Marsica

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Marsica
Monte Velino al calar del sole.jpg
Il monte Velino (2487 m) domina tutto il territorio marsicano
Stati Italia Italia
Regioni Abruzzo Abruzzo
Territorio Fucino, Parco Nazionale d'Abruzzo, Piana del Cavaliere, Piani Palentini, Valle del Giovenco, Valle di Nerfa, Vallelonga, Valle Roveto
Capoluogo Avezzano
Superficie 1 905,77[1][2] km²
Abitanti 133 937[3] (31-07-2015)
Densità 63,71[1] ab./km²
Lingue italiano
Fusi orari UTC+1
Nome abitanti marsicani
Marsica.png
Mappa della Marsica
Sito principale
« Marsica, dolce terra alma ridente, dai monti di erbe magiche e di fiori, di almi delubri e luchi ove splendente il sole infiamma i mesti pescatori. I lidi tuoi son come dolci Elisi, le valli di dolci aure sembran culle piene di sole, piene di sorrisi, ove d'amore sognan le fanciulle. Marsica che ti incanta il lago e il cielo, fammi di nubi d'or, di un raggio un velo, fammi di azzurro lieve e sogno vago »
(Felice Venditti - Malvino, Malvezio e Florinella[4])

La Marsica (AFI: /ˈmarsika/[5]) è una subregione dell'Abruzzo montano che comprende trentasette comuni della provincia dell'Aquila per un totale di circa 134 000 abitanti[3]. Il suo centro principale è Avezzano, considerata città-territorio. Posizionata al confine dell'Abruzzo con il Lazio è collocata intorno alla piana del Fucino, tra il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, la piana di Carsoli e la valle Roveto. Confina a nord con l'aquilano, ad est con la valle Peligna, a sud con la Ciociaria e la catena montuosa degli Ernici, infine ad ovest con le catene montuose dei Càntari, dei Simbruini e con l'alta valle dell'Aniene.

La Marsica deriva il suo nome dall'aggettivo Marsicus[6], relativo ai Marsi, popolo italico di lingua osco-umbra, stanziato nel I millennio a.C. nel territorio circostante il lago Fucino[7].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Foto aerea di Avezzano e della piana del Fucino

La Marsica si estende per circa 1.906 km² su una superficie territoriale eterogenea, tra le più complesse d'Italia: le aree pianeggianti sono costituite dalla conca del Fucino (140 km²), dai piani Palentini (60 km²) e dalla più contenuta piana del Cavaliere. La sua vetta più alta è rappresentata dal monte Velino a quota 2487 m s.l.m. mentre l'area più bassa è situata nel comune di Balsorano a 293 m s.l.m. I dislivelli maggiori si registrano a Magliano dei Marsi e a Celano, mentre il comune più pianeggiante è quello di San Benedetto dei Marsi, affacciato sull'alveo dell'antico lago, che presenta un'escursione di appena 50 metri[8]. I comuni più alti sono Ovindoli e Opi, rispettivamente posti a quota 1.375 e 1.250 metri di altitudine[9]. Il territorio è suddiviso in cinque macro-settori.

  1. Marsica fucense: zona pianeggiante che comprende i comuni posti intorno alla conca del Fucino tra cui i più popolosi sono Avezzano e Celano. La piana fucense è morfologicamente e geograficamente separata dal bacino del Liri ma ad esso connessa per il tramite delle opere di bonifica idraulica. L'area è contornata dai rilievi montuosi della Vallelonga a sud, dal gruppo Sirente-Velino a nord-nord est e dal monte Salviano ad ovest[10]. I gruppi montuosi nord occidentali pongono l'area fucense in collegamento diretto con i piani Palentini[11].
  2. Valle del Giovenco: zona montuosa, detta anche Marsica orientale, solcata dal fiume Giovenco. Ha inizio ad Aielli e giunge fino a Bisegna. Buona parte del suo territorio è incluso a sud est nell'area del parco nazionale d'Abruzzo e a nord est nel parco regionale Sirente-Velino. È posta al confine della Marsica con la valle Peligna. Il suo centro più grande è Pescina[12].
  3. Valle Roveto: area montuosa solcata dal fiume Liri. Ha inizio a Capistrello e giunge fino a Balsorano. Separa la Marsica da Sora, dalla Ciociaria e dal versante laziale dei monti Càntari ed Ernici[13]. A nord la valle di Nerfa e i piani Palentini la separano dalla Marsica occidentale.
  4. Piana del Cavaliere: area montuosa, detta anche Marsica occidentale, che comprende 4 comuni. È posta al confine dell'Abruzzo con il Lazio. Il centro più grande è Carsoli. I monti Carseolani confinano a sud-sud est con i Simbruini, a sud-sud ovest con la valle del Turano e a nord la valle del Salto li separa dal gruppo Cicolano/Duchessa/Velino[10][14].
  5. Parco nazionale d'Abruzzo: l'area marsicana posta più a meridione è costituita dai due comuni di Pescasseroli ed Opi, situati nel cuore dell'area protetta. Separa la Marsica dall'alto Sangro e dalla catena montuosa dei monti della Meta e delle Mainarde, al confine tra Lazio meridionale e Molise[15][16].
Il monte Viglio, cima più elevata dei Monti Càntari (2156 m), visto da Avezzano

