Lentella

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Lentella
comune
Lentella – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
SindacoCarlo Moro[1] (PD) dal 28/05/2006 (2º mandato)
Territorio
Coordinate42°00′N 14°41′E / 42°N 14.683333°E42; 14.683333 (Lentella)Coordinate: 42°00′N 14°41′E / 42°N 14.683333°E42; 14.683333 (Lentella)
Altitudine398 m s.l.m.
Superficie12,62 km²
Abitanti697[2] (31-8-2017)
Densità55,23 ab./km²
Comuni confinantiCupello, Fresagrandinaria, Mafalda (CB), Montenero di Bisaccia (CB)
Altre informazioni
Cod. postale66050
Prefisso0873
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT069047
Cod. catastaleE531
TargaCH
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantilentellesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lentella
Lentella
Lentella – Mappa
Posizione del comune di Lentella all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Lentella (Lendèllë in abruzzese[3]) è un comune italiano di 697 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa parte della Comunità montana Medio Vastese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dalla nascita al risorgimento .

Le uniche testimonianze archeologiche casuali di cui i siti non sono mai stati oggetto di studio, ci portano sulle tracce di una villa romana molto vicina all'attuale sito odierno dal centro abitato. La posizione della villa romana fu abitata fino al periodo alto medievale. Nella parte più alta (sicuramente già abitata dai frentani) del paese situata in posizione collinare strategica,i longobardi probabilmente eressero una torre di avvistamento e difesa successivamente ampliata ed adibita a borgo nel periodo normanno.Quindi intorno al X secolo possiamo seguire le vicende legate all'incastellamento, per questo dopo numerose invasioni da parte di Longobardi,franchi,Saraceni, Normanni, ecc. Gli abitanti delle masserie circostanti si arroccarono sull'attuale posizione del borgo che era inaccessibile da tre lati e meglio difendibile, edificando Castel di Lentella (nome che deriva probabilmente da una nobildonna di nome Lentula o da un'antica sorgente d'acqua). Le vicende che videro la nascita del paese sono tuttora vive tra la popolazione, infatti è ampiamente diffusa la leggenda la quale narra che l'antico abitato di Lentella sorgeva in basso (secondo la credenza popolare sorgeva alla confluenza del Trigno/Treste) e che in seguito a un'invasione di formiche, gli abitanti si spostarono in alto (probabilmente le formiche fanno riferimento alle invasioni straniere dell'epoca che portarono morte e rovine e la leggenda si intreccia con le vicende di Castello Manno, forse perché i suoi abitanti si trasferirono a Lentella). Sul territorio sopravvivono ancora numerosi siti archeologici, come ad esempio il sito dove sorgeva la chiesa medievale di San Giovanni dove sono ancora visibili i resti costruiti sulla villa romana. Nei terreni vicino al centro abitato sono state rinvenute alcune monete di epoca romana come degli asse di Giano e altre monete di Gordiano III,conchiglie in piobo oltre a numerosi frammenti di anfore, un'olletta monoansata, armi, cocci, tombe a tegoloni, fosse comuni, pezzi di opus, tasselli di mosaico, ecc. In via mattia e Mangiocco, durante la realizzazione di un muro perimetrale dell'ex asilo, sono rinvenute alcune tombe romane con corredi. Sulla riva del fiume trigno, fu trovato un lume in pietra, mentre in contrada Fonte Puteo fu trovato un frammento di lapide con iscrizione in latino. In contrada Casale Monaci sono rinvenuti bronzetti di divinità pagane e dove ancora oggi sono visibili le tracce di un insediamento medievale benedettino (probabilmente edificato su di un tempio pagano) e di un acquedotto romano di terracotta. In località Coccetta o Faretta, sono presenti testimonianze di insediamenti che vanno dall'età del bronzo medio al Medioevo, tuttora sono visibili i resti di una torre a pianta quadrangolare di circa 20 x 19 m e altri pezzi di edifici appartenenti all'antico borgo di Castello Manno, centro scomparso nel XIV secolo. Secondo lo storico di Montenero di Bisaccia, Emilio Ambrogio Paterno, nel 217 a.C. sulla direttrice Coccetta-Montenero ci fu il passaggio di Annibale e pare che a conferma di questa tesi, sono state ritrovate a Pietrafracida delle tombe di romani e cartaginesi con armi e monete. Nel 1568 durante le visite pastorali vengono menzionate 6 chiese: San Cosma e Damiano, Santa Liberata, S. Rocco, S. Antonio, S. Giovanni e S. Maria. Altre importanti informazioni sono riportate nelle descrizioni del 1576 e del 1742. A Lentella si successero varie famiglie feudali tra cui i Grandinato, Raynaldo di Monte Vitulo, i di Capua, i Caldora, i Di Sangro e i D'Avalos.[4]

  • Dal Risorgimento ai nostri giorni.

