Capistrello

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Capistrello
comune
Capistrello – Stemma Capistrello – Bandiera
Capistrello – Veduta
Veduta di Capistrello dall'altopiano della Renga
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoFrancesco Ciciotti (Lista civica di Centro-destra) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate41°58′25″N 13°24′00″E / 41.973611°N 13.4°E41.973611; 13.4 (Capistrello)Coordinate: 41°58′25″N 13°24′00″E / 41.973611°N 13.4°E41.973611; 13.4 (Capistrello)
Altitudine734 m s.l.m.
Superficie60,97 km²
Abitanti5 137[1] (31-3-2018)
Densità84,25 ab./km²
FrazioniCorcumello, Pescocanale
Comuni confinantiAvezzano, Canistro, Castellafiume, Filettino (FR), Luco dei Marsi, Scurcola Marsicana, Tagliacozzo
Altre informazioni
Cod. postale67053
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066020
Cod. catastaleB656
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitanticapistrellani
Patronosant'Antonio di Padova
Giorno festivo13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capistrello
Capistrello
Capistrello – Mappa
Posizione del comune di Capistrello all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Capistrello è un comune italiano di 5 137 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo situato a 734 m s.l.m. Fa parte del club dei Borghi autentici d'Italia[2].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Geograficamente è situato al confine della valle Roveto con la Marsica fucense. Per questa sua strategica posizione è da sempre ritenuta "terra di passaggio", una terra che mette in comunicazione il versante tirrenico con l'area fucense, attraverso la strada statale 690 Avezzano-Sora e la strada statale 82 della Valle del Liri[3]. Capistrello sorge ai piedi del Monte Cotento a circa 100 km ad est di Roma e circa 110 km ad ovest di Pescara[4], in un valico che divide in due l'alta valle del Liri; a nord-ovest del territorio comunale è situata la valle di Nerfa, a sud-est la valle Roveto. Ad ovest, oltre l'altopiano della Renga e la piana di Colle Mozzone, il passo Serra Sant'Antonio mette in comunicazione il territorio comunale con quello limitrofo di Filettino.

Dista circa 110 chilometri da Roma[5], 60 dall'Aquila[5] e circa 8 da Avezzano[5].

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La posizione geografica ha una conformazione particolare visto che si sviluppa lungo una strettoia compresa tra la delimitazione della catena dei Monti Ernici-Simbruini a nord, tra l'alta valle del fiume Liri e la dorsale montuosa che la separa dalla piana fucense.

Il nucleo urbano di Capistrello è adagiato sul versante meridionale del monte Arezzo; il suo territorio comunale ricade tra i piani Palentini ed il versante abruzzese dei monti Simbruini e Càntari lungo la valle del Liri. Qui scorrono per circa 120 chilometri le acque dell'omonimo fiume. Nei pressi di Sant'Angelo in Theodice vicino a Cassino, nel punto in cui riceve le acque del fiume Gari, prende il nome di Garigliano andando poi a sfociare nel mar Tirreno dal golfo di Gaeta. Oltre l'Abruzzo il fiume nei 38 chilometri restanti segna i confini naturali tra Lazio e Campania. Il fiume Liri ha un bacino idrografico di 4.140 km² ed una portata che raggiunge in alcuni tratti anche i 50m³/s[6].

Il suo territorio confina a nord-ovest con il comune di Tagliacozzo e la frazione di Villa San Sebastiano, a nord con il territorio comunale di [Scurcola Marsicana]] e la frazione di Cappelle dei Marsi, ad ovest con Castellafiume, a sud-ovest con Filettino, a sud con Canistro, a sud-est con Luco dei Marsi, infine a nord-est con Avezzano e la frazione di Cese dei Marsi. Il monte Salviano, la cui altitudine raggiunge i 1000 m s.l.m., separa Capistrello dalla città di Avezzano. Sulla sommità del monte si trovano il santuario dedicato alla Madonna di Pietraquaria e il convento dei frati cappuccini.

