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Avezzano

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Avezzano
comune
Avezzano – Stemma Avezzano – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Panoramica di Avezzano dal monte Salviano
Panoramica di Avezzano dal monte Salviano
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Giovanni Di Pangrazio (coalizione di centro-sinistra) dal 6-5-2012
Territorio
Coordinate 42°01′51.52″N 13°25′34.95″E / 42.030977°N 13.426374°E42.030977; 13.426374 (Avezzano)Coordinate: 42°01′51.52″N 13°25′34.95″E / 42.030977°N 13.426374°E42.030977; 13.426374 (Avezzano)
Altitudine 695[1] m s.l.m.
Superficie 104,04 km²
Abitanti 42 522[2] (30-11-2015)
Densità 408,71 ab./km²
Frazioni Antrosano, Caruscino, Castelnuovo, Cese dei Marsi, Paterno, San Pelino
Comuni confinanti Capistrello, Celano, Luco dei Marsi, Massa d'Albe, Ovindoli, Scurcola Marsicana, Trasacco
Altre informazioni
Cod. postale 67051
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066006
Cod. catastale A515
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 561 GG[3]
Nome abitanti avezzanesi
Patrono Madonna di Pietraquaria
San Bartolomeo Apostolo
Giorno festivo 27 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Avezzano
Avezzano
Posizione del comune di Avezzano all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Avezzano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale
« …salve Avezzano novella, eroica figlia d'Italia, sol de la Marsica! Salve, dal cielo provata al duolo, sublime donna. Per te la stella splende più vivida nel ciel azzurro… le tue sorelle risorte cantano: sorgi con l'inno d'amor di fede più bella e grande »
(Mons. Raffaele Salucci, nel primo anniversario del terremoto del 1915[4])

Avezzano ([avedˈʣaːno] o [avetˈʦaːno][5][6] ascolta[?·info]; Avezzàne[7] in dialetto abruzzese, pronuncia [avezzane]) è un comune italiano di 42 522 abitanti[2] in provincia dell'Aquila in Abruzzo, elevato a città con decreto del presidente della Repubblica[A 1].

È il secondo comune più popoloso della provincia[8] e il sesto della regione[9]. Documentato con chiarezza nel IX secolo[10][11], è arrivato ad essere il centro più popoloso della Marsica.

È sede del tribunale[12] e della diocesi dei Marsi. Ospita la sede distaccata della facoltà di giurisprudenza dell'università di Teramo e i corsi di laurea in scienze infermieristiche e fisioterapia dell'università dell'Aquila. Avezzano è una città con vocazione agricola, industriale, commerciale ed è un nodo geografico, stradale, ferroviario ed autostradale nell'area appenninica del centro-sud Italia.

Completamente distrutta dal terremoto del 1915[13], è stata decorata con la medaglia d'argento al merito civile poiché nel 1944, pochi anni dopo la ricostruzione, subì gravi danni dai bombardamenti alleati[14].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Marsica.
Foto aerea
Emissario torloniano a Borgo Incile

Avezzano adagiata sul bordo nord occidentale dell'altopiano del Fucino è dominata a nord dal monte Velino, dove confina con il colle di Albe, ad ovest dal monte Salviano, oltre il quale si estende verso i piani Palentini. Ad est la frazione di Paterno segna il confine con Celano, infine a sud ricade in una porzione della piana fucense. Il settore urbano presenta un'altitudine che varia dai 670 m s.l.m. del vecchio centro storico ai 740 della moderna zona nord. Il territorio comunale presenta un dislivello più accentuato che va dai 1398 m s.l.m. dei "Tre Monti" di Paterno ai 652 dell'area pianeggiante del Fucino[15][16]; il terreno su cui poggia la città è in lieve declivio con salita in direzione nord-nord ovest. Il vecchio nucleo urbano ruota attorno al castello Orsini-Colonna. Considerata capoluogo della Marsica, Avezzano è posizionata al centro della subregione abruzzese che comprende 37 comuni, per un totale di circa 134.000 abitanti[17]. Per quanto riguarda il rischio sismico è inclusa nella zona 1 ad alta sismicità della classificazione[18][19][20].

Idrologia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale che ricade nella piana del Fucino è attraversato da una serie di canali costruiti dopo la bonifica del lago. In località Borgo Incile il collettore principale raccoglie la maggior quantità di acqua che dalle sorgenti e dai monti circostanti si riversa nel reticolato dei canali della conca, soprattutto nel periodo autunno-inverno, mentre in estate la portata viene utilizzata per scopi irrigui[21]. Alcune sorgenti, tutte di piccola portata, sgorgano nelle frazioni di Antrosano e Paterno[22][23]. I piani Palentini sono toccati dal fiume Imele[24].

Geologia e morfologia[modifica | modifica wikitesto]

I monti che circondano ad ovest la città sono caratterizzati dalle tracce del glacialismo pleistocenico per via della loro natura geologica di tipo calcareo-dolomitica[25]. I bordi dell'area fucense sono caratterizzati da depositi fluviali ghiaioso-sabbiosi. I sedimenti sono databili almeno al periodo dell'ultima glaciazione[26][27]. Sul monte Salviano e sul monte Cervaro sono presenti fenomenologie carsiche come piccole caverne o ripari rocciosi[28].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: stazione meteorologica di Avezzano.

Per la sua posizione latitudinale, vicina al settore occidentale dell'appennino centrale in prossimità del subappennino, Avezzano gode di un clima continentale, caratterizzato da inverni freddi e piovosi ed estati calde e scarsamente umide[29]. Tuttavia la città risente degli influssi del clima mediterraneo che caratterizza l'area occidentale/tirrenica essendo riparata dalle perturbazioni balcaniche per via della presenza ad est della catena appenninica abruzzese, che genera l'effetto denominato stau appenninico. Le perturbazioni atlantiche provenienti dal bacino tirrenico, invece, fanno registrare nel periodo invernale precipitazioni anche di carattere nevoso[30]. La sua posizione geografica, ai bordi della conca del Fucino, favorisce l'inversione termica, specialmente in autunno, inverno e primavera, con la formazione di nebbia e un tasso di umidità elevato. Le estati sono generalmente torride ma caratterizzate anche da fasi temporalesche con temporaneo incremento dell'umidità dell'aria.

Nella classificazione climatica dei comuni italiani Avezzano è collocata nella «zona E»[31] con 2 561 GG[32][15].

Di seguito è riportata la tabella riassuntiva dei principali dati meteorologici riferiti ad Avezzano[33][34][35].

Avezzano Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,7 7,5 10,9 14,8 19,8 23,6 26,9 27,1 23,1 18,4 12,6 7,2 6,8 15,2 25,9 18,0 16,5
T. mediaC) 2,0 3,3 6,3 9,8 14,1 17,6 20,3 20,5 17,2 12,7 8,4 3,7 3,0 10,1 19,5 12,8 11,3
T. min. mediaC) −1,8 −0,9 1,7 4,7 8,3 11,6 13,6 13,8 11,4 7,0 4,3 0,3 −0,8 4,9 13,0 7,6 6,2
Precipitazioni (mm) 65 67 62 62 53 42 29 35 57 75 108 98 230 177 106 240 753
Giorni di pioggia 9 9 8 8 7 6 3 4 6 8 10 10 28 23 13 24 88

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Avezzano.
Le origini del nome
Iscrizione dell'ara funeraria della contrada Avidia

Sull'origine del nome Avezzano due sono le ipotesi più accreditate:

  • dal prediale Avidianum, da cui deriverebbe Avezzano, con una sola v e la z sonora. Cesare Letta ha attestato il gentilizio Avidius ad Alba Fucens. Un'ara funeraria rinvenuta alle porte di Avezzano indicava la tenuta della famiglia Avidia e in seguito la contrada del centro abitato[36][37];
  • dal prediale Ad Vetianum o Ad Vettianum, si presume che il luogo fosse abitato in epoca romana dalla famiglia dei Vetii. Il toponimo vetiano o vettiano, si sarebbe trasformato linguisticamente Avezzano[38][39].

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La presenza di cacciatori nel Paleolitico superiore e lo stanziamento a carattere continuativo delle tribù bertoniane provenienti dall'area costiera dell'Abruzzo, risale a circa 18-14.000 anni fa[40]. Ricerche e studi hanno permesso di avere una serie di testimonianze. Nelle grotte di Ciccio Felice[A 2] ed Afra, situate alle pendici del monte Salviano, sono stati rinvenuti materiali di varia natura, archeologica e zoologica[41][40].

