San Pio delle Camere

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San Pio delle Camere
comune
San Pio delle Camere – Stemma San Pio delle Camere – Bandiera
San Pio delle Camere – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoPio Feneziani (CasaPound) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate42°17′14″N 13°39′31″E / 42.287222°N 13.658611°E42.287222; 13.658611 (San Pio delle Camere)Coordinate: 42°17′14″N 13°39′31″E / 42.287222°N 13.658611°E42.287222; 13.658611 (San Pio delle Camere)
Altitudine830 m s.l.m.
Superficie17,21 km²
Abitanti680[1] (31-7-2018)
Densità39,51 ab./km²
FrazioniCastelnuovo
Comuni confinantiBarisciano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Prata d'Ansidonia
Altre informazioni
Cod. postale67020
Prefisso0862
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066088
Cod. catastaleI121
TargaAQ
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantisampiani
Giorno festivo11 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Pio delle Camere
San Pio delle Camere
San Pio delle Camere – Mappa
Posizione del comune di San Pio delle Camere all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

San Pio delle Camere è un comune italiano di 680 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte della comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di San Pio delle Camere è situato nell'entroterra abruzzese, in un mandorleto, alle pendici sud-occidentali del massiccio del Gran Sasso d'Italia, al margine settentrionale della piana di Navelli e a ridosso della conca aquilana a nord[2]. il paese, dominato ad est dal Monte Gentile si sviluppa su un terreno roccioso da cui si ricavavano cavità chiuse che in passato venivano utilizzate per riparare il bestiame o altrimenti come depositi di cibarie o come vere e proprie cantine. Da queste grotte, in parte artificiali, in parte naturali, deriva la denominazione "delle Camere"[3].

Accessibilità[modifica | modifica wikitesto]

San Pio è facilmente raggiungibile, dall'Aquila (25 km) e da Sulmona (35 km), tramite la S.S. 17, il cui tracciato scorre proprio a ridosso dell'abitato. Sulla stessa strada statale, a poca distanza dal paese, si trova invece la frazione di Castelnuovo. Da San Pio sono inoltre raggiungibili i borghi turistici di Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Calascio, Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio.

Veduta del castello

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie della storia del paese risalgono all'XI secolo, quando Villa San Pio si documenta essere possedimento dapprima del monastero di Bominaco, quindi di quello di San Benedetto in Perillis[3]; nel 1092, infatti, risulta dipendenza diretta del monastero la chiesa di San Pio, che insieme con questo diventa possedimento della Diocesi di Valva[4]. Grazie alla favorevole posizione, all'intersezione tra la strada che proveniva dalla medio-alta valle dell'Aterno e quella che discendeva da Campo Imperatore, e alle particolari caratteristiche morfologiche del terreno, divenne un'importante stazione di ricovero per i pastori che percorrevano il tratturo Magno[3]. Al XII secolo risale invece la nascita di Castelnuovo, borgo fortificato, oggi frazione di San Pio delle Camere[5].

Nel XIII secolo San Pio partecipa, con gli altri castelli del contado, alla fondazione dell'Aquila[5] e, anche per questo, nel 1423-1424 subisce l'assedio e l'occupazione di Braccio da Montone che ne distruggerà la rocca, i cui resti sono ancora visibili alla sommità dell'abitato[3].

Successivamente diviene feudo di varie famiglie tra cui si ricordano i Gentile, i Carafa, i Porcinari, i Del Pezzo[6] e i Caracciolo[5]. In seguito verrà ricompreso nel Circondario di Barisciano, appartenente al Distretto di Aquila; quindi, in seguito all'Unità d'Italia, inglobato nella provincia dell'Aquila.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello medievale[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria dei Cintorelli, a confine con Caporciano
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di San Pio delle Camere.

Fu costruito nel 1173 come punto di controllo di San Pio e Castelnuovo. Nel 1423 subì l'attacco di Braccio da Montone assieme al vicino castello di Barisciano, e diventò un rudere con solo la torre puntone in piedi. Attualmente è visitabile, tuttavia è necessario una nuova rivalutazione.

Borgo medievale di Castelnuovo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castelnuovo (San Pio delle Camere).

