Pizzoferrato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Pizzoferrato
comune
Pizzoferrato – Stemma Pizzoferrato – Bandiera
Pizzoferrato – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
SindacoPalmerino Fagnilli (lista civica Paese mio) dal 10-6-2018 (2º mandato)
Territorio
Coordinate41°55′N 14°14′E / 41.916667°N 14.233333°E41.916667; 14.233333 (Pizzoferrato)Coordinate: 41°55′N 14°14′E / 41.916667°N 14.233333°E41.916667; 14.233333 (Pizzoferrato)
Altitudine1 251 m s.l.m.
Superficie30,92 km²
Abitanti1 031[1] (30-4-2018)
Densità33,34 ab./km²
FrazioniCastiglione, Collalto, Turchi, Valle del Sole
Comuni confinantiCivitaluparella, Gamberale, Montenerodomo, Quadri, Sant'Angelo del Pesco (IS)
Altre informazioni
Cod. postale66040
Prefisso0872
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT069066
Cod. catastaleG724
TargaCH
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantipizzoferratesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pizzoferrato
Pizzoferrato
Pizzoferrato – Mappa
Posizione del comune di Pizzoferrato all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Pizzoferrato è un comune italiano di 1 031 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa anche parte della Comunità montana Medio Sangro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono scarse notizie inerenti al paese. Nel Catalogus Baronum viene citato come Pictum Ferratum, mentre risalgono al X secolo alcune rovine e le chiese sulla rupe che sovrasta il paese. In epoca feudale il paese venne tenuto da varie famiglie, tra le quali l'ultima fu la famiglia Monaco[2] Prima dell'anno mille nel comune di Pizzoferrato c'erano 3 piccoli abitati il cui nome incominciava per "Pitius" cioè "Pizzo":[3]

  • Pitius Superior (Pizzo Superiore), attualmente identificabile con la Rocca che sovrasta il paese[3]
  • Pitius Medium (Pizzo Medio) molti la identificano con la Rocca Fonte Maggiore.[3]
  • Pitius Inferior (Pizzo Inferiore) attualmente detta Roccarsa.[3]

Tutt'intorno a questi tre Pitius vi erano delle faggete, dei cerreti e delle abetine mentre la popolazione si dedicava alla pastorizia transumante ma poi si dedicavano all'agricoltura.[3]

Sulla fusione dei 3 "Pizzi" vi sono 2 ipotesi:[3]

  1. Secondo un archivio napoletano un'ignota catastrofe distrusse i tre Pizzi così gli abitanti superstiti si stanziarono nel centro odierno.[3]
  2. secondo un'altra ipotesi si salvarono 2 fratelli, Rocco e Lorenzo. Rocco si stanziò a Pizzoferrato mentre Lorenzo a Gamberale, fatto provato che una delle chiese di Pizzoferrato è dedicata a San Rocco, mentre il patrono di Gamberale è San Lorenzo.[3]

Una piantina dell'archivio delle carte geografiche attesta che il nome è "Pizzosterrato" cioè Pizzo fuori terra. Nel Medioevo quando fu invaso dai briganti ed il paese fu costretto a chiudere le porte d'accesso il nome fu cambiato nell'odierno.[3]

Originariamente masserie a Pizzoferrato non c'erano, per il brigantaggio. Quando in Abruzzo il brigantaggio venne eliminato la popolazione andò a stanziarsi in masserie (dette anche frazioni). Chi invece non andò ad abitare nelle masserie preferì andare ad abitare a Pizzoferrato paese.[3]

Le 3 masserie-frazioni attuali sono:

Il fenomeno che trattava lo spostarsi di popolazione perdurò ancora per qualche secolo.[3]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Pizzoferrato è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignito della medaglia di bronzo al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale [4]:

Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare


Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Una folta comunità di emigrati pizzoferratesi è presente a Pittsburgh. Tra questo emigrati il leggendario wrestler Bruno Sammartino, che lasciò il paese natale a 15 anni.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Stati Uniti Pittsburgh, dal 2017

