Larino

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Larino
comune
Larino – Stemma Larino – Bandiera
Larino – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Molise-Stemma.svg Molise
ProvinciaProvincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Amministrazione
SindacoGiuseppe Puchetti (Si@mo Larino) dall'11-6-2018
Territorio
Coordinate41°48′N 14°55′E / 41.8°N 14.916667°E41.8; 14.916667 (Larino)Coordinate: 41°48′N 14°55′E / 41.8°N 14.916667°E41.8; 14.916667 (Larino)
Altitudine341[1] m s.l.m.
Superficie88,77[2] km²
Abitanti6 642[3] (31-3-2019)
Densità74,82 ab./km²
Comuni confinantiCasacalenda, Guardialfiera, Guglionesi, Montorio nei Frentani, Palata, San Martino in Pensilis, Ururi
Altre informazioni
Cod. postale86035
Prefisso0874
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT070031
Cod. catastaleE456
TargaCB
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantilarinesi
Patronosan Pardo, san Primiano, san Firmiano e san Casto
Giorno festivo25-26-27 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Larino
Larino
Larino – Mappa
Posizione del comune di Larino nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

Larino (Larinum in latino) è un comune italiano di 6 642 abitanti[3] della provincia di Campobasso in Molise. Sede di alcune istituzioni e servizi pubblici, tra cui il tribunale ed il carcere di massima sicurezza, dispone inoltre di diverse attività produttive operanti prevalentemente nel settore agricolo e nella piccola industria.

Notevoli sono le testimonianze storiche delle epoche passate, soprattutto dell'età romana, con siti archeologici di notevole interesse quali l'anfiteatro, le terme, il foro e mosaici, di epoca medievale come la Cattedrale romanico - gotica dedicata al Santo Patrono San Pardo, dal caratteristico e unico nel suo genere rosone a 13 raggi, il Palazzo Ducale fondato nell'XI secolo e nei secoli ampliato e modificato, attualmente sede del Museo Civico, della Biblioteca Comunale e dell'archivio storico, il museo e l'archivio Diocesano all'interno del Palazzo Vescovile, il Convento dei frati Cappuccini e alcuni palazzi e ville nobiliari del XVIII e XIX secolo.

La città di Larino vanta anche il primo seminario vescovile della Cristianità, fondato dal vescovo Belisario Balduino (1555-1591) il 26 gennaio 1564, il giorno stesso in cui Pio IV aveva confermato i decreti del Concilio di Trento.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Situata tra le colline del Basso Molise, ad un'altitudine di circa 400 m s.l.m. che si trova a circa 52 chilometri a nord-est da Campobasso, 90 km da Isernia e a 26 km da Termoli e dalla costa adriatica. Il territorio è prevalentemente collinare con una vasta zona pianeggiante (Piane di Larino) che si protrae verso la costa Adriatica. Confina con i Comuni di Casacalenda, Guglionesi, Montorio nei Frentani, Palata, San Martino in Pensilis e Ururi.

I principali bacini idrografici sono il fiume Biferno, il torrente Cigno e l'invaso artificiale del Liscione.

Nei pressi di Larino numerosi sono i campi di olivo, che costituisce la coltura prevalente del territorio e dal quale si ottiene un olio di ottima qualità (dall'oliva autoctona Gentile di Larino). Altre coltivazioni tipiche sono la vite, i cereali e gli ortaggi.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

A Larino il clima è mite di tipo mediterraneo data la sua posizione in collina e la vicinanza alla costa. D'inverno è tendenzialmente freddo con sporadiche nevicate, mentre d'estate le temperature spesso superano i 30 gradi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Larinum.

Periodo Italico[modifica | modifica wikitesto]

Urbs princeps frentanorum la denominarono gli antichi a sottolineare l'importanza avuta nel passato da quest'importante città del basso Molise, che era uno dei centri principali del territorio dei Frentani.

La sua fondazione è databile con molta probabilità intorno al XII secolo a.C. per mano del popolo Italico degli Osci, i quali le diedero il nome di Frenter. Successivamente la città venne distrutta e ricostruita col nome di Ladinod, così come trascritto su numerose monete antiche rinvenute in territorio larinate. Con il passare dei secoli questo termine subì modifiche tramutandosi nel nome latino Larinum, deformandosi successivamente in Larina ,quindi in Alarino,per raggiungere nel XIX secolo l'attuale forma di Larino.

