Atessa

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Atessa
comune
Atessa – Stemma Atessa – Bandiera
Atessa – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Nicola Cicchitti[1] (Lista Civica di Centro-destra LiberAtessa) dal 28/05/2007 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 42°04′N 14°27′E / 42.066667°N 14.45°E42.066667; 14.45 (Atessa)Coordinate: 42°04′N 14°27′E / 42.066667°N 14.45°E42.066667; 14.45 (Atessa)
Altitudine 435 m s.l.m.
Superficie 110,98 km²
Abitanti 10 707[2] (30/11/2014)
Densità 96,48 ab./km²
Frazioni vedi elenco frazioni
Comuni confinanti Altino, Archi, Bomba, Carpineto Sinello, Casalanguida, Casalbordino, Colledimezzo, Gissi, Guilmi, Lanciano, Montazzoli, Paglieta, Perano, Pollutri, Sant'Eusanio del Sangro, Scerni, Tornareccio, Villa Santa Maria
Altre informazioni
Cod. postale 66041
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069005
Cod. catastale A485
Targa CH
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 846 GG[3]
Nome abitanti atessani
Patrono san Leucio
Giorno festivo 11 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Atessa
Atessa
Posizione del comune di Atessa all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Atessa all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Atessa (L'Atésse in dialetto atessano[4]) è un comune italiano di 10.707 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Valsangro. È il più grande comune della provincia per estensione e l'ottavo per popolazione.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Atessa.

Si trova nella bassa valle del fiume Sangro. La sua superficie, con i suoi 11.003 ettari, è la più estesa della provincia e comprende una piccola parte decentrata dal resto del territorio, un'exclave a sud del comune di Tornareccio. I promontori degradano dolcemente fino a raggiungere la vasta piana alluvionale del Sangro.

La quota minima è di 55 m s.l.m., a cui si giunge sulle rive del fiume, mentre quella massima è di 876 m s.l.m., nei pressi della località Fonte Campana, con un dislivello di oltre 800 metri: un passaggio dai caratteri di pianura a quelli di bassa, media e alta collina. L'altitudine della residenza comunale è di 435 m s.l.m.

L'abitato di Atessa si snoda sulla sommità di un rilievo dalla pianta a forma di mezzaluna, isolato sulla campagna circostante, il cui punto più alto è di 473 metri, presso la Villa Comunale.

I corsi d'acqua che solcano il territorio comunale sono numerosi, per lo più affluenti dei principali fiumi, il Sangro a ovest e l'Osento a est. Tra i principali tributari di essi possiamo ricordare il Torrente Appello, il Fosso Santa Barbara, il Fosso San Carlo, il Rio Falco e il Torrente Ceripolle.

Il sottosuolo consiste in uno degli ultimi crinali in cui si trovano antichi depositi sabbiosi stratificati, visibili nei numerosi affioramenti delle scarpate, con un tipico colore giallo ocra. Questi sedimenti, testimonianza della permanenza della fascia costiera in questo luogo e la seguente regressione del mare tra la fine del Pliocene e l'inizio del Quaternario, poggiano su terreni argillosi (Argille grigio-azzurre), frutto della sedimentazione in mare aperto di materiali terrigeni. Sono così costituite le ampie colline, sulle quali si trovano la maggioranza delle contrade, collegate da una fitta rete di strade secondarie a quelle più importanti del fondovalle.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Atessa.

Le origini di Atessa secondo alcune fonti risalgono al V secolo d.C. dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente.[5]

In seguito fu feudo di vari signori tra cui: dei Courtenay o Cortinaccio, di Filippo di Fiandra, dei Maramonte, del Conte di Monteodorisio, del re Ferrante e dei Colonna.[6]

Dopo l'eversione del feudalesimo il territorio versò in miseria.[5]

Successivamente si ebbe una breve ripresa sotto il casato dei Borbone, ma una successiva epidemia di colera che colpì il paese tra il 1816 e il 1817 portò di nuovo il paese in miseria.[7]

Nel 1860 la cittadinanza partecipò con grande entusiasmo all'unità d'Italia ma, in seguito, dovette fare i conti col brigantaggio.[7]

Nella prima metà del XX secolo il paese partecipò alle due guerre mondiali perdendo 135 paesani nella prima e 79 militari e 21 civili nella seconda guerra mondiale.[7]

In seguito, negli anni settanta e ottanta del XX secolo, la zona subì una radicale trasformazione economico-sociale per via dello sviluppo industriale della Val di Sangro.[6]

