Ortona

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Ortona
comune
Ortona – Stemma
veduta del centro storico dal Castello Aragonese e del complesso della Basilica di San Tommaso Apostolo
veduta del centro storico dal Castello Aragonese e del complesso della Basilica di San Tommaso Apostolo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Vincenzo d'Ottavio[1] (PD) dal 21-5-2012
Territorio
Coordinate 42°21′20.37″N 14°24′12.94″E / 42.355658°N 14.403594°E42.355658; 14.403594 (Ortona)Coordinate: 42°21′20.37″N 14°24′12.94″E / 42.355658°N 14.403594°E42.355658; 14.403594 (Ortona)
Altitudine 72 m s.l.m.
Superficie 70,88 km²
Abitanti 23 317[2] (30-6-2016)
Densità 328,96 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Crecchio, Francavilla al Mare, Frisa, Miglianico, San Vito Chietino, Tollo
Altre informazioni
Cod. postale 66026
Prefisso 085
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069058
Cod. catastale G141
Targa CH
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti ortonesi
Patrono San Tommaso apostolo
Giorno festivo prima domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ortona
Ortona
Posizione del comune di Ortona all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Ortona all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Ortona (Ὄρτων, Hortòn in greco antico, Urtóne in abruzzese, precedentemente conosciuta anche come Ortona a mare) è un comune italiano di 23 317 abitanti[2] della provincia di Chieti in Abruzzo.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Detta la San Francisco d'Abruzzo, Ortona è situata sopra una falesia del litorale adriatico e posta a circa 30 km ad est di Chieti e a 22 km a sud di Pescara.

Il territorio di Ortona confina a nord con Francavilla al Mare, ad est con il Mare Adriatico, a sud con Frisa e San Vito e ad ovest con Tollo, Crecchio e Miglianico.

Nella classificazione sismica della protezione civile è identificato come Zona 3, cioè zona a sismicità bassa[3], mentre nella classificazione climatica è contrassegnato come Zona C[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio di Ortona, con la basilica di San Tommaso

Dalle origini al XIV secolo[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione e civiltà italica[modifica | modifica wikitesto]

È incerta la data di fondazione della città; sappiamo per certo, dati i ritrovamenti nella zona del Castello Aragonese, che il sito fu abitato già dall'Età del Bronzo. Lo stesso toponimo Ortona o meglio Hortona potrebbe essere di origine pre o protoindoeuropea. In epoca storica fu abitata dalla popolazione italica dei Frentani che ne fecero il loro porto, da cui la definizione del geografo greco Strabone che la definì "Hortòn epineiòn frentanòn", Ortona porto dei Frentani. In quanto tale nel I secolo a.C. partecipò alla rivolta antiromana di quei popoli che uniti in una lega con capitale Corfinio, per la prima volta nella Storia si definirono "Italici".

Epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Sulla città italica fu costruita la città Romana della quale permangono alcuni tracciati stradali e porzioni di recinto dell'urbe, della quale sono stati rinvenuti diversi reperti. La città fu interamente conquistata nel I secolo a.C. durante la Guerra sociale contro Roma, avendo aderito alla Lega Italica di Corfinium.

La zona romana della città antica è stata individuata da piazza della Repubblica (dove c'è il comune), fino al Castello Aragonese, passando per la via della Cattedrale. Nel castello è stata trovata l'area dell'arx romana, mentre fuori l'abitato sono stati rinvenuti altri reperti. Vi è una tomba chiamata "Pietra di Morrecine", nella contrada omonima, vicino Contrada Riccio, mentre in contrada San Donato, presso il fiume Moro, è stata trovata una strada romana, vicino la Basilica di San Marco.

Una leggenda popolare vuole che durante la Seconda guerra punica il generale Annibale in direzione di Nola, si fosse fermato nei pressi di Ortona, nella zona tratturale di Armentizia, per abbeverare i cavalli a una fontana. Tale fontana (la cui conformazione attuale risale al restauro del XVI secolo), è soprannominata "Fontana di Annibale".

Epoca longobarda[modifica | modifica wikitesto]

Caduto l'impero romano la città passò sotto la dominazione bizantina durante la quale diventò sia punto strategico della guerra contro i Longobardi che controllavano l'entroterra, sia luogo per lo scambio di merci tra questi. Nell'anno 803 fu conquistata dai Franchi e annessa alla contea di Chieti. Della testimonianza longobarda restano reperti conservati nel vicino Castello Ducale di Crecchio, mentre in contrada San Donato rimangono i cospicui resti della Basilica di San Marco, presso Punta dell'Acqubella.

Epoca normanna e traslazione delle reliquie di San Tommaso[modifica | modifica wikitesto]

San Giovanni da Capestrano, il prete che sancì la pace tra Lanciano e Ortona nel 1427

In seguito alla conquista Normanna del 1075 la città venne annessa al Regno di Sicilia. Nel 1258 vennero portate ad Ortona le ossa dell'Apostolo Tommaso, provenienti dall'isola greca di Chio, nell'Egeo, dal navigante ortonese Leone Acciaiuoli, di ritorno da una spedizione navale ortonese in appoggio ai Veneziani in lotta contro i Genovesi.