Periodo Romano[modifica | modifica wikitesto]

A seguito delle guerre sannitiche la città venne conquistata dalla Repubblica Romana (319 a.C.) e divenne una res publica, mantenendo una propria autonomia rispetto alle altre città frentane. Il nome fu modificato nel latino Larinum, ossia il luogo dove i Frentani ebbero i Lari. Durante la Seconda guerra punica (218-202 a.c) fu teatro di battaglie tra l'esercito di Annibale, accampato nella vicina Gerione, e Fabio Massimo, dittatore a Larinum.

Periodo Medievale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la caduta dell'Impero Romano, la dominazione dell'Italia meridionale ad opera dei Longobardi (VI - X secolo d.C.) influenzò la vita di Larino, che divenne parte integrante del Ducato di Benevento, conservando una certa autonomia giuridica garantita dalla presenza di un Conte. Infatti essa era a capo di una delle 34 contee in cui era suddiviso il Ducato di Benevento.

La data tradizionale dell'842, associata alla memoria della traslazione delle reliquie del patrono S.Pardo dalla città di Lucera a Larino, sancisce l'esodo definitivo dall'antica città romana, posta sulla collina e facilmente raggiungibile dalle incursioni Saracene ed Ungare provenienti dalla costa, verso la vallata sottostante più nascosta e posta su uno sperone roccioso difeso naturalmente.

Nel nuovo nucleo, sotto la successiva influenza del Regno di Napoli, a partire dal XIII sec. d.C., la città recuperò tutta la sua importanza e la presenza di un importante fortezza, successivamente adibita a residenza dei regnanti dell'epoca (Palazzo Ducale), ne è la testimonianza insieme alla costruzione della nuova Cattedrale in onore del Patrono San Pardo (consacrata il 31 luglio 1319). Il 26 gennaio del 1564, il vescovo Belisario Balduino, reduce dal Concilio di Trento, aprì a Larino il primo seminario Diocesano nel mondo Cattolico.

Periodo Borbonico[modifica | modifica wikitesto]

Con il riordinamento amministrativo nel Regno di Napoli (1806), Larino passò dalla Capitanata al nuovo Distretto di Molise e riacquistò un ruolo istituzionale determinante, divenendo capoluogo di Distretto.

Periodo Post - Unitario[modifica | modifica wikitesto]

Con decreto del 1º gennaio 2000 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi conferisce al comune il titolo di città.

Dal Dopoguerra a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Sisma del 2002[modifica | modifica wikitesto]

Larino, nel terremoto del Molise avvenuto tra il 31 ottobre ed il 2 novembre del 2002, è stato uno dei centri più colpiti. Alcuni dei monumenti più importanti sono stati danneggiati provocando disagi alla popolazione frentana. Tra questi il Palazzo Ducale, che è tornato sede del Comune di Larino nel gennaio del 2009 dopo i lavori parziali di restauro, le chiese di S. Francesco, S. Stefano e S. Maria, che sono tuttora in fase di ricostruzione, il liceo "F. D'ovidio" e la scuola elementare "Novelli", per le quali sono previste opere di demolizione e che sono momentaneamente ospitate rispettivamente nella vecchia sede dell'ospedale civile Vietri e in prefabbricati siti vicino all'altro istituto "E. Rosano". Gran parte delle abitazioni del Centro Storico è tuttora in via di ricostruzione, mentre molti edifici sono ancora puntellati e in attesa di restauro.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Borgo medievale[modifica | modifica wikitesto]

Larino, il corso

Il centro storico è caratterizzato, oltre che dal Palazzo Ducale e dal Duomo, da alcuni monumenti di epoca medievale e rinascimentale. Le torri, le ville, le mura di cinta ed alcune chiese presenti nel borgo testimoniano una vita sociale alquanto evoluta nei secoli passati. Molti sono i palazzi delle famiglie storiche locali che hanno avuto peso nella vita di Larino.

