Tocco da Casauria

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Tocco da Casauria
comune
Tocco da Casauria – Stemma
Tocco da Casauria – Veduta
Tocco da Casauria – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Pescara-Stemma.png Pescara
Amministrazione
SindacoRiziero Zaccagnini (lista civica Primavera toccolana) dal 4-10-2021
Territorio
Coordinate42°13′N 13°55′E / 42.216667°N 13.916667°E42.216667; 13.916667 (Tocco da Casauria)
Altitudine356 m s.l.m.
Superficie29,67 km²
Abitanti2 397[2] (31-8-2022)
Densità80,79 ab./km²
FrazioniFrancoli, Marano, Pareti, Rovetone
Comuni confinantiBolognano, Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Popoli, Salle, Corfinio (AQ)
Altre informazioni
Cod. postale65028
Prefisso085
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT068042
Cod. catastaleL186
TargaPE
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[3]
Cl. climaticazona D, 1 807 GG[4]
Nome abitantitoccolani
Patronosant'Eustachio
Giorno festivo20 settembre
PIL(nominale) 38,1 mln [1] [nota 1]
PIL procapite(nominale) 15 346 [1][nota 1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tocco da Casauria
Tocco da Casauria
Tocco da Casauria – Mappa
Tocco da Casauria – Mappa
Posizione del comune di Tocco da Casauria all'interno della provincia di Pescara
Sito istituzionale

Tocco da Casauria, (['tw:əkkə] in dialetto locale; fino al 1862 Tocco[5]) è un comune italiano di 2 397 abitanti[2] della provincia di Pescara in Abruzzo. Il paese sorge su un colle, dentro la parte occidentale della Val Pescara, ed è costeggiato dalla SS 5 Via Tiburtina Valeria e dalla ferrovia Roma-Sulmona-Pescara.

Risalente al medioevo, si è costituito in villaggio nel 1024 intorno al Castello Caracciolo[6], tuttavia le prime notizie che si hanno su Tocco risalgono alla prima metà dell'800[7]. In età antica, nelle vicinanze dell'attuale centro abitato, era presente un insediamento di probabile origine peligna chiamato Interpronium[5][8].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato alle falde del monte Morrone, ad un'altitudine di 356 m s.l.m.[9] nell'Area Casauriense della Val Pescara ed il suo territori è attraversato dal fiume Pescara, sul quale è situata una centrale idroelettrica, e del torrente Arolle. Ad est, al confine col territorio del comune di Popoli, vi sono le Gole di Tremonti. Nel territorio comunale è presente parte del Monte Rotondo.

L'altitudine minima raggiunta dal territorio comunale è di 170 m s.l.m. mentre la massima è di 1725 m s.l.m.[9]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 131316182327303126221713131929,321,720,8
T. min. mediaC) 4468131719201613954,3918,712,711,2
Precipitazioni (mm) 3735,328,830,818,911,23,613,127,434,357,945,1117,478,527,9119,6343,4

Fonte[10]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la Proclamazione del Regno d'Italia del 1861 si presentò il problema di dover dare una denominazione al Comune di Tocco per distinguerlo da un omonimo comune in Provincia di Benevento[11][12][13]. In una seduta del consiglio comunale del 26 novembre 1862 se ne discusse e furono varate proposte dai consiglieri. Furono proposti come nome "Tocco di Abruzzo" approvato da 6 voti contro 1 e "Tocco Tremonti"; alla fine la scelta per la decisione sul nuovo nome fu affidata al prefetto che stabilì il nome di "Tocco Casauria"[5][14] per «tradizioni storiche del famoso e vicino tempio di Casauria»[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Tocco da Casauria.

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene il paese sia di fondazione medioevale, nel suo territorio in età antica era già presente un insediamento, probabilmente del popolo dei peligni, chiamato Interpronium. La sua collocazione, ancora non accertata con sicurezza, era probabilmente tra l'attuale paese di Tocco da Casauria e Colle Morto. Riguardo alla sua distruzione, si ritiene sia stata causata da calamità naturali come terremoto o alluvione[8].

Dal medioevo all'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie su Tocco si hanno nella prima metà dell'Ottocento in un documento citato dal Chronicon Casauriense[7]. Tra il XII secolo e il 1320 il territorio seguì le vicende della contea di Manoppello, passando in successione alle famiglie Pagliara, Plessis, Colonna, Sully e infine agli Acquaviva.[15] Nel XIII secolo iniziò a svilupparsi un abitato attorno ai centri di attrazione della chiesa di sant'Eustachio e del castello, che assunse importanza per la sua posizione strategica a controllo delle gole di Popoli e della valle del Pescara.

Nel 1317 i frati minori conventuali si stabilirono in paese assieme terzo ordine regolare di San Francesco nell'allora convento parte della chiesa di San Francesco[16].

Il terremoto dell'Italia centro-meridionale del 5 dicembre 1456 colpì anche Tocco e pare abbia fatto circa 100 vittime, uccidendo anche il Barone Giovanni Torto[17].

Carlo VIII di Francia

Durante la prima guerra italiana, al passaggio di Carlo VIII di Francia in Abruzzo, città importanti come L'Aquila, Sulmona e Chieti abbandonano la loro fedeltà agli aragonesi, e lo stesso fece Tocco, insieme ad altre cittadine del circondario. È in questo periodo che l'abate dell'Abbazia di San Clemente a Casauria fornì il Chronicon Casauriense al re Carlo VII[18].

Nel 1656 un'epidemia di peste colpì il Regno di Napoli ed arrivò anche a Tocco, probabilmente da Chieti e da Popoli. Il parroco del paese registrò i morti giorno per giorno cominciando il 1º agosto 1656 e terminando il 1º gennaio 1657, giorno in cui annotò la fine dell'epidemia. La peste del 1656 uccise a Tocco 590 persone in una popolazione di circa 1300-1500 abitanti[19].

Il terremoto del novembre 1706 distrusse gran parte della cittadina.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1817 il farmacista Beniamino Toro, originario di Cansano e trasferitosi a Tocco agli inizi dell'Ottocento, cominciò l’attività di produzione del liquore Centerbe nella sua farmacia a Tocco. La popolarità del liquore crebbe durante l'epidemia di Colera a Napoli nel 1836 per via delle sue proprietà medicamentose, circostanza in cui fu usato come disinfettante e rimedio per la nausea[20].

