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L'Aquila

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L'Aquila
comune
L'Aquila – Stemma L'Aquila – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
L'Aquila – Veduta
La Basilica di Santa Maria di Collemaggio con il parco, uno dei simboli della città
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Massimo Cialente (PD) dal 21-5-2012 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 42°21′14.43″N 13°23′31.17″E / 42.354008°N 13.391992°E42.354008; 13.391992 (L'Aquila)Coordinate: 42°21′14.43″N 13°23′31.17″E / 42.354008°N 13.391992°E42.354008; 13.391992 (L'Aquila)
Altitudine 721 m s.l.m.
Superficie 473,91 km²
Abitanti 69 648[1] (31-8-2016)
Densità 146,96 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Antrodoco (RI), Barete, Barisciano, Borgorose (RI), Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Crognaleto (TE), Fano Adriano (TE), Fossa, Isola del Gran Sasso d'Italia (TE), Lucoli, Magliano de' Marsi, Ocre, Pietracamela (TE), Pizzoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tornimparte
Altre informazioni
Cod. postale 67100
Prefisso 0862
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066049
Cod. catastale A345
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 514 GG[2]
Nome abitanti aquilani
Patrono San Massimo d'Aveia, sant'Equizio, san Pietro Celestino, san Bernardino da Siena
Giorno festivo 10 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
L'Aquila
L'Aquila
L'Aquila – Mappa
Posizione del comune dell'Aquila nella sua provincia
Sito istituzionale
(italiano medievale)

« Gridaro tucti insieme la città facciamo bella che nulla nello regame possa confrontarsi ad ella »

(IT)

« Gridarono tutti insieme: Facciamo una città così bella che nessun'altra nel regno le si possa paragonare »

(Buccio di Ranallo, Cronache dalla fondazione dell'Aquila)

L'Aquila (IPA: /ˈlakwila/[3], pronuncia[?·info], precedentemente Aquila fino al 1863 e Aquila degli Abruzzi fino al 1939) è un comune italiano di 69 648 abitanti[1], capoluogo dell'omonima Provincia e della regione Abruzzo.

Posta nell'entroterra abruzzese sul declivio di un colle, alla sinistra del fiume Aterno, in posizione predominante rispetto al massiccio del Gran Sasso d'Italia, l'omonima conca e la Valle dell'Aterno, su una superficie comunale di 467 km² che, su scala nazionale, la pone al nono posto per ampiezza[4], suddivisa in 59 tra quartieri e frazioni (vedi elenco), parte del territorio comunale è compreso nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, ed alcuni punti superano abbondantemente i 2.000 metri di quota.

Soprannominata la "Regina degli Appennini", conta una presenza giornaliera sul territorio di quasi 100.000 persone per studio, attività terziarie, lavoro e turismo[5]. La città è sede di Università e di enti ed associazioni che la rendono vivace sotto il profilo culturale. Alla città è stato dedicato un asteroide, 7499 L'Aquila[6].

L'Aquila ha antiche origini sabino-vestine nei nuclei di Amiternum e Forcona. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, intorno alla "conca aquilana" si formarono piccoli agglomerati urbani, detti "castelli", che decisero la fondazione della nuova città nel 1254, secondo la leggenda, mentre secondo altri sarebbe nata intorno al 1230 col patrocinio di Federico II di Svevia, e distrutta una prima volta nel 1259 da Manfredi di Sicilia. La città ebbe notevole sviluppo nel Medioevo, sotto il controllo della famiglia Camponeschi, e nel 1424 riuscì a resistere al terribile assedio di Braccio da Montone, poiché la città si era schierata contro Napoli per la sua fedeltà angioina. Durante l'epoca del Feudalesimo dal Medioevo al 1806, la città vantava una economia propria di pastorizia, artigianato e oreficeria, ed era stazione di passaggio durante la transumanza, con il Regio tratturo L'Aquila-Foggia, percorso da pastori e pellegrini religiosi. Sotto il dominio asburgico nei secoli XVI-XVII visse un periodo altalenante di crescita economica, fino alla decadenza, profondamente segnata dal terremoto del 1703. Riebbe uno sviluppo economico e culturale soltanto nell'Ottocento.

La città è molto famosa per i personaggi di Pietro da Morrone (Papa Celestino V) e San Bernardino da Siena, entrambi sepolti nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio (Basilica dalla prima Porta Santa) e nella Basilica di San Bernardino. Le tradizioni secolari riguardano la "Perdonanza Celestiniana", celebrazione sacra voluta da Celestino per perdonare in una sola indulgenza annuale tutti i peccati dei pellegrini, e la festa di Sant'Agnese. La città fu molto importante nella zona, essendo una delle più antiche dell'Abruzzo, il cui nucleo originario era la sabina Amiternum, dove nacque lo storico romano Sallustio. Nel 1254, secondo la leggenda i 99 castelli della conca aternina fondarono la città, e la fontana delle 99 cannelle celebra questo avvenimento con i suoi mascheroni.

La città vanta un patrimonio storico secolare molto variegato e originale, nonostante i forti terremoti del 1461, 1703 e 2009, mostrando uno strato medievale presente soprattutto attraverso le Mura Urbiche, rinascimentale per quanto riguarda i palazzi e alcune chiese, e infine il barocco e il neoclassico. L'asse urbano è suddiviso in quattro rioni o Quarti (San Giorgio, Santa Maria Paganica, San Pietro Coppito e San Giovanni d'Amiterno), ognuno dei quali rappresentato da una chiesa capoquarto. Tra i monumenti più famosi spiccano appunto le già citate basiliche di San Bernardino e Collemaggio (quest'ultima considerata il capolavoro del gotico abruzzese[7] oltre che il simbolo della città[8]; ma anche le fontane medievali, tra le quali la fonte delle 99 cannelle, le mura urbiche con le porte di accesso, i palazzi gentilizi settecenteschi del corso Vittorio Emanuele, la Piazza Duomo e specialmente il Forte spagnolo.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Vista del Gran Sasso dal centro cittadino con, in primo piano, la Fontana luminosa.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell'Aquila.

L'Aquila è situata nell'omonima conca, tra le dorsali orientali e centrali dell'Appennino centrale abruzzese, sulle sponde del fiume Aterno, ad un'altitudine di 721 metri sul livello del mare che la rende terza tra i capoluoghi di provincia italiani più alti, dopo Enna e Potenza[9], davanti a Campobasso.

Il centro storico sorge su di un altopiano in posizione pressoché baricentrica rispetto alla conca; numerose sono le frazioni situate sul declivio o sulla sommità dei colli circostanti, tra cui è bene ricordare Aragno, Roio, Pianola, Bagno, San Giacomo e Collebrincioni. Nel secondo dopoguerra, l'espansione urbanistica si è concentrata nella periferia occidentale della città, a carattere pianeggiante, e ad oggi, il tessuto urbano si estende in maniera disomogenea lungo la direttrice est-ovest, parallelamente al corso del fiume.

Il territorio comunale, suddiviso in 12 circoscrizioni, è uno dei più estesi d'Italia. Nei suoi 467 km² abbraccia numerosi paesi o frazioni e alcuni grandi centri che in passato hanno avuto identità municipale (Paganica, Arischia, Bagno, Camarda, Preturo, Roio, Sassa). Il territorio del comune presenta anche un'exclave, in territorio montano, al confine con il parco regionale naturale del Sirente-Velino e la riserva regionale Montagne della Duchessa.

Confina dal versante reatino con i comuni di Antrodoco e Borgorose, dal versante teramano con Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso d'Italia e Pietracamela e dal versante propriamente aquilano con Barete, Barisciano, Cagnano Amiterno, Campotosto, Capitignano, Fossa, Lucoli, Magliano de' Marsi, Ocre, Pizzoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito e Tornimparte.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica dell'Aquila.

In base alle medie climatiche ufficiali 1951-2000 pubblicate dall'ARSSA Abruzzo, relative alla stazione meteorologica urbana situata nel centro storico cittadino, la media annua delle temperature minime si attesta a +6,5 °C, la media annua delle massime a +17,3 °C, mentre la temperatura media annua è pari +11,9 °C. La massima assoluta, di +40 °C, è stata rilevata il 27 agosto 1960, mentre l'estremo negativo è di -17,8 °C, registrato il 17 febbraio 1956; inoltre è stato rilevato un -22,3 °C il 16 febbraio 1929[10][11]. Il valore termico più basso registrato nel territorio comunale spetta però alla stazione meteorologica dell'Aeronautica Militare (Italia)[12] situata presso l'Aeroporto dell'Aquila-Preturo, che il giorno 11 gennaio 1985 arrivò a toccare i -23,4 °C[13]. Le precipitazioni sono di 713 mm annui con 92 giorni piovosi, mentre sono 68 i giorni di gelo durante l'anno[14].

La piana di Campo Imperatore in inverno

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Aree montane[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Gran Sasso d'Italia, Campo Imperatore, Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e Gruppo montuoso di Monte Ocre-Monte Cagno.

Le tre principali aree montane del territorio del comune sono:

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Molto sviluppati sono i boschetti di pioppi, di carpini e di cerri[15]. Sono presenti, nell'areale, il nocciolo, il castagno (che forma umbratili boschi), l'acero (spesso presente con esemplari mastodontici). Solo grazie a rimboschimenti sono presenti il pino nero, l'abete rosso, e il larice. Tra gli arbusti possono essere menzionati il ginepro, il mirtillo (commestibile), la belladonna (di aspetto simile al mirtillo, ma velenoso o addirittura mortale), l'agrifoglio.

Le fioriture sono caratterizzate da gigli (specie protetta da una Legge Regionale dell'Abruzzo), campanule, sassifraghe, primule, genziane, garofanini e numerose orchidee. Menzione a parte merita la stella alpina appenninica, una pianta rarissima sulle montagne dell'Appennino.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Data l'ampia estensione del comune, vi è un'ampia varietà di fauna, comprendente molte delle specie riscontrate nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L'area dell'aquilano è abitata anche da volpi, cinghiali e gatti selvatici, ma è possibile imbattersi anche in esemplari di caprioli e lupi appenninici[16]. Per quanto riguarda gli uccelli sono presenti, tra gli altri, il falco pellegrino, il gheppio ed il lodolaio.

Pinete[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del comune sono presenti quattro vaste pinete che si inerpicano rispettivamente su Monte Luco (Pineta di Roio)[17], sopra al convento di San Giuliano (Pineta di San Giuliano), sui tornanti del Passo delle Capannelle (Pineta di Arischia/Pizzoli), la Pineta di Pesco Croce e quella del Colle Cerasitto (le due Pinete di Bagno). Le prime tre hanno subito danni negli anni 2000 a causa di incendi boschivi dolosi ed hanno qualche itinerario escursionistico che le attraversa.

Giardini e parchi urbani[modifica | modifica wikitesto]

Il giardino di Santa Maria di Collemaggio

La città è ben dotata di parchi, tipicamente panoramici perché posti sulle parti più alte delle colline. Il "Parco del Sole" o Parco della basilica di Collemaggio si estende alle sue spalle. Da qui si gode di una vista eccezionale ed è spesso meta di cittadini che vogliono godere momenti di pace e tranquillità. Oltre al parco del Sole in città si trova il "Parco del Castello dell'Aquila" che circonda la fortezza fin dalla sua costruzione.

I viali alberati più importanti sono: via XX Settembre, viale Gran Sasso e viale Francesco Crispi apprezzatissima passeggiata cittadina, è nel complesso la strada alberata nelle condizioni migliori: potature rispettose, piazzole ampie, manutenzione costante.

Le piazze alberate storiche sono piazza Battaglione Alpini dell'Aquila (la fontana Luminosa), piazza Palazzo.

Inquinamento[modifica | modifica wikitesto]

Data la sua posizione, il suo clima rigido e la mancanza di industrie fortemente inquinanti, L'Aquila è una città con poco inquinamento atmosferico. I forti venti che specialmente d'inverno spazzano il cielo aquilano, inoltre, contribuiscono a portare via lo smog prodotto dal traffico cittadino. La situazione è in parte cambiata dopo il terremoto del 2009 con il trasferimento nelle periferie di gran parte della popolazione residente e il flusso di traffico in ingresso e in uscita dalla città all'inizio e alla fine degli orari di lavoro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Aquila.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio dove sorge L'Aquila fu abitato fin nei tempi più antichi. Prima della conquista da parte di Roma, tutta la valle dell'Aterno fu luogo di insediamento per i Sabini e per i Vestini[18], i cui territori confinavano proprio nel punto dove in futuro sarebbe sorta la città.

Dopo la conquista dei Romani, avvenuta nel III secolo a.C., nella località che corrisponde all'odierna San Vittorino, pochi chilometri ad ovest dell'Aquila, venne fondata la città di Amiternum, di cui, ancora oggi, possiamo ammirare i resti: un teatro e un anfiteatro che testimoniano l'importanza assunta nel tempo dalla città. Qui nacque uno dei maggiori storici romani, Sallustio, di cui oggi è presente una statua in Piazza Palazzo; fu sede di diocesi insieme alle vicine città di Forcona e Pitinum[19]. In seguito, sopravvissuta alla caduta dell'Impero Romano d'occidente, Amiternum visse un periodo di grande decadenza, fino a scomparire completamente nel X secolo.

Nel frattempo, il territorio aquilano era stato inglobato nel longobardo Ducato di Spoleto e venne per la prima volta scisso dall'Abruzzo meridionale che era, invece, sotto il controllo del Ducato di Benevento, con numerose ripercussioni sull'economia della zona. Una delle attività economiche principali delle terre che costituiranno la futura città era, infatti, l'allevamento ovino, che comportava la transumanza, cioè l'annuale spostamento delle greggi, che venivano portate a svernare nel Tavoliere delle Puglie. Con la divisione dell'Abruzzo la transumanza diventò una pratica certamente meno agevole, provocando la decadenza economica del territorio.

La rinascita economica del territorio avverrà solo dopo l'anno mille con l'arrivo dei Normanni. Si assiste ad una ritrovata stabilità, grazie anche alla riunificazione di tutto l'Abruzzo (conquistato da re Ruggero II tra il 1139 e il 1153). Durante il periodo normanno si assiste al fenomeno dell'incastellamento, di cui sono esempio e testimonianza, ancora oggi visibili, il castello di San Pio delle Camere e il castello di Ocre; quest'ultimo occupava una posizione strategica nella vallata dell'Aterno ed era proprietà dei conti dei Marsi. Un altro importante fattore di sviluppo economico fu la diffusione delle abbazie cistercensi, tra cui quella di Santo Spirito d'Ocre[20].

La fondazione della città[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1229 gli abitanti di questi castelli decidono di ribellarsi al giogo vassallatico dei baronati normanno-svevi[21]. Dopo essersi rivolti a papa Gregorio IX, ottennero il permesso di fondare la città ma l'iniziativa non si concretizzò[21]. Gli aquilani ottengono nuovamente il permesso della costruzione di una nuova grande città, in funzione anti-feudale[21], di cui è rimasta testimonianza nel cosiddetto Diploma di Federico II[21]: nel documento conservato, in duplice copia negli archivi cittadini, si esortano i castelli degli antichi contadi di Amiternum e Forcona a unirsi per formare un unico centro[22].

Le vicende della fondazione dell'Aquila sono raccontate da Buccio di Ranallo da Poppleto (autore di una Cronica rimata che narra la storia della città dal 1254 fino al 1362, l'anno precedente la sua stessa morte). Ricchissime testimonianze sulla storia dell'Aquila e del territorio abruzzese sono riportate nei manoscritti dello storico settecentesco Anton Ludovico Antinori. Controverse sono le notizie riguardanti il numero dei castelli che contribuirono alla fondazione della città: la tradizione vuole che siano stati novantanove, ma è più probabile che il numero effettivo si aggirasse intorno alla sessantina. A ricordo della fondazione, la campana della Torre Civica (la Reatinella) batte ancora oggi 99 rintocchi ed il primo grande monumento della città, la fontana delle 99 cannelle, sembra contribuire all'alimentazione di questa leggenda.

La città venne chiamata Aquila dal toponimo del luogo in cui fu fondata (Accula) e perché il nome richiamava l'insegna degli Hohenstaufen, un'aquila. Successivamente divenne Aquila degli Abruzzi e infine, nel 1939, per decreto del Ministero dell'interno, prese il nome odierno di L'Aquila.

La distruzione ad opera di Manfredi e la ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

L'Aquila è una città unica nel Medioevo italiano, essendo nata secondo un disegno armonico senza precedenti nella storia dell'architettura urbana (un caso simile, nel 1703, fu la nascita di San Pietroburgo). Costituita dall'unione di molti villaggi, è suddivisa in piccoli quartieri (generalmente una piazza, una chiesa e una fontana), ognuno dei quali rimanda al villaggio-madre.

La Porta Santa

Gestita da un podestà e da un libero consiglio, ebbe organizzazione autonoma e propri statuti[23]. Contribuirono all'ascesa dell'Aquila la posizione strategica e la crescente importanza in ambito religioso, suggellata dal trasferimento della sede vescovile da Forcona all'Aquila nel 1257 ad opera di papa Alessandro IV.

Nel 1259, colpevole di essere rimasta fedele alla Chiesa nella contesa tra papato ed impero, fu punita e rasa al suolo da Manfredi. Venne ricostruita nel 1265 per mano di Carlo I d'Angiò, chiamato in soccorso della Chiesa, minacciata dagli Svevi e dalle incursioni dei saraceni, dal Papa francese Jacques Pantaleon de Troyes, eletto al soglio pontificio, a Viterbo, con il nome di Urbano IV. La città dell'Aquila riconoscente, si sottomise spontaneamente al nuovo conquistatore, riacquistando prestigio e preminenza.

Celestino V e il giubileo aquilano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Perdonanza.

Nel 1288 l'eremita Pietro da Morrone, decise di edificare all'Aquila la basilica di Santa Maria di Collemaggio, capolavoro dell'arte romanica e monumento simbolo della città. Proprio nella basilica da lui fortemente voluta, l'eremita venne incoronato papa con il nome di Celestino V il 29 agosto 1294.

Nell'agosto del 1294, Papa Celestino V emanò una Bolla con la quale concedeva un'indulgenza plenaria e universale a tutta l'umanità. Bolla ancora oggi valida, che anticipò di sei anni l'introduzione dell'anno santo, avvenuta per volere di papa Bonifacio VIII nel 1300 e può essere quindi considerato il primo giubileo della storia.

La Bolla Inter sanctorum solemnia di Celestino V, oggi nota come la Bolla della Perdonanza, poneva come condizioni per l'ottenimento del perdono: l'ingresso nella basilica nell'arco di tempo compreso tra le sere del 28 e del 29 agosto di ogni anno e l'essere "veramente pentiti e confessati". La porta di Celestino V, situata sul lato settentrionale della basilica è dunque a tutti gli effetti una Porta santa[24].

Veduta aerea del centro dell'Aquila

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il primo consiglio cittadino fu composto dai sindaci dei vari villaggi e la città non ebbe una propria esistenza giuridica riconosciuta fino al regno di Carlo II di Napoli, che nominò un camerlengo come responsabile dei tributi. Da quel momento, le tasse furono pagate da tutta la città in quanto tale, mentre, in precedenza, erano pagati dai singoli villaggi.

In questo periodo L'Aquila fu teatro di una serie di violente lotte tra alcune delle famiglie che si contendevano il potere, tra cui è opportuno citare i Pretatti e i Camponeschi. La contesa durò circa un decennio con la vittoria di questi ultimi.

Successivamente, il Camerlengo acquisì anche il potere politico, divenendo presidente del consiglio cittadino (che ebbe vari nomi e composizione nel corso dei secoli). La città, autonoma, anche se compresa nel regno di Sicilia, poi regno di Napoli, (salvo un breve periodo in cui fece parte dello Stato Pontificio), fu governata da una diarchia composta dal consiglio e dal capitano regio, cui si aggiunse, nel XIV secolo proprio il conte Pietro Camponeschi che, da privato cittadino, divenne il terzo membro di una nuova triarchia.

I terremoti del Trecento e l'assedio di Fortebraccio[modifica | modifica wikitesto]

La città dell'Aquila sorge su uno dei territori a alta sismicità della penisola italiana e, fin dalla sua fondazione, è stata funestata molte volte da eventi tellurici. Il primo terremoto di cui si abbia notizia risale al 13 dicembre 1315.

Un forte terremoto si verificò il 9 settembre 1349: si stima che abbia avuto un'intensità pari a magnitudo 6,5 della Scala Richter e che abbia prodotto danni valutabili nel X grado della Scala Mercalli. Furono sbrecciati e atterrati ampi tratti delle mura cittadine e crollarono moltissime case e chiese. Le vittime furono ottocento[25] e, poiché all'epoca gli abitanti dell'Aquila erano meno di diecimila, si trattò di quasi il 10% della popolazione. La gran polvere che si alzò gravò sulla città per molto tempo, impedendo il salvataggio repentino di coloro che erano stati travolti dalle macerie[26]. La difficile e laboriosa ricostruzione scoraggiò una parte della popolazione, che preferì tornare ai villaggi e castelli dai quali erano venuti i loro avi. Di fronte all'esodo massiccio della popolazione e alla conseguente prospettiva di veder prematuramente cancellata L'Aquila dalle città del Regno, Camponeschi fece presidiare le mura cittadine e ne fece chiudere con tavoloni di legno le brecce[25].

Contemporaneamente, le vicende politiche stavano trascinando Aquila verso una sanguinosa guerra. La città, rimasta fedele alla casa angioina, appoggiò il casato francese e venne, quindi, individuata come obiettivo sensibile durante la guerra tra gli Angiò e gli aragonesi. Questi ultimi assoldarono Braccio Fortebraccio da Montone, promettendogli la signoria di Aquila nel caso in cui fosse riuscito a prenderla. Dopo un anno di assedio (1423-1424) Aquila, anche se stremata ed esausta, ne uscì vincente: si affrancò così dal potere regio e rafforzò il suo ordinamento sociale che venne liberato dai vincoli feudali, preparandosi così ad un periodo di rinascita.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra dell'Aquila.

La rinascenza aquilana[modifica | modifica wikitesto]

Il Quattrocento corrisponde all'età d'oro della città dell'Aquila. Dopo la ricostruzione, prosperò per i suoi commerci, specialmente della lana, estendendo le proprie relazioni fino a Firenze, Genova e Venezia e, ancora oltre, in Francia, Paesi Bassi e Germania, diventando in breve tempo la città più importante del Regno dopo Napoli.

Tenne, a vario titolo, una Zecca della Moneta sin dal 1382, sotto Ludovico I d'Angiò, istituzione rinnovata per privilegio anche sotto gli Aragonesi e gli Spagnoli, mentre è del 1458 l'istituzione della Università destinata a conseguire grande rinomanza. Nel 1482 Adam Burkardt, allievo di Johannes Gutenberg, vi impiantò una tipografia, assicurando larga diffusione di opere preziose[27].