L'emissario di epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cunicoli di Claudio.
« Che meraviglioso specchio dev'essere stato il lago nella sua integrità! Ancora esso appare così incantevole nello splendore della sera, che si può pensare, guardandolo, alle ninfe e alle galatee nuotanti nei suoi flutti... »
(Ferdinand Gregorovius, Passeggiate per l'Italia, vol. 2[42])
Illusione ottica del lago nei giorni di nebbia

Nel 42 d.C. hanno inizio i lavori finalizzati alla bonifica del lago Fucino, un'opera che è considerata tra le più grandiose imprese idrauliche dell'antichità. Il lago creava grossi problemi alle popolazioni locali per via dell'impetuosità delle sue acque che inondavano i paesi ripuari durante le stagioni piovose e per l'insalubrità delle aree paludose durante quelle asciutte. Circa trentamila uomini lavorarono per il parziale prosciugamento del lago e per la bonifica delle terre emerse attraverso lo scavo di sei cunicoli finalizzati alla realizzazione di un emissario capace di far defluire le acque del lago nel fiume Liri. L'opera fu completata nel 51 d.C. per volere dell'imperatore Claudio. Con la caduta dell'impero romano e la conseguente assenza di opere di manutenzione si verificò l'ostruzione dei cunicoli con il ritorno all'originario livello lacustre[43].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Con l'abolizione delle regioni augustee la Marsica fu inserita nella provincia Valeria, catalogata nell'ordinamento ecclesiale con il nome di Marsia[44]. Questo territorio subì, soprattutto da parte dei goti, ma anche dei bizantini, dei borgognoni e degli alemanni, saccheggi e violenze di ogni genere[45][46].

Nell'anno 591 la Marsica passò stabilmente sotto il controllo di Ariulfo. Nel 774 Carlo Magno conquistò la gastaldia insieme a tutte le terre del ducato di Spoleto. Anche qui si verificarono scontri fra longobardi e franchi, normanni e conti dei Marsi e fra svevi ed angioini, oltre alle scorribande di saraceni ed ungari nel X secolo[47]. Nel basso medioevo la vittoria della battaglia di Tagliacozzo ad opera di Carlo I d'Angiò determinò la distruzione di Albe e del nucleo di Pietraquaria.

Citata per la prima volta con chiarezza nell'anno 873 da Leone Marsicano nella Chronica monasterii Casinensis, tra la fine del XIII secolo e la prima metà del XIV secolo, Avezzano divenne un centro urbano vero e proprio grazie al processo aggregativo che vide i vari villaggi adiacenti confluire in località Pantano[11][48].

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il XV secolo fu teatro delle lotte tra le famiglie romane degli Orsini e dei Colonna. Gentile Virginio Orsini trasformò il vecchio castello Orsini-Colonna in una efficiente rocca rinascimentale, conformandola ai nuovi criteri dell'architettura militare[49]. Il rifacimento del castello fu certamente opera dell'architetto Francesco di Giorgio Martini[50]. Fino agli ultimi anni del XV secolo gli Orsini mantennero il controllo delle contee nella Marsica. Tra il 1496 e il 1499 alcuni diplomi di re Federico I di Napoli attestano chiaramente la vittoria dei Colonna sugli Orsini. Cinque anni dopo l'abolizione dei feudi, Gioacchino Murat decretò l'istituzione del distretto di Avezzano.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Il fenomeno del brigantaggio fu al centro delle vicende storiche del distretto[51] anche dopo l'unità d'Italia[52] con la quale si avrà la nascita del Circondario di Avezzano[53].

Nella seconda metà del 1800 Alessandro Torlonia fece prosciugare definitivamente il Fucino che, con una superficie di oltre 14.000 ettari, era il terzo lago d'Italia per estensione. L'opera richiese decenni di lavoro per maestranze e tecnici[54]. Fu ripreso lo stesso progetto di 18 secoli prima, ristrutturando ed ampliando i cunicoli dell'imperatore Claudio ai quali furono aggiunti altri canali e sfiatatoi. Il 1º ottobre del 1878 il Fucino fu dichiarato ufficialmente prosciugato[55]. Sorse così una piana fertile destinata alle coltivazioni agricole che fu dotata di diverse infrastrutture[56] come la rete viaria interna, a cui seguì la realizzazione della strada statale per Napoli e della ferrovia Roma-Avezzano.

Il terremoto del 1915[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto della Marsica del 1915.
Memorial sul monte Salviano

Pochi decenni dopo la bonifica del Fucino e nel pieno dello sviluppo socio-economico dell'area fucense avvenne l'evento più tragico: il terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915. Per forza distruttiva e numero di vittime è classificato tra i principali terremoti avvenuti in territorio italiano[57]. Causò 30.519 morti, devastando con indicibile gravità numerosi comuni del centro Italia[58][59]. 10.700 furono le vittime ad Avezzano, più dell'80% dei residenti[60].

Le due guerre mondiali[modifica | modifica wikitesto]

I giovani avezzanesi che sopravvissero al sisma, non ebbero la possibilità di essere esonerati dal servizio di leva. Dovettero così partecipare come soldati alla prima guerra mondiale. Furono in molti a perdere la vita sul fronte, si disse, "per difendere l'onore e i ruderi"[61]. A causa del vuoto generazionale che si venne a creare il governo decise di istituire un campo di lavoro per prigionieri austro-ungarici nel quartiere che prese il nome di Concentramento. La città si risollevò anche grazie al loro continuo lavoro in opere pubbliche.

Appena ricostruita dopo il sisma del 1915, la città subì tra il 1943 e il 1944 diversi bombardamenti aerei. Nuovamente distrutta al 70%[62], ad essa verrà concessa la medaglia d'argento al merito civile.

Diocesi dei Marsi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Diocesi di Avezzano.
Antica carta della diocesi (Muzio Febonio)

Fondata, secondo la tradizione, nel I secolo da San Marco Galileo e retta nel III secolo da San Rufino e da suo figlio Cesidio[63][64], la Diocesi dei Marsi ha avuto nella sua storia due spostamenti. Il primo gennaio del 1580, con la bolla pontificia In suprema dignitatis, di Gregorio XIII, la sede vescovile venne spostata dall'antica cattedrale di Santa Sabina alla chiesa di Santa Maria delle Grazie a Pescina. Il 16 gennaio 1924 con la bolla Quo aptius di papa Pio XI la cattedra venne infine trasferita ad Avezzano[65].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma di Avezzano.

L'attuale stemma è il decimo nella storia di Avezzano. È stato riconosciuto nel 1994 dal Presidente della Repubblica, O.L.Scalfaro[A 3].

Stemma: d'azzurro, al San Bartolomeo di carnagione, in maestà, aureolato d'oro, capelluto e barbuto di nero, mirante verso l'alto, i fianchi e parte delle gambe drappeggiati di rosso, il braccio destro alzato, la mano destra impugnante il coltello del martirio, posto in banda, con la punta all'insù, d'argento, la spalla sinistra coperta dalla pelle del Santo, al naturale, pendente fino al fianco sinistro, attraversante il drappeggio, terminante con le mani e con il viso, rovesciati, il Santo sostenuto dalla pianura diminuita, d'oro. Ornamenti esteriori da città.[66]

Gonfalone: drappo di giallo, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della città, le parti in metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto giallo con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro.[67]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Il comune di Avezzano si fregia del titolo di città[A 1][68][69].

