Castelvecchio Subequo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Castelvecchio Subequo
comune
Castelvecchio Subequo – Stemma Castelvecchio Subequo – Bandiera
Castelvecchio Subequo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoPietro Salutari[1] (lista civica Tradizione e futuro) dal 30-3-2010 (2º mandato)
Territorio
Coordinate42°07′52″N 13°43′43″E / 42.131111°N 13.728611°E42.131111; 13.728611 (Castelvecchio Subequo)Coordinate: 42°07′52″N 13°43′43″E / 42.131111°N 13.728611°E42.131111; 13.728611 (Castelvecchio Subequo)
Altitudine490 m s.l.m.
Superficie19,29 km²
Abitanti943[2] (30-6-2017)
Densità48,89 ab./km²
Comuni confinantiCastel di Ieri, Celano, Cocullo, Gagliano Aterno, Molina Aterno, Ortona dei Marsi, Pescina, Raiano, Secinaro
Altre informazioni
Cod. postale67024
Prefisso0864
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066031
Cod. catastaleC279
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitanticastelvecchiesi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelvecchio Subequo
Castelvecchio Subequo
Castelvecchio Subequo – Mappa
Posizione del comune di Castelvecchio Subequo all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Castelvecchio Subequo è un comune italiano di 943 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della comunità montana Sirentina. È gemellato in virtù della comune tradizione conventuale francescana con Dorgali (Nuoro).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Sorge ai piedi del monte Sirente e presenta nella parte più alta il Palazzo Castellato. Il borgo si trova adagiato su uno sperone di roccia ed è un centro di piccole dimensioni, ma raccoglie in sé tanti elementi di importanza storica, artistica e culturale nonché un notevole patrimonio di monumenti rinascimentali e barocchi oltre a emergenze archeologiche.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Di antichissima origine storica, Castelvecchio conserva il patrimonio archeologico che fu della vetusta Superaequum, una delle tre città più importanti dei Peligni. Numerose sono infatti le testimonianze archeologiche relative ad epoca peligna, romana e paleocristiana come pavimenti musivi, un tempio dedicato ad Ercole, terme, resti di acquedotti e di fortificazioni, oltre ad innumerevoli reperti scultorei, monete, anfore e gioielli ed il cimitero catacombale del IV secolo.

In età longobarda il grande borgo assunse il nome di Onuffolo o Nuffoli per riprendere il proprio appellativo in età normanna.

La tradizione vuole che in territorio subequano si mosse san Francesco (1216) e che vi sostò anche papa Celestino V nel 1294.

Fu feudo dei Conti di Celano, poi assunto il definitivo nome di Castelvecchio (1484) fu dei Piccolomini, dei Colonna (1633), dei Baroni Pietropaoli (1712), dei Colabattista e del principe Urbano Barberini (1789).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Affreschi rinascimentale nella chiesa di San Francesco
  • Chiesa di San Giovanni Battista ed Evangelista: l'edificio è sede della parrocchia, costruito su una cappella del Palazzo Castellato (ossia la fortezza di Castelvecchio). Nel 1500 divenne parrocchia. Già dal 1183 è menzionata nella Bolle Corografica papale di Lucio III. Nel 1745, per volere dei Barberini, all'epoca feudatari, l'architetto Fontana fece abbattere la chiesa e la riedificò a tre navate.[3]Sulla sinistra della chiesa c'è l'ingresso al Palazzo Castellato; nel paramento in conci regolari a faccia-vista, è inserita la porta medievale a sesto acuto e sottarco ribassato e arretrato, che accoglieva la cancellata a ghigliottina di chiusura del varco; murata sulla destra c'è un'epigrafe romana che ricorda la riparazione dell'acquedotto che portava l'acqua a Corfinium.
    Dalla piazzetta una scala a doppia rampa permette l'accesso alla chiesa, internamente divisa in tre navate di gusto tardo-barocco, presentando interessanti tele tra le quali quelle dedicate alla Vergine Addolorata e alle Anime Sante del Purgatorio. Il battistero è del XVIII secolo, realizzato in pietra e marmi policromi, con scolpito lo stemma civico del paese, realizzato da Gregorio d'Amato di Pescocostanzo. Dal 16 ottobre 1968 l'amministrazione parrocchiale è affidata ai Frati Minori del monastero di San Francesco.
  • Chiesa di Sant'Agata: si trova in periferia, lungo via dei Marsi. L'esistenza della chiesa è documentata sin dal 1114, anche se oggi è abbastanza rimaneggiata perché, come dimostrano le mura esterne, la chiesa è stata ricostruita, a causa di terremoti, in forme ridotte rispetto al perimetro originale. L'apparato murario è in pietrame a visca e il portale, situato sul prospetto laterale, presenta una fascia in pietra che corre lungo tutto il perimetro, e una lunetta con frammento di affresco rinascimentale, forse rappresentante la santa. Nel prospetto più stretto si apre un finestrone rettangolare, e una finestra minore si trova presso l'ingresso originario, murato nel prospetto sud-ovest. I ritrovamenti dimostrano che la chiesa fu costruita sopra un complesso termale romano, accanto al tempio di Ercole Vincitore. Non sembra casuale la disposizione rilevata sul prospetto orientale, di numerose grandi pietre modanate che definiscono il livello interno dell'edificio, e forse costituenti un tempo il podio utilizzato come supporto basamentale della nuova costruzione cristiana.[4]All'interno a navata unica, presso l'abside si trova un affresco cinquecentesco della santa con i simboli del suo martirio tenuti in mano. Sul retro sono situate strutture di un più ampio complesso non terminato. Di fronte all'ingresso si trova una fonte trecentesca per l'abbeveramento degli animali e una parte più bassa usata come lavatoio, molto venerata dai castellini perché ritenuta miracolosa. Vi si celebra il rito taumaturgico nel giorno di Sant'Agata il 4 febbraio.
  • Chiesa di San Rocco: lungo la via omonima, è una piccola chiesa seicentesca a pianta rettangolare con soffitto a capanna. Fu costruita dopo la grave pestilenza che infuse negli abruzzesi il culto del santo, come dimostrano gli affreschi presso l'altare con le raffigurazioni dei vari miracoli di San Rocco. Sulla destra del presbiterio c'p dipinto un veliero con scialuppa, riferimento alle epidemie di peste che le navi mercantili provenienti dall'Oriente, importavano in Occidente. L'affresco forse è del 1525, come indica la data. Un alto affresco si trova sulla parete destra della chiesa, rappresentante il santo accanto alla Madonna col Bambino in trono.
    L'esterno è molto semplice, con il portale in stile tardo romanico presso la facciata, con lunetta affrescata.
  • Chiesa di Santa Elisabetta: già nominata "Madonna della Rivera", si trova nel centro storico in rua Rivera, o anche via Colle. La chiesa ha origini medievali, ma oggi si presenta in forme settecentesche. Degna di nota è la facciata a capanna con un portale molto variegato, perché mescola nella cornice elementi barocchi a bassorilievi romani rinvenuti nella zona italica di "Superaequum". I bassorilievi romani mostrano due donne di lato che reggono con la schiena gli stipiti, mentre sopra l'architrave in posizione centrale si trova una testa di angelo affiancata da due ali. Una seconda cornice a volute orna il portale, racchiudendo in posizione centrale il rilievo della Madonna col Bambino.

