Tocco da Casauria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Tocco da Casauria
comune
Tocco da Casauria – Stemma
Tocco da Casauria – Veduta
Localizzazione
Stato  Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Pescara-Stemma.png Pescara
Amministrazione
SindacoRiziero Zaccagnini (Lista Civica Primavera Toccolana) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate42°13′N 13°55′E / 42.216667°N 13.916667°E42.216667; 13.916667 (Tocco da Casauria)
Altitudine356 m s.l.m.
Superficie29,67 km²
Abitanti2 417[1] (30-9-2021)
Densità81,46 ab./km²
FrazioniFrancoli, Marano, Pareti, Rovetone
Comuni confinantiBolognano, Bussi sul Tirino, Castiglione a Casauria, Popoli, Salle, Corfinio (AQ)
Altre informazioni
Cod. postale65028
Prefisso085
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT068042
Cod. catastaleL186
TargaPE
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Cl. climaticazona D, 1 807 GG[3]
Nome abitantitoccolani
Patronosant'Eustachio
Giorno festivo20 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Tocco da Casauria
Tocco da Casauria
Tocco da Casauria – Mappa
Posizione del comune di Tocco da Casauria all'interno della provincia di Pescara
Sito istituzionale

Tocco da Casauria, (['tw:əkkə] in dialetto locale) è un comune italiano di 2 417 abitanti[1] della provincia di Pescara in Abruzzo. Il paese sorge su un colle nella parte occidentale della Val Pescara, costeggiato dalla via Tiburtina Valeria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato alle falde del monte Morrone, ad un'altitudine di 356 m s.l.m.[4] tra le valli del fiume Pescara e del torrente Arolle e dista circa 45 km da Pescara.

L'altitudine minima raggiunta dal territorio comunale è di 170 m s.l.m. mentre la massima è di 1725 m s.l.m.[4]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 131316182327303126221713131929,321,720,8
T. min. mediaC) 4468131719201613954,3918,712,711,2
Precipitazioni (mm) 3735,328,830,818,911,23,613,127,434,357,945,1117,478,527,9119,6343,4

Fonte[5]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dall'età antica al medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene Tocco da Casauria sia di fondazione medioevale, nel suo territorio in età antica era già presente un insediamento, sicuramente pagus ma forse (ipotesi questa meno attendibile) con lo status giuridico di civitas. L'insediamento era chiamato Interpronium, ma che a un certo punto pare abbia cambiato la propria denominazione in Zappina. La sua collocazione (ancora non accertata con sicurezza) era probabilmente tra l'attuale paese di Tocco da Casauria e Colle morto (località più a sud, alla destra dell'Aterno-Pescara, prima dell'Abbazia di San Clemente a Casauria), a circa 25,5 Km da Corfinium. Riguardo la sua distruzione, si ritiene sia stata causata da calamità naturali come terremoto o alluvione[6].

Dal medioevo al '900[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie sul comune di Tocco si hanno nell'anno 872. Tra il XII secolo e il 1320 il territorio seguì le vicende della contea di Manoppello, passando in successione alle famiglie Pagliara, Plessis, Colonna, Sully e infine agli Acquaviva.[7] Nel XIII secolo iniziò a svilupparsi un abitato attorno ai centri di attrazione della chiesa di sant'Eustachio e del castello, che assunse importanza per la sua posizione strategica a controllo delle gole di Popoli e della valle del Pescara.

Il terremoto dell'Italia centro-meridionale del 5 dicembre 1456 colpì anche Tocco e pare abbia fatto circa 100 vittime, uccidendo anche il Barone Giovanni Torto[8].

Durante la prima guerra italiana (1494-1495), al passaggio di Carlo VIII di Francia in Abruzzo, città importanti come L'Aquila, Sulmona e Chieti abbandonano la loro fedeltà agli aragonesi, e lo stesso fece Tocco, insieme ad altre cittadine come San Valentino (in Abruzzo Citeriore), Manoppello, Guardiagrele, Bolognano, Abbateggio, Corfinio. È in questo periodo che l'abate dell'Abbazia di San Clemente a Casauria regalò il Chronicon Casauriense (raccolta di cronache che riguardano anche Tocco) al re Carlo VII. Caramanico Terme invece confermò la propria fedeltà agli aragonesi[9] e i caramanichesi divennero per questo motivo oggetto di risentimento da parte delle popolazioni delle cittadine schieratesi invece coi francesi (tra cui Tocco), i quali li osteggiavano ed aggredivano specie nei mercati. Fu per questo motivo che quando alla corona del Regno di Napoli, a Ferdinando II successe Federico I, i caramanichesi gli chiesero ed ottennero nel 1497 la speciale concessione di poter portare le armi in giro per il Regno in modo da potersi difendere, specificando anche di poterle portare all'interno dei mercati di Tocco, Sulmona, L'Aquila e San Valentino[10].

Nel '600 si hanno notizie di giovani donne di Tocco che andarono a dedicarsi alla vita religiosa all'interno del Monastero di San Giovanni Battista a Caramanico insieme ad altre provenienti da altre città come Popoli, Chieti, Manoppello, Atri e Campomarino. Ve ne erano anche di provenienti da famiglie nobili e ricche che talvolta erano in maggioranza[11].

Nel 1656 un'epidemia di peste colpì il Regno di Napoli ed arrivò anche a Tocco, probabilmente da Chieti e da Popoli. Il parroco del paese Don Gualtieri Mattucci registrò i morti giorno per giorno cominciando il 1º agosto 1656 e terminando il 1º gennaio 1657, giorno in cui annotò la fine del contagio. La peste del 1656 uccise a Tocco 590 persone in una popolazione di circa 1300-1500 abitanti[12].

Il terremoto del novembre 1706 distrusse gran parte della cittadina.

Nel 1817 il farmacista Beniamino Toro, originario di Cansano e trasferitosi a Tocco agli inizi dell'Ottocento, cominciò l’attività di produzione del liquore Centerbe nella sua farmacia a Tocco. La popolarità del liquore crebbe durante l'epidemia di Colera a Napoli nel 1836 per via delle sue proprietà medicamentose, circostanza in cui fu usato come disinfettante e rimedio per la nausea[13].

Dopo la Proclamazione del Regno d'Italia del 1861 si presentò il problema di dover dare una denominazione al Comune di Tocco per distinguerlo da un omonimo comune in Provincia di Benevento[14][15][16]. In una seduta del Consiglio Comunale del 26 novembre 1862 se ne discusse e furono varate proposte dai consiglieri. Furono proposti come nome "Tocco di Abruzzo" approvato da 6 voti contro 1 e "Tocco Tremonti" proposto dal consigliere Di Felice (che ha votato contro la proposta precedente) ma quest'ultimo non fu approvato; alla fine la scelta per la decisione sul nuovo nome fu affidata al Prefetto che stabilì il nome di "Tocco Casauria"[17][18] per "tradizioni storiche del famoso e vicino tempio di Casauria"[18]. Mentre il paese di "Tocco" in Provincia di Benevento fu rinominato "Tocco Caudio" nel 1864[14][15].