In questo tempo la città fu famosa anche per la prolungata dimora di tre grandi santi francescani: San Bernardino da Siena, San Giovanni da Capestrano e San Giacomo della Marca. Alla morte di San Bernardino, avvenuta il 20 maggio 1444 proprio qui, la cittadinanza chiese e ottenne da papa Eugenio IV il permesso di custodirne le spoglie. Venne così edificata la monumentale basilica di San Bernardino. Le guerre con Rieti, le lotte intestine tra famiglie e i continui terremoti determinarono, sul finire del secolo, l'inizio di una nuova decadenza.

Il Portale d'Ingresso con lo stemma di Carlo V

Decadenza e dominazione spagnola[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 novembre 1461 si verificò un nuovo violento sisma di intensità stimata in magnitudo 6,4 della Scala Richter e distruttività pari al X grado della Scala Mercalli. Successivamente alla scossa principale del 26 novembre, seguì una serie di eventi sismici che si protrassero per circa due mesi, con ulteriori forti scosse il 4, il 17 dicembre, 3 e il 4 gennaio successivi. Le fonti riportano della pressoché totale distruzione di Onna, Poggio Picenze, Castelnuovo e Sant'Eusanio Forconese.

Il Forte Spagnolo

Nel frattempo, il Regno di Napoli, e con esso Aquila, era passato agli Aragonesi. Nel 1527 la cittadinanza aquilana si ribellò all'invasore provocando la rappresaglia spagnola. Il viceré Filiberto di Chalons la devastò e la separò dal suo contado. Inoltre, inflisse una multa pesantissima, che superava ogni possibilità degli aquilani e con questo denaro contribuì alla costruzione dell'immenso Forte spagnolo sul cui portale campeggia la scritta Ad reprimendam aquilanorum audaciam, ovvero "per la repressione dell'audacia degli aquilani", minaccioso avviso, finalizzato a scoraggiare ogni possibile successiva ribellione. In seguito, la città tentò faticosamente di rialzarsi, ma la sua ripresa venne certamente rallentata dai terremoti del 1646 e del 1672.

Il terremoto del 1703[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto dell'Aquila del 1703.

Nel Settecento la città fu interessata da uno sciame sismico, che culminò con un violentissimo terremoto che, ancora una volta, la rase al suolo. La prima scossa della lunga sequenza si verificò il 14 ottobre 1702, ma la maggiore venne registrata il 2 febbraio del 1703 e si stima che abbia avuto una magnitudo 6,7 della Scala Richter causando devastazioni stimate nel X grado nella Scala Mercalli.

Quasi tutte le chiese e gli edifici pubblici cittadini crollarono o riportarono gravissimi danni[28]. Si stima che nelle varie scosse che colpirono la città, quell'anno siano morte oltre 6.000 persone[29]. Le chiese di San Bernardino, (rimase in piedi solo il coro, la facciata e le mura laterali), San Filippo, la Cattedrale di San Massimo, San Francesco, Sant'Agostino e tutti i palazzi della città risultarono rasi al suolo oppure pesantemente danneggiati[30].

Dall'arrivo dei francesi all'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

La Basilica di San Bernardino in una incisione di Strafforello Gustavo (1899)

La ricostruzione avvenne secondo lo stile dell'epoca, il barocco. A questo periodo risale la costruzione della Chiesa delle Anime Sante con la cupola del Valadier e degli interni delle basiliche di San Bernardino e Santa Maria di Collemaggio.

La pace di Vienna (1738) pose fine alla dominazione austriaca seguita alla spagnola e verso la fine del secolo la città venne occupata dai francesi. Anche questa volta, un'insurrezione provocò la reazione dei dominatori ed Aquila venne di nuovo devastata e saccheggiata. In particolare, a questo periodo risale il furto del dipinto dell'Annunciazione di Raffaello Sanzio, contenuto nella Chiesa di San Silvestro e dell'urna contenente le spoglie di San Bernardino, custodita all'interno della basilica omonima.

Durante il Risorgimento gli aquilani parteciparono attivamente ai moti, sotto la guida di Pietro Marrelli, che il 20 novembre del 1860 ospitò all'Aquila, nel Convento di San Giuseppe, Giuseppe Mazzini in persona[31].

Territori aquilani ceduti alla Provincia di Rieti

Il capoluogo degli Abruzzi[modifica | modifica wikitesto]

Con l'unità d'Italia, la regione Abruzzi, comprendente anche l'odierno Molise, ha capoluogo nella città dell'Aquila. In quell'occasione il nome della città fu modificato in Aquila degli Abruzzi (1861).

Nel 1927, nell'ambito del rivoluzionamento provinciale disposto dal regime fascista, ci fu la nascita delle province di Pescara e di Rieti, grazie soprattutto alla perdita da parte aquilana, rispettivamente, del Mandamento di Popoli-Bussi e dei comuni di Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Borbona, Borgocollefegato, Borgo Velino, Cantalice, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Cittareale, Fiamignano, Lugnano di villa Traiana (ora Vazia, frazione di Rieti), Leonessa, Micigliano, Pescorocchiano, Petrella Salto e Posta per un totale di 1362 km² e 70.000 abitanti circa[32]. La perdita del cosiddetto Circondario di Cittaducale dimezza l'hinterland di Aquila degli Abruzzi e ne scalfisce l'egemonia regionale.

Nel 1939 la città per effetto dell'annessione di otto centri limitrofi nel 1927 voluta dal podestà Adelchi Serena[33], prende il definitivo nome di L'Aquila[34]. Trattasi del Regio Decreto legge del 29 luglio 1927 (anno V era fascista) numero 1564 che prevede la soppressione e l'annessione al comune di Aquila degli Abruzzi dei comuni di Arischia, Bagno, Camarda, Lucoli, Paganica, Preturo, Roio, Sassa, nonché la frazione di San Vittorino del comune di Pizzoli. Nel 1947 Lucoli dopo essere stato per 20 anni una frazione dell'Aquila, fu il solo a riuscire a ritornare comune autonomo a differenza degli altri sette comuni soppressi che non ci riuscirono nonostante le sommosse degli anni trenta, quaranta e cinquanta guidate da Paganica. Da ricordare che gli otto Comuni soppressi furono forzatamente annessi al comune dell'Aquila in quanto nessuno nel 1927 accettò di entrare a far parte della Grande Aquila.

Nel 1970 nasce ufficialmente la Regione Abruzzo. La scelta iniziale di situare il capoluogo amministrativo a Pescara provoca la reazione furibonda degli aquilani. Ne conseguono disordini e scontri di piazza, i cosiddetti Moti dell'Aquila. Alla fine viene riconosciuto alla città il ruolo di capoluogo unico dell'Abruzzo[35] consentendo però alla Giunta e al Consiglio regionali la possibilità di riunirsi anche a Pescara.

Il terremoto del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto dell'Aquila del 2009.
Il Palazzo del Governo dopo il sisma, simbolo della distruzione

Il 6 aprile 2009, alle ore 3:32, dopo diversi mesi di lievi scosse localizzate e percepite in tutta la zona dell'aquilano, L'Aquila è stata colpita da un terremoto di magnitudo 6.3 Mw (5.9 Ml secondo la scala della magnitudo locale, nota anche come "Scala Richter", oramai poco usata) e tra l'8º e il 9º grado di distruzione della Scala Mercalli, con epicentro situato nel territorio di Roio in località Colle Miruci al confine con Lucoli[36]. Il bilancio finale è stato di 309 vittime ed oltre 1.500 feriti, mentre la quasi totale evacuazione della città ha portato a 65.000 il numero degli sfollati.

Nei giorni successivi al sisma principale altre forti scosse, pur se di intensità minore, hanno colpito l'aquilano: una forte scossa di magnitudo 5.6 MW alle ore 19.47 del 7 aprile 2009, una di magnitudo 5.4 MW alle ore 2:52 del 9 aprile 2009 ed una di 5.2 MW alle ore 21:38 del 9 aprile 2009.

Il sisma ha riversato la sua forza sull'abitato e sui paesi limitrofi, tra i quali Onna, Roio, Villa Sant'Angelo, Castelnuovo, Tempera, San Gregorio e Paganica. Il capoluogo stesso presenta crolli anche totali in molte zone e gravissimi danni alla maggior parte degli edifici di valore storico e culturale. Le chiese principali risultano gravemente danneggiate o quasi completamente crollate. Particolare rilevanza ha avuto la mancata resistenza e quindi il danneggiamento talvolta irreversibile della maggioranza degli edifici pubblici, sia antichi che moderni: ad esempio il moderno polo d'Ingegneria, il Palazzo del Governo (sede della Prefettura), la Casa dello studente di via XX Settembre, l'ospedale San Salvatore e molti palazzi signorili del Settecento e dell'Ottocento.

Avvenimenti post-terremoto[modifica | modifica wikitesto]

Processo della Commissione Grandi Rischi

Il 25 maggio 2011 la procura stessa rinvia a giudizio con l'accusa di "omicidio colposo plurimo e lesioni" sette membri della Commissione Grandi Rischi: tra essi figurano anche Enzo Boschi e Franco Barberi.[37] Nel capo di imputazione si legge la motivazione dell'accusa: [...] "per colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia in violazione altresì della normativa generale della Legge n. 150 del 7 giugno 2000 in materia di disciplina delle attività di informazione e comunicazione delle pubbliche amministrazioni effettuando, in occasione della detta riunione, una 'valutazione dei rischi connessi' all'attività sismica in corso sul territorio aquilano dal dicembre 2008 approssimativa, generica ed inefficace in relazione alle attività e ai doveri di 'previsione e prevenzione'; e fornendo informazioni incomplete, imprecise e contraddittorie sulla natura, sulle cause, sulla pericolosità e sui futuri sviluppi dell'attività sismica in esame venendo così meno ai doveri di valutazione del rischio connessi alla loro qualità e alla loro funzione e tesi alla previsione e alla prevenzione e ai doveri di informazione chiara, corretta, completa cagionavano in occasione della violenta scossa di terremoto (magnitudo momento MW = 6.3, magnitudo locale ML = 5.9) del 06.04.2009 ore 3,32, la morte di 32 persone [segue elenco]".[38]

Con sentenza[39] in primo grado di giudizio il 22 ottobre 2012 il Tribunale dell'Aquila ha condannato tutti gli imputati alla pena di 6 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici.

In campo internazionale molti scienziati, prima ancora che fossero rese note le motivazioni, hanno espresso perplessità di fronte a questa sentenza.[40] La rivista Nature ha pubblicato un editoriale in cui si afferma che "il verdetto è perverso e la sentenza ridicola".[41] Uno scienziato britannico, Malcolm Sperrin, ha dichiarato: "se la comunità scientifica deve essere penalizzata per aver fatto predizioni poi risultate non corrette, o per non aver predetto accuratamente eventi poi accaduti, allora l'operare della scienza dovrà essere limitato alle sole certezze, e i benefici associati alle scoperte, dalla medicina alla fisica, scompariranno".[40]

Il Ministro dell'ambiente Corrado Clini, pure critico verso questa sentenza, ha affermato: "Hanno ragione quelli che dicono che l'unico precedente a questa sentenza è quello di Galileo Galilei".[42]

Il testo delle motivazioni della sentenza, pubblicato alcuni mesi più tardi,[43], smentisce però queste affermazioni, dichiarando che il processo «non è volto alla verifica della fondatezza, della correttezza e della validità sul piano scientifico delle conoscenze in tema di terremoti. Non è sottoposta a giudizio la scienza per non essere riuscita a prevedere il terremoto del 6 aprile 2009».[39] La rivista Scientific American ha corretto la tesi del "processo contro la scienza", definendolo "un giudizio non contro la scienza, ma contro un fallimento della comunicazione scientifica".[44]

Altri scienziati, durante il processo, hanno contestato l'operato scientifico della commissione. Il professor Francesco Giovanni Maria Stoppa, che fece parte della commissione Grande rischi fino al 2003, disse: «Avrebbero dovuto dare una informazione proporzionata alle nostre conoscenze, che nel 2009 mettevano in luce una criticità all'Aquila. Nelle condizioni che c'erano 5 - 6 giorni prima del terremoto bisognava dare informazioni e questo non vuol dire prevedere i terremoti».[45]

G8 L'Aquila
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: G8 dell'Aquila.
L'Aquila: i leader del G8 dialogano durante il vertice.

L'evento sismico ha modificato i piani politico-economici del Governo: tra gli eventi che hanno subito modifiche c'è stato il G8 del 2009 originariamente già assegnato all'Italia come nazione ospitante. Inizialmente previsto nella città sarda della Maddalena, fu spostato all'Aquila con decisione del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2009, sia per motivi economici (risparmio di circa € 220.000.000 da destinare alla ricostruzione) che per opportunità politica (il G8 avrebbe discusso anche di catastrofi naturali)[46] che perché si tratta di un forte segnale per il rilancio di zone così duramente colpite[47].

Di fronte alle macerie del terremoto, USA, Francia, Germania, Regno Unito, Russia, Canada e Giappone promisero di sponsorizzare ognuno il restauro di uno dei monumenti aquilani danneggiati dal sisma[48]. In particolare agli ampi e svariati aiuti promessi dal Presidente USA Barack Obama si aggiungono il francese Nicolas Sarkozy che promette 3 milioni di euro per la ricostruzione della Chiesa delle Anime Sante, la tedesca Angela Merkel che si impegna per la ricostruzione della chiesa di Onna.

Il summit si è svolto nella Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito, già centro operativo della Protezione Civile durante l'emergenza sismica. L'evento porta con sé la riqualificazione dell'intera periferia ovest della Città dell'Aquila, proseguita anche dopo l'evento in prossimità dei nuovi insediamenti post-sisma (Progetto C.A.S.E.), con costruzione di diverse strade, il riammodernamento del vicino Aeroporto dei Parchi e la sistemazione della caserma ospitante dando così un primitivo avvio alla ricostruzione stessa. Con tutte le opere realizzate si assiste ad una vera e propria "esplosione" della periferia aquilana, sia ad ovest che ad est, in forte contrapposizione al centro storico rimasto vuoto, interdetto e sommerso dalle macerie.

Basilica di San Bernardino, ricostruita e riaperta al pubblico nell'aprile 2015
La ricostruzione e la "New Town" dell'Aquila
La "New Town" dell'Aquila, realizzata con Isolatori sismici, piloni sismici.
La "New Town" dell'Aquila, realizzata con Isolatori sismici, piloni sismici.
La "New Town" dell'Aquila

Immediatamente il governo Berlusconi, assieme a Guido Bertolaso, provvide alla costruzione di case antisismiche, realizzatasi con Isolatori sismici,[49] piloni costituiti da tre elementi d'acciaio sovrapposti per isolare le palazzine dal sisma. Tali "New Towns" furono costruite in pochi mesi presso Roio dell'Aquila, Coppito, Preturo, Sassa, Barisciano, Ocre, San Pio delle Camere e Montereale. Poche settimane dopo l'inaugurazione delle casette, il crollo di un balcone alla contrada di Bagno sollevò vivaci polemiche sulla staticità delle casette.

Nel frattempo furono stanziati miliardi per la ricostruzione del centro storico, con donazioni pubbliche del numero della Protezione Civile. Tuttavia la maggior parte dei monumenti storici furono affidati a gestioni private, ritenute "più sicure", mentre molti fondi pubblici andarono perduti o congelati. Nel 2010 fu riaperta la Fontana delle 99 cannelle, e nel 2013 la chiesa di San Biagio d'Amiterno, riconsacrata da papa Francesco col nome di "Basilica di San Giuseppe Artigiano", dove venne traslato il corpo di Celestino V in attesa della ricostruzione della Basilica di Collemaggio. A causa di processi per mafia e della commissione Grandi Rischi, e della lentezza grave della burocrazia romana, soltanto nel 2015 con il governo Renzi i lavori di ricostruzione riebbero un nuovo deciso avvio.

Allora era stato inaugurato nel 2012 il nuovo Auditorium del Parco presso il Forte spagnolo, moderna costruzione pubblica in legno. Era stata restaurata la Fontana Luminosa, malgrado alcuni ritocchi che le impedivano la fuoriuscita dell'acqua. Era stata ricostruita la facciata della Chiesa di San Pietro a Coppito, meno il campanile. Nei dintorni, alla data dicembre 2015, erano stati ricostruiti quasi tutti i centri limitrofi colpiti, mentre alcuni erano ancora puntellati, come Castelnuovo di San Pio delle Camere e Navelli. Centri invece come Barisciano, Poggio Picenze, Campotosto, Capitignano, Roio e San Pio delle Camere risultavano quasi completamente restaurati. La frazione di Onna è stata completamente ricostruita grazie alla gestione privata tedesca, mentre lavori, seppur a lento procedimento, sono partiti a Paganica, una delle frazioni più grandi del capoluogo. Allo stato del 2015, era agibile soltanto il Santuario della Madonna d'Appari.

Nell'aprile 2015 ebbe grande risonanza in campo mediatico l'annuncio della riapertura al pubblico dell'ormai restaurata Basilica di San Bernardino, e della futura riapertura, circa nel 2017 della Basilica di Collemaggio, e di parte del centro storico e del corso Vittorio Emanuele, restaurato soltanto dall'accesso dal piazzale della Fontana luminosa. Nell'aprile 2016 è stata annunciata l'apertura del cantiere di numerosi palazzi storici, tra i quali il Palazzo Margherita assieme alla Torre Civica. Nel maggio 2015 la città è stata omaggiata della 88ª Adunanza degli Alpini, celebrazione avvenuta nuovamente nell'ottobre 2016. Nella periferia furono costruita nuove abitazioni, specialmente nello scalo di Roio e nella zona Torrione-cimitero, con nuovi palazzi antisismici, che hanno favorito l'apertura di nuove attività commerciali e industriali. Nel dicembre 2015 il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha inaugurato l'apertura della nuova sede del MUNDA (Museo Nazionale d'Abruzzo), prima nel Castello Cinquecentesco, nell'ex mattatoio comunale fascista nel borgo Rivera, vicino alla Fontana delle 99 cannelle. Il museo ha raccolto numerose opere antiche restaurate dopo il terremoto.
Il nuovo terremoto del Centro Italia del 2016, specialmente quello del 30 ottobre di Norcia, ha aperto nuove crepe presso la chiesa di Santa Giusta, e messo a rischio i territori di Campotosto e Montereale.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Nucleo medievale[modifica | modifica wikitesto]

Veduta aerea della periferia orientale dell'Aquila (il Torrione)

L'Aquila è città a fondazione quadrata con due strade che si incrociano perpendicolarmente. Le due strade principali sono Corso Vittorio Emanuele II (che porta a Piazza Duomo) e Corso Umberto I, che diventa poi Via San Bernardino, in direzione della Basilica di San Bernardino. Il punto di incontro di queste due vie principali viene chiamato dagli aquilani i Quattro Cantoni. Il centro storico, posto su un colle rialzato rispetto alla conca circostante, si presenta compatto, interamente racchiusa entro la cinta muraria medievale che si conserva quasi interamente intatta e con alcuni vuoti ben localizzati proprio a ridosso delle mura. Fondata nella prima metà del XIII secolo, la città si compose immediatamente dei cosiddetti Quattro Quarti dell'Aquila, ossia il San Giorgio, il Santa Maria Paganica, il San Pietro Coppito e il San Giovanni d'Amiterno. Per molti secoli sia le chiese che i palazzi nobili ebbero il destino legato a dei borghi del circondario, detti "castelli", i cui signori costruirono la città, come il rione San Pietro per il borgo di Coppito, il rione Santa Maria legato a Paganica, il piccolo centro con la chiesa del Carmine legato ad Assergi, il Borgo Rivera legato prima a Lucoli e poi ai signori De Rivera, e così via. Col grave terremoto dell'Aquila del 1703 gran parte della città medievale andò distrutta, e furono progettati, assieme ai nuovi palazzi, i principali assi di deambulazione dell'attuale corso Vittorio Emanuele e del corso Umberto.

Il progetto fascista della Grande Aquila[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Grande Aquila.

La prima rottura del perimetro storico della città avvenne nel 1927, con la realizzazione, durante il fascismo, dell'area degli impianti sportivi di Viale Gran Sasso in località Assergi. Ci fu inoltre l'approvazione del Regio Decreto Grande Aquila, con l'abolizione dello status di comune autonomo per otto località: Lucoli (diventato nuovamente comune nel '47), Bagno, Roio (il cui centro amministrativo era Roio Piano), Arischia, Camarda, Paganica, Preturo e Sassa. Con tale decreto inoltre fu abolito il Distretto di Aquila, che si trasformò automaticamente nell'attuale provincia dell'Aquila, con la perdita del territorio dell'ex Circondario di Cittaducale, passato dall'Abruzzo al Lazio, alla neo-provincia di Rieti.

Dal dopoguerra a oggi[modifica | modifica wikitesto]

La Fontana Luminosa all'ingresso del Quarto Santa Maria (Piazza Battaglione degli Alpini)

L'espansione urbanistica si è sviluppata prevalentemente nel dopoguerra, soprattutto negli anni sessanta e settanta in seguito all'apertura della tratta autostradale per Roma, e si è concentrata nella parte nord-occidentale della città (Pettino), portando in pochi anni alla completa saturazione della porzione urbana racchiusa dalla stessa autostrada. Lo sviluppo successivo è avvenuto in modo centrifugo a partire dal nucleo storico ed ha interessato tutte le direzioni fatta eccezione per la parte sud-occidentale della città, dove scorre l'Aterno. I nuovo rioni costituiti furono il Torrione, presso il Forte spagnolo, il cui nome proviene da una costruzione medievale alle porte del quartiere. Il secondo quartiere maggiore fu l'agglomerato di Torretta, presso il cimitero comunale e lo stadio Fattori, sorto dall'area del tratturo L'Aquila-Foggia di località Sant'Elia. L'ultimo grande nucleo urbano costituito, fu l'area urbana di Pettini-Pile-San Sisto, legata all'espansione della frazione Coppito. Ai piedi del Monteluco di Roio, venne costruita nel 1964 la moderna Università degli Studi dell'Aquila, con la Facoltà di Ingegneria a Colle di Roio, e le successive Facoltà di Magistero, Medicina e Chirurgia, Ingegneria e Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, con la sede nel comprensorio di Pile-Pettino.
A Preturo fu costruito il principale scalo aeroportuale aquilano dell'Aeroporto di L'Aquila-Preturo.

Dopo il terremoto dell'Aquila del 2009, la zona di Pettino e Preturo furono individuate dal piano d'emergenza come terreno fertile per la ricostruzione di un nuovo centro, con la collaborazione del Progetto C.A.S.E. La nuova zona Peep aquilana dunque si è sviluppata nel territorio di Pettino, con l'apertura di numerosi alberghi, centri commerciali e l'inaugurazione del nuovo Ospedale San Salvatore. La struttura urbanistica dell'Aquila consta oggi su di un centro storico, una periferia compatta nelle immediate vicinanze del centro storico comprendente i quartieri Pettino, Santa Barbara, Strinella, Torrione ed una periferia semicompatta presente soprattutto nell'area nord-occidentale della città e comprendente i quartieri di Coppito, Pile, Sant'Antonio, Torretta. Il resto del territorio comunale presenta numerosissimi borghi e frazioni disseminati in maniera non omogenea nell'hinterland aquilano.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Quarti dell'Aquila.
L'Aquila nel 1703

Legata alle vicende che portarono alla fondazione dell'Aquila, è la suddivisione della città in quattro Quarti facenti ognuno riferimento ad un castello di riferimento. Ogni Quarto è caratterizzato da una sua bandiera, da uno stemma in scudetto sannitico e da un colore.

