Aternum

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Aternum è il nome attribuito al villaggio o cittadina che in epoca romana occupava il territorio della attuale città di Pescara. In epoca augustea Aternum faceva parte della regio IV Samnium che era una delle regioni italiane dell'epoca. Si ritiene che la città abbia mantenuto il nome Aternum sino intorno all'anno 1000, quando è stato cambiato con il nome Piscaria.

L'epoca preromana[modifica | modifica sorgente]

È molto probabile che il porto di Aternum fu utilizzato dai popoli italici dei Vestini e dei Marrucini, visto che il villaggio sorgeva proprio sul confine delle aree occupate dai due popoli. Dopo la seconda guerra sannita, conclusasi con la sconfitta dei sanniti e l'alleanza con Roma, il territorio passò sotto il dominio della Repubblica romana (circa 304 a.C.).

Nomi attribuiti alla città[modifica | modifica sorgente]

Il sistema viario dell'antica Roma di collegamento con il mar Adriatico. In viola la via Tiburtina Valeria (alla cui fine si trovava Aternum), in rosso la via Salaria, in blu la via Flaminia.

Secondo alcuni studiosi, i primi abitanti di Pescara fondarono un villaggio sulle rive del fiume che in epoca romana fu chiamato Vicus Aterni e, successivamente gli fu attribuito il nome del fiume Aternum; nell'epoca romana si usava indicare Pescara anche con il nome di Ostia Aterni proprio a motivo della sua posizione coincidente con la parte finale del fiume (da Ostium che in latino vuol dire "foce"). Si pensa anche che con il nome Ostia Aterni si indicava lo sbocco della strada Consolare n.5, Tiburtina Valeria, che collegava Aternum a Roma. Altri ritengono che il nome di Ostia Aterni si riferisse, invece, ad un piccolo insediamento situato su un'isoletta alla foce del fiume, che nonostante attualmente sia strutturato come porto-canale, è naturalmente un fiume terminale deltizio.

Il ruolo di Aternum[modifica | modifica sorgente]

Lo sviluppo di Aternum è stato legato soprattutto al commercio ed alla pesca. Aternum (o Ostia Aterni) infatti nasce e si sviluppa come terminale della strada consolare Tiburtina Valeria e come porto verso la Dalmazia e la Dacia. Porto naturale e centro nevralgico delle vie di comunicazione nella zona del medio Adriatico, la città conobbe un notevole sviluppo in epoca Augustea. Con la fine dell'epoca imperiale, Aternum perde il ruolo di terminale orientale della consolare Tiburtina e patisce più di altre comunità la diminuzione dei commerci verso l'oriente e nel Mediterraneo che si azzerano nel periodo di Mezzo (Medioevo).

Lo sviluppo urbano della città[modifica | modifica sorgente]

Nella città furono costruiti alcuni importanti edifici pubblici e privati. Si sa che nel centro abitato erano stati edificati diversi templi tra cui quello dedicato a Giove Aternio. Alcune testimonianze, ci informano poi dell'esistenza, in Aternum, del culto della dea Iside. Nel libro di Giuseppe Quieti "Pescara antica città", si dà conto della esistenza di un ponte monumentale costruito per volontà dell'imperatore Tiberio che volle anche rimodernare l'importante porto, per gli scambi commerciali con l'oriente e, probabilmente, per scopi militari.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Aterno Oppidum - Tratto dalla Storia dei Frentani dell'abate Domenico Romanelli