Nel 1863 a Tocco fu usato il primo pozzo di petrolio perforato con mezzi meccanici in Italia e tra i primi in Europa. Ciò fu opera degli industriali Maurizio Laschi di Vicenza e Carlo Ribighini di Ancona, pionieri dell'estrazione meccanica di petrolio[19][20][21].

Gabriele D'Anunnzio.png Michetti fp.jpg

Nel 1895 Gabriele D'Annunzio visitò Tocco insieme al suo amico Francesco Paolo Michetti (da Gabriele soprannominato Ciccillo), in una "piazzetta" assistettero ad un episodio in cui una bella ragazza divenne oggetto di provocazioni e inseguita per le strade del paese da alcuni mietitori, probabilmente ubriachi, in ritorno dal lavoro nei campi. La scena colpì entrambi e fu d'ispirazione ai due per la creazione di opere, D'Annunzio scrisse una tragedia chiamata La figlia di Iorio mentre Michetti fece un dipinto anch'esso chiamato La figlia di Iorio[22]. Tale vicenda è stata raccontata da Gabriele in un'intervista del 1921[23]:

«Michetti non mi ispirò, con la sua famosa tela, la tragedia. C'è un precedente. Io ero col mio divino fratello Ciccillo in un paese d'Abruzzo, chiamato Tocco da Casauria, dove, appunto, era nato l'amico, il pittore dal magico pennello. Ebbene, tutti e due, d'improvviso, vedemmo irrompere nella piazzetta una donna urlante, scarmigliata, giovane e formosa, inseguita da una torma di mietitori imbestiati dal sole, dal vino e della lussuria. La scena ci impressionò vivamente: Michetti fermò l'attimo nella sua tela ch'è un capolavoro, ed io rielaborai nel mio spirito, per anni, quanto avevo veduto su quella piazzetta. E infine scrissi la tragedia»

(Gabriele D'Annunzio, 1921)

A fine Ottocento vi si trasferirono i baroni Bonanni d'Ocre, con Cedino, che aveva sposato Lucia Filomusi Lanciotti e fu sindaco del paese tra il 1895 e il 1900.

Dal '900 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

I fascisti presero piede a Tocco (e in Comuni circostanti) da prima della marcia su Roma, nel 1921 in paese fu fondata una confederazione fascista con componenti maschili e femminili, mentre in Comuni vicini (Castiglione a Casauria e di Torre de' Passeri) presentarono candidati in liste per le elezioni comunali. Il fenomeno dello squadrismo contro socialisti e comunisti coinvolse con alcuni episodi anche Tocco da Casauria[24] e paesi circostanti come Popoli[25], Bussi[26]. Castiglione a Casauria e Torre de' Passeri[24].

Cerimonia di inaugurazione del monumento ai caduti il 20 maggio 1923. Da notare a sinistra parte della folla che fa il saluto romano

Nel 1923 venne messo in paese il monumento ai caduti, opera di Torquato Tamagnini[27][28]. L'inaugurazione non avvenne il 24 maggio (giorno di ricorrenza dell'entrata in guerra dell'Italia nella prima guerra mondiale) come riportato sul monumento stesso, bensì il 20 maggio, poiché la si volle far coincidere con la festa del patrono locale, sant'Eustachio[29][30].

Il 2 gennaio 1927 fu istituita la Provincia di Pescara[31] che inglobò anche il Comune di Tocco, precedentemente appartenente alla Provincia di Chieti[32].

Nel 1935 fu costruito dal Governo Mussolini nell'attuale Piazza Domenico Stromei, il primo edificio scolastico del paese, ovvero la scuola elementare dedicata a Francesco Filomusi Guelfi, dopo che il progetto fu iniziato nel 1926 con l'acquisto da parte del Comune di terreni privati in quella zona in vista di una futura edificazione della scuola[33].

Il 25 gennaio 1944, di mattina intorno alle 9:30 un aereo dell'aviazione inglese bombardò il paese causando morti e danni agli edifici[34].

I tedeschi, che avevano precedentemente occupato il paese, ripiegando dal fronte nel giugno 1944. La sera prima di ritirarsi da Tocco, intorno alle ore 20 fecero saltare un deposito di bombe e munizioni vicino la stazione ferroviaria del paese[35] e l'esplosione si sentì fino a Torre de' Passeri[36]. Si ritirarono da Tocco il 9 giugno alle ore 15 partendo verso la città dell'Aquila, ma raggiunta la Piana di Navelli furono attaccati da cacciabombardieri angloamericani[37]. Le truppe alleate entrarono in paese il giorno dopo, il 10 giugno, insieme ai partigiani della Brigata Maiella. La sera del 17 giugno, mentre i partigiani giravano per le strade del paese in orario di coprifuoco invitando la cittadinanza a ritirarsi, sul Colle (vicino la chiesa di Sant'Eustachio) il partigiano della Brigata Maiella Domenico Di Luzio di Torricella Peligna sparò ed uccise un civile, Lupone Federico fu Cesidio che era seduto davanti casa a prendere aria e morì alle 9:30. L'assassino fu subito preso dagli inglesi e consegnato alla giustizia per il processo[38].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma araldico antico - Tocco da Casauria.jpg Tocco da Casauria-Stemma.png
A sinistra lo stemma comunale antico (1600), a destra quello attualmente in uso

La città ha come segno distintivo uno stemma araldico raffigurante una torre sormontata da una stella, ai lati della torre sono poste le lettere T ed O.

Lo stemma civico attuale si ispira a quello antico, la cui raffigurazione più vecchia ad oggi pervenuta è quella posta sul portale della chiesa della Madonna delle Grazie; esso risale al secolo XVII (più precisamente tra gli anni 1600 - 1610), è scolpito in pietra bianca e la sua grandezza è 79x50 cm[39][40].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Convento dei Cappuccini

Chiesa dedicata a Sant'Antonio da Padova adiacente al convento dei cappuccini

Costruito assieme ad una chiesa dedicata a Sant'Antonio da Padova per i frati minori cappuccini, l'edificio risale fra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo; fu consacrato 1621[41].

Il convento oggi è inagibile, mentre la chiesa è chiusa per i danni del terremoto del Terremoto dell'Aquila del 2009[42].

