Milonia (città antica)
| Milonia | |
|---|---|
| Nome originale | Milionia |
| Cronologia | |
| Fondazione | V secolo a.C. |
| Fine | 294 a.C. |
| Causa | distrutta dai Romani |
| Rifondazione | IV secolo |
| Fine | VI secolo |
| Causa | distrutta dai Longobardi |
| Amministrazione | |
| Territorio controllato | Valle del Giovenco |
| Dipendente da | Marsi |
| Localizzazione | |
| Stato attuale | |
| Località | Casei, Cesoli, Colle Cavallo, Rivoli (Ortona dei Marsi) |
| Coordinate | 42°00′21.5″N 13°43′14.2″E |
| Altitudine | 867 m s.l.m. |
| Cartografia | |
Milonia, detta anche Milionia, era un'antica città marsa inclusa in epoca augustea nella regio IV Samnium. Corrisponde al contemporaneo territorio comunale di Ortona dei Marsi (AQ), in Abruzzo.
L'antica fortezza
[modifica | modifica wikitesto]Grazie agli studi effettuati nel 1975 dall'inglese Andrew Slade[1] è stato possibile localizzare con certezza l'antica fortificazione marsa di Milonia, tra le località montane di Casei ("Casej") e Colle Cavallo e le contrade dei contemporanei borghi di Cesoli e Rivoli, nel comune di Ortona dei Marsi, dove sono visibili i resti delle tombe, parti della cinta muraria e tracce delle porte dell'antico insediamento[2]. Il nome originario della città militare sarebbe stato Milionia che nel corso dei secoli mutò in Melogne. Già in alcuni documenti ecclesiastici del X secolo la località viene citata con il nome di Melonie (o Melongie). Il toponimo Melogne, invece, appare affiancato al nome della chiesa "Sancti Quirici" (San Quirico) o "Sancti Quinci" (San Quinco) nei documenti ecclesiastici relativi alle bolle di Papa Clemente III e di Papa Pasquale II. L'edificio di culto è attestato in alcuni documenti ecclesiastici dell'archivio diocesano dei Marsi fino ai primi anni del XVI secolo. In seguito, probabilmente a causa del dialetto locale e della corruzione linguistica, il nome è mutato in Melogne, Melogna, quindi in Milonia[3][2].
Storia
[modifica | modifica wikitesto]La fondazione dell'oppidum ("ocre" in lingua marsa) risale al V secolo a.C.[2], mentre la presenza dell'uomo nell'area risalirebbe a 2000 anni prima di Cristo come hanno testimoniato ritrovamenti di carattere zoo-archeologico[4].
Nel 301 a.C. il dittatore Marco Valerio Corvo, dopo aver sbaragliato i Marsi in una sola battaglia campale, li costrinse a trincerarsi nelle loro cittadelle fortificate, Milonia, Plestinia e Fresilia, che conquistò in rapida successione[5].
Qui si rifugiarono i Sanniti, alleati dei Marsi, nel 294 a.C., durante la Terza guerra sannitica, dalle truppe romane guidate dal console Lucio Postumio che espugnarono e distrussero la città[6][7].
La cittadella ricostruita nei pressi del colle di Cesoli venne depredata insieme alle ville rustiche che la circondavano nella seconda metà del VI secolo con l'avvento del Longobardi guidati da Faroaldo I che portarono distruzione e morte.
Nell'area di Ortona e della valle del Giovenco ebbe origine la gens Poppedia, famiglia italica di cui esponente più importante fu Quinto Poppedio Silone, comandante degli Italici nella Guerra sociale (91-88 a.C.)[8]. Poppedia Secunda, donna probabilmente legata a Poppedio Silone, venne sepolta in località Le Rosce, dove nel 1814 fu rinvenuta un'ara funeraria[9], successivamente esposta all'Aia dei Musei di Avezzano[10][11]. A Milonia è stato attestato, tra gli altri, il culto della divinità di Vesuna (in lingua marsa "Vesune")[12].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Andrew Slade, Historian and archaeologist of Southern Italy, Oxford University, 1975-1979, in Insediamenti fortificati in area centro-italica, atti del convegno del 1991, Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio", Chieti, a cura di Raffaella Papi, Pescara, 1995.
- 1 2 3 Giuseppe Grossi, Gli insediamenti (Milonia), su terremarsicane.it, Terre Marsicane. URL consultato il 22 agosto 2021 (archiviato dall'url originale il 22 agosto 2021).
- ↑ Grossi, pp. 92-95.
- ↑ Zazzara, p. 49.
- ↑ Tito Livio, Ab Urbe condita libri, X, 3.
- ↑ Tito Livio, Ab Urbe condita, libro X.
- ↑ Cesoli, su valledelgiovenco.it. URL consultato il 25 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2018).
- ↑ Santellocco, pp. 39-46.
- ↑ Questo il testo dell'epigrafe: POPPEDIA P. F. SECUNDA / FILIAE OSSA SITA FILIAE / M. F. MATRI OSSA SITA.
- ↑ Flavia De Sanctis, Rossella Del Monaco, Antonella Saragosa e Daniela Villa, L'Aia dei Musei, Avezzano, Duerredigitale, 2012, pp. 39-40.
- ↑ Storia, su portaleabruzzo.com, Portale Abruzzo. URL consultato l'8 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2018).
- ↑ Cesare Letta, Sandro D'Amato, Epigrafia della regione dei Marsi, (Monografie a supplemento degli atti del Ce.S.D.I.R., 7), Milano, Cisalpino-Goliardica, 1975.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giuseppe Grossi, Marsica: guida storico-archeologica, Luco dei Marsi, Aleph editrice, 2002.
- Attilio Francesco Santellocco, Marsi. Storia e Leggenda, uco dei Marsi, Touta Marsa, 2004.
- Franco Zazzara, Il futuro dei Marsi, Viterbo, Gruppo Albatros Il Filo libri, 2015.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Milonia, su comune.ortona.aq.it, Comune di Ortona dei Marsi. URL consultato il 22 agosto 2021.