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Sotto l'infuriare dei bombardamenti e delle rappresaglie nemiche, che causavano gravissime perdite umane e materiali, conserva intatta la sua fede nella libertà e nei destini della Patria.»
— 31 dicembre 1961[A 4][69]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale dei Marsi sullo sfondo di piazza Risorgimento
Cattedrale dei Marsi
Dedicata a San Bartolomeo, dal 1978 patrono di Avezzano insieme alla Madonna di Pietraquaria[70][71]. La cattedrale voluta dal vescovo Bagnoli fu progettata dall'autore del piano regolatore della città, l'ingegnere Sebastiano Bultrini, e consacrata nel 1942. Bombardata dagli alleati nel 1944 subì danni non gravi. Posta come sfondo della centrale piazza Risorgimento presenta una facciata neo-rinascimentale di travertino. I tre portali sono sormontati da mosaici che raffigurano Cristo e i due protettori di Avezzano, collegati con altrettante navate spoglie di decorazioni, illuminate dal rosone e dalle vetrate della cupola. Il duomo, affiancato dal più alto campanile della città, è dotato dell'organo costruito dalla Pontificia fabbrica d'organi Tamburini nel 1955[72].
Santuario della Madonna di Pietraquaria
Situato sul monte Salviano, fu ricostruito agli inizi dell'ottocento su una base del duecento[73]. Lungo la via Crucis si trova la cappella che conserva la pietra dove, secondo la leggenda, all'inizio dell'ottocento il cavallo che trasportava la Madonna incise con un colpo il suo zoccolo. Maria donò parola e udito ad un pastore sordomuto chiedendogli di invitare gli abitanti a ricostruire il santuario a lei dedicato[74]. La chiesa, in stile neoclassico a navata unica, è affiancata dal campanile a base quadrata e dal convento costruito nel 1840 e fatto ampliare nel 1881 insieme alla chiesa da Alessandro Torlonia. Negli anni cinquanta è stata costruita l'attigua casa spirituale Domus Mariae, mentre negli anni sessanta la chiesa è stata ulteriormente ampliata. Le vetrate sono state realizzate nel 1993 dal pittore Marcello Ercole[75].
Chiesa di San Giovanni Decollato
Chiesa di San Rocco
Chiesa di San Giovanni Decollato
Di costruzione trecentesca in origine fu denominata chiesa di San Francesco. Insieme al convento fu gestita dai francescani fino al 1912, prima di essere eretta a parrocchia della diocesi dei Marsi. Quasi completamente distrutta dal terremoto del 1915, venne ricostruita negli anni trenta su progetto dell'ingegnere Loreto Orlandi che aggiunse sulla facciata laterale il portale cinquecentesco della distrutta chiesa di Santa Maria in Vico[76]. Il risultato è una mescolanza di stili, con la presenza di elementi decorativi barocchi all'interno e sulla facciata e con il portale centrale rinascimentale. I grandi quadri del catino absidale rappresentano scene della vita del Battista e il battesimo di Cristo. Il campanile è a base quadrata con cuspide. L'iscrizione latina Quam terribilis est locus iste, tratta dall'Antico Testamento, è posta sul frontone della facciata laterale. La sua confraternita, fondata nel 1490, è la più antica della città[77].
Chiesa di Santa Maria in Vico
Distrutta insieme al convento dal terremoto del 1915 corrisponde approssimativamente alla contemporanea chiesetta di Sant'Antonio di Padova, situata nei pressi del vecchio cimitero. Convento e chiesa furono fondati nel 1570 in un'area non prossima al centro abitato. Il tabernacolo ligneo del 1713 fu realizzato da Giuseppe Maria Tomasi da Dezza dei fratelli marangoni[78]. Risparmiato dal sisma è custodito nel museo centrale francescano a Roma[79].
Chiesa di San Francesco
Con l'annesso convento, inaugurato nel 1920, è situata nel quartiere Frati. La chiesa, dagli elementi architettonici semplici, è stata consacrata nel 1922. Custodisce un dipinto su tavola della Madonna con Bambino salvato dai frati cappuccini, insieme al tabernacolo settecentesco, dalle rovine della chiesa di Vico.
Chiesa di San Giuseppe
Dopo il 1915 fu la prima chiesa ricostruita in città, fungendo da chiesa madre della diocesi, fino alla ricostruzione della chiesa di San Giovanni Decollato e, successivamente, della nuova cattedrale dei Marsi. La parrocchia, di piccole dimensioni, è dedicata al culto ortodosso[80].
Chiesa di San Rocco
La chiesa originaria, di epoca medievale, era situata fuori le mura della città. La facciata richiamava lo stile romanico. Distrutta dal sisma del 1915 fu riedificata in un'altra area della città e inaugurata nel 1958[81]. Progettata dall'architetto Giuseppe Zander, la struttura moderna presenta un'unica navata con altari laterali. Le parti inferiori di facciata e campanile sono rivestite di travertino, mentre quelle superiori di ceramica di colore verde e gialla[82].
Chiesa della Madonna del Passo
Consacrata a Santa Maria Goretti è situata nel moderno quartiere di Borgo Pineta. Fu costruita tra il 1959 e il 1960, mentre il campanile fu inaugurato nel 1970[83]. Presenta tre navate e una pianta a croce latina. In fondo alla navata centrale è collocata l'abside poligonale, mentre in quelle laterali ci sono le fonti battesimali[84].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo di giustizia
Palazzo di città
Palazzo di giustizia
Progettato in stile neoclassico eclettico dall'architetto Luigi Gallo nel 1917, l'edificio venne inaugurato tra il 1930 e il 1931[85], ospitando il tribunale istituito con le leggi napoleoniche il 4 maggio del 1811, data in cui la città fu elevata a distretto dell'Abruzzo Ulteriore Secondo[86][87]. Nel 1944 l'edificio subì gravi danni dai bombardamenti alleati mantenendo, grazie al successivo restauro, il disegno originario. A seguito della riforma della geografia giudiziaria del governo Monti la struttura giudiziaria avrebbe dovuto chiudere, tuttavia mantiene la sua funzione grazie ad una proroga valida fino al settembre 2018[12].
Palazzo di città
Progettato da Sebastiano Bultrini è stato inaugurato nel 1923. Presenta uno stile ispirato alle ville toscane del quattrocento. La sala consiliare è adornata da affreschi eseguiti dal pittore Ferdinando Trabuzzi, alcuni dei quali raffiguranti i lavori per la bonifica dell'area fucense e la ricostruzione della città dopo il terremoto del 1915.
Palazzo Torlonia
Edificio della malteria e silos dell'ex zuccherificio
Palazzo Torlonia
Con la retrostante omonima villa, ha ospitato gli uffici dell'agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo in Abruzzo, ex ente Fucino. Costruito nella fine dell'ottocento crollò completamente a causa del sisma del 1915. Il palazzo originario era dotato di tre piani, torre campanaria ed orologio. Sulla facciata del palazzo ricostruito tra il 1925 e il 1926 fu esposta la scultura che riproduce lo stemma dei Torlonia, in cui l'architetto Carlo Nicola Carnevali incluse un'araba fenice andata persa al termine della seconda guerra mondiale. Pavimenti in ceramiche dipinte di Vietri ed affreschi decorano le sale del primo piano.
Teatro dei Marsi
Inaugurato nel 2006 è uno dei più grandi teatri in Abruzzo con i suoi circa 800 posti a sedere. Con esso è ripresa a pieno ritmo l'attività teatrale bruscamente interrotta ad Avezzano a causa del sisma del 1915 e proseguita in sedi temporanee per tutto il XX secolo. La struttura moderna e lineare presenta un foyer su due piani e caratteristiche tecniche che favoriscono la diffusione sonora[88].
Zuccherificio di Avezzano
Il complesso dismesso è un esempio di archeologia ed architettura industriale. Fu costruito da una società italo-tedesca alla fine del XIX secolo, alcuni anni dopo il prosciugamento del lago Fucino, e reso funzionante tra il 1902 e il 1903. Operava con macchine a vapore successivamente rimosse. Fino al 1927 fu gestito dalla Società Romana Zuccheri a cui subentrò la SAZA[A 5]. L'impianto negli anni sessanta, periodo di massimo ampliamento delle strutture, aveva la capacità di lavorare ogni giorno 42000 quintali di barbabietole, producendo 5000 quintali di zucchero. Le parti che subirono gravi danni dal sisma del 1915 e durante la seconda guerra mondiale furono ricostruite come è testimoniato dagli stili architettonici. Le strutture principali sono caratterizzate da una parte bassa con muratura in mattoni e i piani superiori a muratura mista unitamente alle vecchie ciminiere. Al forno "tipo Porion" realizzato nel 1905 e utilizzato per trasformare la borlanda in concime salino potassico, furono affiancate fornaci per lavorare calce e laterizio, le officine meccaniche utilizzate per riparare i macchinari, il deposito, le distillerie del 1936 che producevano l'alcool etilico, infine il silos costruito nel 1970. La fabbrica, collegata tramite raccordo ferroviario con la stazione di Avezzano, trasportava i prodotti allo scalo merci di Roma San Lorenzo e al porto di Napoli. L'attività industriale, cessata nel 1986, fu trasferita nello zuccherificio di Celano realizzato in affiancamento dal 1961[89][90]. Nelle vicinanze del sito si trova l'edificio delle malterie italiane costruito nel 1890, in cui lavorando l'orzo si otteneva il malto necessario per la produzione della birra[91].

Castello Orsini-Colonna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Orsini-Colonna.

