San Martino in Pensilis

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San Martino in Pensilis
comune
San Martino in Pensilis – Stemma
San Martino in Pensilis – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Molise-Stemma.svg Molise
ProvinciaProvincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Amministrazione
SindacoMassimo Caravatta (lista civica di centrosinistra) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate41°52′N 15°01′E / 41.866667°N 15.016667°E41.866667; 15.016667 (San Martino in Pensilis)Coordinate: 41°52′N 15°01′E / 41.866667°N 15.016667°E41.866667; 15.016667 (San Martino in Pensilis)
Altitudine281 m s.l.m.
Superficie100,66 km²
Abitanti4 793[1] (01-01-2016)
Densità47,62 ab./km²
Comuni confinantiCampomarino, Chieuti (FG), Guglionesi, Larino, Portocannone, Rotello, Serracapriola (FG), Ururi
Altre informazioni
Cod. postale86046
Prefisso0875
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT070069
Cod. catastaleH990
TargaCB
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantisammartinesi
PatronoSan Leo
Giorno festivo2 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Martino in Pensilis
San Martino in Pensilis
San Martino in Pensilis – Mappa
Posizione del comune di San Martino in Pensilis nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

San Martino in Pensilis è un comune italiano di 4.793 abitanti della provincia di Campobasso (Molise).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico del paese si trova sopra un colle, a un'altitudine di 281 m s.l.m.

Il colle è in parte a strapiombo e ripidissimo verso il lati sud e ovest. L'abitato si estende lungo il lato nord-ovest, meno scosceso e verso est, lungo il lato ripido meridionale, per alcune centinaia di metri e piega poi verso sud e ancora verso est[2].

I confini naturali del territorio del comune sono rappresentati dal torrente Saccione verso est e dal fiume Biferno verso nord-ovest. Attraversa il territorio anche il torrente Cigno, affluente del Biferno, che ha una portata molto maggiore del Saccione. Altri corsi d'acqua minori sono il "vallone Reale" e il "vallone Sassani" (affluenti di sinistra del Saccione).

Nella campagna collinare circostante si coltivano grano, barbabietole, girasoli e sono presenti anche vigneti ma soprattutto ulivi. Del terreno boschivo restano attualmente alcune macchie, del "bosco di Ramitelli" , che si estendeva lungo tutto il corso del Saccione, dal mare fino a Rotello. Questa zona conosciuta anche come la bufalara

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il vescovo ed erudito settecentesco Giovanni Andrea Tria[senza fonte], il toponimo di "San Martino" deriverebbe da una chiesa situata sul colle e dedicata al santo vescovo Martino di Tours. La posizione sopra una collina, con due ripidi pendii a sud e ad ovest, avrebbe invece dato origine all'aggiunta "in Pensili": entro le mura del paese vecchio ("Mezzaterra") esisteva la chiesa di "Santa Maria in Pensili"[senza fonte] e in alcune fonti medievali[senza fonte] il colle era citato anche come in Pisili, in Pesule o in Pensulis.

Per distinguere il comune di San Martino dai numerosi omonimi del Regno d'Italia, nel 1863[3], si aggiunse al nome la forma latineggiante in Pensilis'[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un centro fortificato (castrum Sancti Martini in Pesulo) è attestato in documenti del XII secolo e doveva forse essere sorto intorno ad una chiesa dedicata al santo vescovo Martino di Tours[5][6].

Era stato in precedenza in possesso dei conti di Loritello (Rotello), ma il conte Roberto, figlio di Goffredo d'Altavilla, lo aveva donato all'abbazia di Montecassino nel 1113[5][7].

Nelle cronache non sono riportati danni al castrum in occasione del grande terremoto del 1125, di cui parla Falcone Beneventano[8].

Tra il 1150 e il 1168 il Catalogo dei baroni attesta che era signore di San Martino un certo "Americ" e che il feudo doveva fornire due militi (e quindi era di discreta importanza)[5]. Secondo la leggenda, il conte Roberto II di Bassavilla signore di Loritello (1154-1182) e di Conversano (1138-1182), ma ribelle al re Guglielmo I di Sicilia negli anni 1155-1169, avrebbe rinvenuto insieme ad altri nobili, durante una battuta di caccia, il corpo di san Leo. L'episodio sarebbe alle origini della tradizionale manifestazione della corsa dei carri.

Sotto il dominio degliAngioini[9], in uno statuto per la riparazione dei castelli della Capitanata, redatto intorno al 1270, a San Martino ("S. Martini impensulis") era richiesto di contribuire alle riparazioni della fortezza delle Isole Tremiti ("castrum insule Tremitane")[5]. Nel 1381 il re Carlo III di Napoli lo assegnò in feudo alla moglie, Margherita di Durazzo, che durante le lotte tra il figlio Ladislao e Luigi II d'Angiò lo cedette a Ugolino degli Orsini. Fu poi in possesso della regina Giovanna II, figlia di Margherita e fu unito al vicino feudo di Guglionesi, di cui seguì le sorti.