Dopo l'unità d'Italia al nome "Tocco" venne aggiunto "da Casauria" (in riferimento alla vicina abbazia di San Clemente a Casauria[5] per distinguerlo da un omonimo comune in Provincia di Benevento[11][12][13].

Nel 1863 a Tocco fu usato il primo pozzo di petrolio perforato con mezzi meccanici in Italia e tra i primi in Europa. Ciò fu opera degli industriali Maurizio Laschi di Vicenza e Carlo Ribighini di Ancona, pionieri dell'estrazione meccanica di petrolio[21][22][23].

Nel 1870 in paese fu fondata una società operaia di mutuo soccorso, una delle più antiche d'Abruzzo[24][25].

Cerimonia di inaugurazione del monumento ai caduti il 20 maggio 1923

Atti di violenza squadrista da parte dei fascisti preannunciarono a Tocco come nel resto della regione l'avvento del nuovo regime.[26]

Il 2 gennaio 1927 fu istituita la provincia di Pescara[27] e vi confluì anche il comune di Tocco da Casauria, in precedenza parte della Provincia di Chieti[28].

Nel 1935 fu costruito il primo edificio scolastico del paese, compiendo un processo iniziato nel 1926 con l'acquisto da parte del comune dei relativi terreni[29].

Durante la seconda guerra mondiale, nel 1943 a Tocco arrivavano profughi dal sud Italia, dal Lazio e dall'Abruzzo. Dopo l'Armistizio di Cassibile, nel settembre 1943 i tedeschi occuparono l'Abruzzo[30]. A Tocco furono occupati: il Palazzo Ricotti per stabilirvi il comando, l'edificio scolastico per stabilirvi un ospedale militare e il Convento dell'Osservanza "Santa Maria del Paradiso" per usarlo come mattatoio per gli animali presi nella zona[31].

Il 25 gennaio 1944, di mattina intorno alle 9:30 un aereo dell'aviazione inglese bombardò il paese causando morti e danni agli edifici[32].

I tedeschi, che avevano precedentemente occupato il paese, ripiegarono dal fronte nel giugno 1944. La sera prima di ritirarsi da Tocco, intorno alle ore 20 fecero saltare un deposito di bombe e munizioni vicino alla stazione ferroviaria del paese[33][34]. Si ritirarono da Tocco il 9 giugno alle ore 15 partendo verso la città dell'Aquila[35]. Le truppe alleate entrarono in paese il giorno dopo, il 10 giugno, insieme ai partigiani della Brigata Maiella.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma comunale antico (1600)
Stemma comunale attualmente in uso

La città ha come segno distintivo uno stemma araldico raffigurante una torre sormontata da una stella, sul lato sinistro della torre vi è la lettera T, a destra la lettera O.