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome deriva dall'unione di due centri abitati: Ate e Tixa.[6]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[8]»
— 5 ottobre 2006

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Duomo di San Leucio
Santa Croce
Convento di San Pasquale
Finestra di Casa De Marco

sconsacrata, la chiesa è molto semplice, in pietra grezza con piccolo campanile a vela.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Arco 'Ndriano
  • Casa De Marco (XIV secolo), si suppone fosse il castello medievale, successivamente ampliato dalla regina Giovanna di Napoli, e poi trasformato in residenza nobile nel XVIII secolo. Ha l'esterno fortificato, con finestre bifore rinascimentali, ed oggi ospita il Museo Etnografico.
  • Porta San Michele - semplice porta urbica ad arco della città vecchia.
  • Arco 'Ndriano- Porta grande del corso Vittorio Emanuele III, del XIII secolo. Essa ha uno spessore molto ampio, ed ha un rialzo superiore per appartamento delle guardie.
  • Porta Santa Margherita - è nel rione di Santa Croce, e risale al VI secolo. È una semplice struttura ad arco in pietra, dove vicino si trova la chiesa di Santa Margherita.
  • Porta San Giuseppe
  • Mura del borgo antico - sono visibili lungo il corso Vittorio Emanuele, e risalgono al XIII secolo.
  • Palazzo Coccia-Ferri- risale al 1569 ed è struttura signorile, modificata nel XVIII secolo, perdendo parte dell'arte tipica rinascimentale originale.
  • Palazzo Spaventa- si trova in piazza Garibaldi, realizzato in laterizio e bugne, così come la cornice del portale. Risale al XVII secolo, opera dei parenti del famoso Silvio Spaventa.
  • Palazzo Marcolongo
  • Palazzo Della Francesco

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Sopra il Monte Pallano, a confine con Tornareccio e Bomba, si trovano le Mura Ciclopiche del sito di Pallanum, recuperate negli anni '90 per un parco archeologico attrezzato.

Altri luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

La colonna di San Cristoforo di notte
  • Colonna di San Cristoforo: Si trova sulla cima dell'omonimo colle a ridosso di piazza Garibaldi, il centro cittadino. Venne costruita in onore di San Cristoforo per invocare protezione dalla peste nel 1657. Venne restaurata nel 1955 a causa dei gravi danni subiti durante la seconda guerra mondiale. È realizzata in laterizio ed è composta da due piani a quattro facce, ognuno dei quali presenta degli archi a tutto sesto, su cui poggia la statua del Santo.[9]
  • Monumento ai caduti
  • La torre medievale.
  • La fontana grande. Risale al 1460. La fontana è realizzata in conci di pietra calcarea ed è alta circa tre metri. In quattro aperture si poteva porre il secchio o la conca per prelevare l'acqua.[10]
  • Vari esempi di architettura contadina nelle campagne circostanti.
  • Scavi archeologici di Porcari

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

San Leucio[modifica | modifica wikitesto]

La costola del drago custodita nella teca della Cattedrale, dove vi era anche il tesoro della cattedrale prima che venisse saccheggiato

Le origini di Atessa si fanno risalire alla leggenda di San Leucio e di un gigantesco drago. Quest'ultimo sarebbe vissuto nel vallone di Rio Falco, che separava i due colli su cui sorgevano i nuclei abitativi di Ate e Tixa. Secondo la leggenda il drago seminava il terrore nella zona, tanto che neppure i lupi osavano frequentare i luoghi della sua dimora, ed esigeva dagli abitanti dei due paesi un tributo di carne umana per il suo pasto giornaliero, pena la devastazione degli abitati e il massacro della popolazione. Solo l'arrivo di Leucio, vescovo di Brindisi, pose fine al sacrificio di tante vite innocenti. Sorretto dalla forza della fede, il vescovo riuscì a uccidere la bestia e a portarla fuori dalla grotta in cui si rintanava. Le due città di Ate e Tixa furono così riunite in Atessa. Al popolo venne donato il sangue nero del drago per esorcizzare i mali e per curare le malattie. Del corpo della bestia, San Leucio lasciò solo un'enorme costola, che volle fosse conservata in eterno dentro una chiesa da edificare e intitolare a suo nome. In effetti, la cattedrale della città è intitolata proprio a San Leucio e vi si conserva una reliquia che la devozione popolare ritiene essere la costola del drago.

