Conza della Campania

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Conza della Campania
comune
Conza della Campania – Stemma Conza della Campania – Bandiera
Conza della Campania – Veduta
Il nuovo abitato di Conza realizzato dopo il sisma del 1980.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Avellino-Stemma.svg Avellino
Amministrazione
SindacoCava Maria Antonietta - Commissario Prefettizio
Data di istituzione10.10.2017
Territorio
Coordinate40°52′27″N 15°18′28″E / 40.874167°N 15.307778°E40.874167; 15.307778 (Conza della Campania)Coordinate: 40°52′27″N 15°18′28″E / 40.874167°N 15.307778°E40.874167; 15.307778 (Conza della Campania)
Altitudine484 m s.l.m.
Superficie51,64 km²
Abitanti1 345[1] (30-6-2017)
Densità26,05 ab./km²
Comuni confinantiAndretta, Cairano, Caposele, Castelnuovo di Conza (SA), Morra De Sanctis, Pescopagano (PZ), Sant'Andrea di Conza, Teora
Altre informazioni
Cod. postale83040
Prefisso0827
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT064030
Cod. catastaleC976
TargaAV
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitanticonzani
PatronoSant'Erberto
Giorno festivo20 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Conza della Campania
Conza della Campania
Conza della Campania – Mappa
Il comune all'interno della provincia di Avellino
Sito istituzionale

Conza della Campania (IPA: ['kondza 'della kam'pania][2], Cònze in campano[3]) è un comune italiano di 1.345 abitanti provincia di Avellino in Campania.

Chiamata semplicemente Conza fino al 1860, è stata un'importante città degli Irpini[4].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Visione generale[modifica | modifica wikitesto]

Il vecchio abitato abbandonato di Conza e il lago artificiale

Conza si trova nella valle del fiume Ofanto, a metà strada tra Lioni e Calitri, lungo la strada a scorrimento veloce (detta "Ofantina", parzialmente sull'Appia e poi sulla SS 401) che collega Avellino con Melfi e Barletta. È collegata stradalmente con la sella di Conza, che segna l'ingresso nella provincia di Salerno.

La vecchia Conza all'indomani del terremoto del 1980

A seguito del terremoto del 1980 l'abitato storico, in collina e nei pressi dell'antica Compsa, rimase disabitato ed esso resta in fase di ristrutturazione per fini storico-turistici. L'abitato provvisorio, composto da prefabbricati, sorse lungo la sponda meridionale del lago nei pressi della zona industriale; ed è oramai disabitato e parzialmente in dismissione. Il nuovo insediamento conzano, sorto alcuni anni dopo il sisma, si trova ai piedi della collina, ed a breve distanza, sulla quale sorge l'abitato storico.

Lago di Conza[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Lago di Conza e Oasi Lago di Conza.

Il lago di Conza è un invaso artificiale creato negli anni settanta del XX secolo costituente una diga sul fiume Ofanto. La diga di Conza[5] è in esercizio sperimentale dal 1992, sottende un bacino imbrifero di 252 km² e determina un invaso di 63,00 x 106 mc di capacità utile. Il deflusso medio annuo alla sezione di sbarramento è pari a circa 99 x 106 m3. L’invaso è destinato ad uso plurimo, irriguo e, dal 2013, potabile. Per via del suo habitat naturale floristico e faunistico sorse, nel 1999, un'oasi protetta[6] del WWF sul lato meridionale del lago, lungo la strada Ofantina ed a metà strada fra la piccola zona industriale e l'insediamento di prefabbricati installati post terremoto dell'ottanta.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Area archeologica di Compsa.

Il territorio è stato abitato da popolazioni appartenenti alla cosiddetta cultura di Oliveto-Cairano. Influente centro irpino, romano e longobardo, sede vescovile prima, e arcivescovile in seguito, a causa di frequenti terremoti, col tempo perse la sua importanza a favore di Sant'Angelo dei Lombardi e Teora.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Teora, appartenente al distretto di Sant'Angelo de' Lombardi del regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Teora, appartenente al circondario di Sant'Angelo de' Lombardi.