Costa Masciarelli del quarto San Giorgio
  • Quarto di San Giorgio, o di Santa Giusta, rappresentato dalla chiesa capoquarto di Santa Giusta, attraversato da Costa Masciarelli, corso Federico II e Porta Bazzano. Il percorso si snoda fuori le mura, lungo la villa comunale e sul viale di Collemaggio. Il fulcro centrale è la Piazza Duomo.
  • Quarto di San Giovanni, o di San Marciano, abbraccia la piazza Duomo, la zona della chiesa capoquarto di San Marciano, e il costolone di Colle San Giovanni, che porta a Borgo Rivera, con la fontana delle 99 cannelle.
  • Quarto di Santa Maria, è il quarto più grande della città, che si snoda dal Forte spagnolo a Piazza Duomo, lungo il corso Vittorio Emanuele, abbracciando anche la zona di San Bernardino, e il corso Umberto, giungendo in piazza della chiesa capoquarto di Santa Maria Paganica, e nella zona di San Silvestro.
  • Quarto di San Pietro, abbraccia via Roma e la sede dell'Arcivescovado presso il complesso parrocchiale di San Domenico. La chiesa capoquarto è quella di San Pietro Coppito.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del Comune dell'Aquila, uno dei più vasti d'Italia, è suddiviso in 12 circoscrizioni ognuna delle quali elegge un Presidente ed un proprio Consiglio di Circoscrizione in concomitanza con le elezioni amministrative cittadine.

  • I - Centro storico, Collemaggio e Strinella
  • II - Roio
  • III - Sassa
  • IV - Preturo
  • V - Coppito e Pettino
  • VI - Arischia
  • VII - Pile, San Sisto, Santa Barbara e Santanza
  • VIII - Collebrincioni, San Francesco, San Giacomo, Torrione e Valle Pretara
  • IX - Camarda, Aragno, Assergi e Filetto
  • X - Paganica
  • XI - Bagno
  • XII - Gignano, Pianola, Sant'Elia e Torretta

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Frazioni dell'Aquila.
Piazza Umberto I a Paganica

La città possiede 59 frazioni, che abbracciano un territorio molto vasto, 6 delle quali un tempo, fino al decreto del 1927, comuni autonomi. È il caso di Arischia, Camarda, Bagno, Paganica, Roio Piano, Preturo e Sassa. Anche Lucoli fu inclusa, ma nel 1947 riacquistò il titolo di comune. Le frazioni aquilane, per organizzazione amministrativa e territoriale, sono suddivise nei quattro Quarti principali del centro. Le più popolose sono Pettino, presso la zona moderna dell'ospedale "San Salvatore", Paganica, borgo a sé stante, con oltre 5.000 abitanti, Roio, centro importante per la sede distaccata della Facoltà di Ingegneria dell'Università, Bagno Grande, comprendente vari borghi vicini l'un l'altro, con un sito archeologico romano dell'antica Forcona, Preturo, altro centro dislocato in vari borghi, dove è stato costruito l'Aeroporto dei Parchi, e Sassa. Secondo nucleo industriale della città è presente in contrada Bazzano, noto al livello artistico per la chiesa romanica di Santa Giusta. Il centro di Assergi è molto frequentato per la vicinanza al parco di Campo Imperatore e agli impianti sciistici, mentre San Vittorino è nota per la presenza del sito archeologico di Amiternum, il nucleo romano originario di L'Aquila.

L'elenco propone le frazioni maggiori.

L'Aquila Nord

L'Aquila Est

L'Aquila Sud

  • Bagno (Civita di Bagno, Bagno Grande-Piccolo, Vallesindola)
  • Roio (Poggio, Colle, Roio Piano)
  • Collefracido

L'Aquila Ovest

Politica e amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone storico in uso dal 1937 al 1999
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma dell'Aquila.

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

« D'argento all'aquila dal volo abbassato di nero,

coronata, rostrata, linguata e armata d'oro, accostata alla scritta PHS in capo e IMMOTA MANET ai fianchi »

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

« L'ornamento comprende, oltre il civico stemma, le insegne degli storici Quarti di San Marciano, Santa Maria Paganica, San Pietro e Santa Giusta, i quali anticamente designavano anche le parti extra moenia del territorio comunale e che sono eretti a comporre il simbolo dell'unità comunale »

Enti e istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

Tra le istituzioni di cui L'Aquila è sede vi sono:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci dell'Aquila ed Elezioni comunali all'Aquila.
La torre di Palazzo Margherita vista da Piazza Duomo

Dallo Statuto[51] comunale si ricavano le descrizioni dello stemma, del bollo e del gonfalone.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

L'Aquila è gemellata con:

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo dato, aggiornato al 30 aprile 2015, attesta a 70.057[1] gli abitanti residenti del Comune dell'Aquila.

Abitanti censiti[52]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 1 di gennaio 2015 la popolazione straniera residente era di 4.605 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania 1.602 2,2%

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto aquilano, Dialetto sabino e Dialetti d'Abruzzo.

Il dialetto della città dell'Aquila, così come quelli di tutta la parte occidentale della provincia, si distingue nettamente dai restanti dialetti abruzzesi, inserendosi nel gruppo aquilano del dialetto sabino, appartenente ai dialetti italiani mediani. Tratto qualificante di questo gruppo dialettale è la conservazione delle vocali finali atone. In particolare nel dominio reatino-aquilano, area tradizionalmente conservativa, viene tuttora mantenuta la distinzione fra -o ed -u finali, a seconda dell'originaria matrice latina: ad esempio all'Aquila si ha cavaju per "cavallo" (latino: caballus), ma scrio per "io scrivo" (latino: scribo).

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

L'annuale classifica sulla qualità della vita, stilata da Il Sole 24 ORE, la colloca al 70º posto su un totale di 107 comuni italiani presi in esame[53], dopo un netto calo a partire dal 2009, per effetto del sisma del 6 aprile 2009, con l'avanzare della ricostruzione sta lentamente risalendo la classifica. È ritornata ad essere la prima delle città abruzzesi, ma in un quadro di peggioramento generale; seguono infatti Teramo al 72º posto, Chieti al 74º e Pescara al 85º.

Anno Tenore di vita Affari e lavoro Servizi e Ambiente Ordine pubblico Popolazione Tempo libero Posizione complessiva
2007 82º 70º 75º 29º 71º 65º (+4)
2008 78º 77º 34º 30º 42º 55º (+10)
2009 84º 79º 47º 30º 43º 49º (+6)
2010 88º 63º 89º 12º 12º 61º 62º (-13)
2011 62º 99º 79º 39º 21º 59º 70º (-8)
2012 63º 81º 98º 47º 16º 60º 74º (-4)
2013 87º 85º 76º 54º 36º 71º (+3)
2014 73º 67º 81º 36º 10º 55º 70º (+1)

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Economia dell'Abruzzo.

Nella seconda metà del XX secolo L'Aquila, come l'Abruzzo, è passata da un'economia tradizionalmente agricola allo sviluppo del commercio e del turismo, soprattutto invernale. Grazie alla presenza di numerosi enti e al ruolo amministrativo che la città ricopre, è particolarmente sviluppato il settore terziario.

Industrie[modifica | modifica wikitesto]

L'Aquila è stata, nella sua storia, sede di un importante polo elettronico nazionale arrivato, nel suo massimo sviluppo durante gli anni settanta, a dare lavoro a 5000 dipendenti. Con la fine dell'I.R.I. il polo ha perso, poco a poco, dipendenti e ruolo di volano dell'economia cittadina. Tale declino non è stato indolore per gli interessati e per l'intera economia cittadina.

Tra il finire degli anni settanta e gli anni ottanta, inoltre, l'area dell'aquilano ha saputo attirare alcune industrie farmaceutiche leader del settore anche a livello mondiale (Sanofi-Aventis, Dompè e Menarini). Due siti industriali (Scoppito-Sassa Scalo e Pile-Bazzano) un centro di ricerca eletronico (Technolabs e Thales Alenia Space) sono stati così localizzati nella zona, che globalmente rappresenta uno dei 4 poli industriali della provincia dell'Aquila (gli altri sono Carsoli-Oricola, Avezzano-Fucino e Sulmona-Conca Peligna.

Terziario[modifica | modifica wikitesto]

Nel settore pubblico, L'Aquila esercita il ruolo amministrativo di capoluogo dell'omonima provincia e soprattutto di capoluogo della Regione Abruzzo. È inoltre sede di una prestigiosa Università degli studi che interagisce con l'economia cittadina in due modi:

  • Le facoltà scientifiche cercano ed a volte riescono a recitare ruoli di partenariato con l'industria.
  • Le persone che frequentano la città per via dell'università hanno creato degli interessanti flussi economici legati alla locazione di camere ed ai locali di svago.

La città ospita inoltre i servizi di "customer service" per l'Italia di una delle maggiori compagnie telefoniche in Europa.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Turismo in Abruzzo.
Basilica di Santa Maria di Collemaggio

Il settore turistico ha vissuto, negli ultimi anni, una notevole ascesa. Si divide principalmente in una parte culturale, legata alle bellezze artistiche ed architettoniche della città, ed una sportivo-naturalistica, legata allo scenario appenninico di indubbio valore in cui la città è incastonata. In entrambi i casi si tratta per lo più di turismo di nicchia.

Scorci del centro storico

Per il suo sapore medievale e per il valore delle sue chiese e dei suoi palazzi, il centro storico dell'Aquila è la meta prediletta della maggior parte dei turisti: tra i monumenti più visitati vi sono la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, la Basilica di San Bernardino ed il Forte spagnolo, sede, tra le altre cose, del Museo nazionale d'Abruzzo, il principale della regione. Grazie alla vicinanza con Roma ed alla facilità di raggiungimento, il centro storico è meta del cosiddetto turismo mordi e fuggi, cioè di visite brevi, spesso della durata di una sola giornata; l'infrastruttura di riferimento è, in questo caso, il Terminal "Lorenzo Natali", un parcheggio multipiano situato a ridosso del centro storico e ad esso collegato per mezzo di tappeti mobili.

Nei dintorni dell'Aquila insistono inoltre altri luoghi di particolare pregio, come l'antica città di Amiternum di cui è possibile osservare i resti tra cui un teatro ed un anfiteatro di età augustea, ed altri borghi caratteristici come Calascio, Fontecchio e Santo Stefano di Sessanio.

A seguito del recente terremoto i centri storici dell'Aquila e dei borghi circostanti sono stati dapprima chiusi e, successivamente, parzialmente riaperti: i principali monumenti della zona rimangono inaccessibili ai non addetti con notevoli conseguenze per l'economia locale. Parallelamente, si è però assistito al curioso fenomeno del turismo da terremoto, legato all'effetto dei danni del terremoto sugli edifici della città, causato anche dall'amplificazione che l'evento ha avuto sui media nazionali e internazionali. Nel 2014 è stata riaperta la Basilica di San Bernardino e nel dicembre 2015 il MUNDA, ossia la nuova sede del Museo Nazionale d'Abruzzo, presso la Fontana delle 99 cannelle.

Lago di Campotosto in inverno

Un notevole flusso turistico è invece legato alle bellezze naturalistiche dell'area. Nel comprensorio aquilano insistono il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il Parco regionale naturale del Sirente-Velino ed il Parco territoriale attrezzato delle Sorgenti del Fiume Vera che rendono la zona una delle più protette d'Italia. Nei dintorni della città si trovano inoltre il Lago Sinizzo e le Grotte di Stiffe, raro esempio di grotta ancora attiva ma aperta ai turisti; più distante da L'Aquila è il Lago di Campotosto che d'inverno si presenta spesso completamente ghiacciato. Nella zona vi sono poi le aree verdi come la Pineta di Roio e quella di San Giuliano, parzialmente distrutto da un gravi incendio nel 2007. L'area è inoltre un polo di notevole importanza per quanto riguarda gli sport invernali: si ricordano a tal punto gli impianti di Campo Imperatore, Campo Felice e, più distanziata, Ovindoli che insieme costituiscono il comprensorio sciistico delle Tre Nevi.

Le strutture alberghiere aquilane si stanno adattando alle nuove richieste, affiancando al turismo invernale anche quello estivo, fatto di passeggiate in montagna e cicloturismo. In inverno è possibile acquistare pacchetti turistici che affiancano alle giornate sulla neve anche spettacoli teatrali (Teatro Stabile d'Abruzzo ed ATAM) e concerti di musica classica (Stagione istituzione Sinfonica e Società dei Concerti Barattelli).

Media e telecomunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Quotidiano
Quotidiani
Rivista
Riviste
Televisiore
TV
Radio
Radio
Web
Portali
Il Centro
Il Messaggero
Il Tempo
Città magazine
Il Punto
L'Editoriale
Periscopio
Sipario
Numero Amico
Rai (redazione dell'Aquila)
Rete8 (redazione dell'Aquila)
Onda Tv (redazione dell'Aquila)

tiKoTV
laQtv

Radio L'Aquila 1
Radio Delta 1
Radio Capital
Abruzzo24ore
AbruzzoWeb
Aquila Tv
Il Capoluogo
L'Impronta
InAbruzzo
L'Aquila Nuova
RAI L'Aquila

NewsTown

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

A causa di scelte attuate da politici, principalmente a livello nazionale, di favorire il trasporto su gomma, la città è dotata di buoni collegamenti autostradali, mentre quelli ferroviari sono limitati al traffico locale. La città è ottimamente collegata con Roma, Teramo ed Avezzano grazie all'autostrada A24, mentre per le direttrici Pescara-Chieti-Sulmona si utilizza la statale 17, da tempo sottoposta a lavori di adeguamento.

Traffico e parcheggi[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Duomo

Analogamente a molte altre realtà italiane, il centro storico dell'Aquila è considerato quasi interamente zona a traffico limitato, con l'eccezione della tratta Via Sallustio – Corso Umberto I – Via San Bernardino e della zona tra Piazza Duomo e Via XX Settembre.

Per la circolazione interna è possibile utilizzare la circonvallazione che circonda il centro storico e che è formata da Via XX Settembre, Viale Collemaggio, Via Strinella e Viale Croce Rossa: su questa tratta si trova il parcheggio di Collemaggio, il più grande parcheggio cittadino disposto su due ampi livelli sotterranei. Dalla struttura, che funziona anche da Terminal di autobus, era possibile, prima del terremoto del 2009, raggiungere Piazza Duomo mediante un sistema di tappeti mobili sotterraneo lungo circa 600 m, attualmente chiuso.

Altre aree di parcheggio sono a Piazza Chiarino, Piazza del Teatro, Piazza Matteotti, Piazza Duomo e Piazza Palazzo mentre la principale area di sosta gratuita è quella del Castello. Per quanto riguarda roulotte e caravan, sono disponibili due aree di parcheggio su Via Strinella e su Viale Crispi.

Trasporto pubblico[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti pubblici sono gestiti dall'AMA, l'Azienda per la Mobilità Aquilana, con sede e capolinea nel Terminal di Collemaggio. Le principali linee urbane sono la 1 e la 3 che attraversano la città longitudinalmente collegando il centro storico con la zona ovest (Ospedale, Aeroporto e Polo Universitario di Coppito) e la zona Est (Pianola e Polo Universitario di Roio) attraversando i popolosi quartieri residenziali di Santa Barbara e Torrione. Altre tratte metropolitane molto frequentate sono la L'Aquila-Paganica e la L'Aquila-Fonte Cerreto (base della stazione sciistica di Campo Imperatore); entrambe hanno partenza dal Terminal di Collemaggio che funziona anche da parcheggio di scambio.

Trasporto su gomma[modifica | modifica wikitesto]

Le principali arterie di collegamento stradale sono:

Tratto dell'autostrada A24

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Autostrada A24: Roma - L'Aquila - Teramo. Il primo decisivo passo per la costruzione di questa autostrada è del 1973 quando la Società Autostrade Romane ed Abruzzesi S.p.A ottenne la delibera relativa alla costruzione di un collegamento Roma-Torano-L'Aquila-Teramo con l'intento di collegare tra di loro Lazio e Abruzzo. Recentemente è stato completata la Strada statale 80 racc di Teramo, meglio conosciuta con il nome di Teramo-mare, a doppia corsia per senso di marcia. La superstrada che termina nei pressi del casello autostradale di Giulianova completa così il collegamento tra le autostrade del Sole e Adriatica. Viene attualmente gestita, dopo apposito bando e unitamente alla A25, dalla società Strada dei Parchi S.p.A.

Nel comune dell'Aquila ricade il seguente tratto autostradale:

AB-Tank.svg Area di Servizio "Valle Aterno" km 106 AQ
AB-AS-grün.svg L'Aquila Ovest km 108 AQ
AB-AS-grün.svg L'Aquila Est km 114 AQ
AB-AS-grün.svg Assergi km 124 AQ

Il casello dell'Aquila Ovest si trova nella zona urbanizzata della città ed è direttamente collegato con rampe di accesso sia con la Strada Statale 17 che con la Strada Statale 80. Il casello dell'Aquila Est si trova invece fuori dal centro abitato e ha un collegamento diretto con la SS 17 grazie alla tangenziale Est dell'Aquila (SS17 ter). Il collegamento tra le due zone della città (Est e Ovest) è reso dalla SS17 bis a nord, dalla Statale 17, che passa nella zone centrale della città, e dalla SP 120 (Via Mausonia), dalla tangenziale Sud e dalla ex Strada statale 615 di Monte Luco, ora declassata a strada regionale, a sud. La zona ovest è inoltre servita dalla Statale 80 che ha origini proprio nei quartieri occidentali della città. Inoltre dalla SS17 ha inizio la ex SS5 bis che crea un collegamento con l'Altopiano delle Rocche e la Marsica.

Trasporto su rotaia[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Stazione dell'Aquila

Considerando la posizione difficile della città, i trasporti ferroviari non sono sviluppati rispetto ai principali assi di comunicazione nazionali. La città è attraversata dalla linea ferrovia Terni – Sulmona, a binario unico e non elettrificata. Il servizio ferroviario sulla tratta è gestito da FCU tra Terni e L'Aquila e da Trenitalia nel tratto L'Aquila – Sulmona.

Le stazioni nel territorio comunale sono:

Fra il 1922 ed il 1935 operò anche la Ferrovia L'Aquila-Capitignano, pensata anche per una prosecuzione verso Teramo, ma mai completata. L'infrastruttura prevedeva altre tre stazioni nel territorio del comune dell'Aquila: quella di testa, nei pressi della stazione RFI, è stata restaurata e riconvertita a sede dell'Archivio di Stato mentre le altre due, nelle località di Coppito e San Vittorino, sono tuttora presenti seppur abbandonate.

Metropolitana di superficie e Ferrovia urbana[modifica | modifica wikitesto]

Nel tentativo di limitare il traffico privato di automobili tra il centro e la zona Ovest, era in costruzione una linea di ferrovia metropolitana di superficie che avrebbe dovuto collegare l'Ospedale Regionale e il Polo dell'Università degli Studi dell'Aquila siti in Coppito, con il centro cittadino. L'esecuzione del progetto ha subito vari ritardi sia per problemi legati alla progettazione che al tracciato, ed attualmente è a rischio la stessa fattibilità della nuova infrastruttura. La metropolitana dell'Aquila dovrebbe passare per viale della Croce Rossa, la Fontana Luminosa fino al parcheggio di Collemaggio.

Parallelamente alla metropolitana di superficie, è stato ultimamente posto all'attenzione pubblica dopo diversi anni, un discorso di metropolitana urbana che, visto il percorso seguito dalla strada ferrata, renderebbe un ottimo mezzo pubblico locale sulla direttrice Est-Ovest del capoluogo. L'idea infatti è quella di collegare i nuclei industriali di Scoppito-Pile-Bazzano (rispettivamente da ovest ad est) attraversando quindi tutta l'area urbana. L'opera quindi sarebbe praticamente a costo zero con l'unica spesa da affrontare della realizzazione delle stazioni di scambio con dei bus navetta.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Aeroporto dei parchi

Aeroporto dei parchi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Aeroporto dell'Aquila-Preturo.

L'Aquila dispone di un aeroporto turistico che recentemente è stato adeguato per ricevere traffico civile. L'aeroporto dei Parchi, situato nella frazione di Preturo a circa 6 km ad ovest della città è stato infatti il principale scalo del G8 del 2009 e dopo il terremoto che ha colpito L'Aquila nell'aprile del 2009 è divenuto il punto di riferimento della protezione civile, che vi ha stabilito la sua base nazionale.

La struttura è dotata di una pista in conglomerato bituminoso lunga 1410 m e larga 23, l'altitudine è di 671 m /2201 piedi, l'orientamento delle piste è RWY 18-36. L'aeroporto effettua attività principalmente per voli VFR. Al suo interno vi sono anche un ristorante, una zona giochi per bambini, una scuola di volo e una zona relax.

È collegata alla città e alle autostrade mediante una strada a scorrimento veloce ed è attualmente gestita dall'aeroclub L'Aquila.

Dal 13 aprile 2015 l'aeroporto è chiuso.

Aeroporti vicini[modifica | modifica wikitesto]

Gli aeroporti con voli di linea più vicini sono:

Strutture sanitarie[modifica | modifica wikitesto]

Ospedale Regionale San Salvatore

Il nosocomio pubblico del capoluogo abruzzese è il policlinico ospedaliero "San Salvatore", parzialmente distrutto dal terremoto, che si trova nella parte ovest della città tra i quartieri di Pettino e Coppito. Adiacente ad esso, era situato il polo universitario di medicina dell'Università degli Studi dell'Aquila.

Fondato nel XV secolo, l'antico ospedale ha avuto la sua sede storica, fino alla fine del Novecento, nel grande complesso del monastero di San Basilio, sull'omonima piazza nella zona nord della città, non lontano dal Castello Cinquecentesco. Il monastero viene fondato nel VI secolo da sant'Equizio e poi affidato alle monache benedettine celestine, mentre la consacrazione della chiesa risale al 1112.

Negli anni sessanta, vista l'assoluta insufficienza degli spazi e delle strutture, inadeguati alle esigenze di una moderna struttura sanitaria di rango regionale, viene avviata la progettazione del nuovo polo ospedaliero nell'area di Coppito. Negli anni successivi viene avviato il progressivo trasferimento dei reparti nella nuova sede e, quindi, iniziato un ampio intervento di recupero del vecchio complesso di San Basilio, oggi adibito a centro congressi.