Lo stemma civico attuale si ispira a quello antico, la cui raffigurazione più vecchia ad oggi pervenuta è quella posta sul portale della chiesa della Madonna delle Grazie; esso risale al secolo XVII (più precisamente tra gli anni 1600 - 1610), è scolpito in pietra bianca e la sua grandezza è 79x50 cm[36][37].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Monumenti e luoghi d'interesse di Tocco da Casauria.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Rocco
Situata in Via Rovetone, è dedicata San Rocco di Montpellier e risale al 1610[38][39]. L'edificio è stato costruito in tufo con pianta rettangolare ad aula[38]. Le facciate anteriore e destra sono intonacate e dipinte in bianco, mentre le altre sono in tufo scoperto. L'interno è costituito da una volta a botte[38].
Chiesa di Sant'Eustachio Martire
Chiesa di Sant'Eustachio Martire
Situata nel centro storico, vicino il Castello Caracciolo, è la chiesa più importante di Tocco. Il documento più antico che cita la chiesa è il Chronicon Casauriense, e porta la data del 1º luglio 1169. La chiesa fu distrutta nel terremoto della Maiella del 1706 e subito dopo ricostruita in stile settecentesco[40]. Il 13 gennaio 1915 il terremoto della Marsica distrusse la sagrestia e lesionò il campanile[41]. Nel 2009 il terremoto dell'Aquila ha reso la chiesa inagibile[42]. L'edificio è a pianta rettangolare con tre navate interne e la facciata in pietra bianca è di stile barocca.
Chiesa di San Domenico
Chiesa di San Domenico
Situata in via San Domenico e affacciata su via Ramai, fu costruita inizialmente nel 1317 dedicata a San Francesco insieme ad un convento e gestita dai francescani[43]. Successivamente fu chiusa nel 1653 per poi venire distrutta dal terremoto del 1706. Il terremoto distrusse anche la chiesa in cui risiedevano domenicani e loro decisero però di ricostruire quella chiesa di San Francesco per stabilirvisi e dedicarla a san Domenico[16]. La struttura è a croce latina con una sola navata centrale e con atrio, transetto (con una cupola al centro), crociera e coro.Sono presenti sagrestia, una cappella ed una stanza oggi adibita a museo. L'originaria struttura trecentesca era adiacente ad un convento non più esistente e conserva ancora diversi elementi dell'originaria struttura medioevale.
Chiesa della Madonna degli Angeli
È situata sull'odierna Via Madonna degli Angeli, vicino il bivio tra la Strada statale 5 Via Tiburtina Valeria e la strada e Torre de' Passeri[44]. La struttura è a muro portante ed all'interno è a pianta rettangolare con impianto ad aula[45][46]. La data 1677 è scolpita sopra l'architrave in pietra antistante la porta di entrata e potrebbe indicare la data di fondazione o di restauro della chiesa[47].
Convento dei Cappuccini e chiesa di Sant'Antonio da Padova ai Cappuccini
Situato in Largo Luigi Menna[48], fu costruito assieme ad una chiesa per i frati minori cappuccini, l'edificio risale fra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo[49]. La chiesa annessa al convento fu dedicata a Sant'Antonio da Padova e consacrata nel 1621[nota 2][49]. Il convento oggi è inagibile e la chiesa stata chiusa dopo il terremoto dell'Aquila del 2009[50]. La facciata della chiesa (decorata con affreschi) ha un portico con quattro archi a tutto sesto fatti in tufo. La chiesa ha una navata con la facciata rivolta verso ovest, al suo interno vi sono due volte a crociera[51]. A destra ci sono due cappelle, una dedicata a Sant'Antonio da Padova mentre l'altra alla Madonna del Carmine[49].
Chiesa della Madonna delle Grazie
Chiesa della Madonna delle Grazie
Inizialmente costruita come oratorio fuori dalle mura del paese per ospitare i domenicani[52], fu poi convertito in chiesa fra la seconda metà del '400 e gli inizi del '500[53]; Risale tra XV e XVI secolo[53][54]. All'esterno la chiesa è principalmente di colore giallo, con alcuni elementi bianchi. Dispone di un piccolo campanile con una sola cella campanaria. La facciata principale è composta da un portale (con architrave e rosone) che risale al 1605[37]. Vi sono anche 2 lesene bianche. Sull'architrave sono presenti tre stemmi ovaliformi del XVII secolo[37][55][56][57] uno dei quali è la più antica rappresentazione dello stemma comunale di Tocco[57].
Convento di Santa Maria del Paradiso
La sua data di fondazione è incerta, tuttavia è confermato che esistesse già nel 1412[58]. Il terremoto dell'Italia centro-meridionale del 1456 lo distrusse nel 1466 fu dato il permesso da papa Paolo II per la ricostruzione e l'insediamento dell'Ordine dei Frati Minori della Regolare Osservanza[nota 3]. Fu quindi riedificato a spese dei cittadini toccolani e completato nel 1470[58][59][60][61] con il nome di "Santa Maria del Paradiso", nello stesso anno vi si insediò l'Ordine[58].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Toro
Palazzo Toro
Situato lungo Corso Garibaldi[62], fu fatto erigere intorno alla metà dell'Ottocento e completato nel 1870 come abitazione per la famiglia Toro e fabbrica per produrre il liquore centerbe[63]; è tuttora proprietà della famiglia Toro[62]. Durante il terremoto dell'Aquila del 2009 il palazzo è rimasto danneggiato[64] oggi completamente restaurato. L'edificio è a pianta rettangolare ed è composto da due piani[62]. Le sale furono affrescate dal pittore toccolano Francesco Paolo Michetti in stile ottocentesco napoletano[65][66].
Casa Michetti
La casa natale di Francesco Paolo Michetti fu l'abitazione del pittore toccolano da bambino[67], è stata successivamente trasformata in museo nel 1954[68]. L'edificio in stile liberty, risalente XIX secolo, è composto da tre piani, con finestre e portale rivestiti in pietra bianca[69].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello Caracciolo
Castello Caracciolo
È un castello d'origine medievale situato nel centro storico[70][71]. Fatto erigere fra il 1000 ed il 1100 fu danneggiato dal terremoto dell'Italia centro-meridionale del 1456[72]. Venne ricostruito in stile rinascimentale[73] l'anno seguente come residenza nobiliare e prese il nome di "Palazzo Ducale"[72]. L'edificio venne nuovamente distrutto durante il terremoto della Majella del 1706[72][73] e ricostruito l'anno seguente[72]. Il castello è composto da quattro corpi di fabbrica collegati a quattro torrioni quadrati agli angoli dell'edificio che delimitano un cortile centrale. La parte superiore dell'edificio è invece composta da pietre marroni. La costruzione ha un basamento a scarpa che arriva a circa metà altezza dell'edificio, dove un redondone separa la scarpa dalla parte superiore. Lungo il basamento sono presenti delle feritoie, mentre nella parte superiore delle mura si trovano delle finestre rettangolari contornate da cornici decorate. Il torrione meridionale presenta dei merli ghibellini. La facciata di sud-est ospita il portale d'ingresso, caratterizzato da un arco a sesto acuto sorretto da capitelli di stile rinascimentale. Alla sinistra del portale d'ingresso si trova una rampa di scale, mentre alla destra c'è un piano inclinato dedicato alle carrozze[72].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai Caduti
Il monumento è una statua in bronzo su base in travertino realizzata da Torquato Tamagnini[74][75] posta davanti a Largo Enrico Berlinguer. Eretto in onore dei caduti toccolani nella prima guerra mondiale, risale al 1923. Dall'ottobre 1960 è dedicato anche ai caduti toccolani dalle guerre italiane combattute dal 1935 al 1945[76][77]
Galleria
Monumento ai Caduti
Parco eolico di Tocco da Casauria quando aveva ancora solo 4 turbine (ora ne ha 5)
Torre dell'orologio
Porta della Croce
Parco eolico
Nel paese è presente un impianto di produzione di energia eolica. Nel solo 2009 il surplus di produzione di energetica prodotta ha comportato un guadagno per le casse comunali di circa 170.000 € permettendo la rimozione di alcune imposte locali[78]. Questa politica ambientale è stata oggetto di un articolo da parte del New York Times[79]. Nel 2018 è stato aggiunto un quinto aerogeneratore. La produzione totale è di 4 MW (800 kW per aerogeneratore)[80][81].
Torre dell'orologio
Situata su Via Orologio, ha pianta quadrata e risale al basso medioevo[82][83], ma l'orologio è stato aggiunto nell'Ottocento[84]. La costruzione conserva la parte sommitale, con le merlature alla ghibellina di coronamento; sul prospetto meridionale presenta una piccola apertura a finestra, sul prospetto occidentale vi è solo l'ingresso ad arco.
Porta della Croce
Situata in Via Cavour è l'unica porta superstite delle mura medievali[84]. Ha un arco a sesto acuto incluso in una cornice di pietra in ciottoli di fiume non lavorati. L'arco è sovrastato da una cornice marcapiano e da un timpano dall'andamento curvilineo, che si innalza nel punto centrale, che è un rifacimento del XVIII secolo.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Riserva naturale Monte Rotondo

Area naturale protetta di 1452 ettari situata all'interno del parco nazionale della Majella[85][86], istituita nel 1982 coinvolge i territori di Tocco da Casauria insieme a Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Corfinio e Popoli[87].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[88]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Il 31 dicembre 2020 gli stranieri censiti nel territorio comunale erano 169. La comunità più numerosa era quella proveniente dalla Macedonia del Nord con 106 cittadini residenti[89].

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Tocco fa parte dell'area linguistica abruzzese e più precisamente nell'area dov'è parlato il dialetto chietino (più precisamente il chietino occidentale) che abbraccia la fascia di territorio che va da Popoli e la gola di Tremonti a sud del fiume Pescara fino al fiume Alento. Il dialetto toccolano presenta influenze del dialetto peligno e caratteri propri che lo distinguono da altri sotto dialetti e gerghi di paesi limitrofi[90].

