Macchia Valfortore

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Macchia Valfortore
comune
Macchia Valfortore – Stemma Macchia Valfortore – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Molise-Stemma.svg Molise
Provincia Provincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Amministrazione
Sindaco Antonio Carozza (Lista civica) dal 05/06/2016
Territorio
Coordinate 41°36′N 14°55′E / 41.6°N 14.916667°E41.6; 14.916667 (Macchia Valfortore)Coordinate: 41°36′N 14°55′E / 41.6°N 14.916667°E41.6; 14.916667 (Macchia Valfortore)
Altitudine 477 m s.l.m.
Superficie 26,77 km²
Abitanti 638[1] (31-12-2010)
Densità 23,83 ab./km²
Comuni confinanti Carlantino (FG), Celenza Valfortore (FG), Gambatesa, Monacilioni, Pietracatella, Sant'Elia a Pianisi
Altre informazioni
Cod. postale 86040
Prefisso 0874
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 070035
Cod. catastale E780
Targa CB
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 992 GG[2]
Nome abitanti macchiaroli
Patrono san Nicola di Mira
Giorno festivo 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Macchia Valfortore
Macchia Valfortore
Macchia Valfortore – Mappa
Posizione del comune di Macchia Valfortore nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

Macchia Valfortore è un comune italiano di 644 abitanti in provincia di Campobasso, in Molise. Fa parte della Comunità Montana del Fortore Molisano.

L'agro di Macchia Valfortore è situato sulle rive del Lago di Occhito, uno dei bacini artificiali più grandi d'Europa. È totalmente immerso nelle incontaminate colline molisane e segna il confine geografico tra il Molise e la Puglia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sorse come borgo medievale sul fiume Fortore, circa nell'XI secolo. Il conte feudatario Gualtiero Gentili costruì il castello e la chiesa parrocchiale.

Dopo il 1150 il castello passò nelle mani dei Gambacorta (XVII secolo).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Lago di Occhito[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Lago di Occhito e Fortore.

Palazzo baronale Gambacorta[modifica | modifica wikitesto]

Costruito intorno al 1150, il castello passò nella proprietà di Gambacorta dal 1618 al 1701.

Oggi è museo e municipio. Ha tre livelli nella pianta rettangolare, con ingresso principale ad arco a tutto sesto. Sulla facciata è presente una torre circolare che è adibita a residenza privata.

Cappella di Santa Maria Assunta[modifica | modifica wikitesto]

Si trova presso un colle vicino al centro, in contrada Sant'Elia. La chiesa fu costruita nel XVIII secolo. Durante la seconda guerra mondiale una famiglia tedesca si rifugiò nella chiesa, tuttavia compiendo razzie e in poco tempo avvenne un prodigio: tutta la famiglia morì di cancro alla gola.

In una seconda circostanza nel primo Novecento un pastore cavò gli occhi alla statua della Madonna per venderli, ma mentre era su un albero, cadde sopra un traliccio della corrente e fu decapitato.

La chiesa sulla parete posteriore dell'abside ha un dipinto con la Vergine che schiaccia il serpente, mentre la statua è conservata in una nicchia dopo il portale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 giugno 1988 6 maggio 1993 Antonio Marzoli Democrazia Cristiana Sindaco [4]
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Antonio Carozza lista civica Sindaco [4]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Antonio Carozza Cristiani Democratici Uniti Sindaco [4]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Orazio Cifelli lista civica Sindaco [4]
30 maggio 2006 17 maggio 2011 Antonio Carozza lista civica Sindaco [4]
17 maggio 2011 in carica Nicola Zingaro lista civica: rami di ginestra Sindaco [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ a b c d e f http://amministratori.interno.it/

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN246957245