D'Avalos

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d'Avalos
COA Ruy López Dávalos, Constable of Castille.svg
finiunt pariter renovantque labores[1]
D'azzurro alla torre con tre torrette merlate d'oro, con la bordura composta di sedici pezzi, alternati d'argento e di rosso.[2]
StatoEstandarte del Reino de Castilla.svg Regno di Castiglia
Siñal d'Aragón.svg Regno d'Aragona
Bandera de Nápoles - Trastámara.svg Regno di Napoli
Flag of the Kingdom of the Two Sicilies (1816).svg Regno delle Due Sicilie
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d'Italia
TitoliCroix pattée.svg Principe del Sacro Romano Impero
Croix pattée.svg Principe di Francavilla
Croix pattée.svg Principe di Isernia
Croix pattée.svg Principe di Montesarchio
Croix pattée.svg Duca di Monte Bello
Croix pattée.svg Duca di Monte Itilia
Croix pattée.svg Duca di Monte Negro
Croix pattée.svg Marchese di Pescara
Croix pattée.svg Marchese del Vasto
FondatoreRuy López Dávalos (ramo italiano)
Ultimo sovranoTommaso d'Avalos (fino all'eversione della feudalità)
Etniacastigliana
Rami cadetti
  • d'Avalos di Ceppaloni
  • d'Avalos di Montesarchio
  • d'Avalos di Troia

I d'Avalos (anche menzionati nelle fonti come Dávalos, Ávalos, Ábalos, de Ávalos, Avalo, Abalón) sono una famiglia aristocratica di origine spagnola diramatasi anche in Italia a partire dal XV secolo. Il ramo italiano della famiglia fu titolare di numerosi feudi nel regno di Napoli fino all'eversione della feudalità e nel ducato di Milano, annoverando al suo interno diversi personaggi di rilievo in ambito politico, militare ed ecclesiastico. I d'Avalos ebbero inoltre nella persona di Cesare Michelangelo d'Avalos il trattamento di Principe del Sacro Romano Impero e il diritto di battere moneta. La famiglia detenne per 195 anni il titolo (sia pure divenuto sostanzialmente onorifico alla metà del XVI secolo[3]), di Gran camerlengo, uno dei Sette grandi Offici del regno di Napoli.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

I d'Avalos (in Spagna il cognome viene menzionato più spesso come Dávalos e, talora, anche Abalón) avrebbero avuto, secondo la tradizione, origine visigota. Le prime informazioni storicamente attendibili menzionano la famiglia in relazione ad una donazione effettuata da un certo Ximeno de Avalos a beneficio del Monastero Reale di San Millán de la Cogolla datata 1162.[5] Tale notizia, riportata dallo storico Esteban de Garibay y Zamalloa nel capitolo 13 del libro 12 del suo trattato "Los quarenta libros del compendio historial de las crónicas y Universal historia de estos Reinos de España" afferma inoltre come Ximeno fosse una persona di riguardo, cavaliere con possedimenti nel villaggio di Ábalos nella regione de La Rioja. Vari discendenti della famiglia passarono in Aragona e, quindi, in Andalusia, distinguendosi nelle plurisecolari operazioni militari della Reconquista.

Il primo Dávalos ad assurgere ad una rilevanza politica significativa fu Lope Fernández Dávalos, il quale fu inoltre il primo esponente della famiglia a stabilirsi nel regno di Castiglia e León, durante il regno di Ferdinando IV di Castiglia. Distintosi nei conflitti contro il sultanato di Granada, è attestato quale alcaide di Ubeda nel 1334.[6]

Alla fine del Trecento un bisnipote del sopracitato personaggio, Ruy López Dávalos (detto anche Rodrigo) era divenuto Connestabile di Castiglia nonché Adelantado mayor de Murcia y camarero mayor y gran valido di Enrico III, re di Castiglia e di León.[7] Ruy López fu il capostipite di diverse branche della famiglia, diramatesi a Toledo, in Aragona, nella regione di Murcia, ed in Perù. A queste vanno aggiunte quelle originatesi dal fratello di Ruy, Lope Ruiz (sposatosi con Mencía de Cervatos, esponente della nobiltà minore di Murcia; morto nel 1405). Tra i discendenti di Lope troviamo personaggi di rilievo quali il regidor di Murcia Sancho Dávalos[8] ed il cardinale Gaspar Ávalos de la Cueva.[9] Lo storico Edward Cooper fornisce un'utile tavola genealogica che ricostruisce le relazioni di Ruy López e Lope Ruiz e dei loro discendenti con diverse famiglie della regione di Murcia.[10]

Ruy López Dávalos si sposò tre volte. Da questi matrimoni ebbe dieci figli che raggiunsero l'età adulta.

Dal matrimonio con la prima moglie, Maria Gutierrez de Fontecha, ebbe due maschi ed una femmina[11][12]:

Il secondo matrimonio fu con Elvira de Guevara (sorella di Pedro Vélez de Guevara, signore di Guevara e Oñate e di Beltrán Vélez de Guevara, conte di Tahalú), dalla quale ebbe due maschi e due femmine[11][13]:

L'ultimo matrimonio fu con Costanza de Tovar (figlia di Sancho Fernández de Tovar, signore di Caracena e Cevico de la Torre e della sua consorte Teresa de Toledo), dalla quale ebbe tre figli[17]:

  • Íñigo Dávalos
  • Alfonso Dávalos
  • Rodrigo Dávalos: sposò Mencia Carrillo.[11]

Dal primo di questi tre figli, noto in italiano come Innico d'Avalos, si sarebbe originato il ramo italiano principale dei d'Avalos. Da un figlio di Alfonso, Rodrigo d'Avalos invece ebbe origine il ramo dei d'Avalos di Ceppaloni.

