Linea Gustav

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Mappa della linea Gustav

Linea Gustav o "linea invernale" fu una linea fortificata difensiva approntata in Italia con disposizione di Hitler del 4 ottobre 1943 dall'organizzazione Todt durante la campagna d'Italia nella seconda guerra mondiale. Il nome deriva dallo spelling della lettera G nell'alfabeto tedesco.

Divideva in due la penisola italiana: a nord il territorio in mano alla Repubblica Sociale Italiana e alle truppe tedesche, a sud gli Alleati; si estendeva dalla foce del fiume Garigliano, al confine tra Lazio e Campania, fino a Ortona comune costiero in provincia di Chieti, passando per Cassino, nel frusinate, le Mainarde, gli Altopiani Maggiori d'Abruzzo e la Majella. La sua funzione, che sfruttava il tratto più corto della penisola italiana e gli ostacoli naturali costituiti dalle montagne appenniniche, era quello di ritardare l'avanzata degli Alleati e di tenerli impegnati affinché non potessero rinforzare la pressione sui fronti orientale e settentrionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Donato nel cimitero canadese di Ortona

Le forze tedesche, dopo lo sbarco a Salerno furono costrette ad arretrare lungo la penisola, ma opposero una prima resistenza lungo una linea di fortificazione predisposta nei pressi di Mignano Monte Lungo, ovvero la linea Bernhardt. La battaglia per la conquista di monte Lungo di Mignano (battaglia di Montelungo) avvenne nei mesi di novembre e dicembre e consentì alle forze tedesche di apprestare una ulteriore difesa lungo una linea fortificata che tagliava trasversalmente l'Italia dall'Adriatico al Tirreno nel punto più stretto della penisola: la "linea Gustav". Il motivo di tale scelta fu determinato dalla posizione dominante di Montecassino, posto sull'unica agevole via di accesso dal sud al nord verso Roma: la statale Casilina. I tedeschi, ben appostati nelle loro fortificazioni sui monti, riuscirono a contrastare l'avanzata delle forze alleate.

Dal lato tirrenico, a partire dal 19 luglio 1943 si ebbero ripetuti bombardamenti dell'aeroporto di Aquino ed il 10 settembre di quello stesso anno, due giorni dopo la pubblicità dell'armistizio di Cassibile avvenuta col proclama Badoglio un intenso bombardamento anglo-americano (bombardamento di Montecassino) colse impreparata la popolazione della città di Cassino, distruggendone l'abbazia. Aspri combattimenti ci furono per la conquista delle posizioni da Mignano Monte Lungo a San Pietro Infine, a San Vittore del Lazio, a Cervaro, che videro protagoniste le truppe del Primo Raggruppamento Motorizzato del regio esercito; lo scontro decisivo dell'8 dicembre consentì alle forze alleate di occupare i primi avamposti della linea Gustav lungo i fiumi Rapido e Gari, anche se a prezzo di devastazioni del patrimonio storico italiano, poiché gli alleati distrussero la Torre di Capodiferro e le truppe della Wehrmacht il ponte Real Ferdinando sul Garigliano.

Sul versante adriatico la linea passava lungo il corso del fiume Sangro, ove venne aperto un varco dopo la battaglia di Ortona (definita come "la Stalingrado d'Italia")[1] e la battaglia di Orsogna.

La linea infine cedette il 18 maggio 1944, a fronte dell'avanzata alleata e i tedeschi si dovettero attestare sulla linea Hitler, posta poco più a nord.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La battaglia dimenticata

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gerhard Muhm, La tattica tedesca nella campagna d'Italia in: Linea gotica avamposto dei Balcani, a cura di Amedeo Montemaggi, Roma, Edizioni Civitas, 1993
  • Anna Cavasinni e Fabrizio Franceschelli, La Guerra in Casa, edizioni Territori Link, DVD 2006-2007-2008-2009-2011
  • Max Franceschelli, La Linea Gustav, Chieti e Provincia, edizioni E'dicola, 2006
  • Max Franceschelli, La Battaglia del Sangro, edizioni E'dicola, 2009
  • Tommaso Baris, Tra due fuochi. Esperienza e memoria della guerra lungo la linea Gustav, Roma-Bari, Laterza, 2003

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