Il borgo è la frazione principale di San Pio, citato come castello esistente sin dal XII secolo, che nel 1254, a detta di Buccio di Ranallo e poi dello storico Bernardino Cirillo, contribuì con altri castelli attigui a fondare L'Aquila. Il borgo è stato ricostruito varie volte a causa dei terremoti, quello del 1461 e del 1703, che distrusse integralmente il castello, e fino a quello più recente del 2009, che ancora una volta ha seriamente danneggiato la parte alta del paese. Proprio a causa della costruzione del paese sopra un terreno non solido, poggiante sopra caverne sotterranee, il fenomeno tellurico nella parte alta di Castelnuovo ha sempre avuto effetti raddoppiati rispetto alla magnitudo dell'epicentro, e l'ultimo del 6 aprile ha distrutto anche la chiesa madre di San Giovanni e San Silvestro. Gli sfollati sono stati alloggiati nel progetto CASE di Berlusconi nella piana del paese, verso la strada per Barisciano. La parte più bassa del paese, costruita nel XVIII secolo, ha ben resistito.

Veduta della chiesa di San Pietro, e in alto il castello

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Pietro Celestino
si trova in Piazza Redentore; la chiesa esisteva dal XII-XIII secolo, ma nel 1423 venne attaccata e distrutta dal capitano Braccio da Montone, che nel tentativo di assediare L'Aquila, aveva saccheggiato tutti i castelli che fondarono la città nel 1254, essendo di partito angioino, contro quello aragonese di Fortebraccio. La chiesa venne dunque ricostruita nella prima metà del XVI secolo, e ampliata nei secoli seguenti, assumendo uno stile barocco alla romana, con scansione a tre navate con colonne massicce e quadrate che fungono da pilastri divisori. Le rifiniture sono state fatte a tappe successive, le incorniciature tipiche dello stile barocco, sono a stucco, la volta a botte è dipinta, quattro quadri riassumono la storia della vota di Pietro da Morrone o Celestino V. Nel primo quadro presso l'ingresso è mostrato Pietro Angelerio che riceve la tiara, il secondo la Santissima Vergine con pietro in preghiera, il terzo mostra il santo in Gloria in Cielo, il quarto lo stemma del santo patrono. Il campanile della chiesa a torre fu terminato nel 1889, la facciata fu completata in stile neoclassico nel 1899 dai fratelli Feneziani, come recita l'iscrizione, inquadrata tra paraste binate a capitello ionico, con un portale centrale architravato a timpano triangolare, sovrastato oltre il cornicione da una finestra rettangolare. Sulla parete posteriore della chiesa era appoggiato un monumentale altare, successivamente smembrato, di cui si conservano blocchi di pietra lavorata. Alla parete anteriore sopra la bussola d'ingresso, sorretto da un palchetto, che poggiava su due colonne lignee, era addossato l'organo che poi è stato rimosso. Gli altari in tutto sono otto, più quello centrale. I dipinti da ammirare sono di Paolo Cardone, pittore aquilano del XVI secolo, un quadro di Domenico Albertino del 1600. Presso la sacrestia si trova un affresco cinquecentesco della Madonna col Bambino su baldacchino (1566). La chiesa è stata danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009, ma nel 2015 è stata riaperta.
Il castello
Chiesa di San Pio I Papa
si trova in via Camerini, fu fondata dalla Compagnia Gerosolimitana dell'Aquila, esistente prima del XV secolo, distrutta poi da Fortebraccio, e ricostruita nel 1542, come testimonia la data dell'affresco posto sopra l'altare, ritraente San Pio tra San Giovanni Battista e un salto santo ignoro. La chiesa nel 1936 fu affiancata da un altro edificio, l'asilo infantile affidato alle suore Francescane di Gesù Bambino, e funzionò sino al 1962
Chiesa di Santo Stefano
si trova lungo la Statale 17 verso Castelnuovo. Le dimensioni ridotte a pianta a croce latina, fa pensare che la chiesa abbia subito vari rimaneggiamenti. Compresa nel territorio della frazione Castelnuovo, era una chiesa del Tratturo Magno verso Foggia, ha facciata in muratura regolare in pietra, tipologia caratteristica del tardo Trecento, basata sull'uso della pietra calcarea non intonacata. Le soluzioni d'angolo vengono generalmente risolte mediante la realizzazione di cantonali, il materiale impiegato per la costruzione proverrebbe dalla città romana di Peltuinum, non molto distante, poiché alcuni paramenti murari come i cubilia, non sono attestati come stile originale del Medioevo, ma appunto erano materiale di spoglio dalle vestigia romane. Internamente la chiesa mostra tratti di restauro, anche se attualmente necessita di nuovi restauri per i danni del sisma del 2009, l'abside è interamente affrescata, anche se le pitture sono mal conservate, la pavimentazione del transetto e quella absidale è caratterizzata dall'utilizzo di grossi blocchi di pietra di spoglio. Le facciate laterali sono caratterizzate da finestre rettangolari, e il transetto da piccole monofore ad ogiva, sulla facciata sopra il portale romanico si trova un piccolo rosone a raggiera
Chiesa di Santa Maria dei Cintorelli
si trova nella campagna lungo la strada statale 17, tra contrada Civitaretenga e San Pio. La chiesa è stata eretta nel XVI secolo come cappella del tratturo Centurelle-Montesecco, da cui prende il nome. La chiesa soprattutto dopo il terremoto del 1703, è stata ampliata e trasformata, conservando però all'esterno l'aspetto sobrio romanico, con coronamento quadrato della facciata, portale centrale a tutto sesto con lunetta, e sovrastante oculo in asse. L'interno della chiesa è a navata unica, con soffitto a capriate lignee, e divisione dello spazio in quattro campate da archi ogivali impostati su capitelli e pilastrini. L'oratorio prende luce da sei finestre laterali e da due piccoli rosoni.

