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Avezzano

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Avezzano
comune
Avezzano – Stemma Avezzano – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Foto panoramica di Avezzano
Foto panoramica di Avezzano
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Giovanni Di Pangrazio (Coalizione di centro-sinistra) dal 6 maggio 2012
Territorio
Coordinate 42°01′51.52″N 13°25′34.95″E / 42.030977°N 13.426374°E42.030977; 13.426374 (Avezzano)Coordinate: 42°01′51.52″N 13°25′34.95″E / 42.030977°N 13.426374°E42.030977; 13.426374 (Avezzano)
Altitudine 670[1] m s.l.m.
Superficie 104 km²
Abitanti 42 438[2] (28 febbraio 2015)
Densità 408,06 ab./km²
Frazioni Antrosano, Caruscino, Castelnuovo dei Marsi, Cese dei Marsi, Paterno, San Pelino
Comuni confinanti Aielli, Capistrello, Celano, Luco dei Marsi, Massa d'Albe, Ovindoli, Scurcola Marsicana, Trasacco
Altre informazioni
Cod. postale 67051
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066006
Cod. catastale A515
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 561 GG[3]
Nome abitanti avezzanesi
Patrono Madonna di Pietraquaria, San Bartolomeo Apostolo
Giorno festivo 27 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Avezzano
Avezzano
Posizione del comune di Avezzano all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Avezzano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale
« …salve Avezzano novella, eroica figlia d'Italia, sol de la Marsica! Salve, dal cielo provata al duolo, sublime donna. Per te la stella splende più vivida nel ciel azzurro… le tue sorelle risorte cantano: sorgi con l'inno d'amor di fede più bella e grande »
(Mons. Raffaele Salucci, nel primo anniversario del terremoto del 1915[4])

Avezzano ([avedˈʣaːno] o [avetˈʦaːno][5][6], Avezzanë in dialetto abruzzese) è un comune italiano di 42 438 abitanti[2] in provincia dell'Aquila in Abruzzo, elevato a città con decreto del presidente della Repubblica[A 1].

È il secondo comune più popoloso della provincia[7] e il sesto della regione[8]. La città, documentata come esistente già nel IX secolo[9], col tempo è diventata il capoluogo della Marsica, di cui è il comune più grande.

È sede del tribunale, della diocesi dei Marsi, della comunità montana Marsicana. Ospita la sede distaccata della facoltà di giurisprudenza dell'università di Teramo e i corsi di laurea in scienze infermieristiche dell'università dell'Aquila. La città è un importante nodo geografico, stradale, ferroviario ed autostradale nell'area appenninica del centro Italia; nei pressi del casello autostradale della A25 è presente lo snodo commerciale dell'interporto. Avezzano è tra le città decorate con Medaglia d'argento al merito civile poiché, nel 1944, fu la quinta città d'Italia per gravità di danni da bombardamenti alleati[10].

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Marsica.
Palazzo di città di Avezzano

La città sorge a nord-ovest della piana del Fucino. È dominata, a nord, dal monte Velino e ad ovest dal monte Salviano. Ad est il territorio comunale si estende verso le frazioni di San Pelino e Paterno. La città è situata tra i 695 m s.l.m. del settore urbano e i 740 m s.l.m. della zona nord. Il sistema urbano della vecchia città ruota attorno al castello Orsini. Il terreno su cui poggia Avezzano è in lieve declivio con salita in direzione nord-nord ovest. È considerata "città territorio" della Marsica, subregione abruzzese che comprende 37 comuni, per un totale di circa 134.000 abitanti[11]. Per quanto riguarda il rischio sismico, Avezzano è classificata nella zona 1, ovvero ad alta sismicità[12][13].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: stazione meteorologica di Avezzano.

Per la sua posizione geografica, adagiata com'è presso l'ex alveo del Fucino e circondata da imponenti rilievi, Avezzano è caratterizzata da un clima marcatamente continentale. In base alle medie climatiche ufficiali relative al periodo 1951-2000 pubblicate dall'agenzia regionale ARSSA[A 2][14], e alle medie climatiche ufficiali relative al trentennale di riferimento 1961-1990[15], la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta sui +2,0 °C; quella del mese più caldo, agosto, sui +20,5 °C. In estate talvolta si superano i 30 °C ma, con un tasso di umidità contenuto e relativa ventilazione. Di seguito è riportata la tabella riassuntiva dei principali dati meteorologici riferiti ad Avezzano[16].

Avezzano Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,7 7,5 10,9 14,8 19,8 23,6 26,9 27,1 23,1 18,4 12,6 7,2 6,8 15,2 25,9 18,0 16,5
T. mediaC) 2,0 3,3 6,3 9,8 14,1 17,6 20,3 20,5 17,2 12,7 8,4 3,7 3,0 10,1 19,5 12,8 11,3
T. min. mediaC) -1,8 -0,9 1,7 4,7 8,3 11,6 13,6 13,8 11,4 7,0 4,3 0,3 -0,8 4,9 13,0 7,6 6,2
Precipitazioni (mm) 65 67 62 62 53 42 29 35 57 75 108 98 230 177 106 240 753
Giorni di pioggia 9 9 8 8 7 6 3 4 6 8 10 10 28 23 13 24 88

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Avezzano.

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le prime testimonianze della presenza di cacciatori nel Paleolitico superiore e dello stanziamento a carattere continuativo delle popolazioni, circa 18-14.000 anni fa[17], si hanno con una serie di testimonianze. La più vicina è quella della Grotta di Ciccio Felice, alle pendici del monte Salviano. Si tratta di un insediamento preistorico individuato nei pressi della strada Circonfucense, in corrispondenza di Strada 6 del Fucino[18]. Nel periodo italico, dall'età del ferro, in questi luoghi stanzieranno i Marsi. Dal momento della sua costituzione il popolo sarà cantato e celebrato in tutte le epoche come uno dei progenitori e al contempo uno dei figli prediletti dell'Italia[19][20].

Storia antica[modifica | modifica wikitesto]

Tavola Peutingeriana: antica carta romana che mostra le vie militari dell'Impero
Monetazione della confederazione marsa durante la guerra sociale (Víteliú e soldato elmato - 89 a.C.)
(LA)

« Nec sine Marsis nec contra Marsos triumphari posse »

(IT)

« Non si può vincere né senza i Marsi né contro di essi »

(Appiano di Alessandria[21])

Il destino dei Marsi incrocia quello di Roma a cominciare dal 300 a.C., quando Tito Livio scrive di alcune schiere marse alleate con i Sanniti, impegnati a contrastare la spinta espansionistica di Roma. In seguito benché fedeli alleati dei romani[22] furono esclusi dai diritti di cittadinanza e dall'assegnazione dell'ager publicus. La guerra sociale, detta anche "guerra Italia" o "guerra Marsica", è inevitabile[23]. Il condottiero Quinto Poppedio Silone, strenuo fautore dei diritti delle popolazioni italiche, ottenne numerosi successi[24]. Al termine della guerra ai Marsi fu riconosciuta l'agognata cittadinanza[25] che accelerò il processo di romanizzazione del popolo. Quando l'imperatore Augusto divise l'Italia in undici regioni, essi furono assegnati alla Samnium Regio[26].

L'emissario di epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fucino.
« Che meraviglioso specchio dev'essere stato il lago nella sua integrità! Ancora esso appare così incantevole nello splendore della sera, che si può pensare, guardandolo, alle ninfe e alle galatee nuotanti nei suoi flutti... »
(Ferdinand Gregorovius, Passeggiate per l'Italia, vol. 2[27])
Illusione ottica del lago nei giorni di nebbia

Nel 41 d.C. hanno inizio i lavori del prosciugamento del lago Fucino, un'opera che è considerata tra le più grandiose imprese idrauliche. Il lago veniva adorato come un dio dai Marsi, e da essi temuto come un mostro, per l'impetuosità delle sue acque. Lungo le sue rive, circa 30mila uomini, si affanneranno intenti al prosciugamento del lago attraverso lo scavo di un emissario che doveva far defluire le acque nel Liri. Esso troverà la sua realizzazione nel 52 d.C., dapprima con l'imperatore Claudio, in seguito, grazie ad opere manutentive, con Traiano e con Adriano. Dopo la caduta dell'impero romano, l'assenza di opere di manutenzione, causò molto probabilmente insieme agli effetti di un disastroso terremoto, avvenuto intorno al 500 d.C.[28], il ritorno del lago ai livelli precedenti il prosciugamento claudiano[29].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Alba Fucens, sullo sfondo le vette sorelle del monte Velino

Con l'abolizione delle regioni augustee furono create 17 "province" e la Marsica fu inserita nella tredicesima: la Valeria, catalogata nell'ordinamento ecclesiale con il nome di Marsia[30]. La Marsica subì, soprattutto da parte degli eserciti stranieri dei Goti, ma anche dei Bizantini, dei Borgognoni e degli Alemanni, saccheggi e violenze di ogni genere che portarono carestia e devastazioni. Nel 591 la Marsica passò sotto il controllo di Ariulfo, secondo Duca di Spoleto. Nacque la Gastaldia dei Marsi, un gastaldato quasi del tutto autonomo retto da un gastaldius marsorum[31]. Carlo Magno, dopo la metà del 700, donò la Gastaldia dei Marsi e tutte le terre del Ducato di Spoleto allo Stato Pontificio[32]. Ai gastaldi si sostituiranno i primi rappresentanti della famiglia Berardi. Ebbe origine così la Contea dei Marsi[33]. Nel basso medioevo la vittoria di Carlo I d'Angiò determinò la distruzione di Alba Fucens e Pietraquaria i cui abitanti avevano incautamente tifato a favore di Corradino di Svevia. Tra la fine del Duecento e la prima metà del Trecento ha avuto termine il processo aggregativo che vide i vari villaggi adiacenti confluire in Avezzano[34]. La città fu feudo dei Conti dei Marsi, dei Normanni e per un certo periodo degli Svevi.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Le lotte tra gli Orsini e i Colonna[modifica | modifica wikitesto]

Castello: due orsi rampanti, simbolo degli Orsini, offrono rose rivolti verso lo stemma della famiglia Colonna, posto al centro.

Il XV secolo fu teatro delle lotte tra le famiglie romane degli Orsini e dei Colonna[35]. Nel 1441 Giovanni Antonio Orsini è signore di Avezzano e conte di Alba Fucens e Tagliacozzo, controllando così una vasta area della Marsica occidentale. La politica guerraiola degli Orsini non era ben vista dai terrazzani della contea di Albe. Orsini trasformò il vecchio castello angioino di Avezzano in una moderna ed efficiente rocca rinascimentale, conformandola ai nuovi criteri dell'architettura militare e inglobando i resti della preesistente torre medievale[36]. Sul portale del castello, ancora presente e ben visibile, fece installare l’iscrizione “seditiosis exitium” (a sterminio dei sediziosi), con l'obiettivo di intimidire e controllare agricoltori e pescatori della città che apertamente parteggiavano per i Colonna[37]. Il rifacimento del castello Orsini fu certamente opera dell’architetto Francesco di Giorgio Martini[38]. Fino agli ultimi anni del 1.400 gli Orsini, dopo una lunga serie di scontri con la famiglia rivale, mantenne il controllo delle contee marsicane.

