Capistrello

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Capistrello
comune
Capistrello – Stemma Capistrello – Bandiera
Foto panoramica di Capistrello dal monte Salviano
Foto panoramica di Capistrello dal monte Salviano
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Francesco Ciciotti (lista civica) dal 01/06/2015
Territorio
Coordinate 41°58′25″N 13°24′00″E / 41.973611°N 13.4°E41.973611; 13.4 (Capistrello)Coordinate: 41°58′25″N 13°24′00″E / 41.973611°N 13.4°E41.973611; 13.4 (Capistrello)
Altitudine 734 m s.l.m.
Superficie 60,97 km²
Abitanti 5 283[1] (30-11-2014)
Densità 86,65 ab./km²
Frazioni Corcumello, Pescocanale;

borgata: Cupone

Comuni confinanti Avezzano, Canistro, Castellafiume, Filettino (FR), Luco dei Marsi, Scurcola Marsicana, Tagliacozzo
Altre informazioni
Cod. postale 67053
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066020
Cod. catastale B656
Targa AQ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti Capistrellani
Patrono Sant'Antonio di Padova
Giorno festivo 13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capistrello
Capistrello
Posizione del comune di Capistrello all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Capistrello all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Capistrello è un comune italiano di 5.283 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo situato a 737 m s.l.m. Da L'Aquila dista circa 60 km, da Roma circa 110 km.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Geograficamente è situato al confine tra la Marsica e la Valle Roveto e fa parte della Comunità Montana Valle Roveto. È tuttavia incluso da sempre nella Diocesi dei Marsi. Per questa sua strategica posizione è da sempre ritenuta "terra di passaggio", una terra che mette in comunicazione il versante tirrenico con l'area fucense, attraverso la moderna SS 690 e la Statale 82 della Valle del Liri[2]. Capistrello sorge ai piedi del Monte Cotento a circa 100 km ad est di Roma e circa 110 km ad ovest di Pescara[3], in un valico che divide in due l'alta valle del Liri; a nord-ovest del territorio comunale è situata la valle di Nerfa, a sud-est la Valle Roveto.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La posizione geografica ha una conformazione particolare visto che si sviluppa lungo una strettoia compresa tra la delimitazione della catena dei Monti Ernici-Simbruini a nord, tra l'alta valle del fiume Liri e la dorsale montuosa che la separa dalla piana fucense. Da qui probabilmente deriva il nome stesso della città, Capistrum, ovvero cavezza, a capo della stretta[4].

Capistrello è dunque incastonato tra i Piani Palentini, in cui scorrono le acque del fiume Imele e del torrente Rafìa e in cui sono tuttora visibili alcuni resti dell'acquedotto di epoca romana Angizia), ed il versante abruzzese dei Monti Simbruini e i monti Cantari lungo la Valle del Liri. Qui scorrono per circa 120 km le acque dell'omonimo fiume che sfocia addirittura nel Golfo di Gaeta (Mar Tirreno) dopo aver riversato le proprie acque nel fiume Gari in prossimità di Sant'Apollinare (Frosinone). È così che si forma il Garigliano (o Liri-Garigliano) che per i 38 km restanti delineerà, con il suo percorso, i confini naturali tra Lazio e Campania. Il Liri ha una bacino idrografico di 4.140 km² e una portata che raggiunge in alcuni tratti anche i 50m³/s[5].

Il Comune è diviso in vari rioni (Ricetto, Camerata, Le Giorgìe, Baracche, Stazione, Santa Barbara, Polveriera, Casali, Pisciacotta, Giberghe, Collalto) e i suoi abitanti sono denominati capistrellani. Confina a Nord-Ovest con Tagliacozzo e la frazione di Villa San Sebastiano, a Nord con Scurcola Marsicana e la frazione di Cappelle dei Marsi, ad Ovest con Castellafiume, a Sud-Ovest con Filettino, a Sud con Canistro (noto per la produzione dell'Acqua Santa Croce) e la frazione di Canistro Superiore, a Sud-Est con Luco dei Marsi e per finire ad Est con Avezzano e la frazione di Cese dei Marsi. A dividere Avezzano e Capistrello c'è il Monte Salviano (quota 1.000 metri circa Slm) e il suo Convento dei Frati Cappuccini dedicato alla Madonna di Pietraquaria.

