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Salcito

Coordinate: 41°45′N 14°31′E
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Salcito
comune
Salcito – Stemma
Salcito – Veduta
Salcito – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Molise
Provincia Campobasso
Amministrazione
SindacoGiovanni Galli (lista civica Cambiare Salcito) dall'11-6-2018 (2º mandato dal 14-5-2023)
Territorio
Coordinate41°45′N 14°31′E
Altitudine678 m s.l.m.
Superficie28,26 km²
Abitanti632[1] (28-2-2026)
Densità22,36 ab./km²
Comuni confinantiBagnoli del Trigno (IS), Civitanova del Sannio (IS), Fossalto, Pietracupa, Poggio Sannita (IS), San Biase, Sant'Angelo Limosano, Schiavi di Abruzzo (CH), Trivento
Altre informazioni
Cod. postale86026
Prefisso0874
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT070062
Cod. catastaleH693
TargaCB
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 242 GG[3]
Nome abitantisalcitani
PatronoS. Basilio Magno
Giorno festivo14 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Salcito
Salcito
Salcito – Mappa
Salcito – Mappa
Posizione del comune di Salcito nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

Salcito è un comune italiano di 632 abitanti[1] della provincia di Campobasso in Molise.

Geografia fisica

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Salcito è un territorio collinare situato a 678 metri sul livello del mare, a ridosso di Monte Lungo. Dal centro abitato si scende a picco presso una strada asfaltata di circa 4 km verso il fiume Trigno, lungo il quale si snoda la fondovalle omonima, che permette di raggiungere agevolmente le città di Isernia e di Vasto e altri comuni tra cui Bagnoli del Trigno, Pietrabbondante, Poggio Sannita, Agnone, Schiavi d'Abruzzo, Belmonte del Sannio e in lontananza Capracotta[4]. Il paese è parte del Parco delle Morge Cenozoiche del Molise[5].

Il nome del comune di Salcito deriva probabilmente dalla natura idrogeologica del territorio su cui sorge l'abitato, dove ci sono numerose sorgenti che consentivano l'esistenza di alberi bisognosi d'acqua come i salici (o salci). È probabile che sia stato fondato come avamposto fortificato al tempo del duca longobardo Adalgiso o Adelchi di Benevento, il quale, nell'anno 878, pose l'assedio ed espugnò la vicina Trivento caduta in mano ai Saraceni. Nella stessa epoca longobarda è citato un Salectu presso il fiume Sangro, ma è più plausibile che si riferisse alla località Saletta di Castel del Giudice[6]. Ai tempi dei Normanni e degli Svevi era invece chiamato Salicitum, nel secolo XV Castrum Saliciti ed infine, nei secoli successivi Salceto. I suoi edifici medievali furono sicuramente distrutti dal grande terremoto del 1456 che rase al suolo Agnone, tanto che il suo maggiore edificio storico civile costituito dal palazzo baronale Mascione fu edificato nel 1492. Gli studi condotti finora per la conoscenza della storia di Salcito, hanno rilevato che Salcito ha fatto parte di un complesso di feudi che si estendevano tra la Valle del Trigno e quella del Biferno di cui era proprietario Nicola d'Evoli. A partire dalla fine del Quattrocento, Salcito passò ai feudatari Di Capua, poi ai De Regina e agli Spina. Fu il marchese Paolo Francone nel 1653 ad acquistare il feudo di Salcito e a farlo diventare il centro di tutti i possedimenti della famiglia Francone in Molise.

Nello stemma è raffigurata una corona d'oro, in campo rosso, posta al di sopra di un monte d'argento: questo è il profilo di Monte Lungo, che si trova a ridosso del paese ed è attraversato da una fascia ondata di colore azzurro che rappresenta il fiume Trigno. Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Architetture religiose