Il dialetto toccolano, data la posizione geografica del centro, potrebbe essere definito una parlata di transizione tra quelle peligne e quelle dell'entroterra pescarese. Molto evidenti sono soprattutto i frangimenti vocalici e la metafonia "napoletana" anche da -o, fenomeni tipici dell'area peligna e riscontrabili anche ad es. a Popoli e Pratola Peligna: tuttavia essi sono in uso ormai solo presso gli anziani, in quanto le generazioni più giovani hanno subito un sensibile influsso da parte delle zone dell'area metropolitana Pescara-Chieti.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Comunale "Carlo Di Bartolomeo"[91].
  • Biblioteca dell'Istituto scolastico "Alberto Manzi"[91].

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio scolastico del paese, la scuola Francesco Filomusi Guelfi

Nel territorio comunale sono presenti tre scuole: una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola media.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro Michetti: è situato in Via Municipio all'interno del piano terra dell'ex municipio storico.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Oliveto toccolano

Si coltivano principalmente vite e ulivo per la produzione di vino e olio d'oliva.

È presente a Tocco la Toccolana[94], conosciuta anche come Police[95], che consiste in una cultivar di olivo autoctona della zona[96] ed è la più coltivata sul territorio[95]; viene usata per la produzione di olio d'oliva extravergine "Aprutino Pescarese" (DOP nella provincia di Pescara).

I vini prodotti nel territorio toccolano sono: Montepulciano, Cerasuolo, Chardonnay, Trebbiano, Pecorino e Passerina[97].

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale sono presenti alcune industrie tra cui la distilleria Toro, situata lungo la strada statale 5, che produce alcolici tra cui il centerbe, liquore tipico di Tocco[98][99].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Tocco è attraversato dalla strada statale 5 Via Tiburtina Valeria, che è raccordata al centro del paese dalla Strada Provinciale 67.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Ex stazione ferroviaria di Tocco-Castiglione

Il Comune era servito dalla stazione di Tocco-Castiglione risalente al 1894[100] e posta sulla ferrovia Roma-Sulmona-Pescara, ma inattiva dal 2016.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

I trasporti interurbani di Tocco da Casauria vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da TUA[101].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Tocco da Casauria.

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Tocco da Casauria fa parte della Comunità montana della Maiella e del Morrone[102].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nel Comune la sede della Federazione Italiana Pickleball (FIPICK)[103].

Impianti Sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ a b Dato del 2019
  2. ^ La chiesa è conosciuta come "Chiesa di Sant’Antonio da Padova ai Cappuccini" per distinguerla da un'omonima chiesa presente in paese vicino al cimitero (chiesa di Sant'Antonio al cimitero).
  3. ^ Per questo viene chiamato anche "Convento dell'Osservanza"
Fonti
  1. ^ a b Lajatico è il Comune più ricco d'Italia. La mappa dei redditi degli italiani pre-pandemia, in Il Sole 24 Ore, 27 maggio 2021. URL consultato il 6 aprile 2022 (archiviato il 2 aprile 2022).
  2. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ a b c d e Felice Virgilio di Virgilio, (XII) L'Ottocento, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 107-108.
  6. ^ Felice Virgilio di Virgilio, (V) Il borgo di Tocco dal IX al XII secolo, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 25.
  7. ^ a b Felice Virgilio di Virgilio, (IV) Fondazione di Tocco da Casauria, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 16.
  8. ^ a b Angelo Civitareale, Interpronium, in Città romane d'Abruzzo, Japadre Editore, 1992, pp. 155-158, ISBN 88-700-6245-7.
  9. ^ a b Tocco da Casauria (PE), su Tuttitalia.it. URL consultato il 22 settembre 2021 (archiviato il 25 aprile 2021).
  10. ^ Weatherbase periodo di riferimento 2002 - 2012, su worldweatheronline.com. URL consultato il 15 novembre 2015 (archiviato il 17 novembre 2015).
  11. ^ a b Giuseppe Marcarelli, L'Oriente del Taburno: storia dell'antica città di Tocco e dei suoi casali, Benevento, Tipografia Forche Caudine, 1915, pp. 36-37.
  12. ^ a b Alfonso Meomartini, I comuni della provincia di Benevento, 2ª ed., Benevento, Stabilimento lito-tipografico editoriale De Martini, 1970 [1907], pp. 214-220.
  13. ^ a b Felice Virgilio di Virgilio, (XIV) La seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 107.
  14. ^ Mario Napoleone, Avvenimenti del XVIII e del XIX secolo, in Pescara. I paesi e i suoi caduti, Litografia Brandolini, 2008, p. 550.
  15. ^ Walter Morico, Palear la dinastia dei maestri di Federico II, Roma, Streetlib, 2016, pp. 121, 130 - 131, 232 - 235, 350 - 377, 389, ISBN 8892598805.
  16. ^ a b Felice Virgilio di Virgilio, Il Convento di S. Francesco, oggi Chiesa di S. Domenico, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 177-181.
  17. ^ Antonio De Angelis, Storia di Caramanico, Tipolitografia Sigraf, aprile 2007, p. 106, ISBN 8-890-16224-4.
  18. ^ Antonio De Angelis, Storia di Caramanico, Tipolitografia Sigraf, aprile 2007, pp. 113-116, ISBN 8-890-16224-4.
  19. ^ Felice Virgilio di Virgilio, (X) Il Seicento, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 73-74.
  20. ^ Storia. Distilleria Toro, su liquoritoro.it. URL consultato il 18 dicembre 2021 (archiviato il 23 novembre 2021).
    «La storia della Distilleria Toro è inscindibilmente legata a quella del suo liquore Centerba Forte. Nel 1817 Beniamino Toro iniziò l’attività di produttore di liquore nella sua farmacia di Tocco da Casauria, comune nella parte abruzzese del Regno delle Due Sicilie. Il farmacista, originario di Cansano, si era trasferito agli inizi dell’800 a Tocco da Casauria per svolgere la sua attività; è qui che con ogni probabilità il suo destino si è incrociato con quello della centerba, un estratto d’erbe, eredità lasciata al territorio dai monaci della vicina abbazia benedettina di san Clemente a Casauria. La fama della Centerba e delle sue qualità medicamentose esplose in occasione del colera di Napoli del 1836, circostanza nella quale fu utilizzata come rimedio contro la nausea e come disinfettante, fama perpetuata fino ai nostri giorni dalla sua qualità di liquore dopo pasto: è, però, ancora nella memoria dei più adulti fra noi l’uso che se ne faceva in tutte le case come medicamento»
  21. ^ Costantino Felice, Il Mezzogiorno operoso. Storia dell'industria in Abruzzo, in Saggi. Storia e scienze sociali, Donzelli Editore, 2008, p. 196, ISBN 88-603-6292-X.
  22. ^ Alfredo Fiorani, Sulle strade del petrolio nella terra del Centerbe (PDF), in Informazione toccolana, Tocco da Casauria, 13 luglio 2013, p. 22. URL consultato il 19 gennaio 2022 (archiviato il 27 dicembre 2021). Ospitato su http://www.comune.toccodacasauria.pe.it.
    «Le prime trivellazioni sono datate