San Martino probabilmente subì dei danni nel terremoto del 1456, che distrusse Larino e altri paesi nelle vicinanze. Nel 1495 lo ebbe in feudo da Andrea di Capua, duca di Termoli e seguì quindi le vicende del ducato fino all'abolizione della feudalità nel 1806.

Fece parte del distretto di Larino e con questo passò nel 1811 dalla Capitanata al contado del Molise. Nel Regno d'Italia fece parte della regione dell'Abruzzo fino al 1963, quando venne istituita la nuova regione del Molise.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo del conte o Palazzo baronale[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo baronale, lato della piazzetta

Secondo una descrizione della fine del Cinquecento[10], il Palazzo del conte sarebbe stato in origine un vero e proprio castello, con ponte levatoio, merlatura, e torri. Il suo antico aspetto sarebbe poi scomparso per le successive suddivisioni tra i comproprietari e le trasformazioni successive[11].

Chiesa di San Pietro apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pietro apostolo, vista dalla parte del "Ponte"

La chiesa, in stile tardo-barocco presenta un campanile in facciata. Fu costruita al posto di una più antica demolita, in posizione differente agli inizi del Settecento e decorata nel 1728, in occasione della traslazione del corpo del patrono san Leo. In tale occasione fu eretta in collegiata.

L'interno (38 m di lunghezza e 12 m di larghezza, per un'altezza di 16 m) presenta ai lati sei altari decorati in stucco con quadri, frutto di un unico intervento. Sotto l'altare maggiore è stato deposto il corpo di san Leo.[12].

Nella facciata fu inserita un'iscrizione funeraria romana che era precedentemente riutilizzata come gradino. Subì nel 1893 danni per un incendio causato da un fulmine, tra cui la distruzione di un quadro di Niccolò Melanconico raffigurante La Vergine adorata dai protettori locali.

Chiesa San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Santa Maria In Pensili[modifica | modifica wikitesto]

Cappella Madonna delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Convento Francescano Gesù e Maria[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Pollice[modifica | modifica wikitesto]

Feste[modifica | modifica wikitesto]

La festa di San Leo è la festa più importante è più sentita dai sanmartinesi, la festa inizia la prima sera della novena (23 aprile) quando avviene il rientro del palio in chiesa . Il 29 aprile alla viglia della corsa, la gente dopo aver mangiato al carro effettuano il giro con le macchine abbellite con bandiere e drappi dei colori dei carri e la sera il tradizionale sparo in piazza fino al porte della chiesa.Il 30 aprile è il giorno più atteso dell’anno . In tarda mattinata arrivano i carri davanti la chiesa e dopo essere stati benedetti si avviano fino al punto di partenza , il tragitto è lungo circa 9km e a metà percoso si trova il cambio dei buoi. Il carro che arriva per prima sotto la porta del paese vecchio (sott u pont dda chijes) porterà in processione il mezzo busto del Santo sul carro. Il 1 maggio i carri vengono abbelliti e addobbati in festa e davanti la chiesa viene cantante la carrese ,e ogni carro riceve un ramo di Laudo , il 2 maggio giorno del santo patrono inizia la lunga processione per il paese con i carri davanti al santo in base a chi è arrivato prima il 30 . La festa si conlude la sera con i tradizionali fuochi d’artificio che si possono ammirare dal muraglione.

Altre feste tradizionali sono:

  • San Biagio (3 febbraio) con la tradizionale transumanza dei cavalli dall'antica chiesa di San Biagio (nella valle del Biferno) al paese e vengono benedetti dal prete in piazza . E al seguire della processione la benedizione della gola
  • San Giuseppe (19 marzo) molte persone realizzano nelle proprie case gli altari dedicati a San Giuseppe i quali la sera del 18 marzo ,vengono visitati e offrono scrippelle ai visitatori. Il Giorno di San Giuseppe gli altari che hanno preparato le 13 pietanze offrono a tutti i maccheroni con la mollica e la sera dopo la processione i tradizionali fuochi di San Giuseppe
  • Sant'Antonio di Padova (13 giugno) la festa comincia con la prima sera della tredicina e L ultima sera della tredicina i bambini ( 0-3 anni) vestiti da Sant’ Antonio ( i monachiell ) vengono benedetti in chiesa madre e il giorno di Sant’Antonio partecipano alla processione
  • Madonna delle Grazie (2 luglio) viene recitato il rosario tutte le sere della novena, nella chiesa a lei dedicata , vicino al cimitero
  • Fiera D’Agosto (30-31 agosto) la fiera si snoda per tutta via Marina , Piazza Umberto I fino a via Puglia , un susseguirsi di bancarelle

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

  • Pampanella: carne di maiale cotta al forno, condita e insaporita con sale, aglio e peperoncino. Prima della cottura vengono spalmati i contenitori con sugna.
  • Galluccio ripieno di interiora con fusilli al sugo, il giorno di ferragosto per tradizione.
  • per la ricorrenza di San Giuseppe i maccheroni con la mollica e le scripelle