Guerra di Lanciano e Ortona (1426)[modifica | modifica wikitesto]

Sin dal XIII secolo Ortona e la vicina Lanciano iniziarono a vivere pessimi rapporti, fino ad una dichiarata rivalità, per quanto riguardava il dominio del mare fino a Fossacesia. Lanciano, benché fosse nell'entroterra, aveva come città marinara feudataria San Vito Chietino, contesa con Ortona per decenni, essendo il borgo a 7 km dalla città. Nel XV secolo, precisamente nel 1426 esplose una vera e propria guerra di confine tra le due città, dato che gli ortonesi incendiarono una nave nemica. I lancianesi risposero catturando dei mercanti ortonesi, sfregiandoli con il taglio di naso e orecchie, che poi impastarono con mattoni per la fabbricazione di una colonna infame. Tale colonna, secondo le dicerie, sarebbe la terza circolare di un portico in corso Roma a Lanciano, al confine con piazza Plebiscito.

Dato che la guerra aveva avuto inizio, il 17 febbraio 1427 Giovanni da Capestrano fu convocato a Ortona per sancire la pace tra le due città, per mezzo della Diocesi. Infatti tale lodo fu stipulato nella Cattedrale di San Tommaso.

Dal XV al XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Castello Aragonese

Epoca dei Caldora[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima metà del XV secolo venne costruita la cinta muraria ancora visibile in parte, ad opera del condottiero Giacomo Caldora. Durante il XV secolo la città ha vissuto una stagione di lotte con la vicina città di Lanciano, terminata nel 1427 con un lodo pacificatore. La pace, patrocinata da San Giovanni da Capestrano, fu solennemente proclamata il 17 febbraio 1427 nella chiesa di San Tommaso di Ortona. Ancora oggi le spoglie del Santo sono custodite presso l'omonima Cattedrale di San Tommaso, ove peraltro sono raccolte numerose opere legate alla storia della città.

Epoca aragonese[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 giugno 1447, a causa delle rivalità tra Alfonso d'Aragona e la Repubblica di Venezia, Ortona fu invasa dai veneziani che distrussero porto, magazzini e arsenale navale senza però riuscire a penetrare nella cinta muraria. A questo periodo risale quindi la costruzione del castello aragonese, in parte franato e in parte distrutto dalle guerre, ma recentemente restaurato. Il progetto del castello aragonese è attribuibile a Francesco di Giorgio Martini che nello stesso periodo ha operato nel vicino Montefeltro. I rapporti con Venezia furono altalenanti, essendo Ortona a volte vicina a questa, a volte preferendo stabilire rapporti con la Repubblica di Ragusa, in Dalmazia.

Cenacolo di Margherita d'Austria[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1582 la città venne acquistata da Margherita d'Austria, figlia di Carlo V, duchessa di Parma e Piacenza. La stessa Margherita decide nel 1584 di costruire un grande palazzo ducale su disegno di Giacomo Della Porta (Palazzo Farnese), mai completato a causa della sua morte.

L'Ottocento e il Regno d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1816 entrò a far parte del Regno borbonico delle Due Sicilie.

Dal 1829 al 1854 ci furono timide iniziative antiborboniche grazie ad un gruppo di carbonari.

Nel 1848 fu eletto al Parlamento Napoletano il canonico, di idee liberali, Domenico Pugliesi.

Il 9 settembre 1860 il Decurionato (Consiglio Comunale) di Ortona delibera l'adesione al Regno d'Italia, o meglio al Governo provvisorio di Garibaldi, prima della battaglia di Castelfidardo (18 settembre) e di quella del Volturno (1-2 ottobre).

Intorno alla fine del secolo Ortona conosce un periodo di vasta importanza culturale grazie alla presenza del compositore Francesco Paolo Tosti, che collabora assieme a Gabriele D'Annunzio e Francesco Paolo Michetti, nella stesura di opere, poesie e partiture. D'Annunzio ambienta alcune poesie e novelle abruzzesi a Ortona, mentre Tosti ne compone le partiture. Tosti parteciperà anche ad incontri culturali nel Convento Michetti nella vicina Francavilla al Mare.

Porto di Ortona

Il XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Corso Vittorio Emanuele dopo i bombardamenti del 1943

Il 3 febbraio 1916, durante la prima guerra mondiale, una squadra austro-ungarica formata dall'incrociatore corazzato SMS Sankt Georg, da tre cacciatorpediniere e due torpediniere bombardò Ortona e San Vito Chietino; l'azione venne interrotta dall'intervento di un treno armato della Regia Marina munito di pezzi da 152/40 che con la sua controbatteria costrinse le navi ad interrompere l'azione[5].

Seconda guerra mondiale: Ortona Stalingrado d'Italia (8 settembre - 27 dicembre 1943)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Campagna del fiume Moro, Linea Gustav e Battaglia di Ortona.