Sul versante avezzanese del monte Salviano è stata istituita dal 1999 la riserva naturale. Dal territorio di Capistrello ha inizio la Serra Lunga, un gruppo montuoso che scende in direzione sud-est fino al valico di Forca d'Acero, nel cuore del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, separando la Vallelonga dalla valle Roveto.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Capistrello è caratterizzata da inverni freddi ed estati miti, con medie delle temperature minime piuttosto basse durante tutti i mesi dell'anno. La temperatura media annua infatti è di 10,75 °C con una media di 91 gelate annue. Il mese più freddo è gennaio con una media di 2,3 °C e i più caldi sono a pari merito luglio e agosto con 20,0 °C.

La temperatura massima più alta mai registrata a Capistrello da una stazione meteorologica ufficiale è di addirittura 42,0 °C, mentre la più bassa mai registrata è di –20,0 °C. Il paese, come buona parte della Marsica, è infatti soggetto a intense gelate in occasione di irruzioni di aria fredda. La piovosità storica è di circa 1 091,3 mm annui distribuiti in 95 giorni con precipitazioni.

La stagione più piovosa è l'autunno, seguito dall'inverno e dalla primavera, quando possono verificarsi copiose nevicate, mentre d'estate cadono mediamente 125 mm di pioggia in 15 giorni piovosi. Il limite massimo di accensione degli impianti di riscaldamento è di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile[7][8].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Diverse sono le ricostruzioni etimologiche che non hanno trovato supporto da archeologi e storici. Tra queste l'antica leggenda secondo la quale il nome deriverebbe dal latino "Caput Castrorum", ovvero "capo degli accampamenti" di epoca romana. L'espressione latina è riportata sullo stemma municipale.

Più verosimilmente però il toponimo deriverebbe dal termine latino "Capistrum", ossia "cavezza", derivato dalla posizione geografica del centro situato a capo della stretta, cioè all'imbocco della valle Roveto[9].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Foto panoramica del borgo antico
Ruderi dell'officina idroelettrica "Casa Torlonia"

Origini[modifica | modifica wikitesto]

L'area comunale non presenta testimonianze o resti di manufatti della più antica storia dell'uomo marsicano. Esistono, tuttavia, ben tre insediamenti conosciuti dell'alta valle del Liri, risalenti all'età dei metalli: le Grotte Cola I e Cola II di Petrella Liri (scoperte nel 1877 dal noto antropologo Giustiniano Nicolucci ed esaminate con più accuratezza nel 1965 dal famoso archeologo Antonio Mario Radmilli) e l'insediamento preistorico di "Le Fosse" presso la vicina Civitella Roveto.

La presenza dell'uomo nella Marsica e nella valle Roveto può essere comunque definita molto più antica, databile sicuramente già al Paleolitico Inferiore, considerando anche il ritrovamento di schegge laminari di tipo proto-levalloisiano avvenuto a poca distanza dal centro urbano di Capistrello[10]. Nel Paleolitico Medio (circa 150.000 anni fa), è certa la presenza in questi luoghi dei cacciatori neandertaliani che, provenendo dalla costa tirrenica, si inoltravano sino alla zona lacustre del Fucino alla ricerca di cibo. Numerose sono anche le testimonianze della presenza umana, durante il Paleolitico medio, nella Valle del Liri. L'insediamento di "Le Fosse" di Civitella Roveto risale invece all'età del bronzo. Tornato alla luce durante alcuni scavi per la costruzione di una cava, veniva probabilmente utilizzato da una comunità pastorale dell'appennino centrale che stanziò sul lago del Fucino per praticare una transumanza di tipo stagionale[11].

L'età del bronzo segnò di certo il consolidamento di alcune forme di potere all'interno dell'insediamento che, dunque, appare stabile ed organizzato: nelle sepolture marsicane di questo periodo alcune armi in bronzo ed utensili ad impasto sono stati rinvenuti presso l'antico insediamento "Civita di Fossa Rotonda" di Capistrello, i reperti sono ben conservati presso il Museo universitario di Chieti)[12].

