Collarmele

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Collarmele
comune
Collarmele – Stemma Collarmele – Bandiera
Collarmele – Veduta
Veduta di Collarmele
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.svg L'Aquila
Amministrazione
SindacoAntonio Mostacci (Lista civica Condividere partecipare) dal 31-5-2015 (2º mandato dal 22-9-2020)
Territorio
Coordinate42°03′36″N 13°37′36″E / 42.06°N 13.626667°E42.06; 13.626667 (Collarmele)
Altitudine835 m s.l.m.
Superficie23,9 km²
Abitanti838[1] (31-3-2021)
Densità35,06 ab./km²
Comuni confinantiAielli, Celano, Cerchio, Pescina, San Benedetto dei Marsi
Altre informazioni
Cod. postale67040
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066038
Cod. catastaleC844
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Cl. climaticazona E, 2 783 GG[3]
Nome abitanticollarmelesi
Patronosanta Felicita
Giorno festivo9 e 10 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Collarmele
Collarmele
Collarmele – Mappa
Posizione del comune di Collarmele all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Collarmele è un comune italiano di 838 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è situato alle pendici della gruppo montuoso del Sirente-Velino a quota 835 metri di altitudine, incastonato tra i monti Rimagi (1 321 m s.l.m.), Coppetella (1 100 m s.l.m.) e Ventrino (1 507 m s.l.m.) nell'area del parco naturale regionale Sirente-Velino[4]. Segna il confine a nordest tra la Marsica e la valle Subequana, accessibile oltre il valico di Forca Caruso (1107 m s.l.m.). Confina con i territori comunali di Aielli, Celano, Cerchio, Pescina e San Benedetto dei Marsi.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo deriverebbe dai termini "Collis", relativo alla geomorfologia del territorio, ed "Armellus" o "Armelius", ovvero un prenome, che in origine avrebbero rappresentato due distinte ville[5].

Secondo una leggenda, Marsia, figura della mitologia greca e dio dell'omonimo fiume della Lidia, sarebbe venuto in Italia fino a raggiungere le rive del lago Fucino dove, considerando i Marsi dei suoi sudditi, avrebbe fondato alcuni paesi marsicani. Molti li avrebbe denominati con i toponimi di località orientali: Celene (Celano), Licia (Lecce nei Marsi), Corico (Corcumello), Cappadocia, dall'omonima regione storica e la stessa Collarmele, il cui toponimo medievale Collis Armelis (o Colle Armeno), sarebbe derivato dallo Stato caucasico dell'Armenia[6].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cerfennia.
La torre normanna del XIII secolo

La storia di Cerfennia, nome della città antica, è strettamente legata alle vicende storiche della Marsica.

I suoi confini, in epoca antica, erano molto vasti: dal passo di Forca Caruso e dall'antico monte Imeo all'elevata cresta dei monti Terrata, Argatone e Marsicano. I confini di Cerfennia si spingevano oltre l'angusta gola di Opi, fino a raggiungere la Serra delle Gravare e la Forca d'Acero, nella contemporanea area del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

In antichità le città principali dei Marsi, oltre al capoluogo Marruvium (San Benedetto dei Marsi), furono Antinum (Civita d'Antino), Lucus Angitiae (o Anxa a Luco dei Marsi) e Cerfennia, un oppidum (in lingua safina locale ocre), ovvero un centro fortificato situato lungo il tracciato originario della via Valeria[7].

Durante il Medioevo Collarmele fece parte della contea di Celano seguendo le vicende storiche della valle del Giovenco.

Nel 1806, anno dell'abolizione dei feudi, risultò aggregata a Pescina e dal 1811 a Cerchio; nel 1816 il paese conquistò l'autonomia amministrativa. Il vecchio borgo fu quasi completamente distrutto dal terremoto della Marsica del 1915 che causò numerose vittime. Rimasero intatte poche abitazioni e solo una parte della torre medievale; la ricostruzione è avvenuta nel corso del XX secolo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Chiesa di Santa Felicita
Parco eolico di Collarmele