Il castello di Avezzano fu voluto nel 1490 da Gentile Virginio Orsini che lo fece edificare attorno ai resti della distrutta torre medievale di Gentile da Palearia, signore di Manoppello. Nel XVI secolo venne ampliato da Marcantonio Colonna ed adeguato in palazzo fortificato. Gravemente danneggiato dal sisma del 1915 il maniero è stato restaurato negli anni novanta con la realizzazione al piano terra di palco e platea per lo svolgimento di convegni e spettacoli, mentre al piano superiore fu insediata la pinacoteca d'arte moderna intitolata al professor Ernesto Pomilio[92].

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Obelisco presso il memorial del monte Salviano

Totalmente rasa al suolo nel 1915 e gravemente danneggiata nel 1944, Avezzano non presenta un aspetto monumentale come altre località abruzzesi.

Nel nucleo storico della città, nei pressi del castello, si trovano il fontanile cinquecentesco di Marcantonio Colonna, i resti della facciata della collegiata di San Bartolomeo, il monumento bronzeo ai caduti delle guerre in piazza Torlonia, realizzato negli anni venti dallo scultore neo-ellenistico Ermenegildo Luppi e la fontana circolare ottocentesca, donata da Anna Maria Torlonia e Giulio Borghese nel 1899, dopo il prosciugamento del lago Fucino e la realizzazione del primo acquedotto della città. Sul monte Salviano si trova il memorial eretto in ricordo delle vittime del terremoto della Marsica del 1915 e della prima guerra mondiale, il cui obelisco è stato realizzato nel 1965 dallo scultore Pasquale Di Fabio[93].

La testata dell'emissario torloniano del Fucino, situata presso il canale collettore a Borgo Incile, è sormontata dalla grande statua dell'Immacolata Concezione di Maria, opera dell'architetto Carlo Nicola Carnevali[94].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Interno del cunicolo del Ferraro
Cunicoli di Claudio
A sud della città, alle pendici del monte Salviano si affacciano sulla piana del Fucino gli imbocchi dei cunicoli di Claudio. La galleria sotterranea principale, lunga 5.653 metri, ha una sezione variabile da 5 a 10 m² con un dislivello pari a 8.44 metri. Venne realizzata tra il 42 e il 51 d.C. in occasione del primo prosciugamento del lago Fucino. Nei lavori che durarono circa 11 anni furono coinvolti oltre 25.000 schiavi. Per semplificare il lavoro di perforazione e di estrazione del materiale, furono scavati a mano 32 pozzi verticali e 6 cunicoli inclinati, dei quali rimangono ancora visibili i resti[43]. 18 secoli dopo il progetto fu ripreso ed ampliato da Alessandro Torlonia che riuscì a prosciugare e a bonificare l'area. Il parco archeologico è stato istituito nel 1977[95].
Villa romana
Lungo la via Tiburtina Valeria sono emersi i resti della villa romana di Avezzano nell'ager collegato alla città di Alba Fucens da un antico viale, coperto da ghiaia e in parte acciottolato. Il sito presenta un settore rustico ed un settore residenziale dove, durante gli scavi del 2005, sono tornati alla luce i resti delle terme, risalenti al II-III secolo d.C., numerosi reperti ed il pavimento a mosaico con motivi figurati. Quello centrale policromo rappresenta la vittoria alata su una biga trainata da due cavalli in corsa. L'area archeologica è stata aperta al pubblico nel 2008[96].
Alba Fucens, sullo sfondo le "vette sorelle" del monte Velino
  • Alba Fucens, città nata come colonia di diritto latino e divenuta, grazie alla sua favorevole posizione geografica, città commerciale. È situata a circa 7 km a nord di Avezzano[97].
  • La grotta di Ciccio Felice, alle pendici del monte Salviano, è un insediamento preistorico individuato nei pressi della strada Circonfucense, in corrispondenza di strada 6 del Fucino. Le prime notizie scientifiche divulgate da Pietro Barocelli risalgono al 1949. Non distante è situata la piccola grotta Afra, scoperta nel 1956[40].
  • L'area di scavo archeologico dell'ex collegiata di San Bartolomeo è situata in pieno centro urbano. Sono tornati alla luce resti di una preesistente struttura, risalenti all'epoca imperiale e medievale[98].
  • La necropoli di località Cretaro-Brecciara, emersa durante i lavori di realizzazione dell'interporto. Le tombe sono risalenti all'VIII-VII secolo a.C., mentre altri reperti sono di età repubblicana[99].
  • L'insediamento neolitico di Paterno è situato in località pianura di Cellitto, lungo l'antica via Valeria. Nel 1978 è stata rinvenuta la statuetta litica di Paterno, oltre a diverso vasellame ceramico[100].
  • Monumenti funerari di valle Solegara, localizzati tra il colle Pettorino di Alba Fucens ed Antrosano. Le tombe collocate al lato della via Valeria sono risalenti, con ogni probabilità, tra il VII e V secolo a.C. Nell'area sono emerse tracce che fanno risalire la presenza dell'uomo già in epoca protostorica[101].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il padiglione Torlonia
Fontana di piazza Torlonia
Riserva naturale guidata Monte Salviano
La riserva naturale, già parco periurbano, è stata istituita il 23 dicembre del 1999. Comprende un'area di circa 722 ettari ed è inserita nel mosaico delle aree protette abruzzesi. È frequentata soprattutto per attività sportive e religiose. Nell'ex bar in pietra, non distante dal santuario della Madonna di Pietraquaria, è stata allestita "La casa del Pellegrino", un centro culturale ed espositivo[102]. Dal valico un sentiero panoramico sale lungo la "via dei Marsi", un percorso di epoca preromana[103]. Un altro sentiero intitolato a Baden Powell conduce al "Crocione", una grande croce di legno innalzata nel 1902 tra gli alberi secolari[104]. Lo scoiattolo è il simbolo della riserva naturale.
Villa Torlonia
Parco a pianta rettangolare, si estende per vari ettari comprendendo il palazzo omonimo, gli ex granai, la neviera, spazi espositivi, la sala convegni intitolata ad Antonio Picchi e il museo della civiltà contadina e pastorale, adibito tra il parco e il padiglione Torlonia, particolare struttura lignea a pianta ottagonale realizzata nel 1891, impropriamente detta Casino di Caccia[105]. Nel giardino romantico fatto realizzare dai Torlonia dimorano diversi tipi di piante ed alberi come acacia, cedro del Libano, betulla, frassino, ginkgo, tasso e tiglio[106].
Piazza Torlonia
A pianta triangolare, si trova su un'area pianeggiante del centro urbano. Precedentemente chiamata piazza dell'Aia, fu adeguata dall'ingegnere Giulio Del Pelopardi[107] ad un vero e proprio giardino che venne ornato di alberi e siepi e dotato di una fontana circolare, fatta realizzare dai Torlonia alla fine dell'ottocento[108]. I cittadini ricambiarono facendo erigere un busto bronzeo del principe Alessandro Torlonia. Qui all'indomani del sisma del 1915 i pochi sopravvissuti furono riuniti e curati.
Pineta
Fu impiantata a Borgo Pineta durante la prima guerra mondiale dagli austro-ungarici detenuti nel campo di concentramento, con lo scopo di proteggere Avezzano dai venti invernali provenienti dal monte Velino. La vegetazione della pineta consiste in sempreverdi di medio-alto fusto. Un percorso, organizzato con attrezzi per l'esercizio fisico guidato, attraversa la pineta per circa due chilometri.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Dati relativi al comune di Avezzano fino al 15º Censimento generale del 2011.