Nel vastese, come nel resto del sud, il Risorgimento fu un periodo molto tumultuoso per il paese, già dai primi decenni dell'800 e durante l'unità d'Italia si crearono movimenti sovversivi filo anarchici e filo Borbonici e ci furono diversi episodi che sfociarono nella violenza. Nel dopo unità d'Italia ci fu il caso più eclatante, in quanto alcuni lentellesi, assassinarono a colpi d'accetta l'ex capo urbano Lalli mentre alcune guardie nazionali si ammutinavano e malmenavano il sindaco. Per capire il clima di tensione che si era creato, basti pensare al caso di un certo Achille Roberti, arrestato in piazza dopo esser stato accusato di aver tenuto discorsi tra la popolazione atti a seminare il malcontento. Oppure nell'ottobre del 1860, il contadino Carmine Martino Esposito con altri sedici reazionari, provocò la solita sommossa tendente a distruggere i simboli dell'odiato governo sabaudo. Oltre all'insoddisfazione del popolo che creó problemi di ordine pubblico, in quel periodo in tutta la zona si crearono bande di malviventi chiamati briganti che attaccarono con le armi diverse volte il paese, portando devastazione e compiendo razzie soprattutto tra le famiglie più agiate. Da alcuni documenti nel 1808 Lentella e Fresagrandinaria vennero devastate da un centinaio di briganti a cavallo. Nel 1851 risulta operante in territorio di San Buono e Lentella, un certo Chiacchia, uno dei più feroci e sanguinari della banda dei sanbuonesi. Nel 1866, sette briganti evasi dal carcere di Pescara con la complicità di alcune guardie, si rifugiarono nel territorio di Lentella, compiendo estorsioni ai danni di tale Camillo e Antonio Zaccardi. Ma dei numerosi malviventi operanti nel vastese, la banda più temuta era quella dei fratelli Giuseppe e Michelangelo Pomponio, che usarono le numerose grotte del territorio di Lentella come nascondiglio e a volte come via di fuga, sfruttando il vantaggio di alcune di queste cavità naturali che comunicano tra di loro, portandoli in diversi punti opposti del territorio. A testimoniare l'importanza strategica delle grotte di Lentella, viene ricordato in una delibera comunale del comune di San Salvo,l'arresto di un tale Giuseppe Delle Donne che venne catturato dai carabinieri in una grotta in località Bocca di cane. Un altro episodio degno di essere ricordato è il ferimento di Giuseppe Pomponio da parte di Francischelli dopo che quest'ultimo venne sequestrato dalla banda e condotto in una grotta probabilmente a Lentella o Fresagrandinaria. Per comprendere meglio quanto fosse sentito e degenerato il fenomeno del brigantaggio, basti pensare che alla cattura della banda Pomponio, i comuni di Lentella e Dogliola donarono al brigadiere Chiaffredo Bergia (massimo esponente della repressione del brigantaggio nel Chietino) ingenti somme di denaro. Oltre ai fatti di cronaca documentati, ci sono leggende su Pomponio che si perdono nella notte dei tempi. Secondo il racconto degli anziani, i tesori rapinati dalla banda sono nascosti in una grotta sotto la ripa. Anche nei paesi limitrofi i racconti parlano di una grotta sotto Lentella. In una canzone di un tale Borzacchini di San Salvo la grotta viene citata in alcune strofe : "sotto Lentella aveva la sua grotta ricolma di tesori rapinati". Oltre alle vicende di omicidi e tesori nascosti, il paese ricorda con una festa il finire di quei giorni di paura e preoccupazione , infatti ogni anno il 25 febbraio il paese festeggia per ricordare la messa in fuga dei briganti da parte dei Santi Cosma e Damiano.