Anfiteatro romano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Larinum.
Anfiteatro romano, interno
Disegno del 1740 che ricostruisce l'aspetto dell'anfiteatro romano
Duomo di San Pardo

Realizzato alla fine del I secolo d.C. a seguito di lascito testamentario di un cittadino di Larinum di rango senatorio. Per realizzarlo fu modificato l'impianto viario dell'antica Larinum, rendendo necessario uno scavo nella roccia di più di sei metri sotto il piano stradale.

Larino Anfiteatro 1° secolo AC
Anfiteatro romano 1° secolo AC

Ara Frentana[modifica | modifica wikitesto]

È un'area lungo la Statale Sannitica 87 riservata a giardino pubblico e all'esposizione di materiale archeologico, come reperti di monumenti funerari ed edifici pubblici dell'epoca romana.

  • Complesso termale: nella romana Larinum furono costruite 4 terme, disposte in doversi punti della città, due poste nelle vicinanze delle principali vie consolari. Un impianto è sotterrato, era costituito da due ambienti absidati, di cui uno pavimentato in mosaico, mentre l'altro era adibito a cisterna. Il secondo impianto è conservato in parte, sussistono ambienti absidati nonché la pianta quadrata di alcune sale. Il terzo complesso termale è scomparso, secondo delle testimonianze scritte doveva avere 10 sale, il quarto complesso termale si trova a sud-est dell'anfiteatro presso il parco di Villa Zappone, è costituito da ambienti sotterranei di forme diverse, di cui uno absidato, con pavimentazione di lastre di laterizi. Un grande ambiente è stato rinvenuto in ciascuna delle quattro terme, la sala grande, ornata sempre di mosaici con figure animalesche, come delfini e mostri marini.
  • Foro romano: è l'area pubblica della città romana, posta a 100 mt. a nord-est dell'anfiteatro: è composta di un edificio sacro a pianta quadrata elevato su alto basamento, realizzato con la tecnica dell'opus latericium, ed altri ambienti posti a livello inferiore, rispetto alò tempio. Questi ambienti erano formati da piattaforma sorretta da un muro in opus mixtum, da un porticato colonnato, da aule rettangolari, e una zona absidata caratterizzata da una serie di nicchie.
  • Domus ellenistica: gli scavi di località Torre Sant'Anna, poco distante dall'area archeologica di Larinum, hanno riportato alla luce un'area pubblica porticata, di ambienti absidati e di un edificio sacro. Vi si trova anche una domus in parte distrutta, caratterizzata da un grande atrio quadrato in ciottoli policromi; un corridoio e al centro una vasca ad impluvium per raccogliere l'acqua delle piogge; l'a vasca è decorata da un mosaico in stile ellenistico, con ritratti un polipo e quattro cernie. Intorno alla stanza vi erano altri ambienti cui si accedeva attraversando delle stanze con la soglia in pietra e sostegni in bronzo.
  • Domus con mosaico: l'edificio ha pianta rettangolare con abside, cui si accede tramite una porta a blocchi di calcare. Il pavimento presenta un mosaico bianco a tessere nere, con ritratti motivi geometrici e floreali. L'andamento absidale viene sottolineato da una cornice di due fasce, sulle quali spiccano croci greche alternate a quadrati e una serie di rombi e triangoli. Nella zona absidale il pavimento è a lunetta, invece al centro si trova una cisterna circolare di forma tronco-conica, con le pareti rivestite in laterizi.

Duomo - Cattedrale di San Pardo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Larino.