Sul monte Salviano, dal 1999, è stata istituita una Riserva naturale di 722 ha in cui è possibile ammirare, specie lungo l'antico sentiero preromano della Via dei Marsi, alcune tra le più caratteristiche specie di flora e fauna presenti sul territorio marsicano. Da Capistrello, poi, ha inizio la Serra Longa, un lungo massiccio calcareo che scende in direzione sud-est fino al valico di Forca d'Acero, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, passando per Collelongo e Villavallelonga. Con i suoi 2003 metri s.l.m. il Monte Cornacchia rappresenta la vetta più alta.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Foto panoramica di Capistrello

Capistrello è caratterizzata da inverni freddi ed estati miti, con medie delle temperature minime piuttosto basse durante tutti i mesi dell'anno. La temperatura media annua infatti è di 10,75 °C con una media di 91 gelate annue. Il mese più freddo è gennaio con una media di 2,3 °C e i più caldi sono a pari merito luglio e agosto con 20,0 °C.

La temperatura massima più alta mai registrata a Capistrello da una stazione meteorologica ufficiale è di addirittura 42,0 °C, mentre la più bassa mai registrata è di – 20,0 °C. Il paese, come buona parte della Marsica, è infatti soggetto a intense gelate in occasione di irruzioni di aria fredda. La piovosità storica è di circa 1091.3 mm annui distribuiti in 95 giorni con precipitazioni.

La stagione più piovosa è l'autunno, seguito dall'inverno e dalla primavera, quando possono verificarsi copiose nevicate, mentre d'estate cadono mediamente 125 mm di pioggia in 15 giorni piovosi. Il limite massimo di accensione degli impianti di riscaldamento è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile[6][7].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'etimologia del nome molto probabilmente deriva dalla posizione "a capo della stretta" (dal latino capistrum). Diverse sono le ricostruzioni etimologiche che non hanno trovato supporto né dagli studiosi, tanto meno dagli storici: tra queste l'antica leggenda, secondo cui il nome deriverebbe dal latino "Caput Castrorum" (ossia "Capo degli accampamenti" di epoca romana). Ciò nonostante quest'ultimo nome latino è riportato sullo stemma della città. L'area comunale non presenta testimonianze o resti di manufatti della più antica storia dell'uomo marsicano. Esistono, tuttavia, ben tre insediamenti conosciuti dell'alta valle del Liri, risalenti all'età dei metalli: le Grotte Cola I e Cola II di Petrella Liri (scoperte nel 1877 dal noto antropologo Giustiniano Nicolucci ed esaminate con più accuratezza nel 1965 dal famoso Antonio Mario Radmilli) e l'insediamento preistorico di "Le Fosse" presso la vicina Civitella Roveto.

La presenza dell'uomo nella Marsica e nella Valle Roveto può essere comunque definita molto più antica, sicuramente già dal Paleolitico Inferiore, considerando anche il ritrovamento di schegge laminari di tipo proto-levalloisiano avvenuto a pochi km da Capistrello[8]. Nel Paleolitico Medio (150.000 anni fa), è certa la presenza in questi luoghi dei cacciatori neandertaliani che, provenendo dalla costa tirrenica, si inoltravano sino alla zona lacustre del Fucino alla ricerca di prede per cibarsi. Numerose sono anche le testimonianze della presenza umana, durante il Paleolitico medio, nella Valle del Liri. L'insediamento di "Le Fosse" di Civitella Roveto risale, invece, all'età del bronzo. Tornato alla luce durante alcuni scavi per la costruzione di una cava, veniva probabilmente utilizzato da una comunità pastorale dell'appennino centrale che stanziò sul Lago del Fucino per praticare una transumanza di tipo stagionale[9].