Età romana[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cunicoli di Claudio.
Valle Roveto vista dal borgo antico

A Capistrello c'è lo sbocco dell'emissario di Claudio, realizzato circa duemila anni fa dall'Imperatore Claudio (41-52 d.C.), che rappresenta un'opera di ingegneria idraulica di eccezionale importanza e ritenuta una tra le più grandiose imprese di ingegneria idraulica di tutti i tempi.

L'opera, che riveste interesse storico, naturalistico ed archeologico, permise di far defluire le acque del lago Fucino nel fiume Liri per prosciugare e bonificare la conca marsicana ed ottimizzare le produzioni agricole. I lavori durati 11 anni impegnarono circa 25000 schiavi, iniziati nel 41 d.C., terminarono verso al metà del 52 d.C. Tuttavia le acque smisero di defluire alla fine del 55 d.C. Caduto l'impero romano seguì infatti un periodo di decadenza con conseguente mancanza di manutenzione e la sospensione dei lavori di ulteriore scavo del canale che riceveva le acque. L'emissario inevitabilmente si ostruì, probabilmente anche a causa di un grave terremoto avvenuto nel 508 d.C., tanto che il lago Fucino ben presto tornò ai suoi originari livelli.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel XIII secolo ci furono dei vani tentativi di restauro dei cunicoli condotti dall'imperatore Federico II di Svevia.

In seguito ci fu anche un altro tentativo, quello del principe Colonna che con il consenso e l'aiuto di diversi comuni ripuari, tentò di riattivare i cunicoli per bonificare l'area fucense. I lavori non furono mai portati a termine per motivi economici.

Il territorio comunale ricade per una parte nei piani Palentini, teatro il 23 agosto 1268 della battaglia di Tagliacozzo combattuta tra i ghibellini sostenitori di Corradino di Svevia e le truppe angioine di Carlo I d'Angiò. Questa battaglia, citata anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia (Inferno, XXVIII canto, vv. 16-18), rappresenta l'ultimo atto della potenza sveva in Italia.

Feudo del conte dei Marsi, Crescenzo, nel XII secolo, Capistrello divenne subito sede dell'esattore della gabella del passo. Nel XVI secolo il barone Pompeo Colonna tolse molte terre ai monaci dell'area appenninica del centro Italia e a Capistrello donò la bagliva di Civitella Roveto.

La cittadina ha ricoperto, dunque, un ruolo centrale, in tutta la Valle Roveto, favorito soprattutto dalla presenza in epoca medievale dell'unica strada che collegava la Marsica con Napoli, passando per Sora e Cassino. Verso il termine del Settecento, con l'invasione dei francesi nel meridione d'Italia, Capistrello apparve al centro degli avvenimenti. La gendarmeria proveniente da Avezzano, infatti, si precipitò alla frontiera capistrellana per cercare di respingere l'offensiva. E fu ancora nella zona di Capistrello che operarono le bande sanfediste di Ermenegildo Piccioli, di Padre Domizio Iacobucci e di Michele Pezza, duca di Cassano (soprannominato "Fra Diavolo"), tallonate dai soldati del colonnello Cavaignac.

Nell'Ottocento, Capistrello fu visitata per ben due volte da un sovrano: nel 1807 da Giuseppe Bonaparte e nel 1832 da Ferdinando II, venuti ad osservare lo sbocco dell'emissario claudiano.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio fotografico del borgo antico

Brigantaggio[modifica | modifica wikitesto]

Qualche anno dopo l'inaugurazione della strada Avezzano-Sora (avvenuta nel 21 agosto 1854), tutta la zona circostante Capistrello, come tutta la Valle Roveto, fu martoriata dagli scontri tra briganti, le truppe borboniche e i soldati piemontesi. Furono le giornate della fine dell'ottobre 1860 per Valle Roveto e per la Marsica le più terribili di quell'anno, carico di avvenimenti. Dopo la sconfitta subita sul valico molisano del Macerone dall'esercito delle Due Sicilie, guidato da Luigi Scotti Douglas, ad opera di Enrico Cialdini, comandante delle truppe piemontesi, subentrò in tutti la certezza della fine dei Borboni e della prossima liberazione di città e paesi e, di fatto, della compromissione delle sorti militari del Regno delle Due Sicilie. E caddero nello stesso tempo, ad una ad una, anche le speranze dei legittimisti e degli antiunitari in battaglia contro l'invasore piemontese. Ci si avvicinava con gioia all'Unità della Patria.