Tra i tanti edifici danneggiati dal terremoto del 2009 c'è anche l'ospedale regionale San Salvatore. L'ospedale evacuato e dichiarato inagibile al 90% subito dopo il sisma è stato oggetto di una inchiesta parlamentare nel 2000, la Commissione d'Inchiesta Parlamentare sugli ospedali incompiuti, il cui vicepresidente era Ferdinando Di Orio (ex senatore DS ed attuale rettore dell'Università degli Studi dell'Aquila), il quale ha dichiarato che il San Salvatore fu "uno scandalo di questo paese" e che "la Guardia di Finanza ha calcolato che l'ospedale è costato nove volte più del necessario"[54] Mauro Tursini, ingegnere civile e direttore dell'Ufficio Tecnico della ASL dell'Aquila, ha dichiarato che "l'ospedale è stato per anni il Pozzo di San Patrizio dove buttare i soldi"[54].

Il San Salvatore, progettato nel 1967 dall'architetto Marcello Vittorini, è stato costruito a blocchi a partire dal 1972 da diverse imprese con una serie di appalti e subappalti, per una spesa di 12 miliardi di lire per 1100 posti letto[54]. Nel 1992, i poliambulatori iniziarono la loro attività, ma l'edificio rimase parzialmente incompiuto, con travi a vista e pilastri abbandonati. L'ultima tranche di lavori fu eseguita per piccoli lotti (il laboratorio d'analisi, la farmacia, poi nel 1998 le sale operatorie) fino all'inaugurazione finale del 1999, con una spesa finale di circa 200 miliardi di lire stanziati in 20 anni da Cassa del Mezzogiorno, Regione Abruzzo, Ministero dei lavori pubblici, Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca per 350 posti letto[54].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Fontana delle 99 cannelle
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Monumenti e luoghi d'interesse dell'Aquila.

Il centro storico aquilano è stato appositamente costruito secondo un preciso sistema di assi ortogonali, viene di passaggio, piazze, perimetro murario e pianta planimetrica. Fondato secondo la leggenda accolta da Buccio di Ranallo nel 1254 da 99 "castelli" circostanti, ovvero da nobili famiglie dei centri rurali per motivi ideali ed economici; il centro storico è circondato ancora oggi dalle mura medievali aquilane, con le numerose porte di accesso. Si suddivide in quattro cosiddetti Quarti, dedicati ai santi patroni dei castelli rappresentanti, ossia Quarto San Giorgio, il Quarto Santa Maria, il Quarto San Pietro e il Quarto San Giovanni d'Amiterno. Ognuno di questi rioni ha una chiesa simbolica capoquarto, la chiesa di Santa Giusta per il primo, la chiesa di Santa Maria Paganica per il secondo, la chiesa di San Pietro a Coppito per il terzo e la chiesa di San Marciano per l'ultimo. Il primo quartiere è caratterizzato dalla chiesa principale, dal Palazzo Centi del Settecento, e fuori le mura dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio; il secondo quartiere è il più ricco, attraversato dal corso Vittorio Emanuele, dai palazzi settecenteschi, dal Palazzo Margherita lungo il corso Umberto. Inoltre è abbellito dalla Basilica di San Bernardino, dai monumenti di Piazza Duomo, e all'ingresso dal Forte spagnolo. Il Quarto San Pietro possiede la chiesa omonima e il complesso conventuale della Chiesa di San Domenico; mentre il quarto finale vede il suo simbolo nella fontana delle 99 cannelle presso il Borgo Rivera. Le chiese principali sono quelle dedicate a San Marciano, alla Madonna di Roio e a sant'Agostino.

Chiesa di Sant'Agostino
Chiesa di San Silvestro
Chiesa di Santa Giusta
Chiesa di Santa Giusta fuori le mura (Bazzano)
Eremo della Madonna D'Appari (Paganica)
Via Fortebraccio
Camera di Commercio - Palazzo del Convitto
Incrocio dei Quattro Cantoni (Corso Vittorio Emanuele)
Palazzetto dei Nobili
Palazzo Pica Alfieri
Palazzo Margherita
Palazzo Lucentini Bonanni (restauro 2015)
Palazzo Cappa Cappelli (restauro 2016)
Palazzo Fibbioni (restauro 2014)
Portici del Corso
Torre del Palazzo Margherita
Porta Napoli
Porta Castello
Fontana Luminosa
Domus romana del sito archeologico di Amiternum
Teatro romano di Amiternum
Parco del Castello con neve

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese dell'Aquila.
Costruita alla morte di San Bernardino da Siena (1444) con l'intento di custodirne le spoglie, presenta una splendida facciata rinascimentale opera di Nicola Filotesio. Al suo interno, ricostruito dopo il terremoto del 1703 in stile barocco, sono il Mausoleo Camponeschi e il Mausoleo di San Bernardino. La basilica è posta sulla sommità di una monumentale scalinata, a pochi passi da Corso Vittorio Emanuele II.

La monumentale facciata è stata realizzata tra il 1524 e il 1542 da Cola dell'Amatrice, ispirato secondo alcuni al progetto di Michelangelo Buonarroti per la Basilica di San Lorenzo a Firenze. La facciata è ripartita in tre ordini di colonne con diversi stili: il primo è di ordine dorico, secondo ionico e il terzo corinzio. Nella trabeazione del primo ordine vi sono raffigurate delle metope, nel terzo v'è una trifora centrale, e nel terzo tre grandi oculi: i due estremi laterali e il terzo più grande centrale, con una finestra. Il portale centrale è incassato fra colonne a spirale, e ha una lunetta di altorilievo di Silvestro dell'Aquila, raffigurante la Madonna col Bambino, fra San Francesco e San Bernardino.
L'esterno della chiesa è a pianta a croce latina, con una grande cupola sopra al transetto, la più grande della città, e un campanile turrito con bifore sui quattro lati.

Interno a croce latina, con tre navate, con aspetto fastosamente barocco, ricostruito dopo il terremoto del 1703. Di particolare interesse sono l'organo e il soffitto della navata centrale, a cassettoni lignei, intagliati e dipinti in oro e azzurrino, a opera di Ferdinando Mosca da Pescocostanzo (1723-27), che curò anche l'organo dell'entrata. La pittura del soffitto è attribuita a Girolamo Cenatiempo. Le cappelle laterali presentano due monumenti di grande rilievo: il Mausoleo Camponeschi, e il Mausoleo di San Bernardino. Quest'ultimo è stato commissionato dal mercante Jacopo di Notar Nanni aquilano nel 1489, a Silvestro dell'Aquila[55]. Esso è a base quadrilatera a due ordini di lesene decorate da nicchie con dentro sculture di varie scene della vita del santo.

Basilica romanica, costruita per volere di Pietro da Morrone nel 1288, è stata sede di incoronazione papale ed è sede di un giubileo annuale unico nel suo genere. Nel 1972 è stata sottoposta ad un'importante restauro con cui si sono eliminate le aggiunte barocche avvenute in seguito al terremoto del 1703 ed è stato riportato alla luce l'originario splendore romanico. Sul lato settentrionale presenta la prima Porta santa costruita al mondo[24].

La facciata medievale è considerata la massima espressione dell'architettura cristiana d'Abruzzo; si staglia quadrangolare al termine della vasta piazza del Sole, con uno schema ordinato secondo l'ispirazione al Duomo di Todi. Essa si presenta circoscritta da pesanti lesene angolari, suddivisa verticalmente da due cordonature che individuano la navata centrale; orizzontalmente si individua bene una zoccolatura, un primo marcapiano che si arcua in corrispondenza del portale principale, una cornice marcapiano a mensola ben delineata e infine un coronamento orizzontale piano[56]. Lo spazio risulta suddiviso in nove settori, caratterizzati da tre portali e da tre raffinati rosoni a raggi in stile gotico: il centrale a doppio giro di colonnine e archetti. La copertura della facciata è un dualismo cromatico dovuto a masselli di colore bianco e rosso, disposti simmetricamente da formare tanti piccoli quadrati a mosaico, i colori originari civici aquilani, prima del cambiamento dopo il terremoto del 1703, che rimandano alla coloratura della fontana delle 99 cannelle.

La Porta Santa è di fine '300, opera del Gavini, caratterizzata da intagli di particolare pregio, sormontata dallo stemma di un'aquila[57]; la lunetta ha un affresco della Madonna col Bambino, tra i santi Giovanni Battista e Celestino V, che mostra la Bolla del Perdono, allusione alla festa sacrale della Perdonanza Celestiniana. La facciata ha sul lato sinistro una mezza torre ottagonale in pietra, con rifiniture sulla balaustra della sommità. In passato era usata come pulpito per le prediche, e successivamente, dopo il terremoto del 1703, vi fu installato un campanile a vela, smantellato poi nell'800 e rimontato nella parte retrostante, rielaborando lo stile gotico.

L'interno ha un impianto gotico, a pianta a croce latina con tre navate, costruito dal Moretti, che lavorò anche nelle chiese di Santa Maria della Tomba e San Panfilo a Sulmona. Dopo il terremoto del 1703 l'interno era stato rivestito di colonne barocche sulle tre navate, e un soffitto a cassettoni lignei, smantellato poi completamente nei restauri degli anni settanta. Le arcate sono ogivali e poggiate su pilastri a pianta ottagonale. Di particolare importanza i dipinti collocati lungo la navata destra, cioè la Madonna con Sant'Agnese e Sant'Apollonia - Assunzione e Incoronazione della Vergine - Vita di Pietro da Morrone, opera di Carl Ruther da Danzica, allievo del Rubens. Il soffitto, restaurato dopo quello barocco, è in legno, di tipico stile gotico. L'abside è realizzato con il prolungamento delle tre navate e la realizzazione di due tribune laterali a semiottagono, e una centrale ottagonale. Di interesse sulla cappella a destra il Mausoleo di Celestino V.

Intitolata ai santi Giorgio e Massimo, è la chiesa episcopale dell'Arcidiocesi dell'Aquila. Venne edificata nel XIII secolo ed abbattuta dal terremoto del 1703[58]. Successivamente venne restaurata in stile barocco mentre la facciata è in stile neoclassico. Il progetto durò molti anni, e fu aperta al pubblico nel 1734. Tuttavia lo stile era molto scarso riguardo alle aspettative, e così nell'800 l'architetto Giambattista Benedetti formulò un nuovo progetto di costruzione, che prevedeva un uso molto ampio del neoclassico, con la presenza di una grande cupola sul transetto[59]. Il progetto però andò sfumando nel primo '900, quando la chiesa rimase ancora incompiuta della cupola e dei due campanili. Soltanto negli anni '20 la Cattedrale fu terminata. Il terremoto del 2009 l'ha gravemente danneggiata provocando il crollo della copertura del transetto.

La facciata neoclassica è molto sobria, con un'architrave sopra al portale di bronzo, e nicchie laterali cieche. Alla base v'è un ordine di colonne ioniche del Benedetti. Nel 1928 furono costruite le due torri campanarie gemelle laterali, con sotto la cella due meridiane. L'interno è molto più ricco, realizzato tra il 1711 e il 1780 in stile barocco, con pianta a croce latina, a navata unica, con cappelle laterali. Di medievale resta il sepolcro quattrocentesco di Silvestro dell'Aquila, realizzato per il Cardinal Gnifili. A sinistra dell'entrata v'è il fonte battesimale di Giovanni de' Rettori. Tra i dipinti la Disputa di Gesù tra i Dottori (XVI sec) di Francesco da Montereale, la Presentazione di Maria al Tempio di Baccio Ciarpi, e il San Carlo tra gli appestati di Teofilo Patini.

San Domenico sorge nel luogo in cui un tempo sorgeva il Palazzo Reale[60]; fu lo stesso re, Carlo II di Napoli, a donarlo ai frati domenicani ed a patrocinare la realizzazione della chiesa chiamando dalla Provenza maestranze francesi per l'occasione, come testimonia l'originale facciata laterale e relativo portale[61]. Nel 1703, un violentissimo terremoto fece crollare il tetto della chiesa distruggendo l'interno e uccidendo seicento fedeli[60]; successivamente l'interno venne ricostruita in stile settecentesco.

La chiesa è in realtà un Complesso Conventuale molto ampio, organizzato nella chiesa principale a pianta a croce latina, e in una struttura del convento e dell'ostello dei pellegrini. La facciata è molto semplice, ma solenne, nonché incompiuta dei restauri del dopo-terremoto 1703. Essa p in pietra squadrata, risalente al XIV secolo, con due finestroni circolari laterali che circondano quello maggiore centrale. Di interesse soprattutto il portale romanico in pietra bianco-rossa, molto simile a quello di Collemaggio.

Chiesa capoquarto del rione storico di San Giorgio, era inizialmente intitolata a San Giorgio da cui il nome dell'intero quartiere. La chiesa, eretta nel trecento, presenta una suggestiva facciata a conci levigati con coronamento orizzontale, portale romanico e maestoso rosone ricco di decorazioni floreali e umane[61]. Adiacente al portale si staglia un curioso abbeveratoio.

La chiesa è una delle più antiche della città, risalente addirittura prima della Fondazione nel 1254, edificata dai castellani di Goriano Valli (Acciano). L'impianto originario è a tre navate, con transetto sporgente, tipica delle costruzioni trecentesche. L'abside fu ricostruito dopo il terremoto del 1315, finanziati da Paolo di Bazzano. Nel XV secolo vennero condotti lavori per quanto concerne l'apparato decorativo, e la costruzione del coro ligneo absidale. Dopo un periodo di decadenza, Scipione Gentile nel XVII secolo fece costruire il soffitto a cassettoni lignei (1617), e iniziarono i primi interventi invasivi del barocco, che trasformarono profondamente la chiesa all'interno, specialmente dopo la ricostruzione del terremoto nel 1703.

La facciata è di particolare interesse. Fu eretta in stile romanico dopo il terremoto del 1349, rivestita in pietra bianca, e divisa orizzontalmente con cornice marcapiano, incanalata tra lesene, tripartita verticalmente da paraste. La banda verticale di destra ha un abbellimento del fontanile: una vasca rettangolare in pietra, in quadrata tra otto colonnine. Il portale presenta una lunetta affrescata da Giovanni Antonio di Lucoli, raffigurante la Madonna col Bambino tra San Giovanni e Santa Giusta di Bazzano. Il coronamento della facciata è costituito da una sequela di archetti romanico-gotici, mentre al centro della parte superiore figura il rosone a raggi, dove sono visibili 12 figure umane che mantengono simbolicamente la struttura.

Chiesa barocca costruita nel 1713 sul lato più lungo di Piazza Duomo[62]. Presenta una caratteristica facciata concava ed una piccola cupola, opera del Valadier. Seriamente danneggiata nel terremoto dell'Aquila del 2009 è probabilmente oggi il monumento cittadino più conosciuto in relazione al sisma, proprio per lo sfondamento della cupola centrale. La riapertura al culto, dopo il restauro, è prevista nel marzo 2017. La costruzione della chiesa avvenne prima del terremoto del 1703, che la danneggiò gravemente. La ricostruzione totale della chiesa avvenne a distanza di 10 anni dal terremoto, fortemente osteggiata dai Capitoli di San Giorgio e San Biagio d'Amiterno, temendo che potessero perdere il loro prestigio presbiteriale. E infatti purtroppo così avvenne per la Cattedrale, che attraversò un lungo travaglio di ricostruzione lungo settant'anni. La costruzione delle cappelle interne fu di Orazio Antonio Bucci e Giovanni Pirri, e nel 1755 alla realizzazione delle decorazioni interne e del rivestimento in pietra delle paraste e delle cappelle.

L'interno si presenta a croce latina, ed è caratterizzato da un'unica navata culminante in un'abside rettangolare; lo spazio centrale del transetto è impreziosito dalla cupola già ipotizzata dalla data di realizzazione della chiesa, ma realizzata solamente nel XX secolo in stile neoclassico, ad opera del Valadier. La navata è scandita da tre gruppi di lesene in cui si proiettano due coppie due cappelle, alternate da una parete piena; la prima cappella di sinistra (lo Spirito Santo), presenta un dipinto del Patini raffigurate Sant'Antonio. Le ali del transetto sono della stessa profondità delle cappelle, così da non alterare il rigido impianto rettangolare della struttura esterna. L'altare maggiore è opera di Francesco Bedeschini.

Chiesa capoquarto del rione storico di Santa Maria, sorge sul punto più elevato della città[61] e presenta un impianto settecentesco dovuto alla ricostruzione avvenuta dopo il terremoto del 1703. Un altro violento terremoto nel 2009 ha provocato il crollo dell'abside e dell'intera copertura. Di importanza sono il campanile, curiosa trasformazione in ambito cristiano di una torre di avvistamento, molto compatta, con base a contrafforti, e il portale romanico della facciata, di stampo molto simile a quello della chiesa di Santa Giusta.
Chiesa capoquarto del rione storico di San Pietro, sorge nell'omonima piazzetta abbelita da un grazioso fontanile a pianta dodecagonale. Eretta nel XIII secolo, la chiesa è un classico esempio di romanico aquilano, con la facciata a coronameno orizzontale, il portale ricco di decorazione e sovrastato da una finestra circolare e l'adiacente torre campanaria. Più volte danneggiata, nel corso della sua storia, da terremoti e ricostruita, è stata violentemente sfregiata dal terremoto del 2009[63]. Nel 2014 è stata ricostruita la facciata, mentre i lavori di ricostruzione totale sono ancora in corso.

La facciata originaria era medievale, di stampo romanico. Dopo il terremoto del 1703 essa fu ricostruita completamente in stile barocco, decorata da paraste e cornici marcapiano. Negli anni settanta un restauro completo della chiesa in chiave medievale demolì la facciata per la ricostruzione secondo lo schema originale. Essa è rivestita in pietra bianca, si presenta divisa orizzontalmente da cornice marcapiano, e verticalmente da lesene. Il coronamento è costituito da arcatelle cieche a sesto acuto, poggiate su elementi zoomorfi. Il portale romanico è affiancato da due leoni in pietra di epoca romana, provenienti dal sito archeologico di Amiternum; al di sopra del portale si staglia una finestra circolare invetriata. Il portale ogivale è in stile borgognone, e la torre campanaria è a pianta ottagonale, la cui parte superiore è frutto di una ricostruzione post-sisma 1703

Eretta nella prima metà del XIV secolo e più volte restaurata in seguito a terremoti, la chiesa presenta un grande portale romanico a pietre di colore bianco e rosso, analoghe a quelle che ricoprono la facciata di Santa Maria di Collemaggio, sormontato da un grande rosone centrale. All'interno è presente una copia della Visitazione di Raffaello che sostituisce l'originale trafugata dagli spagnoli nel 1655 ed oggi al Museo del Prado[64].

La chiesa fu fondata circa nel 1254, durante la costruzione della nuova città. Danneggiata dal terremoto del 1315, poi nel 1349, fu restaurata l'anno successivo nell'impianto attuale. Furono inglobate nella chiesa parte delle Mura dell'Aquila, in particolare un torrione, usato per il campanile. Dopo il terremoto del 1461, la famiglia nobile Branconio, sempre più influente, finanziò i ripari della chiesa, con opere rinascimentali all'interno, opera di Francesco da Montereale. Nel 1586 la Cappella Branconio, fatta costruire dalla stessa famiglia per simboleggiare la propria potenza e mecenatismo, fu affrescata magnificamente da Giovanni Paolo Donati, e nel 1625 modificata da Giulio Cesare Bedeschini. Nel 1703 fu devastata dal Grande Terremoto, e l'interno fu profondamente modificato in stile puramente barocco, poi smantellato nei restauri degli anni settanta.

Piccolo santuario romanico addossato ad una parete rocciosa nella vallata del Gran Sasso, vicino alla frazione di Paganica. Eretto nel XII secolo sul luogo in cui, secondo la leggenda, vi fu l'apparizione della Vergine Maria, è oggi meta di camminate e pellegrinaggi. La struttura è attaccata al massiccio di pietra del Corno Grande, di notevoli dimensioni, e si apre con una struttura rettangolare slanciata, che termina a campanile a vela. La base ha un portale arco a tutto sesto; l'interno a navata unica si fonde con la roccia montuosa

, con volte a crociera, tagliato trasversalmente da due archi strutturali, interamente affrescato con la tecnica dei "fumetti". Il presbiterio è ruotato rispetto all'asse della chiesa.

Chiesa del XIII secolo, costruita durante la Fondazione del castello di Assergi, che la chiamò come la parrocchia del piccolo borgo sul Gran Sasso. La chiesa subì varie modificazioni, e nel 1609 fu retta dalla Congrega della Beata Vergine del Carmelo, da cui il nome. Dopo il terremoto del 1703 fu nuovamente modificata con uno schema barocco, che praticamente avvolge tutta la struttura.
Chiesa risalente alla metà del XIV secolo, si trova a ridosso del Duomo. Il 20 maggio 2013 è stata elevata al rango di basilica minore, la terza della città dopo quelle di Santa Maria di Collemaggio e San Bernardino[65]. La facciata è a capanna tripartita, con un porta le barocco. L'interno a tre navate è squisitamente barocco, con pochi richiami al Medioevo: solamente parte di un affresco quattrocentesco sull'altare, riaffiorato con il terremoto del 2009, e il Monumento a Pietro Lalle Camponeschi, dichiarato "Monumento Nazionale". Molte tele sono del 2012 dell'artista Gasparro, particolari per la caratteristica del riprodurre in una figura umana più mani, dando una connotazione pseudo-barocca al dipinto stesso. Dell'artista sono anche alcune statue di pietra, come la Fustigazione del Cristo. La chiesa fu costruita intorno al 1256, a due passi dal Duomo, assieme alla piccola cappella di San Quinzano, da cui si accede da via Roio. Dopo varie trasformazioni, nel 1703 fu devastata dal terremoto, e completamente ricostruita sotto aspetti barocchi.
Oratorio fondato a metà del XVII secolo da esponenti della famiglia nobile locale Nardis (tuttora proprietaria) attorno a un'immagine considerata miracolosa di Sant'Antonio. Si trova in via San Marciano, a metà strada tra Duomo e la chiesa di San Marciano. La chiesa ha una facciata laterale con due porte simmetriche, con una nicchia contenente la statua di Sant'Antonio a grandezza naturale, opera di Ercole Ferrata. Molte opere sono in maiolica di Castelli (TE).
  • Santuario della Madonna di Roio:

Chiesa del XIV secolo, situata nella contrada Poggio di Roio. La statua, secondo la leggenda fu trovata da Felice Calcagno, un pastore originario di Lucoli, nel dicembre del 1578 in un bosco detto "Ruo" in locazione di Tressanti in Provincia di Foggia e non come da "leggenda" a "Ruvo" di Puglia, durante il periodo della transumanza. Il pastore aveva smarrito parte del suo gregge e pregò la Vergine per evitare il castigo da parte dei padroni; apparve al pastore una donna con un bambino in braccio e immersi in una luce abbagliante. La donna indicò al giovane il luogo dove riunire il gregge. Alcuni pastori, accorsi sul posto dopo la notizia del miracolo, trovarono una statua al posto della donna e vi riconobbero le sembianze della figura apparsa a Felice Calcagno, deciserò così di attendere la primavera per riportare con loro sul dorso di un mulo la statua ritrovata. Una volta che i pastori giunsero a Roio, il mulo che trasportava la statua si inginocchio nei pressi dell'attuale Santuario (è presente una lapide commemorativa lungo la Via Mariana) e non volle più muoversi. I pastori portarono a spalla la statua a Lucoli. Il giorno seguente la statua non era più a Lucoli, ma a Poggio di Roio, nella chiesa di San Leonardo nel luogo dove ora sorge il Santuario Mariano. Nel luogo dove il mulo si inginocchiò era presente una croce e per questo motivo alla Madonna fu dato il titolo di "Madonna della Croce". Ora è meglio conosciuta, dopo le iniziative promosse ed organizzate dal 1980 al 1990 dall'Associazione Culturale per la Storia della Civiltà della Transumanza (animata e presieduta da Carlo Frutti cultore del fenomeno della Transumanza) anche come "La Madonna della Transumanza".