Dalla signoria dei Colonna all'abolizione dei feudi[modifica | modifica wikitesto]

Quando Alfonso d’Aragona diventò re del vastissimo regno delle Due Sicilie, la Marsica risultò divisa in due contee. Quella di Celano con i suoi conti, cui successero i Piccolomini, ed Albe con gli Orsini. Diversi diplomi di re Federico I di Napoli, databili dal 1496 al 1499 determinano senza dubbio, la vittoria dei Colonna sugli Orsini sul finire del medioevo. Qui la signoria dei Colonna, durata senza interruzione circa tre secoli, fu molto amata e lasciò ricordi non spiacevoli. Ad Avezzano, in particolare, in cui ebbe origine l’espressione “Popolo e Colonna”[39].

Dal ducato dei Marsi al distretto di Avezzano[modifica | modifica wikitesto]

Il ducato dei Marsi all'epoca, oltre ad Avezzano, controllava numerosissime terre da Ajelli a Morrea e da Rocca di Botte ad Opi. Sul trono napoletano Giuseppe Bonaparte, appena fu possibile, promulgò la legge sull'abolizione dei feudi: era il 2 agosto 1806. Terminò, così, dopo tre secoli, la signoria dei Colonna ad Avezzano. Attuata dal Bonaparte una nuova ripartizione del regno di Napoli in province, distretti e circondari, la Marsica fu, inizialmente, suddivisa in modo non rispondente alla sua secolare unità politica e amministrativa. A ciò dovrà porre rimedio, cinque anni dopo, il successore Gioacchino Murat che il 4 maggio 1811 decreterà l’istituzione del distretto di Avezzano, la città diverrà, a tutti gli effetti, il capoluogo della Marsica[40]. In questo periodo, nella Marsica, come nel resto d'Abruzzo, si registreranno le prime vendite carbonare[41] che, dopo le prime sconfitte napoleoniche, consolideranno strutture operative e ranghi.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

"Vue de la ville d'Avezzano" (Jean-Joseph-Xavier Bidauld, 1789, museo del Louvre, Parigi)

Dalla Restaurazione all'Unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Qui i movimenti carbonari saranno più che mai dinamici tanto che nel 1820 Ferdinando I si vide costretto a firmare la Costituzione (che riconosceva la provincia Marsia, in luogo all'Abruzzo ulteriore II), ritirata un anno dopo con la repressione dei moti carbonari. Il real decreto conteneva norme severissime per la repressione del brigantaggio nei territori continentali del Regno di Napoli[42]. In quegli anni vi furono saccheggi e stragi, soprattutto, nei centri della Valle Roveto devastati dalle squadre dei reazionari che facevano base anche ad Avezzano[43]. Solo dopo la sconfitta subita sul valico molisano del Macerone dall'esercito delle Due Sicilie ad opera dei piemontesi, Vittorio Emanuele II fu proclamato re in tutto il territorio dell'ex-regno napoletano e sventolò per la prima volta il tricolore d’Italia. Con l'unità d'Italia (1861) la suddivisione in province e circondari stabilita dal decreto Rattazzi fu estesa all'intera penisola. Da un punto di vista amministrativo l'istituzione della Regione Abruzzi e Molise sostituirà i tre Abruzzi (Ultra I, Ultra II e Citra) e si avrà la nascita del Circondario di Avezzano[44].

1878: prosciugato il lago Fucino[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fucino.
« O Torlonia asciuga il Fucino, o il Fucino asciuga Torlonia »
(Alessandro Torlonia[45])
Cunicoli di Claudio: il canale principale attraversa per circa 6 km il monte Salviano
Emissario torloniano a Borgo Incìle

Ad opera del banchiere Alessandro Torlonia, nella seconda metà del 1800, fu definitivamente prosciugato il lago Fucino che aveva una superficie di oltre 14.000 ettari, terzo d'Italia per estensione[46]. L'opera considerata colossale, seconda solo alla diga di Assuan, richiese decenni di lavoro per maestranze e tecnici[47]. Fu ripreso lo stesso progetto di 18 secoli prima, ristrutturando ed ampliando l'opera claudiana. Il Fucino che aveva una profondità massima nel "bacinetto" di 30 metri, defluì lentamente attraverso i cunicoli di Claudio, riversando le acque nel fiume Liri dall'emissario di Capistrello. Ai vecchi cunicoli degli imperatori Claudio e Adriano, il Torlonia fece aggiungere altri canali e sfiatatoi. L'ingegnere Alessandro Brisse, ultimo direttore dei lavori che iniziarono nel 1855, portò a compimento l’opera tra il 1873 e il 1877[48]. Fu solo il 1º ottobre del 1878 che il lago Fucino fu dichiarato prosciugato[49]. Liberata l'area dalle acque, sorse così la piana del Fucino, una fertile superficie destinata a coltivazioni agricole che fu resa lavorabile ed abitabile attraverso la costruzione di case, fattorie e strade[50]. La strada circonfucense di 52 km circonda il bacino percorso da un reticolato di 46 strade per un totale di ben 272 km. Infine fu costruita la strada che collega Napoli ad Avezzano e la linea ferroviaria Roma-Avezzano.

Il terremoto del 1915[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto della Marsica del 1915.
Particolare dell'obelisco del memorial

Pochi decenni dopo la bonifica del Fucino e nel pieno dello sviluppo socio-economico dell'area fucense avvenne l'evento più tragico: il terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915. Fu un evento sismico di indicibile gravità. Per forza distruttiva e numero di vittime, è classificato tra i principali terremoti avvenuti in territorio italiano[51]. Causò 30.519 morti, devastando numerosi comuni del centro Italia[52]. 10.700 vittime (più dell’80% dei residenti)[53] vi furono nella città di Avezzano, epicentro del sisma, che contava prima della scossa di magnitudo 7.0 e ancora dell'11º grado della scala Mercalli, circa 13.000 abitanti[54]. La scossa fu avvertita dalla pianura padana alla Basilicata[55]. Nel 2015, in occasione delle celebrazioni commemorative del centenario, Poste italiane ha emesso un francobollo speciale dedicato al sisma[56] mentre l'istituto poligrafico e zecca dello Stato ha coniato la moneta con impressi i simboli della tragedia e della rinascita del territorio[57].

La prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

« Il terremoto ha voluto dietro di sé la guerra, e la guerra vorrà ancora! »
(Ignazio Silone[58])

Alcuni giovani avezzanesi ebbero salva la vita dal terremoto perché all'alba del 13 gennaio si trovarono in stazione in attesa del treno che li avrebbe condotti alla visita di leva militare. Un'intera generazione di giovani che versò, al terremoto, un altissimo tributo venne sottoposta ad un'ulteriore prova. Sfumata la possibilità di essere esonerati, i marsicani dovettero partecipare come soldati dell'esercito alla grande guerra. Molti di loro, oltre 2.000, persero anche la vita sul fronte, lungo l'Isonzo e sul Carso, si disse, "per difendere l'onore e i ruderi"[59]. Dato il vuoto generazionale creatosi, il Governo Italiano, decise di istituire un campo di lavoro per prigionieri austro-ungarici ad Avezzano nel quartiere che poi prese il nome di "Concentramento". La città rinacque anche grazie al loro continuo lavoro in opere pubbliche.

Diocesi dei Marsi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Diocesi di Avezzano.
Piazza Risorgimento e cattedrale dei Marsi

Fondata, secondo la tradizione, da San Marco Galileo e retta, in seguito, da San Rufino e suo figlio Cesidio nel III secolo[60], la Diocesi dei Marsi ha avuto, nei secoli due spostamenti. Nel 1580, con la bolla pontificia In suprema dignitatis, di Gregorio XIII, la sede vescovile venne spostata dall'antica cattedrale di Santa Sabina (di San Benedetto dei Marsi) a Pescina, nella cattedrale di Santa Maria delle Grazie. Il 16 gennaio 1924 con la bolla Quo aptius di papa Pio XI la cattedra fu trasferita da Pescina ad Avezzano[61].

L'epoca fascista e la seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale Paterno, alle porte della città, fu soggetta ad attacchi alleati miranti a colpire i convogli militari e i depositi di bombe dei tedeschi. Dal novembre 1943 al maggio del 1944 saranno in totale 19 i bombardamenti che colpirono Avezzano. Appena ricostruita dalla devastazione del sisma, la città fu nuovamente distrutta al 70%. Ad essa verrà concessa la Medaglia d'argento al merito civile[62]. Durante il ventennio fascista, tuttavia, vi fu la risoluzione di problematiche ultradecennali: la bonifica delle aree acquitrinose del Fucino e la ricostruzione della cattedrale di Avezzano, distrutta dal terremoto del 1915[63].

Avezzano e la Provincia dei Marsi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Avezzano.
Stemma predisposto dai 37 comuni della Marsica per l'istituzione della Provincia AZ

Un capitolo caldo della storia di Avezzano è certamente quello della lunga ed infruttuosa lotta per l'istituzione di una "Provincia dei Marsi". Già dagli anni venti del XX secolo l'avezzanese Camillo Corradini, eletto al Parlamento del Regno d'Italia, si impegnò a sostenere il progetto. Diversi e vani i tentativi portati avanti nel corso degli anni[64]. Del 1986 la proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione della provincia sottoscritta ed appoggiata da circa 53.000 marsicani e dai 37 comuni[65].

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

L'etimologia più corretta farebbe derivare il nome della città di Avezzano dal prediale "ad vettianum", ovvero luogo abitato dai vetii, antica e potente famiglia patrizia romana. Il toponimo "vetiano" o "vettiano", si sarebbe trasformato in "Veziano" o "Vezziano", infine "Vezzano". Il nome trasformatosi linguisticamente in "Avezzano", sarebbe stato scelto in onore di Caio Vettio Scatone, questore marso, citato più volte da Cicerone come abile "dux marsorum"[66], il quale collaborò e supportò Quinto Poppedio Silone, durante la guerra sociale[67]. Secondo altri storici l'ipotesi più verosimile sarebbe quella del toponimo prediale Avidianum (o fundus Avidianus), dal gentilizio Avidius, da cui deriverebbe direttamente Avezzano, con una sola v e la z sonora. Stando allo storico Cesare Letta[68], tale gentilizio è attestato nel territorio di Alba Fucens[69][70]. L'ipotesi più suggestiva vuole che derivi da “Ave Jane”, un'invocazione posta sul frontale di un tempio pagano consacrato al dio Giano[71][72].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma di Avezzano.