È delimitata dai seguenti confini:

Nord Est Sud Ovest

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Schema del bacino idrografico Liri-Garigliano
Cascata di Zompo lo Schioppo
  • Il fiume Giovenco (o Fara) è il principale affluente naturale dei canali del Fucino. Nasce dal monte Pietra Gentile ad un'altitudine di 1250 metri slm, nel territorio del Parco nazionale d'Abruzzo. Sfocia nel canale della piccola cinta dell'alveo del Fucino che, oltre la località di borgo Incile, attraversa il monte Salviano sfociando, infine, nel fiume Liri. Il suo bacino idrografico è di 90 km²[17][18].
  • Il bacino endoreico del Fucino in cui ci sono le sorgenti Restina ed Acquafredda a Venere dei Marsi e Fontegrande presso Celano. Sorgenti acidule sgorgano ad Avezzano e a Bisegna[19].
  • Importante fiume marsicano è il Liri che scorre nel territorio per 40 km. Nasce dal Monte Aurunzo (o Arunzo) a 1108 metri s.l.m presso Petrella Liri, in valle di Nerfa. A Capistrello riceve le acque del bacino del Fucino, attraverso i canali nella galleria del monte Salviano. I maggiori affluenti sono ad est il fiume Giovenco, a nord il torrente la Foce e a sud il Fossato di Rosa. Percorre il territorio abruzzese, superato il quale nei pressi di Giunture vicino a Cassino, nel punto in cui riceve le acque del fiume Gari, prende il nome di Garigliano andando poi a sfociare nel Mar Tirreno dal golfo di Gaeta. Il bacino complessivo del Liri-Garigliano è di 5.020 km²[20]. Rilevanti le risorse idriche, in particolare dei fiumi Liri e Giovenco, disponibili da corpi idrici sotterranei e quelle disponibili da acque superficiali[21][22].
  • La Valle del Liri è ricca di acque sorgive di media portata. Le principali sono: le sorgenti di Cappadocia, il torrente Rianza presso Pescocanale e la sorgente carsica intermittente dello Schioppo sfruttata dalla centrale idroelettrica di Morino[19]. Con un salto di oltre 80 metri, forma la seconda cascata naturale più alta della catena appenninica[23]. A Canistro c'è la sorgente La Sponga, a quota 850 metri slm, mentre l'acqua delle terme di Canistro sgorga dalla fonte di Santa Croce ad una temperatura di +9,5 °C e ad un'altitudine di circa 750 metri[24]. Nelle sorgenti di Canistro viene imbottigliata, dal 1975, l'acqua oligominerale Santa Croce[25].
  • Il fiume Sangro, secondo in Abruzzo (lunghezza di 117 km con un bacino di 1515 km²), nasce dalle sorgenti La Penna a 1370 m di altitudine sotto il Passo del Diavolo (alle pendici del Monte Morrone) riceve sulla destra il fiume Fondillo in territorio di Opi. Sfocia nel mar Adriatico a Torino di Sangro. Nell'Abruzzo meridionale alla base dei massicci calcarei del Parco nazionale d'Abruzzo sgorgano le polle della fonte delle Donne.
  • Il Salto è un fiume abruzzese e laziale, costituisce uno degli affluenti di sinistra del fiume Velino. Nasce nei Piani Palentini, tra i territori di Scurcola Marsicana e Magliano dei Marsi, dalla confluenza del fiume Imele (le cui sorgenti si trovano a Verrecchie) ed il fosso La Raffia. Attraversa le province dell'Aquila e di Rieti, dando vita alla Valle del Salto, formando il lago omonimo per confluire, infine, nel fiume Velino, in località "Casette" alle porte di Rieti[26].
  • Il Turano è un fiume dell'Abruzzo e del Lazio e costituisce uno degli affluenti di sinistra del fiume Velino. Nasce dal monte Bove (1348 m) nel comune di Carsoli. A 536 metri slm forma il lago artificiale del Turano. Il suo affluente in territorio marsicano è il fosso Fioio[27]. Di esigua portata sono le sorgenti che dal Monte Velino e dai Monti Carseolani alimentano i bacini del Turano e dell'Imele-Salto[20][28].