Abitanti censiti[109]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

I dati ISTAT[110] al 1º gennaio 2015 rilevano una popolazione straniera residente pari a 3.445 persone, rappresentante l'8,1% della popolazione residente ad Avezzano. Le comunità maggiormente rappresentate sono le seguenti:

  1. Romania: 1 134
  2. Marocco: 873
  3. Albania: 265
  4. Ucraina: 265
  5. Pakistan: 121

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto abruzzese.
Dialetto dell'area "Abruzzese occidentale" nel sistema dei dialetti meridionali intermedi
« Mamma dicétte: "Arrìzzete ch’è óra, léste, se fa tàrde pé’ lla scòla" ì’, sènza famme dì’ più `na paròla, me vestìtte, ma…
me recòrde ancora, m’èva date `ne mùcciche de pàne ch’ì’ me stév’a magnà’ sènz’appetìte,`ché me sentìv’ancóra `nzunnulìte,
quànte sentèmme, cómme da lontane, `ne rumóre che ppó’ fu spaventùse e che fice trettecà’ la casa.
Màmma capìtt’e più che persuàsa, fice `ne strìlle pròpia turmentùse. "Je tarramùte, cùrre, fijie béjie!…" »
(Antonio Pitoni, Màmma mé, Terremoto del 1915 in versi[111])

Il dialetto parlato ad Avezzano e nel suo circondario, incluso nell'area Abruzzese occidentale del sistema dei dialetti meridionali intermedi, presenta a tratti una somiglianza con il napoletano. Ciò a causa degli scambi economici documentati tra le città durante il Regno di Napoli attraverso la via per Sora e Cassino (es. giovane ad Avezzano: vajiule; a Napoli: guaglione). Dialetto foneticamente aspro e di difficile trascrizione[112] è vicino a quello dell'area fucense della Marsica e dei paesi del parco nazionale d'Abruzzo estendemdosi a settentrione fino all'altopiano delle Rocche[7][113].

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Focaraccio del quartiere Madonna del Passo
  • 25-27 aprile: festa patronale in onore della Madonna di Pietraquaria. Il 25 aprile si tengono la fiera, con centinaia gli espositori e diverse onlus disposte lungo le strade del centro, e il tradizionale mercatino dell'antiquariato[114]. La sera del 26 aprile vengono accesi in tutti i quartieri della città i cosiddetti "focaracci", fuochi devozionali sul modello dei fuochi di Beltane. La festa è un richiamo per gli emigranti che tornano nella città natale[115]. Il giorno successivo la statua della Vergine viene portata in processione dal santuario alla cattedrale dei Marsi scendendo lungo il sentiero della via Crucis e percorrendo le strade della città. Ogni 25 anni, invece, viene portato in processione il grande quadro raffigurante la Madonna[116][117].
  • 24 agosto: festa patronale di San Bartolomeo Apostolo. Nei giorni precedenti la festa si celebra il triduo di preparazione alla processione e alla celebrazione religiosa[70].
  • 4 ottobre: festa di San Francesco d'Assisi nel quartiere Frati[118].
  • 26 dicembre: fiera di Santo Stefano. evento fieristico che fa registrare ogni anno migliaia di visitatori. Centinaia di stand presentano prodotti di ogni genere e i prodotti tipici locali[119].

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Ospedale civile SS. Filippo e Nicola era situato originariamente in via San Francesco, dinanzi alla chiesa dei Santi Filippo e Nicola, da cui prese il nome. Dopo il sisma del 1915 fu ricostruito in via Monte Velino, infine spostato in un moderno edificio nella periferia nord della città non distante dal casello autostradale della A25.

Raccolta differenziata[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportati i dati sulla percentuale complessiva della raccolta differenziata nel comune di Avezzano.

Recycling symbol.svg 2008[120] 2009[121] 2010[122] 2011[123] 2012[124][125] 2013[126] 2014[127]
Avezzano[128] 14,07% 15,14% 14,59% 15,26% 28,70% 67,67% 73,97%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Archivi e biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Sede della biblioteca dell'agenzia per la promozione culturale

La sezione di Avezzano dell'Archivio di Stato è ospitata nel palazzo Torlonia[129]. Altri archivi storici sono l'ASCA[A 6][130] e l'archivio diocesano dei Marsi in corso della Libertà[131]. La città è dotata di biblioteca comunale, con un fondo di 20.000 volumi, e di quella dell'agenzia regionale di promozione culturale, presso la struttura realizzata nel 1969 dall'architetto Paolo Portoghesi[132]. La fondazione Bruno Cassinelli si trova in via Corradini[133].

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Polo della ricerca ad Avezzano è il CRAB[A 7]. Si tratta di un consorzio no profit, a totale partecipazione pubblica, creato per incentivare la cooperazione fra ricerca e industria nonché per promuovere e supportare le Piccole e Medie Imprese nell'innovazione di processo e di prodotto del comparto agro-industriale, produzione di microrganismi/starters, alta formazione[134].

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Liceo classico "Alessandro Torlonia"

L'investimento nelle strutture scolastiche ha prodotto importanti effetti nel territorio comunale di Avezzano dove sono presenti diverse scuole primarie e dell'infanzia, quattro scuole medie e sette istituti superiori[135].

Università[modifica | modifica wikitesto]

Vue de la ville d'Avezzano au bord du lac de Celano, royaume de Naples (Jean-Joseph-Xavier Bidauld)

Ad Avezzano il polo formativo dell'Università dell'Aquila è attivo per i corsi di laurea della facoltà di scienze infermieristiche dal 1995 e di fisioterapia dal 2000[136]. Dal 2004 è attiva la sede distaccata della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Teramo[137]. Dal 2012 si tengono alcuni corsi pre-accademici grazie ad una convenzione tra il conservatorio Alfredo Casella dell'Aquila e l'associazione "Jazz on"[138].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

In città sono presenti tre musei. L'Aia dei Musei, un polo espositivo museale che ospita l'ex museo lapidario marsicano e l'allestimento multimediale dedicato al prosciugamento del lago Fucino. Nella sezione lapidaria sono esposti i resti dei portali in pietra della chiesa di San Nicola, insieme alla collezione dei reperti lapidei di epoca romana, medievale e rinascimentale[139][140].

Il museo della civiltà contadina e pastorale conserva presso il parco e il padiglione Torlonia i mezzi e gli utensili utilizzati dai primi agricoltori del Fucino subito dopo il prosciugamento del lago. La pinacoteca d'arte moderna, ospitata nel piano superiore del castello Orsini-Colonna dopo il restauro degli anni novanta, è in fase di riallestimento espositivo presso la villa Torlonia[141][142].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Hanno sede in città quattro emittenti radiofoniche: Radio Antenna Futura, Radio Luna, Radio Monte Velino[143] e Radio Stella[144], la redazione del quotidiano Il Centro e tre emittenti televisive Antenna 2[145], Atv7 e Telesirio[146].

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Ad Avezzano nel 1979 furono girate alcune scene del film Fontamara del regista Carlo Lizzani, tratto dall'omonimo romanzo di Ignazio Silone[147]. Nel 2014 la frazione di San Pelino è apparsa nel film Storie sospese del regista Stefano Chiantini[148].

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Teatro dei Marsi

Avezzano ha ospitato annualmente dal 1949 fino al termine degli anni settanta il premio Avezzano, una rassegna nazionale di pittura e scultura riservata ad artisti contemporanei[149]. Negli anni settanta, in particolare, fu inclusa nella kermesse della Settimana marsicana, una serie di eventi legati anche alle arti figurative che vide la partecipazione di artisti di fama nazionale[150][151].

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

L'attività teatrale trova l'appoggio di alcune compagnie cittadine. Il Teatro dei Colori[152] e il Teatro Lanciavicchio[153] promuovono la formazione teatrale attraverso i laboratori e l'attività scolastica. Sono diverse le associazioni teatrali amatoriali e dialettali in attività[154].

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti ad Avezzano alcuni cori polifonici che spaziano dalla musica sacra alla classica come la corale La Fenice[155], il coro Claudio Monteverdi[156], l'orchestra I flauti di Toscanini[157] e l'orchestra giovanile della diocesi dei Marsi[158]. L'ente concertistico Harmonia Novissima dal 2008 fa parte del Cidim, il comitato nazionale italiano di musica[159].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Al teatro dei Marsi si svolge ogni anno il festival della canzone Città di Avezzano, riservato ad interpreti, cantautori e gruppi musicali. Gli artisti concorrono con brani inediti, esibendosi accompagnati dall'orchestra. Il premio Civiltà dei Marsi è il riconoscimento che viene assegnato ai protagonisti della cultura, del giornalismo e dello spettacolo[160].

Il festival letterario Sei giornate in cerca d'autore vede protagonisti nell'arena Mazzini autori affermati e giovani scrittori[161]. L'Avezzano blues festival è una rassegna musicale dedicata al blues con ospiti di fama internazionale e gruppi emergenti[162].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Gnocchi di patate

L'antica tradizione gastronomica avezzanese era legata all'attività piscatoria del lago Fucino. Piatto tipico del luogo erano i "piisci sott'aje coppe", ovvero pesci di lago come tinche, carpe, trote e anguille, puliti e riempiti di foglie di salvia, infine protetti da un coppo e cotti sotto la brace del camino. Dopo il prosciugamento del lago la cucina locale si è radicalmente trasformata avvicinandosi alla tradizione culinaria dell'Abruzzo montano con personali interpretazioni e contributi.