Nel corso della seconda guerra mondiale la città diventa terreno di aspri scontri tra le truppe germaniche e quelle alleate. Nella notte tra il 9 ed il 10 settembre 1943, la famiglia reale dei Savoia, dopo aver pernottato nel castello ducale di Crecchio, lascia dal porto di Ortona l'Italia occupata dai nazisti per approdare nella già liberata Brindisi per garantire il legittimo governo istituzionale della Nazione. Da Ortona passa la linea Gustav, che ha l'altro capo a Cassino: una linea di difesa fortificata apprestata dalle forze germaniche nel punto più stretto della penisola. Infatti è proprio durante la seconda guerra mondiale che Ortona conosce momenti veramente difficili. La maggior parte della popolazione ortonese è costretta a scappare dalle proprie case. A nord, l'esercito tedesco e a sud, quello degli alleati, bombardano ininterrottamente Ortona per circa 6 mesi. La città praticamente rasa al suolo venne definita da Winston Churchill come "la Stalingrado d'Italia"[6] per via del fatto che, similmente alla città sovietica, la battaglia si prolungò lungamente nel corpo della città. Restarono in piedi pochissimi edifici e comunque con gravissimi danni strutturali che portarono alla demolizione per motivi di sicurezza. La città fu liberata soltanto nel dicembre del 1943 quando le forze alleate oltrepassarono la linea Gustav sul versante adriatico. Per questo motivo la città fu insignita della medaglia d'oro al valor civile. Un pregevole documentario prodotto dalla SD Cinematografica "Ortona 1943: un Natale di sangue" ne racconta i retroscena.

Spiaggia di Ortona
Promontorio di Ortona con il porto sottostante

Epoca contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

La ricostruzione di Ortona negli anni cinquanta comportò la perdita del 70% del patrimonio culturale storico. La Cattedrale venne ricostruita ex novo con richiami classicheggianti, meno il portale del XIII secolo. Sopravvissero il Palazzo Farnese e buona parte del Castello Aragonese, franato in parte nel 1946 per dissesto idrogeologico provocato dai bombardamenti. Gran parte della piazza Porta Caldari venne ricostruita negli anni sessanta, mescolando edifici moderni a quelli liberty di inizio Novecento. Così avvenne anche per il corso Vittorio Emanuele e per piazza Municipio.

Negli anni novanta Ortona grazie al politico Camillo D'Alessandro, aveva iniziato a riacquistare valore artistico e turistico con l'istituzione di alcune associazioni culturali, la creazione della Pinacoteca Cascella nel palazzo Farnese, del Museo della battaglia di Ortona, e la costruzione di strutture marittime presso contrada Lido Riccio e Saraceni, dove è stato ampliato il porto della città.

Con il recente naufragio della Costa Concordia, Ortona ha partecipato alla campagna di rimozione del relitto sull'isola del Giglio, inviando alcuni macchinari.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica[7]»
— 2008
Medaglia d'oro al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor civile
«Nobile Città degli Abruzzi, di antiche tradizioni patriottiche, sopportava coraggiosamente, in occasione dell'ultimo conflitto, spaventosi bombardamenti aerei e terrestri, subendo la perdita di 1314 dei suoi figli e la distruzione della maggior parte del suo patrimonio monumentale e edilizio. Con fierissimo contegno resisteva intrepida ai soprusi degli invasori in armi, mai piegando nella sua purissima fede in un'Italia migliore, libera e democratica. Si prodigava con cuore di madre nel soccorso dei feriti e dei sofferenti affermando, negli orrori della guerra, il più alto spirito di solidarietà umana.[8]»
— settembre 1943-giugno 1944.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese ed ex conventi di Ortona.
La Cattedrale di San Tommaso Apostolo, ove riposano le reliquie di Tommaso Didimo
La Chiesa del Purgatorio
La Chiesa di San Rocco

Basilica di San Tommaso Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di San Tommaso Apostolo.

La chiesa fu costruita nel IX secolo, ma danneggiata dai Normanni nell'XI. Ricostruita completamente nel XII secolo, nel 1258 ospitò le reliquie autentiche di San Tommaso, riportate dall'isola di Chio da Leone Acciaiuoli. La cattedrale fu devastata da un terremoto del XV secolo, e ricostruita sotto forma barocca, meno il portale del Trecento. La cattedrale fu gravemente danneggiata nel 1943 durante la battaglia di Ortona, e ricostruita in aspetto neoclassico per quanto riguarda la facciata, rimontando il portale del Trecento, e ricostruendo l'interno nella matrice barocca. Al suo interno, oltre alla cripta delle reliquie, vi è il Museo Diocesano.

Chiesa della Santissima Trinità[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa della Santissima Trinità (Ortona).

La chiesa si trova presso il cimitero comunale, legata all'ex convento dei Cappuccini. La chiesa medievale fu trasformata nel XVIII secolo con forme tardobarocche. Ha una facciata semplice, mentre l'interno a navata unica conserva alcune opere di pregio locale. Il convento annesso ha un grande chiostro con pozzo centrale.

Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli (Ortona).

La chiesa si trova nella parte moderna di Ortona, sita nell'entroterra, a pochi passi dalla Piazza Repubblica (ex Porta Caldari). La chiesa risale al XIII secolo, ma fu modificata nel XVII secolo. Benché danneggiata nel 1943, conserva ancora la facciata medievale decorata da un rosone, e alla base da un portale gotico ad arco a sesto acuto.

Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Ortona).

La chiesa si trova in via Garibaldi, davanti la piazza del Teatro Vittoria. La chiesa medievale del XIII secolo fu ricostruita in forme rinascimentali nel XVI secolo. Possiede due facciate, perché la seconda, rivolta verso il mare, è quella dell'Oratorio dello Spirito Santo. Ha nella facciata principale un portico e un bel rosone e raggi. L'area dell'ex convento agostiniano è stata adibita nei primi anni 2000 a mostra permanente del MUBA - Museo della battaglia di Ortona del 1943.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Rocco si trova in Piazza Repubblica. Probabilmente costruita intorno al XIV secolo, è stata completamente modificata in età barocca del XVII secolo, allo stile napoletano. Possiede una rivestitura in intonaco giallo e roseo, e un alto campanile con cuspide a tegole.