Gli abitanti di Larino, perseguitati nell'alto medioevo dalle orde saracene ed ungare, furono costretti a costruire un nuovo abitato in una zona meglio difendibile, ma non molto lontano dalla città romana: del nuovo nucleo si compone l'attuale centro storico dove Larino recuperò presto tutta la sua importanza. Qui fu costruita una nuova cattedrale dedicata all'Assunta e a San Pardo. È una chiesa in stile gotico-romanico consacrata il 30 luglio 1319 su un edificio più antico: di essa si hanno notizie già nel IX secolo. Tra le più belle del Molise, anche se imita i modelli originali della cattedrale termolese, presenta un prospetto a coronamento orizzontale ed un portale gotico attribuito al lancianese Francesco Petrini. È ornato da colonnine ortili ad intreccio e nella lunetta ogivale vi è una rappresentazione del Cristo in croce fiancheggiato dalla Vergine e San Giovanni. In alto vi sono due bifore delimitate da una ricca cornice ed un gran rosone di tipo pugliese insolitamente a tredici raggi. L'interno è a tre alte navate spartite da arcate ogivali (cinque a sinistra e due a destra) poggiate su robusti pilastri cruciformi con elaborati capitelli. L'abside con snella monofora è a pianta quadrata coperta da una volta a crociera. Le pareti erano in origine coperte da affreschi del tardo Trecento e del pieno Quattrocento, dei quali restano alcuni brandelli rappresentanti Sant'Orsola e le compagne, San Michele Arcangelo e San Benedetto. Sul lato destro del portale si alza la rete campanaria dovuta a più mani: il basamento è opera di Giovanni da Casalbore del 1451, ma certamente è da considerare una ricostruzione su una struttura precedente; il primo piano, a pareti rivestite da mattoni a spina di pesce è opera del 1523. Del 1532 è invece la cappella dell'Annunciazione dove una bella arcata è fiancheggiata da due eleganti paraste ornate con stemmi del vescovo di Larino Giacomo Sedani e della città. Tra le pareti è racchiusa un'Annunciazione in affresco. Della stessa epoca sono il tabernacolo e un rilievo raffigurante Cristo benedicente tra angeli e cornucopie posti sulla parete della navata sinistra. Al di sopra dei due rilievi lapidei c'è l'Immacolata Concezione, tela attribuita al Solimena. Nella sagrestia ci sono l'altare maggiore barocco ed il trono vescovile in marmi policromi intarsiati, opere del napoletano Lorenzo Troccoli. Da segnalare due pannelli lignei rappresentanti l'ultima cena e l'ingresso del corpo di San Pardo in Larino, ornamenti di un confessionale oggi scomparso. L'arredo della concattedrale è completato da diverse tele tra cui quelle di Francesco Antonio Borzillo, realizzate a cavallo tra il Cinquecento ed il Seicento. La concattedrale a testimonianza della forte religiosità dei larinesi conserva un ricco e prezioso corredo.

Chiese secondarie[modifica | modifica wikitesto]