Orografia e geologia[modifica | modifica wikitesto]

Grotta del Cervo (Mi-ka-El)

Da un punto di vista orografico, la Marsica è una vasta area incastonata nella catena montuosa degli Appennini abruzzesi. Per lo più montuosa presenta tuttavia tre valli: quella del Fucino, la più ampia, i piani Palentini e la piana del Cavaliere. È racchiusa tra i monti Marsicani, a sud, la catena del Velino-Sirente, a nord-est, i monti Carseolani a nord-ovest e la catena dei Simbruini-Ernici ad ovest. Il principale fiume dell'area, il Giovenco, è inserito all'interno del bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno, la cui conformazione orografica è caratterizzata da rilievi accentuati nella parte nord-est e da quelli di più modesta entità nella parte sud-sud ovest.

La superficie complessiva del bacino è importante: pari a 4.984 km² con una lunghezza dell'asta principale di 164 km. L'area fucense è costituita da depositi fluvio-lacustri, in particolare da depositi fluviali per lo più ghiaioso-sabbiosi verso i bordi della piana, mentre nel settore centrale più depresso, da depositi lacustri di tipo argilloso-limoso-sabbiosi, fatti risalire al Pliocene-Olocene.

L'assetto geologico di questo settore della conca è dominato dalla presenza di depositi alluvionali del periodo Pleistocene superiore-Olocene sovrapposti a depositi lacustri antichi del Pleistocene medio-Pliocene superiore[29]. I monti marsicani sono caratterizzati da estese tracce del glacialismo pleistocenico per via della loro natura geologica prevalentemente calcareo-dolomitica[30] e numerose fenomenologie carsiche come doline e grotte.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Altopiano del Fucino innevato
Pescasseroli: monte delle Vitelle

Il clima varia molto in base alla zona e all'altimetria a cui si fa riferimento. La zona climatica oscilla fra la classificazione climatica D, E ed F. Si parte dai 340 metri slm del centro di Balsorano, zona classificata D, fino ai 1375 metri slm di Ovindoli, classificata F. I centri più popolosi, tra i quali Avezzano, Carsoli, Celano, Pescina e Tagliacozzo, sono classificati E[31]. Le aree esposte a venti o in posizione di prolungata ombreggiatura possono far segnare significativi sbalzi climatici rispetto a zone vicine, ma soleggiate e riparate.

Le precipitazioni risentono in maniera consistente della presenza delle dorsali appenniniche, aumentando con la quota e risultando più abbondanti sui versanti della Marsica occidentale, decrescendo invece verso est. Il bacino del Fucino risulta tuttavia come segregato all'accesso dei venti piovosi. La zona più ricca di precipitazioni è la circostante catena formata dai monti Simbruini, monti della Mèta e, più a sud, dal limitrofo massiccio del Matese. Questa su un tratto di circa 100 km raccoglie oltre 1400 mm d'acqua all'anno. Nei mesi invernali, la neve solitamente cade copiosa, soprattutto sulle cime delle montagne e nelle stazioni sciistiche di Ovindoli, Pescasseroli, Marsia, Camporotondo e sulle piste da sci di fondo di Opi[32][33].

In base alle medie climatiche ufficiali nell'altopiano del Fucino, in inverno, possono prodursi localmente temperature minime particolarmente basse, ciò anche a causa dell'alto tasso di umidità. In alcune occasioni si sono raggiunte temperature minime glaciali, come il 17 febbraio 1956, quando nella tabella climatica dell'agenzia regionale ARSSA[34] comparve anche un dubbio estremo assoluto di -32 °C presso Borgo Ottomila[35], dato non riportato ufficialmente sugli annali idrologici.