Chiesa di Sant'Eustachio Martire

Edificata nel XII secolo fu dedicata a sant'Eustachio martire, patrono del paese. Parzialmente distrutta dal terremoto del 1706, fu ricostruita poco dopo. A pianta rettangolare, con facciata tripartita da paraste, conserva l'impianto basilicale medievale con lo spicchio centrale più elevato, come si evidenzia anche nelle tre navate interne. La facciata di gusto barocco è in pietra bianca della Majella ed ha tre portali, dei quali il centrale maggiore coronato da architrave con fregi. Tra questi si trovano due bassorilievi romanici della facciata storica, e uno di questi rappresenta Cristo ingigantito tra due discepoli. L'altro mostra la Madonna col Bambino. Al centro, sotto il finestrone, c'è una nicchia con la statua del santo. Il campanile laterale è una torre medievale a cuspide piramidale; presso il transetto si erge una piccola cupola con lanterna. L'interno è decorato da stucchi e pennacchi barocchi, con quattro altari a destra e tre a sinistra, più quello centrale maggiore. Esso conserva una tela che raffigura il santo titolare, del 1740. In precedenza sulla destra si trovava la rinascimentale cappella del Sacramento, non ricostruita dopo il 1706.

Chiesa della Madonna delle Grazie

La chiesa si trova davanti all'innesto di via Capo Croce alla Strada Provinciale 67 ed è gestita dall'arcidiocesi di Chieti-Vasto e della parrocchia di Sant'Eustachio Martire[43].

Inizialmente costruita come oratorio fuori dalle mura del paese, per ospitare i domenicani[44], fu poi convertito in chiesa fra la seconda metà del '400 e gli inizi del '500. Essa fu dedicata alla Madonna delle Grazie, prendendo il nome dalla Congrega domenicana della Madonna delle Grazie di Tocco da Casauria che effettuò tale conversione[45]. La chiesa risale quindi all'epoca rinascimentale. Il suo preciso periodo di fondazione è incerto e diversi studiosi hanno fatto ipotesi che si avvicinano tutte al periodo fra il XV ed il XVI secolo[45][46], ad eccezione di quella fatta da Carlo Ignazio Gavini che ne attesta la costruzione al '600, ipotesi però smentita da successivi studi fatti da Padre Virgilio[46], mentre Sandro Sticca la colloca nell'arco di tempo fra il 1453 ed il 1463[45]. Dopo la trasformazione dell'oratorio in chiesa, iniziò un'opera di decorazione ed abbellimento sia per mano della Congrega, dei cittadini toccolani e del signore di Tocco Ferrante d'Afflitto[47][48].

All'esterno la chiesa è principalmente di colore giallo, con alcuni elementi bianchi. Lungo il lato destro sono presenti i resti di un'entrata secondaria. Essa dispone di un piccolo campanile con una sola cella campanaria lungo il lato sinistro. La facciata principale è composta da un portale (con architrave e rosone) che risale al 1605[40]. Tutti e tre gli elementi sono composti da pietra bianca. Vi sono anche 2 lesene (posizionate una alla destra ed una alla sinistra del portale) bianche. Sull'architrave sono presenti tre stemmi ovaliformi grandi 79x50 cm e risalenti al XVII secolo, tra il 1600 ed il 1610[40][49][50][51]. A sinistra è presente lo stemma comunale di Tocco da Casauria, ed è il più antico stemma civico del paese pervenutoci[51]. Al centro è presente uno stemma coronato recitante la sigla AGP che potrebbe indicare l'acronimo (spesso usato per stemmi religiosi) delle parole Ave Gratia Plena[50]. A destra è presente uno stemma raffigurante un cervo con una croce latina sulla testa, che potrebbe essere un riferimento a Sant'Eustachio Martire[49] (santo patrono di Tocco da Casauria), o ad uno stemma araldico della famiglia D'Afflitto[48][52].

Convento dell'Osservanza "Santa Maria del Paradiso"
Convento dell'Osservanza "Santa Maria del Paradiso"

Situato sulle falde del monte Rotondo a circa un chilometro dal paese, fu edificato nel 1470 dalla pietà del popolo toccolano e donato ai frati minori. Fu eretto dove secondo il Chronicon Casauriense si trovava la cappella di San Flaviano, di proprietà del monastero fondato nell'871. Il convento inizialmente molto piccolo, assunse proporzioni più vaste negli anni a seguire, sviluppandosi sul lato ovest, sino a raggiungere l'attuale struttura nel 1604, come dimostra l'incisione sull'architrave del portale. Sia per l'ampiezza degli ambienti che per la centralità geografica, il convento ha ospitato 28 capitoli provinciali per l'elezione del ministro provinciale. Ha subito soppressioni con le leggi francesi del 1811, e poi quelle piemontesi del 1866. I Francescani lo riottennero nel 1871, e nel 1900 ne completarono il rifacimento, quando una sala venne restaurata per ospitarvi il Collegio Serafico. Nel 1977-79 il convento è stato riportato dalla Soprintendenza all'aspetto cinquecentesco originario; dal 1962 il convento fu dotato di un nuovo edificio adiacente per ospitare la scuola media. Nei lavori di restauro vennero riaperte le archeggiature del chiostro, la pavimentazione dei corridoi, il restauro dei locali al pianterreno adibiti a biblioteca, e la stonacatura della pietra a vista. La chiesa di stile gotico rinascimentale presenta dei rifacimenti barocchi. Il convento presenta un portico di due ordini d'archi sfalsati ed un chiostro rettangolare affrescato.

Chiesa di San Domenico

La chiesa si trova in via San Domenico e affacciata su via Ramai. Fu costruita inizialmente nel 1317 insieme ad un convento e gestita dai francescani, fu chiamata chiesa di San Francesco per dedicarla a san Francesco d'Assisi[53]. Successivamente venne distrutta dal terremoto del 1706 e ricostruita dai dominicani che la dedicarono a san Domenico di Guzmán[54]. La struttura è a croce latina con una sola navata centrale e con atrio, transetto, crociera e coro. Al suo centro (sopra la crociera) è presente una cupola. Nella chiesa sono presenti la sagrestia, la cappella ed una stanza adibita a museo. L'originaria struttura trecentesca era adiacente ad un convento non più esistente e conserva ancora diversi elementi dell'originaria struttura medioevale. Al suo interno vi sono 9 altari decorati con tele, statue di putti ed angeli e altre decorazioni.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Toro
Palazzo Toro

Fatto erigere da Enrico Toro verso la metà dell'Ottocento, come nuova residenza per la famiglia e fabbrica per la produzione del famoso liquore, fu completato intorno al 1870. La residenza, ancora di proprietà della famiglia Toro, è costituita da 2 piani a pianta rettangolare ed è situata a metà del corso principale del paese. Le sale sono state affrescate in parte dal giovane pittore Francesco Paolo Michetti con grottesche e altri elementi decorativi, arredato in stile Ottocento napoletano. Conserva ancora perfettamente lo stile e gli arredi originali; recentemente restaurata risulta tra gli edifici meglio conservati e di valore storico e artistico del paese[senza fonte].