Chiesa del XIII secolo, costruita dai castellani della Torre, durante la Fondazione. La chiesa, per la presenza vicino alla parrocchia di Santa Giusta, subì l'influsso romanico trecentesco, e la facciata è molto simile alla chiesa capoquarto. L'interno fu invece profondamente modificato in ambito barocco, a causa della distruzione del terremoto del 1703.

Lo stile della facciata riprende il classico schema aquilano a forma quadrangolare, con lesene laterali e cornicione orizzontale; una cornice marcapiano la divide orizzontalmente; il piano inferiore è cinquecentesco, così come il rosone posticcio. Il portale è l'unico elemento veramente originale, risalente al XIII secolo, e ispirato alla Porta Santa di Collemaggio.

Si trova nella località omonima, e fu costruito a partire dal 1415 per volere di San Giovanni da Capestrano e San Bernardino. Nel 1703, danneggiato dal terremoto, subì profonde modificazioni all'interno. Nel 1902 fu dichiarato Monumento Nazionale, ospitando una ricca biblioteca di antichi codici medievali. L'esterno presenta una facciata molto sobria a capanna, con porticato sopra al portale. Il centro della facciata è decorato da rosone, mentre sulla sinistra sorge il piccolo campanile a vela. Il chiostro esterno è rimasto nella forma originale, composto da arcate con contrafforti, e finestre a tutto sesto, attaccate l'una all'altra. Sulle pareti delle mura, all'interno del chiostro, vi sono 18 lunette riguardanti la vita di Giovanni da Capestrano. L'interno a navata unica possiede di originale molti affreschi di Saturnino Gatti (XV secolo).

Chiesa del XIII-XIV secolo, costruita durante la Fondazione, posta nella piazza omonima, accanto alla barocca chiesa di Sant'Agostino. A causa di mancanza di fondi, dopo il terremoto del 2009 i lavori sono ancora fermi. Ha pianta rettangolare a navata unica, di cui la facciata rimane la parte originale del XIII secolo, caratterizzata da muratura in pietra bianca e portale trilobato con lunetta trecentesca affrescata. I due campanili laterali sono un'aggiunta del Settecento. La parte retrostante è decorata da un'abside

Chiesa del XIII-XIV secolo, ma completamente ricostruita da cima a fondo dopo il terremoto del 1703. Fino al 1807 ebbe un complesso conventuale sito nell'attuale adiacente Palazzo del Governo. Il progetto del 1710 venne conferito all'architetto Giovanbattista Contini, e fu terminato nel 1725. La struttura è a pianta ellissoidale (rarità abruzzese), coperto, nel vano centrale, dalla cupola, i cui assi ortogonali sono segnati dall'ingresso; inoltre dal grande coro e dalle cappelle. La chiesa ha due facciate

  • La prima facciata principale è costituita da un piano rettangolare tripartito, con un portale architravato in forme classiche, una piccola finestra superiore, e due grandi logge ad arco a tutto sesto sui lati.
  • La seconda facciata è scandita da due colonne con capitelli corinzi che ornano il portale semplice. Sui pilastri del tamburo è possibile vedere resti di due colonne robuste che probabilmente erano le portanti della precedente chiesa rinascimentale.
  • Chiesa di San Marciano
Chiesa capoquarto di San Giovanni d'Amiterno, costruita dal castello di Roio durante la Fondazione. L'impianto, nonostante i terremoti del 1461 e 1703, si è mantenuto nello stile romanico medievale, simile a quello di Santa Giusta e San Pietro Coppito, con la conservazione del portale romanico a tutto sesto. La facciata è rivestita in pietra bianca e si presenta divisa da cornice marcapiano, incanalata tra lese e e tripartita verticalmente nella parte inferiore. Il portale è caratterizzato da capitelli finemente lavorati con in figura gli Evangelisti, l'Adorazione dei Magi. Sulla parte superiore troneggia il rosone centrale; il portale invece ha lunetta affrescata dalla protettrice aquilana della Madonna col Bambino, opera di Silvestro dell'Aquila (XV secolo). L'impianto interno è stato ridotto dopo il terremoto del 1703 a navata unica con diciassette edicole settecentesche.
Importante chiesa romanica dell'XI secolo, si trova in contrada San Vittorino. L'edificio, situato a poca distanza dall'antica città sabina di Amiternum, vanta una lunga storia legata al culto di san Vittorino, martire sotto Nerva e sepolto in questo luogo nel V secolo. Furono proprio gli abitanti di Amiternum ad edificare in suo onore un santuario la cui presenza, sotto il nome di ecclesia sancti Victorini, è attestata già dall'anno 763 in un documento dell'abbazia di Farfa[66]. Tracce della chiesa di origine altomedievale sono visibili nei resti rinvenuti sotto l'abside e nella zona della cosiddetta chiesa vecchia posta a nord dell'attuale[67], databili tra l'VIII e il IX secolo, periodo in cui fu dedicata all'arcangelo Michele[68].

Chiesa di Bazzano, costruita nell'XI secolo presso la piccola grotta dove fu bruciata la martire Santa Giusta da Bazzano nel III secolo. La chiesa ha un impianto interno a tre navate, a forma basilicale, la cui abside termina nella roccia della grotta dove fu martirizzata la santa. Le pareti sono tutte affrescate, risalenti al XIII secolo. La facciata solenne è a capanna suddivisa orizzontalmente da cornici marcapiano, e verticalmente da colonnette, che si intersecano con le marcapiano. Il portale romanico è decorato sulla cornice, affiancato da due piccolissimi rosoni floreali. Il campanile è a vela.

Si trova nella località omonima, sopra al centro di Lucoli. Le sue origini risalgono al 1077. A seguito del terremoto del 1703 l'interno dell'abbazia fu trasformato in stile barocco, ma dopo un primo restauro nel 1835 ed uno più recente nel 1994, la basilica è tornata al suo originario splendore. Di particolare importanza risultano essere gli affreschi rinvenuti proprio con l'ultimo restauro, attribuiti al De Litio, il chiostro e il portico. All'interno dell'abbazia si può ammirare anche l'organo del Farina (1500), ritenuto essere il più antico d'Abruzzo.
Parrocchiale del XIII secolo, situata al centro di Assergi. Chiese molto singolare e variegata, costruita sulle stesse mura del centro fortificato, il cui fenomeno di fusione è molto ben visibile guardando l'abside. La struttura rettangolare è a capanna tripartita, con un rosone centrale nella facciata a raggi, molto simile a quello della Basilica di Collemaggio. L'interno a tre navate è di gusto rinascimental-barocco.
Piccola chiesa nel territorio di Assergi, del XIII secolo, resa celebre dalla visita pastorale di Papa Giovanni Paolo II. La chiesetta è molto robusta e compatta, a pianta rettangolare, costruita in pietra, a navata unica. La facciata è preceduta da un piccolo giardino con fontanile di pietra per l'abbeveratoio delle pecore, e con una statua di bronzo di San Giovanni Paolo II.

Case e palazzi[modifica | modifica wikitesto]

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Caratteristica costruzione trecentesca, espressiva nella facciata (posta sulla centrale via Accursio, attigua alla Chiesa di Santa Maria Paganica) con bifore e archi ogivali. Attualmente la casa ospita una galleria d'arte privata. Vi nacque lo storico Buccio di Ranallo, che scrisse le Cronache aquilane.
La famiglia era originaria di Civitaretenga di Navelli, e si trasferì a L'Aquila nel XV secolo[69]; Jacopo svolse il ruolo di mercante, ed essendo amico di San Bernardino, venuto a predicare in città alla fine della sua vita, alla sua morte commissionò il Mausoleo nella Basilica di San Bernardino. La casa si trova in via Bominaco, nel Quarto Santa Maria. La casa è suddivisa in due blocchi, ed è un esempio raro perché mescola insieme lo stile medievale e il rinascimentale: la facciata ha un portale a sesto acuto tipicamente tardogotico, con cornici e affisso lo stemma del casato di Nicola Notar Nanni. Il piano superiore invece è tipicamente rinascimentale, con cornici a tortiglione sulle finestre.
  • Le Cancelle
Si trovano in uno svincolo della Piazza Duomo. Sono particolari archi ogivali legati fra loro, risalenti al XV secolo, inseriti alla base di un palazzo rinascimentale. Nel 1796 il re Ferdinando IV di Borbone giunse da Napoli in città, e fu disturbato dal chiasso dei mercanti che affollavano le "cancelle", dacché erano botteghe di pesce d'acqua dolce e salata. Da allora le cancelle furono riaperte e chiuse per vari decenni, dopo che dal 1810 un marchese aquilano tentò invano di farle riaprire. Dopo il terremoto del 2009 sono ancora in attesa di restauro.
Si trova in Piazza del Palazzo, detta anche Piazza Sallustio. Le origini risalgono al 1294, quando vi era il cosiddetto "Palazzo di Giustizia o del Capitano", ospitante il Capitano che amministrava giuridicamente la città[70]. La torre medievale è pre-trecentesca, sebbene la struttura attuale risalga alla costruzione definitiva del 1310. Nel 1596 la regina Margherita d'Austria si recò a L'Aquila, e ordinò all'architetto Girolamo Pico Fonticulano di ricostruire il palazzo completamente, sotto le forme dell'arte rinascimentale gentilizia. Il palazzo dunque assunse grande importanza, divenendo centro del governo, e poi del comune nel XIX secolo, dacché la struttura governativa della provincia si spostò nella piazza di San Marco. Danneggiato dal terremoto dell'Aquila del 2009, è rimasto puntellato fino al 2016, quando sono iniziati i lavori di ricostruzione.
Si trova in Piazza Palazzo, accanto al Palazzo Margherita. Sorge sul preesistente Palazzo della Camera; ampliato dal 1601 dall'architetto Giulio de Spazzina in direzione di piazza Santa Mrgherita, per la volontà della Congregazione dei Nobili, fondata da Sartorio Caputo. Il palazzo fu riedificato dopo il terremoto del 1703, nel periodo 1708-1715, dove venivano eletti i camerlenghi, fino all'abolizione del feudalesimo. Esso è decorato da una intonacatura color arancio, e da una fontana posta all'entrata.
Il Palazzo dell'Esposizione, meglio conosciuto come "Emiciclo" per la forma a esedra della facciata, venne realizzato nel 1888 sul luogo in cui sorgeva il convento di San Michele Arcangelo. Ha ospitato le principali mostre ed esposizioni cittadine prima di diventare sede del Consiglio Regionale. Il porticato, realizzato con dodici colonne doriche che sostengono un soffitto semplice, si conclude alle estremità con due edicole; inoltre è suddiviso nel mezzo da un corpo principale a balconata, con doppie colonne doriche. Il corpo superiore presenta un finestrone centrale, affiancato da due finestre laterali; al di sopra di queste ultime sono visibili due cavitò semisferiche contenenti rispettivamente i busti di Bacco e Cerere.
Palazzo rinascimentale posto dietro all'abside di Santa Maria Paganica e costruito, su preesistenze medievali, da Silvestro dell'Aquila. Il cardinale Antinori suppone la sua costruzione nel 1494[71]. Nel settecento venne venduto alle monache di Santa Maria dei Raccomandati ed inglobato nell'omonimo convento, oggi sede del Museo civico archeologico. Fino al terremoto del 2009 fu sede dell'Università degli Studi dell'Aquila, poi spostata a Scoppito. Essendo il palazzo legato alla chiesa di San Pietro Coppito, nel 1642 un'ala fu ceduta alle suore della Congrega di Santa Maria dei Raccomandati. Struttura scatolare che abbraccia via Accursio e il confine dei quarti Santa Maria-San Pietro, con interno adornato da un giardino e chiostro con pozzo centrale. L'ingresso è abbellito da una monumentale scala fiancheggiata da semicolonne scanalate e sormontata da grande arcata.
Imponente palazzo barocco sito in Piazza Santa Giusta, di fronte all'omonima chiesa. Venne edificato nel 1776 da Loreto Cicchi di Pescocostanzo ed è caratterizzato da una balconata di sei colonne in stile borromiano sovrastante il maestoso portale. Dal 2003 è sede della Presidenza della Regione Abruzzo.
Una struttura preesistente esisteva già nel Quattrocento, di proprietà dei Colonna, dove vi soggiornò anchela regina Giovanna d'Aragona nel 1493[72]. Realizzato nuovamente nel 1685, venne completamente restaurato in seguito al terremoto del 1703. Sorge su Piazza Santa Margherita ed anch'esso porta in facciata una balconata barocca sorretta da quattro colonne. Le origini risalgono alla rinascimentale Casa Colonna, dove vi soggiornò anche la regina Giovanna d'Aragona nel 1493. Ludovico Alfiero lo acquistò nel 1685, trasformandolo con lo stile barocco aquilano, rappresentato dall'artista Francesco Fontana. Nel 1785 fu acquistato da Giannantonio Pica, che si unì in matrimonio con Eusebia Alfieri. Si trova in piazza Santa Mrgherita, lungo via Roma; ha facciata principale tripartira, opera di Pietro Paolo Porani (1726), ed è caratterizzata da balconata sorretta da quattro colonnette, che sovrasta i due portali di ingresso.
Sorse nel XV secolo come residenza gentilizia di villeggiatura, del propretario Fabrizio Alfieri. Nel XVI secolo vi fu costruita a fianco la chiesa di Santa Maria degli Angeli; dopo il danneggiamento del terremoto del 1703, nel 1878 Barbara Micarelli fondò l'Istituto di Santa Maria degli Angeli, dando vita alla scuola d'infanzia femminile aquilana.
Il palazzo occupa l'intero isolato di via Fortebraccio e via Barbara Micarelli. La facciata è bipartita: la prima più antica a tre livelli, di carattere rinascimentale, e una bifora a due piani; la seconda facciata è cinquecentesca, con molti porticati e logge con arcate ogivali.
L'edificio è una storica residenza dei Bonanni, importante famiglia patrizia aquilana di origine toscana, baroni di Ocre. La sua realizzazione è riconducibile agli ultimi anni del XVI secolo, anche se il palazzo fu largamente rimaneggiato successivamente al terremoto del 1703. Lesionato nuovamente dal sisma del 2009, l'edificio è stato sottoposto a restauro a partire dal 2012 e riaperto al pubblico per la prima volta nel 2015, in occasione dell'Adunata nazionale degli alpini. L'edificio di architettura rinascimentale si presenta su tre livelli, con pesanti contrafforti sugli angoli; sull'angolo tra corso Vittorio Emanuele e la piazza, vi è lo stemma della famiglia Bonanni, blasonato con la scritta "D'oro al gatto passante di nero con la testa in maestà".
Il palazzo compromesso dal terremoto del 2009 è stato svelato nel 2014 e ha cominciato a riacquisire le sue funzioni nel 2015. La facciata principale è quella sul corso Vittorio Emanuele, volta frontalmente sul Palazzo Bonanni, e presenta una leggera curvatura convessa, che altera la simmetria; è caratterizzata inoltre da tre balconcini, uno dei quali posto centralmente, segnati da cantonali di pietra. Nella parte superiore si aprono finestre minori, e infine il palazzo è chiuso dal cornicione di coronamento.
La ricca famiglia aquilana possedeva le zone di Roio Piano e Rocca di Corno, e successivamente si stabilì in città, verso Piazza Duomo, per la vicinanza alla Curia. Contribuì anche alla costruzione nel 1647 dell'Oratorio di Sant'Antonio dei Cavalieri de' Nardis. L'edificio è costruito su un preesistente palazzo medievale, di proprietà della famiglia Ranalli. La facciata è di particolare interesse perché mostra persistenza medievali nell'accesso e negli archi a tutto sesto. Dopo il terremoto del 1703, il palazzo fu ricostruito e fuso completamente con la struttura medievale. Esso è soprattutto famoso per l'oratorio annesso, massima espressione del barocco aquilano. Il palazzo ha all'interno un chiostro con pozzo.
Venne realizzato su progetto dopo il terremoto del 1703, dall'architetto Francesco Fontana[73], figlio del più celebre Carlo, ma edificato solamente tra il 1732 ed il 1743 sul luogo di un vecchio complesso di impronta rinascimentale. Con la morte di Filippo Ardinghelli, inoltre, la famiglia si estinse prima del completamento dei lavori, ma edificato completamente soltanto tra il 1732 e il 1743. Dopo la morte del proprietario Filippo Ardinghelli, i lavori si interruppero, e vennero completati in falso barocco. Esso si trova in via Santa Maria Paganica, volto frontalmente verso la chiesa, ed ha gusto squisitamente barocco, con un grande balcone sul piano superiore della facciata.
Edificato appositamente dopo il terremoto del 1703, riformando l'asse del corso Vittorio Emanuele. Il palazzo sovrastò il diruto palazzo Ciampella, e appartenne nella prima metà dell'Ottocento alla famiglia del Marchese Antonini, e successivamente a Francesco Cappelli. La struttura ha una tipica costituzione neo-rinascimentale, che si fonde con il gusto neogotico ottocentesco. La facciata ha l'ingresso in bugnato con tre portali, mentre i livelli della struttura sono in tutto tre.
Fu di proprietà nel XVI secolo di Bartolomeo del Secco da Novara, che lo possedette fino all'estinzione della famiglia nel XIX secolo. Esso è di importanza per gli aquilani perché è sorto su uno dei principali assetti cittadini del cardo-decumano, soprannominato "Quattro Cantoni", situato nel corso Vittorio Emanuele. La struttura è stata costruita con chiaro gusto rinascimentale, e portale a tutto sesto in bugnato.
Della famiglia Branconio del centro Collebrincioni, vicino alla città, molto antico e risalente al XVI secolo. Il capostipite della famiglia: Giovanni Battista Branconio dell'Aquila fece costruire il suo palazzo a Roma, e poi a L'Aquila. Nel XIX secolo fu utilizzato come scuola, e poi Cassa di Rsparmio, ceduto dal bancario Giulio Farinosi Branconi. Il palazzo, restaurato dopo il terremoto del 2009, è agibile, ed ha una struttura manierista del Seicento, con richiami all'arte settecentesca, dopo il terremoto del 1703; le due facciate hanno stili differenti, la prima si rivolge in Piazza Duomo. L'interno è noto per le sale di Saul e Davide - Sala dei Putti e Sala San Clemente.
Il palazzo fu costruito nell'Ottocento presso il convento di San Francesco, ed è posto lungo il cardo-decumano dell'asse urbano cittadino rinascimentale, detto Quattro Cantoni, posto in corrispondenza di corso Umberto sul corso Vittorio Emanuele. La struttura imponente è molto elegante per la bellezza dei portici comunali, e per l'accesso tramite gli stessi alla cappella del restante convento.
La struttura risale al XIII secolo, benché sia stata completamente ricostruita da Giovan Battista Contini dopo il terremoto del 1703. I lavori iniziarono nel 1707 e durarono fino al 1730. :Inizialmente il convento agostiniano, legato alla chiesa omonima della piazza San Marco, occuparono parte del palazzo, venendo poi soppresso con il governo di Gioacchino Murat (1807). La facciata del palazzo è caratterizzata da un colonnato che sorregge l'architrave con la scritta "Palazzo del Governo". Il terremoto del 2009 ha gravemente danneggiato la struttura, diventata uno sei simboli del sisma. Dopo la ricostruzione della facciata nel 2012, è ancora in fase di consolidamento totale.
  • Palazzo Regio dell'INA - Poste e Telegrafi
Sono due palazzi amministrativi, fatti costruire da Benito Mussolini rispettivamente fra il 1927 e il 1934. Il palazzo delle Poste è il più antico, costruito in stile liberty nella Piazza Duomo, accanto alla Chiesa delle Anime Sante. Ila palazzo dell'Istituto Nazionale Assicurazioni si trova nel corso Vittorio Emanuele, all'incrocio con via San Bernardino, ed è in marmo bianco. Ha una struttura rettangolare molto geometrica, senza la torre littoria dei classici palazzi fascisti, ed ha un bassorilievo con figure antropomorfe di stampo neoclassico. Tali palazzi sono risultati indenni al terremoto del 2009.
Si trova nella zona moderna aquilana, nella frazione di Pettino, edificato tra il 1990 e il '98, ospitante molti uffici della Regione Abruzzo, specialmente dopo il terremoto. Esso è intitolato allo scrittore marsicano Ignazio Silone. È caratterizzata da tre corpi di fabbrica di cui due paralleli alla via Leonardo Da Vinci, ad altezze diverse, ed uno ortogonale posto sul fianco orientale; in facciata l'edificio si presenta a vetrata continua curvilinea, intersecata da due setti in laterizio, in cui si inserisce un portale che rappresenta metaforicamente il passaggio tra la città antica e quella nuova. Il palazzo dispone di otto livelli per un'altezza massima di oltre 30 metri che lo rende uno degli edifici più alti presenti in L'Aquila. I parcheggi sono situati sui lati settentrionale ed orientale mentre il lato meridionale si presenta a verde. I collegamenti verticali sono garantiti da due corpi ascensori posizionati nei due corpi di fabbrica principale.
Il mattatoio fu costruito nel Borgo Rivera, poco distante dalla chiesa di San Vito, nel 1934. Infatti il podestà, per ordine di Benito Mussolini, sfruttò il vicino scalo alla Ferrovia Terni-Sulmona come zona commerciale. Il mattatoio fu successivamente abbandonato dopo gli anni '60, e recuperato in seguito al sisma del 2009, e usato come nuova sede del MUNDA: il Museo Nazionale d'Abruzzo dal dicembre 2015. La struttura è un complesso di casette contigue a capanna di colore ceruleo.