L'età del bronzo segnò di certo il consolidamento di alcune forme di potere all'interno dell'insediamento che, dunque, appare stabile ed organizzato: nelle sepolture marsicane di questo periodo alcune armi in bronzo ed utensili ad impasto sono stati rinvenuti presso l'antico insediamento "Civita di Fossa Rotonda" di Capistrello, i reperti sono ben conservati presso il Museo universitario di Chieti)[10].

Il territorio comunale ricade per una parte nei Piani Palentini, teatro nel lontano 23 agosto 1268 della famosa Battaglia di Tagliacozzo, combattuta tra i ghibellini sostenitori di Corradino di Svevia e le truppe angioine di Carlo I d'Angiò. Questa battaglia, citata anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia (Inferno, XXVIII canto, vv. 16-18), rappresenta l'ultimo atto della potenza sveva in Italia.

I Cunicoli di Claudio[modifica | modifica wikitesto]

Foto panoramica dal borgo antico di Capistrello

A Capistrello c'è lo sbocco dei famosi Cunicoli di Claudio, realizzati circa duemila anni fa dall'Imperatore Claudio (41-52 d.C.), che costituirono per l'epoca un'opera di ingegneria idraulica di eccezionale importanza ed ancora oggi viene ritenuta una tra le più grandiose opere di ingegneria idraulica di tutti i tempi.

L'opera ha una valenza di altissimo interesse storico, naturalistico e archeologico. L'obiettivo era quello di far defluire le acque del Lago Fucino nel Fiume Liri per prosciugare la conca fucense ed ottimizzare le produzioni agricole. I lavori durati ben 11 anni impegnarono circa 25000 schiavi, iniziati nel 41 d.C., terminarono verso al metà del 52 d.C. Tuttavia le acque smisero di defluire alla fine del 55 d.C. Caduto l'impero romano seguì un periodo di decadenza con scarsissima manutenzione e la sospensione dei lavori di ulteriore scavo del canale che riceveva le acque. L'emissario inevitabilmente si ostruì (probabilmente anche a causa di un terribile terremoto intorno al 500 d.C.). Il lago Fucino ben presto tornò ai suoi originari livelli, a nulla valsero i successivi tentativi di restauro dei cunicoli condotti dall'imperatore Federico II di Svevia.

In seguito ci fu anche un altro tentativo, quello del principe Colonna che con l'aiuto di vari Comuni ripuari, tentò di riaprire i cunicoli per bonificare l'area fucense ma, i lavori non furono portati a termine per motivi economici. Il prosciugamento definitivo divenne realtà grazie al principe Alessandro Torlonia, il 9 agosto 1862, quando scattò l'apertura delle barriere benedette dal Vescovo dei Marsi e l'acqua iniziò il deflusso verso la galleria e il fiume Liri. Solo il 1º ottobre del 1878 gli ingegneri del Genio Civile, Basilari e Bertocchi, dichiararono ufficialmente nella loro relazione: "la grande opera di prosciugamento del Fucino è ultimata"[11].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Feudo del conte dei Marsi, Crescenzo, nel XII secolo, Capistrello divenne subito sede dell'esattore della gabella del passo. Nel XVI secolo il barone Pompeo Colonna tolse molte terre ai monaci dell'area appenninica del centro Italia e a Capistrello donò la bagliva di Civitella Roveto.

La cittadina ha ricoperto, dunque, un ruolo centrale, in tutta la Valle Roveto, favorito soprattutto dalla presenza in epoca medievale dell'unica strada che collegava la Marsica con Napoli, passando per Sora e Cassino. Verso il termine del Settecento, con l'invasione dei francesi nel meridione d'Italia, Capistrello apparve al centro degli avvenimenti. La gendarmeria proveniente da Avezzano, infatti, si precipitò alla frontiera capistrellana per cercare di respingere l'offensiva. E fu ancora nella zona di Capistrello che operarono le bande sanfediste di Ermenegildo Piccioli, di Padre Domizio Iacobucci e di Michele Pezza duca di Cassano (soprannominato Fra Diavolo), tallonate dai soldati del colonnello Cavaignac.