Casa Michetti

È la casa natale di Francesco Paolo Michetti, pittore toccolano ed amico di Gabriele D'Annunzio, successivamente trasformata in museo.[55] L'edificio è di proprietà della provincia di Pescara[56] è situato nel vico III Michetti ed è una modesta casa in stile liberty risalente XIX secolo composta da tre piani, con finestre e portale rivestiti in pietra bianca[57].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello Caracciolo

Anche noto come palazzo Ducale, è un castello d'origine medioevale situato nel centro storico[58][59]. Fatto erigere fra il 1000 ed il 1100 come fortificazione militare, fu raso al suolo dal terremoto dell'Italia centro-meridionale del 1456[60]. Venne ricostruito in stile rinascimentale[61] l'anno seguente come residenza nobiliare e prese il nome di palazzo Ducale[60]. L'edificio venne nuovamente raso al suolo durante il terremoto della Majella del 1706[60][61] e ricostruito l'anno seguente[60]. Il Palazzo, oggi in stato di abbandono, è proprietà del Comune di Tocco da Casauria che lo ha acquistato dalla famiglia Scali-Caracciolo residente a Scafa[59].

Il castello è composto da quattro corpi di fabbrica collegati a quattro torrioni quadrati agli angoli dell'edificio che delimitano un cortile centrale. La parte bassa dell'edificio è formata da grossi blocchi di tufo, mentre gli spigoli ed il redondone sono fatti in una più dura pietre grigie chiare ben squadrate. La parte superiore dell'edificio è invece composta da pietre marroni quasi per nulla squadrate. La costruzione ha un basamento a scarpa che arriva a circa metà altezza dell'edificio, dove un redondone separa la scarpa dalla parte superiore. Lungo il basamento sono presenti delle feritoie, mentre nella parte superiore delle mura si trovano delle finestre rettangolari contornate da cornici decorate. Il torrione meridionale presenta ancora dei merli ghibellini, che si suppone dovessero essere presenti su tutti e quattro i torrioni. Il torrione orientale, ospitava il "carcere della Lombarda". La facciata di sud-est ospita il portale d'ingresso, caratterizzato da un arco a sesto acuto sorretto da capitelli di stile rinascimentale. Alla sinistra del portale d'ingresso si trova una rampa di scale, mentre alla destra c'è un piano inclinato dedicato alle carrozze[62].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Galleria
Monumento ai Caduti
Parco eolico di Tocco da Casauria quando aveva ancora solo 4 turbine (ora ne ha 5)
Torre dell'orologio
Porta della Croce
Statua di Maria Immacolata

Situata tra Piazza Giovanni XXIII ed il Corso Garibaldi, consiste in una colonna con in cima una statua raffigurante la Vergine Maria. Risale al 1954[63].

Monumento ai Caduti

Il monumento è una statua in bronzo su base in travertino realizzata da Torquato Tamagnini[27][64] posta davanti al largo Enrico Berlinguer. Eretto in onore dei caduti toccolani nella prima guerra mondiale, risale al 1923. Dall'ottobre 1960 è dedicato anche ai caduti toccolani dalle guerre italiane combattute dal 1935 al 1945[29][30].

Parco eolico

Nel paese è stato sviluppato un progetto finanziato dalla Comunità Europea nel 1989 per la produzione di energia eolica. I primi due aerogeneratori installati, però, a fronte di un notevole inquinamento acustico riuscivano a coprire solo il 25% della domanda di elettricità del comune. Nel 2007 è partito il progetto di sostituzione delle due pale eoliche inefficienti con quattro aerogeneratori di ultima generazione. Nel solo 2009 il surplus di produzione di energetica prodotta ha comportato un guadagno per le casse comunali di circa 170.000 € permettendo la rimozione di alcune imposte locali[65]. Questa politica ambientale è stata oggetto di un articolo da parte del New York Times[66].

Nel 2018 è stato aggiunto un quinto aerogeneratore. La produzione totale è di 4 MW (800 kW per aerogeneratore)[67][68].

Torre dell'orologio

Situata all'interno del borgo, ha pianta quadrata, e faceva parte di un sistema di torri di avvistamento dislocate lungo la cinta muraria di Tocco, del XIII-XV secolo. L'orologio è stato aggiunto nell'Ottocento, la costruzione conserva la parte sommitale, con le merlature alla ghibellina di coronamento; sul prospetto meridionale presenta una piccola apertura a finestra, sul prospetto occidentale vi è solo l'ingresso ad arco, sopraelevato rispetto alla strada, raggiungibile in origine da rampa di legno.

Porta della Croce

Si trova in via Cavour ed è l'unica porta superstite delle mura medievali. Ha un arco a sesto acuto incluso in una cornice di pietra in ciottoli di fiume non lavorati. L'arco è sovrastato da una cornice marcapiano e da un timpano dall'andamento curvilineo, che si innalza nel punto centrale, che è un rifacimento del XVIII secolo.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Vista nord-occidentale del Massiccio della Majella che si affaccia su Tocco da Casauria

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[70]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Il 1 gennaio 2020 gli stranieri censiti nel territorio comunale sono 187, pari a circa il 7,5% della popolazione complessiva[71].

La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Macedonia del Nord con il 68,45% di tutti gli stranieri presenti sul territorio[71].

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dialetto teatino, Dialetti d'Abruzzo e Ortografia dei dialetti d'Abruzzo.

Tocco fa parte dell'area linguistica abruzzese e più precisamente nell'area dov'è parlato il dialetto chietino (più precisamente il chietino occidentale) che abbraccia la fascia di territorio che va da Popoli e la gola di Tremonti a sud del fiume Pescara fino al fiume Alento. Il dialetto toccolano presenta influenze del dialetto peligno e caratteri propri che lo distinguono da altri sotto dialetti e gerghi di paesi limitrofi[72].

Il dialetto toccolano, data la posizione geografica del centro, potrebbe essere definito una parlata di transizione tra quelle peligne e quelle dell'entroterra pescarese. Molto evidenti sono soprattutto i frangimenti vocalici e la metafonia "napoletana" anche da -o, fenomeni tipici dell'area peligna e riscontrabili anche ad es. a Popoli e Pratola Peligna: tuttavia essi sono in uso ormai solo presso gli anziani, in quanto le generazioni più giovani hanno subito un sensibile influsso da parte delle zone poste più ad est, cioè verso la costa, come l'area metropolitana Pescara-Chieti.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale sono presenti tre scuole: una scuola dell'infanzia, una scuola primaria e una scuola media.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Nel paese sono presenti due musei: la Casa Michetti e il museo civico.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Oliveto toccolano

Si coltivano principalmente olio d'oliva e vino, nello specifico olio d'oliva extravergine "Aprutino Pescarese" (DOP per la provincia di Pescara). È presente nel territorio di Tocco la cultivar Toccolana[73], conosciuta anche come Police[74], che consiste in una cultivar di olivo presente principalmente solo della zona di Tocco e comuni dintorni (Castiglione a Casauria e Torre de' Passeri)[75].

I vini prodotti nel territorio di Tocco sono: Montepulciano, Cerasuolo, Chardonnay, Trebbiano, Pecorino e Passerina[76].