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria delle Grazie
È situata a nord del paese lungo il tracciato del Regio tratturo Celano-Foggia. La facciata cinquecentesca è impreziosita nella parte superiore dalle maioliche policrome rinascimentali realizzate da Bernardino de' Gentili di Anversa degli Abruzzi[8]. In due nicchie esterne ci sono le statue di san Pietro e san Paolo. Internamente sono presenti un dipinto della Madonna della Misericordia, l'altare originario della chiesa distrutta di Santa Felicita, gli stemmi dei Piccolomini risalenti al 1561 oltre a quello del comune recante la scritta "Collis Armelis"[9].
Tempio di Santa Maria del Cituro
Localmente detto anche "tempio del Ceturo", è situato in località Fonte Cituro. Ricostruito nell'anno mariano del 1988 in memoria di un'antica cappella menzionata da Papa Clemente III nella bolla del 1188 situata nei pressi dell'antico castello di Cituro di cui restano pochi ruderi[10].
Ruderi del monastero di San Nicola
Detto anche monastero di San Nicola de Ferrato. I ruderi sono visibili percorrendo la via Tiburtina Valeria in località piana di San Nicola, alle pendici del monte Ventrino, poco prima di arrivare al valico di Forca Caruso. I monaci appartenevano alla congregazione cassinese dell'ordine benedettino, quella con sede a Subiaco. Risalente al XII secolo fu fatto edificare dal vescovo dei Marsi, san Berardo, come chiesa-rifugio per fedeli e viandanti. In merito a questo luogo di culto, è Pietro Antonio Corsignani a fornire una testimonianza nella sua opera Reggia Marsicana, nella quale riporta che in un marmo nei pressi dei ruderi si poteva leggere: Vetus Monaster. Monach. S.Nicol... Collis Armeni- ... Stricte Deo dicat... ("Vecchio monastero dei monaci di San Nicola, del Colle Armeno e strettamente dedicato a Dio")[11].
  • Chiesa parrocchiale di Santa Felicita, ricostruita ex novo dopo il terremoto del 1915 è situata nella piazza centrale del paese.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Torre medievale
La torre cilindrica del XIII secolo, alta 18,45 metri con un diametro pari a 9,60 metri, risale al periodo normanno. La sua posizione a sud rispetto al contemporaneo centro urbano non è casuale, rispetta infatti un piano di allineamento visivo con la vicina torre medievale di Aielli, il castello Piccolomini di Celano ed altre costruzioni cilindriche presenti intorno all'alveo del Fucino come le torri di Ortona dei Marsi, Sperone e Venere[12][13].

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento ai caduti della prima guerra mondiale con scultura marmorea raffigurante l'Italia turrita cinta da corona reale. Fu inaugurato nel 1921.
  • Piazza 13 Gennaio 1915, inaugurata in occasione del centenario del terremoto della Marsica del 1915[14], in cui è collocata la scultura in pietra dal titolo La speranza in grembo, opera dello scultore abruzzese Diego Mostacci.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Ocre italico e necropoli databili a cominciare dal VII-VI secolo a.C. situati in località Le Castagne nei pressi di Forca Caruso[15].
  • Ruderi del castello di Cituro[10].
  • Tracce della città antica di Cerfennia.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Parco eolico[modifica | modifica wikitesto]

Sul monte Coppetella, rilievo che sovrasta il paese marsicano, è collocato il parco eolico di Collarmele. La centrale eolica ha permesso al comune di implementare i servizi e le opere pubbliche grazie agli introiti derivanti dalla produzione di energia pulita, attraverso l'impianto eolico composto di alcuni aerogeneratori[16].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[17]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti con l'Italia turrita

Il 9 e 10 luglio di ogni anno si svolge la festa patronale di santa Felicita e figli[18].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Sala Eduardo De Filippo
La struttura moderna, intitolata ad Eduardo De Filippo, è situata nel centro del paese. Ospita convegni e seminari di portata nazionale ed internazionale, in particolare incentrati sulle tematiche delle energie rinnovabili e della tutela ambientale.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

L'area artigianale di Collarmele è situata lungo la strada statale 83 Marsicana, alle porte del paese. Ospita strutture produttive della piccola industria, dell'artigianato e del commercio[19].

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Collarmele fa parte dell'associazione nazionale Borghi autentici d'Italia[20].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fabbricato viaggiatori della stazione ferroviaria

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Collarmele è attraversato dalla strada statale 5 Via Tiburtina Valeria che collega Roma con Pescara e dalla strada statale 83 Marsicana che collega la Marsica fucense all'area del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Collarmele è servita dalla stazione ferroviaria, ubicata lungo la linea ferroviaria Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara. Il fabbricato viaggiatori ha una piccola sala d'aspetto con biglietteria automatica.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito del Ministero dell'interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Collarmele dal 1985 ad oggi[21][22].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 12 giugno 1999 Emilio Geremia Matys Liste civiche di centro-sinistra Sindaco
13 giugno 1999 12 giugno 2004 Gabriele D'Agostino Liste civiche di centro-destra Sindaco
13 giugno 2004 28 marzo 2010 Dario De Luca Lista civica Sindaco
28 marzo 2010 30 maggio 2015 Dario De Luca Lista civica Sindaco
31 maggio 2015 21 settembre 2020 Antonio Mostacci Lista civica Condividere partecipare Sindaco
22 settembre 2020 in carica Antonio Mostacci Lista civica Condividere partecipare Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Collarmele che milita nei tornei dilettantistici abruzzesi[23].