Prosciugamento del lago Fucino[modifica | modifica wikitesto]

Il prosciugamento definitivo del Fucino divenne realtà grazie al principe Alessandro Torlonia, il 9 agosto 1862, quando scattò l'apertura delle barriere benedette dal vescovo dei Marsi e l'acqua iniziò il deflusso verso l'emissario centrale e oltre il monte Salviano nel fiume Liri. Solo il 1º ottobre del 1878 gli ingegneri del Genio Civile, Basilari e Bertocchi, dichiararono ufficialmente nella loro relazione: "la grande opera di prosciugamento del Fucino è ultimata"[13].

Il terremoto del 1915[modifica | modifica wikitesto]

Alle ore 7.52.48 (dato dell'INGV) del 13 gennaio 1915 anche Capistrello fu colpito e danneggiato gravemente dal terremoto della Marsica di magnitudo 7.0 della scala Richter e XI della scala Mercalli che uccise 93 persone nel comune rovetano. Nel resto della Marsica molto più gravi furono le perdite, circa 30.000 morti su una popolazione di 120.000 unità, praticamente il 25% dei marsicani morì sotto le macerie. Il terremoto sterminò addirittura alcuni paesi come Frattura (Scanno), in cui persero la vita tutti i 120 abitanti.

I 33 martiri di Capistrello[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Eccidio di Capistrello.
Sacrario dei 33 martiri di Capistrello

Molto più tragica è la storia recente di Capistrello. La prima vicenda avvenne il 20 marzo 1944, quando Piero Masci (un giovane diciottenne del luogo) prima di essere fucilato fu trucidato e seviziato dai tedeschi "giungendo al punto di strappargli i testicoli ed il pene" (come recita il rapporto del Comandante della Stazione dei Carabinieri). Ciò avvenne per il semplice fatto che fu accusato di aver rubato un pacchetto di sigarette e della cioccolata al maresciallo tedesco che ospitava in casa sua.

Mentre alcuni mesi dopo, il 4 giugno, trenta pastori locali fuggiti sulle montagne capistrellane con il loro bestiame per scampare alle atrocità della guerra vennero catturati, imprigionati e poi fucilati alla nuca uno ad uno nel Piazzale della Stazione. Due giorno dopo, il 6 giugno, veniva ucciso Fernando Stati, semplicemente perché sospettato di partigianeria. Il 23 settembre dello stesso anno, il cantoniere Ricci Mario fu freddato con una scarica di fucile mitragliatore da un militare tedesco perché obiettò con un bisbiglio scherzoso che recitava: "tra non molto li farò vedere agli Inglesi", alla richiesta della pattuglia di esibire i documenti.

Questa è la sconvolgente storia dei "33 martiri di Capistrello". Per via di questi nefasti avvenimenti il 25 maggio 2004, l'allora Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi insignì il Comune di Capistrello della Medaglia d'Oro al Merito Civile[14].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Piccolo centro della Marsica, nel corso dell'ultimo conflitto mondiale fu oggetto della cieca ed efferata rappresaglia delle truppe tedesche in ritirata che trucidarono trentatré suoi concittadini inermi e fucilarono, dopo una straziante tortura, un giovane diciannovenne. Fulgido esempio di spirito di sacrificio e di amor patrio.»
— Capistrello, 4 giugno 1944[A 1][15]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Altopiano della Renga.
Chiesa di Sant'Antonio da Padova
Chiesetta della Madonna della Contra

« L'aggrovigliata tipologia dell'abitato medioevale tutto a saliscendi è quasi integro »

(Emma Pomilio[16])