Anfiteatro romano
  • Chiesa di Santa Maria della Pietà (XVI secolo): localizzata appena al di fuori delle mura della città alta, nel corso dei secoli l'antica chiesa di San Basilio cambiò denominazione, aveva la prima intitolazione nel 1564, poi nel XVII secolo ci furono dei restauri, con consacrazione a Santa Maria del Piano, stando all'ingresso di Porta del Pieno. Nel 1663 la denominazione definitiva fu quella di oggi; nel 1823 il vescovo di Larino la fece ampiamente ristrutturare. La chiesa ha impianto rettangolare con facciata tripartita da paraste in pietra, e inframmezzata da cornicione marcapiano. Il portale ha architrave barocco in pietra con una piccola nicchia della Madonna, sovrastato oltre la cornice da un finestrone centrale e da un orologio. Il campanile laterale è una robusta torre in pietra.
  • Chiesa di Santo Stefano (XV secolo): in origine era una cappella medievale dedicata a San Tommaso della Monaca, nel 1699 ospitò la Confraternita della Buona Morte, che ne permise un nuovo restauro barocco. Tuttavia rimangono elementi originari, come il rosone tardo gotico del XIII secolo, in pietra levigata, consta di una triplice serie di cerchi concentrici disposti a sguancio, e racchiude 12 archi ogivali con colonnine, che convergono in un circoletto centrale. Il portale ha la tipica architrave barocca alla napoletana a timpano spezzato, la torre campanaria è in pietra, con un tamburo ottagonale sovrastato da piccola cuspide.
  • Convento di Santa Maria delle Grazie: si trova in Piazza dei Frentani, nella zona residenziale moderna, un tempo tutta campagna, come dimostrano fotografie storiche della chiesetta isolata. La chiesa fu edificata nel 1830 sopra un'antica basilica paleocristiana del V secolo d.C. dedicata a San Michele, a sua volta ricavata dall'antico palazzo pretorio di Larinum. Consacrata nel 1833 e dedicata alla Visitazione dei Santi Martiti Larinesi, uccisi nel IV secolo d.C. (compreso San Pardo vescovo e patrono) durante le persecuzioni cristiane, già nel 1845 cadde in abbandono, nel 1907 fu acquistata da privati e ristrutturata da un tal Raffaele Prisco, come dimostra la targa dedicatoria sulla facciata. L'aumento della popolazione nella parte bassa di Larino comportò l'ampliamento della chiesetta, nel 1933 divenne parrocchia, nel 1939 i lavori di allargamento con la costruzione di un orto attiguo, dai terreni donati dalla vedova Prisco, fu consacrata solennemente, e divenne la sede ufficiale del seminario estivo della diocesi di Larino.
    Una nuova costruzione, sebbene abbastanza invasiva, che stona completamente con i caratteri semplici e neoromanici della chiesetta accanto, è stata avviata nel 1987, completata nel 1993 con benedizione del vescovo Monsignor D'Ambrosio. La vecchia chiesetta, a pianta rettangolare, tipico edificio religioso di campagna con facciata a capanna, rosoncino centrale a raggi, e portale ad arco a tutto sesto con rilievo nella lunetta, è sede del circolo sociale "Il Melograno", e le funzioni religiose si tengono nella nuova parrocchia moderna, posta accanto.
Torre Galuppi, ex campanile della chiesa di San Francesco
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi (XVII secolo): si trova in Piazza Duomo, con una parte prospettante su Piazza Roma. L'aspetto esteriore può indurre a ipotizzare che si tratti di una chiesa barocca, tuttavia è citata nei documenti già dal 1312, quando Papa Clemente V concesse ai Francescani, i Minori Conventuali di edificare il loro monastero entro le mura di Larino; oggi dell'edificio medievale antico restano tracce presso le monofore gotiche, le basi delle antiche colonne romaniche presso l'abside, e la torre campanaria, oggi Torre Galuppi. Un'epigrafe del 1640 dimostra che in quest'epoca fu ampiamente restaurata, e venne edificato soprattutto il nuovo soffitto ligneo intagliato e dorato, a cassettoni. Dalla relazione del 1684 del Monsignor Quaranta si sa che nel convento c'erano 4 frati, 7 altari, quello di Sant'Antonio di Padova, San Nicola, Santa Maria della Pietà, del Crocifisso, dell'Immacolata Concezione e di San Francesco d'Assisi.
    • Il capo altare è dotato di 6 candelabri dorati, sostenuti da un ciborio anch'esso dorato, al cui interno c'è la pisside d'argento del Santissimo Sacramento.
    • Altare di Sant'Antonio: statua in legno del santo, commissionata da nobili larinesi
    • Altare di San Nicola: ornato da un dipinto a olio su tela del santo, con Santa Lucia
    • Santa Maria della Pietà: sormontato da una pala lignea ritraente la Madonna col Bambino tra Sant'Antonio e San Francesco
    • Altare del Crocifisso: un crocifisso ligneo del XVII secolo molto ben rifinito
    • Altare dell'Immacolata: dipinto della Madonna
    • Altare di San Francesco: statua del santo, coro con pulpito, 2 confessionali, organo sopra l'ingresso della porta maggiore; custodia delle reliquie del Monsignor Apicella, vescovo di Larino dal 1656 al 1682.