San Martino[modifica | modifica wikitesto]

Antichissime tradizioni e leggende si legano anche all'altro protettore di Atessa, San Martino abruzzese, nativo proprio di questa città. Secondo la leggenda Martino si fece frate e decise di andare a predicare in un piccolo convento a Fara San Martino. Tuttavia, in nome dell'amore che lo legava alla città di origine, il santo promise agli atessani bel tempo o piogge, secondo le necessità, se questi avessero invocato il suo nome con fede e avessero visitato ogni anno il suo romitorio, portandovi in oblazione una grande torcia di cera. Dopo aver benedetto il popolo con un ramoscello d'ulivo, San Martino salì velocemente sulle montagne verso Vallaspra, attraversando sterpaie e boschi, voltandosi altre due volte per benedire il popolo e la città. Il santo giunse infine in una grotta della Majella, presso la sorgente del fiume Verde vicino Fara San Martino, e lì morì. Gli atessani erano devoti e riconoscenti a Martino: per impetrare la grazia dei buoni raccolti e in ricordo del viaggio dell'eremita, tutti gli anni ripercorrevano a piedi l'itinerario del santo, soffermandosi a pregare nei luoghi stessi in cui San Martino si era voltato a benedire i suoi compaesani. Questa tradizione è detta della 'ntorcia (che vuol dire "torcia"). Essa è ancora oggi particolarmente sentita tra gli agricoltori, che ripercorrono l'antico itinerario a piedi o in autobus. [12]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Comunale "F. Cicchitti - Suriani".[senza fonte]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune sono presenti i seguenti istituti secondari di secondo grado:

  • Liceo Scientifico e Liceo Scientifico Scienze Applicate
  • Istituto Tecnico Commerciale
  • Istituto Professionale per i Servizi Socio Sanitari (dal 2013)

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo Sassu

Eventi[13][modifica | modifica wikitesto]

  • La manifestazione più antica si svolge dal 15 al 18 agosto. Essa costituisce una delle più attese festività della comunità atessana: consiste nella celebrazione dei santi Maria Assunta, Rocco, San Leucio ed Emidio, protettori della città, mediante una serie di spettacoli folcloristici e musicali.
  • Una rassegna di musica jazz si svolge ogni anno in tre serate a metà luglio, nella piazza del Municipio: ne sono ospiti musicisti di fama nazionale e internazionale.
  • Terza settimana di luglio: Rassegna nazionale di concerti bandistici.
  • Tra luglio e agosto: Festival internazionale del folclore.
  • Prima e ultima domenica di maggio: La Ntorcia (Cero portato fino a Fara San Martino con una marcia che può durare fino a 17 ore).
  • Novembre/Marzo: Rassegna regionale di Teatro Comico Dialettale "Drago d'Oro" - Teatro Comunale "A. Di Iorio"[14].[Chierire con fonti terze autorevoli la rilevanza "almeno nazionale" delle manifestazioni]

Persone legate ad Atessa[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Aia Santa Maria, Boragna Fontanelle, Boragna San Paolo, Campanelle, Capragrassa, Carapelle, Carriera, Casale, Castellano, Castelluccio, Ceripollo, Colle Comune, Colle d'Aglio, Colle delle Pietre, Colle Flocco, Colle Grilli, Colle Martinelli, Colle Palumbo, Colle Quarti, Colle Rotondo, Colle San Giovanni, Colle Sant'Angelo, Colle Santinella, Colle Santissimo, Cona, Coste Iadonato, Croce Pili, Fazzoli, Fontegrugnale, Fontesquatino, Forca di Iezzi, Forca di Lupo, Fornelli, Giarrocco, Ianico, Lentisce, Mandorle, Mandrioli, Masciavò, Masseria Grande, Molinello, Montecalvo, Montemarcone, Monte Pallano, Monte San Silvestro, Osento, Passo del Vasto, Passo Pincera, Piana Ciccarelli, Piana dei Monaci, Piana dell'Edera, Piana Fallascosa, Piana La Fara, Piana Matteo, Piana Osento, Piana Sant'Antonio, Piana Vacante, Pianello, Piazzano, Pietrascritta, Pili, Querceto, Quercianera, Rigatella, Riguardata Scalella, Rocconi, Saletti, San Giacomo, San Luca, San Marco, Sant'Amico, San Tommaso, Satrino, Sciola, Scorciagallo, Siberia, Solagna Longa, Solagna Rigatella, Sterpari, Vallaspra, Varvaringi.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Settore primario[modifica | modifica wikitesto]

Dato l'esteso territorio comunale (il più esteso della provincia di Chieti), Atessa possiede una discreta importanza nell'agricoltura, che si concentra nelle zone collinari, poiché la zona pianeggiante della Val di Sangro è occupata dagli insediamenti industriali. Proprio il processo di industrializzazione ha tolto forze di lavoro al settore primario, a cui consegue l'abbandono delle terre poco redditizie. Si producono principalmente vino, cereali e olio di oliva. Nella frazione di Piazzano sono molto concentrate le coltivazioni di pesche gialle. Il territorio presenta una diversificazione agricola, motivo della notevole ricchezza paesaggistica che vanta la Città.