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]

Dati forniti da G. B. Masciotta

anno 1532 1545 1561 1595 1648 1669   1730 1795 1835 1861 1881 1901 1911
fuochi 166  253  292 215 215 110
abitanti 1500 1500 2642 3966 ---- 4862 5031

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Anche l'artigianato non è del tutto scomparso, e si distingue per la lavorazione del cuoio, finalizzata al settore dell'arredamento.[14]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 dicembre 1983 27 maggio 1989 Antonio Di Maria Partito Comunista Italiano Sindaco [15]
22 giugno 1989 9 aprile 1993 Carmine Troilo Democrazia Cristiana Sindaco [15]
28 maggio 1993 13 giugno 1994 Antonio Mezzalingua Democrazia Cristiana Sindaco [15]
13 giugno 1994 25 maggio 1998 Luigi Di Bernardo Partito Democratico della Sinistra Sindaco [15]
25 maggio 1998 28 maggio 2002 Antonio La Serra L'Ulivo Sindaco [15]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Mario Totaro lista civica Sindaco [15]
29 maggio 2007 7 maggio 2012 Vittorino Facciolla lista civica Sindaco [15]
7 maggio 2012 8 giugno 2013 Vittorino Facciolla lista civica: unione per san martino Sindaco [15]
26 maggio 2014 in carica Massimo Caravatta lista civica: unione per san martino Sindaco [15]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1º gennaio 2016.
  2. ^ Vedi mappa di San Martino in Pensilis
  3. ^ Regio decreto del 26 luglio 1863.
  4. ^ L'aggiunta è tuttavia scorretta in latino, in quanto la preposizione in, indicante stato in luogo, dovrebbe reggere l'ablativo Pensili.[senza fonte]
  5. ^ a b c d Franco Valente, San Martino in Pensilis e il suo castello, 2007.
  6. ^ Secondo l'ipotesi del vescovo di Larino ed erudito settecentesco Giovanni Andrea Tria[senza fonte], dopo la distruzione di Cliternia Frentana, alla fine del V secolo, i suoi abitanti si sarebbero rifugiati sul colle dell'attuale paese.
  7. ^ Secondo Giambattista Masciotta "al tempo dei normanni appartenne alla contea di Loritello (Rotello); e si sa, per di più, che Roberto I d'Altavilla, conte palatino, essendosi nel 1095 recato per le penitenze quaresimali a Montecassino, fece donazione alla badia di quanto egli possedeva a S. Martino; onde l'università diventò feudo ecclesiastico".[senza fonte].
  8. ^ Falcone Beneventano, Chronicon, 1125,1,5.
  9. ^ Secondo Giovanni Andrea Tria[senza fonte], nel periodo svevo (1194-1226) San Martino sarebbe stato in possesso del conte di Montagano, ma Giambattista Masciotta ritiene la notizia infondata[senza fonte].
  10. ^ Masciotta riportava da un manoscritto del 1590 di"anonimo cronista", conservato fino a pochi anni prima, nel convento di Gesù e Maria[senza fonte]: "Trovasi in dicta terra di S. Martino un antico palazzo in forma di castello ch'è di proprietà et pertinenzia del nostro Ill.mo Signore D. Ferdinando de Capua quarto duca di Termoli. Dicto palazzo è in forma di commoda et insespugnabile fortezza, et è posto nel luogo più sublime di dicta terra. Ha a guardia del lato che è più esposto all'assalto delli nemici, un forte castello quadrato, con contromurali a scarpa, attaccato alle mura di dicta Terra. Si entra nel palazzo con alta e ben costructa sciulia di breccioni (vale a dire rampa), dopo la quale viene il ponte levatoio che cuopre il fosso di sicurezza, che gira tutto intorno al fabbricato. Passato il ponte si trova il primo portone del cortile con sua ritirata e difesa per merli e merloni di pietra massiccia et altre opere ben munite per improvvisi assalti. Dalla corte si passa ad un secondo portone che mette nelle stanzie tutte commode e ben constructe et assai numerose".
  11. ^ Giambattista Masciotta notava già ai suoi tempi che "i restauri e le variazioni, cui l'edificio andò soggetto nel tempo, hanno cancellate le tracce della omogeneità dello stile e della vetustà di esso, di guisa che nulla più sussiste di ciò che l'anonimo cronista accenna".[senza fonte]
  12. ^ Giovanni Andrea Tria[senza fonte]; Giambattista Masciotta, ..., il Circondario di Larino ... op. cit.[senza fonte]
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 22.
  15. ^ a b c d e f g h i http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Andrea Tria, Memorie storiche, civili ed ecclesiastiche della città e diocesi di Larino, Roma, 1744
  • Ferdinando Ughelli, Italia sacra sive de Episcopis Italiae et insularium adiacentium, Venezia, 1717-1722.
  • Giambattista Masciotta, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, volume IV, Il Circondario di Larino, San Martino in Pensilis.
  • Falcone di Benevento, Chronicon Beneventanum, ad annum Christi 1125.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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