Avezzano è nota per la produzione della patata del Fucino, certificata IGP[163] e PAT[164][A 8] e della carota dell'altopiano del Fucino che ha ottenuto il marchio europeo IGP[165]. Gli utilizzi in cucina di questi ortaggi sono variegati.

I primi piatti si distinguono per l'uso di formati di pasta abruzzesi come i maccheroni alla chitarra, i ravioli, le fettuccine (in dialetto "sagnette aje sughe"), accompagnati da salse a base di pomodoro accompagnate da carne di vitello o maiale. Tipici piatti invernali sono i brodi a base vegetale o di pollo. Primo piatto della Marsica transumante sono gli "anellini alla pecoraia", una pasta a forma di anello servita con una salsa mista, di pomodoro e vegetali, a cui si aggiunge la ricotta di pecora. Eredità della cucina povera rinascimentale sono le minestre a base di legumi e farro servite con ceci o fagioli e le lasagne con fagioli, dette "sagne ajii faciuli".

Secondo piatto tipico della frazione di Antrosano è la "pecora ajo cotturo", pecora cotta in un grande paiolo di rame. Dolci tipici sono le ferratelle marsicane, sfoglie dolci invernali realizzate con stampi in metallo dal disegno a rombi in rilievo.

Il mosto cotto, infine, è una bevanda che si ottiene da uva dei vitigni di Montepulciano servita calda dopo bollitura in una pentola di rame. A Paterno si producono diverse varietà di vino rosso[166].

Persone legate ad Avezzano[modifica | modifica wikitesto]

Sono numerose e varie le personalità di ogni epoca che ad Avezzano sono nate, hanno vissuto ed operato in modo significativo.

Epoca antico-romana
Tardoantico - Medioevo - Rinascimento - Barocco
Settecento - Ottocento
Novecento - III millennio

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Antrosano
Stemma di Castelnuovo

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Urbanistica di Avezzano.

Urbanisticamente ed architettonicamente Avezzano risulta una città del Novecento, in stile tardo Liberty, ricostruita dopo il terremoto del 1915[168]. Grazie ai fondi recuperati dall'onorevole Camillo Corradini, la città fu ricostruita con il Piano Regolatore del 1916 dell'ingegnere di Villa Romana di Carsoli, Sebastiano Bultrini, che immaginò una città giardino a bassa densità edilizia. Avezzano presenta due punti generatori: piazza Matteotti presso la stazione ferroviaria e piazza Castello da cui diramano a raggiera le strade del centro. L'aspetto moderno dell'urbanistica di Avezzano risulta del tutto insolita nell'Abruzzo montano: a struttura regolare, con strade frequentemente incrociate in angoli retti con maglia viaria ortogonale, essa presenta un sistema stradale dotato di marciapiedi larghi ed alberati.

Il territorio comunale è ripartito in 15 circoscrizioni: le prime otto sono incluse nella città di Avezzano, le altre nelle frazioni[169].

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Cese
Stemma di San Pelino
Stemma di Paterno
Antrosano
adagiata sul versante meridionale del colle di Albe, sorge a nord di Avezzano. Fu costruita dagli abitanti di Albe fuggiti dalla cittadella, fatta distruggere da Carlo I d'Angiò dopo la battaglia di Tagliacozzo. Il borgo divenne universitas tra il XV e il XVI secolo e tale rimase fino al 1811. In seguito passò sotto il comune di Massa d'Albe, prima di essere annessa al comune di Avezzano nel 1959. I residenti al 31/12/2014 sono 1003[170].
Caruscino
sorge a circa 3 km ad est dal centro di Avezzano. La borgata che conta 1569 abitanti[170] è sorta nel 1953 con il nome di Villaggio del bracciante San Giuseppe di Caruscino per iniziativa dell'ente Maremma e Fucino[171]. Negli anni cinquanta furono costruiti cinque forni per il rifornimento del pane che vengono riaccesi in occasione delle festa di San Giuseppe Artigiano[172].
Castelnuovo
la frazione situata a nord di Avezzano è adagiata sul monte Castello. La sua origine coincide con l'epoca dell'incastellamento. Dal 1811 al 1960 ha fatto parte dell'amministrazione comunale della contemporanea Massa d'Albe[173]. È abitata da 170 persone[170].
Cese dei Marsi
il borgo probabilmente è nato dall'esigenza di alcuni pastori e contadini che, dopo vicissitudini di varia natura, pare abbiano abbandonato capanne, baracche e casolari disseminati nei piani Palentini per aggregarsi in un unico centro. Il paese, nel tempo, si è consolidato intorno all'abbazia che i benedettini avevano edificato, ristrutturando un preesistente tempio pagano, dopo aver lasciato il vecchio monastero che occupavano sul monte Cimarani. Numero degli abitanti: 588[170].
Paterno
immediatamente contiguo a San Pelino, dista circa 5 km da Avezzano. Il paese antico fu totalmente distrutto dal terremoto del 1915 e ricostruito più a valle. Nel 1938 fu edificata la chiesa intitolata a San Sebastiano. Il paese è stato una frazione di Celano fino al 1954, anno in cui fu aggregato al comune di Avezzano. Conta 1810 abitanti[170].
San Pelino
situato ad est di Avezzano, lungo la strada statale 5 Via Tiburtina Valeria. La parte vecchia del paese si sviluppò in altura intorno alla villa romana appartenente a Lucio Vitellio, proconsole di Caria. Il vicus era circondato da frutteti e vigneti. Prese il nome da Pelino di Brindisi, martirizzato a Corfinio nel 662[174]. Con i suoi 2003 abitanti è la frazione più popolosa del Comune di Avezzano[170].

Località[modifica | modifica wikitesto]

Borgo Incile
Situato a sud di Avezzano, è contiguo al nucleo industriale. Qui furono fatte convogliare le acque del lago Fucino per permettere che defluissero nel fiume Liri attraverso il grande canale collettore. L'emissario venne monumentalizzato con la testata e il ponte delle paratìe, su cui è posta la grande statua della Madonna dell'Immacolata Concezione. Il borgo è sorto grazie ai contadini giunti nella piana per lavorare le terre rese coltivabili. Negli anni cinquanta del XX secolo le costruzioni rurali vennero sostituite con case coloniche. Dopo la riforma agraria del 1950, con la nascita dell'ente Fucino, vennero edificate una chiesa intitolata alla Madonna di Loreto e realizzate aree di aggregazione.
Borgo Via Nuova
Area suburbana situata a sud di Avezzano. Si è sviluppata dopo il prosciugamento del lago Fucino e durante l'industrializzazione dell'area.
Pietraquaria
Località di epoca medievale[175], nel 1268 risultava essere il più grande incastellamento della contea di Albe, abitato da circa 650 persone[48]. Dopo la battaglia di Tagliacozzo fu distrutta dagli angioini di Carlo I d'Angiò. In cima al monte Salviano, al centro dell'omonima riserva naturale, si trova il santuario della Madonna di Pietraquaria.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Piana del Fucino in una foto Earth observatory della NASA

Grazie alla trasformazione lago-pianura che nel Fucino ha causato stravolgimenti sociali e modificato il sistema economico si è sviluppata gradualmente un'agricoltura di tipo intensivo favorita dalle caratteristiche orografiche dell'altopiano, con la cresta delle montagne quasi mai al di sotto dei 1500 m s.l.m., e dal clima che è caratterizzato dall'escursione termica estiva con aumento della capacità produttiva[176]. Agli inizi del novecento la costruzione dello zuccherificio di Avezzano favorì soprattutto la coltivazione della barbabietola da zucchero[177]. Tuttavia fino agli anni cinquanta l'allevamento di bestiame e l'agricoltura avevano le caratteristiche limitate di una produzione di tipo familiare. Con l'istituzione nel 1951 dell'ente Fucino scomparve progressivamente la zootecnia e l'attività agricola si è evoluta acquisendo le caratteristiche imprenditoriali. In Abruzzo il 25% del PIL agricolo arriva dalla conca del Fucino[178].

Le colture più importanti sono la patata del Fucino, nota fino agli inizi del duemila con il nome di patata di Avezzano, e la carota dell'altopiano del Fucino, entrambe riconosciute con il marchio di qualità IGP[163][165]. Numerosi gli ortaggi che vengono trattati nei centri di condizionamento sorti nella piana: cavolfiore, finocchio, insalate, radicchio rosso, sedano. Dal 2006 per effetto della chiusura dello zuccherificio, determinata dalla riforma europea dell'OCM[A 9] zucchero[179], è scomparsa la coltivazione delle barbabietole per far posto alle nuove colture con grandi percentuali di produzione, in particolare canapa da fibra, grano, mais e pomodori utilizzati per le biomasse e in via sperimentale come nuovi fertilizzanti[180][181][182].