L'attuale stemma è il decimo nella storia di Avezzano. È stato riconosciuto nel 1994 dal Presidente della Repubblica, O.L.Scalfaro[A 3].

Stemma: d'azzurro, al San Bartolomeo di carnagione, in maestà, aureolato d'oro, capelluto e barbuto di nero, mirante verso l'alto, i fianchi e parte delle gambe drappeggiati di rosso, il braccio destro alzato, la mano destra impugnante il coltello del martirio, posto in banda, con la punta all'insù, d'argento, la spalla sinistra coperta dalla pelle del Santo, al naturale, pendente fino al fianco sinistro, attraversante il drappeggio, terminante con le mani e con il viso, rovesciati, il Santo sostenuto dalla pianura diminuita, d'oro. Ornamenti esteriori da città.[73]

Gonfalone: drappo di giallo, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della città, le parti in metallo ed i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto giallo con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri ricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro.[74]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Il comune di Avezzano si fregia del titolo di città[A 1][75][76].

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Sotto l'infuriare dei bombardamenti e delle rappresaglie nemiche, che causavano gravissime perdite umane e materiali, conserva intatta la sua fede nella libertà e nei destini della Patria.»
— Avezzano, 1943-1945[A 4]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale di Avezzano e Santuario della Madonna di Pietraquaria.
Cattedrale dei Marsi sullo sfondo di piazza Risorgimento
  • La Cattedrale dei Marsi è dedicata a San Bartolomeo, patrono di Avezzano insieme, dal 1978, alla Madonna di Pietraquaria[77][78]. Il duomo voluto strenuamente da monsignor Bagnoli come simbolo del trasferimento della Diocesi ad Avezzano, fu progettata dall'autore del Piano Regolatore della città, l'ingegnere carseolano Sebastiano Bultrini, e venne solennemente consacrata nel 1942. Fu bombardata dagli Alleati nel 1944, ma fortunatamente venne salvata dall'esplosione di una bomba dal giovanissimo Ennio Piccone, che coraggiosamente entrò nella chiesa, sfilò la spoletta e disinnescò l'ordigno. La cattedrale è considerata uno dei simboli della ricostruzione di Avezzano. Posta come poderoso sfondo dell'ampia piazza Risorgimento presenta una facciata neo-rinascimentale di travertino. I tre portali sono sormontati da mosaici che raffigurano Cristo e i due protettori di Avezzano, la Madonna di Pietraquaria e San Bartolomeo, e sono collegati con altrettante navate spoglie di decorazioni, illuminate dal grande rosone e dalle vetrate della cupola; è affiancata (sul lato di via Marconi) da un alto campanile che svetta su tutta la città e che da ogni punto di essa è ben visibile. La cattedrale è inoltre dotata di un grande organo (Opus 345) costruito dalla Pontificia fabbrica d'organi Tamburini nel 1955[79].
Chiesa di San Giovanni
  • La chiesa di San Giovanni Decollato, di originaria costruzione trecentesca, fu gestita dai francescani fino al 1912, quando divenne parrocchia e passò, dunque, sotto la gestione della Diocesi dei Marsi. Quasi completamente distrutta dal sisma del 1915, venne ricostruita negli anni trenta su progetto dell'ingegner Loreto Orlandi, con l'aggiunta di un pregevole portale laterale proveniente dalla distrutta chiesa di Santa Maria in Vico (l'antico convento presso il vecchio cimitero di Avezzano, curato dai frati cappuccini)[81]. Il risultato fu una mescolanza di stili, con la presenza di elementi decorativi barocchi all'interno e sulla facciata e il portale centrale rinascimentale. Caratteristico il campanile della chiesa. I grandi quadri del catino absidale rappresentano scene della vita del Battista e il battesimo di Cristo. Nel 2012, infine, la chiesa ha subìto un restauro totale: in particolare, è stata evidenziata l'iscrizione latina Quam terribilis est locus iste, tratta dall'Antico Testamento (Genesi, 28, 17) e posta sul frontone della facciata. La sua Confraternita è la più antica (fondata nel 1490) e, ogni anno, è impegnata con la parrocchia di San Rocco nell'organizzazione della processione del Cristo morto[82]. Inaugurata nel 2015 la nuova piazza antistante, dedicata a don Giovanni Valente[83].
  • La chiesetta di Sant'Antonio nei pressi del vecchio cimitero. Corrisponde alla chiesa e all'antico convento di Santa Maria in Vico (fondati nel 1570), distrutti dal terremoto del 1915. L'immagine della Madonna fu salvata dai frati cappuccini che la custodiscono nel convento di San Francesco. Il tabernacolo ligneo dei marangoni, salvatosi dalla furia del sisma è custodito nel museo centrale dell'ordine francescano a Roma. Si tratta di un prezioso esemplare di ebanisteria del settecento[84].
  • La chiesa e il convento di San Francesco, nel quartiere Frati, inaugurati nel 1920, mentre la chiesa fu consacrata due anni dopo.
  • La moderna chiesa di San Rocco, progettata dall'architetto Giuseppe Zander.
  • La chiesa della Santissima Trinità, in via Garibaldi.
  • La chiesa di San Pio X, nel quartiere di Borgo Angizia.
  • La chiesa della Madonna del Passo, che è consacrata a Santa Maria Goretti nel quartiere di Borgo Pineta.
  • La moderna chiesa dello Spirito Santo, nel quartiere della Pulcina.
  • La chiesa di San Gabriele dell'Addolorata presso strada 11 del Fucino.
  • Le chiese delle frazioni di Antrosano, Caruscino, Castelnuovo, Cese, Paterno, San Pelino e delle borgate di Incile e Borgo Via Nuova.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo di giustizia di Avezzano
  • Palazzo Torlonia con il retrostante parco ex-ARSSA (Villa Torlonia), già sede degli uffici dell'Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo in Abruzzo, ed ex Ente Fucino. All'interno del parco c'è il casino di caccia ligneo, opera dell'architetto Giuseppe Valadier.
  • Le numerose villette in stile liberty situate nel centro della città; stessa coerenza stilistica per l'unico edificio che ha resistito al terremoto del 13 gennaio 1915. Situato all'angolo di via Garibaldi e via Mons. Valerii, fu edificato agli inizi del XX secolo.
  • Il Palazzo di Città, progettato dall'ingegner Sebastiano Bultrini e inaugurato nel 1923. Presenta uno stile ispirato alle ville toscane del Quattrocento. La sala consiliare è adornata da affreschi eseguiti dal pittore Ferdinando Trabuzzi, uno dei quali raffigurante la decisa e volenterosa ricostruzione di Avezzano dopo il terremoto del 1915.
  • L'ampia e luminosa piazza Risorgimento a pianta rettangolare, opera dell'ingegner Mazzocchi, dotata di una fontana circolare.
  • Il Tribunale, in stile neoclassico eclettico, progettato dall'architetto Luigi Gallo. Il monumentale edificio (uno dei più importanti di Avezzano) venne inaugurato nel 1930 ed entrò immediatamente in funzione. Nel 1944 venne totalmente distrutto dai bombardamenti alleati, ma nel dopoguerra venne riedificato seguendo fedelmente il progetto originario. Nel 2012, a seguito delle manovre di tagli dell'esecutivo di Mario Monti e nonostante una lunga battaglia degli avvocati e dei 37 sindaci marsicani per la sua salvaguardia, è stata decisa la chiusura che sarebbe dovuta esserci nel 2013 insieme ad altri trenta tribunali in tutta Italia. Tuttavia il Tribunale di Avezzano ha goduto insieme ai tribunali abruzzesi di Lanciano, Sulmona e Vasto di una proroga fino al Settembre 2018 per le perduranti condizioni di inagibilità delle sedi dell'Aquila e Chieti fortemente danneggiate dal sisma del 2009[85]. Si spera ancora di riuscire a salvare la struttura giudiziaria della Marsica.
  • Il Memorial ai piedi del Monte Salviano, eretto in ricordo delle vittime del terremoto del 1915 e della Grande guerra. L'opera è del pittore e scultore Pasquale Di Fabio.
  • La Biblioteca, sede dell'Agenzia Regionale per i Servizi Culturali con auditorium e biblioteca in via Cavalieri di Vittorio Veneto, dell'architetto Paolo Portoghesi.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

La fontana ottocentesca di piazza Torlonia

Totalmente rasa al suolo nel 1915 e di nuovo nel 1944, la città di Avezzano non presenta un aspetto monumentale come altre località abruzzesi. Gli elementi d'interesse sono: i due portali in pietra della chiesa di San Nicola, sono conservati presso la nuova collocazione dell'Aia dei Musei, intitolata a "Giovanni Bozzi", in via Nuova, insieme alla collezione dei reperti lapidei funerari di epoca romana dell'ex Museo Lapidario Marsicano[86][87]; il fontanile cinquecentesco di Marcantonio Colonna, sito nell'omonima strada; la fontana circolare ottocentesca posta al centro di Villa Torlonia, donata dai Principi Annamaria e Giulio agli avezzanesi dopo il prosciugamento del lago Fucino. Simbolo della città rinata dopo il sisma del 1915: i resti della facciata della Collegiata di San Bartolomeo in largo San Bartolomeo. Interessante anche il monumento bronzeo ai Caduti delle Guerre, precedentemente posto in Piazza Risorgimento, poi in piazza Torlonia, realizzato dallo scultore neo-ellenistico Ermenegildo Luppi. Quasi alla sommità del sentiero di salita sul monte Salviano si incontra la cappella che conserva la pietra dove, all'inizio dell'Ottocento, si racconta, che il cavallo della Madonna incise con un colpo un suo zoccolo. Maria, dopo averlo incontrato, chiese ad un pastorello sordomuto avezzanese, ridonandogli parola e udito, di invitare gli abitanti a ricostruire il santuario di Pietraquaria a Lei dedicato[88].

Merita attenzione la testata dell'emissario torloniano del Fucino (il cosiddetto Incìle)[89] presso il canale collettore principale, su cui svetta, imponente, la grande statua di Maria Immacolata Concezione (opera di Nicola Carnevali)[90].