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più diffuse vi sono quelle artigianali, come il ricamo, il merletto, il tombolo e la lavorazione del ferro battuto[77].

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Tra le industrie locali vi è quella che produce la centerba, liquore tipico della zona[78].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della provincia di Pescara.

Il territorio comunale è attraversato dalla strada statale 5 Via Tiburtina Valeria, che è raccordata al centro del paese dalla Strada Provinciale 67.

Nel territorio di Castiglione a Casauria, nei pressi del confine con Tocco da Casauria e dell'abbazia di San Clemente a Casauria è presente lo svincolo "Torre de' Passeri - Casauria" dell'autostrada A25.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Tocco-Castiglione e Ferrovia Roma-Sulmona-Pescara.

Il territorio comunale è attraversato dalla ferrovia Roma-Sulmona-Pescara in cui possedeva una stazione risalente al 1894[79], ma è stata soppressa in tempi recenti.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico locale si compone di autobus della Società Unica Abruzzese di Trasporto[80], la quale possiede un deposito degli autobus sul territorio comunale, lungo la Strada Provinciale 67.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei sindaci[81][82].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
30 ottobre 1974 15 luglio 1975 VIncenzo Rischitelli Sindaco [83]
15 luglio 1975 16 ottobre 1976 Orazio Antonio Terzini Sindaco [84]
16 ottobre 1976 10 luglio 1980 Spartaco Di Federico Sindaco [85]
10 luglio 1980 27 giugno 1981 Giuseppe Monacelli Sindaco [86]
27 giugno 1981 22 giugno 1985 Giovanni Di Giulio Sindaco [87]
22 giugno 1985 13 dicembre 1985 Celestino Troiani Sindaco [88]
12 dicembre 1985 21 novembre 1989 Mario Eustachio Pettinella Sindaco [89]
21 novembre 1989 20 novembre 1994 Gianfranco Pinti Sindaco [90]
20 novembre 1994 29 novembre 1998 Gianfranco Pinti Partito Democratico della Sinistra Sindaco [91]
29 novembre 1998 12 novembre 2001 Maria Pina Di Roberto Lista civica di centro-sinistra Sindaco Deceduto il 12 novembre 2001, mentre era in carica

[91]

28 maggio 2002 29 maggio 2007 Gianfranco Pinti Lista civica di centro-sinistra Sindaco [92]
29 maggio 2007 4 novembre 2010 Riziero Zaccagnini Lista civica Primavera Toccolana Sindaco [93]

[94]