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  • Chiesa di San Basilio Magno: è la chiesa più importante e antica di Salcito, costruita nel '500. In origine era un maniero medievale risalente al IX secolo. Il campanile inizialmente si presentava a vela e fu ricostruito nel 1714, mantenendo la forma nei secoli a venire. Con la sua forma a torre, sormontato da un tamburo ottagonale con archi e cuspide a cono, rappresenta il volto di Salcito. Fu restaurato nel 1990 dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali. La chiesa, profondamente modificata nella facciata nel XVI secolo, possiede una pianta rettangolare, inoltre la facciata ha due finestre quadrate laterali e un portale rinascimentale. Al suo interno vi sono reperti archeologici rinvenuti nel territorio di Salcito: un capitello, decorato con motivi vegetali di epoca romanica e una base tronca con quattro tortiglioni. Ad oggi, la chiesa conserva ancora dei tesori d'arte, come gli altari lignei del '700 e alcune pregevoli tele.[7]
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie: chiamata anche "chiesa del Purgatorio", si trova nella piazza principale. Costruita nel 1721, era inizialmente una piccola chiesa sotto il titolo delle anime del Purgatorio e senza sagrestia. Qui risiedeva la Congregazione dei morti, un gruppo di laici (confratelli) che si prendeva cura della chiesa e delle sepolture delle persone venute a mancare. Nei primi mesi del 1738, i confratelli chiedono al Marchese Paolo Francone Jr. il permesso di poter realizzare la sagrestia e un deposito, concessione che avverrà il 18 luglio dello stesso anno. Nella chiesa non era però conservato il SS. Sacramento e ciò veniva visto come un grave problema, risolto successivamente da Nicola D'Alisera, Prefetto della Congrega, rivolgendosi alla Santa Sede; quest'ultima concesse tale facoltà con Indulto Pontificio del 30 giugno 1854 e il successivo 6 settembre con la disposizione della Curia di Trivento, attenendosi all'obbligo di rispettare determinate clausole interne, tra le quali la celebrazione giornaliera di una Messa. Il 20 maggio 1855, i confratelli erano intenzionati a costruire una terza navata, ma l'idea fu scartata per l'impossibilità della struttura di costruzione, non adeguata per tale scopo a seguito di alcune perizie eseguite. Nel 2004, la chiesa fu chiusa dalle autorità civili a causa di una frana che aveva interessato buona parte del territorio e rimase chiusa fino al 27 luglio 2007, quando furono portati a termine i lavori di consolidamento delle mura interne ed esterne della chiesa. Ad oggi, la chiesa si presenta divisa in due navate: la maggiore costruita nel 1813, la minore verso il 1840, di forma rettangolare e muratura in pietra intonacata.[8]
  • Chiesa di San Rocco: chiamata anche "chiesa dei finestroni" dalla popolazione, si presenta poco sotto quella di San Basilio Magno, al termine della scalinata che conduce al borgo. Tale costruzione, voluta dal parroco Don Antonio Lalli, doveva essere la chiesa più imponente di Salcito e consacrata a Santa Maria delle Grazie, dal momento che la stessa chiesa nella piazza risultava essere di proprietà privata, appartenente alla congregazione del Purgatorio. L'idea della nuova chiesa era sorta perché quella di San Basilio Magno era divenuta troppo piccola. La storia della chiesa ha inizio nel 1820, quando Don Antonio Lalli acquistò dai Caracciolo parte del palazzo baronale per 300 ducati, con l'obiettivo di costruirvi la nuova chiesa parrocchiale. Questo evento, portò ad un grandissimo contributo da parte dei salcitani che, giorno dopo giorno, portavano ogni singola pietra per edificare le mura. Il 14 febbraio 1831, con la morte improvvisa del parroco, i lavori si bloccarono. La mancanza di un successore che condividesse gli stessi ideali di Don Antonio Lalli, fece sì che la chiesa rimanesse senza mura esterne e tetto. Quasi duecento anni dopo, nel 2008, grazie ad un finanziamento, furono terminati i lavori e la chiesa fu consacrata a San Rocco.[9]
  • Chiesa di San Lorenzo: sita nella contrada di Pietravalle presso la famosa Morgia, si presenta particolare per via della sua forma moderna e semplice. Nacque dal desiderio del parroco Don Antonio Guglielmi di avere un luogo di culto ma anche un punto di incontro e di unione per le famiglie residenti nella zona, idea che trovò riscontro in molti fedeli della zona e il vescovo Mons. Antonio Santucci sposò in pieno l'iniziativa accogliendola con gioia. Nel 1995 iniziarono le trattative per l'acquisto del suolo sul quale doveva sorgere la chiesa. I lavori iniziarono nel 1998 e terminarono l'anno successivo. Successivamente, il 10 agosto 1999, il vescovo Santucci consacrò la chiesa dedicandola alla SS. Trinità e a San Lorenzo. L'intitolazione al Santo è stata determinata da un documento nell'archivio vescovile di Trivento che attestava l'esistenza, in epoca remota, di un'abbazia nella contrada intitolata a San Lorenzo. La realizzazione di questa "piccola realtà" ha portato così a compimento il sogno del marchese Paolo Francone il quale, prima di morire, desiderava rivedere ricostruita l'abbazia di San Lorenzo. Ogni anno il 10 agosto, in onore del Santo, si organizzano delle sagre sul posto con la partecipazione di migliaia di persone.
  • Chiesa di San Nicola di Bari: si tratta di un piccolo edificio religioso che sorge al di fuori dal nucleo urbano principale, precisamente nella Contrada Morricine, costruito intorno il 1950 dai contadini del posto. Funge da chiesa sussidiaria e appartiene alla Parrocchia di San Basilio Magno, nata con lo scopo di permettere alle persone che abitavano lì intorno di poter esercitare la loro cristianità, dal momento che all'epoca raggiungere la chiesa principale non era semplice.[10] L'edificio ha beneficiato negli anni di svariati lavori di restauro nel 1897, analogamente a molti altri beni architettonici della zona, rientrando nei piani di ricostruzione e messa in sicurezza varati a seguito delle frane e degli eventi sismici che hanno interessato la regione, come il terremoto del 1805.[11]