(R.F.)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Manno. È sito in località La Coccetta. Nel 2011 sono stati scavati alcuni saggi che hanno portato alla luce frammenti dell'età del bronzo, alcune sepolture alto medioevali, due fosse granarie, una brocca databile XI o XII sec. e un fossato riferibile all'insediamento medievale. Castello Manno, anticamente compariva tra le proprietà dell'abbazia di Santa Maria di Casanova. La prima citazione del castello la si ha nel 994 quando una comunità di uomini liberi decise di creare un abitato con relativo territorio di pertinenza. Alla fine del XII secolo Berardo conte di Loreto e Conversano concesse metà del castello ai Casanova, mentre l'altra metà fu donata all'abbazia nel 1217 dalla vedova e dal figlio del su menzionato conte. Nel secolo successivo i monaci vi pianificarono un rifugio per i monaci anziani e malati nonostante le attività principali furono le mansioni di gestione del tratturo Centurelle-Montesecco. Alla fine del secolo ai monaci si affiancarono i Templari ai quali Carlo II d'Angiò donò due boschi siti nel territorio. Attualmente del castello rimangono dei ruderi.[5]
  • Chiesa di Santa Maria Assunta. È sita in Largo Assunta nel punto più elevato del borgo. Risale a un periodo antecedente al XIV secolo con trasformazioni durante il XVIII-XIX secolo. Durante le decime del 1324-1325 è soggetta al monastero di Sant'Angelo in Cornacchiano di Fresagrandinaria. Della primitiva fabbrica sono scampati alle intemperie vari manufatti in pietra scolpita in un prospetto laterale della chiesa, tra cui una lapide forse del 1502. Nella metà del XVI secolo la sagrestia era diroccata, anche se la chiesa era rimasta in piedi. Un primo ciclo di ristrutturazioni si avrà dopo il 1728 quando il soffitto era adornato a capriate lignee. La chiesa venne restaurata nel 1851 e nel 1926. L'interno è a navata unica in stile barocco. Nell'interno vengono conservate le statue dei santi patroni del paese e un plastico del paese. Il campanile è a base quadrangolare.[6]
  • Il Borgo fortificato. Oltre la chiesa su citata di Santa Maria Assunta vi sono i Palazzi Catalano e Giovannelli e altre case. Tra i due palazzi su citati vi è il sotto-portico dell'Assunta. La chiesa dei santi Cosma e Damiano era sita in un'area di mercato. Le mura di cinta del centro storico sono a scarpa.[7]
  • Cappella dei Santi Cosma e Damiano. La cappella viene menzionata per la prima volta nel 1576. Ma per avere un'idea del suo aspetto bisogna aspettare il 1742, quando venne descritta nel "Libro Dell'Aprezzo" come una cappella dove si celebrava messa solo il giorno della sua festività e aveva altare con sopra il quadro dei santi e con in ingresso un campanile a vela con una campana.

Riedificata in stile neogotico a fine '800 su progetto dell'architetto Ciancaglini, la costruzione vide la partecipazione di tutto il popolo di Lentella. Tra i tanti artigiani del paese che si adoperarono alla costruzione c'erano Beniamino e Angiolino Turilli che realizzarono il soffitto, una vera e propria opera artistica in gesso.

  • Contrada Casale dei Monaci. In contrada Casale Monaci, sono visibili i resti di un antico insediamento benedettino dall'intitolazione sconosciuta, edificato sui resti di un tempio pagano.

Qui si trova anche una fonte d'acqua di gesso che grazie alle sue proprietà, viene utilizzata ancora oggi per lavare gli occhi (secondo la tradizione cura alcune malattie). Nei pressi della fonte è ancora visibile un antico acquedotto fatto a embrici del periodo romano o alto medioevale.

  • Rudere della chiesa di San Giovanni. Anche se oggi la vegetazione ricopre completamente il sito, sono ancora visibili i resti della chiesa di San Giovanni che si trovava nei pressi del cimitero antico e che fu costruita sui resti di una villa romana, più a valle è presente un'altra probabile chiesa dall'intitolazione sconosciuta o quantomeno da ricercare tra i nomi delle chiese presenti a Lentella nel Rinascimento.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 giugno 1993 27 aprile 1997 Pierino Sciascia Partito Democratico della Sinistra Sindaco [9]
28 aprile 1997 28 maggio 2006 Leandro Di Lallo Lista Civica di Centro Sindaco [10][11]
29 maggio 2006 in carica Carlo Moro L'Ulivo (2006-2011)
Partito Democratico (dal 2011)
Sindaco [1][12]

Eventi e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 15 maggio 2011, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2017.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 350.
  4. ^ Cenni storici[collegamento interrotto]
  5. ^ Info Castello Manno[collegamento interrotto]
  6. ^ Info sulla chiesa di Lentella[collegamento interrotto]
  7. ^ Info sul borgo fortificato di Lentella[collegamento interrotto]
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 6 giugno 1993, su elezionistorico.interno.it.
  10. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 27 aprile 1997, su elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 maggio 2001, su elezionistorico.interno.it.
  12. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 28 maggio 2006, su elezionistorico.interno.it.
  13. ^ Info sugli eventi e manifestazioni[collegamento interrotto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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