Terremoto dell'Irpinia del 1980[modifica | modifica wikitesto]

Completamente rasa al suolo dal terremoto del 23 novembre 1980, al cui epicentro era il paese più vicino, Conza è stata interamente ricostruita in altro sito. Dalle macerie della vecchia città sono emerse le rovine dell'insediamento di epoca romana, oggi facenti parte dell'Area archeologica di Compsa.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.[7]»
— 23 novembre 1980.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Città Vecchia[modifica | modifica wikitesto]

Città nuova[modifica | modifica wikitesto]

  • Nuova Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo
  • La Rinascita. Scultura dell'artista Giuseppe Rubicco, realizzata in Piazza Sandro Pertini, in occasione del 25º anniversario del terremoto. Il monumento è costituito da una Sfera in pietra spaccata dalla forza dell'uomo e di una donna che, fragili (vetro) riescono a riemergere e rinascere.
  • Sulle aree a verde del nuovo paese sono disseminate opere scultoree metalliche dell'Arch. Riccardo Dalisi che ha inoltre

realizzato il monumento al serbatoio idrico sito sulla sommità di Conza antica.

  • La famiglia, monumento posizionato nella rotatoria installato nella rotatoria sita all'incrocio tra C.so Europa e C.so XXIII Novembre 1980, costituito da un'imponente figura femminile (la madre) che poggia su 3 pilastri (padre, madre e figli) di cui si costituisce la famiglia. L'opera è stata realizzata dallo scultore Di Rosa.
  • “Cuore”. Monumento in memoria di Sergio Rosamilia, volontario della Misericordia di Conza della Campania che ha visto compiersi il suo destino mentre svolgeva il suo dovere alla guida di un'ambulanza: la scultura è stata realizzata dallo scultore Corrado Grifa e installata presso la rotatoria di corso Francesco De Sanctis e corso XXIII Novembre 1980. L’opera è stata inaugurata il 23 marzo 2009.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2016 nel territorio di Conza della Campania risultano residenti 53 cittadini stranieri. I gruppi più numerosi sono quelli di:

fonte Istat

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Arcidiocesi di Conza.

La maggioranza della popolazione[9] è di religione cristiana di rito cattolico; il comune appartiene all'Arcidiocesi di Sant'Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia.

L'antica concattedrale, crollata a seguito del sisma del 1980, è stata sconsacrata e sostituita dalla nuova concattedrale realizzata nella nuova Conza.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il museo archeologico di Compsa

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo archeologico di Compsa

Persone legate a Conza della Campania[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La nuova Conza[modifica | modifica wikitesto]

Conza nuova: corso Francesco De Sanctis

Come già precedentemente accennato, a seguito del sisma del 1980 il centro storico venne completamente raso al suolo. Le autorità politiche dell'epoca decisero di non ricostruire l'abitato nello stesso sito ma di creare un insediamento con unità abitative prefabbricate, in attesa di ricostruire la nuova Conza in altro sito. La cittadina venne realizzata in località Piano delle briglie, una zona pianeggiante a circa un chilometro dal vecchio abitato[10]. La nuova Conza è stata realizzata con criteri antisismici e strade e piazze larghe.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Lo statuto comunale di Conza non menziona alcuna frazione. In base al 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni[11], le località abitate, oltre al capoluogo, sono:

  • Conza della Campania - insediamento prefabbricati, 16 abitanti, 440 m s.l.m..