Nell'Ottocento, Capistrello fu visitata per ben due volte da un sovrano: nel 1807 da Giuseppe Bonaparte e nel 1832 da Ferdinando II, venuti ad osservare lo sbocco dell'emissario claudiano.

L'Età Contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Brigantaggio[modifica | modifica wikitesto]

Qualche anno dopo l'inaugurazione della strada Avezzano-Sora (avvenuta nel 21 agosto 1854), tutta la zona circostante Capistrello, come tutta la Valle Roveto, fu martoriata dagli scontri tra briganti, le truppe borboniche e i soldati piemontesi. Furono le giornate della fine dell’ottobre 1860 per Valle Roveto e per la Marsica le più terribili di quell'anno, carico di avvenimenti. Dopo la sconfitta subita sul valico molisano del Macerone dall'esercito delle Due Sicilie, guidato da Luigi Scotti Douglas, ad opera di Enrico Cialdini, comandante delle truppe piemontesi, subentrò in tutti la certezza della fine dei Borboni e della prossima liberazione di città e paesi e, di fatto, della compromissione delle sorti militari del Regno delle Due Sicilie. E caddero nello stesso tempo, ad una ad una, anche le speranze dei legittimisti e degli antiunitari in battaglia contro l'invasore piemontese. Ci si avvicinava con gioia all'Unità della Patria.

Il borgo antico di Capistrello

Terremoto del 1915[modifica | modifica wikitesto]

Alle ore 7.52.48 (dato dell’INGV) del 13 gennaio 1915 anche Capistrello fu colpito e danneggiato gravemente dallo spaventoso terremoto della Marsica di magnitudo 7.0 della scala Richter e XI della scala Mercalli che uccise 93 persone nel comune rovetano. Nel resto della Marsica molto più gravi furono le perdite, circa 30.000 morti su una popolazione di 120.000 unità, praticamente il 25% dei marsicani morì sotto le macerie. Il terremoto sterminò addirittura alcuni paesi come Frattura (Scanno), in cui persero la vita tutti i 120 abitanti.

I 33 martiri di Capistrello[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai 33 martiri di Capistrello

Molto più tragica è la storia recente di Capistrello. La prima vicenda avvenne il 20 marzo 1944, quando Piero Masci (un giovane diciottenne del luogo) prima di essere fucilato fu trucidato e seviziato dai tedeschi "giungendo al punto di strappargli i testicoli ed il pene" (come recita il rapporto del Comandante della Stazione dei Carabinieri). Ciò avvenne per il semplice fatto che fu accusato di aver rubato un pacchetto di sigarette e della cioccolata al maresciallo tedesco che ospitava in casa sua.

Mentre alcuni mesi dopo, il 4 giugno, trenta pastori locali fuggiti sulle montagne capistrellane con il loro bestiame per scampare alle atrocità della guerra vennero catturati, imprigionati e poi fucilati alla nuca uno ad uno nel Piazzale della Stazione. Due giorno dopo, il 6 giugno, veniva ucciso Fernando Stati, semplicemente perché sospettato di partigianeria. Il 23 settembre dello stesso anno, il cantoniere Ricci Mario fu freddato con una scarica di fucile mitragliatore da un militare tedesco perché obiettò con un bisbiglio scherzoso che recitava: "tra non molto li farò vedere agli Inglesi", alla richiesta della pattuglia di esibire i documenti.