    1863 ad opera di Maurizio Laschi e

    Carlo Ribighini (pionieri delle perforazioni artesiane)»
  23. ^ RICERCHE PETROLIFERE, su pianodorta.it. URL consultato il 19 gennaio 2022 (archiviato il 29 marzo 2022).
    «Nell’opera Le ricerche del Petrolio in Italia. Cenni storici dal 1860 di Federico Squarzina (Jandi Sapi Editore - Roma 1958), disponibile per consultazione presso la Biblioteca di Assomineraria, viene chiarito che il primo pozzo perforato in Italia con mezzi meccanici è del 1863 a Tocco Casauria (Pescara), ad opera di due pionieri della perforazione, Maurizio Laschi di Vicenza e Carlo Ribighini di Ancona, che scoprirono un piccolo giacimento di petrolio che è stato attivo per quasi un secolo»
  24. ^ f.bel., Società operaia di Penne, si cerca un gestore, in Il Centro, Il Centro S.p.a., 1º febbraio 2022. URL consultato il 3 febbraio 2022 (archiviato il 3 febbraio 2022).
    «Istituita il 16 marzo del 1876, con i suoi 143 anni di storia, la Società operaia di Penne è tra le più antiche d’Abruzzo insieme a quelle di Teramo (1861), Chieti (1861), Loreto Aprutino (1866) e Tocco da Casauria (1870)»
  25. ^ Atti parlamentari della Camera dei deputati: documenti progetti di legge e relazioni, Dal 100 al 132, 1876-77, p. 38. URL consultato il 3 febbraio 2022 (archiviato il 3 febbraio 2022).
  26. ^ Felice Virgilio di Virgilio, (XIII) Il Novecento a Tocco da Casauria, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 116-117.
  27. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1 - Riordinamento delle circoscrizioni provinciali, in Gazzetta Ufficiale del Regno, 11 gennaio 1927. URL consultato il 5 febbraio 2022 (archiviato il 10 aprile 2019).
    «9° Provincia di Pescara con capoluogo Pescara, comprendente: i comuni di Abbateggio, Bolognano, Caramanico, Lettomanoppello, Manoppello, Musellaro, Roccacaramanico, Roccamorice, Salle, Santa Eufemia a Maiella, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Serramonacesca, Tocco da Casauria, [ecc.]»
  28. ^ Antonio Bertillo e Giampietro Pittarello, Capitolo secondo. Pescara prima del 31 agosto, in Il martirio di una città. Pescara e la guerra 1940/1944, 1998, p. 86.
  29. ^ Sandro Sticca, Gennaro Manna tra vita e narrativa, Fondazione "G. Capograssi", 1998.
  30. ^ Felice Virgilio di Virgilio, (XIV) La seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 127.
  31. ^ Felice Virgilio di Virgilio, (XIV) La seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 128.
  32. ^ Felice Virgilio di Virgilio, (XIV) La seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 137.
  33. ^ Felice Virgilio di Virgilio, Capitolo XV. Gli anni del secondo conflitto mondiale, in I Francescani a Tocco Casauria, L'Aquila, Frati Minori d'Abruzzo S. Bernardino, 1991, pp. 293-294.
  34. ^ Antonio Bertillo e Giampietro Pittarello, Capitolo settimo. La liberazione, in Il martirio di una città. Pescara e la guerra 1940/1944, 1998, p. 469.
  35. ^ Felice Virgilio di Virgilio, (XIV) La seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 139-140.
  36. ^ Bottega abruzzese sec. XVII, Scultura Stemma comunale, su beweb.chiesacattolica.it, 2 novembre 2015. URL consultato il 10 agosto 2020 (archiviato il 25 aprile 2021).
  37. ^ a b c Bottega abruzzese (1605), Portale, su beweb.chiesacattolica.it, 2 novembre 2015. URL consultato il 2 agosto 2020 (archiviato il 30 novembre 2021).
    «Ai lati paraste corinzie con fusto decorato con motivo continuo di volute allacciate; apertura architravata con cornice modanata; trabeazione rettilinea con fregio con motivo vegetale; timpano triangolare spezzato; al centro, cimasa con timpano triangolare con incisione e affresco centrale; in alto tre stemmi: a sinistra stemma civico di Tocco Casauria, al centro stemma coronato, a destra stemma con emblema di Sant'Eustachio (...)»
  38. ^ a b c Chiesa di San Rocco <Tocco da Casauria>, su Le chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. URL consultato il 29 marzo 2022.
  39. ^ (ITFR) Tocco da Casauria (PE) | Chiesa di San Rocco, su BeWeB - Biens Ecclésiastiques sur la Toile. URL consultato il 29 marzo 2022 (archiviato il 29 marzo 2022).
  40. ^ Felice Virgilio di Virgilio, CAPITOLO XVII, CHIESE E CONVENTI; Chiesa di S. Eustachio, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 175.
  41. ^ Felice Virgilio di Virgilio, CAPITOLO XIII, IL NOVECENTO A TOCCO DA CASAURIA, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 114-115, 144.
  42. ^ Redazione Cityrumors, Tocco da Casauria, 1 milione di euro per restaurare la chiesa di Sant’Eustachio, su abruzzo.cityrumors.it. URL consultato il 24 febbraio 2021 (archiviato il 3 febbraio 2022).
    «Tocco da Casauria. Grazie a nuovi fondi Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) potranno proseguire i lavori di consolidamento e restauro della Chiesa di Sant’Eustachio, chiusa all’indomani del sisma del 6 aprile 2009»
  43. ^ Felice Virgilio di Virgilio, I Francescani a Tocco Casauria. Profilo Storico, L'Aquila, Edizione Frati Minori d'Abruzzo - "S. Bernardino", 1991, pp. 16-20.
  44. ^ Chiesa della Madonna degli Angeli, su comune.toccodacasauria.pe.it.
    «Si trova nei pressi del bivio per Torre de Passeri. Provenendo dalla Tiburtina e proseguendo per Torre de Passeri la troviamo subito sulla sinistra»
  45. ^ Chiesa di Santa Maria degli Angeli, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 9 agosto 2022.
  46. ^ Chiesa di Santa Maria degli Angeli <Tocco da Casauria>, su chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 9 agosto 2022.