Castello Orsini-Colonna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello Orsini-Colonna.
Il castello Orsini-Colonna di Avezzano

Il castello Orsini-Colonna di Avezzano fu voluto nel 1490 da Gentile Virginio Orsini che lo fece edificare attorno ai resti della distrutta torre medievale di Gentile da Palearia, signore di Manoppello. Dopo il completamento dei lavori di recupero attuati negli anni novanta, nel maniero è stata inserita al piano terra una platea per lo svolgimento di convegni e spettacoli mentre al primo piano è stata insediata la Pinacoteca d'arte moderna intitolata al professor Ernesto Pomilio. Un elemento che caratterizza il castello è la disposizione delle quattro torri angolari, che risultano perfettamente allineate con i punti cardinali del magnetismo terrestre[91].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Alba Fucens.
Il sito archeologico di Alba Fucens
  • Il sito archeologico di Alba Fucens, nato come colonia di diritto latino, è situato a circa 7 km a nord di Avezzano[92].
  • La Grotta di Ciccio Felice situata alle pendici del Salviano, è un insediamento preistorico individuato nei pressi della strada Circonfucense, in corrispondenza di Strada 6 del Fucino.
  • L'area di scavo archeologico dell'ex collegiata di San Bartolomeo posta in pieno centro urbano, in via Orazio Mattei;
  • La villa romana adiacente il centro commerciale "I Marsi" sulla Via Tiburtina Valeria presenta un settore rustico ed un raffinato settore residenziale dove sono tornati alla luce, durante gli scavi del 2005, numerosi reperti ed anche un pregevole pavimento a mosaico con motivi figurati, tra cui, quello centrale policromo e le terme[93].
  • L'insediamento neolitico di Paterno, situato in località pianura di Cellitto, lungo l'antica via Valeria. Rinvenuta nel 1978 grazie anche all'opera dell'Archeoclub della Marsica, la statuetta litica di Paterno oltre a diverso vasellame ceramico[94].

Parco archeologico Cunicoli di Claudio[modifica | modifica wikitesto]

Cunicoli di Claudio

A sud della città di Avezzano, ai piedi del monte Salviano si affacciano sulla piana del Fucino gli imponenti imbocchi dei cunicoli di Claudio. La galleria sotterranea, lunga 5.653 metri, ha una sezione variabile da 5 a 10 m² con un dislivello pari a 8.44 metri. Venne realizzata tra il 42 e il 51 d.C. in occasione dei primi tentativi di prosciugamento del lago Fucino. Nei lavori che durarono circa 11 anni vennero coinvolti oltre 25.000 schiavi. Per semplificare il lavoro di perforazione e di estrazione del materiale, si scavarono 32 pozzi verticali e 6 cunicoli inclinati, dei quali rimangono ancora visibili i resti imponenti[95]. Il parco archeologico è stato inaugurato nel giugno del 1977.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Tra la vegetazione più caratteristica figurano gli alberi con funzione frangivento dimorati in filari attorno ai canali del Fucino: pioppi, carpini e cerri. Le strade di Avezzano sono adornate di alberi di ippocastani i cui frutti hanno potere antinfiammatorio. Pianta tipica di Avezzano è la salvia che ricopre il versante est del monte "sacro" agli avezzanesi, il Monte Salviano. Tutte le aree montane del territorio sono ricche di varie specie di funghi[96], castagne e, quelle collinari, di diverse varietà di tartufi[97], asparagi e piante da frutto.

Riserva Naturale Regionale del monte Salviano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale guidata Monte Salviano.
Panoramica dalla via dei Marsi

La Riserva naturale del monte Salviano (già parco periurbano) è stata istituita il 23 dicembre del 1999. Comprende un'area di circa 722 ettari ed è inserita nel mosaico delle aree protette abruzzesi. La riserva ha l'obiettivo di tutelare e valorizzare le risorse ambientali consentendo agli uomini di vivere in armonia con la natura. È frequentata soprattutto per attività sportive e religiose. Nell'ex bar in pietra, non distante dal santuario della Madonna di Pietraquaria, è stato aperto il centro culturale "La casa del Pellegrino", in cui si svolgono conferenze a tema e si discute di problematiche, esigenze e proposte ambientali[98]. Sul valico, a quota 900 metri slm, è posta l'opera "La creazione della vita, teatro della Germinazione" dello scultore Pietro Cascella. Da lì parte un percorso panoramico che sale lungo l'antica "via dei Marsi", un antico percorso già esistente in epoca preromana[99]. Un sentiero nel cuore della riserva è stato intitolato dal gruppo Scouts di Avezzano a lord Baden Powell. Non distante svetta il "Crocione", un gigante di legno posto tra gli alberi secolari, nel lontano 1902. Nel maggio del 2006, con la benedizione, si è conclusa una lunga e articolata fase di restauro[100]. Lo scoiattolo è il simbolo della riserva naturale.

Piazza Torlonia[modifica | modifica wikitesto]

Si trova su un'area pianeggiante a pianta triangolare tra via Roma e piazza della Repubblica. Anticamente gli avezzanesi vi mettevano il grano a seccare. Il Parco (chiamato semplicemente Piazza Torlonia) venne ornato di alberi e siepi e dotato di una fontana circolare dai Torlonia nella fine dell'800, in dono alla città. I cittadini ricambiarono facendo erigere, nell'area sud del Parco, un busto bronzeo del Principe Alessandro Torlonia. Qui, all'indomani del sisma del 13 gennaio 1915, si rifugiarono i pochi sopravvissuti.

Villa Torlonia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Torlonia (Avezzano).
Il palazzo Torlonia di Avezzano

Villa Torlonia, chiamata anche Parco ARSSA, avendo ospitato gli uffici dell'Agenzia Regionale per lo Sviluppo dei Servizi Agricoli e per distinguerla dal pubblico Parco Torlonia. Di pianta rettangolare si estende per vari ettari e comprende spazi espositivi, la sala convegni "Antonio Picchi", il museo della civiltà contadina e pastorale (presso il caratteristico "casino di caccia" edificato nel 1891) ed anche una neviera. Con delibera del 27 gennaio 2015 la Regione Abruzzo ha di fatto conferito la gestione di Villa Torlonia e di tutte le pertinenze al Comune di Avezzano. Era stato il Principe, Alessandro Torlonia, a concedere il palazzo di famiglia, simbolo di potere, al Comune di Avezzano nel 1950, e per motivi personali, nel 1978 all'ente Fucino, prima, ed alla Regione Abruzzo, poi.

Pineta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Borgo Pineta.

Realizzata a Borgo Pineta, durante la prima guerra mondiale, dagli austro-ungarici detenuti nel campo di concentramento (gli stessi che furono impegnati nel rimboschimento del vicino monte Salviano), con lo scopo di proteggere Avezzano dai venti invernali provenienti dal monte Velino. La vegetazione della pineta consiste esclusivamente in sempreverdi di medio-alto fusto. All'interno sono presenti importanti e frequentati impianti sportivi, nonché un percorso lungo due km, organizzato con attrezzi per l'esercizio fisico guidato.

Via Guglielmo Marconi

Viali alberati[modifica | modifica wikitesto]

Nata con le tipiche caratteristiche di città-giardino, Avezzano è per eccellenza la città abruzzese dei lunghi viali alberati, tra cui quelli del centro: via Corradini, via Cataldi, via Marconi e via Sauro (che delineano piazza Risorgimento), corso della Libertà, via Bagnoli, via Valerii, via Pagani, via Annamaria Torlonia e via Giuseppe Mazzini.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Dati relativi al comune di Avezzano fino al 15º Censimento generale del 2011.

Abitanti censiti[101]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

I dati ISTAT[102] al 1º gennaio 2015 rilevano una popolazione straniera residente pari a 3.445 persone, rappresentante l'8,1% della popolazione residente ad Avezzano. Le nazionalità maggiormente rappresentate sono:

  1. Romania: 1.134 - (32,92% del totale)
  2. Marocco: 873 - (25,34%)
  3. Albania: 265 - (7,69%)
  4. Ucraina: 265 - (7,69%)
  5. Pakistan: 121 - (3,51%)
  6. Bulgaria: 101 - (2,93%)
  7. Polonia: 94 - (2,73%)
  8. Cina: 72 - (2,09%)

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto abruzzese.
Dialetto dell'area Abruzzese occidentale nel sistema dei dialetti meridionali intermedi
« Mamma dicétte: "Arrìzzete ch’è óra, léste, se fa tàrde pé’ lla scòla" ì’, sènza famme dì’ più `na paròla, me vestìtte, ma… me recòrde ancora, m’èva date `ne mùcciche de pàne ch’ì’ me stév’a magnà’ sènz’appetìte,`ché me sentìv’ancóra `nzunnulìte, quànte sentèmme, cómme da lontane,

`ne rumóre che ppó’ fu spaventùse e che fice trettecà’ la casa: màmma capìtt’e più che persuàsa, fice `ne strìlle pròpia turmentùse. "Je tarramùte, cùrre, fijie béjie!.."[103] »

(Antonio Pitoni, "Màmma mé" Terremoto del 1915 in versi)

Il dialetto parlato ad Avezzano e nel suo circondario, incluso nell'area Abruzzese occidentale del sistema dei dialetti meridionali intermedi, presenta, a tratti, una somiglianza con il napoletano. Ciò a causa degli scambi economici documentati tra le città durante il Regno di Napoli attraverso la via per Sora e Cassino (es. giovane ad Avezzano: vajiule, a Napoli: guaglione). Foneticamente vicino a quello dell'area fucense della Marsica e dei paesi del Parco nazionale d'Abruzzo, il dialetto si estende a settentrione fino all'altopiano delle Rocche[104][105].

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

"Focaraccio" del quartiere Madonna del Passo
  • 25 aprile: fiera della Pietraquaria. Organizzata dall'assessorato alle attività produttive del Comune; centinaia gli espositori e le onlus presenti lungo le strade del centro-città. Nell'ambito della fiera la Cidec, la confederazione italiana degli esercenti-commercianti, organizza il mercatino dell'antiquariato in piazza Risorgimento[106].
  • 26 aprile: allo scendere della sera vengono accesi in tutti i quartieri della città i cosiddetti "focaracci", fuochi devozionali (sul modello dei fuochi di Beltane) alla Madonna di Pietraquaria, attorno ai quali si eseguono canti popolari e religiosi e piccoli concerti musicali. La festa è un'occasione per rincontrare gli emigranti che tornano ad Avezzano da ogni dove[107].
  • 27 aprile: ogni venticinque anni il quadro raffigurante la Madonna di Pietraquaria viene portato in Cattedrale dei Marsi, scendendo la via Crucis del monte Salviano e percorrendo le strade della città. Ogni anno, invece, si porta la statua della Vergine lungo due percorsi, alternandoli di anno in anno[108][109].
  • Maggio: permane l'usanza di recarsi all'alba, a piedi, verso il santuario della Madonna di Pietraquaria[110].
  • 24 agosto: festa patronale di San Bartolomeo Apostolo. Nei giorni precedenti la festa si celebra il triduo di preparazione alla processione ed alla festa[77].
  • 4 ottobre: festa di San Francesco d'Assisi con processione nel quartiere Frati[111].
  • Dicembre: dal 6 al 28 dicembre Avezzano ospita il mercatino di Natale, nella elegante piazza Risorgimento. Un intero villaggio di Natale, con chioschi in legno e luci colorate ornano ogni angolo del centro città con stand e prodotti tipici, oggettistica natalizia, nonché personaggi caratteristici che animano l'evento. Viene allestita anche una caratteristica pista di pattinaggio sul ghiaccio[112].
  • 26 dicembre: fiera di Santo Stefano. Importante appuntamento fieristico che fa registrare ogni anno migliaia di visitatori che giungono ad Avezzano dai centri marsicani e del centro Italia. Centinaia di stand presentano prodotti di ogni genere e i prodotti tipici locali[113].