Strettamente associati ai d'Avalos nella fase del loro arrivo nel regno di Napoli al seguito di re Alfonso troviamo vari esponenti della famiglia Guevara, in particolare Íñigo (o Innico) de Guevara, loro fratellastro in quanto figlio della medesima madre, Costanza de Tovar. È possibile che anche un altro Guevara, Fernando (menzionato in italiano come Ferdinando o Ferrante), fratello del succitato Íñigo fosse presente nel novero di coloro che accompagnarono re Alfonso. A sottolineare questo legame il poeta catalano Chariteo scrisse: Frutto d'un sol terren da due radici, duo Avoli e duo Guevaro, antique genti bellicosi e terror degli inimici.[18]

Ramo italiano[modifica | modifica wikitesto]

Marchese Alfonso d'Avalos (Tiziano)

I d'Avalos rappresentarono una delle casate più importanti del regno di Napoli a partire dal XV secolo. I fratelli Iñigo, Alfonso e Rodrigo, figli di Ruy López Dávalos, conte di Ribadeo, giunsero nella penisola italiana al seguito del re Alfonso V d'Aragona, asceso al trono di Napoli nel 1442.[19]

La casata fu titolare di numerosi feudi (tra i più importanti i marchesati di Pescara e di Vasto) e registrata tra i patrizi di Napoli del Sedile di Nilo[20], poi nel Libro d'Oro.

Arma d'Avalos d'Aquino, assunta dai discendenti di Innico I in seguito al suo matrimonio con Antonella d'Aquino. Inquartato, al 1° e 4° d'azzurro, al castello d'oro, torricellato di tre pezzi, con la bordatura composta d'argento e di rosso (d'Avalos), al 2° e 3° controinquartato, al I e IV bandato d'oro e di rosso (d'Aquino), al II e III troncato d'argento e di rosso, al leone dell'uno nell'altro (del Borgo). L'inquartamento dell'arma dei d'Aquino è attestato posteriormente alla morte senza eredi maschi di Francesco Antonio d'Aquino (circa 1472) e alla morte di Antonella d'Aquino, avvenuta nel 1493, sua erede. L'adozione dello scudo dei del Borgo risale al XVI secolo.[21]

Innico I d'Avalos (1414-1484), favorito di Alfonso V d'Aragona, sposò Antonella d'Aquino (?-1493), ultima discendente della famiglia dei d'Aquino; i loro eredi usarono il cognome d'Avalos d'Aquino. Innico ottenne la contea di Monteodorisio ed il marchesato di Pescara dalla moglie. Alfonso II d'Avalos (1465-1495), il maggiore dei figli superstiti della coppia, avrebbe ereditato il titolo di marchese di Pescara, mentre Innico II d'Avalos (1467-1503), figlio cadetto della coppia, divenne il primo marchese del Vasto.

Un ramo collaterale della famiglia fu quello di Ceppaloni, che ebbe origine da Rodrigo (figlio di Alfonso, fratello di Innico I d'Avalos), al quale venne concesso nel 1529 dall'imperatore Carlo V d'Asburgo il feudo dell'omonimo borgo, già possedimento del ribelle Giacomo Antonio della Marra. Rodrigo sposò in seconde nozze Feliciana de Gregorio, nobile di Benevento entrando così nel possesso del feudo rustico di Villafranca, nel contado di Benevento.[22] A Rodrigo successe il primogenito Alfonso che sposò Costanza Caracciolo d'Aragona dalla quale ebbe vari figli, tra cui Rodrigo che ereditò il feudo di Ceppaloni, venduto nel 1572 ai Coscia.[23]

Questo ramo fu iscritto anche nella nobiltà di Benevento e si estinse agli inizi del Seicento.[24][25]

Arma d'Avalos d'Aquino d'Aragona, utilizzata dai discendenti di Alfonso III d'Avalos in seguito al suo matrimonio con Maria d'Aragona, figlia di Ferdinando d'Aragona, duca di Montalto.

Alfonso II ebbe un unico figlio, Fernando Francesco d'Avalos (1490-1525), condottiero, noto per il suo ruolo di primo piano nella battaglia di Pavia e marito di Vittoria Colonna (ca. 1490-1547). Fernando Francesco non ebbe tuttavia figli da questo matrimonio. Alla sua morte il titolo di marchese di Pescara passò al cugino, l'unico figlio maschio di Innico II, ovvero Alfonso III d'Avalos (1502-1546). Quest'ultimo, anch'egli rinomato generale, acquisì il titolo di cavaliere del Toson d'Oro e fu governatore di Milano dal 1538 al 1546. Il figlio primogenito di Alfonso III, Francesco Ferdinando d'Avalos (1530-1571), ricoprì importanti incarichi governativi, venendo nominato nel 1560 governatore del Ducato di Milano (posizione che mantenne fino al 1563) e nel 1568 viceré di Sicilia. La linea principale della famiglia continuò con Alfonso Felice d'Avalos (1564-1593), importate militare, comandante della cavalleria spagnola nella vittoriosa battaglia di Zutphen.