Questa è la sconvolgente storia dei "33 martiri di Capistrello". Per via di questi nefasti avvenimenti il 25 maggio 2004, l'allora Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi insignì il Comune di Capistrello della Medaglia d'Oro al Merito Civile[12].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Piccolo centro della Marsica, nel corso dell'ultimo conflitto mondiale fu oggetto della cieca ed efferata rappresaglia delle truppe tedesche in ritirata che trucidarono trentatré suoi concittadini inermi e fucilarono, dopo una straziante tortura, un giovane diciannovenne. Fulgido esempio di spirito di sacrificio e di amor patrio.»
— Capistrello, 4 giugno 1944[A 1][13]

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Celebrazione della festa della Liberazione e commemorazione dei "33 martiri di Capistrello" (25 aprile);
  • Celebrazione della festa della Repubblica (2 giugno);
  • Festa patronale in onore di S. Antonio da Padova (11-12-13 giugno);
  • Festa patronale in onore di San Rocco da Montpellier (16 agosto).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

« l'aggrovigliata tipologia dell'abitato medioevale tutto a saliscendi è quasi integro »
(Emma Pomilio[14])
  • Resti dell'acquedotto romano di Angizia;
  • Chiesa di Sant'Antonio da Padova: XII secolo;
  • Chiesa della Madonna della Contra: con facciata seicentesca;
  • Chiesa di Santa Barbara: XVIII secolo;
  • Sbocco dell'Emissario dei cunicoli di Claudio: costruzione di notevole ingegneria idraulica di età romana;
  • Officina Idroelettrica Casa Torlonia: XVIII secolo;
  • Palazzo Lusi: con mura di cinta e torretta-rompitratta angolare (scarpata alla base) trecentesche;
  • Fortezza di Girifalco o Castrum Paleariis: con puntone avanzato e torre sommitale trecenteschi;
  • Complesso Italico e Medievale di Collalto;
  • Chiesa di Sant'Angelo: con lastre del pulpito e campanile duecenteschi;
  • Palazzo De Pontibus-Vetoli: con affreschi cinquecenteschi, portale tardogotico e arcature quattrocentesche e torre sghemba duecentesca;
  • Torrione cilindrico sommitale rinascimentale: quattrocentesca;
  • Chiesa di Sant'Antonio a Corcumello: con portale rinascimentale;
  • Chiesa di San Nicola: con facciata ed elegante portichetto cinquecentesco e pulpito duecentesco;
  • Chiesetta di Santa Maria del Monte a 1267 metri slm sul monte Arezzo;
  • Momumento ai "33 martiri di Capistrello";
  • Civita di Fossa Rotonda: centro fortificato safino con santuarietto italico-romano;
  • Piani della Renga;
  • Antico borgo di Corcumello;
  • Borgo di Pescocanale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[15]


Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione di 5.419 abitanti è suddivisa in 2.131 nuclei familiari ed è composta da 2.638 maschi e 2.781 femmine: di cui il 67% compresa tra i 15-64 anni, il 21% superiore ai 65 anni, ed il restante 12% tra i 0-14 anni[16].

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

L'età media della popolazione è di 43,2 anni e il reddito medio è pari a 8.936 €. La folta colonia albanese e bengalese rappresentano, insieme agli altri stranieri regolarmente residenti, il 5,8% della popolazione. Il tasso di natalità relativo all'anno 2010 è pari a 9,8 ed è il 5º più alto in Abruzzo. Sono 1144 i celibi, 1445 i coniugati, 12 i divorziati e 53 i vedovi, mentre sono 949 le nubili, 1377 le coniugate, 8 le divorziate e 414 le vedove. Secondo le statistiche ISTAT è il terzo comune con la più alta percentuale di coniugati (51,6%) nella Provincia di L'Aquila. Lo precedono Luco dei Marsi e Pratola Peligna, ed è anche il terzo comune con il minor numero di divorziati (0,5%) nella Regione Abruzzo. Lo precedono Sant'Omero (TE) e Celano[17].