Sanità, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ospedale SS.Filippo e Nicola di Avezzano
  • L'Ospedale civile polispecialistico "SS. Filippo e Nicola": situato originariamente in via San Francesco, dinanzi alla chiesa dei Santi Filippo e Nicola, da cui prese il nome, fu spostato in via Monte Velino dopo il sisma del 1915. Ricostruito, infine, a nord della città non distante dal casello autostradale della A24. Il centro poliambulatoriale ASL in via Monte Velino offre, invece, visite specialistiche;
  • La clinica della città è la casa di cura Di Lorenzo, plurispecialistica, situata in centro. Fino ai primi anni del Duemila è stata operativa anche la storica clinica "Santa Maria" (detta "la Covara"), frequentata soprattutto dalle partorienti avezzanesi e marsicane;
  • La casa di riposo comunale è intitolata a San Giuseppe. Ad Avezzano nord c'è la struttura privata "Marsica per noi";
  • Gruppo comunale volontari di Protezione Civile;
  • Croce Rossa Italiana, comitato locale di Avezzano;
  • Croce Verde di Avezzano, pubblica assistenza.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Ogni anno il quotidiano economico Il Sole 24 Ore effettua uno studio sulla qualità della vita delle 107 province italiane (escluse le ultime tre istituite in ordine di tempo), confrontando una serie di dati statistici su: tenore di vita, affari e lavoro, servizi ambiente e salute, ordine pubblico, popolazione e tempo libero[114][115]. Il rapporto realizzato dall'Università La Sapienza di Roma per la rivista specializzata Italia Oggi, invece, pone la provincia dell'Aquila, al 56º posto sul totale delle 110 province italiane.[116]. Il 21º rapporto "Ecosistema urbano" di Legambiente promuove per la prima volta la provincia al 6º posto sul totale di 104 province analizzate (escluse 6 tra le ultime istituite)[117]. Di seguito sono riportati gli ultimi rating della provincia dell'Aquila.

Anno Qualità della Vita (Il Sole 24 Ore) Qualità della Vita (Italia Oggi) Ecosistema Urbano (Legambiente)
2010 62º (-13) 63º (+4) 76º (-13)[A 5]
2011 70º (-8) 62º (+1) 35º (0)[A 6]
2012 74º (-4) 64º (-2) 35º (0)[A 6]
2013 71º (+3) 66º (-2) 10º (+25)[A 6]
2014 70º (+1) 56º (+10) [A 5]

Raccolta differenziata[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito sono riportati i dati sulla percentuale complessiva della raccolta differenziata nel comune di Avezzano.

Recycling symbol.svg 2008[118] 2009[119] 2010[120] 2011[121] 2012[122][123] 2013[124] 2014[125]
Avezzano[126] 14,07% 15,14% 14,59% 15,26% 28,70% 67,67% 73,97%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Liceo classico Alessandro Torlonia di Avezzano
Biblioteca dell'Agenzia regionale per la promozione culturale
Capitello della chiesa di San Bartolomeo crollata nel 1915

L'investimento nelle strutture scolastiche ha prodotto importanti effetti: in provincia, il distretto scolastico di Avezzano vanta la più consistente popolazione studentesca[127]. Tra le scuole più frequentate: il liceo scientifico "Vitruvio Pollione", il liceo classico "Alessandro Torlonia", il liceo statale di scienze umane "Benedetto Croce", l'istituto professionale per l'agricoltura "Arrigo Serpieri", l'istituto statale d'arte "Vincenzo Bellisario", l'istituto tecnico per geometri "Leon Battista Alberti", l'istituto di istruzione superiore "Ettore Majorana", l'istituto tecnico commerciale "Galileo Galilei" e l'istituto scolastico paritario cattolico "Sacro Cuore".

Università[modifica | modifica wikitesto]

La sede distaccata della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Teramo è situata in viale Newton presso la struttura di Sviluppo Italia[128]. Il corso di laurea, fortemente voluto da tutti i sindaci del territorio, è in piena attività.

La città è sede, da anni, di alcuni corsi della facoltà di scienze infermieristiche e fisioterapia dell'Università dell'Aquila ed ha ospitato per pochi mesi, sul finire dell'anno accademico 2008-2009, alcune facoltà aquilane a causa della momentanea inagibilità delle sedi principali dovuta al sisma del 2009. Per l'identico motivo nel maggio 2009, presso la scuola media Vivenza, è stato dislocato per pochi mesi il conservatorio Alfredo Casella. Dal 2012, invece, si tengono alcuni corsi pre-accademici grazie ad una convenzione tra conservatorio di musica ed associazione Jazz on[129].

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Polo della ricerca ad Avezzano è il CRAB[A 7]. Si tratta di un consorzio no profit, a totale partecipazione pubblica, creato per incentivare la cooperazione fra ricerca e industria nonché per promuovere e supportare le Piccole e Medie Imprese nell'innovazione di processo e di prodotto del comparto agro-industriale, produzione di microrganismi/starters, alta formazione[130].

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La città ha una ricca biblioteca comunale con un fondo di 20.000 volumi, tra cui la donazione dell'avvocato Rolando Spina di 8.000 opere. La sede si trova in centro, di fronte alla caserma dei Carabinieri, in via Gabriele D'Annunzio. Un'altra grande biblioteca è situata presso l'Agenzia regionale di promozione culturale in via dei Cavalieri di Vittorio Veneto. La Fondazione biblioteca "Bruno Cassinelli" si trova in via Corradini, quella della sezione di Avezzano dell'Archivio di Stato, in piazza Torlonia[131]. Gli altri archivi storici sono l'ASCA[A 8], sul ponte di via Giovanni Pagani, e l'archivio diocesano dei Marsi in corso della Libertà. Si ricordano, infine, le biblioteche cittadine private: Spina, Merolli, Pagani.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Museo lapidario marsicano e Museo di Arte Moderna di Avezzano.

Sale e centri culturali[modifica | modifica wikitesto]

La città è dotata di alcune sale per conferenze e appuntamenti culturali: l'Agenzia di Servizi Culturali della Regione Abruzzo in via Cavalieri di Vittorio Veneto, fornita di biblioteca ed auditorium; la sala conferenze del castello Orsini-Colonna; la sala conferenze "Antonio Picchi" dell'ex ARSSA in piazza Torlonia; la sala consiliare e la sala conferenze del Municipio in Piazza della Repubblica; la sala conferenze del Seminario diocesano in via Mons. Bagnoli.

Teatro dei Marsi[modifica | modifica wikitesto]

Il moderno Teatro dei Marsi

Il teatro ha sempre avuto un ruolo importante nelle attività culturali cittadine: nel 600 e nel 700 gli spettacoli andavano in scena nei sotterranei del castello Orsini-Colonna, in un piccolo teatro messo a disposizione dai Colonna. Dalla seconda metà dell'800 e fino al terremoto del 1915 si svolgevano, invece, nel Teatro "Ruggeri", in via San Francesco. L'attività teatrale riprese negli anni venti e fino agli anni novanta nel Cinema Teatro Impero in via Garibaldi. Con alterne vicende, dal 1994 al 2005, l'attività teatrale si è svolta presso il ristrutturato castello Orsini-Colonna. Nel maggio 2006 è stato inaugurato il nuovo Teatro dei Marsi, in via Cavalieri di Vittorio Veneto, nel quartiere di Borgo Pineta: nella moderna struttura, una delle più grandi in Abruzzo con i suoi 800 posti a sedere, è ripresa a pieno ritmo l'attività teatrale bruscamente interrotta a causa del terremoto del 1915 e proseguita in sedi temporanee per tutto il XX secolo[133]. L'interesse di avezzanesi e marsicani per l'attività teatrale trova l'appoggio nelle più importanti compagnie cittadine, tra cui il Teatro Lanciavicchio e il Teatro dei Colori. Diverse le associazioni amatoriali e dialettali in attività. Le prime sorte in città sono state "Je Furne de Zefferine", Je concentraménte, e le Tre Conche. Sono presenti nel territorio numerose associazioni corali che spaziano dalla musica sacra alla polifonica, ed altre organizzazioni culturali che si occupano di valorizzare tutti i generi musicali[134].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Antenna Futura
  • Radio Luna
  • Radio Monte Velino[135]
  • Radio Stella[136]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Quotidiani:

Riviste:

  • Il Velino
  • Marsica Tuttosport
  • Periscopio
  • Sipario
  • Terre Marsicane
  • TuttoAffari

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Al Teatro dei Marsi, ad aprile, si svolge ogni anno il Festival della canzone Città di Avezzano. Una delle più importanti passerelle televisive nazionali per interpreti, cantautori e gruppi musicali, giunta oltre le venti edizioni. Ideatore, organizzatore e direttore artistico è da sempre, Luca Di Nicola, volto noto di Rai Uno. Gli artisti concorrono con brani inediti e sono accompagnati dall'orchestra diretta dal maestro Tiziana Buttari. Il premio "Civiltà dei Marsi", è il riconoscimento che ogni anno viene assegnato ai protagonisti della cultura, della televisione, del giornalismo, della musica, del cinema, del teatro, della prosa, della danza, dell'arte e dello spettacolo[139].

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Gnocchi di patate
Arrosticini

L'antica tradizione gastronomica avezzanese era legata all'attività piscatoria del lago Fucino. Venivano cucinati i "piisci sott'aje coppe", ovvero pesci di lago (tinche, carpe, trote, anguille) puliti e riempiti di foglie di salvia, cotti sotto la brace del camino, protetti da un coppo (tegola in cotto). Dopo il prosciugamento del lago la cucina avezzanese si è radicalmente trasformata, grazie ai prodotti delle coltivazioni del Fucino, avvicinandosi alla tradizione culinaria dell'Abruzzo interno con personali interpretazioni e contributi. Avezzano è nota in Italia specialmente per la produzione di un'eccellente qualità di patate del Fucino (certificate IGP[140], DOP e PAT), i cui utilizzi variano: dal pane alle fritture, dagli impasti alle cotture in forno o bollite. I primi piatti si distinguono per l'uso di formati di pasta abruzzesi come i maccheroni "alla chitarra", i ravioli, le fettuccine (le cosiddette "sagnette aje sughe"), accompagnati da salse a base di pomodoro con carne di vitello o maiale. Sono usati in inverno brodi a base vegetale o di pollo. Tipico primo originario della Marsica transumante sono gli anellini "alla pecoraia", una pasta a forma di anello servita con una salsa di pomodoro e vegetali a cui si aggiunge la ricotta di pecora. Eredità della cucina povera rinascimentale sono le minestre a base di legumi e farro servite con ceci o fagioli e le "sagne ajii faciuli". Le carni usate per cucinare sughi e secondi sono della tradizione pastorale d'Abruzzo: quindi sono usate in maggioranza le carni ovine, ma dopo la scomparsa della transumanza vi è stato un incremento di consumo di carni bovine. Ricetta tipica è la "pecora ajo cotturo", pecora cotta in un grande paiolo di rame. Non mancano, nelle sagre della Marsica, i tipici arrosticini. Dolci tipici sono le ferratelle marsicane, sfoglie dolci invernali realizzate con stampi in metallo dal disegno a rombi in rilievo. Una menzione a parte merita il mosto cotto avezzanese: vino rosso bollito in un pentolino di metallo durante la stagione fredda. Il viaggiatore inglese Edward Lear, di passaggio in Avezzano nella prima metà dell'Ottocento ed ospite della famiglia Corradini[141], cita il mosto cotto più volte nei suoi scritti[142]. Rinomata, infine, è la produzione di vini rossi di vite Montepulciano (ad Avezzano hanno sede alcune aziende del settore[143]).