Nel 1746 il soffitto della chiesa fu sostituito da una volta in muratura a botte, l'anno dopo fu affrescata da Paolo Gamba, artista molisano di Ripabottoni (CB). L'affresco mostra l'Assunzione di Maria, sostenuto da 4 pennacchi con le raffigurazioni degli Evangelisti; secondo la tradizione, san Luca sarebbe un autoritratto del Gamba. Fu restaurato il coro, vennero affisse 6 tele centinate alle pareti, nella volta dell'abside venne dipinto un San Francesco in estasi; l'altare maggiore fu sostituito da uno nuovo in marmo policromo, l'altare di San Francesco venne posto di fronte a quello del Crocifisso, più in avanti; l'altare dell'Immacolata è stato realizzato in quest'epoca, in devozione del sacerdote larinese don Giuseppe Caprice.
Nel 1809, dopo le soppressioni napoleoniche degli ordini religiosi, i Padri Conventuali dovettero abbandonare il convento, che divenne quartiere di gendarmeria, e poi sede di educandato e caserma dei Carabinieri. Il campanile a torre venne acquistato da Giuseppe Palma nel 1867 che ne fece la propria abitazione, nel 1799 una campana venne donata alla chiesa di Santo Stefano, poco distante, detta anche "del Consiglio", perché vi si tenevano le assemblee del parlamento dell'Universitas Larinese. Poco dopo l'unità d'Italia, la chiesa fu restituita alla comunità, nel 1867 tuttavia per danni alla volta fu chiusa e riaperta, nel 1904 nuovi problemi sul muro meridionale fecero chiudere la chiesa per lavori, con sostituzione del pavimento, nuovamente nel 1962 un terremoto lesionò la chiesa, così anche il sisma di San Giuliano del 2002. La chiesa è stata restaurata e riaperta nel 2018.

  • Convento dei Cappuccini: si trova nella periferia della zona residenziale moderna, fondato nel 1535 dal padre Paolo da Sestino, per volere di Monsignor Morsellino vescovo della diocesi larinese, a spese di Adriano Morsellino suo fratello. Il fabbricato fu affiancato ad una vecchia cappella della Madonna della Croce; in tale convento si tenne un capitolo provinciale in quel periodo, si ha la menzione di 9 celle, nel 1630 il convento si ampliò, vi dimorò il Beato Raffaele da Sant'Elia a Pianisi (CB). Nel 1808 in vista di una soppressione da parte dei napoleonici, si tenne un inventario dei beni del convento, la soppressione ci fu nel 1811, dovuta alla presenza di pochi frati secondo le leggi previste da Napoleone Bonaparte; venne poi riaperto nel 1816 e chiuso ancora nel 1866 con le leggi piemontesi, il convento fu adibito a scuola rurale, e poi sino al 1939 ad ospizio degli anziani, tra gli ospiti ci fu anche il celebre San Pio da Pietrelcina, che visitò molti altri conventi dei Cappuccini nel Molise, come quello di Sant'Elia a Pianisi, quello di San Nicandro a Venafro, e la chiesa di Santa Maria del Monte a Campobasso.

In seguito il convento tornò ai Cappuccini, che ancora oggi ne sono i proprietari, inclusi nella provincia di Sant'Angelo, includente monasteri tra il Molise e la provincia di Foggia. Il convento ha impianto molto semplice, la chiesina ha portale a tutto sesto con un bassorilievo presso la lunetta, un finestrone centrale e un piccolo campanile a vela. Nella cappella si trova la tela ad olio della Madonna della Pietà, opera di Antonio Solario di Zinno "lo Zingaro" (XV secolo); l'altare maggiore è abbellito dalla tela della Natività, opera di Francesco da Tolentino (XVI secolo); nella cappella interna si trova una tela di un tal Crescenzio del 1743 della Madonna tra Santi Francescani: Sant'Antonio di Padova, San Felice da Cantalice, San Fedele da Sigmaringa.

  • Santuario dei Santi Martiri Larinesi Primiano, Firmiano e Casto: nella zona residenziale nuova, lungo via Dante, fu costruita sopra un terreno donato dal dottor Mario Zappone; i lavori iniziarono nel 1963, ma la consacrazione avvenne nel 1982 dal Monsignor Ruppi. A causa della mancanza di fondi, spesso i lavori furono interrotti, nel 1975 non era stato ancora realizzato il pavimento; oggi la chiesa mostra un aspetto moderno ma che ricalca l'architettura classica, è disposta su tre piani, in quello superiore si celebrano le messe, in quello centrale v'è la cripta con le reliquie dei Santi Martiri e in quello inferiore si trova un oratorio per i parrocchiani. La chiesa è a navata unica, la pianta è ottagonale, con la cuspide campanaria che si innalza dal baricentro, e che include anche la cella campanaria. L'altare maggiore è in marmo giallo di Siena, i pavimenti sono in pietra bianca di Trani.