25 novembre 2010 30 dicembre 2010 Ida De Cesaris Commissario prefettizio
30 dicembre 2010 16 maggio 2011 Ida De Cesaris Commissario straordinario
16 maggio 2011 6 giugno 2016 Luciano Lattanzio Lista civica Nuova vita per Tocco Sindaco [95]
6 giugno 2016 4 ottobre 2021 Riziero Zaccagnini Lista civica Primavera Toccolana Sindaco [96]
4 ottobre 2021 in carica Riziero Zaccagnini Lista civica Primavera Toccolana Sindaco [97]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti Sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ a b (IT) Tocco da Casauria (PE), su Tuttitalia.it. URL consultato il 22 settembre 2021.
  5. ^ Weatherbase periodo di riferimento 2002 - 2012, su worldweatheronline.com. URL consultato il 15 novembre 2015 (archiviato il 17 novembre 2015).
  6. ^ (IT) Angelo Civitareale, Interpronium, in Città romane d'Abruzzo, Japadre Editore, 1992, pp. 155-158, ISBN 88-700-6245-7.
  7. ^ Walter Morico, Palear la dinastia dei maestri di Federico II, Roma, Streetlib, 2016, pp. 121, 130 - 131, 232 - 235, 350 - 377, 389, ISBN 8892598805.
  8. ^ (IT) Antonio De Angelis, Storia di Caramanico, Tipolitografia Sigraf, aprile 2007, p. 106, ISBN 8-890-16224-4.
  9. ^ (IT) Antonio De Angelis, Storia di Caramanico, Tipolitografia Sigraf, aprile 2007, p. 113, ISBN 8-890-16224-4.
  10. ^ (IT) Antonio De Angelis, Storia di Caramanico, Tipolitografia Sigraf, aprile 2007, p. 116, ISBN 8-890-16224-4.
  11. ^ (IT) Antonio De Angelis, Storia di Caramanico, Tipolitografia Sigraf, aprile 2007, pp. 292-293, ISBN 8-890-16224-4.
  12. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, (X) Il Seicento, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 73-74.
  13. ^ (IT) Storia. Distilleria Toro, su liquoritoro.it. URL consultato il 18 dicembre 2021.
    «La storia della Distilleria Toro è inscindibilmente legata a quella del suo liquore Centerba Forte. Nel 1817 Beniamino Toro iniziò l’attività di produttore di liquore nella sua farmacia di Tocco da Casauria, comune nella parte abruzzese del Regno delle Due Sicilie. Il farmacista, originario di Cansano, si era trasferito agli inizi dell’800 a Tocco da Casauria per svolgere la sua attività; è qui che con ogni probabilità il suo destino si è incrociato con quello della centerba, un estratto d’erbe, eredità lasciata al territorio dai monaci della vicina abbazia benedettina di san Clemente a Casauria. La fama della Centerba e delle sue qualità medicamentose esplose in occasione del colera di Napoli del 1836, circostanza nella quale fu utilizzata come rimedio contro la nausea e come disinfettante, fama perpetuata fino ai nostri giorni dalla sua qualità di liquore dopo pasto: è, però, ancora nella memoria dei più adulti fra noi l’uso che se ne faceva in tutte le case come medicamento».
  14. ^ a b (IT) Giuseppe Marcarelli, L'Oriente del Taburno: storia dell'antica città di Tocco e dei suoi casali, Benevento, Tipografia Forche Caudine, 1915, pp. 36-37.
  15. ^ a b (IT) Alfonso Meomartini, I comuni della provincia di Benevento, 2ª ed., Benevento, Stabilimento lito-tipografico editoriale De Martini, 1970 [1907], pp. 214-220.
  16. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, (XIV) La seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 107.
  17. ^ (IT) Mario Napoleone, Avvenimenti del XVIII e del XIX secolo, in Pescara. I paesi e i suoi caduti, Litografia Brandolini, 2008, p. 550.
  18. ^ a b (IT) Felice Virgilio di Virgilio, (XII) L'Ottocento, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 107-108.
  19. ^ (IT) Costantino Felice, Il Mezzogiorno operoso. Storia dell'industria in Abruzzo, in Saggi. Storia e scienze sociali, Donzelli Editore, 2008, p. 196, ISBN 88-603-6292-X.
  20. ^ (IT) Alfredo Fiorani, Sulle strade del petrolio nella terra del Centerbe (PDF), in Informazione toccolana, Tocco da Casauria, 13 luglio 2013, p. 22. URL consultato il 19 gennaio 2022. Ospitato su http://www.comune.toccodacasauria.pe.it.
    «Le prime trivellazioni sono datate 1863 ad opera di Maurizio Laschi e Carlo Ribighini (pionieri delle perforazioni artesiane)».
  21. ^ (IT) RICERCHE PETROLIFERE, su http://www.pianodorta.it. URL consultato il 19 gennaio 2022.
    «Nell’opera Le ricerche del Petrolio in Italia. Cenni storici dal 1860 di Federico Squarzina (Jandi Sapi Editore - Roma 1958), disponibile per consultazione presso la Biblioteca di Assomineraria, viene chiarito che il primo pozzo perforato in Italia con mezzi meccanici è del 1863 a Tocco Casauria (Pescara), ad opera di due pionieri della perforazione, Maurizio Laschi di Vicenza e Carlo Ribighini di Ancona, che scoprirono un piccolo giacimento di petrolio che è stato attivo per quasi un secolo».
  22. ^ (IT) Michele Di Monte, MICHETTI, Francesco Paolo, su treccani.it, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 74, 2010. URL consultato il 18 dicembre 2021.
    «Sebbene la versione finale del dipinto sia stata realizzata in breve tempo, la sua gestazione era stata invece piuttosto lunga e laboriosa. La scelta del tema, ripreso nove anni dopo, nel 1904, da D’Annunzio per la sua tragedia, era avvenuta, secondo la testimonianza lasciataci dallo stesso poeta (Ciglia, pp. 60, 65), a seguito di un episodio verificatosi nella piazza di Tocco a Casauria, al quale avevano assistito entrambi gli amici. Una bella e giovane donna «perduta» era stata fatta oggetto di lazzi e provocazioni e inseguita per le strade del paese da alcuni uomini, perlopiù mietitori al ritorno dal lavoro nei campi, forse ubriachi. La scena colpisce profondamente il M., che si propone di farne il soggetto di una sua opera, elaborando una quantità di schizzi, disegni preparatori e numerosissime fotografie (per uno dei personaggi utilizzò alcuni ritratti fotografici dell’amico De Cecco) realizzati nell’arco di alcuni anni».
  23. ^ (IT) Annamaria Andreoli, D'Annunzio e la terra d'Abruzzo. Il ritorno del poeta, De Luca Editori d'Arte, 27 giugno 2003, ISBN 88-801-6532-1.
  24. ^ a b (IT) Felice Virgilio di Virgilio, (XIII) Il Novecento a Tocco da Casauria, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 116-117.
  25. ^ (IT) Romano Canosa, Storia dell'Abruzzo nel ventennio fascista, Menabò, gennaio 2009, pp. 44, 52, ISBN 88-863-9690-2.
  26. ^ (IT) Romano Canosa, (IV) Le squadre in azione, in Storia dell'Abruzzo nel ventennio fascista, Menabò, gennaio 2009, p. 45, ISBN 88-863-9690-2.
  27. ^ a b (IT) Piera Cipriani, Vendere la Grande Guerra. La produzione artistica di Torquato Tamagnini in Abruzzo (PDF), su http://iccd.beniculturali.it/, 2016, p. 7. URL consultato il 15 settembre 2021.
  28. ^ (IT) Samuele Iovenitti, Tocco Casauria attraverso i secoli: storia, leggende, tradizioni, Sulmona, Editrice d'Amato, 1960.
  29. ^ a b (IT) Monumento ai caduti, su www.catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 24 maggio 2021.
  30. ^ a b (IT) Monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale, su http://www.catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 15 settembre 2020 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2020).
  31. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1
  32. ^ (IT) Antonio Bertillo e Giampietro Pittarello, Capitolo secondo. Pescara prima del 31 agosto, in Il martirio di una città. Pescara e la guerra 1940/1944, 1998, p. 86.
  33. ^ (IT) Sandro Sticca, Gennaro Manna tra vita e narrativa, Fondazione "G. Capograssi", 1998.
  34. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, (XIV) La seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 137.
  35. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, Capitolo XV. Gli anni del secondo conflitto mondiale, in I Francescani a Tocco Casauria, L'Aquila, Frati Minori d'Abruzzo S. Bernardino, 1991, pp. 293-294.