In seguito alla morte senza eredi maschi di Alfonso Felice i titoli e i possedimenti del ramo principale della famiglia passarono ad un ramo secondario dei d'Avalos, nella persona di Innico III d'Avalos (1578-1632). Quest'ultimo era il figlio secondogenito di Cesare d'Avalos (1536-1614), uno dei figli cadetti di Alfonso III d'Avalos. Innico III sposò nel 1583 la figlia maggiore di Alfonso Felice, Isabella d'Avalos (1585-1648), strategia matrimoniale finalizzata ad evitare la dispersione del patrimonio familiare. A partire da Innico III la cittadina abruzzese di Vasto diviene la residenza stabile e il centro dei possedimenti della famiglia d'Avalos, che vi promosse la costruzione di vari edifici civili e religiosi, volti ad abbellirla e accrescerne il prestigio. Tra i figli di Innico III troviamo Ferdinando (o Ferrante) Francesco d'Avalos (?-1648), il quale acquisì l'importante città di Lanciano e sulla cui testa il 18 ottobre 1647, Gennaro Annese pose mille ducati di taglia; Diego I d'Avalos (?-1697), che aggiunse ai suoi possedimenti la città di Isernia, ottenendo il titolo di principe su tale possedimento e fu inoltre responsabile della costruzione e del restauro di diversi luoghi di culto a Vasto e promotore dello stabilimento nella città del collegio di Clerici regolari della Madre di Dio.

Cesare Michelangelo d'Avalos (1667-1729), figlio terzogenito di Diego I, succedette al padre quale marchese di Vasto e Pescara e quale principe di Isernia, a causa della morte del fratello maggiore Ferdinando Francesco (1651-1672) e del figlio di questi Diego (1672-1690). Cesare Michelangelo, figura alquanto marginale nel regno sino alla fine del XVII secolo, ebbe tuttavia un ruolo di primo piano nella congiura di Macchia e nella guerra di successione spagnola, schierandosi con la fazione imperiale.

Il palazzo d'Avalos a Vasto

Quale ricompensa dei suoi servigi nel 1704 Cesare Michelangelo d'Avalos fu elevato dal Sacro Romano Imperatore Leopoldo I d'Asburgo al rango di principe del Sacro Romano Impero con il diritto di battere moneta e nominare conti.[26]

Parallelamente al ramo della famiglia facente capo a Innico III e Isabella d'Avalos, si affermò un altro ramo della famiglia, originatosi dal primogenito di Cesare d'Avalos, ovvero Giovanni I d'Avalos (?-1638). Quest'ultimo, con diploma sottoscritto a Madrid in data 21 novembre 1628, ottenne da Filippo IV di Spagna il diritto di fregiarsi del titolo di principe di Montesarchio[27] (il titolo di principe di Montesarchio era stato creato da Carlo V d'Asburgo con privilegio datato 29 luglio 1532 per Alfonso III d'Avalos[28]). Tra i discendenti di Giovanni I troviamo due personaggi di spicco della politica del reame di Napoli del XVII secolo, ovvero Andrea d'Avalos (1618-1709), II principe di Montesarchio ed il fratello minore di questi, Francesco d'Avalos (ca. 1620-1649), I principe di Troia (titolo concesso da Filippo IV di Spagna con rescritto datato 22 giugno 1649[29]) e gran cancelliere del Regno di Napoli. Essendo Andrea d'Avalos privo di eredi maschi, venne deciso il matrimonio tra la figlia terzogenita di questi, Giulia, e il figlio di Francesco d'Avalos, Giovanni (?-1712), II principe di Troia. Giulia entrò nella titolarità del principato di Montesarchio in virtù della rinuncia a suo favore fatta dalla sorella maggiore Andreana, moglie di Giuseppe I de' Medici di Ottajano. Il figlio maggiore di Giovanni II e Giulia, Niccolò d'Avalos (?-1729) pervenne a sua volta nella titolarità del principato mediante donazione nel 1709. Niccolò d'Avalos era il cognato di Cesare Michelangelo d'Avalos, in quanto fratello della consorte di questi Ippolita. L'erede designato di Cesare Michelangelo sarebbe stato il figlio di Nicolò, Giovan Battista d'Avalos (1694-1749), che avrebbe inoltre incamerato nel 1729 i titoli paterni di principe di Troia e di Montesarchio.

Dopo la morte avvenuta nel 1729 di Cesare Michelangelo si ebbe un significativo ridimensionamento dei possedimenti dei d'Avalos. Molti feudi vennero infatti ceduti o sequestrati per coprire gli ingenti debiti del defunto; tuttavia una parte consistente dei titoli e dei possedimenti d'Avalos venne infine riconosciuta nel 1743 al suo erede designato, il nipote Giovan Battista d'Avalos, esponente del ramo pugliese (dei principi di Troia) della famiglia. A Giovan Battista, in mancanza di discendenti, succedette il fratello Diego II (1697-1776). L'unico figlio maschio di Diego II a giungere all'età adulta fu Tommaso (1752-1806), il quale avrebbe ricoperto importanti incarichi politici e diplomatici nel regno di Napoli tra la seconda metà del XVIII secolo e gli inizi del XIX secolo. Tommaso rimase titolare del marchesato del Vasto e del marchesato di Pescara morendo poco prima dell'eversione della feudalità del 1806.