Fontane[modifica | modifica wikitesto]

È probabilmente il monumento simbolo della città. Costruita nel 1272 nell'area della Rivera, è opera dell'architetto Tancredi da Pentima[74], come si legge nell'iscrizione sulla parete centrale. In origine, la fontana era più semplice di quella che vediamo oggi e aveva meno cannelle. Nel corso dei secoli è stata più volte rimaneggiata e ampliata, con l'aggiunta di nuovi lati, la sostituzione di conci corrosi dagli elementi atmosferici, del rivestimento in pietra bianca e rosa, la ricostruzione di altri mascheroni, la selciatura e, infine, la chiusura a cancellata.
Creata da Nicola D'Antino è una monumentale fontana a pianta circolare con al centro due nudi femminili in bronzo sorreggenti la caratteristica "conca abruzzese". Posta all'ingresso di Corso Vittorio Emanuele II, offre ai visitatori notturni un suggestivo gioco di luci colorate, da cui il nome.
Sono le due fontane poste alle estremità di Piazza Duomo. Risalgono al XIV secolo, ma la forma attuale risale al restauro di Nicola D'Antino (1929-32). Alla base sono formate da una vasca circolare, con al centro una vasca più piccola, da basamento a due statue di bronzo raffiguranti due uomini che con un catino versano l'acqua.
Fu realizzata nel 1881 come opera di riqualificazione postunitaria del corso Vittorio Emanuele II, presso la Piazza Margherita D'Austria. La statua centrale del Nettuno è in terracotta, dipinta in bronzo, posta su un basamento a roccia, inserita in una nicchia dove scorre l'acqua. La facciata monumentale dove si trova tale nicchia è una parte della vecchia chiesa di San Francesco di Piazza Palazzo, demolita nel 1876 per costruire il Palazzo del Convitto.

Piazze e strade[modifica | modifica wikitesto]

Veduta aerea di Piazza Duomo
Vicolo medievale che si sviluppa sul costolone più ripido del centro storico, quello che va da Piazza Duomo a Collemaggio. È caratterizzato da palazzi medievali, antichi portali, scorci e scalinate di assoluto valore artistico che lo rendono uno dei posti più belli ed interessanti della città.
Famoso incrocio del Corso Vittorio Emanuele e Corso Umberto I, che raggruppa i quattro palazzi storici
Strada del centro storico, al confine tra Quarto San Giorgio e Quarto Santa Maria. La strada di aspetto rinascimentale è intitolata a Braccio da Montone, il capitano di ventura che assediò la città nel 1424 durante la Guerra dell'Aquila. Di interesse vi sono il Palazzo Alfieri (XV secolo), il Palazzo Romanelli (XVI secolo), e l'accesso medievale dalle mura di Porta Bazzano (XIII secolo). La caratteristica principale è la Piazza Bariscianello che sta esattamente ai piedi della scalinata di San Bernardino (XV secolo).
  • Via San Bernardino e Scalinata
Assetto longitudinale dell'impianto rinascimentale, è una diramazione dei Quattro Cantoni, ed è rappresentata dalla Basilica di San Bernardino, costruita a partire dal 1444. Di interesse sono il palazzo fascista dell'INA, il Teatro Comunale (XVI secolo), ricostruito in stile liberty, e l'estremo della via, dove capeggia Porta Leone, del XIII secolo, facente parte della storica cerchia muraria. La Scalinata si trova davanti alla basilica e porta a Piazza Bariscianello, ed è caratterizzata da due ordini di nicchie a grandezza d'uomo. Fino agli anni '60 sulla scalinata i pastori transumanti lasciavano il gregge a pascolare il muschio delle fessure.
Arteria principale cittadina, attraversa trasversalmente la città dalla Fontana luminosa fino a Piazza Duomo dove si unisce con viale Crispi. Affiancata per un lungo tratto da portici, è meta di passeggio e shopping. Tra gli svincoli principali vi è l'incrocio dei Quattro Cantoni, che portano al corso Umberto e alla Via San Bernardino[75]. I palazzi di interesse sono il Palazzo Fibbioni del XVI secolo, il Palazzo fascista INA del 1934 circa, il Palazzo del Convitto (e della Biblioteca) in stile neoclassico, e il Palazzo Ciolina (XVII secolo).
  • Corso Umberto I
Il corso attuale, che dai Quattro Cantoni porta a Piazza Palazzo, si è costituito nell'aspetto attuale nel XX secolo. Il corso è composto di alcuni palazzi umbertini, e il più interessante al livello architettonico è il Palazzo del Convitto, con i caratteristici portici.
Scalinata di San Bernardino
La piazza più grande della città, cuore del potere religioso (è sede della Cattedrale e dell'Arcivescovado), ospita dal 1303 il mercato cittadino. Su di essa si affacciano alcune tra le più importanti architetture della città. Essa è dominata dalla Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, dalla Chiesa delle Anime Sante, e dal Palazzo Arcivescovile.
Altri edifici storici sono il Palazzo delle Cancelle, caratteristiche arcate a tutto sesto presso i portali, usati come botteghe artigiane. Il palazzo delle Poste e Telegrafi, in stile liberty, fu inaugurato nel 1922. Infine il Palazzo Federici confina con il corso Vittorio Emanuele, ed ha alla base i caratteristici portici comunali. Risale al XX secolo. Le due massime estremità della piazza inoltre sono adornate dal gruppo della "Fontana Vecchia", cioè due fonti di uomini in bronzo che versano l'acqua in un catino di pietra circolare.
È una piazza alberata posta su Corso Umberto I contenente al centro la statua di Sallustio, lo storico romano nato ad Amiternum. Ospita Palazzo Margherita, la sede del Municipio, e il Palazzo della Provincia, sede della Biblioteca provinciale Salvatore Tommasi. Originalmente vi era un castello collegato alle mura, rappresentato oggi dalla medievale Torre Civica.
  • Via XX Settembre
È uno slargo parallelo le mura, realizzato nel primo '900, che parte dalla via di Porta Napoli, e giunge fino alla via del Complesso di San Domenico. Tuttavia è percorribile anche il tratto lungo le mura medievali che porta fino alla piazza della Fontana Luminosa. La parte del viale di Porta Napoli è caratterizzata dalla storica via di accesso, realizzata per Ferdinando II, e dalla chiesa di Santa Chiara.
  • Borgo Rivera
Il borgo risale al XIII secolo, quando fu costruita la Fontana delle 99 cannelle, lungo le mura di Porta della Rivera. Il rione è caratterizzato dunque dalla piazza della fontana, e da un piccolo tempio cristiano, la Chiesa di San Vito della Rivera. Nel 1934 circa fu costruito il Mattatoio Fascista, dal 2015 nuova sede del Museo Nazionale d'Abruzzo. L'ingresso al borgo proviene da un semplice arco di pietra a tutto sesto, la Porta Rivera.

Porte, mura e castelli[modifica | modifica wikitesto]

Porta Leoni
Nel 1276, a poco più di vent'anni dalla seconda fondazione della città, venne realizzata la cinta muraria che ancora oggi cinge il centro cittadino. Sono state più volte rimaneggiate e restaurate nel corso dei secoli, con l'aggiunta di porte (quelle originali sono dodici), lo spostamento di alcuni tratti (come nel XVI secolo per far posto al Forte spagnolo e la demolizione di altri (nel Novecento con la creazione dell'area degli impianti sportivi e il Quartiere Eritrea).
  • Porte medievali
Le varie porte principali della città sono Porta Barete -Porta Bagno - Porta Paganica - Porta Leone - Porta Bazzano - Porta della Rivera e Porta Napoli.
Porta Barete

Porta del Quarto San Pietro, costruita da doppia fortificazione con piazzale centrale, oggi non più esistente, avente un tempio tempo anche una torre di fortificazione. Nel 1823 ci fu un restauro neoclassico che murò parzialmente la porta, danneggiata inoltre dal terremoto del 2009. Un restauro del 2013 ha riportato alla luce la porta e la base della torre.

Porta Napoli
realizzata in onore di Ferdinando II delle Due Sicilie, abbraccia il percorso di via Roio. Realizzata nel 1820 con i resti della chiesa di San Francesco dei Porcinari, oggi è in zona molto centrale, inclusa nella tratta di via XX Settembre. Ha arco a sesto acuto in pietra insalata tra lesene. Ai lati vi sono due muraglioni in stile tardo barocco.
Porta Tione
Il Castello Cinquecentesco (Forte spagnolo)
Porta Leoni

Si trova all'estremo di via San Bernardino, ed è estremo di uno degli assi longitudinali della città rinascimentale. È dedicata al capitano Leone di Cecco (XIII secolo), ed è costituita da un torrione con doppio arco alla base. Il Torrione ha due ordini di archi semplici con tetto a spiovente.

Porta Castello

Si trova nella zona del Forte, ed è stata costruita nel XVI secolo, assieme alla realizzazione del castello aquilano. Realizzata in laterizio con rivestimento in pietra bianca, sormontato dagli stemmi della Casa d'Austria. Il tetto è a capanna.

Porta Bazzano

Si trova in via Roma del Quarto San Pietro. Risalente al XIII secolo, è stata restaurata in stile neoclassico nel 1823, essendo coperta e inglobata. Successivamente restaurata, la porta è suddivisa in due livelli da in cornicione marcapiano. Sopra all'arco campeggia lo stemma del casato austriaco, mentre la sommità è dotata di cornicione è balaustra.

Porta della Rivera

Si trova lungo le mura del quartiere Rivera, presso la fontana delle 99 cannelle. Compresa nel cosiddetto Quarto San Giovanni d'Amiterno, risale al XIII secolo ed è molto semplice, costruita con sola pietra, avente la forma di un normale arco a tutto sesto che si apre fra le mura.

Le porte secondarie sono: Porta San Lorenzo - Porta Branconio - Porta Barisciano - Porta Castello - Porta Tione - Porta Civita di Bagno - Porta Roiana - Porta Lucoli - Porta Stazione - Porta Santa Maria Maria.

Enorme fortezza cinta da fossato posta nella parte settentrionale della città, a ridosso delle mura. Costruita dagli spagnoli a simbolo della repressione degli aquilani, è una struttura a pianta quadrata con quattro enormi bastioni agli angoli. È sede del Museo nazionale d'Abruzzo. La realizzazione è iniziata nel 1534 e terminata nel 1567, su progetto di Pedro Luis Escrivà[76]. Per la costruzione furono demolite le storiche Porta Paganica e Porta Barisciano, con l'edificazione della nuova Porta Castello. La fortezza non fu mai usata per azioni militari. La struttura è composta da nucleo centrale quadrato, con quattro bastioni angolari a forma di lanceolata, collegati da cortina. Il materiale è travertino, con ampio fossato, per cui la struttura è collegata a terra da un ponte in pietra presso l'accesso principale. Il grande portale è in pietra bianca, con sopra lo stemma dell'aquila bicipite, simbolo della Casa d'Austria. Il parco del castello fu realizzato negli anni '30.

È la torre simbolo del Palazzo Margherita. Fu costruita intorno al 1254 con la fondazione della città, e poi riedificata nel 1310, per il palazzo del capitano Francesco Di Crescenzo. Nel 1374 vi fu costruito uno dei primi orologi pubblici del Regno di Napoli. Durante la costruzione del Palazzo voluto da Margherita d'Austria nel XVI secolo, la torre rimase inalterata nello stile, tranne uno stemma collocato in ricordo di Giuseppe Garibaldi, e degli stemmi riguardanti il regno di Svevia e di Carlo V. La torre è una costruzione snella e slanciata, con l'orologio presso la sommità. Sopra al cornicione vi è una lanterna centrale con la campana che suona l'ora.

  • Il Torrione
Gli studiosi ipotizzano che la struttura possa essere parte di una tomba romana del I secolo, oppure un pilastro di un antico acquedotto medievale del XIII secolo[77]. Il cosiddetto "Torrione" è comunque un lembo di una torre con alla base camera funebre. Si trova nel moderno rione omonimo, in via Cardinale Mazzarino. Il terremoto del 2009 ha fatto crollare 5 dei 15 metri di altezza della struttura.
  • Castello De Rivera
Si trova in località San Sisto, oggi colonizzata da palazzi moderni dello sviluppo anni '60. Il castello fu costruito nel XVI secolo come residenza gentilizia. Infatti non possiede elementi di fortificazione, tranne una torretta melata per gli avvistamenti. Il portale è in bugnato, e l'interno ha un cortile con archi. Ospita una cantina vinicola di alto pregio cittadino.
Anfiteatro romano di Amiternum

Aree archeologiche[modifica | modifica wikitesto]

Nella località di San Vittorino, a pochi chilometri dall'Aquila, si trovano i resti dell'antica città di Amiternum[78]. Tra i più interessanti vi è un anfiteatro del I secolo d.C., un teatro di età augustea e una villa di tarda età imperiale, con mosaici e affreschi. Vi sono inoltre resti di terme e di un acquedotto risalenti anch'essi all'età di Augusto; vicino all'abitato di San Vittorino, nel sottosuolo della chiesa di San Michele Arcangelo, si possono poi visitare le catacombe paleocristiane.
  • Forcona
Presso la frazione Civita di Bagno sono state ritrovate mura e terme di una città tardo romana e longobarda (IV secolo - VIII secolo), che nel primo medioevo era di rilevante importanza per la presenza della prima Cattedrale di San Massimo, di cui oggi si conservano ampi resti (le tre absidi, le colonne centrali, le mura del perimetro e il campanile.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Parchi cittadini
    Tre sono storicamente le aree verdi della città. La maggiore è senza dubbio quella della Villa e Collemaggio, nella zona sud della città, dove è situato il "Parco del Sole". In pieno centro storico è invece il "Parco del Castello", parco concepito intorno al Forte spagnolo con all'interno un'area giochi per bambini. Infine, nella zona ovest si trova "Piazza d'Armi" che comprende anche alcuni impianti sportivi, come la pista d'atletica. A questi si aggiungono le quattro pinete di cui sopra.
  • Parco del Gran Sasso e Monti della Laga
Esteso parco nazionale costituito intorno al massiccio del Gran Sasso, meta ambita da turisti, naturalisti, escursionisti e sportivi d'ogni genere. Comprende anche parte del territorio del comune aquilano. Sul versante aquilano sorge l'altipiano di Campo Imperatore, caratterizzato da laghetti meteoritici e da una notevole diversità di flora e di fauna; è raggiungibile tramite una moderna funivia ed ospita un'importante stazione sciistica comprendente 15 km di piste per lo sci alpino ed oltre 60 km per lo sci nordico.
Area protetta di circa 30 ettari costituita intorno alle sorgenti del fiume Vera ed attigua al centro abitato della frazione aquilana di Tempera. Il parco presenta un suggestivo percorso pedonale e ciclabile ben curato che dalla frazione porta direttamente alle sorgenti, risalendo il corso del fiume.
Detto anche "Tratturo Magno", è il più grande tratturo italiano, usato dai pastori transumanti per il viaggio in Puglia fino alla fiera di Foggia del mercato della dogana. Il percorso è un lungo sentiero sterrato di 244 km che i pastori percorrevano a partire da settembre, partendo dalla Basilica di Santa Maria di Collemaggio (la fiera del bestiame si teneva nella piazza del Forte spagnolo), per poi scendere alla contrada Sant'Elia, oggi divenuto quartiere moderno della città. Il tratturo prosegue fuori la città in direzione della conca di Navelli, scendendo lungo il fiume Aterno fino a Chieti, deviando successivamente verso il mare lungo il pendio della val di Sangro, traversando Vasto, Termoli e infine Foggia. Il tratturo a San Pio delle Camere si incontrava con il tratturo di Centurelle, mentre a Lanciano col tratturo di Cupello, che partiva dalla chiesa di Santa Maria Iconicella, giungendo alle porte del borgo vastese. Il tratturo aquilano in certe ricorrenze è ancora percorso perché in buona parte conservato, ed è in corso un piano di riqualificazione culturale.
Pezzo di terreno intorno la contrada di Colle di Roio, composto da un boschetto che circonda il Palazzo della Facoltà di Ingegneria dell'Università.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'arte dell'Aquila.
Teatro romano di Amiternum

Epoca romana e pre-romanica[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo originario aquilano è Amiternum, città romana dei Sabini situata in località San Vittorino. L'architettura della città risale al I secolo a.C., quando venne dotata di un vasto complesso di monumenti, come terme, anfiteatri e ville.[79] Aveva impianto ortogonale, su cui passava la via Salaria da Roma, e la vis Cecilia in mezzo al centro urbano. L'anfiteatro ha un chiaro stile imperiale, molto simile al Colosseo, così le ville e il teatro alla greca.

Presso la frazione si trova la chiesa di San Michele Arcangelo, risalente all'VIII secolo, proprietà originario dell'abbazia di Farfa. Si tratta di uno dei rari esempi di arte pre-romanica del territorio aquilano, assieme alla primitiva Cattedrale di San Massimo a Forcona, in località Civita di Bagno. La chiesa ha uno strato originale, che consta in catacombe cristiane, dove fu martirizzato il vescovo Vittorino di Amiterno; mentre la chiesa superiore ha connotazioni duecentesche, con affreschi trecenteschi. Ha pianta a croce latina.

La Cattedrale primaziale di San Massimo si trova nell'antica città vestina di Forcona, di cui resta un complesso termale di età imperiale del I secolo. La chiesa ha pianta rettangolare con tre absidi esterne, e imponente torre campanaria. L'interno era a tre navate, con colonne ricavate dai templi romani.

Il Medioevo e il Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

La Basilica di Collemaggio, simbolo del gotico aquilano

La città nuova di L'Aquila (Aquila) fu fondata, secondo le cronache di Buccio di Ranallo, nel 1254, avente dunque uno stile prettamente duecentesco e medievale. Delle primitive chiese poco rimane, poiché ricostruita in gran parte nel 1349 dopo un grave terremoto. Anche della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, una delle più antiche chiese aquilane, risalente al 1288, si sa solo che fu costruita da degli artisti provenienti da Sulmona, dalla Badia Morronese. Nel restauro post-terremoto operò l'artista Giovanni da Sulmona, che pose le basi del gotico aquilano, ritenuto il più rappresentativo della regione[7]. Sostanzialmente lo stile usato nel XIII secolo per le primitive chiese aquilane, come San Pietro Coppito - Santa Maria Paganica - Santa Giusta - San Silvestro - San Marciano e infine la Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, fu il romanico per la facciata bianca, in pietra del Gran Sasso, caratterizzata da un semplice portale in lunetta affrescata e un rosone a raggi.

Soffitto ligneo della Basilica di San Bernardino, realizzato dopo il sisma del 1703

Gli interni furono nella maggior parte cambiati dopo il terremoto del 1349, caratterizzati da un impianto gotico a tre navate con colonnati ad arcate a sesto acuto, e pareti affrescate, come dedotto dai primi restauri post-sisma 2009 nella chiesa di San Pietro a Coppito.
L'arte medievale locale, al livello scultoreo, si concentrò sulla realizzazione di statue votive in legno dipinto, specialmente Madonne col Bambino, molte delle quali custodite nel MUNDA (Museo Nazionale d'Abruzzo). Nel XV secolo a cavallo tra Medioevo e Rinascimento fu operativo il pittore Saturnino Gatti, affrescatore di molte chiese aquilane e del circondario; mentre lo scultore Silvestro dell'Aquila realizzò nel Duomo il Sepolcro del Cardinale Amico Agnifili, unico elemento non distrutto dal terremoto del 1703.
Lo stile gotico abbracciò anche le architetture civili aquilane, come la Casa di Jacopo di Notar Nanni, il Palazzetto dei Nobili in Piazza Santa Margherita e le Cancelle presso la Piazza Duomo. Di rilevanza sono anche le Mura dell'Aquila, composte dalle originali porte gotiche, le più rilevanti Porta Leoni, Porta Tione e Porta Rivera. Nel 1272, come principale opera pubblica aquilana, fu costruita la Fontana delle 99 cannelle da Tancredi de Pentima, in puro stile gotico, celebrando la leggenda dei 99 castelli fondatori della città nei relativi mascheroni.

Dopo la morte in città di San Bernardino da Siena, si costruì la seconda importante basilica cittadina, la Basilica di San Bernardino, realizzata nel 1524 da Cola dell'Amatrice in stile rinascimentale, con interno tardo-barocco post 1703, realizzato dal maestro Ferdinando Mosca di Pescocostanzo, di gusto napoletano. Nel 1517 fu completato l'imponente mausoleo di Celestino V da Girolamo Pittoni. La maggior parte delle chiese aquilane risentì dello stile rinascimentale, specialmente la chiesa di Santa Maria Paganica e il complesso di San Domenico, anche se successivi interventi vennero effettuati dopo la distruzione del 1703. Al livello di architettura civile l'epoca rinascimentale fu molto proficua grazie all'operato di Margherita d'Austria; di simbolico fu costruito il Forte spagnolo (Castello Cinquecentesco) nel 1534 dall'architetto Pedro Luis Escrivà, con la demolizione di una parte delle mura medievali e del vecchio castello. Alcune porte, come la Porta Bazzano in particolare, furono restaurate secondo il gusto attuale, con l'aggiunta dello stemma del casato austriaco. Fu ricostruito quasi completamente anche il Palazzo Margherita, in origine Palazzo del Capitano, conservando l'antica torre dell'orologio medievale.

Per quanto concerne l'architettura civile, furono realizzati il Palazzo Farinosi Branconi della famiglia Branconio, il Palazzo Fibbioni, il Palazzo Carli Benedetti e il Palazzo Porcinari nel 1574.

Il Barocco e la ricostruzione dopo il 1703[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'epoca barocca, continuò lo sviluppo urbano al livello architettonico, con la costruzione di nuovi palazzi. Per quanto concerne l'arte cristiana, fu ampiamente restaurata la Chiesa di Sant'Agostino, anche se nel 1710 sarà nuovamente ricostruita da Giovanbattista Contini, assieme alla chiesa delle Anime Sante in Piazza Duomo, all'epica San Giuseppe dei Minimi.

Il Palazzo Pica Alfieri (XVIII secolo)

Dopo il grave terremoto dell'Aquila del 1703, gran parte del patrimonio edilizio cittadino andò distrutto o fortemente danneggiato. La ricostruzione di tutte le chiese, perlopiù all'interno, avvenne sotto un aspetto barocco. Sebastiano Cipriani nel 1711 si occupò della ricostruzione della Cattedrale, andata completamente distrutta dopo il terremoto, anche se il progetto della facciata fino al XIX secolo rimase incompiuto. La Basilica di San Bernardino fu decorata dal Maestro Mosca di Pescocostanzo, e la Basilica di Collemaggio nel 1715, sempre dalle maestranze del borgo della Majella, ossia Panfilo Ranalli, subì il restauro dell'interno, con la realizzazione del soffitto a cassettoni lignei. Fu realizzato anche l'Organo della basilica di Santa Maria di Collemaggio all'Aquila da Luca Neri da Leonessa. Verso la fine del secolo inoltre venne avviato un piano regolatore che dava più spazio all'attuale Corso Vittorio Emanuele, che già dal Medioevo costituiva il principale asse viario della città fino al Castello, passando per Piazza Duomo, assieme all'attuale Corso Umberto.