Climaticamente è possibile suddividere la Marsica in quattro sezioni:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Marsica.

Preistoria[modifica | modifica wikitesto]

La necropoli di Amplero a Collelongo
(LA)

« Nec sine Marsis nec contra Marsos triumphari posse »

(IT)

« Non si può vincere né senza i Marsi né contro di essi »

(Appiano di Alessandria[40][41])
Ricostruzione di una capanna neolitica del Fucino
Letti in osso di Aielli

La presenza dei cacciatori nomadi nel Paleolitico inferiore e lo stanziamento a carattere continuativo durante il Paleolitico superiore delle tribù bertoniane provenienti dall'area costiera dell'Abruzzo risale tra i 130.000 e i 12.000 anni fa. Testimonianze di varia natura, archeologica e zoologica, sono emerse da innumerevoli insediamenti e siti presenti in tutto il territorio e in particolare ai bordi dell'alveo del Fucino[42].

La regione prende il nome dalla popolazione italica che in passato ha abitato l'area, i Marsi[43]. Popolo di indomiti guerrieri e sacerdoti il cui nome deriva dal quello del dio della guerra, Marte. Durante la guerra sociale denominata anche bellum Italicum o bellum Marsicum sostenuta dal 91 all'88 a.C., guidati dal condottiero Quinto Poppedio Silone inflissero sconfitte e devastazioni al ben più numeroso esercito della Repubblica romana[44]. La guerra sociale ebbe inizio quando il Senato romano, con Catone in capo, negò la cittadinanza ai Marsi e agli altri popoli italici, dopo molti anni di alleanze militari. Catone venne ucciso, nell'89 a.C., durante la battaglia del Lago Fucino combattuta contro i marsi. Dopo tre anni di dure battaglie e dopo la morte di Poppedio Silone, caduto a Boviano, ottennero l'agognata cittadinanza romana nell'88 a.C. Da questo momento i loro territori ben presto verranno colonizzati e i guerrieri incorporati nelle tribù romane. I Marsi, furono iscritti nella valorosa gens Sergia[45]. Quando l'imperatore Augusto divise l'Italia in undici regioni, essi furono assegnati alla Samnium Regio[46]. Il popolo sarà cantato e celebrato in tutte le epoche come uno dei progenitori e al contempo uno dei figli prediletti dell'Italia[47][48].

L'imperatore Claudio nel 41 d.C. da inizio ai lavori di bonifica del lago Fucino attraverso l'emissario dell'Incile e i cunicoli di Claudio, un'opera di ingegneria idraulica tra le più ardite e grandiose imprese. Vi lavorarono per 11 anni, fino al 52 d.C. circa 30000 schiavi. Con la caduta dell'impero romano e l'assenza di opere di manutenzione e a causa degli effetti di un probabile disastroso terremoto, avvenuto nel 508 d.C.[49], il lago tornò ai livelli originari[50].

La diocesi dei Marsi venne fondata, secondo la tradizione, nel I secolo da San Marco Galileo e retta, nel III secolo, da San Rufino e suo figlio Cesidio.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Corteo della "Bulla Indulgentiarum" a Cerchio

La Marsica, inserita nella nuova provincia Valeria nel 591 passa sotto il Ducato longobardo di Spoleto[51]. Nasce la Gastaldia dei Marsi, una circoscrizione amministrativa governata da un funzionario della corte regia con residenza nella civitas marsicana. Nel 774 Carlo Magno donò la Valeria e tutto il ducato allo Stato Pontificio[52].

Nacque la contea dei Marsi i cui rappresentanti si sostituirono ai gastaldi. Nel 926 divenne nuovo conte dei Marsi, Berardo detto "Il Francisco", che sarebbe stato un discendente diretto di Bernardo d'Italia nipote di Carlo Magno[53]. Berardo rilanciò la contea con una serie di riforme e ne fece un vero e proprio feudo, che divenne con lui un piccolo stato dotato di indipendenza all'interno del ducato di Spoleto. In seguito ad una grande battaglia nel 937 la contea dei Marsi si affrancò dal dominio del ducato spoletino ottenendo la piena indipendenza sotto la dinastia dei Berardi. Nel frattempo la sede della diocesi, che risultava spesso vacante a causa dei conflitti per il possesso e il controllo del territorio, con la bolla di Papa Stefano IX divenne dal 1057 la chiesa di Santa Sabina in Marruvium.