Il ramo principale della famiglia, quello dei marchesi di Vasto, ebbe in Alfonso d'Avalos (1796-1862), nipote di Tommaso, il suo ultimo esponente. Nel 1862 egli lasciò una vasta collezione di opere d'arte alla Pinacoteca Nazionale di Napoli, nota come collezione d'Avalos.[30] La collezione raccoglie numerose tipologie di manufatti risalenti a diverse epoche. Tra i più significativi troviamo gli arazzi di manifattura fiamminga raffiguranti episodi della Battaglia di Pavia, originariamente donati a Carlo V dagli Stati Generali di Bruxelles e successivamente pervenuti a Francesco Ferdinando d'Avalos. Il nucleo della collezione tuttavia è rappresentato da opere di pregio della pittura napoletana seicentesca, commissionate da Andrea d'Avalos.

Anche dopo l'abolizione della feudalità e la scomparsa del ramo principale della famiglia, la linea collaterale dei d'Avalos, discendente da Gaetano d'Avalos (1775-1855), figlio secondogenito di Carlo Cesare d'Avalos (1717-1810) e Maria Teresa d'Avalos (1745-1820) (il padre era discendente di Andrea d'Avalos (1700-1746), uno dei figlio cadetti di Giovanni II e Giulia d'Avalos, duca di Celenza e principe di Torrebruna maritali nomine attraverso la moglie Cosima Beatrice Antonia Caracciolo, mentre la madre era una figlia di Diego II d'Avalos), continuò a far parte della più considerevole nobiltà napoletana, venendo gratificata, nel 1813, del trattamento di duchi, dal re Gioacchino Murat, nella persona di don Gaetano e discendenti.[31][32] I titoli di duca di Celenza e principe di Torrebruna passarono tuttavia alla famiglia de Lerma, in seguito al matrimonio di Teresa d'Avalos (unica figlia di Andrea d'Avalos (1766-1812), fratello maggiore del summenzionato Gaetano) con il duca di Castelmezzano Baldassarre de Lerma.[33]

Un esponente di qualche interesse storico appartenente a questo ramo della famiglia fu Francesco Antonio d'Avalos (1771-1830), fratello minore di Andrea e di Gaetano d'Avalos. Già guardia del corpo di Ferdinando IV di Borbone, entrò nella loggia massonica facente capo a Ferdinando Pignatelli, principe di Strongoli. Venne accusato di aver preso parte alla congiura giacobina del 1794, venendo per questo deferito presso la Giunta di Stato. Fuggito all'estero, rientrò a Napoli aderendo alla Repubblica Napoletana nel 1799. All'interno di essa ricoprì vari incarichi in ambito militare, fino alla liquidazione della repubblica da parte dei sanfedisti. Incarcerato, non venne condannato per i ruoli ricoperti, venendo tuttavia invitato a lasciare il regno di Napoli. Stabilitosi a Roma nel 1801 ivi morì nel 1830.[34]

Quasi tutti gli esponenti della famiglia furono sepolti nella cappella d'Avalos, all'interno della chiesa di Sant'Anna dei Lombardi a Napoli: la famosa Vittoria Colonna, invece, fu tumulata nella collegiata di Sant'Andrea di Paliano, il marito Fernando Francesco I in San Domenico Maggiore. La coppia, quando si trovava a Napoli, preferì dimorare nel cinquecentesco palazzo d'Avalos del Vasto, poi rimaneggiato, secondo il gusto barocco, nel 1751, utilizzato dalla famiglia soprattutto dopo la fine del marchesato.
Il palazzo d'Avalos di Vasto era comunque preferito per la posizione dominante sul mare e il lusso dei suoi appartamenti. Il cardinale d'Avalos ristrutturò il quattrocentesco castello Caldoresco, a Vasto, in seguito rimaneggiato per volere del marchese Cesare Michelangelo.[35]

Il castello aragonese di Ischia, di proprietà dei d'Avalos, fu sede di un cenacolo culturale: Vittoria Colonna vi si era sposata e vi risiedette dal 1501 al 1536, insieme alla zia Costanza, circondate dai più prestigiosi artisti del tempo.[36]

Marchesi di Pescara (1403-1862)[modifica | modifica wikitesto]