Persone legate ad Avezzano[modifica | modifica wikitesto]

Sono numerose e varie le personalità di ogni epoca che ad Avezzano sono nate, hanno vissuto a lungo o comunque hanno operato significativamente e hanno stabilito dei saldi rapporti con la città, il suo spirito e i suoi ruoli.

Epoca antico-romana
Tardoantico - Medioevo - Rinascimento - Barocco
Settecento - Ottocento
Novecento - III millennio

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanisticamente ed architettonicamente Avezzano risulta una città del Novecento, in stile Liberty, ricostruita dopo il terremoto del 1915. Numerosi elementi lapidei, tuttavia, furono recuperati dalle macerie del sisma e testimoniano la plurimillenaria storia della città. Grazie ai notevoli fondi recuperati dall'Onorevole Camillo Corradini, la città fu ricostruita con il Piano Regolatore del 1918, firmato dall'ingegnere Sebastiano Bultrini. Un piano vagamente ispirato a Roma, grazie al quale Avezzano presenta due punti generatori: Piazza della Stazione da cui parte il tridente via Montello, via Garibaldi, Corso della Libertà e Piazza Castello da cui parte una raggiera di strade. Bensì l'urbanistica di Avezzano, tipica degli anni venti in Italia, è definita anche "balneare" da architetti ed urbanisti e risulta del tutto insolita nell'Abruzzo montano. A struttura regolare, con strade frequentemente incrociate in angoli retti, Avezzano presenta un sistema viario dotato di marciapiedi larghi ed alberati.

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Rocco
Avezzano nord: larghe strade e pista ciclabile
  • Centro-città: originariamente chiamata "contrada Melazzano", la vita di questo quartiere ruota essenzialmente attorno alla spaziosa e luminosa piazza Risorgimento su cui si affaccia la cattedrale. L'ampia fontana, la piazza e la storica scuola Montessori si avviano ad un restyling fortemente atteso e voluto dal Comune ed appoggiato dalla Fondazione Carispaq[146][147]. Nell'area centrale sorgono il municipio, i principali esercizi commerciali, le banche, le scuole elementari e medie, il Liceo Classico "Alessandro Torlonia", con l'ampio cortile interno trasformato in un particolare campo di calcetto in erba sintetica, gli uffici, la Curia vescovile, la chiesa di Don Orione, la chiesa di San Giuseppe (ora legata alla locale comunità dei rumeni ortodossi), gli uffici della Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila, il tribunale, gli alberghi e la stazione ferroviaria. A poche centinaia di metri da piazza Risorgimento ci sono due tra le principali aree verdi della città: villa Torlonia e piazza Torlonia.
  • San Nicola: da piazza Castello lungo via San Francesco, nella zona più a sud della città; quartiere tra i più antichi e popolosi, centro del quale è l'antica parrocchia di San Giovanni Decollato. Accanto alla chiesa sorge il caratteristico Castello Orsini-Colonna: particolare la disposizione delle quattro torri angolari che risultano perfettamente allineate con i punti cardinali del magnetismo terrestre. Nel 1980 il regista Carlo Lizzani girò qui alcune scene del film Fontamara tratto dall'omonimo romanzo di Ignazio Silone. Altra testimonianza storica è offerta dalla chiesetta di Sant'Antonio Abate, legata ad alcuni residui delle festività in onore del santo, il 17 gennaio. Sono presenti la casa circondariale e alcuni impianti sportivi.
  • Via Napoli: ci si riferisce al quartiere composto dalla strada omonima e da quelle ad essa adiacenti, a sud-ovest della città, tra San Nicola e Chiusa Resta. In una delle sue traverse si trova lo Stadio dei Marsi.
  • Chiusa Resta: attorno a via America, ad ovest, tra via Napoli e Pucetta. Prende il nome dalla ex chiusa dei Conti Resta.
  • Pucetta (da "focetta"), ora Borgo Angizia, ad ovest, tra Chiusa Resta e i Frati; quartiere della parrocchia di San Pio X.
  • I Frati: ad ovest di via Roma, tra Pucetta e Cesolino. Qui è situato il centro sportivo San Francesco.
  • Cesolino: all'estremità nord-ovest della città; vi sono frequentati impianti sportivi e gli svincoli per l'Autostrada A25 e per la Avezzano-Sora.
  • Borgo Pineta: a nord, tra la stazione ferroviaria e la pineta da cui prende nome; conosciuto anche come Concentramento, dal campo di concentramento per i prigionieri di guerra del primo conflitto mondiale e poi riutilizzato nella seconda guerra mondiale. Quartiere molto popoloso e ricco di attività commerciali e culturali: sono infatti presenti il Teatro dei Marsi, la biblioteca e il centro servizi culturali. Centro della vita religiosa è la parrocchia dedicata a Santa Maria Goretti. Presenta inoltre ampi giardini pubblici e i maggiori impianti sportivi della città.
  • Barbazzano: a nord, tra Borgo Pineta e la Pulcina.
Campana della Pace in piazza Ercole Nardelli
  • La Pulcina: all'estremità nord della città, tra Borgo Pineta e Scalzagallo; quartiere moderno in cui sono presenti gli altri maggiori istituti superiori (liceo scientifico, liceo statale di scienze umane ed istituto tecnico-industriale), i nuovi uffici del comune in via di completamento e la parrocchia dello Spirito Santo. In piazza Ercole Nardelli è stata posizionata l'antica campana dei Torlonia che veniva suonata per richiamare i contadini dal lavoro. La cosiddetta "campana della Pace", è divenuta un inno di fratellanza tra i popoli[148]. Poco più a nord c'è l'ospedale civile "SS.Filippo e Nicola", il principale presidio sanitario della Marsica.
  • Scalzagallo: all'estremità nord-est; quartiere esclusivamente residenziale in attuale fase di inurbamento.
  • San Rocco: ad est del centro, incluso nel quadrilatero composto da via Montello, via XX Settembre, via dei Fiori e via Don Luigi Sturzo; la parrocchia di riferimento è dedicata al santo che dà nome al quartiere.
  • Il Cupello: il suo nome deriva da copella, si estende a sud-est verso il Fucino, tra via Garibaldi, via XX Settembre e Sant'Andrea.
  • Sant'Andrea: ad est, tra Piazza Cavour e il Cupello; la parrocchia è dedicata alla Santissima Trinità.
  • Piazza Cavour: a sud, tra San Nicola e Sant'Andrea; la vita di questa zona ruota tutta attorno alla piazza omonima, da cui partono le due lunghe strade che collegano Borgo Via Nuova e il nucleo industriale con il centro urbano.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Antrosano
Antrosano
adagiata sul versante meridionale del colle di Alba Fucens, sorge a nord di Avezzano. Fu costruita dagli abitanti di Albe fuggiti dalla loro città, fatta distruggere da Carlo I d'Angiò dopo la battaglia di Tagliacozzo. Secondo lo storico Muzio Febonio, autore di "Historiae Marsorum"[149], il toponimo deriverebbe dall'antro nel quale si provvedeva alla salute degli infermi[150]. Altra ipotesi sarebbe quella che vorrebbe la derivazione dal latino drausia (pozzanghera), da cui il dialettale ndruscià (guazzare) che porterebbe a Ntrusciane, nome in dialetto del borgo[151]. Nei suoi primi anni Antrosano apparteneva a Tagliacozzo e le sue chiese vennero elencate nella Bolla di Clemente III[152]: San Pancrazio e Santa Croce, la prima originariamente intitolata a San Satiro (patrono di Antrosano)[153]. Il borgo divenne universitas forse nei primi anni del XVII secolo e tale rimase per tutto il XVIII secolo, mentre, nell'Ottocento passò sotto il comune di Massa d'Albe, per poi definitivamente essere annessa al comune di Avezzano nel 1959 con una sottoscrizione popolare. Negli ultimi cinquant'anni si è trasformato da centro prettamente agricolo a zona residenziale. I residenti al 31/12/2014 sono 1002[154].
Stemma di Castelnuovo
Castelnuovo dei Marsi
situato a nord di Avezzano. È incastonato tra il monte Velino ed il monte Castello, circondato da boschetti di olmi, salici, pioppi e prati di un verde intenso attraversati da ruscelli di piccole dimensioni alimentati da numerose risorgive alle falde dei monti. La sua origine coincide con l'epoca dell'incastellamento. Attrezzati maneggi organizzano passeggiate a cavallo. L'amena frazione è abitata da 167 persone[154].
Stemma di Cese
Cese dei Marsi
il borgo probabilmente è nato dall'esigenza di alcuni pastori e contadini che, dopo vicissitudini di varia natura, pare abbiano abbandonato capanne, baracche e casolari disseminati nei Piani Palentini per aggregarsi in un unico centro. Il paese, nel tempo, si è consolidato intorno all'abbazia che i benedettini avevano edificato, ristrutturando un preesistente tempio pagano, dopo aver lasciato il vecchio monastero che occupavano sul Monte Cimarani.  Numero degli abitanti: 602[154].
Stemma di San Pelino
San Pelino
3 km a est di Avezzano lungo l'antica Via Tiburtina Valeria. Sorse come vicus intorno alla villa romana appartenente a Lucio Vitellio, proconsole di Caria (Siria), circondata da ricchi frutteti e vigneti[155]. Prese il nome attuale da Pelino, vescovo di Brindisi martirizzato a Corfinio nel 662. Con i suoi 2033 abitanti è la frazione più popolosa del Comune di Avezzano[154].
Stemma di Paterno
Paterno
immediatamente contiguo a San Pelino, dista circa 5 km a est da Avezzano ed è l'ultima area urbana del comune prima di Celano. Il paese è sorto in epoca romana attorno alla villa del console Paterno, nel medioevo s'ingrandì grazie ad alcune popolazioni di villaggi lacustri abbandonati per via delle esondazioni del Fucino. Il suo nome appare nel 774, quando Ildebrando duca di Spoleto dona a Montecassino la chiesa di San Giorgio in Paterno, con cinquecento moggi di terra e il diritto di pesca nel lago del Fucino[156]. Gli abitanti rei di parteggiare per Federico II vennero puniti nel 1222 dal conte di Molise, Tommaso, che rase al suolo e incendiò il borgo. Passò sotto Celano nel XIII secolo. In epoca moderna passa sotto la signoria dei Colonna nel 1511. Qui avvenne il saccheggio all'epoca della rivolta di Masaniello nel 1647, ma anche la costituzione della sua "universitas" autonoma. Nel 1799 si registro il passaggio delle truppe francesi, infine, nel 1806 divenne frazione di Celano[157]. Grazie al prosciugamento del lago Fucino ci fu un importante incremento demografico, ma Paterno venne distrutta dal terremoto del 1915. Ben presto risorto, tra il 1938 e il 1939, venne edificata la chiesa intitolata a San Sebastiano. Nel 1954 divenne definitivamente frazione di Avezzano. Conta 1818 abitanti[154].
San Giuseppe di Caruscino
sorge a circa 3 km ad est dal centro di Avezzano, è chiamata semplicemente Caruscino. L'origine del nome è antica: deriverebbe dal latino carex (caricinus), ovvero carice[158] La borgata attuale, che conta ben 1548 abitanti[154], è sorta solo nel 1953 come "Villaggio del bracciante San Giuseppe di Caruscino" per iniziativa dell'Ente Fucino[159].
Pietraquaria
località di epoca medievale[160], ospita il convento del Santuario della Madonna di Pietraquaria ed è situata nel cuore della Riserva periurbana del monte Salviano.
Borgo Incile
posta 4 km a sud di Avezzano, è la frazione più meridionale del comune. Ai tempi del prosciugamento fu proprio in questo luogo che vennero convogliate le acque del Fucino per permettere che defluissero nel fiume Liri attraverso un grande canale collettore. L'emissario venne monumentalizzato con il ponte delle paratìe, su cui è posta una grande statua della Madonna dell'Immacolata Concezione. Il borgo è sorto per volontà dei contadini giunti per lavorare le terre coltivabili strappate dalle acque del lago. Negli anni cinquanta del XX secolo le case rurali vennero sostituite con nuove case coloniche e, per volontà dell'Ente Fucino, vennero edificate una chiesa intitolata alla Madonna di Loreto e aree di aggregazione per i giovani.
Borgo Via Nuova
si trova a sud di Avezzano. Nei locali dell'ex mattatoio comunale è stata allestita in via definitiva l'Aia dei Musei.