L'indipendenza politica durò fino al 1143 allorquando i normanni assoggettarono la contea e l'assorbirono nei loro territori[54][55][56].

Nella Marsica San Francesco d'Assisi diffuse il suo ordine dei frati minori. La sua prima presenza nel territorio risulterebbe nell'inverno tra il 1215 e il 1216, quando soggiornò a San Benedetto dei Marsi dove, in località "Luogo" (in dialetto "i loche") dormì, insieme con i poveri, nei pressi dell'anfiteatro romano. Un successivo viaggio nella Marsica, a Pescina, Celano e San Benedetto dei Marsi, ci sarebbe stato con ogni probabilità, tra il 1219 ed il 1222.

Secondo quanto avrebbe riportato il suo primo biografo Tommaso da Celano e, in seguito, Bonaventura di Bagnoregio che riscrisse la biografia, San Francesco avrebbe presagito la morte di un cavaliere che lo ospitò nel palazzo celanese di sua proprietà[57][58]. Mentre nel 1225 nella vicina Pescina, fu fondato il convento dedicato al santo, situato accanto alla contemporanea chiesa di "Sant'Antonio da Padova"[59][60][61].

« …e là da Tagliacozzo, ove sanz'arme vinse il vecchio Alardo… »
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno , XXVIII canto, vv. 17-18)

Il 23 agosto del 1268 i piani Palentini furono teatro della famosa battaglia di Tagliacozzo tra Corradino di Svevia e Carlo d'Angiò che segnò la caduta definitiva degli svevi a favore degli angioini[62].

In queste zone due tratturi erano delimitati da aree individuate con precisione fino dall'età medioevale, mentre all'inizio del Regno borbonico si verificò l'allungamento dei percorsi, Celano-Foggia e Pescasseroli-Candela, la classificazione a regi tratturi e, in seguito, ad opera degli aragonesi ci fu la regolamentazione del sistema tratturale.

« …Settembre, andiamo. È tempo di migrare. Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all'Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti… »
(Gabriele D'Annunzio, I Pastori[63], Alcyone.)

Tutto il territorio marsicano nel XV secolo è teatro delle lotte tra le famiglie romane degli Orsini e dei Colonna. Il ducato dei Marsi controllava numerosissime terre da Ajelli a Morrea e da Rocca di Botte ad Opi.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1580, con la bolla pontificia In suprema dignitatis, di Gregorio XIII, la sede vescovile venne spostata a Pescina nella cattedrale di Santa Maria delle Grazie[64].

I Colonna amministrarono la contea albense per circa tre secoli fino all'abolizione dei feudi, mentre Costanza Piccolomini cedette nel 1591 la contea a Camilla Peretti, sorella Sisto V. Ai Peretti seguirono a capo della contea le famiglie Savelli, Cabrera e Sforza-Cesarini. L'ultimo conte celanese fu Francesco Sforza-Bodavilla fino al 1806 anno dell'abolizione del feudalesimo.

Nel 1790 Ferdinando I delle Due Sicilie sollecitato dalle autorità locali in difficoltà per via del livello delle acque sempre più alto e delle difficili condizioni socio-economiche dell'area decise di portare avanti un nuovo tentativo per ripristinare l'emissario dell'Incile e i cunicoli di Claudio non riuscendo tuttavia nell'intento di prosciugare e bonificare le terre fucensi.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Piana del Fucino in una foto Earth observatory della NASA

Nel 1811 Gioacchino Murat istituisce il distretto di Avezzano che comprese i sette circondari del territorio e quello di nuova istituzione di Trasacco.

Nel distretto marsicano i movimenti carbonari furono più che mai dinamici almeno fino al 1861 anno dell'Unità d'Italia. In quell'anno, l'8 dicembre avvenne la cattura in località Casale Mastroddi, alle porte di Sante Marie e la successiva fucilazione a Tagliacozzo del generale catalano José Borjes e dei suoi soldati[65].