Dall'Ottocento a oggi[modifica | modifica wikitesto]

La Fontana Luminosa, realizzata da Nicola D'Antino

Nel XIX secolo fu realizzato il Palazzo del Convitto presso l'ex convento francescano, sede della Biblioteca Salvatore Tommasi, e inoltre fu progettata la facciata della Cattedrale, in stile neoclassico, da Giambattista Benedetti (1851). Il progetto tuttavia fu completato negli anni '30 del '900. Al livello di architettura civile, nella metà del XIX secolo furono costituiti ufficialmente i due principali strusci cittadini del Corso Vittorio Emanuele e il Corso Umberto I, nonché fu realizzato il Palazzo dell'Emiciclo in stile classico.
Nel primo '900 la Basilica di Santa Maria di Collemaggio dovette subire restauri sulla facciata per un crollo dovuto al terremoto di Avezzano del 1915; sempre nello stesso anno fu costruita la Villa Silvestrella dalla famiglia Palitti, un "unicum" dell'architettura civile abruzzese che concilia stile neogotico e liberty.

Durante il fascismo L'Aquila ebbe un nuovo sviluppo edilizio, nonché monumentale, di stampo neoclassico e littorio. Nel 1927, a fianco della Chiesa delle Anime Sante, fu costruito in stile liberty il Palazzo delle Poste e Telegrafi, mentre nel 1934 da Nicola D'Antino la Fontana Luminosa davanti l'ingresso al corso, in stile razionalista. Sempre dal D'Antino furono restaurati i due efebi del complesso della Fontana Vecchia di Piazza Duomo. Altri architetti come Achille Pintonello e Vincenzo Di Nanna nel 1937 modificarono l'ingresso al corso, con la costruzione di due palazzi di architettura simile: la Casa del Combattente e il Palazzo Leone. Presso il corso Vittorio Emanuele fu realizzato, in pura arte razionalista il Palazzo INA. Fuori la città invece fu inaugurata la Palestra della Piscina Comunale.

Gli anni sessanta e settanta furono caratterizzati da un cospicuo restauro dello storico patrimonio aquilano, principalmente religioso. L'architetto Mario Moretti si occupò di "smantellare" l'apparato barocco post-sisma 1703 di quasi tutte le chiese medievali aquilane, meno il Duomo e Sant'Agostino, per cercare di recuperare l'originalità gotica. Tali interventi a Collemaggio, Santa Giusta, San Silvestro, San Pietro Coppito e a San Domenico destarono proteste per la distruzione della pur originale arte barocca, come soffitti a cassettoni lignei e stucchi.
Dopo il terremoto dell'Aquila del 2009, l'opera principale e rappresentativa del segno della ricostruzione sono la Cappella delle Vittime del 2009 e l'Auditorium del Parco, presso il Castello, realizzato da Renzo Piano nel 2012.

Piazza Palazzo, già Piazza del Municipio, e monumento a Gaio Sallustio Crispo

Attività cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

La settima arte ha mosso i suoi primi passi con il Cineforum Primo Piano, fondato da Gabriele Lucci a metà degli anni settanta. Nel 1981, sempre per opera di Lucci, nacque l'Istituto Cinematografico dell'Aquila, ente stabile di produzione e diffusione della cultura cinematografica in Italia ed all'estero.

Con "Una Città in Cinema", manifestazione che ha visto la partecipazione viva della città, i più grandi professionisti del cinema mondiale, hanno portato la loro esperienza e la loro arte all'Aquila, elevandola ad una delle capitali del cinema. Contando su tale enorme patrimonio d'esperienza, nei primi anni novanta, Gabriele Lucci ha promosso la fondazione dell'Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell'Immagine, scuola di alta formazione di livello universitario, nata con il concorso dell'Istituto Cinematografico, della Regione Abruzzo e del Comune dell'Aquila, che all'insegnamento di qualificati docenti ha associato grandi professionisti del cinema e della comunicazione multimediale.

Tra questi si citano i direttori della fotografia Vittorio Storaro (tre volte Premio Oscar) e Luciano Tovoli, lo scenografo Dante Ferretti (Premio Oscar per The Aviator di Martin Scorsese), Jim Morris (Presidente Lucas Digital Film), i registi Riccardo Milani e Franco Lazzaretti, l'esperto in tecnologie digitali Angelo D'Alessio, l'esperto in tecniche della comunicazione Piero Trupia, ecc.

L'Istituto Cinematografico, chiamato "La Lanterna Magica", vanta inoltre un prezioso fondo culturale, la "Cineteca dell'Aquila", struttura tra le più importanti in Italia, con un patrimonio di circa 1.500 pellicole, talune copie uniche o assai rare, richieste dai festival di tutto il mondo, dagli Istituti Italiani di Cultura, da enti ed associazioni che operano in campo culturale nel settore cinematografico. È attiva presso l'ente anche una ricca mediateca, con 15.000 titoli tra video, libri, pubblicazioni e riviste in campo cinematografico, con un servizio in convenzione regionale che mediamente raggiunge i 500 prestiti al giorno. Il 21 dicembre l'Istituto Cinematografico propone l'iniziativa Notte Noir, un programma di eventi nella notte più lunga dell'anno.

Le due istituzioni citate hanno sede nel Palazzo dell'Immagine, nel Parco di Collemaggio, e costituiscono un vero e proprio centro dell'immagine multimediale ed audiovisiva. Nel complesso è inoltre insediata l'Abruzzo Film Commission, ente fondato dal Comune dell'Aquila e dalle più importanti istituzioni stabili cittadine, per la promozione dell'Abruzzo, dei suoi centri storici, del suo patrimonio ambientale e delle sue valenze naturali, come set per le produzioni cinematografiche, televisive e pubblicitarie.

Molti, infatti, sono stati i film girati nell'aquilano, fra le sue montagne ed i numerosi borghi di rilevante interesse architettonico come Santo Stefano di Sessanio, Capestrano, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Bominaco e Fontecchio: nel castello di Rocca Calascio, il più alto d'Italia, fu girato ad esempio negli anni ottanta il film Ladyhawke, con Rutger Hauer, Michelle Pfeiffer, Matthew Broderick e Loris Loddi mentre, più recentemente, nella piana di Campo Imperatore sono state girate alcune scene del blockbuster italiano Così è la vita, con Aldo, Giovanni e Giacomo e Marina Massironi, e tra Castel del Monte e Castelvecchio Calvisio il film The American, con George Clooney e Grant Heslov. Sempre a Campo Imperatore, negli anni sessanta fu girato il film di Pietro Germi Serafino con Adriano Celentano.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Sallustio, storico romano

Nell'86 a.C. il nucleo originario di Amiternum dette i natali allo storico romano Gaio Sallustio Crispo, che scrisse le opere De coniuratione Catilinae e il Bellum Iugurthinum, capisaldi della monografia romana, in cui in primo piano vengono proposte non più figure nobili della Roma patrizia, ma i cosiddetti homini novi della classe media. Il periodo inoltre in cui furono scritte le opere erano di grande trasformazione della Repubblica romana, viste le continue lotte civili dopo la dittatura di Silla, e i vari tentativi di Catilina di entrare con la forza in senato, osteggiato da Cicerone che difendeva la virtù del mos maiorum, e la corruzione del senato romano nl ritardo di intervento durante la guerra contro Giugurta in Numidia. Seguì a Sallustio, ad Amiterno, la nascita del politico e letterato Appio Claudio Cieco, il famoso costruttore della "Via Appia". A suo nome ci è giunta una raccolta di Sententiae, massime a carattere moraleggiante e filosofeggiante particolarmente apprezzate dal filosofo greco Panezio, nel II secolo a.C. Secondo un'informazione fornita da Cicerone,[80], Appio risentì dell'influsso filosofico dei pitagorici e dell'commedia nuova greca, per la formulazione delle sue massime di sapienza.

Nell'epoca medievale il personaggio letterario aquilano di spicco è lo storico Buccio di Ranallo, che scrisse una parte del corpus delle Cronache aquilane. È autore di una cronaca, in forma di poema in versi, sulla storia della città, L'Aquila, dalla sua fondazione, che ipotizza nel 1254 al 1362, scritta, probabilmente a partire dal 1355[81], in quartine di 1256 versi alessandrini monorimi intercalati da 21 «vigorosi sonetti politici»[81], intesi, questi ultimi, alla pacificazione dei contrasti intestini tra le fazioni cittadine. Fu anche autore di una Leggenda di Santa Caterina d'Alessandria, commissionatagli da una compagnia di pietà. La critica gli riconosce la vivacità di narratore, mediante l'uso della parlata volgare municipale, e la narrazione di molti fatti inerenti alla storia abruzzese aquilana, oltre ai fatti principali del regno di Napoli, come ad esempio l'incoronazione papale di Celestino V.

Seguì nel XVIII secolo lo storico Anton Ludovico Antinori, vescovo aquilano e lancianese, che si occupò della rielaborazione delle Cronache aquilane, con particolare attenzione ai fatti del Quattrocento. Nell'Ottocento fu la volta del patriota e filologo Emidio Cappelli, il quale si occupò della scrittura in versi, ispirandosi a Francesco Petrarca. Il suo capolavoro è La bella di Camarda (1857), novella sotto forma di poema in versi, che racconta le vicende di una ragazza del borgo aquilano di Camarda, Lucia, amante del soldato Nicandro, costretto a partire per la campagna napoleonica in Russia. Venendo a sapere che è morto, Lucia cade pazza, e rischia di essere violentata da un bifolco, quando all'improvviso ritorna Nicandro, indenne, che la fa rinsavire.
Nel nuovo millennio la personalità italiana di origini aquilane di maggior spicco è il conduttore televisivo Bruno Vespa, il quale nella giovane età si occupò, con varie inchieste da giornalista, delle vicende aquilane, come la scrittura di un compendio storiografico, e l'opuscolo Abruzzo aperto (1974) quando fu inaugurata l'Autostrada dei Parchi da Roma, che attraversava L'Aquila e Teramo. Anche dopo il terremoto del 2009 Vespa è tornato a occuparsi della sua città dal punto di vista culturale promozionale, facendo anche interviste in tv.

Attività musicali[modifica | modifica wikitesto]

Capofila dell'offerta musicale aquilana, tra le più ricche del panorama nazionale, è il prestigioso Conservatorio Alfredo Casella, nato come sede staccata del celebre Santa Cecilia di Roma, ma poi resosi autonomo, che dal 1967 prepara i giovani a una ferrea cultura musicale e organizza concerti in tutto il territorio. Il conservatorio ha la sua sede storica di fianco alla basilica Santa Maria di Collemaggio; dopo il terremoto la scuola è stata collocata in una struttura temporanea in Via Francesco Savini.

Ennio Morricone, cittadino onorario dell'Aquila

La cultura musicale si spiega poi nell'attività della Società Aquilana dei Concerti Bonaventura Barattelli, attiva da oltre 60 anni per opera di Nino Carloni, che ha annoverato grandi direttori artistici e nelle sue stagioni ha ospitato ed ospita concerti dei più grandi musicisti al mondo (tra gli altri si ricordano Arthur Rubinstein, Arturo Benedetti Michelangeli, Walter Gieseking, David Fëdorovič Ojstrach, Yehudi Menuhin, Maurizio Pollini, Svjatoslav Teofilovič Richter e Krystian Zimerman, Carlo Grante). Non a caso L'Aquila ha nominato cittadini onorari Arthur Rubinstein, Goffredo Petrassi ed Ennio Morricone.

Si ricorda anche la presenza dei Solisti Aquilani, gruppo cameristico di solida formazione ed affermazione in Italia ed all'estero, dell'Istituzione Sinfonica Abruzzese che vanta un'orchestra stabile di ottimo livello, del giovane ma già affermato complesso "Gli archi del Cherubino", oltre ad altre entità musicali.

Inoltre, sono presenti nel territorio numerose corali, tra cui è bene citare:

  • L'Associazione Musicale "Corale L'Aquila", coro polifonico a quattro voci miste, con esperienza decennale ed un repertorio musicale molto vasto e diversificato;
  • L'Associazione Musicale Corale Novantanove, interprete di polifonia sacra e profana;
  • L'Associazione Musicale "Schola Cantorum San Sisto", con un repertorio dagli albori della polifonia sacra e profana a brani rinascimentali e con oltre trent'anni di attività corale;
  • L'insieme vocale aquilano "Le Cantrici di Euterpe" che si dedicano all'esecuzione filologica della musica antica
  • Il Coro Cappella Ars Musicalis, per sole voci femminili, con un repertorio classico e tradizionale;
  • Il Coro Gran Sasso, per voci miste, con mezzo secolo di attività e con numerosi concerti all'attivo;
  • Il Coro della Portella, per sole voci maschili, particolarmente vocato al canto popolare ed alpino.

Auditorium dell'Aquila:

  • Auditorium del Castello, Via Benedetto Croce*
  • Auditorium della Guardia di Finanza, Piazza VI Aprile
  • Teatro Comunale, Piazza del Teatro*
  • Ridotto del Teatro Comunale
  • Auditorium del Parco, Viale delle Medaglie d'oro
  • Auditorium "Casella"

*attualmente inagibile

Attività teatrali[modifica | modifica wikitesto]

L'attività teatrale cittadina si fonde con il Teatro Stabile d'Abruzzo (TSA), uno dei 18 teatri stabili italiani. Fondato nel 1963 da Luciano Fabiani, Errico Centofanti, Giuseppe Giampaola, inizialmente col nome di Teatro Stabile dell'Aquila.

Nei suoi anni d'oro questa istituzione ha portato un notevole contributo al teatro italiano, con la ricerca e la sperimentazione, avvalendosi di grandi registi (Aldo Trionfo, Antonio Calenda, Carmelo Bene, Gigi Proietti, Lorenzo Salveti, ecc.). L'appassionato impegno di Antonio Calenda nel teatro aquilano, con quasi nove anni di direzione artistica, gli è valso il conferimento della cittadinanza onoraria. Attualmente il TSA è diretto da Alessandro Preziosi. Le rappresentazioni degli spettacoli ospitati si tengono nel bel Teatro Comunale, elegante struttura costituita da due sale di 600 e 150 posti.

Il Teatro Stabile d'Innovazione L'Uovo invece si rivolge particolarmente ad un pubblico giovanile ed ai ragazzi, con una produzione della propria compagnia e con una stagione teatrale interessante con attori d'avanguardia e comici di successo. L'attività si svolge nel Teatro San Filippo, chiesa riadattata a sala teatrale.

Altra istituzione stabile è l'Associazione Teatrale Abruzzese e Molisana (ATAM), che propone una sua stagione e distribuisce spettacoli nelle sale minori delle due regioni. In Piazza San Marco ha sede, invece, il Teatro Sant'Agostino, spazio amatoriale spesso ad ingresso libero in cui opera spesso la Retrobottega dei Guitti, associazione teatrale interamente formata da studenti universitari. Questo teatro, anch'esso ricavato da una chiesa sconsacrata, è stato fortemente colpito nel terremoto del 2009, e parte di esso è caduto sulla Prefettura, causandone la distruzione.

La compagnia TeatroZeta[82] (Associazione Culturale) fondata nel 2001, da Manuele Morgese, sotto la direzione artistica dell'attore e regista Pino Micol è riconosciuta nel 2011 dal Ministero per I Beni e le Attività Culturali come compagnia di produzione art. 12 comma 3 del Fondo Unico per lo Spettacolo. Propone nella città dell'Aquila, nel Piccolo Teatro Studio di Via F. Savini, dal 2006, la stagione di teatro off "Volo Libero". Nel 2011 fonda la prima Accademia d'Arte Drammatica in Abruzzo sotto la guida del direttore Gabriele Ciaccia. TeatroZeta basa il suo lavoro sulla ricerca di nuovi linguaggi contemporanei e di innovazione. Ad oggi gestisce due spazi teatrali nella città: Il Gran TeatroZeta in via Rodolfo Volpe (sala adibita a pubblico spettacolo di 200 posti) e il Piccolo Teatro Studio di Via F. Savini.

Si ricordano infine ulteriori compagnie teatrali la compagnia "Il Draghetto", il Teatro Dedalus e "Il piccolo resto".

Teatri dell'Aquila:

  • Teatro Comunale, Piazza del Teatro*
  • Teatro Sant'Agostino, Piazza San Marco*
  • Teatro San Filippo, Via Cavour*
  • Ridotto del Teatro Comunale
  • Gran TeatroZeta Parco delle Arti, Via Rodolfo Volpe

*attualmente inagibile

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti le seguenti biblioteche[83]:

  • Archivio di Stato
  • Biblioteca dell'Agenzia Regionale per la Promozione Culturale
  • Biblioteca Arcivescovile "Cardinale Carlo Confalonieri"
  • Biblioteca della Camera di Commercio
  • Biblioteca del Club Alpino Italiano
  • Biblioteca del Consiglio Regionale d'Abruzzo "Ignazio Silone"
  • Biblioteca del Convento di San Bernardino
  • Biblioteca del Convento di Santa Chiara
  • Biblioteca del Convento di San Giuliano
  • Centro Documentazione Ambientale L'Aquila (Biblioteca, Emeroteca)

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti le seguenti scuole medie superiori:

  • Istituto d'istruzione superiore "Domenico Cotugno"
    • Liceo classico, linguistico, scienze umane, scienze umane (opzione economico-sociale)
  • Istituto d'istruzione superiore "Andrea Bafile"
    • Liceo scientifico nuovo ordinamento, liceo scientifico (opzione scienze applicate)
    • Liceo artistico "Fulvio Muzi"
  • Convitto nazionale "Domenico Cotugno"
    • Liceo musicale e coreutico (sezione musicale)
  • Istituto d'istruzione superiore “Amedeo d'Aosta”
    • liceo scientifico (opzione scienze applicate), istituto tecnico (settore tecnologico)
  • Istituto d'istruzione superiore ““Savoia-Rendina””
    • Istituto tecnico (settore economico, settore tecnologico)
  • Istituto d'istruzione superiore “Ottavio Colecchi”
    • Istituto tecnico (settore tecnologico), istituto professionale
  • Istituto professionale "Leonardo da Vinci"

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo nazionale d'Abruzzo

Il principale polo museale d'Abruzzo e il fiore all'occhiello della città è senza dubbio il Museo nazionale d'Abruzzo che abbina, ad una quantità vasta di tesori, la cornice del magnifico Forte spagnolo, dove è situato[84]. Il museo, costituitosi dall'unione del Museo civico con il Museo diocesano, è diviso in una sezione archeologica, che comprende le meraviglie trovate durante gli scavi di Amiternum e Peltuinum, una sezione artistica, una sezione di oreficeria e, infine, una piccola sezione di arte contemporanea. Simbolo e vanto del museo è lo scheletro di un Archidiskodon Meridionalis Vestinus, un gigantesco animale di epoca preistorica simile ad un mammut. All'interno del castello sono inoltre un auditorium e una galleria espositiva. Dopo il terremoto dell'Aquila del 2009 il museo per una gran parte è inaccessibile. Dal dicembre 2015 il museo[85] è stato riaperto presso la sede provvisoria dell'ex mattatoio dell'Aquila in località Borgo Rivera nei pressi della monumentale Fontana delle 99 cannelle.

Casa museo Signorini Corsi

A pochi passi dal corso, lungo Via Patini si trova questo caratteristico museo che comprende un'importante collezione di mobili, dipinti e monete rinascimentali custodite all'interno di quella che era la casa di una delle più influenti famiglie aquilane. Il museo si costituì nel 1967 l'avvocato Luigi Signorini Corsi consegnò al Comune la sua collezione d'opere d'arte con la sola condizione che non venisse modificata la localizzazione in modo da costituire un tipico esempio di appartamento di rappresentanza aquilano. Tra i dipinti si segnalano Madonna con il bambino e San Giovannino di stretto ambito leonardesco, la Natività con fuga in Egitto attribuibile al Botticelli e Martirio di San Lorenzo di Battistello Caracciolo.

Museo archeologico di Santa Maria dei Raccomandati

Ha sede nell'ex convento che dà su Corso Vittorio Emanuele e ospita un'importante collezione archeologica. All'interno del complesso si trova la chiesa di Santa Maria dei Raccomandati[86], ricostruita nel 1825, contenente un affresco cinquecentesco della Madonna. Restaurato a partire dal 1997 e mai aperto ufficialmente, il museo negli ultimi anni ha svolto le funzioni di spazio espositivo, spesso utilizzato dall'amministrazione per importanti mostre temporanee.

Museo sperimentale d'arte contemporanea

Meglio noto con l'acronimo MuSpAC, raccoglie opere e organizza mostre permanenti di artisti contemporanei di levatura internazionale. La sua sede storica è in via Paganica, in pieno centro storico, ma dal 2009 si è trasferito temporaneamente in via Ficara[87].

Museo di Scienze Naturali e Umane

Situato nella località di San Giuliano (a qualche km dall'Aquila), è articolato in diverse sezioni con esemplari di fauna e flora abruzzese, fossili e reperti archeologici.

Museo delle ceramiche

Il recente restauro del complesso conventuale di San Domenico ha permesso il ritrovamento e il recupero di una notevole quantità di materiali ceramici cronologicamente compresi tra il duecento (epoca di fondazione della città) e il novecento. L'esposizione documenta la fitta rete di contati commerciali e culturali intessuta dai monaci domenicani.

Università e ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Le strutture della Facoltà di Ingegneria

Università degli Studi dell'Aquila[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Università degli studi dell'Aquila.

L'Aquila è sede di una Università, la più antica d'Abruzzo, e conta oltre ventimila iscritti (dato posteriore al terremoto). Comprende le facoltà di Biotecnologie, Economia, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Psicologia, Scienze della Formazione, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e Scienze Motorie. È sede della laurea magistrale di Eccellenza Europea in Ingegneria matematica[88]. L'attività di ricerca viene svolta attraverso 18 dipartimenti e due centri di eccellenza: il CETEMPS (Centro di Eccellenza per l'integrazione di tecniche di Telerilevamento e Modellistica numerica per la Previsione di eventi Meteorologici Severi)[89] ed il DEWS (Design Methodologies for Embedded controllers, Wireless interconnect and System-on-a-chip)[90]. L'Università comprende al suo interno anche un centro linguistico e un centro di microscopia; gestisce il Giardino botanico alpino di Campo Imperatore e l'orto botanico adiacente la basilica di Santa Maria di Collemaggio. Gli impianti sportivi dell'Università, gestiti dal Centro Universitario Sportivo Italiano (CUS) e sono situati in località "Centi Colella".

Dopo il terremoto del 2009 alcune facoltà sono state localizzate nell'ex sede della Scuola Superiore "Guglielmo Reiss Romoli" ed in altre strutture nella zona industriale. Per ovviare al calo delle iscrizioni e favorire la rinascita dell'ateneo, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha predisposto l'abolizione delle tasse universitarie fino al 2012. Difficoltà si registrano invece per quanto riguarda la residenzialità universitaria ed i servizi per gli studenti.

Nel 1994 L'Aquila è fra le otto città fondatrici dell'Unione degli universitari[91] ad oggi il più grande sindacato universitario italiano.

Interno della sede dell'Accademia

Accademia di Belle Arti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Accademia di belle arti dell'Aquila.

La città è sede di un ateneo pubblico dedicato all'alta formazione artistica. Fondata nel 1970, per circa vent'anni l'Accademia ha trovato spazio all'interno di Palazzo Carli Benedetti, in pieno centro storico, prima di essere trasferita nella moderna struttura di Via Leonardo Da Vinci progettata da Paolo Portoghesi.