Località[modifica | modifica wikitesto]

  • Macerino Vecchio
  • Nucleo Industriale
  • Olmetto
  • Papacqua
  • Pozzone

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Piana del Fucino in una foto Earth observatory della NASA

Numerose aziende agricole della piana del Fucino si distinguono per la qualità degli ortaggi. Particolarmente rinomate sono le squisite patate per le quali nel 2014 si è concluso felicemente l'iter per il riconoscimento del marchio di qualità IGP (indicazione geografica protetta) attribuito dall'Unione europea[161]. Numerose le altre qualità di ortaggi: carota dell'altopiano del Fucino IGP[162], insalate e ogni genere di prodotto orticolo. In Abruzzo il 25% del PIL agricolo arriva dal Fucino[163].

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Sorto negli anni settanta appena fuori dalla città in direzione Luco dei Marsi, il Nucleo Industriale annovera numerosissime attività industriali e di produzione merceologica ed è il motore dell'economia della Provincia[164]. Tra queste spiccano Micron Technology ed L-Foundry, giganti della produzione elettronica altamente specializzata. Nel fab "innovation & technology" di Avezzano lavorano 1.600 addetti. Operano, inoltre, la Tv araba, Kidco, la cartiera Burgo (Burgo group), la Fiamm, la Saes, la Presider, la Presafer e numerose altre imprese specializzate[165]. Non distante, nella piana del Fucino, c'è il centro spaziale "Piero Fanti" di Telespazio: tra i principali operatori al mondo nei servizi satellitari che conta su una rete internazionale di centri spaziali e teleporti ed opera in tutto il mondo attraverso numerose società controllate. Quasi a collegare simbolicamente la moderna tecnologia delle comunicazioni spaziali con quella pionieristica del genio di Guglielmo Marconi, presso la sede Telespazio del Fucino è stata situata la parte rimanente (elica e timone) della poppa del panfilo "Elettra" sul quale Marconi dal 1919 sino agli anni '30 effettuò studi ed esperimenti, primo "laboratorio galleggiante" della storia. Alcuni frammenti ferrosi dello scafo sono stati fatti analizzare dalla CCIAA di Roma che ha promosso il restauro[166].

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Avezzano dal monte Salviano panoramica1.jpg
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Foto panoramica dal monte Salviano

La città di Avezzano è l'ideale punto di partenza per raggiungere facilmente le numerose località montane della Marsica. Vere e proprie bellezze naturalistiche e architettoniche dell'Abruzzo interno: il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il parco regionale naturale del Sirente - Velino, Tagliacozzo, i borghi della piana del Cavaliere, la valle Roveto, la valle del Giovenco, Ovindoli e l'altopiano delle Rocche. Avezzano è ben collegata anche con la Ciociaria, l'alta valle dell'Aniene e la valle del Salto, tutte località al confine del Lazio con la Marsica.

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

Mercato del sabato ad Avezzano

Un ruolo molto importante riveste per la città il settore commercio, terziario tradizionale e terziario avanzato. Le grandi aree commerciali si trovano sulla via Tiburtina Valeria, tra via Roma e Cappelle dei Marsi e lungo via XX Settembre, alle porte della città. Il cosiddetto centro commerciale naturale, invece, è costituito, per lo più, dalle attività del centro urbano. Si tratta di esercizi del commercio, dell’artigianato, del turismo e dei servizi, che operano nel centro città. Ad Avezzano si svolgono due mercati: il mercoledì in piazza Risorgimento e il sabato, con un gran numero di ambulanti, lungo le strade del centro[167]. Nella rinnovata piazza del Mercato si vendono, col sistema chilometro zero, i prodotti tipici marsicani e i prodotti biologici[168].

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 è stato inaugurato il centro fieristico di Avezzano, dislocato in un'ampia area coperta in Via Einstein, che ospita fiere d'importanza nazionale di ogni genere: dall'artigianato in tutte le sue forme, all'industria e dalla tecnologia all'elettronica.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Il viadotto di Pietrasecca, tra Avezzano e Roma

Avezzano è servita dalle autostrade A25 Roma-Torano-Pescara ed A24 Roma-L'Aquila-Teramo: la cui diramazione si trova a pochi chilometri a nord-ovest dal casello di Avezzano.

Strade Statali[modifica | modifica wikitesto]

Le altre arterie stradali costituenti la rete principale sono la Superstrada Avezzano-Sora (SS 690), detta anche "Superstrada del Liri": collega la città a Sora e Cassino; la Strada Statale 82 della Valle del Liri: collega Avezzano con il Basso Lazio, terminando il suo percorso ad Itri in provincia di Latina; la Strada statale 5 Via Tiburtina Valeria: ha inizio a Roma, collega la capitale con Tivoli, Avezzano, Sulmona e Pescara; la Strada statale 578 Salto Cicolana: collega Rieti con Avezzano.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Avezzano.
Stazione ferroviaria di Avezzano

La stazione della città, è servita dalle relazioni che percorrono la ferrovia Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara, funge altresì, da località di diramazione con la linea Avezzano-Roccasecca che la collega con Sora e Cassino[169]. Nella piccola stazione di Paterno-San Pelino, chiusa nel 1999, transitano i treni regionali tra Roma Tiburtina e Pescara[170].

Interporto[modifica | modifica wikitesto]

È presente ad Avezzano, connesso al casello autostradale della A25, l'interporto o Centro Smistamento Merci della Marsica, infrastruttura che ospita dal 2009, a seguito del sisma dell'Aquila, la Croce Rossa Italiana e la Protezione Civile.

Mobilità urbana e interurbana[modifica | modifica wikitesto]

La mobilità interurbana è garantita dagli autoservizi curati dall'ARPA[A 9][171] e dalla Cotral[A 10][172], mentre quella urbana e suburbana è svolta dalla SCAV[A 11][173]. Alcune autolinee a lunga percorrenza collegano Avezzano a diverse località italiane (Roma, Rieti, Pescara, Napoli, Ancona, Bologna, Milano) ed anche estere.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Avezzano.

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Avezzano dal 1985[174]. I dati precedenti sono archiviati presso l'ASCA[A 8].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
10 luglio 1972 9 settembre 1976 Sergio Cataldi Democrazia Cristiana Sindaco
10 settembre 1976 11 agosto 1981 Daniele Sansone Democrazia Cristiana Sindaco
12 agosto 1981 19 dicembre 1982 Amelio Santucci Democrazia Cristiana Sindaco
20 dicembre 1982 5 maggio 1987 Sergio Cataldi Democrazia Cristiana Sindaco
6 maggio 1987 4 agosto 1987 Francesco Panico Democrazia Cristiana Assessore anziano ff.
5 agosto 1987 2 agosto 1990 Eleuterio Simonelli coalizione Dc-Psi-Psdi-Pri Sindaco
3 agosto 1990 22 luglio 1992 Eleuterio Simonelli coalizione Dc-Psi Sindaco
23 luglio 1992 2 ottobre 1992 Luigi Michetti coalizione Dc-Psi Assessore anziano ff.
3 ottobre 1992 8 maggio 1993 Franco Buttari coalizione Dc-Psi Sindaco
28 maggio 1993 6 dicembre 1993 Alessandro Colagrande Commissario straordinario
7 dicembre 1993 15 novembre 1997 Mario Spallone coalizione Pds-Psi-Verdi-Rete Sindaco
16 novembre1997 25 maggio 2002 Mario Spallone L'Ulivo Sindaco
26 maggio 2002 26 maggio 2007 Antonio Floris coalizione An-Fi-Ccd-Pri Sindaco
27 maggio 2007 5 maggio 2012 Antonio Floris coalizione An-Fi-Udc-Idm poi Pdl Sindaco
6 maggio 2012 In carica Giovanni Di Pangrazio coalizione Pd-Idv-Udc-Fli-Api Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Circoscrizioni[modifica | modifica wikitesto]

Amministrativamente il territorio comunale è ripartito in 15 circoscrizioni[177]:

  • Circoscrizioni 1-8: Avezzano città
  • Circoscrizione 09: Borgo via Nuova-Borgo Incile
  • Circoscrizione 10: Castelnuovo dei Marsi
  • Circoscrizione 11: Caruscino
  • Circoscrizione 12: San Pelino
  • Circoscrizione 13: Paterno
  • Circoscrizione 14: Antrosano
  • Circoscrizione 15: Cese dei Marsi

Enti sovracomunali[modifica | modifica wikitesto]

Avezzano è sede della Comunità montana "Montagna Marsicana" che comprende 33 comuni. Il nuovo ente territoriale ha assorbito le ex Comunità montane Marsica 1, Valle del Giovenco e Valle Roveto[178]. In via XX Settembre c'è la sede decentrata della provincia dell'Aquila[179], in via Don Minzoni l'ufficio territoriale di Agenzia delle Entrate[180], in via Cavalieri di Vittorio Veneto la sede decentrata dell'Inps[181]. In piazza Torlonia si trova, invece, la sede del Consorzio di bonifica ovest "Bacino Liri-Garigliano"[182] e in via Sandro Pertini, la sede operativa dell'agenzia territoriale per lo sviluppo locale, il Gal "Terre Aquilane"[183]. La sede decentrata della Camera di Commercio dell'Aquila si trova in via Cavalieri di Vittorio Veneto[184], la sede territoriale dell'Agenzia delle Dogane in via Vezzia[185].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Tribuna dello Stadio dei Marsi

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Avezzano Calcio.