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Numerose le feste, le fiere ed altre iniziative legate alle tradizioni e al folclore organizzate a Capistrello[18][19]:

  • Carnevale Capistrellano (domenica successiva al martedì grasso);
  • Pellegrinaggio presso la chiesa dell'eremo di Santa Maria del Monte (ogni domenica di maggio);
  • Fiera dell'8 maggio;
  • Sagra dei "Ranati" (4 giugno);
  • Festa delle Fragole (o festa della Montagna) presso i Piani della Renga (fine luglio - inizio agosto)[20];
  • Partita del Cuore: Juventus club vs Milan club (10 giugno);
  • Memorial calcistico "Arterio Scatena" riservato alle categorie giovanili (11-12-13 giugno);
  • Gara ciclistica "città di Capistrello" (13 giugno);
  • Corpus Domini (giugno);
  • Rassegna folkloristica internazionale "Agorà '81 - città di Capistrello" (16-17 luglio);
  • Gara podistica "cross country Palentino" (ex cross country "dei Casali") (14 agosto);
  • Pellegrinaggio con fiaccolata notturna e festa in onore della Madonna dell'Assunta (14-15 agosto);
  • Fiera dell'8 ottobre;
  • Festa della Cococcia (mostra di zucche decorate) nella prima metà di novembre;
  • Accensione albero di Natale (8 dicembre).

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festival Internazionale della Fisarmonica "Città di Capistrello" (fine agosto)[21];
  • Festival Arzibanda "Musica - Teatro - Arte" (eventi estivi a luglio, eventi invernali a dicembre)[22];
  • Assegnazione del premio "Giglio d'Oro" per l'impegno nel sociale (fine dicembre).

Persone legate a Capistrello[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Foto panoramica di Pescocanale dalla Valle Roveto
  • Pescocanale: è la frazione più popolosa. Il paese è posto su di un'altura rocciosa (da cui "Pesco") a quota 692 metri Slm, sovrastante una strettoia del corso del Liri (da cui "canale") ed è rivolto verso la Valle Roveto, di cui costituisce il primo insediamento urbano. Il fosso di Rianza, a nord-ovest del paese, costituiva in età romana il confine tra i municipi di Antinum (attuale Civita d'Antino) e quello di Alba Fucens. Delinea, dall'epoca medievale, il confine tra la Diocesi dei Marsi di Avezzano e la Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo. Il Parco fluviale "Rianza" è una delle zone più belle della Valle Roveto: un angolo di paradiso dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.
  • Corcumello: è un borgo caratteristico ed assai antico. È posto a quota 744 metri s.l.m. in un punto in cui, in epoca medievale controllava lo sbocco fucense della strada antica che dalla Valle di Nerfa (tramite Pagliara dei Marsi e il Valico di Girifalco) scende verso i Piani Palentini. La struttura attuale del paese risale all'alto medioevo. La sua origine ha radici italiche, quando su "Collalto" era sito un insediamento marso o equo (un antico centro fortificato della prima età del ferro, "ocres" in lingua safina locale; "oppida" e "castella" in latino). Il nome attuale deriva dal feudatario normanno Roberto da Corcinella, che nella prima metà del X secolo dominava il territorio. Ben cinque chiese e i resti di un'abbazia benedettina fanno intuire il ruolo di primo piano che Corcumellum (nome medievale) ebbe nel passato della zona. Molto suggestiva la chiesa di San Nicola ed il palazzo-castello De Pontibus-Vetoli. Oggi, dopo la forte emigrazione degli anni passati, restano circa 200 abitanti dei quasi 2.000 del primo dopoguerra. Altre località sono Cupone e Colle Amico.