  36. ^ (IT) Antonio Bertillo e Giampietro Pittarello, Capitolo settimo. La liberazione, in Il martirio di una città. Pescara e la guerra 1940/1944, 1998, p. 469.
  37. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, (XIV) La seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 139-140.
  38. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, (XIV) La seconda guerra mondiale e l'occupazione tedesca, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 140-141.
  39. ^ (IT) Bottega abruzzese sec. XVII, Scultura Stemma comunale, su https://beweb.chiesacattolica.it/, 2 novembre 2015. URL consultato il 10 agosto 2020 (archiviato il 25 aprile 2021).
  40. ^ a b c (IT) Bottega abruzzese (1605), Portale, su https://www.beweb.chiesacattolica.it/, 2 novembre 2015. URL consultato il 2 agosto 2020.
    «Ai lati paraste corinzie con fusto decorato con motivo continuo di volute allacciate; apertura architravata con cornice modanata; trabeazione rettilinea con fregio con motivo vegetale; timpano triangolare spezzato; al centro, cimasa con timpano triangolare con incisione e affresco centrale; in alto tre stemmi: a sinistra stemma civico di Tocco Casauria, al centro stemma coronato, a destra stemma con emblema di Sant'Eustachio (...)».
  41. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, Il Convento dei Cappuccini, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 191.
  42. ^ (IT) Tocco da Casauria Sant’Antonio da Padova ai Cappuccini, su Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Pescara, 31 dicembre 2000. URL consultato il 28 maggio 2021.
    «Stato attuale : la chiesa è attualmente chiusa al culto, a causa dei danni riportati in seguito al terremoto del 6 aprile 2009».
  43. ^ (IT) Chiesa di Santa Maria delle Grazie, su https://www.beweb.chiesacattolica.it/. URL consultato il 25 dicembre 2020 (archiviato il 9 luglio 2020).
    «Diocesi Chieti - Vasto Parrocchia di Sant'Eustachio Martire».
  44. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, Chiese e Conventi; La Madonna delle Grazie, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, (2ª edizione di "Tocco da Casauria"), Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 181.
  45. ^ a b c (IT) Sandro Sticca, La Chiesa della Madonna delle Grazie, in La chiesa della Madonna delle Grazie, Sulmona, Libreria Editrice Di Cioccio, 1995, pp. 30-31.
  46. ^ a b (IT) Felice Virgilio di Virgilio, Chiese e Conventi; La Madonna delle Grazie, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, (2ª edizione di "Tocco da Casauria"), Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 181-182.
  47. ^ Sandro Sticca, La Chiesa della Madonna delle Grazie, in La chiesa della Madonna delle Grazie, Sulmona, Libreria Editrice Di Cioccio, 1995, pp. 32-35.
  48. ^ a b Felice Virgilio di Virgilio, Chiese e Conventi; La Madonna delle Grazie, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, (2ª edizione di "Tocco da Casauria"), Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 184-185.
  49. ^ a b (IT) Bottega abruzzese sec. XVII, Scultura Emblema di S. Eustachio, su https://www.beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 25 dicembre 2020.
  50. ^ a b (IT) Bottega abruzzese sec. XVII, Scultura Stemma, su https://www.beweb.chiesacattolica.it. URL consultato il 25 dicembre 2020.
  51. ^ a b (IT) Bottega abruzzese sec. XVII, Scultura Stemma comunale, su https://beweb.chiesacattolica.it/, 2 novembre 2015. URL consultato il 10 agosto 2020.
  52. ^ (IT) Sandro Sticca, La Chiesa della Madonna delle Grazie, in La chiesa della Madonna delle Grazie, Sulmona, Libreria Editrice Di Cioccio, 1995, p. 34.
  53. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, I Francescani a Tocco Casauria. Profilo Storico, L'Aquila, Edizione Frati Minori d'Abruzzo - "S. Bernardino", 1991, pp. 16-20.
  54. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, Il Convento di S. Francesco, oggi Chiesa di S. Domenico, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 177-181.
  55. ^ Tocco da Casauria, la Provincia vuole rilanciare la casa di Michetti, su Il Pescara, 5 febbraio 2015. URL consultato il 4 agosto 2020 (archiviato il 5 luglio 2017).
  56. ^ Un’idea per casa Michetti, su Il Centro, 5 febbraio 2015. URL consultato il 4 agosto 2020 (archiviato il 25 aprile 2021).
  57. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 151-152.
  58. ^ Castello di Tocco da Casauria, su regione.abruzzo.it. URL consultato il 9/04/2016 (archiviato dall'url originale il 25 aprile 2016).
  59. ^ a b Castello, su www.comune.toccodacasauria.pe.it. URL consultato il 5 agosto 2020 (archiviato il 25 aprile 2021).
  60. ^ a b c d (IT) Felice Virgilio di Virgilio, Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 164-172.
  61. ^ a b (IT) CASTELLO CARACCIOLO, su fondoambiente.it. URL consultato il 30 novembre 2021.
    «Imponente struttura risalente nel suo più antico impianto all'XI secolo, ma interamente ricostruito prima dall'imperatore Federico II (1220-1250) e poi con impianto rinascimentale dopo il disastroso terremoto del 1456».
  62. ^ Felice Virgilio di Virgilio, Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, pp. 164-172.
  63. ^ Un'incisione riportante quest'anno (1954) è presente alla base della colonna.
  64. ^ (IT) Samuele Iovenitti, Tocco Casauria attraverso i secoli: storia, leggende, tradizioni, Sulmona, Editrice d'Amato, 1960, pp. 420-421.
  65. ^ (IT) Stefano Casertano, La guerra del clima. geopolitica delle energie rinnovabili, Francesco Brioschi Editore, 2011, p. 184, ISBN 88-953-9945-5.
    «Le rinnovabili a Tocco da Casauria hanno portato così tanti ricavi nelle casse cittadine, che alcune imposte locali sono state rimosse, come quella sulla nettezza urbana: si parla di circa 170.000 euro nel solo 2009, generati da 4 turbine. Con l'esempio pubblico, anche privati cittadini hanno poi iniziato a richiedere l'installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti di casa».
  66. ^ (EN) Elisabeth Rosenthal, Ancient Italian Town Has Wind at Its Back, in The New York Times, The New York Times Company, 28 settembre 2010. URL consultato il 3 gennaio 2022 (archiviato il 19 febbraio 2019).
  67. ^ Walter Teti, Tocco, il paese del vento Avviata un’altra pala eolica, in Il Centro, 10 luglio 2018. URL consultato il 3 gennaio 2022 (archiviato il 28 luglio 2020).
    «Da qualche giorno l'impatto visivo dall’orizzonte della Val Pescara, verso la Gola di Tremonti, è cambiato. Sul promontorio destro della gola, sotto la quale scorre il fiume Pescara, alle quattro pale eoliche da anni in azione, se n’è aggiunta un’altra. Una nuova torre del vento costituita da un unico aerogeneratore della potenza nominale massima di 800 kw Enercon E-53, installato in località “Rovetone”, in un’area prossima al sito che contempla già la presenza di altri quattro di stessa potenza unitaria da 800 kw, ma con modello Enercon E-48».
  68. ^ Regione Abruzzo: Linee Guida Parchi Eolici Archiviato il 7 marzo 2016 in Internet Archive.
  69. ^ (IT) Parco Maiella Morrone, su www.comune.toccodacasauria.pe.it. URL consultato il 19 ottobre 2020 (archiviato il 21 ottobre 2020).
  70. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  71. ^ a b (IT) Cittadini Stranieri 2020 - Tocco da Casauria (PE), su Tuttitalia.it. URL consultato il 22 settembre 2021.
  72. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, (XXII) Il dialetto, in Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, 1998, p. 254.
  73. ^ (IT) Costantino Felice, Verde a mezzogiorno. Storia dell'agricoltura abruzzese dall'Unità a oggi, in Saggi. Storia e scienze sociali, Donzelli Editore, dicembre 2007, p. 241, ISBN 88-603-6150-8.