Chiesa del Purgatorio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in Piazza Municipio. La chiesa risale all'800, ed ha forme neogotiche di una cappella. Il campanile in mattoni è una robusta torre.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa, prima del 1943, apparteneva alla contrada omonima, alle porte di Ortona. Fu costruita nel XIII secolo, e modificata nell'epoca barocca. Gravemente danneggiata nel 1943 (restava in piedi solo il campanile), fu ricostruita in forme moderne, pur rispettando i canoni classici del neoclassico ottocentesco. Dunque la chiesa si presenta con una rivestitura della facciata in mattoni, la cui base vede il portale inglobato in un portico. Il campanile laterale è una torre in mattoni rossi, distaccato dalla chiesa. L'interno è a navata unica, e mescola elementi medievali (volte a crociera), barocchi e neoclassici.

Resti della Basilica Longobarda di San Marco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Basilica di San Marco (Ortona).

Si trova presso l'altura di Punta dell'Acquabella in contrada San Donato. La Basilica fu fondata nel IX secolo circa dai Longobardi bizantini, e danneggiata dall'invasione Normanna. Nuovamente danneggiata nel XVI secolo dai Saraceni, l'abbazia cadde in abbandono, ed oggi rimangono solo i resti delle mura perimetrali della pianta rettangolare, le basi delle colonne delle tre navate, e il pavimento. Negli anni 080 sono stati trovati reperti archeologici e fibule preziose dell'epoca longobarda, che sono stati traslati nel Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo a Chieti.

Altre chiese[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del castello aragonese
Portale di Palazzo Corvo, sede dell'Istituto Francesco Paolo Tosti
  • Oratorio del Crocifisso Miracoloso: chiesa a cappella situata nella cattedrale
  • Chiesa di Santa Maria della Pace (Contrada Madonna delle Grazie)
  • Chiesetta della Madonna dell'Olivastro o della Madonna delle Vasche (Località Ripari di Giobbe): chiesa campestre simile a cappella, costruita nel XVIII secolo. Ha struttura molto semplice a navata unica.
  • Basilica longobarda di San Martino (località San Martino): non si hanno più notizie della chiesa, citata fino al XVII secolo, allora usata come semplice chiesa rurale.
  • Ex Convento agostiniano: chiesa ora usata come sede del Museo della Battaglia. È connesso con la chiesa di Santa Caterina.
  • Ex Convento dei cappuccini (Cimitero comunale): è collegato alla chiesa conventuale. Appartiene al XVII secolo ed è a pianta quadrangolare con portico e un pozzo nel chiostro.
  • Ex Chiesa di San Francesco: si trova vicino la Cattedrale, in piazza Risorgimento. La chiesa sarebbe del XIII secolo, ma fu modificata nel XVII. Dopo la guerra è stata sconsacrata e adibita a palestra. Scarso è attualmente il valore artistico, ed è leggibile la facciata con il rosone murato. Vi è anche il campanile a torre, con gli archi coperti.
  • Santuario Madonna della Libera (Villa Torre): chiesa semplice del XVIII secolo, con struttura a capanna e navata unica. Il campanile è a torre.
  • Chiesa della Madonna del Carmine: chiesa del cimitero comunal, del XVII secolo
  • Chiesa del Purgatorio: chiesa della piazza comunale. Risale al XIX secolo ed ha struttura esigua semplice, caratterizzata da un robusto campanile turrito in mattoni rossi.
  • Chiesa moderna di San Giuseppe: chiesa moderna all'inizio della città nuova, venendo dell'entroterra. La chiesa, costruita negli anni '60, ha struttura rettangolare in mattoni e cemento armato. Il campanile è separato.
  • Chiesa di San Donato (nell'omonima contrada): chiesa ricostruita completamente nel 1946, rispettando la struttura semplice del XVIII secolo, ossia la chiesa rurale a capanna e a navata unica. Precede l'accesso al cimitero canadese.
  • Chiesa del Sacro Cuore (Villa S.Nicola): chiesa del XVIII secolo, con campanile a torre con balconata superiore. Ha la facciata decorata da dipinti.
  • Chiesa di San Nicola (Villa S.Nicola): chiesa ottocentesca abruzzese con unica navata, e abside posteriore. La facciata ha un rosone e il campanile è una torre con cuspide.
  • Chiesa di San Giorgio (Villa S.Tommaso): chiesa del XVII secolo, costituita da pianta rettangolare in mattoni, con campanile a vela.
  • Chiesetta di San Michele Arcangelo(VIlla Iubatti): chiesa moderna degli anni '50, con struttura classica a pianta rettangolare e intonaco giallo melone. Il campanile è a torre.
  • Chiesa di Sant'Elena (Villa Sant'Elena)
  • Chiesa di San Gabriele dell'Addolorata (Contrada Fontegrande)
  • Chiesa di San Gabriele dell'Addolorata (Contrada Bardella): chiesa moderna degli anni '60, costituita da una semplice struttura rettangolare e campanile a vela. Il materiale è in cemento armato e la qualità artistica è modesta.
  • Chiesa di San Zefirino (Villa Caldari): storica chiesa della contrada, del XVII secolo. Ha possente struttura rettangolare in mattoni, con facciata barocca decorata da architrave. Ha due campanili laterali.
  • Chiesa di Sant'Antonio di Padova(Villa Rogatti): chiesa campestre del XVIII secolo
  • Chiesa della Madonna di Fatima(Stazione di Caldari): chiesa moderna degli anni '80.
  • Chiesa di San Leonardo (Villa San Leonardo): chiesa del XVII secolo, e restaurata dopo la seconda guerra mondiale. Ha pianta rettangolare con tozzo campanile a torre, decorato da cuspide. Intonaco bianco.
  • Chiesa di San Pietro (Villa San Pietro): chiesa del XX secolo in stile neoromanico
  • Chiesa di Sant'Antonio di Padova (Villa Grande): chiesa moderna degli anni '60, costituita da mattoni. Il corpo centrale è un'ellisse e il campanile a torre è staccato.
  • Chiesa di Cristo Re (Contrada Riccio): chiesa moderna degli anni '60, composta da semplice pianta rettangolare a navata unica. La facciata ha un finestrone e portale in stile classico. Il campanile turrito è staccato.
  • Chiesa di Maria Immacolata (Contrada Foro)
  • Chiesa della Madonna degli Angeli
  • Sala del Regno dei Testimoni di Geova
  • Chiesa Evangelica