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Le chiese[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa della Madonna del Girone. Questa chiesa si trova presso la rupe del centro del paese.
    • Storia. Non vi sono date certe sulla sua fondazione, ma si sa che è la più antica. La costruzione viene fatta risalire all'XI secolo mentre l'abside è un'aggiunta del XIII secolo. La struttura attuale ad un'unica navata con volta a botte e lunette viene fatta risalire al XIX secolo. La chiesa fu danneggiata nel terremoto del 1984 e successivamente restaurata.[5]
    • Descrizione. La facciata è interamente intonacata. Al centro si apre un portale in pietra semplice, sopra al portale vi è una finestra anch'essa realizzata in pietra ed architravata. Sul lato destro della facciata vi è il campanile. Nella chiesa della Madonna del Girone vi sono i resti delle statue di San Nicola di Bari e San Domenico del XIV secolo ed un dipinto del 1650 circa. La campana della chiesa è di Agnone. All'interno vi sono l'acquasantiera in marmo nero della Maiella[5] ed un crocifisso. Il crocifisso, secondo una leggenda, era bramato dai tedeschi in fuga sulla Linea Gustav, durante la II guerra mondiale, ma non riuscendolo a portare via spararono una raffica di mitra al crocifisso, il quale, secondo testimoni, il crocifisso stesso, per non essere colpito, si spostò. A tutt'oggi ne rimangono i fori dei proiettili sul muro come testimonianza. In questa chiesa si rifugiarono anche qualche partigiano per non essere catturato dai tedeschi, ma i partigiani, scoperti, si videro costretti a sacrificarsi buttandosi dalla rupe che dà sul paese.[6]
  • Chiesa di San Rocco. Questa chiesa è sita in piazza San Rocco.
    • Storia. Risale alla 2ª metà del XIX secolo. Fu costruita sulle rovine della cappella preesistente di San Rocco.[7]
    • Descrizione. La facciata, rettangolare è in conci di pietra ornati da lesene. Il campanile è in tre livelli. All'interno ad unica navata con, al termine, un'abside, e cappelle laterali, vi è una trabeazione. La volta è a botte con lunetta. Il presbiterio è a cupola. Gli stuchi e le decorazioni sono tinteggieti di beige.[7]
  • Chiesa di San Nicola. Della chiesa originaria attualmente ne rimane solo un piccolo rudere che, anticamente sosteneva un muro perimetrale. Si trattava nel quartiere di Pizzo o Terra vecchia presso la chiesa della Madonna dei gironi. Nell'Ottocento fu distrutta perché in condizioni precarie. L'interno era a due navate col soffitto in legno dorato nello stesso stile della chiesa di Pescocostanzo[8][9].
  • Chiesa di San Domenico in Silvis. Nella località San Domenico in Silvis o "La Valle" vi è l'eremo eponimo costante di una chiesetta rurale pittoresca in stile romanico rurale posta sotto una rupe a burrone. La facciata è stata realizzata in pietra calcarea della Maiella. La copertura è a capanna. Nel retro è sita la grotta ov'è l'eremo originario del santo. iniziata ad essere costruita nel 1921 è stata terminata nel 1923. L'interno è ad un'unica navata a due campate con copertura a botte.[8][10].

I palazzi, il fileremo ed il castello[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Palazzo Municipale. Il palazzo è del tipo a blocco isolato realizzato nel XIX secolo a due piani più sottotetto a piazza San Rocco. È statio recentemente restaurato. Le pareti esterne sono state realizzate in pietra calcarea smussata, conci di pietra negli angoli e mattoni nelle rifiniture.[11]
  • Il Palazzo Casati. Questo palazzo è suddiviso in tre piani e la sua costruzione è attribuita alla 2ª metà dell'Ottocento. Il lato sito verso la valle è stato più volte rifatto. Il 1º piano non ha finestre, nei successivi vi sono due finestra con timpano, di cui uno a tutto sesto ed uno ogivale. Inoltre vi è un loggiato a bifora ed uno a trifora.[12]
  • Resti del Castello Baronale-Palazzo-Ducale del XVI secolo, recentemente restaurato ed ora utilizzato come sala convegni.[13] Degli elementi che rimangono non è possibile determinare la sua reale estensione, ad ogni modo le cronache della parrocchia di Pizzoferrato narrano di un palazzo a più piani con solai in legno. Attualmente il palazzo ducale occupa il vecchio castello ed è di proprietà comunale. Il palazzo ducale ha due piani con due torrioni cilindrici su due angoli del palazzo stesso.[14]
  • Sulla rupe vi è anche "il fileremo", che è rappresentato da una villa.[13]
  • Due belvedere. Dai belvedere si può ammirare un panorama che arriva alla Dalmazia, tanto che da Gabriele D'Annunzio venne definita la terrazza d'Abruzzo".[13]