Monastero di San Francesco d'Assisi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa e convento di San Francesco (Castelvecchio Subequo).
Monastero di San Francesco d'Assisi

Campeggia sull'intero abitato il complesso monumentale Francescano costituito da chiesa, convento e chiostro. All'interno della chiesa si possono osservare rari e pregevoli affreschi trecenteschi di scuola giottesca che illustrano, con una sequenza di riquadri, gli episodi salienti della vita di san Francesco. Nella parte centrale del paese si evidenzia il palazzo medioevale con bifore, detto Palazzo Giorgi, mentre nella parte più alta si trova la porta del Castello Medioevale appartenuto ai conti di Celano.

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Lucchini - Ginnetti: struttura rinascimentale-settecentesca situata nel centro storico, con portale in bugnato.
  • Palazzo Giorgi: interessante casa gotica del XIII secolo in piazza Vittorio Emanuele. Ha pianta rettangolare, con le facciate rivolte in piazza decorate da due bifore duecentesche. La parte bassa, usata per le botteghe, ha due grandi archi: il primo maggiore è originale, mentre il secondo è stato rimodellato nel Cinquecento con cornice tipica.
  • Palazzo Catellato: dei Conti di Celano, sorge nella parte più alta di Castelvecchio, accanto alla chiesa di San Giovanni. Fu la principale fortificazione del borgo, appartenuta ai Conti di Valva nel XIII secolo, poi ai Conti di Celano e infine alla grande famiglia dei Barberini, che avevano in possesso anche il palazzo ducale della vicina Gagliano Aterno. Il castello sub' varie modifiche nel corso dei secoli, e oggi si mostra come un'elegante struttura fortificata con decorazioni gentilizie all'esterno, mentre l'interno un tempo spartano ha visto trasformati i suoi semplici arredi militari in settecenteschi spazi residenziali. Il palazzo ha una forma rettangolare a due corpi che formano un L, poiché una parte è stata demolita per lasciar posto alla chiesa di San Giovanni. Il palazzo è addossato alle case del borgo antico, alcune delle quali sul lato ovest mostrano ancora gli elementi medievali, con torrette di vedetta. Anche il palazzo verso nord, ha la sua torretta con bifore che guarda verso piazza Vittorio Emanuele. L'esterno si presenta settecentesco, frutto delle ristrutturazioni dei Barberini, e rimane poco dell'antico apparato decorativo medievale.