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Architetture di Ortona.

Fontane[modifica | modifica wikitesto]

  • Fontana Vola: situata in Piazza Porta Caldari, opera di Franco Sciusco (2001)
  • Fonte a Mare, vecchio lavatoio sito tra Ortona ed il porto, in pietra, con due vasche, crollato nel 2005 e in ricostruzione.
  • Fonte Peticcia, sul torrente Peticcio, è una fonte per uso domestico risalente a dopo il XVI secolo. Una lapide attesta un restauro nei primi anni dell'ottocento. Ha la facciata scandita in due settori da cornicione marcapiano. Alla base vi sono due ordini di arcate a tutto sesto, con il canale dell'acqua da cui attingere. Una leggenda vuole che la fontana esistesse già nel III secolo a.C., e che fosse stata visitata da Annibale, durante una sosta nella discesa contro Roma, facendo abbeverare i cavalli.
  • Fonte Santa Caterina, sita nella valle di San Rocco, sotto la Passeggiata Orientale. Tra le fontane più antiche di Ortona, è scavata nel calcare ed è di difficile accesso.
  • Fonte Santa Margherita, completamente in pietra con strutture ad archi a tutto sesto, ricoperta di vegetazione, è in stile romanico.
  • Fonte Lacanale.

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzi di Ortona.
Veduta di Palazzo Farnese in notturna nella piazza principale
  • Casa Berardi (contrada San Martino): casa storica del generale che si distinse nella battaglia di Ortona. Si trova tra località San Martino e Alboreto, ed è in stile rustico del XIX secolo. Oggi è un museo.
  • Palazzo Corvo (sede dell'Istituto Nazionale Tosti): si trova nel corso Matteotti, nel cuore del centro storico. Fu costruito nel XVII secolo, ed ha struttura quadrangolare, con portale in bugnato. L'ingresso è preceduta da un chiostro con portico. Vi nacque il compositore Francesco Paolo Tosti
  • Palazzo De Sanctis
  • Palazzo Mancini
  • Palazzo Mignotti
  • Palazzo Pugliesi
  • Palazzo Farnese (XVI secolo): palazzo storico più famoso della città, posto presso la Passeggiata Orientale. Fu costruito nel XVI secolo per volere di Margherita d'Austria su progetto di Giacomo Della Porta. Il palazzo fu sempre possesso della famiglia, fino al possesso dei Cascella. Oggi è un museo dedicato a Basilio Cascella.
Il castello aragonese

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello Aragonese[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Aragonese (Ortona).

Il castello originario fu costruito nel XIII secolo dagli Angioini. Nel XV secolo Jacopo Caldora cacciò via gli Angioini e rifondò il castello, circondando inoltre la città di mura possenti. Dopo il decadimento della famiglia, gli Aragonesi conquistarono le coste abruzzesi, e anche Ortona, costruendo il nuovo castello con mura più possenti, a forma di trapezio. Il castello, gestito da Alfonso d'Aragona, passò dal XVII secolo in poi a varie famiglie locali, quali i Baglioni. Nel Novecento risultava in semi-abbandono, ed usato come polveriera dentro le mura. Alcune foto antiche mostrano che il castello all'interno delle mura, possedeva un palazzo del Settecento. Durante la battaglia di Ortona nel 1943, il castello saltò in aria, e tutta la parte superiore, incluso il palazzo, andò persa. Nel 1946 una frana dello sperone di tufo sopra cui poggia il castello, danneggiò ancora di più il maniero, inghiottendo ampie porzioni di mura e due torri circolari.

Il castello restò abbandonato fino ai primi anni novanta, quando si restaurò completamente. Si conserva il fossato verso il borgo di Terravecchia, le due torri possenti a cilindro, e le mura perimetrali. L'interno è stato adibito a giardino belvedere verso il mare.