Risorse naturalistiche[modifica | modifica wikitesto]

I dintorni sono ricoperti da boschi di faggio, querce ed abeti che ospitano orsi bruni marsicani, cinghiali, lupi, martore, poiane, falchi, scoiattoli oltre a mammiferi ed uccelli rari.

Vari itinerari di trekking ed escursioni boschivo-montane possono favorire l'incontro fra questi animali ed i turisti.

A circa 3 chilometri dal paese si trova un villaggio turistico chiamato "Valle del Sole", a 1492 m s.l.m. dove si trovano una pista da sci di fondo e una da sci alpino, insieme a sentieri segnalati dal Club Alpino Italiano (CAI).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è interessato da un lento processo di spopolamento. Abitanti censiti[15]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Italo De Cesare Lista Civica di Centro Sindaco [16]
14 giugno 1999 24 maggio 2007 Palmerino Fagnilli Lista Civica Sindaco [17][18]
25 maggio 2007 14 aprile 2008 Domenica Calabrese Commissario Prefettizio [19]
15 aprile 2008 27 maggio 2013 Nicola Tarantini Lista Civica sindaco [20]
28 maggio 2013 10 giugno 2018 Palmerino Fagnilli Lista Civica Diamoci una mano per Pizzoferrato sindaco [21]
10 giugno 2018 in carica Palmerino Fagnilli Lista Civica Diamoci una mano per Pizzoferrato sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2018.
  2. ^ Francesco Bonomi, Pizzoferrato e la sua storia, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 17/10/09., Sangroaventino, Pizzoferrato e la sua storia, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 17/10/09.
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n Tuttoabruzzo, Pizzoferrato [collegamento interrotto], su tuttoabruzzo.it. URL consultato il 17/10/09.
  4. ^ Istituzioni decorate di medaglia di bronzo al valor militare, su istitutonastroazzurro.it.
  5. ^ a b Sangroaventino, Chiesa della Madonna del Girone, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 14/10/09.
  6. ^ Autori vari, Storia e curiosità del comune di Pizzoferrato (CH), su nuke.pizzoferrato.org. URL consultato il 17/10/09 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2013).
  7. ^ a b Sangroaventino, Chiesa di san Rocco, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 17/10/09.
  8. ^ a b Don V. Sammartino, Cronistoria parrocchiale (Trascrizione dal manoscritto), Pizzoferrato, Archivio parrocchiale di Pizzoferrato, 2000.
  9. ^ Sangroaventino, Chiesa di San Nicola, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 14/10/09.
  10. ^ Sangroaventino, Chiesa di San Domenico in Silvis, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 14/10/09.
  11. ^ Sangroaventino, Palazzo municipale, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 14/10/09.
  12. ^ Sangroaventino, Palazzo Casati, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 14/10/09.
  13. ^ a b c Turistinitalia, Pizzoferrato, su turistiinitalia.it. URL consultato il 29 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2010).
  14. ^ Sangroaventino, Castello Baronale-Palazzo Ducale, su sangroaventino.it, 2004. URL consultato il 14/10/09.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.it.
  17. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, su elezionistorico.interno.it.
  18. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 2004, su elezionistorico.interno.it.
  19. ^ Gazzetta Ufficiale, Serie n. 184 del 9 agosto 2007, Decreto presidente della Repubblica 24 luglio 2007, su gazzettaufficiale.biz.
  20. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 aprile 2008, su elezionistorico.interno.it.
  21. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 26 maggio 2013, su elezionistorico.interno.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Info su Pizzoferrato e dintorni http://www.istitutonastroazzurro.it/comunedipizzoferrato.html

Controllo di autoritàVIAF (EN314885103
Abruzzo Portale Abruzzo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Abruzzo