Architetture civili

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  • Parco della Rimembranza: ospita la statua del Milite ignoto a terra, assieme al Monumento ai caduti, due mitraglie e un cannone. Essa ha trovato qui la sua collocazione solo dal 4 novembre 2012, nonostante sia stata commissionata nel 1940 in ricordo dei caduti di Salcito nella Grande Guerra. Tale statua è tornata alla luce grazie all'impegno di Felice Mattia (Salcito, 1922 – Roma, 2012), che negli ultimi anni della sua vita si è prodigato per darle idonea collocazione; un ruolo significativo l'hanno avuto anche la famiglia proprietaria del locale nel quale tale statua è stata custodita fino alla sua collocazione nel Parco, e il consigliere comunale Luigi Florio, che ha contribuito economicamente. Ancora ignoti restano i particolari legati alla storia di questa statua, come ad esempio il committente, lo scultore e l'occasione per la quale fu creata.
  • Palazzo Mascione: un edificio nobiliare ubicato nel primo nucleo urbano arroccato sullo sperone. Nel corso del XIX secolo è stata sostituita parte dell'edilizia originaria con la realizzazione di edifici dalle caratteristiche di palazzetti. Il palazzo si sviluppa a valle su tre livelli di piano, mentre a monte è ad un unico livello di piano. La struttura portante è in muratura di pietrame a corsi irregolari e parzialmente intonacata. La copertura è a falde. La facciata principale, quella a sud, presenta aperture simmetriche rispetto all’asse centrale con un portale in pietra con architrave ad arco a tutto sesto e basi e mensole squadrate e smussate. Sulla facciata laterale, lungo la scalinata che conduce a piazza Carracciolo, sulla chiave di volta del portale in pietra la scritta D.M. 1913[12].
  • Casino del conte Agostino Caracciolo di Torchiarolo: originariamente adibito a residenza signorile estiva, è un piccolo casale di forma rettangolare che risale tra l'inizio ed il primo quarto del XX secolo e non ha subìto nessuna trasformazione nel corso degli anni. Si eleva su quattro livelli di piano: piano seminterrato con copertura a volte a crociera, piano terra, primo piano e sottotetto. La muratura portante è in pietra e mattoni pieni, la copertura a due falde con solaio in legno ed una parte a terrazzo.
  • Vecchio Molino: un piccolo opificio, è ubicato nella zona di espansione avvenuta durante l’inizio del secolo scorso, è riconducibile alla prima metà del XX secolo. Si presenta come un edificio isolato e di forma rettangolare sviluppato principalmente su un unico livello di piano, solo nella parte laterale sinistra è su due livelli. La struttura portante è in muratura di pietrame e mattoni pieni intonacati con la copertura a due falde. Le aperture hanno cornici in mattoni pieni con architrave ad arco ribassato. Il coronamento è a semplice romanella di laterizi. Appoggiata alla facciata principale vi è una fontana in pietra del 1958[13].
Il percorso alla Morgia dei Briganti
  • Morgia dei Briganti: conosciuta anche come Morgia di Pietravalle, è una grossa roccia cenozoica poco distante dal borgo, costituita da un grosso rilievo di montagna che si estende verso l'alto, la cui caratteristica principale è la presenza di cavità artificiali; in particolare dieci sono distribuite su due livelli e sono visibili sui versanti meridionali, mentre tre sul versante settentrionale e sono state utilizzate come rifugi o dimore dei briganti nel basso medioevo per ripararsi e all'occorrenza difendersi; proprio a questo infatti deve il nome. Il sito ha, inoltre, un interesse paleontologico, poiché le calcareniti che costituiscono la Morgia sono ricche di gusci di lamellibranchi, tra cui abbondano i pettinidi ed ostreidi, rodoliti, briozoi e frammenti di gusci di echinodermi[14]. Oggi è meta turistica, è presente infatti un percorso che agevola l'arrivo a piedi alla Morgia, passando per un ampio ponte in legno.
  • Pandetta: alle spalle della Chiesa di San Basilio si trova una pandetta, ovvero una pietra incastrata nelle mura recanti una scritta con indicazioni per la cottura del pane nel forno baronale. All’epoca vi era l’obbligo della decima da pagare al barone per l’utilizzo del forno (una sorta di pizzo). Le persone, per evitare questo “sfruttamento”, inventarono il metodo di cottura “sotto la coppa” che è un metodo tutto molisano.[9]
  • Fonte della Cannelluccia: situata alla fine di una breve discesa dalla strada principale, a 1,3 km dal centro abitato, è una antica fonte di acqua pura e potabile immersa in un territorio piccolo e isolato, avvolto da vegetazione.
  • Fonte del Trocco: meglio conosciuta con il nome dialettale Fonte del Trucc', è situata alla fine di una breve discesa dalla strada principale, a 2 km dal centro abitato. È una antica fonte di acqua pura e potabile comprensiva di due fontane, una più grande e una più piccola. Adiacente alla fonte ci sono degli scalini che portano ad una vallata con tavoli di legno per picnic.

