Pettorano sul Gizio

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Pettorano sul Gizio
comune
Pettorano sul Gizio – Stemma
Pettorano sul Gizio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoPasquale Franciosa[1] (Lista Civica Il Mulino) dal 31-5-2015
Territorio
Coordinate41°58′32″N 13°57′35″E / 41.975556°N 13.959722°E41.975556; 13.959722 (Pettorano sul Gizio)Coordinate: 41°58′32″N 13°57′35″E / 41.975556°N 13.959722°E41.975556; 13.959722 (Pettorano sul Gizio)
Altitudine625 m s.l.m.
Superficie62,85 km²
Abitanti1 376[2] (31-12-2015)
Densità21,89 ab./km²
FrazioniConca, Frascate, Vallelarga, Vallepescara
Comuni confinantiCansano, Introdacqua, Pescocostanzo, Rocca Pia, Scanno, Sulmona
Altre informazioni
Cod. postale67034
Prefisso0864
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066071
Cod. catastaleG524
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantipettoranesi
Patronosanta Margherita e san Benigno
Giorno festivo13 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pettorano sul Gizio
Pettorano sul Gizio
Pettorano sul Gizio – Mappa
Posizione del comune di Pettorano sul Gizio all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Pettorano sul Gizio è un comune italiano di 1 376 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della Comunità Montana Peligna. Fa parte del club I borghi più belli d'Italia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Castello Cantelmo

Il borgo è di origine medievale. Come avamposto dei Normanni, fu costruita una torre di avvistamento nell'XII secolo. Nel XIII secolo il feudo passò a Carlo d'Angiò che fortificò il borgo e ampliò il castello. Il mastio fu dotato di una pianta quadrangolare con quattro torri circolari e una quadrata al centro della struttura. Nel XV secolo passò ai Caldora e nel secolo successivo ai Cantelmo di Popoli.

Il centro è stato devastato dal terremoto del 1706, e ricostruito sotto forma di borgo settecentesco, come la chiesa parrocchiale. In epoca recente il centro ha riscoperto una nuova fonte economica riguardo al turismo. Per questo e per la conservazione in ambito storico del centro antico, è stato dichiarato uno dei "Borghi più belli d'Italia".

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Castello Cantelmo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello Cantelmo (Pettorano sul Gizio).
Torre puntone del castello

Costruita come una delle principali fortezze della valle Peligna, la costruzione risale all'XI secolo, costruita dai Normanni e dipendente dalla diocesi valvense. Nel secolo successivo fu proprietà di Oddone di Pettorano, e più avanti dopo gli Svevi, furono gli angioini e i Cantelmo i proprietari, con il matrimonio di Amile d'Agoult con Giovanna di Odorisio da Ponte. Danneggiato dal terremoto del 1706, il castello fu trasformato a metà in residenza civile dei proprietari, che lo cedettero al comune nel 1977.

Il Castello ha una pianta circolare irregolare, perché metà del semicerchio è stata utilizzata per la costruzione di case civili. Di normanno resta la torre di controllo pentagonale, con due torri minori, nel perimetro, poste a sud ovest e nord ovest. Il sistema difensivo di costruzione è quello detto "a sacco", con paramento esterno in pietra sbozzata e malta di calce. Il castello era decorato da stemmi nobiliari e mobilia originale, ma il tutto è stato venduto o saccheggiato nel '900, dato l' abbandono fino al recupero odierno.

Parrocchia della Beata Vergine Maria e di San Dionisio[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa madre

È del XV secolo, e si trova in Piazza Umberto I. Fu voluta dalla famiglia Cantelmo, ricostruita sopra una precedente chiesa de XIII secolo, troppo piccola per gli abitanti; tuttavia divenne la parrocchiale molto tardi, poiché nel 1594 aveva tale titolo la chiesa di Santa Maria della Porta. L'ultimo restauro espansivo ci fu nel 1718, dopo il sisma del 1706. L'esterno è molto semplice, con un portale laterale del 1842, montato dal convento dei Carmelitani: esterno decorato da bugne con bassorilievi di animali ed elementi vegetali, mentre due leoni stilofori sorreggono l'arco del portale. La facciata, molto semi, è ornata da un orologio.

L'interno a navata unica, è ornato da cappelle laterali dorate, con tele settecentesche di Vincenzo Figluolino. Sulla parete dell'abside si trova un elegante Crocifisso ligneo trecentesco policromato.

Chiese secondarie[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di San Nicola di Bari : Chiesa medievale, conserva di originale solo la facciata, con un semplice portale romanico. Il coronamento è mistilineo. L'interno settecentesco è ad aula unica. La chiesa sarebbe stata costruita nel XII secolo su un tempio pagano, ed è citata dai documenti di Adriano IV, Pasquale II e Lucio III nel 1183.
  • Chiesa di Sant'Antonio di Padova : nota anche come Santa Maria ad Nives, ha una facciata neoclassica, restaurata nel 1949, incorniciata da doppie paraste giganti che sorreggono un timpano triangolare. Sul portale c'è un timpano spezzato tardo barocco. L'interno è a navata unica, ma in origine ne aveva due; caratterizzato da cappelle laterali con statue lignee della Madonna del Rosario con San Domenico e Santa Caterina da Siena.
  • Chiesa di San Rocco: fu costruita dopo il 1656 su una precedente cappella. L'interno possiede statue di San Francesco, della Madonna del Suffragio e di San Rocco.