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Principali arterie stradali[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada Statale 91 Italia.svg Strada provinciale ex SS91;
  • Strada Statale 7 Italia.svg Strada provinciale ex SS7;
  • Strada Statale 7dir-C Italia.svg Strada provinciale ex SS7 dir/c;
  • Strada Provinciale 44 Italia.svg Strada provinciale 44: dal bivio sulla SS 91 al vecchio abitato di Conza della Campania.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative

Il territorio fa parte della Comunità montana Alta Irpinia e dell'Unione dei comuni Alto Ofanto[12].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Conza", in Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 227.
  4. ^ Claudio Corvino, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità della Campania, Roma, Newton & Compton editori, 2002, p. 75, ISBN 88-8289-640-4.
  5. ^ Diga di Conza • E.I.P.L.I., in E.I.P.L.I., 9 marzo 2016. URL consultato il 16 marzo 2017.
  6. ^ Informazioni dal sito ufficiale dell'oasi Archiviato il 17 agosto 2009 in Internet Archive.
  7. ^ Vedi elenco delle decorazioni sul sito del Quirinale.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Diocesi di Sant'Angelo dei Lombardi - Conza - Nusco - Bisaccia
  10. ^ www.irpinia.info, Conza della Campania, Conza nuova
  11. ^ 14º Censimento
  12. ^ [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Archivio Diocesano di Sant'Angelo dei Lombardi (ADSAL), ms. del 1691, D. A. Castellano, Cronista conzana (parte del manoscritto è riportata in G. Chiusano, La Cronista conzana, Conza della Campania 1983, e in La Cronista Conzana del Castellani, a cura di M. Carluccio e F. Celetta, 5 voll., Conza della Campania 1999-2002).
  • F. Ughelli, Italia sacra, II ediz., VI, Venetiis MDCCXX, coll. 795-829;
  • F. Sacco, Dizionario geografico-istorico-fisico del regno di Napoli, I, Napoli 1795, pp. 345–347;
  • L. Giustiniani, Dizionario geografico- ragionato del Regno di Napoli, IV, Napoli 1802, p. 122;
  • F.P. Laviano, La vecchia Conza e il castello di Pescopagano, Trani 1924;
  • V. Acocella, Storia di Conza (I) - Il gastaldato e la contea fino alla caduta della monarchia sveva, estratto dagli “Atti della Società Storica del Sannio”, Benevento 1927 - 1928;
  • G. Gargano, Ricerche storiche su Conza antica, Avellino 1934;
  • V. Acocella, Storia di Conza (II) - La contea dalla dominazione angioina al Vicereame, estratto da “Samnium” 1942, 1945, 1946, poi in volume, Napoli 1946;
  • G. Chiusano, Memorie conzane, Lioni 1969;
  • A. Cestaro, Le diocesi di Conza e Campagna nell'età della Restaurazione, Roma 1971;
  • G. Fratianni, La cattedrale di Conza. Note archeologiche e architettoniche, in “Civiltà altirpina”, n.s., 1990/2, pp. 8–14;
  • G. Felici, Il principato di Venosa e la contea di Conza dai Gesualdo ai Boncompagni Ludovisi, a cura di A. Capano, Venosa 1992;
  • E. Ricciardi, Conza in Campania dopo il terremoto del 1694, in “I Beni Culturali. Tutela e valorizzazione”, 1/1997, pp. 16–18;
  • E. Ricciardi, Conza. S. Maria Assunta, in Santuari della Campania, a cura di U. Dovere, Napoli 2000, pp. 329–330;
  • E. Ricciardi, Appunti per una biografia di Alfonso Gesualdo (1540 - 1603), in «Archivio Storico per le Province Napoletane», CXXI (2003), pp. 149–171.
  • M. Carluccio, Conza della Campania. Il parco archeologico Compsa, Avellino 2002;
  • M. Carluccio, Compsa, Il parco storico-archeologico, De Angelis Editore, 2008;
  • S. Erberto e la cattedrale di Conza, a cura della “Pro-loco Compsa”, Conza della Campania 2005
  • E. Ricciardi, La cattedrale di Conza ai tempi di monsignor Gaetano Caracciolo e la rinascita del culto di S. Erberto, in S. Erberto e la cattedrale di Conza, Conza della Campania 2005, pp. 49–74..
  • E. Ricciardi, Gaetano Caracciolo arcivescovo di Conza (1682-1709), in “Archivio Storico per le Province Napoletane”, CXXIII (2005), pp. 319–358

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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