Artigianato e commercio[modifica | modifica wikitesto]

Il mercato del sabato nel centro città

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come la tessitura finalizzata alla realizzazione di tappeti, arazzi e coperte, oltreché il ricamo artistico. Importante è anche la produzione di mobili rustici[183].

Un ruolo molto importante riveste per la città il settore commercio, terziario tradizionale e terziario avanzato. Le grandi aree commerciali si trovano sulla via Tiburtina Valeria, tra via Roma e Cappelle dei Marsi e lungo via XX Settembre, alle porte della città. Il cosiddetto "centro commerciale naturale", invece, è costituito, per lo più, dalle attività del centro urbano. Si tratta di esercizi del commercio, del turismo e dei servizi che operano nel centro della città. Ad Avezzano si svolgono due mercati: il mercoledì in piazza Risorgimento e il sabato lungo le strade del centro[184]. Nella piazza del Mercato si vendono, col sistema chilometro zero, i prodotti biologici e tipici locali[185].

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Sorto negli anni settanta lungo la strada che collega la città a Luco dei Marsi, il nucleo industriale annovera variegate attività industriali e di produzione merceologica rappresentando un volano dell'economia delle aree interne[186]. Qui operano Micron Technology ed L-Foundry, multinazionali della produzione elettronica. Nel fab "innovation & technology" di Avezzano lavorano circa 1.600 addetti. Ci sono stabilimenti e centri produttivi produttivi di Kidco, cartiera Burgo Fiamm, Saes, Presider, Presafer, Vesuvius e di numerose altre imprese specializzate nei comparti manifatturieri, dei servizi e della cantieristica[187][188]. Non distante, nella piana del Fucino, si trova il centro spaziale Piero Fanti di Telespazio, tra i principali operatori nei servizi satellitari che conta su una rete internazionale di centri spaziali e teleporti.

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Il centro fieristico di Avezzano è dislocato nel nucleo industriale in un'area coperta di 3000 metri quadrati e in un'area all'aperto di circa 5000. Ospita fiere d'importanza nazionale dell'artigianato, della tecnologia e dell'elettronica. Nel 2015 è stata inaugurata la Galleria del gusto, struttura volta a valorizzare il turismo e l'ambiente attraverso iniziative legate all'enogastronomia locale[189].

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

La città è posta al centro del sistema dei parchi e delle riserve dell'area interna dell'Abruzzo risultando un punto di partenza agevole per raggiungere le numerose località montane della Marsica: il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il parco regionale naturale del Sirente - Velino, Tagliacozzo, i borghi della piana del Cavaliere, la valle Roveto, la valle del Giovenco, Ovindoli e l'altopiano delle Rocche. Avezzano è ben collegata anche con le località situate al confine del Lazio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Autostrada A25 nei pressi del casello di Avezzano

Avezzano è servita dalle autostrade A25 Roma-Torano-Pescara ed A24 Roma-L'Aquila-Teramo: la cui diramazione si trova a pochi chilometri a nord-ovest dal casello di Avezzano.

Le altre arterie stradali costituenti la rete principale sono la Strada statale 690 Avezzano-Sora, detta anche "Superstrada del Liri"; la Strada Statale 82 della Valle del Liri: collega Avezzano con il Basso Lazio, terminando il suo percorso ad Itri in provincia di Latina; la Strada statale 5 Via Tiburtina Valeria: ha inizio a Roma, collega la capitale con Tivoli, Avezzano e Pescara; la Strada statale 578 Salto Cicolana: collega la città con Rieti.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Avezzano.
Stazione ferroviaria

La stazione della città, è servita dalle relazioni che percorrono la ferrovia Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara, funge altresì, da località di diramazione con la linea Avezzano-Roccasecca che la collega con Sora e Cassino[190]. Nella piccola stazione di Paterno-San Pelino, chiusa nel 1999, transitano i treni regionali tra Roma Tiburtina e Pescara[191].

Interporto[modifica | modifica wikitesto]

È presente ad Avezzano, contiguo al casello autostradale della A25, l'interporto o centro smistamento merci della Marsica. L'infrastruttura, non ancora operativa, ospita a seguito del terremoto dell'Aquila del 2009 la Croce Rossa Italiana e la Protezione civile[192].

Mobilità[modifica | modifica wikitesto]

La mobilità interurbana è garantita dagli autoservizi curati dall'ARPA[193] confluita nel 2015 nella società unica abruzzese dei trasporti (TUA)[194] e dalla Cotral[195]. Alcune autolinee a lunga percorrenza collegano Avezzano a diverse località italiane (Ancona, Bologna, Milano, Napoli, Pescara, Rieti, Roma) ed anche estere.

Il trasporto pubblico locale è svolto dalla SCAV[A 10], si compone di sei linee su autobus[196].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Avezzano.

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Avezzano dal 1985[197]. I dati precedenti sono archiviati presso l'ASCA[A 6].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
10 luglio 1972 9 settembre 1976 Sergio Cataldi Democrazia Cristiana Sindaco
10 settembre 1976 11 agosto 1981 Daniele Sansone Democrazia Cristiana Sindaco
12 agosto 1981 19 dicembre 1982 Amelio Santucci Democrazia Cristiana Sindaco
20 dicembre 1982 5 maggio 1987 Sergio Cataldi Democrazia Cristiana Sindaco
6 maggio 1987 4 agosto 1987 Francesco Panico Democrazia Cristiana Assessore anziano
5 agosto 1987 2 agosto 1990 Eleuterio Simonelli Dc-Psi-Psdi-Pri Sindaco
3 agosto 1990 22 luglio 1992 Eleuterio Simonelli Dc-Psi Sindaco
23 luglio 1992 2 ottobre 1992 Luigi Michetti Dc-Psi Assessore anziano
3 ottobre 1992 8 maggio 1993 Franco Buttari Dc-Psi Sindaco
28 maggio 1993 6 dicembre 1993 Alessandro Colagrande Comm. pref. [198]
7 dicembre 1993 15 novembre 1997 Mario Spallone Pds-Psi-Verdi-Rete Sindaco
16 novembre 1997 25 maggio 2002 Mario Spallone L'Ulivo Sindaco
26 maggio 2002 26 maggio 2007 Antonio Floris An-Fi-Ccd-Pri Sindaco
27 maggio 2007 5 maggio 2012 Antonio Floris An-Fi-Udc-Idm poi Pdl Sindaco
6 maggio 2012 in carica Giovanni Di Pangrazio Pd-Idv-Udc-Fli-Api Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1939 San Pelino fu la prima frazione ad essere inclusa amministrativamente al comune di Avezzano. Dal 1954 al 1960 furono incluse anche le frazioni di Antrosano, Castelnuovo e Paterno.

Avezzano è stata sede della Comunità montana Marsica 1 che a seguito della riforma regionale sul riordino delle comunità montane abruzzesi è confluita nella "comunità montana Montagna Marsicana" che ha compreso 33 comuni[201], prima di essere soppressa nel 2013[202].

La gestione del ciclo dell'acqua è affidato all'ATO Marsicano che è in fase di unificazione nell'ERSI[A 11][203], mentre la difesa e la tutela delle risorse idriche spetta al Consorzio di bonifica ovest "Bacino Liri-Garigliano"[204].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'Avezzano calcio che milita nel campionato di serie D. Ricostituita nel 1998, dopo tracollo finanziario, e nel 2009, a seguito della cessione del titolo, nel 1996-1997 ha militato in serie C1, massimo livello raggiunto dai biancoverdi.

La squadra dell'Avezzano Rugby nel 2006 è stata promossa per la prima volta in serie A. La società promuove il rugby a livello giovanile e femminile. La città è sede dell'unica società di hockey su prato esistente in Abruzzo, l'Hockey Avezzano. La squadra milita nel campionato interregionale di serie B[205].

Per tre volte la città è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia, nel 1986, nel 1988 e nel 2003. In diverse edizioni la Tirreno-Adriatico ha fatto tappa ad Avezzano.