La principale squadra di calcio della città è l'Avezzano calcio che milita nel campionato di Serie D. Raccoglie l'eredità dell'Avezzano Calcio 1919, ricostituita nel 1998 (dopo tracollo finanziario) e nel 2009 (a seguito della cessione del titolo). Nel 1996-1997 ha militato in Serie C1, massimo livello raggiunto dai biancoverdi.

Rugby[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Avezzano Rugby A.S.D..

Molto seguita la squadra di rugby di Avezzano che nel 2006 è stata promossa per la prima volta in serie A, retrocessa l'anno seguente in Serie B e nel 2011 nuovamente promossa in serie A. Primo club rugbistico in Abruzzo per numero di iscritti, l'Avezzano Rugby vanta un considerevole movimento giovanile e femminile. Milita in Serie B.

Hockey[modifica | modifica wikitesto]

  • Hockey su prato - la città è sede dell'unica società di hockey prato esistente in Abruzzo, l'Hockey Avezzano, con sede sociale in via dei Gladioli. La squadra milita nel campionato di Serie B, girone laziale-umbro-marchigiano. Squadra di buon livello, spesso è impegnata nella pool promozione, con compagini di grande tradizione.
  • Hockey su ghiaccio - l'Hockey club Avezzano ha partecipato alla Serie C interregionale Centro-Sud di hockey su ghiaccio nel Campionato italiano di hockey su ghiaccio 2009-2010. Unica formazione abruzzese attiva a livello agonistico in questa disciplina.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Per tre volte Avezzano è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia. In tutte le occasioni la corsa è ripartita dalla città:

In diverse edizioni la corsa dei due mari, la Tirreno-Adriatico, è passata e ha fatto tappa ad Avezzano.

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

Stadio dei Pini di Avezzano

Da anni Avezzano ospita un'importante manifestazione di atletica leggera di levatura internazionale, il "Meeting Marianella", che ha visto la partecipazione di Fiona May, Fabrizio Mori, Stefano Baldini ed altri campioni olimpici e mondiali. Le prime edizioni si svolsero nel 1974, 1975 e 1976 e videro la presenza di atleti di altissimo livello. Ricordiamo Sara Simeoni che stabilì il record italiano di salto in alto, Pietro Mennea e lo statunitense Steve Williams, primatista mondiale dei cento metri[186]. La manifestazione non si è più disputata per poi riprendere nel 1996 sotto l'egida della FIDAL. L'USA[A 12] Sporting Club di Avezzano promuove da decenni la regina degli sport tra i giovani della città e della Marsica. Ogni anno Avezzano ospita la mezza maratona del Fucino, gara internazionale FIDAL su strada di circa 21 km che si snoda lungo i viali dell'omonima piana. Il percorso molto suggestivo è completamente pianeggiante con un dislivello pari a zero[187].

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

  • Pugilato - nel 2009 Avezzano ha ospitato le gare di pugilato dei XVI Giochi del Mediterraneo. La città vanta una lunga e importante tradizione pugilistica. Tanti gli atleti che hanno conquistato titoli italiani, europei e anche mondiali nelle varie categorie.
  • Arti marziali - Avezzano vanta una grande tradizione sportiva, molti atleti si distinguono nelle varie discipline (Ju Jitsu e Judo su tutte), portando a casa riconoscimenti nazionali ed internazionali. Si sono svolti ad Avezzano, nel corso degli anni, campionati italiani sia senior che juniores.
  • Parapendio - il monte Cimarani, che sovrasta il nucleo di Pietraquaria, rientra nella mappa degli amanti del parapendio, il cui decollo è fissato a 1050 metri slm. L'area di atterraggio si trova nei piani Palentini oltre l'abitato di Cese dei Marsi[188].
  • Tennis - esistono due circoli, il circolo tennis e l'Avezzano tennis team. Gli impianti sportivi della zona nord ospitano spesso tornei di levatura nazionale ed internazionale. Numerosi i giovani impegnati nelle competizioni a squadre e individuali.
  • Scherma - dal 2013 l'Avezzano Scherma organizza corsi di avviamento per giovani e adulti tenuti da tecnici federali FIS e CONI.
  • Calcio a 5 - per quattro stagioni, dal 1990 al 1994, la Pro Calcetto Avezzano ha militato nel massimo campionato di Serie A. Altre formazioni militano in tornei regionali.
  • Pallavolo - presenti in città la squadra maschile e quella femminile con buoni risultati a livello regionale e giovanile. Nei primi anni 2000 la squadra maschile ha militato in serie B1.
  • Tennis tavolo - la città vanta un buon movimento ed un'ottima tradizione.
  • Golf - il Golf club Avezzano è stato costituito nel 2012. Da allora promuove questo sport nel territorio marsicano grazie all'ausilio di maestri federali.
  • Mountain bike - con il riconoscimento da parte della Federazione Ciclistica italiana dall'agosto del 2014 è attiva la Scuola di ciclismo nazionale. La nuova realtà chiamata "Avezzano Mtb Camp School" ha sede presso il Bike Park dello Stadio dei Pini (ingresso Via delle Olimpiadi).
  • Tiro con l'arco - disciplina curata in città da tre società: "Arcieri Aquila Reale", "Arcieri Arcobaleno", e "Tiro con l'Arco Marsicano" che di concerto con la FITArco organizzano spesso gare agonistiche[189].
  • Basket - la società cittadina, nata negli anni '70, organizza corsi di basket e minibasket e partecipa ai campionati esordienti.
  • Sci - Lo sci club Avezzano organizza sotto l'egida della FISI corsi di sci "prima neve" e sci alpinismo sulle stazioni sciistiche della Marsica e dell'Abruzzo montano[190].

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

La piscina di Avezzano: centro federale natatorio
Velodromo e pista di pattinaggio

Numerose sono le strutture sportive attive nella città di Avezzano, a partire dallo Stadio dei Marsi, situato nel cuore della città e campo di gioco dell'Avezzano Calcio. A nord, nello scenario di Borgo Pineta, spicca lo Stadio dei Pini con la pista di atletica leggera. Accanto c'è la palestra comunale "Marsica boxe" che è anche centro federale FPI. Sul lato di via delle Olimpiadi insiste il Bike Park per gli appassionati di mountain bike. Non distanti sorgono l'area per il tiro con l'arco e i campi da tennis. Nel centro polisportivo "Rolando Appolloni" ci sono campi coperti per il tennis, un campo per il calcetto e uno per il calciotto, il velodromo (per il ciclismo su pista) e la pista di pattinaggio. All'interno della pineta, invece, si snoda un percorso ludico-sportivo di 3 km con attrezzi per l'esercizio fisico guidato ed è presente la moderna piscina comunale gestita dalla Federazione Italiana Nuoto (dati tecnici: vasca 33x21m con pontone mobile, vasca didattica 18x9m, palestra e tribune 500 pax). Qui si svolgono, molto spesso, gare regionali e nazionali di nuoto, nuoto sincronizzato e pallanuoto[191]. Ad est del centro cittadino, lungo l'asse di via XX settembre, sorge lo stadio di rugby, luogo di allenamento e di gioco dell'Avezzano Rugby; adiacente, l'area dedicata all'hockey su prato. Su via Roma, alle porte della città, c'è il centro sportivo Cesolino, dotato di campo da calcio e palestra. Tre i Palazzetti dello Sport, uno nel quartiere della Pulcina, poco distante dalla scuola media "Alessandro Vivenza", l'altro a San Nicola, annesso alla scuola media "Luigi Marini" e il Palawinner, in via Paolini, inaugurato nel Gennaio 2015, di fronte ai campi del "circolo Tennis Avezzano". A San Pelino insiste un meraviglioso campo da golf su una superficie di circa 3.000 mq[192]. Infine, nell'area del nucleo industriale, c'è il Palaghiaccio, con una capienza di 2000 posti. Avezzano ha ospitato, nel 2009, le gare di pugilato e alcune partite di calcio dei XVI Giochi del Mediterraneo.

Sportivi legati ad Avezzano[modifica | modifica wikitesto]

Sandro Cervellini, Vito Taccone, Giovanni Cordovani e Vincenzo Meco


Immagini di Avezzano
Notturno della Cattedrale e di piazza Risorgimento
Castello Orsini-Colonna
Fontana di piazza Torlonia
Monumento ai caduti per la Patria

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b D.P.R. del 21 giugno 1994.
  2. ^ Acronimo di «Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo».
  3. ^ D.P.R. dell'8 agosto 1994.
  4. ^ D.P.R. del 31 dicembre 1961.
  5. ^ a b sul totale delle province analizzate.
  6. ^ a b c capoluoghi con popolazione al di sotto degli 80.000 abitanti.
  7. ^ Acronimo di «Consorzio di Ricerche Applicate alla Biotecnologia».
  8. ^ a b Acronimo di «Archivio Storico Comune di Avezzano».
  9. ^ Acronimo di «Autolinee Regionali Pubbliche Abruzzesi».
  10. ^ Acronimo di «Compagnia Trasporti Laziali».
  11. ^ Società Cooperativa Autoservizi Avezzano.
  12. ^ Acronimo di «Unione Sportivi Avezzanesi».

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Città di Avezzano - Introduzione generale su comune.avezzano.aq.it, Comune di Avezzano. URL consultato il 14 agosto 2015 (archiviato dall'url originale il 14 agosto 2015).
  2. ^ a b Bilancio demografico Anno 2015 (dati provvisori) - Avezzano su istat.it, ISTAT. URL consultato il 14 agosto 2015.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Salucci, pag.33
  5. ^ Luciano Canepari, Il DiPI - Dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999.
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