Ponte Mammolo (ponte)

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Ponte Mammolo
The British Library - Rome - Ponte Mammolo.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
CittàRoma
AttraversaAniene
Coordinate41°55′23.53″N 12°34′02.77″E / 41.923203°N 12.567437°E41.923203; 12.567437Coordinate: 41°55′23.53″N 12°34′02.77″E / 41.923203°N 12.567437°E41.923203; 12.567437
Dati tecnici
Tipoviadotto
Materialemattoni, marmo, travertino
Realizzazione
Costruzione...-ricostruito nel 1871
Mappa di localizzazione

Ponte Mammolo è un ponte sopra il fiume Aniene attraversato dalla via Tiburtina, a Roma, nei quartieri Pietralata e Ponte Mammolo e nella zona Tor Cervara[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Ponte Mammolo nel 2016. Si tratta del Ponte Mammolo costruito nel 1871
Colonna su Ponte Mammolo con iscrizione: "AN MDCCCLXVI AERARIUM ET PROVINCIA SUMPTUS CONTULERE"

Il nome non ha nulla a che vedere con la viola mammola o le mammolette, fiori che si potrebbero trovare tranquillamente nel Parco della Valle dell'Aniene, parco della zona circostante al ponte. Il nome antico era Pons Mammeus o Pons Mammi attribuitogli per via del restauro promulgato da Giulia Mamea, madre di Alessandro Severo, tuttavia, qualcuno vuole il nome derivato da una contrattura di marmoreus, perché il ponte, anticamente, era in travertino.

Fatto certo è che il ponte ha dato il nome all'omonimo quartiere ed all'omonima fermata della metropolitana nei pressi del ponte.

Originariamente era costituito da 2-3 volte di cui la centrale più grande delle laterali. Il nome odierno lo si ritrova per la prima volta nel 1388. Fu distrutto da Totila durante le invasioni barbariche e, successivamente ricostruito da Narsete (VI secolo).

Il catasto Alessandrino ci fornisce alcuni disegni che ci attestano che il ponte, nei 2 accessi, era fornito di torrioni, di cui alcuni studiosi ipotizzano che fossero dei resti di una rocca fortificata.

Con una bolla del 1363 vi fu concesso il passaggio di carri e la numeratio percudum. Nel 1433 fu occupato da Antonio da Pontedera, genero di Niccolò Fortebraccio, mentre nel 1485 fu occupato da Paolo Orsini per via della sua posizione strategica.

Nel 1849 fu fatto saltare dai francesi per scopi militari. Il restauro successivo ebbe costi elevati (4000 scudi), spesa che spinse lo Stato della Chiesa a costruirne un altro più a nord.[2] (ma di questo ne rimangono attualmente ruderi[3]) Tuttavia, l'episodio della battaglia di Mentana impose di far saltare pure questo.

La costruzione del Ponte Mammolo attuale risale al 1871. Negli anni novanta fu costruito un ponte gemello per consentire, con due ponti. lo scorrimento a senso unico nei due sensi di marcia.

I resti del ponte si trovano sull'Aniene, lungo il vecchio percorso della via Tiburtina. Durante i periodi di magra del fiume sono ancora visibili i resti in tufo dei piloni che sostenevano il ponte, fatto saltare nel 1849. Sui piloni del ponte passa oggi l'acquedotto dell'Acqua Marcia. Sarebbero necessari interventi di recupero e una migliore gestione da parte della società che cura la distribuzione dell'acqua a Roma (Acea) per permetterne la conservazione. Recentemente (2009) sono cominciati lavori di valorizzazione da parte della Riserva Naturale Valle dell'Aniene, nel territorio della quale il Ponte è situato, con l'apertura di un giardinetto pubblico sulle sponde del fiume a lato della stazione metro di Ponte Mammolo, e il progetto di recupero dell'osteria del Frustone, storico locale un tempo sito al punto di attraversamento del fiume.

Il tratto di strada che attraversa l'Aniene grazie al Ponte Mammolo antico, che un tempo corrispondeva al tracciato della via Tiburtina, oggi si chiama via degli Alberini, mentre la via Tiburtina attuale utilizza il ponte ottocentesco.

Leggende sul ponte[modifica | modifica wikitesto]

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte è raggiungibile mediante l'omonima fermata della linea B della metropolitana di Roma.

Fra il 1879 e il 1934 lo stesso ospitava il binario della tranvia Roma-Tivoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rendina, 953-954.
  2. ^ Cenno dal sito Archiviato il 28 aprile 2008 in Internet Archive..
  3. ^ Cenno dal sito Archiviato il 28 aprile 2008 in Internet Archive..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]