Roccavivara

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Roccavivara
comune
Roccavivara – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Molise-Stemma.svg Molise
ProvinciaProvincia di Campobasso-Stemma.png Campobasso
Amministrazione
SindacoFranco Antenucci (lista civica "Insieme per Roccavivara") dal 31/05/2015
Territorio
Coordinate41°50′N 14°36′E / 41.833333°N 14.6°E41.833333; 14.6 (Roccavivara)Coordinate: 41°50′N 14°36′E / 41.833333°N 14.6°E41.833333; 14.6 (Roccavivara)
Altitudine652 m s.l.m.
Superficie21,05 km²
Abitanti875[1] (31-12-2010)
Densità41,57 ab./km²
FrazioniCanneto
Comuni confinantiCastelguidone (CH), Castelmauro, Celenza sul Trigno (CH), Montefalcone nel Sannio, San Giovanni Lipioni (CH), Trivento
Altre informazioni
Cod. postale86020
Prefisso0874
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT070060
Cod. catastaleH454
TargaCB
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantirocchesi
Patronosant'Emidio
Giorno festivo5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Roccavivara
Roccavivara
Roccavivara – Mappa
Posizione del comune di Roccavivara nella provincia di Campobasso
Sito istituzionale

Roccavivara è un comune italiano di 985 abitanti della provincia di Campobasso, in Molise.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sulle origini del suo nome esistono due ipotesi, la prima vuole che esso derivi da Rocca Bonnarii, facendo riferimento al suo fondatore, un certo Bonnario; la seconda che esso provenga da Rocca di Vivara, riferendosi alla contrada di Vivara tuttora esistente e confinante con il comune di Roccavivara. La parte bassa dell'agro di Roccavivara offre ampie testimonianze della presenza di centri abitati all'epoca di Roma repubblicana ed imperiale. Notizie storiche ci dicono che nel 1268 era feudatario di Roccavivara Gualtiero di Vollers; a costui seguì Bertrando Cantelmo, la cui discendenza tenne il dominio fino al 1442. Successivamente il potere passò ai Sangro, ai Carafa e ai Coppola fino all'abolizione della feudalità. In località San Fabiano è stato rinvenuto un sito molto interessante: una villa romana sicuramente costruita su un pianterreno sostenuto da una costruzione megalitica.

Di pregevole valore storico-artistico è la Chiesa di Santa Maria in Canneto, costruita nella omonima contrada, così denominata per la sua vicinanza al fiume Trigno, zona quindi ricca di canneti. La chiesa venne costruita su un luogo di culto già esistente, e, sebbene non sia chiara la data della sua costruzione, la prima notizia dell'edificio è databile intorno al 706, come testimoniato da un documento nel quale il duca Gisulfo I di Benevento fa dono della chiesa ai monaci benedettini di San Vincenzo al Volturno. Nella facciata a torre e nella torre campanaria della chiesa si individuano frammenti di reimpiego riconducibili all'VIII e IX secolo, sicuramente appartenenti alla prima costruzione, di cui non rimane alcuna struttura. L'interno della chiesa è a tre navate con copertura a capriate e colonne romane, provenienti da qualche costruzione non lontana, sormontate da capitelli romanici. Offre un consistente numero di sculture che ornano la lunetta del portale e i capitelli. Notevole e anche raro per l'apparato iconografico, è l'ambone duecentesco 1223. In una galleria di sei archetti ciechi presenta sei statuette raffiguranti monaci benedettini in vari atteggiamenti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Santuario della Madonna del Canneto[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa giunta ai nostri giorni risale ai secoli XI-XII, ha pianta a croce latina, con tre absidi. La facciata non ha elementi decorativi rilevanti, se non un bassorilievo sulla lunetta del portale. Nei muri esterni della chiesa sono inserite lapidi e varie iscrizioni di epoca romana e medievale, mentre, sulla destra, si leva una possente campanile, ultimato nel 1329 ad opera dell'Abate Nicola, consistente in una torre merlata di stampo gotico con trifore sulle arcate.

