Castelbottaccio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Castelbottaccio
comune
Castelbottaccio – Stemma Castelbottaccio – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Molise-Stemma.svg Molise
Provincia Provincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Amministrazione
Sindaco Nicola Marrone (lista civica) dal 12-6-2017
Territorio
Coordinate 41°45′N 14°42′E / 41.75°N 14.7°E41.75; 14.7 (Castelbottaccio)Coordinate: 41°45′N 14°42′E / 41.75°N 14.7°E41.75; 14.7 (Castelbottaccio)
Altitudine 617 m s.l.m.
Superficie 11,22 km²
Abitanti 297[1] (31-12-2016)
Densità 26,47 ab./km²
Comuni confinanti Civitacampomarano, Lucito, Lupara, Morrone del Sannio
Altre informazioni
Cod. postale 86030
Prefisso 0874
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 070013
Cod. catastale C066
Targa CB
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Castelbottaccesi
Patrono S. Oto
Giorno festivo 31 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelbottaccio
Castelbottaccio
Castelbottaccio – Mappa
Posizione del comune di Castelbottaccio nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

Castelbottaccio è un comune italiano di 297 abitanti della provincia di Campobasso, in Molise. Dista dal capoluogo circa 36 km. Si trova sulle colline situate sulla riva sinistra del fiume Biferno, a 617 metri sul livello del mare.

Storia e Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il paese fu fondato dai Normanni (X secolo), con torri e cinta muraria. Anche le prime chiese (tra cui la principale, Santa Maria delle Grazie) erano normanne.

Il centro si modificò in epoca rinascimentale e barocca, perdendo le mura di cinta e venendo trasformato il castello in palazzo signorile.

Al tempo dei normanni Castelbottaccio faceva parte della Contea di Molise. Nel 1132 ne era signore Malfrido (o Manfredo) Marchisio, nel 1148 il figlio Ugone e nel 1178 Ragone Marchisio. È da notare che Marchisio non esprime altro che “signore della Marca”: non vale “marchese”, e tanto meno è cognome famigliare.

Castelbottaccio, nell’epoca sveva e gran parte dell’angioina, seguitò ad essere feudo della casa comitale di Molise. Nel 1309 era in vita un Raone Marchisio, signore di Castelbottaccio e di Lucito, come riporta l’Aldimari.

Veduta di Castelbottaccio dalle colline soprastanti, è possibile notale la chiesa di Santa Maria delle Grazie, con il campanile, e il palazzo baronale (foto realizzata da Pietro Iocca)

All’esordio del regno di Roberto d’Angiò il feudo era tenuto dalla famiglia di Sangro, la quale ne fu signora sino al 1465, allorché per fellonia verso Ferrante I d’Aragona ne venne privata. La famiglia di Sangro vanta origini anteriore al mille, essendo indigena della vallata del Sangro e diramazione della casata longobarda dei Conte dei Marsi. Castelbottaccio, devoluta al demanio, fu data in feudo nel 1477 a Luigi Gesualdo Conte di Conza. La prosapia nobilissima dei Gesualdo, derivante da prole di Re normanno, ripeteva il cognome dal castello di Gesualdo (Avellino) che fu il suo primo feudo.

Con diploma del 10 maggio 1498 essa fu data in feudo al Gran Capitano. Richiamato in Spagna nel 1507, tutti i feudi in suo possesso vennero incamerati dal R. Fisco ed esposti in vendita.

Castelbottaccio restò aggiudicata ad un cavaliere dei Sangro, del quale ignoriamo il nome battesimale, come ignoriamo la successione feudale nella famiglia a tutto il 1560.

Sappiamo invece con precisione che nel 1560 trovandosi eredi del feudo Vittoria e Lucrezia di Sangro (ambo monache professe nel Monastero della Croce di Lucca di Napoli), figliole di Adriana Tomacello, queste fecero donazione del feudo a costei.

Adriana Tomacello passò a seconde nozze con Alfonso Piscicelli, e morì verso il 1569. Da Adriana ed Alfonso nacque Gianfrancesco che, quale erede della madre, stabilì la signoria dei Piscicelli in Castelbottaccio, con inizio dal 1569. La famiglia Piscicelli, fra le più antiche del Reame, era ascritta al patriziato nel Seggio di Capuana, ed era assunta all’ordine di Malta fin dal 1402. L’insegna dei Piscicelli: una banda adentata di oro e di azzurro, sopra della quale è un rastrello, il tutto in campo rosso. Gianfrancesco Piscicelli – nipote «ex filio» dell’omonimo – morì nel 1646, ed ebbe ad erede il germano Berardino (nominato dal Capecelatro nel suo «Diario»): il quale fu l’ultimo titolare della stirpe. Il feudo, allora, ad istanza dei creditori di lui, venne messo all’asta dalla R. Corte, e rimase aggiudicato nel 1655 a Giambattista Ferri e la sua discendenza tennero Castelbottaccio in feudo sino ai primordi del secolo XVIII, e cioè per oltre mezzo secolo, e lo venderono poscia ai Cardone. Domenico Cardone, oriundo di Atessa, utilista di Archi e Fara in Abruzzo, teneva intestata Castelbottaccio nel 1725, ma probabilmente ne era titolare da assai tempo prima. Non è da confondere questa famiglia Cardone, indigena, con la famiglia Cardona dell’antico patriziato catalano, venuta nel Reame con Alfonso I d’Aragona illustrata dal valore e dalla lama di Raimondo di Cardona.