Palazzo Ducale[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo ducale

Edificato tra il 1100 ed il 1200 per volontà dei ricchi normanni, fu usato come dimora delle famiglie che reggevano le sorti di Larino e come prigione nella quale venivano rinchiusi banditi ed altri criminali. La sua collocazione era considerata strategica, in quanto era costruito tra la “Porta di Piano” e la “Porta da Basso” che fino alla metà dell'Ottocento erano gli unici ingressi alla cittadina frentana. Il Palazzo conservò la sua struttura di fortezza fino alla metà del Seicento e in esso vi erano due accessi. Entrambi portavano ad un cortile interno alla quale si accedeva ad una cantina per la conserva del vino, e ad un piano nobile dove erano collocate diverse stanze affrescate.

Nella metà dell'Ottocento venne acquistato dal Decurionato della Municipalità di Larino.

Dalla sua costruzione ad oggi il palazzo subì numerose modifiche, con la distruzione di sue vecchie parti e la costruzione di nuove.

L'edificio è costituito da più piani, ed al suo accesso, dopo una lunga scalinata, presenta un atrio porticato sui quattro lati sui cui appoggia un loggiato con ampi archi a sesto acuto. Al primo piano è ubicato il Museo Civico, nella quale sono raccolti numerosi reperti per periodo romano, tra i quali anche diversi mosaici pregiati di età imperiale. In una delle innumerevoli stanze che compongono il palazzo è presente un affresco di inizio secolo, raffigurante l'ala su campo azzurro simbolo della città con ai quattro lati medaglioni con effigi di personaggi del periodo risorgimentale. La stanza è rifinita con motivi liberty. Il corridoio del cortile interno contiene una serie di iscrizioni e reperti antichi.

Villa Zappone[modifica | modifica wikitesto]

Si trova accanto l'anfiteatro romano di Larinum, è una villa otto-novecentesca in stile liberty, costruita dall'avvocato Filomeno Zappone. Nel 1994 la villa è stata vincolata e la Soprintendenza dei Beni Archeologici ci ha istituito il parco archeologico della città di Larinum, per ospitare un piccolo museo con i reperti scultorei di maggior pregio. La villa conserva anche le scuderie, nel cui sottosuolo si torva un'antica cloaca romana. La villa dopo l'inaugurazione a nuova sede del museo archeologico, è stata chiusa per problemi burocratici, nel 2010 ci sono stati nuovi accordi tra il Comune e la direzione regionale dei Beni Culturali, ed è tornata ad essere fruibile.

Palazzo Episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo si trova accanto la Cattedrale, ed è sede del Museo diocesano "Mons. Andrea Tria". Nel museo sono esposte opere di arte sacra provenienti dalle chiese di Larino, non solo tele sei-settecentesche, ma anche affreschi medievali, sculture come bassorilievi o colonne provenienti dal Duomo, di estrema importanza affinché vengano meglio tutelate. Tra le tele si ricordano quelle di Francesco Solimena (il San Michele Arcangelo che scaccia Lucifero) e di Paolo Gamba suo allievo, provenienti da Ripabottoni.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

A Larino è nata l'Associazione Nazionale Città dell'Olio, che ha come scopo quello di promuovere uno dei prodotti agricoli più apprezzati in Italia, l'olio di oliva; vi aderiscono 200 comuni di quasi tutta Italia.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Adriano Lualdi noto per "Attolite Portas"

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

La carrese di San Pardo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Festa di San Pardo.

Agli inizi di marzo, le belle giornate di sole fanno pensare alla festa più importante dell'anno: la carrese di San Pardo. Proprio con l'ingresso della primavera iniziano i preparativi.

La caratteristica festa del patrono San Pardo si svolge il 25, 26 e 27 maggio, ed è considerata da noti esperti una delle più belle che si celebrano in Italia.