L'Accademia dispone di 6 facoltà (Pittura, Scenografia, Decorazione, Scultura, Restauro e Grafica) articolati in un triennio di base ed un conseguente biennio specialistico suddiviso in quattro indirizzi (Arti visive, Grafica, Decorazione e Restauro); comprende inoltre una scuola di formazione per i docenti. Di grande prestigio a livello nazionale, vanta collaborazioni con le altre principali istituzioni culturali cittadine (in particolar modo con il Teatro Stabile d'Abruzzo) ed ha avuto nella sua storia docenti del calibro di Carmelo Bene, Achille Bonito Oliva e Andrea Cascella.

Istituto Superiore di Scienze Religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Istituto superiore di scienze religiose.

Dal 1979 è presente in città un ateneo privato collegato alla facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense di Roma che ha come scopo la formazione dei fedeli all'arricchimento della propria vita cristiana ed alla loro partecipazione all'evangelizzazione. L'istituto prevede una laurea di primo livello ed una magistrale in Scienze Religiose suddivise in quattro indirizzi: pedagogico-didattico, pastorale-liturgico, bioetica e beni culturali. Gestisce inoltre la Biblioteca "Carlo Confalonieri".

Laboratori Nazionali del Gran Sasso[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

Di grande rilievo internazionale sono i laboratori dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e realizzati sotto il massiccio omonimo con una copertura di roccia di oltre 1400 metri, dove vengono realizzate importanti ricerche nel settore della Fisica delle Particelle. Tra gli esperimenti qui svolti si possono annoverare quelli sui decadimenti rari o quelli sulle particelle di materia oscura provenienti dall'universo. La struttura ha collaborazioni permanenti con centri in Germania, Giappone, Stati Uniti e con il CERN di Ginevra.

Scuola Superiore Guglielmo Reiss Romoli[modifica | modifica wikitesto]

È stata un importante centro di formazione e di ricerca appartenente prima alla STET, passata poi alla Societa Tils (Telecom Italia Learning Services, controllata da Telecom Italia), poi ceduta nel giugno 2006 alla TILS Holding, società partecipata da Cegos e da Camporlecchio Educational. La scuola ha avuto un ruolo importante nella formazione di quadri tecnici nel settore delle Reti di Comunicazione e grazie alla SSGRR molte tecnologie (ad esempio il VideoTel) vennero introdotte all'inizio degli anni 80, in via sperimentale all'Aquila prima che in altre zone d'Italia. Dopo un lungo periodo critico conclusosi con le vicende giudiziarie che hanno portato il 28 aprile 2009 all'arresto di Renzo Bracciali, amministratore delegato della TILS, sono in corso vari tentativi di salvare le attività di formazione della scuola, con l'aiuto di Telecom Italia e degli enti locali. La struttura, sopravvissuta al sisma, ha ospitato per cinque anni dal 2009 il Rettorato dell'Università degli Studi dell'Aquila e alcuni corsi universitari, tra i quali Economia e Amministrazione delle Imprese, inoltre ha fornito anche alloggi per gli universitari. Attualmente la struttura risulta essere in vendita.[92]

Altre strutture di formazione e ricerca[modifica | modifica wikitesto]

  • Accademia dell'Immagine: scuola di alta formazione nel settore del cinema e degli audiovisivi, di cui si parla nella sezione sulle attività cinematografiche;
  • Centro Studi "Karl Heinrich Ulrichs": centro di studi sociali per l'omosessualità legato alla figura di Karl Heinrich Ulrichs, l'importante pensatore che ha vissuto ed è sepolto all'Aquila;
  • Istituto per le Tecnologie della Costruzione[93]: istituto dedicato alla prevenzione sismica ed al rischio di vulnerabilità degli edifici che fa capo al Consiglio Nazionale delle Ricerche;
  • Parco Scientifico e Tecnologico d'Abruzzo[94].

Inoltre in città viene organizzata tutti gli anni (a maggio o giugno) la Future Web Conference[95], un evento gratuito di un giorno in cui vengono presentate le ultime novità nello sviluppo delle tecnologie per il web.

Persone legate all'Aquila[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

In città vi sono nel corso dell'anno numerosi eventi, sia di carattere religioso che civile.

La Perdonanza Celestiniana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Perdonanza Celestiniana.

La "Perdonanza Celestiniana" si svolge ogni anno nei giorni del 28 e 29 agosto.

Il nome Perdonanza deriva dalla Bolla del Perdono che papa Celestino V emanò dall'Aquila alla fine di settembre del 1294.

Sei anni prima della bolla di Papa Bonifacio VIII, che istituiva l'anno santo ufficiale della Chiesa, all'Aquila era nato il Giubileo per festeggiare la Bolla; un Giubileo che, per un giorno, si ripete ogni anno. Gli aquilani hanno sempre custodito gelosamente la bolla della Perdonanza, oggi conservata nella cappella blindata della torre del Palazzo Comunale[96]. Gli antichi statuti civici vollero che, proprio perché erano stati i cittadini a proteggere il prezioso documento, fosse l'autorità civile a indire la Festa del Perdono, rispettando, comunque, il dettato di papa Celestino. E ancora oggi è il sindaco del capoluogo abruzzese a leggere la bolla del Pontefice, poco prima dell'apertura della porta santa della basilica di Collemaggio da parte di un cardinale designato dalla Santa Sede.

L'apertura della porta santa, la sera del 28 agosto, è preceduta da un lungo corteo storico (circa 1.000 figuranti in costume d'epoca, in rappresentanza del gruppo storico del Comune dell'Aquila, di altri gruppi di città italiane, oltre che a esponenti di amministrazioni e al rappresentante del Governo) che, nel primo pomeriggio, parte dal Palazzo Comunale verso Collemaggio.

Partecipanti alla "Perdonanza" in abiti storici

I personaggi più importanti del corteo sono la Dama della Bolla, che porta l'astuccio nel quale fino al 1997 era conservata la Bolla del Perdono (dopo il suo restauro a cura dell'Istituto centrale del libro di Roma, avvenuto proprio in quell'anno, il documento papale viene condotto separatamente alla basilica di Collemaggio, come da indicazione dei restauratori stessi), e il Giovin Signore, che porta il ramo d'ulivo con il quale il cardinale percuote per tre volte la porta santa, ordinando, in questo modo, la sua apertura. Anche il ramo, come la bolla e le chiavi della porta santa della basilica di Collemaggio (la chiesa è di proprietà del Comune), è conservato nel forziere della Torre Civica.

La bolla del Perdono rimane esposta per un giorno intero all'interno della basilica di Collemaggio e viene riportata in Comune la sera del 29 agosto, dopo la chiusura della porta santa, operata dall'arcivescovo dell'Aquila.

Altri eventi[modifica | modifica wikitesto]

All'Aquila è conservata la tomba di Karl Heinrich Ulrichs (fondatore del moderno movimento di liberazione omosessuale), che vi trascorse gli ultimi anni della sua vita. Una volta l'anno, il suo monumento funebre è meta di un pellegrinaggio internazionale di omosessuali.

Il giorno di sant'Agnese (21 gennaio) c'è la festa delle Malelingue. Negli ultimi anni è diventato anche un evento mediatico, con un convegno al quale hanno partecipato anche numerosi uomini politici.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina abruzzese.
Antipasto tipico

La tradizione gastronomica aquilana è naturalmente molto legata alla cucina di montagna ed alla tradizione culinaria abruzzese.

I primi piatti si distinguono per l'uso di formati di pasta tipici dell'Abruzzo come i "maccheroni alla chitarra"[97], i ravioli, le "fregnacce" (pasta sfoglia tagliata male), accompagnati da sughi della tradizione in genere a base di salsa di pomodoro e carne di agnello o con brodi vegetali o di pollo. Tipico primo piatto dell'area dell'aquilano sono gli "anellini alla pecoraia", una pasta a forma di anello servita con una salsa di pomodoro e vegetali vari a cui si aggiunge la ricotta di pecora. Eredità della cucina povera sono i piatti a base di legumi come le "sagne" servite con ceci o fagioli oppure le lenticchie e le patate.

Le carni usate per cucinare sughi e secondi sono legate alla tradizione pastorale dell'Abruzzo: quindi sono molto usate le carni ovine. Ricetta tipica aquilana è quella della pecora alla cottora. Non mancano, ovviamente, gli arrosticini, peraltro diffusi anche nel resto della regione.

L'Aquila è inoltre famosa sin dal Medioevo per la produzione di una eccellente qualità di zafferano, importato dagli spagnoli nel XVI secolo[98], che ha ottenuto recentemente la certificazione DOP.

Rinomata anche per la produzione dolciaria di torroni (qui hanno sede numerose aziende storiche del settore) e delle tipiche Ferratelle dolci fatti con stampi in metallo dal tipico disegno a rombi in rilievo.

Miti e leggende[modifica | modifica wikitesto]

Come ogni città antica anche L'Aquila ha numerosi miti e leggende legati alla sua storia e al suo territorio.

Stemma Berardiniano con il trigramma YHS all'Eremo delle Carceri

Il numero 99[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda vuole che 100 castelli abruzzesi si riunissero per fondare la città dell'Aquila. Ogni castello doveva fondare in città una piazza, una chiesa e una fontana per un totale così di 100 piazze 100 chiese e 100 fontane, ma all'ultimo momento un castello ci ripensò e si tirò indietro. Gli altri 99 castelli, però, decisero di fondare lo stesso la città che così dall'epoca ebbe 99 piazze, 99 chiese e 99 fontane[99].

In realtà i castelli che fondarono la città furono molto meno di 99 e molti di essi non erano che semplici villaggi di poche decine di abitanti che scomparvero nel giro di qualche decennio e non furono in grado di fondare alcunché all'Aquila.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Immota manet.

Quando fu scelto il sito per la fondazione della città, si individuò un luogo chiamato Acquilis o Acculi o anche Acculae, per l'abbondanza delle sorgenti che vi si trovavano. La zona era in una posizione strategica tra i due poli entro i quali doveva nascere il nuovo centro urbano e cioè i due centri di Forcona e Amiternum. Acculi, vicina anche al fiume Aterno, corrisponde all'attuale Borgo Rivera, dove oggi si trova la Fontana delle 99 cannelle; al tempo della fondazione c'era lì una chiesa con un monastero, Santa Maria ad Fontes de Acquilis (o de Aquila).

Fu dunque scelto per la nuova città il nome di Aquila, che riprendeva il toponimo già esistente, ma che richiamava anche l'emblema dell'aquila imperiale, secondo il diploma di fondazione attribuito all'Imperatore Corrado IV. Nello stemma della città appare infatti un'aquila. Lateralmente appare la scritta Immota manet e inoltre l'abbreviazione PHS[100].

Il motto "Immota manet" significa "Resta ferma". L'espressione è forse tratta da un verso del poeta latino Virgilio, che attribuisce alla quercia la capacità di radicarsi fortemente e dunque di restare ferma, ben salda. Il PHS è un vero mistero. Alcuni parlano di un errore di trascrizione del cristogramma IHS; altri pensano che significhi "Publica Hic Salus", cioè "qui [c'è] la salute pubblica".

Suggestiva un'altra tesi, affacciata alcuni anni fa in un convegno, ma non più dibattuta, secondo la quale PHS starebbe per "post hanc stragem", riferendosi alla rinascita dopo un sisma (dopo la strage, resta ferma, resiste).

La città di "Aquila", divenuta nel tempo "Aquila degli Abruzzi", ha cambiato ufficialmente nome durante il regime fascista.

L'articolo davanti al toponimo

Il regio decreto nº 1891 del 23 novembre 1939 introdusse l'articolo (maiuscolo) e l'apostrofo, modificando il nome della città in "L'Aquila".[101] Il cambiamento di denominazione ha creato un'ambiguità linguistica sulla correttezza delle espressioni "dell'Aquila", "di L'Aquila" o "de L'Aquila". In realtà, nello stesso decreto del 1939, è stato definito come nome ufficiale della provincia quello di "Provincia dell'Aquila", cosa che elimina ogni possibile dubbio.

L'Aquila e i Cavalieri templari[modifica | modifica wikitesto]

Un altro mito o leggenda è quello che legherebbe L'Aquila all'Ordine dei Cavalieri templari. Di iconografie e simbologie riferibili a Crociati o all'Ordine dei Templari è ricca l'architettura religiosa dei secoli XII e XIII nell'aquilano, oggetto di interessanti ricerche e speculazioni scientifiche (per esempio sulla basilica di Collemaggio), specie riferite al forte legame che Pietro del Morrone, poi papa Celestino V, ebbe con i Templari stessi[102].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio Tommaso Fattori

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: L'Aquila Rugby 1936.

La squadra di rugby XV locale, L'Aquila Rugby Club, venne fondata nel 1936 grazie a Tommaso Fattori, si costituì come Polisportiva L'Aquila Rugby e partecipò nel 1948 al campionato di I divisione. Nel 1951 venne promossa per la prima volta in Serie A e nel 1967 conquistò il suo primo scudetto. È la principale società rugbystica abruzzese e una delle più importanti a livello nazionale; vanta 55 partecipazioni nella massima serie, 5 scudetti, 2 coppe Italia e numerosi trofei di livello giovanile. Attualmente partecipa al campionato di Eccellenza.

Il circondario presenta inoltre altre società minori che vivacizzano il panorama rugbistico cittadino. La Gran Sasso Rugby fondata negli anni duemila milita attualmente in Serie A-2, mentre la Polisportiva Paganica Rugby disputa il campionato di serie C pur vantando illustri trascorsi in Serie A e B. Di rilievo è anche la formazione universitaria del CUS L'Aquila Rugby, attiva soprattutto nel settore giovanile, categoria in cui vanta alcuni trofei giovanili e un paio di scudetti negli anni ottanta; la compagine giallo-verde, scioltasi nel 2004, è stata rifondata nel 2011 da alcuni ex-giocatori in collaborazione con alcuni studenti universitari.

Pattinaggio[modifica | modifica wikitesto]

La città ha una grande tradizione nel pattinaggio di velocità, sport nel quale vanta tre Campioni del Mondo: Corrado Ruggeri, Armando Capannolo e Gregorio Duggento. Principali impianti della città sono le piste paraboliche del Palazzetto dello sport e del complesso sportivo "Verdeaqua".

Nel settembre del 2004 L'Aquila ha ospitato i Campionati Mondiali di Pattinaggio, a cui hanno preso parte 46 nazionali provenienti da tutti i cinque continenti.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: L'Aquila Calcio 1927.

L'Aquila Calcio 1927, nota semplicemente come L'Aquila Calcio, è la principale società calcistica della città. Dal 1933 al 2016 ha giocato le sue partite interne allo Stadio Tommaso Fattori, per poi trasferirsi nel nuovo Stadio Gran Sasso d'Italia-Italo Acconcia, e nel 1934 è stata la prima formazione abruzzese a conquistare la partecipazione al campionato di Serie B. Dopo molti anni tra i dilettanti, la squadra aquilana nel 1998 è tornata tra i professionisti e vi è rimasta fino al 2004, quando è stata radiata.

Equitazione[modifica | modifica wikitesto]

Piergiorgio Bucci, cavaliere campione italiano e vice-campione europeo nella disciplina del salto ostacoli, è aquilano di Paganica ed ha iniziato la sua carriera agonistica nel Centro Ippico Saint Just di Paganica e nel Circolo Ippico Aterno dell'Aquila.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

All'Aquila ha la sua sede sociale la formazione ciclistica Acqua & Sapone[103]. Il capoluogo abruzzese e l'intero comprensorio aquilano sono stati, inoltre, più volte tappa delle principali manifestazioni ciclistiche nazionali, tra cui il Giro d'Italia:

Edizione Tappa Percorso km Vincitore di tappa
1914 Bari > L'Aquila 428,0 Italia Luigi Lucotti
1924 Foggia > L'Aquila 304,3 Italia Giuseppe Enrici
1935 Porto Civitanova > L'Aquila 171,0 Italia Gino Bartali
1936 Campobasso > L'Aquila 204,5 Italia Gino Bartali
1950 15ª Perugia > L'Aquila 185,0 Italia Giancarlo Astrua
1954 Napoli > L'Aquila 252,0 Svizzera Carlo Clerici
1965 Perugia > L'Aquila 180,0 Italia Guido Carlesi
1971 Pescasseroli > Gran Sasso[104] 198,0 Spagna Vicente López Carril
1985 14ª Frosinone > Gran Sasso[104] 195,0 Italia Franco Chioccioli
1989 Roma > Gran Sasso[104] 179,0 Danimarca John Carlsen
1999 Pescara > Gran Sasso[104] 253,0 Italia Marco Pantani
2005 Celano > L'Aquila 215,0 Italia Danilo Di Luca
2010 11ª Lucera > L'Aquila 262,0 Russia Evgenij Vladimirovič Petrov

Sci e sport invernali[modifica | modifica wikitesto]

Al centro del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, a circa 20 km dall'Aquila in località Campo Imperatore a 2200 sul livello del mare, è situato un importante complesso turistico, sportivo, storico e scientifico. Il complesso è famoso soprattutto per l'Albergo "Campo Imperatore", rifugio in cui il 26 luglio 1943 fu portato Benito Mussolini che ivi trascorse 48 giorni di prigionia. Ancora oggi sono a disposizione dei visitatori gli alloggi di prigionia del Duce. Numerosi sono gli impianti sciistici del circondario, tra cui ricordiamo Campo Felice, Ovindoli nel Parco regionale naturale del Sirente-Velino e Roccaraso nell'Alto Sangro.

Rifugi in alta montagna[modifica | modifica wikitesto]

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli altri sport eccelle l'atletica leggera, in cui sono emersi numerosi atleti che hanno vinto titoli italiani e partecipato a manifestazioni internazionali vestendo più volte la maglia azzurra. Si citano Concetta Milanese, 7 volte campionessa italiana di lancio del peso femminile, 23 maglie azzurre e un primato personale di 15,92 m Fabio Andreassi, velocista campione italiano assoluto 4x100, primatista italiano nei 100 y, sei volte finalista ai campionati italiani juniores e assoluti, 2 maglie azzurre giovanili e un primato personale di 10.51 nei 100 m, 20.9 e 21.22 nei 200 m Gianni Lolli, velocista campione italiano juniores nei 100 m dove vanta un primato personale di 10.2 cronometraggio semi-elettrico 10.11 ottenuto ai Campionati Italiani Juniores eguagliando il record manuale di Mennea da Juniores, convocato ai Campionati Europei Roma 1974 per la staffetta 4x100 unico aquilano a divenire P.O per le Olimpiadi di Montréal 1976 ma un infortunio 15 giorni prima gli nega la partecipazione.

Lo storico stadio di atletica di Piazza d'Armi è stato restituito alla cittadinanza aquilana il 14 maggio 2014, prendendo il nome di Stadio Isaia Di Cesare, in onore del famoso tecnico sportivo del capoluogo.[105]

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Tra le altre società sportive è importante ricordare la CUS Pallamano L'Aquila, attualmente in Serie B, e per quanto riguarda la pallacanestro L'Aquila Basket che milita nel campionato di serie C1.

All'Aquila ha inoltre vissuto buona parte della sua vita Ondina Valla, prima atleta italiana a vincere una medaglia d'oro alle Olimpiadi. È possibile praticare il golf nella frazione di Santi di Preturo a poca distanza dall'altopiano di Cascina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Dati ISTAT - Bilancio demografico mensile, demo.istat.it. URL consultato il 24 dicembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Luciano Canepari, Aquila, L’, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  4. ^ È preceduta da Roma, Ravenna, Cerignola, Noto, Sassari, Monreale, Gubbio, Foggia e Grosseto
  5. ^ Stima basata sui flussi pendolari ricavata da uno studio dell'Institute of Regional and Metropolitan Studies di Barcellona del 2009 (si veda Metropolitan Areas in Spain and Italy (PDF), IERN. URL consultato il 4 gennaio 2010.)
  6. ^ (EN) M.P.C. 49279 del 6 agosto 2003
  7. ^ a b Orlando Antonini, p. 179
  8. ^ Regione Abruzzo, Chiesa di Santa Maria di Collemaggio, regione.abruzzo.it. URL consultato il 29 luglio 2016.
  9. ^ Dati climatici dei capoluoghi italiani (PDF), Wolfhaus. URL consultato il 4 gennaio 2010.
  10. ^ CETEMPS, Clima L'Aquila, cetemps.aquila.infn.it. URL consultato il 14 novembre 2011.
  11. ^ Agenzia per la protezione dell'ambiente, Annali Idrologici dell'Istituto Idrografico, Compartimento di Pescara, Anno 1929, parte I, p. 8 (GIF), 193.206.192.243. URL consultato il 14 novembre 2011.
  12. ^ Aeronautica Militare Italiana, Aeronautica Militare Italiana, clima.meteoam.it.
  13. ^ Dato fornito dal servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare riportato in meteoaquilano.it
  14. ^ ARSSA Abruzzo, Dati L'Aquila, arssa.abruzzo.it. URL consultato il 14 novembre 2011.
  15. ^ Flora del Gran Sasso, gransassolagapark.it.
  16. ^ Fauna del Gran Sasso, gransassolagapark.it.
  17. ^ Pineta di Roio, http:.
  18. ^ Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, III, 106-107.
  19. ^ Secondo Lanzoni, la diocesi di Forconio o Forcona è la continuazione della soppressa diocesi di Aveia; Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. II, Faenza 1927, pp. 365-370.
  20. ^ A. Clementi, E. Piroddi
  21. ^ a b c d Alessandro Clementi, L'Aquila, Enciclopedia fridericiana, Vol. II, Istituto dell'Enciclopedia Italiana
  22. ^ L'Aquila, la storia, tuttoabruzzo.it.
  23. ^ La fondazione della città dell'Aquila:l'organizzazione della nuova Aquila, tuttoabruzzo.it.
  24. ^ a b cfr pag. 117, L'Italia - Abruzzo e Molise, Touring Editore, 2005
  25. ^ a b Notizie riportate sulle Cronache aquilane di Buccio di Ranallo e nei manoscritti di Anton Ludovico Antinori
  26. ^ G. Vittori, Stato dell'Aquila degli Abruzzi nei grandi periodi sismici del 1315, 1349 e 1461-62, in Bollettino della Società Abruzzese di Storia patria, VIII, L'Aternina, Aquila, 1896
  27. ^ La rinascenza aquilana, it.encarta.msn.com.
  28. ^ Terremoto de L'Aquila del 2 febbraio 1703
  29. ^ Luigi Mammarella, L'Abruzzo ballerino. Cronologia dei terremoti in Abruzzo dall'epoca romana al 1915, Adelmo Polla editore, 1990, pp. 77-83
  30. ^ Un resoconto è tratto da una relazione dell'epoca, riportata nel capitolo «L'Aquila», scritto dallo studioso Walter Capezzali nel volume «L'Abruzzo nel Settecento», edito da Ediars
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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