Nome Periodo Consorte e Note
1 Cecco del Borgo 1403-1411 Antonella di Miro di Gragnano;
insignito del titolo di marchese di Pescara (titolo creato ex novo nel Regno di Napoli) nel 1403
2 Bernardo Gaspare d'Aquino 1443-1461 Beatrice Caetani dei Signori di Sermoneta;
il titolo di marchese di Pescara viene ricreato per Bernardo Gaspare il 26 febbraio del 1443 da Alfonso V d'Aragona[37] (per convenzione in quanto riconosciuto come tale dalla nuova dinastia aragonese è considerato il 1º Marchese di Pescara nonostante il titolo fosse già stato portato dal suo predecessore Cecco del Borgo; il marchesato di Pescara era inoltre all'epoca ancora tra i possedimenti lasciati a titolo vitalizio ad Antonella di Miro (m. 1455), vedova di Perdicasso Barile (m. 1443) e nonna di Bernardo Gaspare d'Aquino[38]); figlio di Francesco d'Aquino (conte di Loreto e di Satriano, Gran Siniscalco (1438) e Camerlengo (1442) del Regno di Napoli) e Giovannella del Borgo (figlia ed erede di Cecco del Borgo marchese di Pescara e conte di Monteodorisio)
3 Francesco Antonio d'Aquino 1461-1471[39] o 1472 Francesca Orsini;
2º Marchese di Pescara; figlio del suo predecessore; muore prigioniero degli Angioini a Loreto senza lasciare discendenza
4 Innico I d'Avalos 1471 o 1472-1484 Antonella d'Aquino, sorella del suo predecessore ed erede del marchesato di Pescara e delle contee di Loreto e Satriano;
diviene per matrimonio, alla morte del cognato 3º marchese di Pescara[40] e conte di Monteodorisio; figlio di Ruy López Dávalos (?-1428)
5 Alfonso II 1484-1495 Diana de Cardona;
4º marchese di Pescara; figlio del suo predecessore
6 Fernando Francesco I 1495-1525 Vittoria Colonna;
5º marchese di Pescara; figlio del suo predecessore
7 Alfonso III 1525-1546 Maria d'Aragona;
6º marchese di Pescara (titolo confermato da Carlo V d'Asburgo il 22 luglio 1532), 2º marchese del Vasto, figlio di Innico II 1º marchese del Vasto e cugino del suo predecessore; Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro dal 1531
8 Francesco Ferdinando 1546-1571 Isabella Gonzaga;
7º marchese di Pescara, 3º marchese del Vasto; figlio del suo predecessore; Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro dal 1555
9 Alfonso Felice 1571-1593 Lavinia Feltria Della Rovere;
8º marchese di Pescara, 4º marchese del Vasto; figlio del suo predecessore; Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro dal 1586
10 Innico III 1593-1632 Isabella d'Avalos (1593-1648), unica figlia del suo predecessore Alfonso Felice e sua nipote;
diviene per matrimonio 9º marchese di Pescara e 5º marchese del Vasto; figlio di Cesare d'Avalos; Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro dal 1606
11 Ferdinando Francesco 1632-1648[41] o 1665 Geronima Doria (1612-1682), figlia di Andrea II Doria (1570-1612) e Giovanna Colonna;
10º marchese di Pescara, 6º marchese del Vasto; muore senza lasciare discendenza
12 Diego I 1648 o 1687[42]-1697 Francesca Carafa di Roccella;
11º marchese di Pescara (de jure dal 1687), 7º marchese del Vasto (dal 1665), 1º principe di Isernia (titolo creato ex novo nel 1644); fratello del suo predecessore
13 Ferdinando Francesco 1651-1672[43] Sposa nel Real Alcázar di Madrid il 14 gennaio 1672 Isabel Ana Sarmiento de los Cobos y Portocarrero[44], figlia quintogenita di Manuel de los Cobos y Luna IV marchese di Camarasa e Isabel de Portocarrero y de Luna;
12º marchese di Pescara; Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro dal 1672; figlio del predecessore
14 Diego 1672-1690[45] 13º marchese di Pescara; figlio del suo predecessore; muore senza lasciare discendenza
15 Cesare Michelangelo 1697-1729 Ippolita d'Avalos di Troia (sua cugina, figlia di Giovanni II d'Avalos, 2º Principe di Troia);
nominato principe del Sacro Romano Impero (1704) da Leopoldo I; diviene 14º marchese di Pescara, 8º marchese del Vasto, 2º principe di Isernia alla morte del padre Diego; muore senza lasciare discendenza; Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro dal 1699
16 Giovan Battista 1729-1749 Silvia Spinelli;
15º marchese di Pescara, 9º marchese del Vasto, 6º principe di Montesarchio, 4º principe di Troia; Principe del Sacro Romano Impero; nipote del suo predecessore; muore senza lasciare discendenza
17 Diego II 1749-1776 Eleonora d'Acquaviva;
16º marchese di Pescara, 10º marchese del Vasto, 7º principe di Montesarchio, 5º principe di Troia; Grandezza di Spagna di prima classe confermata da Ferdinando VI di Spagna tramite Real Decreto del 16 di febbraio del 1749 (Real despacho del 16 febbraio 1762) con antichità al 1532; Principe del Sacro Romano Impero; fratello del suo predecessore
18 Tommaso 1776-1806 Francesca Caracciolo;
ultimo marchese sovrano a causa dell'eversione della feudalità; 17º marchese di Pescara, 11º marchese del Vasto, 8º principe di Montesarchio, 6º principe di Troia; Principe del Sacro Romano Impero; figlio del suo predecessore
19 Ferdinando 1806-1841 Giulia Caetani;
18º marchese di Pescara, 12º marchese del Vasto, 9º principe di Montesarchio, 7º principe di Troia; Principe del Sacro Romano Impero; muore senza lasciare discendenza; nipote del suo predecessore
20 Alfonso V 1841-1862 19º marchese di Pescara, 13º marchese del Vasto, 10º principe di Montesarchio, 8º principe di Troia; Principe del Sacro Romano Impero; Grande di Prima Classe; cavaliere della Gran Croce dell'Ordine di San Gregorio Magno, dell'Ordine di San Gennaro, dell'Ordine di San Giuseppe; commendatore dell'Ordine di Cristo.[46] Fratello del suo predecessore, alla sua morte si estingue il ramo principale del casato.