Furono successori a Domenico:

a) Nicola, titolare certamente dal 1731: il quale ebbe due figli, Francesco e Vincenzo. Morì nel 1740.

b) Francesco, nato il 22 novembre 1735: il quale in età di 46 anni sposò – nel 1781 – donna Olimpia Frangipane figlia del Duca di Mirabello, la quale contava 20 anni essendo nata il 16 luglio 1761.

Il vero nome del paese – così come testimoniato da un documento dell’anno 1148 – è “Calcabuttaccio” (roccia contornata da fossato pieno d’acqua), chiamato dal Galanti “Calcabuzca” (1780).

Si cominciò a scrivere “Castelbottaccio” a partire da un documento del febbraio 1767.

Lo stemma del comune comprende una botte sormontata dal castello della “civitas” concesso con riconoscimento ufficiale, con blasone, dal Regno dei Savoia nel 1930.

Luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso palazzo baronale (foto realizzata da Pietro Iocca)

Palazzo baronale[modifica | modifica wikitesto]

Appartenne alla famiglia angioina (XIII secolo) e poi ai di Sangro abruzzesi. Una nobile del castello, donna Olimpia Frangipane è ricordata per l'apertura culturale agli intellettuali molisani, promuovendo la fondazione di un circolo giacobino (XVIII secolo). Tra gli intellettuali che frequentano il palazzo c'è Vincenzo Cuoco, giurista e scrittore originario di Civitacampomarano.

La struttura risale all’epoca normanna. Una facciata del palazzo baronale dà su via Vittorio Emanuele, con una caratteristica scalinata in pietra, che conduce all’ingresso principale, sormontato da un portale lavorato in pietra, che reca un pregevole fregio. All’inizio della scalinata vi erano due bellissimi molossi in pietra (“corsi”), venduti a famiglie del posto, che li custodiscono ancora nelle proprie case. Al piano terra vi sono i locali una volta utilizzati dalla servitù. Sul lato opposto vi era un’entrata segreta, che conduceva alle prigioni, e all’occorrenza serviva come scappatoia in caso di attacchi. Intorno al palazzo vi era un giardino circondato da mura, fossato per le acque e ponte levatoio.Il palazzo è a struttura rettangolare, con il tetto trasformato e ridotto rispetto alle forme originali. Si notano ancora i bastioni del vecchio castello e un portale antico, che si è conservato nella architrave rinascimentale.

Piazza della Vittoria[modifica | modifica wikitesto]

Così denominata nel 1965, è il centro sociale del paese. Al centro della piazza è presente una fontana che ritrae il simbolo del paese, una botte sormontata dalle mura della 'civitas'.

Morgia Corvara[modifica | modifica wikitesto]

La Morgia Corvara è un enorme spuntone affiorante di roccia calcarea.

Cappella di San Oto (foto realizzata da Pietro Iocca)

Portali in pietra[modifica | modifica wikitesto]

Lungo le strade del paese possiamo ammirare vari portali in pietra realizzati per abbellire gli ingressi di alcuni edifici, in particolare in:

– Corso Umberto I°

– Via Vittorio Emanuele III

– Via XXIV Maggio

– Piazza della Vittoria

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Interno della chiesa di Santa Maria delle Grazie (foto realizzata da Pietro Iocca)

Si tratta della chiesa più importante del paese, a pochi passi dal palazzo baronale. La chiesa appartiene al X secolo ed è a tre navate. A dispetto delle sue origini normanne, attualmente, dopo una serie di importanti restauri, tutto il corpo è di matrice barocca Lungo le due navate laterali sono presenti cellette dove troviamo diverse statue. Al termine della navata di sinistra si trova un'imponente cancellata in ferro battuto.E' presente un imponente campanile a pianta quadrata, dove si trovano alloggiate 4 campane. La chiesa conserva le 3 importanti statue di S. Lucia (anno 1841 – scultura lignea di Crescenzo Ranallo di Oratino), della Vergine delle Grazie (anno 1694 – scultura lignea di Giacomo Colombo) e di San Giuseppe (anno 1780 – scultura lignea di Silverio Giovannitti di Oratino).