Con l'Unità d'Italia fu istituito il circondario di Avezzano composto di 9 mandamenti. In questi territori come in altre province meridionali si sviluppò il fenomeno del brigantaggio postunitario che cesserà soltanto nel corso della terza guerra d'indipendenza italiana e dopo la presa di Roma del 1870.

Rovine del castello Orsini-Colonna dopo il sisma del 1915
Eccidio di Celano: folla radunata in piazza nel giorno dei funerali

Otto anni dopo, nel 1878, viene ufficialmente dichiarato prosciugato il lago Fucino[66]. Il banchiere romano, Alessandro Torlonia, dopo aver ripreso ed ampliato il progetto claudiano, prosciugò definitivamente il Fucino bonificando l'area e diventando proprietario di gran parte delle terre emerse (16.507 ettari) per 99 anni. Le difficili condizioni lavorative dei braccianti finirono per alimentare in tutto il territorio nuove tensioni sociali.

« In capo a tutti c'è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra. Poi vengono le guardie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch'è finito. »
(Fontamara - Ignazio Silone)

Il 13 gennaio 1915 avvenne il terremoto della Marsica, un evento sismico di indicibile gravità. Colpì l'intera area della Marsica, distruggendo paesi e città dell'area fucense e rovetana. Gravi danni si registrarono in tutto il centro Italia. Il sisma causò oltre 30 000 morti, di cui 10.700 nella città di Avezzano. La scossa di magnitudo 7.0[67] si verificò alle ore 7.52.48[68]. I giovani marsicani superstiti, già profondamente segnati dal sisma, dovettero partecipare come soldati dell'esercito alla grande guerra.

In seguito al terremoto la sede provvisoria della diocesi fu stabilita presso il palazzo Ducale di Tagliacozzo[69], mentre il 16 gennaio 1924 con la bolla Quo aptius di papa Pio XI ci fu il definitivo trasferimento ad Avezzano[70].

Nel 1944, durante la seconda guerra mondiale il territorio subì le violenze nazi-fasciste e i danni dai bombardamenti alleati. Capistrello fu teatro della tragica vicenda dell'eccidio dei "33 martiri" fucilati e trucidati dai tedeschi[71]. Su queste montagne furono nascosti ed aiutati dai contadini dei borghi montani migliaia di alleati in fuga dai campi di concentramento abruzzesi.

I comuni della Marsica decorati al merito civile sono Avezzano, Capistrello, Carsoli e Massa d'Albe.

Dopo le lotte contadine del secondo dopoguerra, e appena dopo l'eccidio di Celano che fece registrare due morti e diversi feriti tra i braccianti radunati in piazza, giunse l'attesa riforma agraria del 1950 che portò alla costituzione dell'ente Fucino, con l'espropriazione terriera fatta in anticipo ai danni dei Torlonia. L'altopiano riorganizzato in appezzamenti più grandi fece segnare un boom delle produzioni agricole.

Nel XX secolo anche le aree montane della Marsica furono particolarmente segnate dal fenomeno dell'emigrazione con il dato dello spopolamento in graduale aumento nel corso degli anni.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Proposta di Stemma: Inquartato: al I di rosso alla Croce d'argento rinvenuta fra le rovine della chiesa di Santa Sabina prima Cattedrale dei Marsi; al II d'azzurro all'elmo dorato adorno di felice ulivo del prode Umbrone; al III d'azzurro alla banda d'oro stemma dei conti dei Marsi; al IV di rosso alla colonna d'argento stemma dei duchi dei Marsi; sul tutto scudetto d'oro alla chimera nera dei dischi corazza marsi; motto: nec sine marsis nec contra marsos.[72]

Comuni della Marsica[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma predisposto dai 37 comuni della Marsica

Anticamente la Marsica comprendeva l'area circostante il lago del Fucino a sud-est, e l'intera Valle del Giovenco. Con lo stesso toponimo s'intende l'odierna area sud-occidentale della provincia dell'Aquila, che comprende anche l'intera Valle Roveto e tutta la fascia carseolana. Fanno parte della Marsica 37 comuni[73][74], per un totale di circa 134.000 abitanti[3].

L'esigenza di un'amministrazione autonoma ha portato a costituire un comitato territoriale apolitico, promotore di una nuova "Provincia dei Marsi", con capoluogo Avezzano. Diversi e vani sono stati i tentativi per ottenere tale riconoscimento. Del 1986 la proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione della provincia che fu sottoscritta ed appoggiata da circa 53.000 marsicani e dai 37 comuni[75]. Le amministrazioni locali hanno predisposto anche lo stemma araldico[72].