Settore secondario[modifica | modifica wikitesto]

Le principali risorse economiche della Val di Sangro si concentrano nella zona industriale di Atessa, nella frazione di Saletti. Con l'industrializzazione degli anni settanta e ottanta, la struttura economica e sociale cittadina passò dal tipo agricolo-artigianale a una dinamica società di tipo industriale. Fornisce lavoro a buona parte della popolazione dei paesi circostanti, fermando il drastico spopolamento e l'emigrazione verso altre nazioni dai paesi dell'entroterra. I principali insediamenti industriali sono rappresentati dallo Stabilimento Sevel Val di Sangro, il più grande impianto di produzione di veicoli commerciali leggeri d'Europa, la Honda, la Honeywell e la Pail serramenti, storica industria atessana.

Settore terziario[modifica | modifica wikitesto]

In passato le attività terziarie principali si concentravano nel capoluogo cittadino, ma stanno acquisendo sempre più importanza le attività presso le nuove zone residenziali della Val di Sangro, e proprio per questo molte di quelle del capoluogo si stanno trasferendo nei nuovi centri.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia recenti amministrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1993 16 novembre 1997 Angelo Staniscia Partito Democratico della Sinistra Sindaco [15]
17 novembre 1997 27 maggio 2007 Giuseppe Cellucci L'Ulivo (1997-2002)
Lista Civica di Centro-sinistra (2002-2007)
Sindaco [16][17]
28 maggio 2007 in carica Nicola Cicchitti Lista Civica di Centro-destra LiberAtessa Sindaco [18][1]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Ad Atessa fino alla stagione 2008-2009 erano presenti due squadre di calcio: la Polisportiva Val di Sangro nata nel 1961, che militava nel campionato di serie C2 e l'Atessa Calcio nata nel 1964 (fino al 1988 Ate-Tixa), che disputava il campionato regionale abruzzese di Eccellenza. Nel 2009 si sono fuse per dar vita all'Atessa Val di Sangro, cancellata dalla Lega Nazionale Dilettanti nel 2012. Nella stagione calcistica 2016-2017 le società iscritte a campionati della Figc sono la Val Di Sangro (colori sociali biancazzurro), che gioca nel girone A di Promozione, il Piazzano (biancorosso) che milita nel girone B di Prima Categoria, l’Atessa Mario Tano (rossoblù) iscritta nel girone F di Seconda Categoria, e i Draghi San Luca (giallorosso) che partecipano al girone B provinciale di Terza Categoria. È inoltre affiliata al comitato regionale della Figc Abruzzo il Futsal Atessa (rossoblù) che disputa il campionato regionale di calcio a 5, serie C2 girone B. Il principale impianto cittadino è lo stadio comunale Montemarcone, nella località omonima, con una capienza di 2000 spettatori, mentre in città è presente lo stadio Fonte Cicero, dotato di 1500 posti; le squadre di calcio a 5 utilizzano la palestra Ciampoli. Nella località è presente la squadra di pallacanestro ASD Atessabasket.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Architettura cittadina[modifica | modifica wikitesto]

Panorami da Atessa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 6 maggio 2012, elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 4619.
  5. ^ a b Storia
  6. ^ a b c Archivio storico
  7. ^ a b c Atessa e la sua storia
  8. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali, dati.acs.beniculturali.it.
  9. ^ Colonna di San Cristoforo
  10. ^ Fontana Grande
  11. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Sito ufficiale della "ntorcia di Sant Martine"
  13. ^ Info su eventi su www.sangroaventino.it
  14. ^ Dragodoro, Rassegna di teatro comico dialettale
  15. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 21 novembre 1993, elezionistorico.interno.it.
  16. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 16 novembre 1997, elezionistorico.interno.it.
  17. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 26 maggio 2002, elezionistorico.interno.it.
  18. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 27 maggio 2007, elezionistorico.interno.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Claudio Pellegrini, Una terra, una chiesa, un popolo, storia del Monte e della Valle di Atessa, Atessa 1998
  • Archioclub di Atessa, Atessa, guida della città (pagina 99). Editrice Rocco Carabba, Lanciano, 1983

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN234315833