Mountain bike[modifica | modifica wikitesto]

I percorsi per la mountain bike si snodano lungo le aree montane del parco eolico e del Sirente-Velino[24].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Tra Collarmele e Forca Caruso, su terremarsicane.it, Terre Marsicane (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2018).
  5. ^ Antonio Sciarretta, Poleonimi d'Abruzzo, su asciatopo.altervista.org, Antonio Sciarretta's Toponymy. URL consultato il 27 marzo 2019.
  6. ^ Origine del nome, su collarmele.terremarsicane.it, Terre Marsicane (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2015).
  7. ^ Storia di Collarmele, su collarmele.terremarsicane.it, Terre Marsicane (archiviato dall'url originale il 23 dicembre 2017).
  8. ^ Le ceramiche di Anversa, su comune.anversadegliabruzzi.aq.it, Comune di Anversa degli Abruzzi. URL consultato il 22 febbraio 2019.
  9. ^ Chiesa di Santa Maria delle Grazie, su inabruzzo.it, InAbruzzo.
  10. ^ a b Francesco Prosia, Ipotesi sull'origine di Collis Armelis, su collarmele.terremarsicane.it, Terre Marsicane. URL consultato il 4 aprile 2016 (archiviato dall'url originale l'8 maggio 2016).
  11. ^ Francesco Prosia, I due monasteri San Rufino e San Nicola, su collarmele.terremarsicane.it, Terre Marsicane. URL consultato il 12 dicembre 2018 (archiviato dall'url originale il 14 settembre 2016).
  12. ^ Torre di Collarmele, su regione.abruzzo.it, Regione Abruzzo. URL consultato il 7 marzo 2017 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2017).
  13. ^ La torre di Collarmele, su terremarsicane.it, Terre Marsicane, 21 aprile 2009. URL consultato il 7 marzo 2017 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2017).
  14. ^ Inaugurazione Piazza 13 Gennaio 1915, su ilcentro.gelocal.it, Il Centro.
  15. ^ Giancarlo Sociali, Insediamento italico, necropoli VII-VI a.c., in località "Le Castagne" di Forca Caruso, su terremarsicane.it, Terre Marsicane, 14 ottobre 2017. URL consultato il 5 dicembre 2019.
  16. ^ Windsol, il nuovo parco eolico di Cerchio e Collarmele, su rinnovabili.it (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ Collarmele, su provincialaquila.info, Provincia dell'Aquila. URL consultato il 27 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2018).
  19. ^ Variante generale del Piano regolatore (2009) (PDF), su comunedicollarmele.it, Comune di Collarmele (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2015).
  20. ^ Collarmele (Abruzzo), su borghiautenticiditalia.it, Borghi Autentici d'Italia. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  21. ^ Archivio storico delle elezioni, su elezionistorico.interno.it, Ministero dell'interno.
  22. ^ Storico elezioni comunali Collarmele, su tuttitalia.it. URL consultato il 24 agosto 2020.
  23. ^ A.S.D. Collarmele, su figcabruzzo.it, Figc Abruzzo (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2015).
  24. ^ Abruzzo Mtb Cup, a Collarmele trionfo di Tiago Ferreira, su federciclismo.it, Federazione Ciclistica Italiana. URL consultato il 1º luglio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasquale Casale, Gagliano, Collarmele e Cerchio - Usi civici promiscui fra violenze, rappresaglie e omicidi, Tinari, 1998.
  • Filiberto Ciaglia, Storia di Collarmele dal XV secolo al 1915, Avezzano, Edizioni Kirke, 2021, ISBN 9788897393641.
  • Antonio Del Fiacco, Breve storia dello stemma comunale di Collarmele, Avezzano, Tipografia Master Print, 2013.
  • Andrea Di Pietro, Agglomerazioni delle popolazioni attuali della diocesi dei Marsi, Avezzano, Tipografia marsicana Vincenzo Magagnini, 1869.
  • Francesco Prosia, Collarmele (Ieri…e…oggi), Collarmele, Comune di Collarmele, 1994.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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