    «Ma in consociazione con piante erbacee, gli olivi si vanno sparpagliando ormai un po' ovunque, purché sussista un minimo di condizioni ambientali che ne consentono in qualche modo la vegetazione (grazie anche ad alcuni ecotipi locali quali la Toccolana di Tocco Casauria e dintorni, la Rustica e la Gentile dell'Aquila)».
  74. ^ (IT) TOCCOLANA, su regimiqualita.unaprol.it. URL consultato il 14 novembre 2021.
    «La Toccolana conosciuta anche come Police è una cultivar da olio coltivata in Abruzzo.».
  75. ^ (IT) TOCCOLANA, su regimiqualita.unaprol.it. URL consultato il 14 novembre 2021.
    «Areale di coltivazione: Tocco da Casauria, Castiglione a Casauria, Torre de’ Passeri. In questi comuni è la cultivar principale, molto apprezzata dagli olivicoltori, è conosciuta anche in altre zone del pescarese dove si trova come piante parse.».
  76. ^ (IT) Redazione, Tocco da Casauria entra nelle Città del Vino e festeggia con una giornata ad hoc 30 agosto 2019, in Il Pescara, 29 agosto 2019. URL consultato il 6 agosto 2020 (archiviato il 21 settembre 2019).
    «Le colline dell’area toccolana e casauriense danno infatti vita a prestigiosi vini: dagli chardonnay ai trebbiani, dal pecorino alla passerina, fino alla robustezza di eccellenti montepulciani e cerasuoli, prodotti di grande qualità che esaltano il valore della cultura enogastronomica dell’intera zona e che ogni anno ricevono attestati di qualità e premi nei concorsi enologici.».
  77. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 16,18.
  78. ^ (IT) Distilleria Toro: Casa nuova vista Parco, immersa nel “Green”, in www.radiolaquila1.it, 30 agosto 2021. URL consultato il 12 novembre 2021.
    «TOCCO DA CASAURIA (PE) – Concluse ad Agosto le attività di trasferimento della produzione della storica Distilleria Toro nel nuovo opificio ubicato in Via Tiburtina Valeria, al km 142,44, sempre nel comune di Tocco Da Casauria (Pe), dove nacque nel 1817 il primo storico ‘Centerba Forte’».
  79. ^ (IT) Sandro Sticca, Storia della stazione ferroviaria di Tocco, Centro internazionale di studi e ricerche Il "Melograno", 2015, p. 15.
  80. ^ (IT) ELENCO AUTOLINEE TUA SPA (PDF), su https://www.tuabruzzo.it/, 22 marzo 2016, p. 1. URL consultato il 12 gennaio 2021.
  81. ^ Ministero dell'Interno - Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali, su amministratori.interno.it. URL consultato il 15 settembre 2017 (archiviato il 3 settembre 2017).
  82. ^ Storico Elezioni Comunali di Tocco da Casauria (PE), su Tuttitalia.it. URL consultato il 12 gennaio 2021.
  83. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, I Francescani a Tocco Casauria. Profilo Storico, L'Aquila, Edizione Frati Minori d'Abruzzo - "S. Bernardino", 1991, pp. 148-149.
  84. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, I Francescani a Tocco Casauria. Profilo Storico, L'Aquila, Edizione Frati Minori d'Abruzzo - "S. Bernardino", 1991, pp. 148-149.
  85. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, I Francescani a Tocco Casauria. Profilo Storico, L'Aquila, Edizione Frati Minori d'Abruzzo - "S. Bernardino", 1991, pp. 148-149.
  86. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, I Francescani a Tocco Casauria. Profilo Storico, L'Aquila, Edizione Frati Minori d'Abruzzo - "S. Bernardino", 1991, pp. 148-149.
  87. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, I Francescani a Tocco Casauria. Profilo Storico, L'Aquila, Edizione Frati Minori d'Abruzzo - "S. Bernardino", 1991, pp. 148-149.
  88. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, I Francescani a Tocco Casauria. Profilo Storico, L'Aquila, Edizione Frati Minori d'Abruzzo - "S. Bernardino", 1991, pp. 148-149.
  89. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, I Francescani a Tocco Casauria. Profilo Storico, L'Aquila, Edizione Frati Minori d'Abruzzo - "S. Bernardino", 1991, pp. 148-149.
  90. ^ (IT) Felice Virgilio di Virgilio, I Francescani a Tocco Casauria. Profilo Storico, L'Aquila, Edizione Frati Minori d'Abruzzo - "S. Bernardino", 1991, pp. 148-149.
  91. ^ a b https://www.tuttitalia.it/abruzzo/84-tocco-da-casauria/storico-elezioni-comunali/
  92. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 26 maggio 2007, Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, su elezionistorico.interno.it. URL consultato il 25 aprile 2021 (archiviato il 16 settembre 2017).
  93. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 27 maggio 2007, Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, su elezionistorico.interno.it. URL consultato il 25 aprile 2021 (archiviato il 16 settembre 2017).
  94. ^ Copia archiviata, su repubblica.it. URL consultato il 20 ottobre 2020 (archiviato il 21 ottobre 2020).
  95. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 15 maggio 2011, Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, su elezionistorico.interno.it. URL consultato il 25 aprile 2021 (archiviato il 16 settembre 2017).
  96. ^ Risultato delle elezioni amministrative del 5 giugno 2016, Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, su elezionistorico.interno.it. URL consultato il 25 aprile 2021 (archiviato il 16 settembre 2017).
  97. ^ ilpescara.it, https://www.ilpescara.it/politica/elezioni/comunali-amministrative-tocco-casauria-risultato-sindaco-eletto-riziero-zaccagnini.html.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (IT) Violetta De Luca, Tocco da Casauria, un balcone sulla Val Pescara, in Gli antichi Italici nella Valle Peligna, Tesori d'Abruzzo, foto di Luca Del Monaco, vol. 59, Pescara, De Siena Editore, giugno 2021, pp. 120-137.
  • (IT) Sandro Sticca, Storia della stazione ferroviaria di Tocco, Centro internazionale di studi e ricerche Il "Melograno", 2015.
  • (IT) Sandro Sticca, Dal census arcaico romano al censimento di Tocco Casauria del 1881, L'Aquila, Roma, Studia Italia, 2010.
  • (IT) Sandro Sticca, Tocco Casauria 1859-1868. Risorgimento, brigantaggio, guardiana rurale, Tipolitografia Sigraf, 2009, ISBN 88-955-6627-0.
  • (IT) Tocco da Casauria, in Borghi e paesi d'Abruzzo, vol. 10, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, pp. 62-75, SBN IT\ICCU\TER\0031819.
  • (IT) Andrea R. Staffa (a cura di), Da Interpronium a Tocco da Casauria, Media Edizioni, 2006.
  • (IT) Gerardo Massimi, Paola Mazzara e Tiziana Massimi, L'Abruzzo, Tocco da Casauria e il Bel paese: una lettura geografica di testo e contesto dall'esplorazione naturalistica alla globalizzazione, Editrice itinerari, 2002.
  • (IT) Felice Virgilio di Virgilio, Tocco Casauria. Storia Arte Tradizioni, 2ª ed., Avezzano, Uranographia Editrice Avezzano, settembre 1998.
  • (IT) Gianfranco Pinti, Tocco da Casauria tra storia e leggenda, Pescara, (stampato in proprio), settembre 1998.
  • (IT) Felice Virgilio di Virgilio, I Francescani a Tocco Casauria, L'Aquila, Edizione Frati Minori d'Abruzzo, 1991.
  • (IT) Sandro Sticca, La chiesa della Madonna delle Grazie, Sulmona, Libreria Editrice Di Cioccio, 1995.
  • (IT) Sandro Sticca, Il convento di Santa Maria del Paradiso a Tocco Casauria, in Studi e testi, vol. 9, L'Aquila, Deputazione abruzzese di storia patria, 1986, ISBN 88-955-6627-0.
  • (IT) Felice Virgilio di Virgilio, Statuto municipale di Tocco Casauria (secolo XVI), L'Aquila, Japadre, 1982, ISBN 88-700-6793-9.
  • (IT) Samuele Iovenitti, Tocco Casauria attraverso i secoli: storia, leggende, tradizioni, Sulmona, Editrice d'Amato, luglio 1960.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN127588453 · LCCN (ENnr89005002 · GND (DE4210778-7 · WorldCat Identities (ENlccn-nr89005002
  Portale Abruzzo: accedi alle voci di Wikipedia che parlano dell'Abruzzo