Lettopalena

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Lettopalena
comune
Lettopalena – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Carolina De Vitis[1] (Lista Civica Valida alternativa) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 42°00′N 14°10′E / 42°N 14.166667°E42; 14.166667 (Lettopalena)Coordinate: 42°00′N 14°10′E / 42°N 14.166667°E42; 14.166667 (Lettopalena)
Altitudine 680 m s.l.m.
Superficie 21,13 km²
Abitanti 369[2] (30-11-2014)
Densità 17,46 ab./km²
Comuni confinanti Colledimacine, Montenerodomo, Palena, Taranta Peligna
Altre informazioni
Cod. postale 66010
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069048
Cod. catastale E559
Targa CH
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti lettopalenesi o lettesi
Patrono san Vincenzo Ferrer
Giorno festivo 5 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lettopalena
Lettopalena
Posizione del comune di Lettopalena all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Lettopalena all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Lettopalena (Lètte in abruzzese[3]) è un comune italiano di 369 abitanti della provincia di Chieti in Abruzzo. Fa anche parte della Comunità montana Aventino-Medio Sangro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di origine medievale che risale all'XI secolo ma forse fu sotto il dominio di Juvanum in epoca romana. Scarsi documenti non consentono di creare una cronologia storica ben definita, tuttavia si può affermare che nel XV secolo fu secolo di Antonio Caldora, indi dei Capua, conti di Palena mentre dei XVII secolo fu dei D'Aquino.[4] L'importanza del paese era dovuta alla presenza di cave di gesso e al riguardo del Monastero di Santa Maria del Popolo in Monteplanizio, che detenne fino al XIII secolo il possesso del feudo. Il borgo vecchio era strutturato da un cardo e un decumano, fiorente lungo la scarpata che precede il fosso del ponte di pietra che lo collegava alla via della Majella. Le case erano in pietra e calce e il borgo possedeva, come di vede da immagini anteguerra, due porte di accesso.

La linea Gustav e la distruzione del 1943[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Linea Gustav.

Nel novembre 1943 il paese fu raso al suolo dai tedeschi [5]. Precisamente in ottobre le truppe di Kesserling, adottando la tattica della "terra bruciata", percorrendo in ritirata a Cassino la linea Gustav, asserragliarono il paese. La casa di Felice De Vitis fu presa come quartier generale, mentre avveniva il rastrellamento della popolazione verso Palena. Il 20 novembre il paese, interamente minato dalle fondamenta, fu fatto saltare in aria e cancellato definitivamente. Rimase in piedi solo la chiesa di San Nicola, con il soffitto sfondato, mentre buona parte del monastero di Santa Maria di Monteplanizio era andato distrutto. Anche il ponte di accesso fu fatto saltare volutamente. Nei giorni successivi alcuni abitanti tentarono nuovamente l'accesso al paese, ma furono catturati dai tedeschi, e spediti con tutto il resto della popolazione al campo di prigionia di Rocca Pia, ad oltre 30 km di distanza, in mezzo alla neve della montagna. Durante la marcia morirono donne e bambini, e solo dopo il 1945 Lettopalena fu nuovamente accessibile.

Ricostruzione del dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

La ricostruzione totale del nuovo paese ci fu sopra il Monteplanizio, ossia un grande colle nel fosso del fiume Aventino, intorno all'abbazia, divenuta coi restauri una semplice chiesa per il cimitero. La nuova chiesa di San Nicola fu costruita negli anni '50 sopra la parte più alta del monte, in stile moderno, mentre il rudere della chiesa storica fu quasi tutto sembrato per la sistemazione dei casali storici fuori il nuovo nucleo. Nel 1992 Lettopalena è stata inclusa nei comuni del Parco Nazionale della Majella.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Maria in Monte Planizio. È sita in Largo Aventino. La costruzione viene fatta risalire al XVI secolo. La facciata è rappresentata da una parte centrale più alta, la quale corrisponde alla navata, terminante con un tetto a spiovente ed un campanile a vela e da due parti laterali più basse che corrispondono alle navate laterali hanno delle tettoie a saliente. L'unico portale d'accesso ha una cornice in pietra ed un architrave su mensole. Il viale d'accesso consta di resti e capitelli che forse provengono dalla chiesa di San Nicola. Presso la chiesa vi sono dei resti di un palazzo recente in cemento armato.[6]
  • Ex chiesa di San Nicola di Bari. È sita nel borgo antico. La chiesa originaria è del XII secolo ma fu ricostruita alla fine del XIX secolo, susseguentemente il terremoto del 1933 fu restaurata dal Genio Civile. Fu distrutta nella seconda guerra mondiale. La chiesa rimarrà abbandonata così come il resto del paese che verrà ricostruito nella pianura di Monteplanizio. A tutt'oggi ne rimangono dei ruderi su cui sta rigogliosamente crescendo della flora. Era a tre navate.[7]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]
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Manifestazioni ed eventi[9][modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1993 26 maggio 2002 Fabio De Vitis Lista Civica di Centro (1993-1997)
Lista Civica (1997-2001)
Sindaco [10][11]
27 maggio 2002 27 maggio 2007 Carlo Ezio Cavicchia Lista Civica Sindaco [12]
28 maggio 2007 6 maggio 2012 Cinzia Di Iorio Lista Civica Sindaco [13]
7 maggio 2012 in carica Carolina De Vitis lista civica Valida alternativa Sindaco [1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 6 maggio 2012, elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2014.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 352.
  4. ^ Autori Vari, Lettopalena e la sua storia, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20 dicembre 2009.
  5. ^ Autori Vari, La Guerra, Comune di Lettopalena, 2004. URL consultato il 27 dicembre 2009.
  6. ^ Autori Vari, Chiesa di Santa Maria in Monte Planizio, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20 dicembre 2009.
  7. ^ Autori Vari, Ex Chiesa di San Nicola di Bari, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20 dicembre 2009.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Autori Vari, Manifestazioni e spettacoli, Sangroaventino, 2004. URL consultato il 20 dicembre 2009.
  10. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 21 novembre 1993, elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 16 novembre 1997, elezionistorico.interno.it.
  12. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 26 maggio 2002, elezionistorico.interno.it.
  13. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 27 maggio 2007, elezionistorico.interno.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio De Nino, Antichità in Gessopalena; Palena; Lettopalena, in NSA, settembre 1901.
  • Antonio De Nino, Palena, Lettopalena e Montenerodomo nel 1652, in Rivista abruzzese, a.XIX, 1904.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN246273072
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