Danneggiato dal sisma del 2009, il commissario delegato per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, ex presidente dell'Abruzzo, ha firmato nel 2011 il decreto n. 64 con realizzazione di 36 interventi localizzati nei comuni del cratere, tra cui quello di Castelvecchio. Per il recupero del palazzo sono stati stanziati 1.695.662 euro.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Convento di San Francesco
  • Catacombe cristiane di Colle Moria: si tratta di una catacomba del IV secolo accessibile dalla chiesa di San Francesco, scoperta nel luglio del 1943, a circa 500 metri di profondità sotto il borgo medievale. Un ragazzo che giocava con dei compagni sprofondò in una buca nella parte nord del Colle Moria, che immetteva in una lunga galleria. La Soprintendenza di L'Aquila-Chieti, successivamente la competente Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, fecero un sopralluogo e iniziarono gli scavi per recuperare il patrimonio artistico italico. Tale catacomba è una galleria scavata nella roccia, composta da grandi banchi di sabbiolina bianca finissima, lunga una quarantina di metri, ripartita in due bracci ad angolo retto, di circa una ventina di metri, larga un metro e venti, alta due metri con volta a botte; è ripiena ai lati di sepolture con iscrizioni graffite sopra l'intonaco.
    Nella galleria si osservano vari sepolcri, iscrizioni, lucernette collocate nelle nicchie della pareti, una croce uncinata con le gamme volte a sinistra, alta 16 centimetri tracciata con stecca nella calce fresca, un monogramma dell'imperatore Costantino alto 13 centimetri, tracciato ugualmente con la stessa sopra l'intonaco appena impastato.
    Le sepolture sono di tre specie: fosse in terra o forme, arconsoli e loculi. Le forme sono scavate nel suolo lungo le pareti della galleria, gli arcosoli sono tagliati al piano della galleria o più in alto, chiusi e coperti da tegole di 74 centimetri e larghi 48. I loculi infine sono di grandi dimensioni, tagliati nella preti in alto, contenenti scheletri di uomini di grande corporatura.
Reliquiario del sangue di San Francesco, nel Museo diocesano
  • Area archeologica di Superaequum: in contrada Macrano, si trova presso l'antico abitato peligno, lungo lo snodo stradale che dalla terra Peligna portava nella landa dei Vestini (tra L'Aquila e la provincia pescarese). La città sorse nel I secolo a.C. dopo la conquista romana delle terre sannite, composta da un nucleo con altri sparsi nella conca Subequana. La popolazione aveva scambi e comunicazioni sia con Corfinium che con le città vestine di Amiternum e Peltuinum, e negli scavi sono riaffiorati resti di mura di cinta, acquedotti, pavimenti a mosaico, ruderi di edifici civili in opus reticulatum, templi, lapidi, armi e monete, queste conservate nell'annesso museo archeologico. Le lapidi sono state traslate nel corso dei secoli nei monumenti della nuova città di Castelvecchio, come la lapide dell'acquedotto situata nella facciata della chiesa di San Giovanni. Un cippo dedicato a Ercole nel 1921 è stato rinvenuto presso zona Fonte Sant'Agata, e reca l'iscrizione doppia SA SEIO VOLENTIERI AL SUO PATRONO ERCOLE DA' IN DONO METALLI LAVORATI - SEIO SA AD ERCOLE VINCITORE. Si tratta di lingua latina frammista a elementi dialettali osco-umbri del I secolo a.C. Vicino al cippo sono stati trovati bronzetti di Ercole. Anni prima l'archeologo Theodor Mommsen rintracciò nel territorio una lapide dedicata a Ercole, con scritto SEX VIBUS SEX CARUS HER D.D.L.M. ("Sesto Vibio e Sesto Caro dedicarono ad Ercole con riconoscente memoria")[5].

Tradizioni e folklore[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa patronale di sant'Agata: celebrata il 4 e 5 febbraio, con rituale processione alla chiesetta e abluzioni degli animali alla fontana "miracolosa".
  • Festa di san Rocco: celebrata con processione solenne il 16 agosto.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito dalla piccola stazione di Molina-Castelvecchio Subequo, sulla linea Terni-Sulmona, che offre collegamenti per Sulmona e L'Aquila.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 2004 Armando Frittella Lista civica di Sinistra (1995-1999)
Lista civica di Centro (1999-2004)
Sindaco [7][8]
14 giugno 2004 29 marzo 2010 Carmine Domenico Amorosi Lista civica Sindaco [9]
30 marzo 2010 in carica Pietro Salutari Lista civica Castelvecchio Subequo è (2010-2015)
Lista civica Tradizione e futuro (dal 2015)
Sindaco [1][10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 31 maggio 2015, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  3. ^ Chiesa dei ss. Giovanni Battista ed Evangelista, su castelvecchio-subequo.it.
  4. ^ Chiesa dei Sant'Agata, su visit-castelvecchiosubequo.it.
  5. ^ Superaequum, su visit-castelvecchiosubequo.it.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.it.
  8. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 13 giugno 1999, su elezionistorico.interno.it.
  9. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 12 giugno 1999, su elezionistorico.interno.it.
  10. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 28 marzo 2010, su elezionistorico.interno.it.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN242718170
Abruzzo Portale Abruzzo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Abruzzo