Parchi e riserve naturali[modifica | modifica wikitesto]

Primo piano dell'orso bruno marsicano

La Marsica è un territorio amèno, aspro ed ospitale. Ricco di parchi e riserve naturali: comprende a sud il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, a sud-ovest la Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, ad est il Parco regionale naturale del Sirente - Velino, a nord-est la Riserva naturale Monte Velino, ad ovest la Riserva naturale guidata Monte Salviano e, infine, a nord-ovest la Riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca e la Riserva naturale regionale Grotte di Luppa, che segnano il confine con il Parco regionale dei Monti Simbruini[76]. Tra le aree naturali di maggiore interesse figurano le Gole di Celano, un canyon scavato per circa quattro chilometri dal torrente La Foce, le cui pareti rocciose, alte circa 200 metri, presentano in alcuni punti strettoie di appena 3 metri.

Mammiferi tipici di molti di questi parchi sono l'orso bruno marsicano, sottospecie endemica della Marsica e il Lupo appenninico. La falena denominata Triaxomera marsica è stata descritta per la prima volta nel 1984, mentre la pianta Alchemilla marsica nel 1911.

La flora è caratterizzata da fiori e piante endemiche come l'Iris marsica e la scarpetta di Venere.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Santuario della Madonna di Pietraquaria di Avezzano
Chiesa e convento di Santa Maria Valleverde a Celano

Santuari[modifica | modifica wikitesto]

Sono tre i santuari ufficiali diocesani: il santuario della Madonna dei Bisognosi tra Pereto e Rocca di Botte, il santuario della Madonna dell'Oriente a Tagliacozzo e il santuario della Madonna di Pietraquaria ad Avezzano[77]. Diversi altri santuari sono sparsi nel territorio e dedicati alla Madonna del Buon Consiglio a Venere dei Marsi, alla Madonna del Fulmine a Massa d'Albe, alla Madonna della Pietà a Carrito, alla Madonna delle Grazie a Roccavivi, alla Madonna di Candelecchia a Trasacco e alla Madonna di monte Tranquillo a Pescasseroli.

Conventi[modifica | modifica wikitesto]

I conventi più importanti da un punto di vista storico ed architettonico sono il convento di San Francesco a Tagliacozzo e il convento di Santa Maria Valleverde a Celano. A Balsorano si trova il convento di San Francesco, a Luco dei Marsi il convento dei frati cappuccini, a Magliano de' Marsi il convento di San Domenico e a Poggio Cinolfo il convento di San Francesco.

Eremi[modifica | modifica wikitesto]

Nella valle Roveto sono situati diversi eremi tra cui quello della Madonna del Caùto a Morino, della Madonna della Fonticella a Canistro, della Madonna della Ritornata a Civita d'Antino e della Madonna del Romitorio a San Vincenzo Superiore. Nella piana del Cavaliere si trova l'eremo di San Martino a Villa Romana. A Balsorano e a Colli di Monte Bove ci sono le grotte-romitorio dedicate a Sant'Angelo.

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

In ogni comune ed in ogni piccola frazione del territorio è presente almeno una chiesa. La chiesa madre della diocesi dei Marsi è la Cattedrale dei Marsi di Avezzano dedicata a San Bartolomeo, mentre la concattedrale dei Marsi, la basilica di Santa Maria delle Grazie si trova a Pescina. Altra basilica pontificia è quella di Trasacco dedicata ai Santi Cesidio e Rufino. Tra le chiese più antiche figurano la chiesa di Santa Maria in Cellis, la chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta, la chiesa di San Pietro in Albe e la chiesa di Santa Maria Valleverde. La facciata della chiesa di Santa Sabina, prima cattedrale dei Marsi, si trova a San Benedetto dei Marsi.