  47. ^ Marco Tullio Marulli, Chiesa MADONNA DEGLI ANGELI di Tocco da Casauria in provincia di Pescara, su archeoclubpianodorta.home.blog, 1º giugno 2020.
    «La chiesa, forse è stata realizzata nel 1677 (tale data è scolpita sull’architrave in pietra di una finestra murata posta sopra la porta di ingresso)»
  48. ^ Tocco da Casauria Sant'Antonio da Padova ai Cappuccini, su Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Pescara, 31 dicembre 2000. URL consultato il 28 maggio 2021 (archiviato il 24 giugno 2021).
    «Dove si trova: la chiesa si trova a Tocco da Casauria, in largo Luigi Menna»
  49. ^ a b c Felice Virgilio di Virgilio, Il Convento dei Cappuccini, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 191.
  50. ^ Tocco da Casauria Sant’Antonio da Padova ai Cappuccini, su Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Pescara, 31 dicembre 2000. URL consultato il 28 maggio 2021 (archiviato il 24 giugno 2021).
    «Stato attuale : la chiesa è attualmente chiusa al culto, a causa dei danni riportati in seguito al terremoto del 6 aprile 2009»
  51. ^ Felice Virgilio di Virgilio, Il Convento dei Cappuccini, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 190-191.
  52. ^ Felice Virgilio di Virgilio, Chiese e Conventi; La Madonna delle Grazie, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, (2ª edizione di "Tocco da Casauria"), Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 181.
  53. ^ a b Sandro Sticca, La Chiesa della Madonna delle Grazie, in La chiesa della Madonna delle Grazie, Sulmona, Libreria Editrice Di Cioccio, 1995, pp. 30-31.
  54. ^ Felice Virgilio di Virgilio, Chiese e Conventi; La Madonna delle Grazie, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, (2ª edizione di "Tocco da Casauria"), Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 181-182.
  55. ^ Bottega abruzzese sec. XVII, Scultura Emblema di S. Eustachio, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 25 dicembre 2020 (archiviato il 30 novembre 2021).
  56. ^ Bottega abruzzese sec. XVII, Scultura Stemma, su beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 25 dicembre 2020 (archiviato il 30 novembre 2021).
  57. ^ a b Bottega abruzzese sec. XVII, Scultura Stemma comunale, su beweb.chiesacattolica.it, 2 novembre 2015. URL consultato il 10 agosto 2020 (archiviato il 25 aprile 2021).
  58. ^ a b c Felice Virgilio di Virgilio, Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, p. 197
  59. ^ Convento di S.Maria del Paradiso, su comune.toccodacasauria.pe.it. URL consultato il 27 marzo 2022.
    «Chiesa e Convento, edificati nel 1470 dalla pietà del popolo toccolano in contrada Viario, dove, secondo la testimonianza del Chronicon Casauriense sorgeva una chiesetta dedicata a san Flaviano, di proprietà del monastero benedettino, accolsero i Frati Minori della Regolare Osservanza, movimento in seno all'Ordine affermatosi nel Quattrocento ad opera di san Bernardino da Siena e san Giovanni da Capestrano»
  60. ^ Violetta De Luca, Tocco da Casauria, un balcone sulla Val Pescara, pp. 125-126
  61. ^ Sandro Sticca, Il convento di Santa Maria del Paradiso a Tocco Casauria, pp. 40-41
  62. ^ a b c Tocco da Casauria, su comune.toccodacasauria.pe.it. URL consultato il 21 marzo 2022 (archiviato il 27 dicembre 2021).
    «La residenza, ancora di proprietà della famiglia Toro, è costituita da 2 piani a pianta rettangolare ed è situata a metà del corso principale del paese»
  63. ^ Tocco da Casauria, su comune.toccodacasauria.pe.it. URL consultato il 21 marzo 2022 (archiviato il 27 dicembre 2021).
    «Fatto erigere da Enrico Toro verso la metà del 1800, come nuova residenza per la famiglia e fabbrica per la produzione del famoso liquore, fu completato intorno al 1870»
  64. ^ Ricostruzione: 1,7 milioni per Tocco da Casauria, su abruzzo.cityrumors.it. URL consultato il 13 aprile 2022 (archiviato il 22 aprile 2022).
    «I fondi serviranno per la ricostruzione privata post sisma nel Comune di Tocco, in particolare permetteranno il completamento dei lavori di Palazzo Toro, storico edificio di fine Ottocento, fatto erigere da Enrico Toro come nuova residenza per la famiglia e fabbrica per la produzione del famoso liquore Centerbe, situato a meta’ del corso principale del paese oltre a tre unita’ abitative, parti di un aggregato del centro storico»
  65. ^ Tocco da Casauria, su comune.toccodacasauria.pe.it. URL consultato il 21 marzo 2022 (archiviato il 27 dicembre 2021).
    «Le sale sono state affrescate in parte dal giovane pittore Francesco Paolo Michetti con grottesche e altri elementi decorativi, arredato in pieno stile ottocento napoletano»
  66. ^ Tocco da Casauria, su turismoneiparchi.minambiente.it. URL consultato il 21 marzo 2022 (archiviato il 21 marzo 2022).
    «Palazzo Toro Fatto erigere da Enrico Toro verso la metà dell'Ottocento, come nuova residenza per la famiglia e fabbrica per la produzione del famoso liquore, fu completato intorno al 1870. La residenza, ancora di proprietà della famiglia Toro, è costituita da 2 piani a pianta rettangolare ed è situata a metà del corso principale del paese. Le sale sono state affrescate in parte dal giovane pittore Francesco Paolo Michetti con grottesche e altri elementi decorativi, arredato in pieno stile ottocento napoletano»
  67. ^ Un’idea per casa Michetti, su Il Centro, 5 febbraio 2015. URL consultato il 4 agosto 2020 (archiviato il 25 aprile 2021).