Castello Caldora e Mura Caldoriane[modifica | modifica wikitesto]

Le Mura Caldoriane circondavano tutto il vecchio borgo di Terravecchia (la zona della Cattedrale di San Tommaso Apostolo e del castello aragonese), e della Terranova (zona del Palazzo Farnese e del corso Vittorio Emanuele). Possedevano anche delle porte di accesso, tra le quali Porta Caldari di Piazza Repubblica. Nel XIX secolo tuttavia, per ampliare la città, le mura furono quasi del tutto demolite. Restano ancora alcune tracce in via Gabriele D'Annunzio, legate alle case fortificate del borgo di Terravecchia, nonché la Torre Baglioni. Furono fortificate nel XV secolo dal condottiero abruzzese Jacopo Caldora, su strutture angioine preesistenti, quando conquistò il feudo.

Il Castello Caldora risale al XV secolo, costruito da Jacopo Caldora. Fa parte delle mura difensive medievali, ed infatti più che un castello è un bastione fortificato con una robusta torre merlata. Fortunatamente scampato ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il castello è ben conservato ed ospita la Cantina Farnese. Possiede anche frantoi ipogei. La base è quella di un bastione a scarpa, al cui centro sorge il torrione rettangolare con bucature ad intervalli regolari e merlature in sommità. Una parte del bastione è visibile anche all'intero del borgo, fuori dalla via delle mura, da dove si accede all'interno. Si accede anche da un portale presso il bastione esterno.

Torre Baglioni[modifica | modifica wikitesto]

Sita in via G. D'Annunzio 4, presso la porta della Marina, ai margini delle mura caldoriane. Fu dei Bernardi, dei Salzano-De Luna, infine dei Baglioni. Questi ultimi dopo l'unità d'Italia si trasferirono a Chieti. Ha una struttura quadrata.

Torre Mucchia[modifica | modifica wikitesto]

Torre Mucchia (Ortona)

Sita a 4 km da Ortona, sul promontorio nei pressi del Lido Riccio, nella Contrada San Marco. È a struttura a piramide troncata a base quadrata in mattoni. Fa parte della lunga serie di torri costiere del Regno di Napoli, che difendevano il litorale dalle invasioni ottomane e turche. Fu fatta costruire nella 2ª parte del XVI secolo dal Viceré di Napoli Don Pedro Afán de Ribera. Nel XVIII secolo venne trasformata come dogana.

Torre del Moro[modifica | modifica wikitesto]

La torre si trova sull'ansia destra della foce del fiume, in località San Donato. Fu costruita nel XVI secolo per rispondere agli attacchi Saraceni, ma essendo fondata in un terreno limaccioso e difficile da gestire, già nel secolo successivo fu dichiarata pericolante. Nel Novecento alcune foto la ritraggono in stato di abbandono, ma con un lato ancora intatto. Dopo i bombardamenti della battaglia di Ortona, rimane solo la parte della base in piedi.

Torre Ricciardi[modifica | modifica wikitesto]

Sita in Corso Matteotti. Risale all'incirca al XV secolo. È l'unica parte del Palazzo Ricciardi dell'omonima famiglia che fu cacciata da Ortona nei primi anni del XVI secolo. L'aspetto originario del palazzo lo si può ammirare in un disegno della città del 1590.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Pietra di Morrecine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Pietra di Morrecine.
Scorcio di quartiere Terravecchia (via Gabriele d'Annunzio), con la cupola della Cattedrale

Si trova in contrada Morrecine, e appartiene all'epoca romana del II secolo a.C. Probabilmente apparteneva a un tempio, oppure ad una successiva chiesa cristiana. Del Blocco è da ammirare un arco al centro, che secondo gli storici potrebbe appartenere anche ad una camera funebre del tempio.

Cimitero Militare Canadese[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cimitero militare canadese di Ortona.

Si trova in contrada San Donato, ed è stato costruito nel 1946 per ricordare le vittime di guerra dei soldati Alleati, impegnati nella battaglia di Ortona del '43 contro i tedeschi.

Teatro Vittoria "Francesco Paolo Tosti"[modifica | modifica wikitesto]

Veduta in lontananza di Ortona da spiaggia Ripari di Giobbe

Il teatro fu costruito nel primo Novecento in stile teatro dell'opera per volere di Francesco Paolo Tosti. Il teatro passò in mano a varie famiglie, fino a diventare negli anni novanta dell'amministrazione comunale. Il teatro di opera lirica ha una facciata monumentale scandita da due contrafforti laterali. Decorato da vetrate multicolore, e da architravi alla maniera dei templi greci, con al centro, in alto, la statua della dea Vittoria e della Musica.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Costa dei Trabocchi.

Dalla località di San Donato parte la famosa Costa dei Trabocchi, conosciuta per le caratteristiche macchine da pesca. La zona di Ortona è conosciuta per la vasta presenza di aree naturali protette, sia nell'entroterra che nella costa Adriatica. Nell'entroterra le zone campestri sono usate per la coltivazione delle viti e degli olivi, nelle zone di Villa Caldari, San Leonardo e Villa Grande.