Le origini di questa festa sono datate nell'anno 842 quando alcuni abitanti sopravvissuti all'invasione dei Saraceni, trovarono il sepolcro che racchiudeva il corpo del Santo, considerandolo come un ritrovamento divino, i larinesi elessero il Santo come loro protettore, caricarono le sue spoglie su un carro rivestito di fiori e lo portarono in città, seguiti da una trionfante processione.

L'allestimento dei carri (oggi se ne contano circa 130) è un'operazione che richiede tempo e impegno. I carri sono trainati da pecore, vitelli, mucche e buoi, artisticamente addobbati e ricoperti di fiori di carta crespa lavorati a mano dagli abitanti del paese.

Il Carro rappresenta il simbolo della famiglia tramandato da generazione in generazione, in segno di continuità e della tradizione. Ciascun carro è contraddistinto da un numero progressivo, attribuitogli a seconda della data di fondazione; i numeri più bassi corrispondono a quelli più antichi, quelli più alti sono di origine recente.

Fiera d'Ottobre[modifica | modifica wikitesto]

La Fiera d'Ottobre è una fiera campionaria di origini contadine che nei secoli scorsi era punto di passaggio per tutti coloro che, attraverso i tratturi, effettuavano la transumanza verso la vicina Puglia, si vendevano soprattutto animali da fattoria, salumi e formaggi. La prima edizione risale al XVIII secolo. Ancora oggi si svolge solitamente durante la seconda settimana di ottobre e vede riunirsi centinaia di commercianti di tutto il centro Italia. Al giorno d'oggi alla fiera ci sono prodotti per la pelle, abbigliamento, ma anche salumi, formaggi ed elettrodomestici per la casa. La fiera d'Ottobre è composta da una parte esterna ed una interna, in quella esterna ci sono dei piccoli medi e grandi trattori o utensili per le campagne all'interno appunto salumi, formaggi, cosmetici per la pelle materassi ecc...[senza fonte]

Carnevale Larinese[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno, solitamente durante il weekend che precede il Martedì Grasso, si svolge la sfilata dei "giganti di cartapesta", carri allegorici costruiti da gruppi di giovani del posto che raggiungono i 6 metri di altezza. La manifestazione, tra le più importanti del Molise, si svolge dal 1976 e negli ultimi anni ha visto uno sviluppo notevole della tecnica utilizzata dai mastri cartapestai, paragonando i manufatti a quelli del vicino Carnevale di Putignano.[senza fonte]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
8 maggio 1989 19 giugno 1990 Egidio Iannucci Democrazia Cristiana Sindaco [6]
19 giugno 1990 7 ottobre 1992 Guglielmo Giardino Democrazia Cristiana Sindaco [6]
5 dicembre 1992 17 agosto 1994 Francesco De Camillis Democrazia Cristiana Sindaco [6]
17 agosto 1994 24 aprile 1995 Alberto Malorni Partito Democratico della Sinistra Sindaco [6]
24 aprile 1995 12 marzo 1999 Pardo Spina Partito Popolare Italiano Sindaco [6]
12 marzo 1999 14 giugno 1999 Maria Nicolina Testa Comm. pref. [6]
14 giugno 1999 12 marzo 2002 Francesco Sabetti lista civica Sindaco [6]
24 aprile 2002 27 maggio 2003 Patrizia Perrino Comm. straordinario [6]
27 maggio 2003 15 aprile 2008 Nicola Anacoreta lista civica Sindaco [6]
15 aprile 2008 28 maggio 2013 Guglielmo Giardino lista civica Sindaco [6]
28 maggio 2013 11 giugno 2018 Vincenzo Notarangelo lista civica: la fabbrica delle idee Sindaco [6]
11 giugno 2018 in carica Giuseppe Puchetti lista civica: Si@mo Larino Sindaco [6]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comuni Italiani, http://www.comuni-italiani.it/070/031/clima.html. URL consultato il 5 aprile 2019.
  2. ^ Superficie del comune di Larino
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2019.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Larino - Arrivo a sorpresa sul set: Nichi Vendola a Larino per girare due scene del film su Cristo - Primonumero.it, su primonumero.it. URL consultato il 18 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  6. ^ a b c d e f g h i j k l http://amministratori.interno.it/

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