  68. ^ Tocco da Casauria, la Provincia vuole rilanciare la casa di Michetti, su Il Pescara, 5 febbraio 2015. URL consultato il 4 agosto 2020 (archiviato il 5 luglio 2017).
  69. ^ Felice Virgilio di Virgilio, Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 151-152.
  70. ^ Castello di Tocco da Casauria, su regione.abruzzo.it. URL consultato il 9/04/2016 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2016).
  71. ^ Castello, su comune.toccodacasauria.pe.it. URL consultato il 5 agosto 2020 (archiviato il 25 aprile 2021).
  72. ^ a b c d e Felice Virgilio di Virgilio, Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 164-172.
  73. ^ a b CASTELLO CARACCIOLO, su fondoambiente.it. URL consultato il 30 novembre 2021 (archiviato il 30 novembre 2021).
    «Imponente struttura risalente nel suo più antico impianto all'XI secolo, ma interamente ricostruito prima dall'imperatore Federico II (1220-1250) e poi con impianto rinascimentale dopo il disastroso terremoto del 1456»
  74. ^ Piera Cipriani, Vendere la Grande Guerra. La produzione artistica di Torquato Tamagnini in Abruzzo (PDF), su iccd.beniculturali.it, 2016, p. 7. URL consultato il 15 settembre 2021 (archiviato il 15 novembre 2021).
  75. ^ Samuele Iovenitti, Tocco Casauria attraverso i secoli: storia, leggende, tradizioni, Sulmona, Editrice d'Amato, 1960, pp. 420-421.
  76. ^ Monumento ai caduti, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 24 maggio 2021 (archiviato il 24 maggio 2021).
  77. ^ Monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 15 settembre 2020 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2020).
  78. ^ Stefano Casertano, La guerra del clima. geopolitica delle energie rinnovabili, Francesco Brioschi Editore, 2011, p. 184, ISBN 88-953-9945-5.
    «Le rinnovabili a Tocco da Casauria hanno portato così tanti ricavi nelle casse cittadine, che alcune imposte locali sono state rimosse, come quella sulla nettezza urbana: si parla di circa 170.000 euro nel solo 2009, generati da 4 turbine. Con l'esempio pubblico, anche privati cittadini hanno poi iniziato a richiedere l'installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti di casa»
  79. ^ (EN) Elisabeth Rosenthal, Ancient Italian Town Has Wind at Its Back, in The New York Times, The New York Times Company, 28 settembre 2010. URL consultato il 3 gennaio 2022 (archiviato il 19 febbraio 2019).
  80. ^ Walter Teti, Tocco, il paese del vento Avviata un’altra pala eolica, in Il Centro, 10 luglio 2018. URL consultato il 3 gennaio 2022 (archiviato il 28 luglio 2020).
    «Da qualche giorno l'impatto visivo dall’orizzonte della Val Pescara, verso la Gola di Tremonti, è cambiato. Sul promontorio destro della gola, sotto la quale scorre il fiume Pescara, alle quattro pale eoliche da anni in azione, se n’è aggiunta un’altra. Una nuova torre del vento costituita da un unico aerogeneratore della potenza nominale massima di 800 kw Enercon E-53, installato in località “Rovetone”, in un’area prossima al sito che contempla già la presenza di altri quattro di stessa potenza unitaria da 800 kw, ma con modello Enercon E-48»
  81. ^ Regione Abruzzo: Linee Guida Parchi Eolici Archiviato il 7 marzo 2016 in Internet Archive.
  82. ^ Torre dell'Orologio di Tocco da Casauria, su mondimedievali.net. URL consultato il 23 agosto 2022.
    «Epoca: tardo Medioevo»
  83. ^ Gianfranco Pinti, La Torre dell'Orologio (PDF), in Informazione Toccolana, 2005. URL consultato il 23 agosto 2022.
    «Si pensi che essa risale, nel suo nucleo più antico e secondo documenti e studi più che attendibili, alla fine del 1200 e probabilmente chiudeva l’originaria cerchia muraria della parte più vetusta del nostro centro»
  84. ^ a b Remo Carulli, Denis Falconieri e Luigi Farrauto, Abruzzo e Molise, Lonely Planet Italia, 2021, p. 117, ISBN 978-8859278825.
  85. ^ Monte Rotondo, su carabinieri.it. URL consultato il 22 agosto 2022.
    «la Riserva ricade in parte nei confini del Parco Nazionale della Majella e in parte nei confini del Parco Nazionale del Gran Sasso-Laga»
  86. ^ Parco Maiella Morrone, su comune.toccodacasauria.pe.it. URL consultato il 19 ottobre 2020 (archiviato il 21 ottobre 2020).
  87. ^ Riserva Statale Monte Rotondo, su parks.it. URL consultato il 22 agosto 2022.
    «Superficie a terra: 1'452.00 ha. Comuni: Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Corfinio, Popoli, Tocco Da Casauria»
  88. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  89. ^ ISTAT 31 dicembre 2020 (dati provvisori), su demo.istat.it. URL consultato il 24 agosto 2022.
  90. ^ Felice Virgilio di Virgilio, (XXII) Il dialetto, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 254.
  91. ^ a b Biblioteca, su comune.toccodacasauria.pe.it. URL consultato il 21 marzo 2022 (archiviato il 27 dicembre 2021).
  92. ^ Tocco da Casauria, la Provincia vuole rilanciare la casa di Michetti, su Il Pescara, 5 febbraio 2015. URL consultato il 4 agosto 2020 (archiviato il 5 luglio 2017).
  93. ^ Museo Civico “Pina di Roberto”, su turismoneiparchi.minambiente.it. URL consultato il 21 marzo 2022 (archiviato il 21 marzo 2022).
    «Il Museo è stato inaugurato nel 2001 in occasione della ricorrenza del 150º anno dalla nascita a Tocco di Francesco Paolo Michetti, ha ospitato a lungo opere dello stesso artista e in seguito anche testimonianze della storia e cultura del paese»
  94. ^ Costantino Felice, Verde a mezzogiorno. Storia dell'agricoltura abruzzese dall'Unità a oggi, in Saggi. Storia e scienze sociali, Donzelli Editore, dicembre 2007, p. 241, ISBN 88-603-6150-8.