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Sant'Antonio da Padova del XII secolo.
  • Chiesa della Madonna della Contra, piccolo edificio di culto a navata unica con facciata seicentesca rimaneggiata dopo il sisma del 1915. Esternamente una nicchia della chiesa rurale ospita la statua di Santa Maria Assunta.
  • Chiesa di Santa Barbara, piccola chiesa risalente al XVIII secolo.
  • Chiesa di San Giuseppe, edificio di culto moderno edificato nel 1962.
  • Chiesetta di Santa Maria del Monte a 1267 metri m s.l.m. sul monte Arezzo.
  • Chiesa di Sant'Angelo con lastre del pulpito e campanile duecenteschi.
  • Chiese di Corcumello e Pescocanale

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Lusi: edificio con mura di cinta e torretta-rompitratta angolare con scarpata alla base, entrambe trecentesche.
  • Ruderi dell'officina idroelettrica Casa Torlonia del XIX secolo.
  • Palazzo De Pontibus-Vetoli a Corcumello con affreschi cinquecenteschi, portale tardogotico e arcature quattrocentesche e torre sghemba duecentesca.
  • Acquedotto dell'Arunzo, canale sotterraneo ideato dal console Lucio Arrunzio e realizzato tra il 41 e il 54 d.C. nello stesso periodo della realizzazione dei cunicoli di Claudio alla base del monte Aurunzo tra Castellafiume e Corcumello[17][18].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito archeologico italico e medievale di Rotella di Collalto.
  • Civita di Fossa Rotonda: centro fortificato safino con piccolo santuario italico-romano.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[19]


Religione[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della diocesi di Avezzano salvo la frazione di Pescocanale che ricade nella diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Chiesetta di Santa Barbara

Il 13 giugno si celebra annualmente la festa patronale in onore di sant'Antonio di Padova, patrono del comune di Capistrello[20]. Durante l'estate viene organizzata la festa delle fragole presso l'altopiano della Renga[21].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo urbano di Capistrello è costituito principalmente dal borgo antico, situato alle pendici del monte Arezzo, e dal nucleo moderno edificato lungo il tracciato cittadino della strada statale 82 della Valle del Liri. Tra i rioni figurano: Ricetto, Camerata, Le Giorgìe, Baracche, Stazione, Santa Barbara, Polveriera, Casali, Pisciacotta, Giberghe, Collalto[22].

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica di Pescocanale
Pescocanale
Il paese è situato su un'altura rocciosa della valle Roveto a quota 691 m s.l.m., sovrastante una strettoia del corso del fiume Liri. Il fosso di Rianza, a nord-ovest del paese, costituiva in epoca romana il confine dei territori controllati dai municipi di Antinum (Civita d'Antino) ed Alba Fucens. Delinea, dall'epoca medievale, il confine tra la diocesi dei Marsi di Avezzano e quella di Sora. Il parco fluviale Rianza è una zona d'interesse dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.
Ingresso di Corcumello
Corcumello
Il borgo è posto a 744 m s.l.m. in un punto in cui in epoca medievale controllava lo sbocco fucense dell'antica via di comunicazione tra la valle di Nerfa (tramite Pagliara dei Marsi e il valico di Girifalco) e i piani Palentini. La struttura urbanistica del paese risale all'Alto Medioevo. La sua origine ha radici italiche, quando in località Collalto si trovava un insediamento italico, un antico centro fortificato della prima età del ferro ("ocres" in lingua safina; "oppida" o "castella" in latino). Il nome deriva dal feudatario normanno Roberto da Corcinella, che nella prima metà del X secolo esercitò il controllo del territorio. Ben cinque chiese e i resti di un'abbazia benedettina fanno intuire il ruolo di primo piano che Corcumellum (nome medievale) ebbe in passato per la zona. Molto suggestiva la chiesa di San Nicola ed il palazzo-castello De Pontibus-Vetoli. Dopo la forte emigrazione del secondo dopoguerra il paese si è spopolato rispetto ai circa 2000 abitanti del periodo interbellico.

Altre località del territorio[modifica | modifica wikitesto]

  • Colle Amico
  • Cupone

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Facciata del fabbricato viaggiatori della stazione di Capistrello

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Eccidio di Capistrello.