Allo stadio dei Pini si sono svolte diverse edizioni del meeting internazionale di atletica leggera Pietro Marianella organizzate dall'Usa[A 12] Avezzano. Nel 1974 Sara Simeoni stabilì il record italiano di salto in alto[206]. In altre edizioni gareggiarono atleti del calibro di Pietro Mennea[207], dello statunitense Steve Williams, primatista mondiale dei cento metri[208] e di Fiona May[209]. La mezza maratona del Fucino è una gara internazionale del calendario FIDAL che si snoda lungo le strade pianeggianti dell'altopiano[210].

Avezzano ha ospitato nel 1991 il match di pugilato valido per il titolo mondiale IBF tra Gianfranco Rosi e Glenn Wolfe[211] e nel 2009 le gare di boxe dei XVI Giochi del Mediterraneo. Diversi pugili locali hanno conquistato titoli europei, intercontinentali e mondiali nelle varie categorie. Per quattro stagioni, dal 1990 al 1994, la Pro Calcetto Avezzano ha militato nel massimo torneo di serie A di calcio a 5. Con il riconoscimento da parte della federazione dal 2014 è attiva la scuola di ciclismo nazionale, denominata "Avezzano Mtb Camp School"[212].

La disciplina del tiro con l'arco è promossa da tre società[213]. Sono presenti scuole di arti marziali, di tennis e di scherma. Lo sci club Avezzano organizza dal 1965, sotto l'egida della FISI, corsi di sci prima neve e sci alpinismo[214].

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Le strutture sportive con la maggiore capienza sono lo stadio dei Marsi e lo stadio dei Pini, dotato di pista di atletica leggera. Nella periferia nord si concentrano impianti per la pratica di vari sport: la palestra comunale "Marsica boxe", la piscina gestita dalla Federazione Italiana Nuoto[215], campi da tennis, velodromo e pattinodromo.

Lo stadio del rugby e quello dell'hockey su prato sono stati costruiti dopo i mondiali di calcio del 1990. Tre i palazzetti dello sport presenti in città.

A San Pelino è situato il campo da golf su una superficie di circa 3.000 m²[216].

Personalità sportive legate ad Avezzano[modifica | modifica wikitesto]

Sandro Cervellini, Vito Taccone, Giovanni Cordovani e Vincenzo Meco

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ Nome derivante dall'antico proprietario Francesco Felice Nanni.
  3. ^ D.P.R. dell'8 agosto 1994.
  4. ^ D.P.R. del 31 dicembre 1961.
  5. ^ Acronimo di «Società per Azione Zuccherificio di Avezzano».
  6. ^ a b Acronimo di «Archivio Storico Comune di Avezzano».
  7. ^ Acronimo di «Consorzio di Ricerche Applicate alla Biotecnologia».
  8. ^ Con la denominazione Patate degli altipiani d'Abruzzo.
  9. ^ Acronimo di «Organizzazione Comune di Mercato».
  10. ^ Acronimo di «Società Cooperativa Autoservizi Avezzano».
  11. ^ Acronimo di «Ente Regionale per il Servizio Idrico Integrato».
  12. ^ Acronimo di «Unione sportivi avezzanesi».

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Avezzano.
  • Muzio Febonio, Historiae Marsorum, Napoli, Michaelem Monachum, 1678, SBN IT\ICCU\SBLE\003381.
  • Tommaso Brogi, La Marsica antica, medioevale e fino all'abolizione dei feudi, Roma, Tipografia Salesiana, 1900, SBN IT\ICCU\SBL\0393442.
  • Raffaele Salucci, Marsica nel primo anniversario del terremoto del 13 gennaio 1915, Subiaco, Tipografia dei Monasteri, 1936.
  • Tommaso Brogi, Il santuario ed il castello di Pietraquaria nella Marsica, Roma, Istituto Grafico Tiberino, 1954, SBN IT\ICCU\AQ1\0055216.
  • Giovanni Pagani, Avezzano e la sua storia, Casamari, Tipografia dell'Abbazia, 1966, SBN IT\ICCU\SBL\0393481.
  • Cesare Letta, Sandro D'Amato, Epigrafia della regione dei Marsi, Milano, Cisalpino-Goliardica, 1975, SBN IT\ICCU\FER\0102910.
  • Leone Marsicano, Chronica monasterii Casinensis (Die Chronik von Montecassino), Hannover, Hahnsche Buchhandlung, 1980, SBN IT\ICCU\NAP\0429966.
  • Gabriella Arrasich, 1915: l'Italia centrale trema. Aquila, Avezzano, Pescina, Sora ecc. Documenti in cartolina, Roma, La Cartolina/Collana Furio Arrasich, 1984, SBN IT\ICCU\BVE\0237075.
  • Walter Cianciusi, Profilo di storia linguistica della Marsica, Avezzano, Banca Popolare della Marsica, 1988, SBN IT\ICCU\AQ1\0054658.
  • Federico Del Gusto, Marsica: Viaggio nel tempo, Avezzano, Paolini Nobile, 1988, SBN IT\ICCU\PBE\0039777.
  • Angelo Melchiorre, Federico Del Gusto, La regione della Marsica: viaggio storico turistico attraverso i Comuni della Marsica, Ortucchio, Centro Spaziale del Fucino Piero Fanti, 1990, SBN IT\ICCU\RMS\0072762.
  • Ugo Maria Palanza, Avezzano: guida alla storia e alla città moderna, Avezzano, Amministrazione comunale, 1990, SBN IT\ICCU\AQ1\0060998.
  • Federico Del Gusto, Avezzano. Un secolo di sport, Avezzano, Di Censo editore, 1995, SBN IT\ICCU\BVE\0117964.
  • Luigi Braccili, Santi, beati e santuari d'Abruzzo, Ortona, D'Abruzzo libri-Edizioni Menabò, 1996, SBN IT\ICCU\AQ1\0023678.
  • Francesco Belmaggio, Storia e araldica della città di Avezzano, Avezzano, LCL Stampe Litografiche, 1997, SBN IT\ICCU\AQ1\0063975.
  • Fiorenzo Catalli, Il museo lapidario comunale, Avezzano, Di Censo editore, 1998, SBN IT\ICCU\CFI\0450313.
  • Fulvio D'Amore, La Marsica: tra il viceregno e l'avvento dei borboni (1504-1793), Cerchio, Adelmo Polla, 1998, SBN IT\ICCU\AQ1\0035647.
  • Maurizia Mastroddi, L'altra Avezzano, Avezzano, Di Censo editore, 1998, SBN IT\ICCU\AQ1\0038036.
  • Francesco Belmaggio, Avezzano nel tempo e i suoi sindaci, Avezzano, La Sorgente, LCL Stampe Litografiche, 2000, SBN IT\ICCU\AQ1\0055482.
  • Raffaello Di Domenico, Il castello Orsini - Colonna (ricerca storico-architettonica dal 1490 al 2002), Avezzano, Amministrazione comunale, 2002, SBN IT\ICCU\RMS\0147085.
  • Gabriele Altobelli, Il Parco Torlonia, una storia nel verde, Avezzano, ARSSA, 2003, SBN IT\ICCU\AQ1\0072564.
  • Attilio Francesco Santellocco, Marsi: storia e leggenda, Luco dei Marsi, Touta Marsa, 2004, SBN IT\ICCU\AQ1\0071275.
  • Eliseo Palmieri, Avezzano, un secolo di immagini, Pescara, Paolo de Siena editore, 2006, SBN IT\ICCU\TER\0011256.
  • Filippo Fabrizi, Avezzano, cinquant'anni di sindaci e consigli comunali: 1958-2008, Avezzano, LCL Stampe Litografiche, 2009, SBN IT\ICCU\CFI\0760609.
  • Gianluca Tarquinio, La musica sacra nella provincia dell'Aquila: la Marsica, Pescara, Ianieri, 2009, SBN IT\ICCU\MO1\0021238.
  • Giovanbattista Pitoni, Il fascismo ad Avezzano (rassegna storico-fotografica del ventennio), Avezzano, A.C. Esse Quisse, 2010, SBN IT\ICCU\TER\0032590.
  • Francesco Proia, Polvere di lago, Avezzano, Proia editore, 2013.
  • Franco Francesco Zazzara, Emilio Cerasani, Marsi, Roma, Albatros, 2012, SBN IT\ICCU\AQ1\0120959.
  • Galadini, D'Amore, Rossi, Santoro, Il giorno che non vide mai l'alba, Cerchio, Edizioni Kirke, 2014, SBN IT\ICCU\AQ1\0114337.
  • Franco Francesco Zazzara, Documenti I, II, III Documents, Marino, Tipografia Renzo Palozzi, 2014.

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