2009 12 ottobre 2014 Enrico Di Giuseppantonio Unione dei Democratici Cristiani e di Centro Presidente

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ezio Burri, Ugo Esposito, Lia Giancristofaro, Marialuce Latini, Aurelio Manzi, Giuseppe Manzi e Enrico Santangelo, La Provincia di Chieti: luoghi, patrimoni e paesaggi, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, ISBN 978-88-501-0159-7.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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