Cappella di Santa Giusta (foto realizzata da Pietro Iocca)

Cappella di San Oto[modifica | modifica wikitesto]

Si trova fuori dal paese, costruita nel 1899. A navata unica, la chiesa è in pietra bianca con facciata semplice decorata da oblò e sormontata da un campanile a vela. Durante la ricorrenza della solennità del patrono, i fedeli vi si recano per celebrare una messa in onore del santo.

Chiesa di Santa Giusta[modifica | modifica wikitesto]

Risalente al '500, venne edificata a circa 2 km dal paese in onore di Santa Giusta da Siviglia, ora è adibita ad area spirituale e di ristoro. Si trova a circa 650 metri sul livello del mare, su di una collina estesa per circa 3 ettari ed immersa nel verde, circondata da campi coltivati.

Da qui ha inizio una suggestiva fiaccolata che conduce la statua della santa fino alla chiesa di Santa Maria delle Grazie

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]


Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

19 marzo: Festa di S. Giuseppe, la popolazione del paese si riunisce per mangiare insieme, con 3 persone che si occupano della ricreazione della "Sacra Famiglia". Si consumano pietanze tradizionali e dolci caratteristici.

25 giugno: Si ricorda la caduta di un fulmine (25 giugno 1888) che divelse parte del torace e due dita del bambino della statua della Vergine delle Grazie.

30 luglio: Solennità della Madonna delle Grazie.

31 luglio: S.Oto (festa patronale).

Periodo estivo: Varie feste organizzate dalle associazioni presenti nel paese.

22-23 agosto: Solennità di Santa Giusta, con messa nella cappella rurale e successiva fiaccolata verso il paese.

25 novembre: Santa Caterina con fiera per le vie del paese.

Circolo neo illuminista 'Donna Olimpia Frangipane'[modifica | modifica wikitesto]

Circolo creato da un'idea della professoressa Maria Francesca De Lisio, ispirato alla figura della baronessa Olimpia Frangipane Ricciardi. Donna colta, intelligente e affascinante, nel palazzo baronale di Castelbottaccio radunò attorno a sè i giovani intellettuali locali, creando un vero e proprio circolo dedito alla diffusione di sapienza e culla del giacobinismo molisano.

Sul sito dell'associazione si possono trovare maggiori informazioni, tra cui la storia della baronessa e lo statuto del circolo.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Castelbottaccio dalle colline circostanti, è possibile notare il mare sulla destra (foto di Pietro Iocca)

Castelbottaccio presenta un clima temperato mediterraneo con un'estate tiepida e un inverno relativamente rigido. Durante il periodo estivo le temperature possono superare i 30°C, mentre in inverno possono raggiungere i 0°C. D'inverno, inoltre, non sono rare le nevicate, anche consistenti, che in genere possono manifestarsi finanche a febbraio. La temperatura media annuale è compresa tra i 12 e 14 °C. La piovosità si attesta fra 700 e 1200 mm annui e la frequenza delle piogge è fra i 60 e gli 80 giorni l'anno.

Conformazione territorio[modifica | modifica wikitesto]

Castelbottaccio si trova su una collina sulla parte sinistra della riva del fiume Biferno, il più importante della zona. Dal suo punto più alto, Colle Iannone (717 mt slm), è possibile vedere tutto il panorama circostante fino al mare e, nelle giornate con cielo sereno, le isole Tremiti (a circa 90 km di distanza). Il territorio è caratterizzato da foreste, in particolare di querce, intervallati dai campi coltivati. Tra le campagne è molto facile trovare masserie e capanne, usate dai contadini per facilitare il proprio lavoro. Il territorio di Castelbottaccio è indicatissimo per chiunque voglia passare del tempo in tranquillità e immerso nella natura. Inoltre, a pochissimi km è presente il tratturo Celano - Foggia, che unisce i pascoli estivi in Abruzzo a quelli invernali in Puglia, importantissima via passata per i pascolatori.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º luglio 1986 27 maggio 1991 Mario De Rosa Democrazia Cristiana Sindaco [3]
27 maggio 1991 10 giugno 1996 Francesco Sforza Democrazia Cristiana Sindaco [3]
10 giugno 1996 17 aprile 2000 Amerigo Niro Partito Democratico della Sinistra Sindaco [3]
17 aprile 2000 5 aprile 2005 Amerigo Niro lista civica Sindaco [3]
28 maggio 2007 7 maggio 2012 Michele De Renzis lista civica Sindaco [3]
7 maggio 2012 12 giugno 2017 Francesco De Lisio Sindaco [3]
12 giugno 2017 In carica Nicola Marrone lista civica Sindaco [3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2016.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

http://www.donnaolimpia.org/index.php

http://www.comune.castelbottaccio.cb.it/

Molise Portale Molise: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di molise