L'interno della chiesa è austero e a tre navate, ciascuna terminante con un'abside semicircolare. Lungo la navata centrale è collocato un pregevole ambone, finemente decorato, realizzato nel 1223, in parte con materiali di reimpiego più antichi. L’ambone è sostenuto da tre archi disuguali e, sotto il parapetto, si aprono sette piccole edicole: quella centrale doveva sostenere un’aquila che, con le sue ali spiegate, fungeva da leggio. Le altre sono occupate da sei monaci in altorilievo, intenti alle attività che rappresentano la regola monastica dell’ora et labora.

Dietro l'altare maggiore è collocata la statua della Madonna di Canneto, risalente al XIV secolo, in stile gotico, e conosciuta anche come la Vergine del Sorriso.

Nell’area adiacente la chiesa, sono presenti scavi archeologici che hanno riportato alla luce resti di una Villa romana del I secolo d.C.

Altri monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Scalinata di San Nicola
  • Chiesa parrocchiale di San Nicola

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Particolare cura viene messa nella preparazione e nello svolgimento della festa di San Giuseppe che ricorre due volte l'anno. Le famiglie che conservano le tradizioni tramandate dagli avi, invitano a pranzo, a base di baccalà e cereali il 19 marzo e a base di carne il primo maggio, tre persone rappresentanti la Sacra Famiglia. La festa è preceduta dalla Benedizione del Pane che verrà consumato dalle famiglie. Il 5 agosto, festa del patrono Sant'Emidio, si svolgono Le Traglie, una sfilata di carri trascinati da buoi e altri animali ornati con grano, che il popolo dona al santo. Un'altra tradizione è quella del Gallo di San Rocco. Un gallo veniva collocato in un tombino da cui fuoriusciva solo la testa; al cospetto degli astanti, una persona bendata tentava di ammazzare l'animale vibrando un deciso colpo di verga. Da qualche anno la manifestazione si svolge utilizzando un gallo finto di gesso dopo ripetute proteste degli animalisti. Un'altra iniziativa rilevante perseguita da molte famiglie e ripresa dalla locale pro-loco è quella denominata Le Sagne de la Madonna. La cerimonia prevede da parte dei devoti di inviare sette ragazze e un'anziana signora in località Santa Maria di Canneto. Il gruppo rappresenta al cospetto della Santa Vergine i desideri e le intenzioni della famiglia. Al ritorno in paese viene fatto trovare loro un piatto tipico detto Le Sagn' de la Madonne, pasta fatta in casa condita con sugo o aceto e spezie varie. Il pasto viene poi distribuito agli altri rocchesi.

Presso l'altare con decorazione della Madonna, corre una leggenda che la statua sorrida alle persone veramente care a Dio, dopo la preghiera della messa.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
11 giugno 1985 26 giugno 1990 Gennaro Tufilli Democrazia Cristiana Sindaco [3]
26 giugno 1990 28 gennaio 1992 Gennaro Tufilli Democrazia Cristiana Sindaco [3]
1º aprile 1992 10 ottobre 1992 Nicolino Bonanni Comm. pref. [3]
16 ottobre 1992 17 novembre 1997 Gaspare Domenico Di Lisa Democrazia Cristiana Sindaco [3]
17 luglio 1993 25 gennaio 1995 Mauro Tufilli Democrazia Cristiana Sindaco [3]
23 marzo 1995 7 agosto 1995 Michele Larivera Democrazia Cristiana Sindaco [3]
17 novembre 1997 20 settembre 1999 Mauro Natale centro-sinistra Sindaco [3]
20 settembre 1999 17 aprile 2000 Cristina Marzano Comm. straordinario [3]
17 aprile 2000 5 aprile 2005 Franco Antenucci lista civica Sindaco [3]
5 aprile 2005 30 marzo 2010 Franco Antenucci lista civica Sindaco [3]
30 marzo 2010 1º giugno 2015 Domenico Di Lisa lista civica: insieme per roccavivara Sindaco [3]
1º giugno 2015 in carica Franco Antenucci Sindaco [3]

Persone legate a Roccavivara[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l http://amministratori.interno.it/

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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