La cittadina di Capistrello è raggiunta dalla linea ferroviaria Avezzano-Roccasecca ed è servita da tre stazioni: quella principale di Capistrello e quelle di Cupone e Pescocanale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Municipio di Capistrello

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Capistrello dal 1985 ad oggi[23].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1996 2006 Paolo De Meis Partito Democratico Sindaco
2006 2010 Alberto Scatena Lista civica Sindaco
2010 2015 Antonino Lusi Partito Democratico Sindaco
2015 in carica Francesco Ciciotti Lista civica di Centro-destra Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra principale della città è l'US Capistrello 1948 che milita nel campionato di Eccellenza Abruzzo. Il colore sociale è il granata[24].

Società sportiva attiva in tutte le categorie del settore giovanile è l'ASD Real Capistrello[25].

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

La società podistica polisportiva atletica Capistrello ha organizzato negli anni novanta la competizione internazionale di corsa campestre denominata Cross Country dei Casali[26].

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio comunale di Capistrello in erba sintetica ospita gare di calcio e rugby. Altre infrastrutture sportive consentono la pratica di vari sport come il karate, il taekwondo, il kick-boxing e le arti marziali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ D.P.R. del 25 maggio 2004.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Bilancio demografico anno 2018 (dati provvisori) - Capistrello
  2. ^ Capistrello (Abruzzo), Borghi Autentici d'Italia. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  3. ^ Descrizione morfologica e climatologica della località, CaputFrigoris.
  4. ^ Dove siamo, Comune di Capistrello.
  5. ^ a b c Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce.
  6. ^ Capistrello, Aequa. URL consultato il 12 agosto 2016.
  7. ^ Archivio storico dati ARSSA, Cetemps.
  8. ^ Analisi spazio temporali delle precipitazioni nella Regione Abruzzo (PDF), Regione Abruzzo (archiviato dall'url originale il 9 marzo 2016).
  9. ^ Note storico-illustrative, Comune di Capistrello.
  10. ^ Analisi Sustainable energy action plan (SEAP) - Capistrello (PDF), MyCovenant.
  11. ^ Storia di Avezzano, Fabrizio Lombardi (Altervista).
  12. ^ Museo Universitario, Museo UniCh.
  13. ^ A passeggio nei cunicoli di Claudio, Archeo Media (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
  14. ^ Storia di Capistrello, Comune di Capistrello.
  15. ^ Pubblicazione Gazzetta ufficiale 16-12-2006, Gazzetta Ufficiale.
  16. ^ Capistrello, Terre Marsicane. URL consultato il 14 febbraio 2018.
  17. ^ Francesco Proia, L'acquedotto dell'Arunzio: ecco come i romani fecero le prove generali del prosciugamento del Fucino, Marsica Live, 21 febbraio 2018. URL consultato il 21 febbraio 2018.
  18. ^ Capistrello, Spartiacque.com. URL consultato il 21 febbraio 2018.
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  20. ^ Festa di Sant'Antonio, Il Centro, 9 giugno 2010. URL consultato il 29 luglio 2018.
  21. ^ Luca Lotteria, Festa delle Fragole, Abruzzando, 25 luglio 2013. URL consultato il 29 luglio 2018.
  22. ^ Impianto denominato Secondo Salto. Studio preliminare - procedura di Verifica di Assogettabilità (V.A.) (PDF), Regione Abruzzo. URL consultato il 12 agosto 2016.
  23. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno.
  24. ^ U.S. Capistrello A. S. D., FIGC Abruzzo. URL consultato il 1º marzo 2017.
  25. ^ A.S.D. Real Capistrello, walsport.it. URL consultato il 16 novembre 2016.
  26. ^ Archivio Storico, La Gazzetta dello Sport, 6 febbraio 1998. URL consultato il 29 luglio 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Grossi, Fulvio D'Amore, Capistrello: storia, arte, archeologia, Capistrello, 2000.
  • Vittoriano Esposito, L'eremo di Santa Maria del Monte, Comitato Studi Palentini, Capistrello, 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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