Celenza sul Trigno

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Celenza sul Trigno
comune
Celenza sul Trigno – Stemma Celenza sul Trigno – Bandiera
Celenza sul Trigno – Veduta
Vedute della Torre della Fara, nei pressi di Celenza
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
SindacoWalter Di Laudo (lista civica) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate41°52′N 14°34′E / 41.866667°N 14.566667°E41.866667; 14.566667 (Celenza sul Trigno)
Altitudine646 m s.l.m.
Superficie22,68 km²
Abitanti884[1] (31-5-2019)
Densità38,98 ab./km²
FrazioniMartinelle, Strette
Comuni confinantiCarunchio, Montefalcone nel Sannio (CB), Montemitro (CB), Palmoli, Roccavivara (CB), San Giovanni Lipioni, Torrebruna, Tufillo
Altre informazioni
Cod. postale66050
Prefisso0873
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT069021
Cod. catastaleC428
TargaCH
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 212 GG[3]
Nome abitanticelenzani
PatronoSan Donato
Giorno festivo7 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Celenza sul Trigno
Celenza sul Trigno
Celenza sul Trigno – Mappa
Posizione del comune di Celenza sul Trigno all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Celenza sul Trigno (Celènze in abruzzese[4]) è un comune italiano di 884 abitanti[1] della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa anche parte della Comunità montana Alto Vastese.

Il centro di Celenza, il campanile della chiesa madre

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio fu occupato sin dall'epoca romana come testimoniano un cippo militare ed alcune monete ritrovate nella zona. La fondazione del paese, tuttavia, viene fatta risalire tra il IX ed il X secolo. In epoca feudale fu feudo di Odorisio di Sinibaldo dal 1272 mentre fu della giurisdizione della diocesi di Trivento. Nel 1451 passo a Marino Caracciolo come dote della moglie Maria di Sangro. Nel 1464 fu ceduto da Re Ferrante a Marino lo Scappuccino. Alla morte dell'ultima Caracciolo, Cosima Caracciolo, passò a suo figlio Carlo Cesare d'Avalos. Durante la seconda guerra mondiale fu ricostruito in seguito.[5]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Centro strategicamente importante, situato sulla linea "Barbara", occupato dalle truppe tedesche impegnate a bloccare l'avanzata alleata, subì feroci rappresaglie e devastanti bombardamenti che provocarono numerose vittime civili, la quasi totale distruzione dell'abitato e danni ingentissimi al patrimonio agrario. Ammirevole esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio.»
— Celenza sul Trigno (CH), 1943

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La parrocchia di Santa Maria Assunta
  • Borgo fortificato con torre: il borgo risale al XII secolo, ma nei secoli ha perso le caratteristiche di villaggio fortificato, assumendo la connotazione di borgo rurale. Tuttavia, percorrendo via Vittorio Emanuele II, è ancora ben visibile l'impianto medievale. Circondato dalle mura, a tratti visibili come basamento di alcune abitazioni, Celenza mantiene, solo nella toponomastica, il ricordo della presenza di due porte d'accesso: Porta da Capo e Porta da Piedi. Nelle ricostruzioni del Novecento ha perso gran parte dello splendore, elemento visibile già nella ristrutturazione anonima di gran parte delle case rurali in mattoni. Presso Piazza del Popolo sorgeva il castello, demolito già nel XIX secolo, affiancato dalla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, probabilmente cappella medievale del castello, e successivamente ampliata fino a diventare la chiesa maggiore. Di medievale, inoltre, si conservano la Torre civica di Celenza, ossia il campanile della parrocchia,con delle pregevoli campane dell'Antica fonderia Marinelli di Agnone, e la torre della Fara, nella piana del fiume Trigno. Sotto il borgo è sorto nel XV secolo il rione povero della Riccella, con le caratteristiche case "pagliare". Una volta, la strada principale di Celenza era l'odierna via Vittorio Emanuele II. Nel corso dell'800, il paese si è sviluppato più a nord, su un territorio piano, attraversato da corso Umberto I.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta: principale chiesa, si trova in piazza del Popolo, con affaccio verso via Vittorio Emanuele. Risale al XIII secolo circa, come testimoniano i rilievi gotici della facciata e del ciborio interno dell'altare. Tuttavia gran parte della struttura è tardo barocca, per il restauro del XVII secolo. La torre campanaria è medievale, staccata dalla chiesa, ma ha rifiniture più tarde, terminate nel 1792.
  • Ex convento di San Donato: si trova in via Remo Ricci, costruito nel 1528 in stile tardo rinascimentale. Nel corso del Novecento è stato restaurato, benché poi sia stato sconsacrato e adibito a casa di riposo per anziani. La struttura tuttavia è ben conservata, con pianta rettangolare, affiancata da chiostro quadrangolare.
  • Torre della Fara: lungo la SS 650 in località Macchie la Fara, si trova la torre longobarda dell'VIII secolo. Ha pianta cilindrica ed era usata per il controllo sul fiume.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • 6-7-8 agosto: festa patronale.[7]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Celenza sul Trigno.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Trigno Celenza che, nella stagione 2019/20 milita nel girone E abruzzese di 2ª Categoria. Storica società calcistica fondata nel 1970

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 187, ISBN 88-11-30500-4.
  5. ^ cenni storici[collegamento interrotto]
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ info sulle feste[collegamento interrotto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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