Il ramo italiano dei d'Avalos (Duchi d'Avalos) sino ai giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

Tutti gli attuali esponenti della famiglia d'Avalos del ramo italiano discendono da Andrea d'Avalos (1700-1746), figlio terzogenito di Giovanni II d'Avalos, Principe di Troia e della sua consorte Giulia d'Avalos. Andrea aveva sposato nel 1725 Cosima Beatrice Antonia Caracciolo (1695-1764), VII duchessa di Celenza, II principessa di Torrebruna; il loro figlio primogenito Carlo aveva ereditato i titoli materni.

  1. Carlo Cesare d'Avalos d'Aquino d'Aragona, Principe di Torrebruna; Duca di Celenza (1727–1810) ∞ Maria Teresa d'Avalos d'Aquino d'Aragona (1745–1820), figlia di Diego d’A. d’A. d’A., Marchese di Pescara, Marchese di Vasto e di Eleonora d'Acquaviva dei Duchi d'Atri e Conti di Conversano
    1. Gaetano d'Avalos d'Aquino d'Aragona, Creato Duca d'Avalos con Regio decreto di Gioacchino Murat datato 2 agosto 1813[47]; Patrizio napoletano; Primo scudiero del re Gioacchino Murat (1775–1855); ∞ (1810) Jeanne Hortense Andrieu (1792–1855); nipote di Gioacchino Murat, Re di Napoli
      1. Carlo d'Avalos d'Aquino d'Aragona, 2º Duca d'Avalos; Patrizio napoletano (1817-1866)
      2. Francesco d'Avalos d'Aquino d'Aragona, 3º Duca d'Avalos; Patrizio napoletano (1819–1885); ∞ (1867) Cherubina Caturano
        1. Giuseppe d'Avalos d'Aquino d'Aragona, 4º Duca d'Avalos; Patrizio napoletano (1865–1907); ∞ Maria de Varona
        2. Ferdinando d'Avalos d'Aquino d'Aragona
          1. Carlo d'Avalos d'Aquino d'Aragona, 5º Duca d'Avalos (1891–1970); ∞ Giuseppina Basevi
            1. Maria d'Avalos d'Aquino d'Aragona (* Napoli 1925-2020); ∞ Dr. Domenico Viggiani (1922-1998);
              1. Giuseppe Viggiani (* Napoli 1949); ∞ Donatella Dentice di Accadia Capozzi di Santa Maria Ingrisone (* Roma 1956)
            2. Francesco d'Avalos d'Aquino d'Aragona, autorizzato ad assumere e portare il titolo di Principe del Sacro Romano Impero in seguito a delibera del Corpo della Nobiltà Italiana; rinnovo dei titoli di Marchese di Pescara e Marchese di Vasto con Regie lettere patenti; 6º Duca d'Avalos (1930–2014), compositore e direttore d'orchestra; ∞ Antonella Nughes-Serra
              1. Andrea d'Avalos d'Aquino d'Aragona, 7º Duca d'Avalos (* Londra 1971)

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

 Ruy López Dávalos
sp. Costanza de Tovar
 
   
 Innico Dávalos
sp. Antonella d'Aquino
 Alfonso Dávalos
sp. Delia Orsini
Rodrigo Dávalos
  
        
 Martino d'Avalos
Costanza d'Avalos
sp. Federico del Balzo
Alfonso II d'Avalos
sp. Diana de Cardona
Ippolita d'Avalos
sp. Carlo d'Aragona
Innico II d'Avalos
sp. Laura Sanseverino
Rodrigo d'Avalos
Beatrice d'Avalos
sp. Gian Giacomo Trivulzio
 Rodrigo d'Avalos
sp.
1)?
2)Feliciana de Gregorio
   
         
 Fernando Francesco d'Avalos
sp. Vittoria Colonna
 Costanza d'Avalos Piccolomini
sp. Alfonso II Piccolomini
Alfonso III d'Avalos
sp. Maria d'Aragona
 Alfonso d'Avalos
sp. Costanza Caracciolo d'Aragona
 Girolamo d'Avalos
sp. Feliciana Mascambruno
Antonio d'Avalos
Giovanna d'Avalos
Eugenia d'Avalos
Diana (o Daria) d'Avalos
sp.
1)Giovan Vincenzo della Marra
2)Giovanni Tomacello
   
                   
 Francesco Ferdinando d'Avalos
sp. Isabella Gonzaga
 Maria d'Avalos
 Antonia d'Avalos
sp.
1)Giangiacomo Trivulzio
2)Orazio I di Lannoy, IV principe di Sulmona
 Cardinal-hat.svg
Innico d'Avalos d'Aragona
 Cesare d'Avalos
sp. Lucrezia del Tufo
 Giovanni d'Avalos
sp. Maria Orsini
 Carlo d'Avalos
sp. Sveva Gesualdo
Beatrice d'Avalos
sp. Alfonso de Guevara
Rodrigo d'Avalos
Antonio d'Avalos
Pietro d'Avalos
Diana (o Daria) d'Avalos
sp. Giovan Battista David
Giovanni d'Avalos
Pompeo d'Avalos
Ippolita d'Avalos
Maria d'Avalos
Girolamo d'Avalos
Sancho d'Avalos
Ruy López d'Avalos
   
       
 Alfonso Felice d'Avalos
sp. Lavinia Feltria Della Rovere
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Tommaso d'Avalos
 Giovanni I d'Avalos
sp. Andreana di Sangro
 Innico III d'Avalos
1 sp. Isabella d'Avalos
 Alfonso Francesco d'Avalos
Ferdinando d'Avalos
sp. Margherita d'Aragona
Maria d'Avalos
sp.
1)Federico Carafa
2)Alfonso Gioieni
3)Carlo Gesualdo
    