Località[modifica | modifica wikitesto]

  • Cupone

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Occupazione[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente risultano presenti sul territorio del comune 24 attività industriali con 71 addetti, pari al 9,31% della forza lavoro occupata, 108 attività di servizio con 181 addetti (23,72%), altre 134 attività di servizio con 320 addetti (41,94%) e 29 attività amministrative con 191 addetti (25,03%). Indicativamente sono oltre 800 gli individui occupati, pari a circa il 15-20% del numero complessivo di abitanti del comune.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Facciata del fabbricato viaggiatori della stazione di Capistrello

Capistrello è raggiunta dalla linea ferroviaria Avezzano-Roccasecca, inaugurata a tratte tra il 1884 e il 1902 e lunga 79 km. Il territorio municipale è servito da 3 stazioni:

La gestione degli impianti è affidata a RFI, controllata del Gruppo Ferrovie dello Stato (FS), mentre il servizio ferroviario è assicurato da Trenitalia.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Capistrello dal 1985 ad oggi[23].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1996 2006 Paolo De Meis Partito Democratico Sindaco
2006 2010 Alberto Scatena lista civica Sindaco
2010 2015 Antonino Lusi Partito Democratico Sindaco
2015 in carica Francesco Ciciotti lista civica Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport più popolare è sicuramente il calcio e la squadra principale della città è l'US Capistrello 1948, che in questa stagione milita per la quarta volta nella sua storia nel campionato di Eccellenza, ossia il quinto livello del calcio italiano. L'altra squadra di calcio è la Virtus Capistrello 2005 che invece milita nel Campionato di Seconda Categoria abruzzese. Sono numerose le squadre locali che disputano tornei a livello amatoriale. Oltre al calcio c'è una società podistica Polisportiva Atletica Capistrello (organizzatrice negli anni '90 del prestigioso Cross Country dei Casali), la squadra ciclistica dell'ASD Audax Capistrello e una società di volley femminile. Poi ci sono alcune palestre in cui è possibile praticare karate, taekwondo, kick-boxing e arti marziali. Negli ultimi tempi sono nate le società di Calcio a 5 e di Rugby, rispettivamente US Capistrello C5 e Capistrello Rugby.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ D.P.R. del 25 maggio 2004.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2014.
  2. ^ Descrizione morfologica e climatologica della località, CaputFrigoris.
  3. ^ Dove siamo, Comune di Capistrello.
  4. ^ Note storico-illustrative, Comune di Capistrello.
  5. ^ Impianto denominato Secondo Salto. Studio preliminare - procedura di Verifica di Assogettabilità (V.A.) (PDF), Regione Abruzzo.
  6. ^ Archivio storico dati ARSSA, Cetemps.
  7. ^ Analisi spazio temporali delle precipitazioni nella Regione Abruzzo (PDF), Regione Abruzzo.
  8. ^ Analisi Sustainable energy action plan (SEAP) - Capistrello (PDF), MyCovenant.
  9. ^ Storia di Avezzano, Fabrizio Lombardi (Altervista).
  10. ^ Museo Universitario, Museo UniCh.
  11. ^ A passeggio nei cunicoli di Claudio, Archeo Media.
  12. ^ Storia di Capistrello, Comune di Capistrello.
  13. ^ Pubblicazione Gazzetta ufficiale 16-12-2006, Gazzetta Ufficiale.
  14. ^ Cenni storici di Capistrello, I Marsi.
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ Comune di Capitrello, Comuni Italiani.
  17. ^ Statistiche provincia dell'Aquila, Comuni Italiani.
  18. ^ Comune di Capistrello, Borghi Autentici d'Italia.
  19. ^ Feste, fiere e sagre di Capistrello, TerreMarsicane.
  20. ^ Festa delle Fragole, TerreMarsicane.
  21. ^ Festival della fisarmonica, Il Centro.
  22. ^ Festival Arzibanda, Arzibanda.it.
  23. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Capistrello Storia Arte Archeologia di Giuseppe Grossi e Fulvio D'Amore, 2000, p. 342.
  • Giustizia Negata di Antonio Rosini, 1998 e ristampa 2005, p. 192.
  • Profili di un dissesto economico-finanziario di Antonino Lusi, 2009, p. 365.
  • L'eremo di Santa Maria del Monte di Mario Di Domenico con introduzione di Vittoriano Esposito, 2004, p. 362.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN248746215