Corfinium

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Corfinium
Ancient Sabina.png
La Sabina secondo l'Historical Atlas, con Corfinium al centro del territorio dei Peligni
CiviltàCiviltà romana
UtilizzoCittà
EpocaI millennio a.C.
Localizzazione
StatoItalia Italia
ComuneCorfinio
Mappa di localizzazione

Coordinate: 42°07′02.6″N 13°50′06.9″E / 42.11739°N 13.835249°E42.11739; 13.835249

Corfinium (oggi Corfinio) era un'antica città dell'Italia centrale, capitale del popolo dei Peligni. Scavi archeologici presso l'odierna Corfinio, in provincia dell'Aquila, hanno individuato la città nei pressi del fiume Aterno, a 345 metri sul livello del mare. Le indagini hanno evidenziato che la strada principale era la Via Valeria, sorta di proseguimento della Via Tiburtina e collegamento tra Roma e Pescara.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Area archeologica di Corfinium
Cunicolo dell'acquedotto

Capitale dei Peligni, antico popolo italico, fin dal I millennio a.C., conservò tale ruolo fino all'assoggettamento a Roma, avvenuto prima nel III secolo a.C. Con la Lex Julia (90 a.C.) fu trasformata in municipio romano. Successivamente la Lex Licinia Mucia de civibus redigendis del 95 a.C. restrinse i parametri istituiti con la legge precedente: questo fece insorgere la popolazione, ma Livio Druso sovvertì questa nuova legge e restituì ai Peligni la cittadinanza romana, fino a che non venne assassinato.

Corfinium si ribellò nuovamente quando Quinto Varo fece di nuovo abrogare la legge che istituiva la cittadinanza romana. La rivolta, che coinvolse anche i popoli attigui, portò prima a un'assemblea, alla quale parteciparono tutti i popoli italici, indi alla Guerra sociale e, alla fine, di nuovo, con la pace susseguente, la definitiva cittadinanza romana. Durante la Guerra sociale Corfinium fu scelta come capitale dai socii e ridenominata Italica[1].

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente la storia di Corfinium seguì quella di molte altre città italiane, subendo saccheggi dalle popolazioni barbariche.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Geraci, A. Marcone, Storia romana, Le Monnier, Firenze, pag. 128)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]


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