                       
 Isabella d'Avalos
1 sp. Innico III d'Avalos
Caterina d'Avalos
sp. Camillo II Gonzaga
Ferrante Francesco d'Avalos
Maria d'Avalos
Giuseppe d'Avalos
Andrea d'Avalos
sp. Anna de Guevara
 Francesco d'Avalos
sp. Andreana Caracciolo
Geronima d'Avalos
Lucrezia d'Avalos
Lavinia d'Avalos
Anna d'Avalos
Vittoria d'Avalos
Margherita d'Avalos
Carlo d'Avalos
 Ferdinando Francesco d'Avalos
sp. Geronima Doria
Diego I d'Avalos
sp. Francesca Giulia Maria Carafa della Roccella
Francesca d'Avalos
sp. Marino II Caracciolo, III principe di Avellino
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Tommaso d'Avalos
Alfonso d'Avalos
Lucrezia d'Avalos
Antonia d'Avalos
Bishop-hat.svg
Bonaventura d'Avalos
Sveva d'Avalos
sp.
1)Giulio Cesare di Capua, principe di Conca
2)Niccolò d'Este
   
       
 Andreana d'Avalos
sp. Giuseppe de' Medici, II principe di Ottajano
Sveva d'Avalos
sp. Giovanni de Guevara
Giulia d'Avalos
2 sp. Giovanni II d'Avalos
Giovanni II d'Avalos
2 sp. Giulia d'Avalos
 Isabella d'Avalos
sp. Carlo Maria Carafa
Ferdinando Francesco d'Avalos
sp. Isabel Ana Sarmiento de los Cobos y Portocarrero
Cesare Michelangelo d'Avalos
3 sp. Ippolita d'Avalos
  
         
 Ippolita d'Avalos
3 sp. Cesare Michelangelo d'Avalos
Niccolò d'Avalos
sp. Giovanna Caracciolo
 Andrea d'Avalos
sp. Cosima Beatrice Antonia Caracciolo
Andreana d'Avalos
Anna d'Avalos
Francesca d'Avalos
Nicoletta d'Avalos
Isabella d'Avalos
Diego d'Avalos
  
           
 Giovan Battista d'Avalos
sp. Silvia Spinelli
Diego II d'Avalos
sp. Eleonora d'Acquaviva
Giulia d'Avalos
sp. Francesco Marino II Caracciolo, VI principe di Avellino
Ippolita d'Avalos
sp. Francesco Ruffo, VI duca di Bagnara, IV principe della Motta San Giovanni, IV principe di Sant'Antimo
Isabella d'Avalos
 Carlo Cesare d'Avalos
4 sp. Maria Teresa d'Avalos
Giulia d'Avalos
Francesco d'Avalos
Costanza d'Avalos
Carlotta d'Avalos
Gennaro d'Avalos
  
                      
Nicola d'Avalos
Giulio d'Avalos
Giovanni d'Avalos
Pasquale d'Avalos
Caterina d'Avalos
Ottavia d'Avalos
Giovanna d'Avalos
Silvia d'Avalos
Giulia d'Avalos
Maria Rosa d'Avalos
Tommaso d'Avalos
sp. Francesca Caracciolo di Torella
Luisa d'Avalos
Nicoletta d'Avalos
Maria Teresa d'Avalos
4 sp. Carlo Cesare d'Avalos
Andrea d'Avalos
sp.
1) Giovanna Pignatelli di Strongoli
2) Maria Antonia di Sangro di Fondi
 Gaetano d'Avalos
sp. Jeanne Hortense Andrieu
Antonio d'Avalos
Francesco d'Avalos
Ippolita d'Avalos
Costanza d'Avalos
Teresa d'Avalos
sp. Carlo Cestari
Eleonora d'Avalos
sp. Francesco Cestari
   
        
 Eleonora d'Avalos
Diego d'Avalos
sp. Eleonora Doria Landi Pamphili
Maria Giovanna d'Avalos
sp. Alonso Sanchez de Luna d'Aragona
Maria Faustina d'Avalos
 Teresa d'Avalos (dal primo matrimonio)
sp. Baldassarre de Lerma
Carlo d'Avalos
sp. Regina Attolini
 Francesco d'Avalos
sp. Cherubina Caturano
Alessandrina d'Avalos
   
       
 Ferdinando d'Avalos
sp. Giulia Gaetani
Alfonso d'Avalos
Giuseppe d'Avalos
 Ortensia d'Avalos
sp. Giovanni Quarto di Belgioioso
Gaetano d'Avalos
sp. Carolina d'Aquino di Caramanico
Carolina d'Avalos
Giuseppe Mirelli di Teora
 Giuseppe d'Avalos
Maria Borgia de Varona
  
     
 Regina d'Avalos
sp. Giuseppe Caracciolo
Carlo d'Avalos
sp. Giuseppina Basevi
Anna d'Avalos
Francesco d'Avalos
Ferdinando d'Avalos
sp. Luisa Ruffo
 
  
 Maria d'Avalos
sp. Domenico Viggiani
Francesco d'Avalos
sp. Antonella Nughes Serra
 
 
 Andrea d'Avalos

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Personaggi illustri[modifica | modifica wikitesto]

Residenze[modifica | modifica wikitesto]