L'area di mare invece è famosa per insenature nel tufo e spiagge naturali rimaste allo stato brado, come Punta Acquabella (contrada San Donato), Ripari di Giobbe e Punta Ferruccio.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti a Ortona al 1º gennaio 2015 sono 1.110 e rappresentano il 4,7% della popolazione residente. Gli stranieri provengono maggiormente dalla Romania (31,0% di tutti gli stranieri presenti sul territorio), dall'Albania (22,2%), dalla Polonia (6,2%), dall'Ucraina (3,7%) e dal Kosovo (3,6%).[10]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Busto reliquario di San Tommaso Apostolo nell'omonima Basilica, patrono della città

Festa di San Tommaso Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

La prima domenica di maggio ricorre la festa di San Tommaso Apostolo, patrono di Ortona[11]. Durante i festeggiamenti, che durano di solito 3 giorni, si svolge il Perdono, caratterizzato da una processione in cui le persone sono vestite con abiti tipici e portano doni a San Tommaso e giorni in cui si può accedere all'Indulgenza Plenaria.

Si attribuiscono a San Tommaso Apostolo le reliquie presenti nella Cattedrale della città. Ad esso è anche dedicata la festa patronale detta "Festa del Perdono".

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Alla città è stata conferita la Bandiera Blu d'Europa negli anni 2010, 2011, 2012 e 2013[12]. Dispone del maggiore porto regionale per bacino, dimensione e movimento. Ortona è anche città del vino[13].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Il porto di Ortona è uno dei più importanti di tutto l'Adriatico, ed è di gran lunga il principale porto dell'Abruzzo, per bacino, fondale e movimento. È sede di Capitaneria e Circomare.

Ospedale[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda i presidi ospedalieri, nella città di Ortona è presente l'ospedale Gaetano Bernabeo[14].

Il Teatro Francesco Paolo Tosti

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Due trabocchi nella località marittima di Ortona, nella zona della costa dei Trabocchi

Ferrovia: tramite la stazione di Ortona, posta sulla ferrovia Adriatica. La stazione si trova nella zona del porto, poco distante dal centro. Non ci sono coincidenze con autobus diretti al centro se non prima delle 09.00.

Autobus: tramite l'ARPA è possibile raggiungerla da Pescara, da cui partono autobus ogni 30', ma il tragitto Pescara-Ortona impiega quasi un'ora. Per Chieti ci sono solo tre corse dirette di andata e tre di ritorno, per le altre c'è il cambio a Francavilla al Mare.

Persone legate ad Ortona[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento a San Tommaso nel porto

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Acquabella, Alboreto, Aquilano, Arielli, Bardella, Bavi, Caldari, Caldari Stazione, Cappellini, Casone, Ciampino, Civitarese, Colombo, Cristo Re, Croce di Bavi, Cucullo, Feudo, Fontegrande, Fonticelli, Foro di Ortona, Fossato, Gagliarda Alta, Gagliarda, Ghiomera, Granciaro, Lazzaretto, Madonna degli Angeli, Madonna delle Grazie, Madonna delle Vasche, Moretti, Moro, Morrecine, Peticcio, Polidoro, Postilli, Ranchini, Riccio, Ripari, Ripari di Giobbe, Rogatti, Ruscitti, San Donato, San Giuliano, San Marco, San Martino, San Pietro, Santa Liberata, Santa Lucia, Sant'Andrea, Sant'Elena, Saraceni, Savini, Schiavi, Tamarete, Taverna Nuova, Torre Foro, Torre Mucchia, Torre Pizzis, Vaccari, Villa Carlone, Villa Deo, Villa Grande, Villa Iubatti, Villa Iurisci, Villa Magna, Villa Panaro, Villa Pincione, Villa San Leonardo, Villa San Nicola, Villa San Tommaso, Villa Sarchese, Villa Torre, Villa Rogatti

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1994 26 maggio 2002 Gianfrancesco Puletti Alleanza Nazionale Sindaco [15][16]
27 maggio 2002 6 novembre 2006 Nicola Fratino Forza Italia Sindaco [17]
7 novembre 2006 9 maggio 2007 Vincenzo De Vivo Commissario Prefettizio [18]
10 maggio 2007 20 maggio 2012 Nicola Fratino Forza Italia
Il Popolo della Libertà
Sindaco [19]
21 maggio 2012 in carica Vincenzo d'Ottavio Partito Democratico Sindaco [1]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Ortona è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La più importante società sportiva ortonese è la SIECO Pallavolo Impavida Ortona, che milita attualmente in serie A2 maschile. La Serie A2 è il secondo campionato più importante d'Italia ed è a girone unico.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Le squadre di calcio della città sono la Virtus Ortona che milita nel campionato di Promozione, l’Ortona che gioca in Prima Categoria, la Victor Cross Ortona iscritta al campionato di Terza Categoria, l’Intrepida Ortona che partecipa al campionato regionale femminile, lo Sport Team Ortona che si occupa di settore giovanile.