Sito archeologico di Peltuinum[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Peltuinum.
Particolare del letto funebre in avorio, rinvenuto nella necropoli di San Pio - Museo Archeologico di Chieti

Sorge tra San Pio e Prata d'Ansidonia. La città era un'importante stazione commerciale italica dei Vestini, conquistata da Roma nel I secolo a.C., posizionata lungo il tracciato del tratturo Magno verso le Puglie, e lungo la via Claudia, nel cuore della velle d'Aterno, a confine col Tirino. La città iniziò a decadere con i saccheggi barbarici del IV secolo d.C., fino a che gli abitanti preferirono rifugiarsi in castelli posizionati sopra i colli, lasciando la città all'abbandono, e alla depredazione, divenendo di fatto cava di materiale edilizio per la costruzione di rocche, come Castel Camponeschi o chiese (San Paolo di Peltuino, Bominaco e Santo Stefano). Le campagne di scavo furono condotte dalla Soprintendenza tra il 1983-85, e si scoperse l'area quadrangolare del tempio di Apollo, e il tracciato viario tipico della cittadina, collegato alla periferia con i resti del teatro romano, ad ovest con i resti della cinta muraria italica, provvista di torri che sorvegliavano una porta a doppio fornice. Il teatro è stato restaurato tra il 2000-2002, insieme alla cinta muraria posta a meridione, del teatro si conservano le gradinate degli spettatori, il sistema di smaltimento delle acque, il portico che chiudeva il complesso, mentre del tempio di conserva maggiormente il podio e la scalinata di accesso. Gran parte del materiale è stato murato presso la vicina chiesa di San Paolo di Peltuinum, una delle più antiche della vallata.

Il materiale scultoreo rinvenuto nel sito, insieme ad un'altra necropoli rinvenuta ai piedi di San Pio, è stato in gran parte trasferito nel Museo Archeologico Nazionale a Chieti, come un bel triclinio in avorio finemente lavorato e scolpito.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il Regno dei Mazzamurelli[modifica | modifica wikitesto]

Il Regno dei Mazzamurelli è un parco avventura situato nella località di Cerquelle, al di fuori del centro abitato. Immerso nella vegetazione, ha una superficie di 30 000 m² e 7 percorsi (2 Briefing e 5 percorsi avventura). Presenta aree pic-nic, barbecue e campi sportivi per attività collaterali.[7]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le statistiche ISTAT[9] al 1º gennaio 2014 la popolazione straniera residente nel comune era di 209 persone, pari al 29,35% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano al 2013:[10]

In termini percentuali, San Pio delle Camere è il quarto comune italiano con la più alta percentuale di residenti stranieri dopo Rocca de' Giorgi (dove gli stranieri rappresentano il 30,95% della popolazione), Baranzate (30,65%) e Chiusavecchia (29,85%). Tra i comuni abruzzesi, San Pio delle Camere è quello con la più alta popolazione straniera, seguito da Poggio Picenze (19,5%) e Cansano (17,4%).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Marcello Aloisio Lista Civica Sindaco [11]
14 giugno 1999 30 marzo 2010 Giovannino Costantini Lista Civica Sindaco [12][13]
30 marzo 2010 28 marzo 2013 Francesca D'Andrea Lista Civica Insieme per rinascere Sindaco [14]
28 marzo 2013 25 maggio 2014 Maria De Bartolomeis Commissario prefettizio [15]
25 maggio 2014 in carica Pio Feneziani Lista Civica Basta Declino Sindaco [16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Provincia dell'Aquila, Guida turistica della Provincia dell'Aquila, L'Aquila, Provincia dell'Aquila, 1999;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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