    «Ma in consociazione con piante erbacee, gli olivi si vanno sparpagliando ormai un po' ovunque, purché sussista un minimo di condizioni ambientali che ne consentono in qualche modo la vegetazione (grazie anche ad alcuni ecotipi locali quali la Toccolana di Tocco Casauria e dintorni, la Rustica e la Gentile dell'Aquila)»
  95. ^ a b TOCCOLANA, su regimiqualita.unaprol.it. URL consultato il 14 novembre 2021 (archiviato il 14 novembre 2021).
    «La Toccolana conosciuta anche come Police è una cultivar da olio coltivata in Abruzzo.»
  96. ^ TOCCOLANA, su regimiqualita.unaprol.it. URL consultato il 14 novembre 2021 (archiviato il 14 novembre 2021).
    «Areale di coltivazione: Tocco da Casauria, Castiglione a Casauria, Torre de’ Passeri. In questi comuni è la cultivar principale, molto apprezzata dagli olivicoltori, è conosciuta anche in altre zone del pescarese dove si trova come piante parse.»
  97. ^ Redazione, Tocco da Casauria entra nelle Città del Vino e festeggia con una giornata ad hoc 30 agosto 2019, in Il Pescara, 29 agosto 2019. URL consultato il 6 agosto 2020 (archiviato il 21 settembre 2019).
    «Le colline dell’area toccolana e casauriense danno infatti vita a prestigiosi vini: dagli chardonnay ai trebbiani, dal pecorino alla passerina, fino alla robustezza di eccellenti montepulciani e cerasuoli, prodotti di grande qualità che esaltano il valore della cultura enogastronomica dell’intera zona e che ogni anno ricevono attestati di qualità e premi nei concorsi enologici.»
  98. ^ Nuovo stabilimento per la distilleria Toro, su Rivista D Abruzzo | Edizioni Menabò, 8 settembre 2021. URL consultato il 20 aprile 2022 (archiviato il 22 aprile 2022).
    «Con queste parole Fabrizio Mascioli titolare della storica Distilleria Toro introduce le novità cha hanno visto l’azienda protagonista di un rinnovamento e trasferimento della produzione nel nuovo opificio ubicato in Via Tiburtina Valeria, al km 142,44, sempre nel comune di Tocco Da Casauria (Pe), dove nacque nel 1817 il primo storico ‘Centerba Forte’»
  99. ^ Distilleria Toro: Casa nuova vista Parco, immersa nel “Green”, in www.radiolaquila1.it, 30 agosto 2021. URL consultato il 12 novembre 2021 (archiviato il 12 novembre 2021).
    «TOCCO DA CASAURIA (PE) – Concluse ad Agosto le attività di trasferimento della produzione della storica Distilleria Toro nel nuovo opificio ubicato in Via Tiburtina Valeria, al km 142,44, sempre nel comune di Tocco Da Casauria (Pe), dove nacque nel 1817 il primo storico ‘Centerba Forte’»
  100. ^ Sandro Sticca, Storia della stazione ferroviaria di Tocco, p. 15
  101. ^ ELENCO AUTOLINEE TUA SPA (PDF), su tuabruzzo.it, 22 marzo 2016, p. 1. URL consultato il 12 gennaio 2021 (archiviato il 22 aprile 2022).
  102. ^ Tocco da Casauria, su www.comune.toccodacasauria.pe.it. URL consultato il 17 settembre 2022.
    «Tocco da Casauria è un comune di 2.824 abitanti della provincia di Pescara e fa parte della Comunità montana della Maiella e del Morrone»
  103. ^ Tocco da Casauria capitale del Pickleball, su RaiNews. URL consultato il 20 giugno 2022.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Remo Carulli, Denis Falconieri e Luigi Farrauto, Pescara, il mare e le valli, in Abruzzo e Molise, Lonely Planet Italia, 2021, p. 117, ISBN 978-8859278825.
  • AA.VV., Tocco da Casauria, in Abruzzo, Guide Verdi d'Italia, Touring Editore, 2020, p. 159, ISBN 978-8836575947.
  • Sandro Sticca, Storia della stazione ferroviaria di Tocco, Centro internazionale di studi e ricerche Il "Melograno", 2015.
  • Sandro Sticca, Dal census arcaico romano al censimento di Tocco Casauria del 1881, L'Aquila, Roma, Studia Italia, 2010.
  • Sandro Sticca, Tocco Casauria 1859-1868. Risorgimento, brigantaggio, guardiana rurale, Tipolitografia Sigraf, 2009, ISBN 88-955-6627-0.
  • Tocco da Casauria, in Borghi e paesi d'Abruzzo, vol. 10, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, pp. 62-75, SBN IT\ICCU\TER\0031819.
  • Andrea R. Staffa (a cura di), Da Interpronium a Tocco da Casauria (PDF), Media Edizioni, 2006. URL consultato il 9 aprile 2022.
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  • Gerardo Massimi, Tocco da Casauria. Un profilo geografico (PDF), Pescara, 2002. URL consultato il 31 gennaio 2022 (archiviato dall'url originale il 15 gennaio 2021).
  • AA.VV., Tocco da Casauria, in Il Parco Nazionale della Majella. Guida ai 38 Paesi del Parco, Collana ai Parchi d'Abruzzo, vol. 2, Pescara, Multimedia Edizioni, 1997, pp. 245-249.
  • Felice Virgilio di Virgilio, Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, settembre 1998.
  • Gianfranco Pinti, Tocco da Casauria tra storia e leggenda, Pescara, (stampato in proprio), settembre 1998.
  • Felice Virgilio di Virgilio, I Francescani a Tocco Casauria, L'Aquila, Edizione Frati Minori d'Abruzzo, 1991.
  • Sandro Sticca, La chiesa della Madonna delle Grazie, Sulmona, Libreria Editrice Di Cioccio, 1995.
  • Sandro Sticca, Il convento di Santa Maria del Paradiso a Tocco Casauria, in Studi e testi, vol. 9, L'Aquila, Deputazione abruzzese di storia patria, 1986, ISBN 88-955-6627-0.
  • Felice Virgilio di Virgilio, Statuto municipale di Tocco Casauria (secolo XVI), L'Aquila, Japadre, 1982, ISBN 88-700-6793-9.
  • Samuele Iovenitti, Tocco Casauria attraverso i secoli: storia, leggende, tradizioni, Sulmona, Editrice d'Amato, luglio 1960.

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