Miscellanea[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il motto fu ideato da Paolo Giovio quale parte dell'impresa di Alfonso III d'Avalos; Paolo Giovio, Dialogo dell'imprese militari et amorose, 1574, p. 117.
  2. ^ L'Araldo: almanacco nobiliare del napoletano, volume 3, Enrico Detken, Napoli, 1880, pp. 111-112
  3. ^ Rosario Villari, Note Sulla Rifeudalizzazione Del Regno Di Napoli Alla Vigilia Della Rivoluzione Di Masaniello. II. Congiura Aristocratica e Rivoluzione Popolare. Studi Storici, vol. 6, no. 2, 1965, pp. 295–328.
  4. ^ Crollalanza, p. 71
  5. ^ Garibay y Zamalloa, p. 106
  6. ^ Revista de historia y de genealogía española: Volume 1, p. 521
  7. ^ Historia genealogica de la Casa de Lara: justificada con instrumentos y escritores de inviolable fe, Volume 1, p. 257
  8. ^ (ES) Ángel Luis Molina Molina, Sancho Dávalos, in Dizionario biografico spagnolo.
  9. ^ (ES) José García Oro, Gaspar de Ávalos, in Dizionario biografico spagnolo.
  10. ^ Castillos señoriales en la Corona de Castilla, volume 1, p. 143
  11. ^ a b c d e Jakob Wilhelm Imhoff, Historia Italiae et Hispaniae genealogica., Norimberga, 1701, pp. 146-147.
  12. ^ Trelles Villademoros, p. 232.
  13. ^ Trelles Villademoros, pp. 232-233.
  14. ^ La confusione dei genealogisti deriva probabilmente dal fatto che i genitori di Innico de Guevara furono Pedro Vélez de Guevara (fratello della succitata Elvira de Guevara e il cui padre si chiamava Beltran Vélez de Guevara) e Costanza de Tovar, la quale sposò in seconde nozze Ruy López Dávalos.
  15. ^ Historia genealogica de la casa de Silva, p. 667
  16. ^ (ES) María del Carmen Vaquero Serrano, Hernando Dávalos, in Dizionario biografico spagnolo.
  17. ^ Trelles Villademoros, p. 233.
  18. ^ Citazione riportata in Benedetto Croce, La Spagna nella vita italiana durante la rinascenza, 1917, p. 35
  19. ^ Luise, 2006, p. 29
  20. ^ Topografia universale della città di Napoli in Campagna Felice e note enciclopediche storiografiche di Niccolò Carletti, p. 114
  21. ^ Jaume Torró Torrent, Non sappiamo né dove né da chi fu scritto il Curial e Guelfa. Risposta ad Abel Soler, Archivio Storico per le Province Napoletane 137 (2019), p. 141
  22. ^ Ricca, vol. 1, pp. 284-285
  23. ^ Ricca, vol. 1, p. 288
  24. ^ Filiberto Campanile, L'armi, overo Insegne dei nobili, scritte dal signor Filiberto Campanile ..., Napoli, 1680, p. 163.
  25. ^ Alfredo Rossi, Ceppaloni. Storia e società di un paese del regno di Napoli, ed. Pro Loco di Ceppaloni, 2011. ISBN 978-88-906209-0-4
  26. ^ Vienna, 12 marzo 1704, vedi: Solone Ambrosoli, Il mezzo zecchino del Vasto, in Rivista italiana di numismatica, Milano, Società numismatica italiana, 1890, pp. 543-547.
  27. ^ Ricca, La nobiltà del Regno delle Due Sicilie, parte prima, volume III, 1865, p. 353
  28. ^ Ricca, Istoria de' feudi d'Italia intorno alle successioni legali ne' medesimi, volume 1, 1861, p. 23
  29. ^ Magdaleno Redondo, p. 48
  30. ^ La Collezione d’Avalos, su museocapodimonte.beniculturali.it. URL consultato il 23 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2017).
  31. ^ Luise, 2006, p. 128
  32. ^ Giacomo C. Bascapé, Marcello Del Piazzo, Insegne e simboli. Araldica pubblica e privata, medievale e moderna, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Roma, 1983, p. 899
  33. ^ L'Araldo : almanacco nobiliare del napoletano, Volume 14, 1891, p. 175
  34. ^ Ruggiero Di Castiglione, La massoneria nelle due Sicilie e i fratelli meridionali del '700, Gangemi Editore, 2010, p. 66
  35. ^ Di Risio, p. 30
  36. ^ Carbone, p. 52
  37. ^ Soler, p. 990 nota 476
  38. ^ Soler, p. 990 nota 477
  39. ^ Colapietra 1999, p. 43
  40. ^ Bartolini Salimbeni, pp. 90-91
  41. ^ Di Risio, p. 55
  42. ^ Gaspare De Caro, AVALOS, Diego d', principe di Isernia, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 4, 1962.
  43. ^ Confuorto, Giornali, vol. II, 1931
  44. ^ Soler Salcedo, p. 140
  45. ^ Confuorto, Giornali, vol. I, 1930
  46. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro sino ai nostri giorni, vol. 88, Tipografia Emiliana, Venezia, 1858, p. 207
  47. ^ Giacomo C. Bascapè, Marcello del Piazzo, Insegne e simboli. Araldica pubblica e privata, medievale e moderna, Ministero per i beni culturali e ambientali, Roma , 1983, p. 899

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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