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[16]

Amministrazione

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Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
18 giugno 1985 1º luglio 1990 Domenico Di Giorgio Partito Comunista Italiano Sindaco [17]
1º luglio 1990 24 aprile 1995 Giovanni Quartullo Democrazia Cristiana Sindaco [17]
24 aprile 1995 14 settembre 1998 Domenico Di Giorgio Partito Democratico della Sinistra Sindaco [17]
14 settembre 1998 30 novembre 1998 Giuseppe Canale Comm. straordinario [17]
30 novembre 1998 27 maggio 2003 Vincenzo D'Alisera lista civica Sindaco [17]
27 maggio 2003 15 aprile 2008 Vincenzo D'Alisera lista civica Sindaco [17]
15 aprile 2008 27 maggio 2013 Ugo Adduocchio lista civica Sindaco [17]
27 maggio 2013 11 giugno 2018 Ugo Adduocchio Una porta per il futuro Sindaco [17]
11 giugno 2018 14 maggio 2023 Giovanni Galli Cambiare Salcito Sindaco [17]
14 maggio 2023 in carica Giovanni Galli Cambiare Salcito Sindaco [17]
  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. Sito del comune, su comunedisalcito.it (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2012).
  5. LE MORGE DEL PARCO, su parcodellemorge.it.
  6. Società napoletana di storia patria, Archivio storico per le province napoletane, vol. 34, 1909, p. 649.
  7. Chiesa di San Basilio Magno, su BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web. URL consultato il 28 maggio 2026.
  8. Paolo Pasquale, Salcito: tra storia, "morge" e accento romano, su Turismo in Molise, 15 novembre 2019. URL consultato il 28 maggio 2026.
  9. 1 2 di Paolo Pasquale, Salcito, su Turismo in Molise, 15 novembre 2019. URL consultato il 3 agosto 2023.
  10. Parrocchia di San Basilio Magno -, su annuariocattolico.it. URL consultato il 28 maggio 2026.
  11. Chiesa di San Nicola di Bari, su visitmolise.eu.
  12. (EN) Palazzo Mascione Salcito, - 1913/00/00 ante, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 26 luglio 2024.
  13. (EN) Vecchio Molino Salcito,post inizio XX - ante metà-XX, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 26 luglio 2024.
  14. Parco delle Morge Cenozoiche, su www.visitmolise.eu. URL consultato il 26 luglio 2024.
  15. Il tratturo Celano – Foggia all’altezza di Salcito (Cb), su amicidicapracotta.com.
  16. Dati tratti da:
  17. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 http://amministratori.interno.it/

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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