Basket[modifica | modifica wikitesto]

La principale società cestistica ortonese è la We're Basket Ortona che attualmente milita nel campionato nazionale di serie B (il terzo più importante a livello nazionale).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Coalizione formata da Partito Democratico, Italia dei Valori, Unione di Centro, Sinistra Ecologia Libertà e Sinistra Ortonese (Federazione della Sinistra e Federazione dei Verdi) e Lista Civica Uniti per D'Ottavio. Fonte: Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 6 maggio 2012, elezionistorico.interno.it.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2016.
  3. ^ Rischio sismico di Ortona (CH), su Tuttitalia.it. URL consultato il 26 novembre 2015.
  4. ^ Classificazione climatica di Ortona (CH), su Tuttitalia.it. URL consultato il 26 novembre 2015.
  5. ^ Marina Militare
  6. ^ Utet - Scheda
  7. ^ ricerca.gelocal.it, http://ricerca.gelocal.it/ilcentro/archivio/ilcentro/2008/02/29/CH4CH_CH401.html .
  8. ^ Onorificenze - Dettaglio del conferimento, su www.quirinale.it. URL consultato il 26 novembre 2015.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Cittadini Stranieri 2015 - Ortona (CH), su Tuttitalia.it. URL consultato il 26 novembre 2015.
  11. ^ Cathopedia, Festa di San Tommaso Apostolo (Ortona), it.cathopedia.org.
  12. ^ Riconfermata la Bandiera Blu 2013, su www.ortonanotizie.net. URL consultato il 26 novembre 2015.
  13. ^ Città del Vino, su Città del Vino. URL consultato il 26 novembre 2015.
  14. ^ Ospedale «Gaetano Bernabeo» - Ortona - Ospedale "Gaetano Bernabeo" - Ortona, su www.info.asl2abruzzo.it. URL consultato il 26 novembre 2015.
  15. ^ Coalizione formata da Alleanza Nazionale, Centro Cristiano Democratico, Lista Civica di Area governativa, Lista Civica Insieme per Cambiare. Fonte: Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 12 giugno 1994, elezionistorico.interno.it.
  16. ^ Coalizione formata da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Centro Cristiano Democratico, Cristiani Democratici per la Repubblica, Cristiani Democratici Uniti e Fiamma Tricolore. Fonte: Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 24 maggio 1998, elezionistorico.interno.it.
  17. ^ Coalizione formata da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione di Centro, Nuovo Partito Socialista Italiano, Democrazia Cristiana e Lista Civica Insieme per Cambiare. Fonte: Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 26 maggio 2002, elezionistorico.interno.it.
  18. ^ Gazzetta Ufficiale, Serie 28 del 3 febbraio 2007, Decreto presidente della Repubblica 12 gennaio 2007, gazzettaufficiale.biz.
  19. ^ Coalizione formata da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione di Centro, Nuovo Partito Socialista Italiano, Democrazia Cristiana per le Autonomie e Alternativa Sociale. Fonte: Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 27 maggio 2007, elezionistorico.interno.it.
  20. ^ Cassino - Ortona: rinsaldato il gemellaggio - CIOCIARIA OGGI NOTIZIE, su ciociaria.ogginotizie.it. URL consultato il 26 novembre 2015.
  21. ^ GEMELLAGGIO ORTONA CHIOS | www.grecia.it – www.ellasitalia.eu – EΛΛΗΝΟΪΤΑΛΙΚΟΣ ΣΥΝΔΕΣΜΟΣ – LEGA ITALOELLENICA – Πολιτιστικός Σύλλογος – Associazione Culturale, su www.grecia.it. URL consultato il 26 novembre 2015.
  22. ^ ORTONA E IL GEMELLAGGIO CON LA EX STALINGRADO - Brevi - PrimaDaNoi.it, su www.primadanoi.it. URL consultato il 26 novembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Conoscere Ortona. Ortona, 1998
  • Documenti sul secondo settecento in Ortona. Ortona, [1999]
  • Documenti sul seicento in Ortona. Ortona, 1997.
  • Ortona tra ottocento e novecento. Ortona, 1996.
  • Giovanni Bonanni, Il palazzo Farnese in Ortona a Mare. Margherita d'Austria. Lanciano, 1897.
  • Tommaso De Luca, Ortona antica : archeologia e storia. Ortona,1981
  • Beniamino De Ritis, Ortona. Roma, s.d.
  • Antonio di Campli, Adriatico. La città dopo la crisi, Barcelona/Trento, List, 2010.
  • Paride Di Lullo, Ortona città fortificata. Ortona,1990
  • Antonio Falcone, Ortona, fine Cinquecento : Margherita d'Austria e il Palazzo Farnese. Ortona, 1972.
    • Ortona nel settecento. Ortona,1968
    • Ricerca sulle case palazziate di Ortona nel settecento. Ortona, 1984.
  • Antonio Falcone, Nicola Iubatti, Ortona : Itinerario turistico culturale. Ortona, 1980.
  • Elio Giannetti, Ipotesi di lettura di una mappa del XVI secolo. Ortona, 1993.
  • Elio Giannetti, Antonio Falcone, Mappe, Carte, Disegni : Ortona tra il 500 e l'800. Ortona, 1995
  • Nicola Iubatti, Paride Di Lullo, Ortona e i traffici marittimi dal XII al XVII secolo. Ortona, 1987.
  • Francesco Paolo Recchini, Appunti cronologici per la storia di Ortona a Mare. Ortona, 1909.
  • Domenico Romanelli, Scoverte patrie di città distrutte, e di altre antichità nella regione frentana [et…]. Napoli, 1809.
    • Ortona. Ortona, 1990
  • Enrico Santangelo, Ortona: guida storico-artistica, Pescara, Carsa Edizioni, 2010, ISBN 978-88-501-0089-7.
  • Antonio Ventura, Il regno di Napoli di Piri Re'is: La cartografia turca alla corte di Solimano il Magnifico. Napoli, 1990.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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