Palazzo La Castaldina[modifica | modifica wikitesto]

La Castaldina

Palazzo detto anche "Castellina"; sede degli amministratori Castaldi che facevano le veci dei Cantelmo. La facciata del 1794 è di gusto barocco e possiede tre portali, dei quali il centrale è il maggiore, che sorregge anche la balconata della finestra centrale (il palazzo ne ha 3 sulla facciata). I sopraluce sono ellittici, e l'apparato decorativo consiste in stucchi a motivi curvilinei e vegetali sul timpano e su due nicchie accanto alla finestra centrale. La scalinata interna immette al piano superiore, con pareti di fondo dorate,che raffigurano tre putti alati con tenda rossa tra le mani. Presso una seconda rampa si accede alla cappella privata con l'altare di Raffaele Salini (1777).

Palazzi secondari[modifica | modifica wikitesto]

  • La Locanda: grande costruzione vicino il castello, con lo stemma Cantelmo. Era il ristoro dei viandanti.
  • Palazzo Croce: in via Roma, in stile neoclassico, appartenuto alla famiglia del famoso Benedetto Croce.
  • Palazzo Ducale: in piazza San Nicola, ha forma ad U, ed era usato dai Cantelmo, ornato da uno stemma e da un portale rinascimentale.
  • Palazzo Giuliani: del 1774 circa, in stile barocco rurale, posto sulla via San Giovanni.

Monumenti civici[modifica | modifica wikitesto]

Porta San Marco
Fontana di piazza Umberto I
  • Porta San Marco : fa parte delle sei porte urbiche medievali, che conduce a via delle Macchie, fino alla chiesa di San Rocco. Dato il nome si doveva trovare vicino alla chiesa omonima, oggi scomparsa. Si tratta di una delle più interessanti, perché composta da arco a tutto sesto con due pinnacoli laterali e una statua centrale di Sant'Antonio di Padova.
  • Porta Santa Margherita : nel versante sud ovest, è un semplice arco a tutto sesto, così chiamato perché è l'ingresso dalla chiesetta fuori le mura.
  • Porta San Nicola: sul versante occidentale del borgo, è di interesse perché sormontata da un grande affresco di Santa Margherita che sorregge la città con la sinistra e con l'altra mostra una croce. Risale al 1656.
  • Porta del Mulino: rimasta allo stato originale, è in pietra, molto austera e semplice, e serviva per io controllo dei mulini ad acqua sotto il borgo, da cui si passava per accedere al castello.
  • Porta Cencio: ultima porta sopravvissuta, situata ad oriente, e deve il nome alla piazzetta da cui si accede, che ha la forma di una cintura. È nota anche come Porta Manaresca, perché guarda verso il mare, o Porta Reale, dal 1832, quando fu attraversata da Ferdinando II di Borbone.
  • Fontana dei Monaci: situata dalla parte dell'ex convento, è in pietra con una incisione dello stemma civico, del 1871.
  • Fontana di Piazza Umberto: monumentale costruzione del 1897, posta sul fianco della chiesa madre. Ha vasca in pietra con sopra una più piccola vasca in bronzo a forma di conchiglia che riceve l'acqua da due mascheroni.

Natura - Riserva Monte Genzana e Alto Gizio[modifica | modifica wikitesto]

La sede amministrativa è in centro, e l'habitat naturale comprende un vasto patrimonio floristico e faunistico, presso il fiume Gizio, tra boschi e faggete. Tra la fauna si contano il falco pellegrino, il pecchiaiolo, il lodaio, l'astore e la poiana. La riserva fa parte del Parco Nazionale della Majella.

Persone legate a Pettorano sul Gizio[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 12 giugno 1999 Franco Oddi Lista Civica di Centro Sindaco [5]
13 giugno 1999 29 marzo 2008 Feliciano Marzuolo Lista Civica di Centro Sindaco [6][7]
30 marzo 2008 30 maggio 2008 Giuseppe Berarducci Lista Civica Il Mulino Sindaco [8]
31 maggio 2015 in carica Pasquale Franciosa Lista Civica Il Mulino Sindaco [9]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Pettorano sul Gizio è gemellato con:[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 31 maggio 2015, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  3. ^ Antonio Monaco, Comune di Pettorano sul Gizio, su www.comune.pettorano.aq.it. URL consultato il 06 novembre 2016.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  5. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.it.
  6. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, su elezionistorico.interno.it.
  7. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 2004, su elezionistorico.interno.it.
  8. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 28 marzo 2010, su elezionistorico.interno.it.
  9. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 31 maggio 2015, su elezionistorico.interno.it.
  10. ^ Chi Siamo, Federazione Abruzzese di Hamilton e Distretto. URL consultato il 1º luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2014).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN236548189
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