Architetture militari e civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello Piccolomini di Celano
Castello Piccolomini di Balsorano
Castello medievale di Pereto

Castelli[modifica | modifica wikitesto]

Torri[modifica | modifica wikitesto]

La torre trecentesca di Aielli

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Ville[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della Marsica è disseminato di siti ed aree d'interesse archeologico. Le più note e visitate sono il sito della città militare e commerciale di Alba Fucens, in comune di Massa d'Albe, Marruvium a San Benedetto dei Marsi, Lucus Angitiae a Luco dei Marsi, Antinum e gli scavi della Valle Roveto, Carsioli e gli insediamenti preistorici della Piana del Cavaliere e dell'area di Sante Marie. Rivestono particolare interesse archeologico anche l'area della Valle di Amplero a Collelongo, la villa imperiale di San Potito, i Cunicoli di Claudio, la villa romana e l'area dell'ex collegiata di San Bartolomeo ad Avezzano e l'insediamento lacustre palafitticolo Paludi a Celano. Numerose le grotte ed altri siti preistorici che testimoniano come, sin dal paleolitico, le popolazioni stanziassero in modo continuativo grazie alle favorevoli condizioni ambientali e climatiche riferite in particolare al territorio circostante il lago Fucino.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo e centro studi "Ignazio Silone" a Pescina

Numerosi i musei presenti nei vari comuni del territorio. Ad Aielli presso la torre trecentesca è ospitato il museo del cielo, un osservatorio astronomico dotato di planetario digitale ed altre strumentazioni tecnologicamente avanzate e ad altissima risoluzione. Ad Avezzano ci sono tre esposizioni permanenti: l'Aia dei Musei che presenta due sezioni, "Le Parole della Pietra" e "Il Filo dell'Acqua"; la pinacoteca d'arte moderna e il museo della civiltà contadina e pastorale, ospitato presso la Villa Torlonia e il Padiglione Torlonia. Analoghe esposizioni si trovano a Civita d'Antino e a Verrecchie.

Il più importante e visitato museo del territorio è il museo nazionale d'arte sacra della Marsica[78], ospitato nelle sale del castello Piccolomini a Celano, dove si trovano altri due importanti musei, quello archeologico preistorico "Paludi" e quello della Chiesa di Santa Maria Valleverde con annessa biblioteca. Pescina ospita due esposizioni permanenti molto importanti: il museo "Ignazio Silone" con il centro studi e il museo "Mazzarino".

Con i suoi 900 m² il museo civico di Cerchio è uno dei più grandi della Marsica insieme allo spazio museale di palazzo Botticelli a Collelongo dove hanno sede i musei archeologico e della civiltà contadina e del lavoro. A Tagliacozzo ci sono lo spazio museale dedicato alla figura del beato Tommaso da Celano e il museo Orientale con annessa biblioteca monastica. Il museo del Brigantaggio e dell'Unità d'Italia si trova a Sante Marie nel palazzo Colelli, dove in alcune sale trova spazio il moderno museo multimediale di Astrofisica.

In valle Roveto il museo della pastorizia, con particolari sezioni dedicate alla numismatica e ai treni si trova a Balsorano, mentre il museo archeologico Antinum, inaugurato nel 2015, si trova a Civita d'Antino. Civitella Roveto ospita la pinacoteca dedicata ad Enrico Mattei e la mostra permanete etnografica "De' Colucci".

Centri visita dei parchi e i musei naturalistici ed antropologici, dedicati a fauna e flora delle aree protette si trovano a Bisegna, Magliano de' Marsi, Morino, Opi, Ortona dei Marsi, Villavallelonga e a Pescasseroli dove si trova anche la casa-museo di palazzo Sipari.

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i racconti ed i romanzi dello scrittore Ignazio Silone sono ambientati nella Marsica ad eccezione de La volpe e le camelie ambientato in Canton Ticino. I temi della cospirazione politica e i personaggi più significativi, per lo più contadini del Fucino, caratterizzano la sua penna. Fontamara, prima e più nota fra le sue opere narrative, racconta le vicende degli abitanti di un povero paese della Marsica, in cui il protagonista, Berardo Viola, rappresenta l'esigenza e il forte desiderio di riscatto "degli ultimi". La prima pubblicazione in italiano fu disponibile all'estero dal 1933, in Italia invece soltanto a partire dal 1947. Tra le sue opere più vicine alla Marsica figurano anche Il segreto di Luca, pubblicato nel 1956, di cui il regista Ottavio Spadaro curò nel 1969 un adattamento televisivo per la Rai, ed Uscita di sicurezza, opera letteraria costituita da racconti autobiografici e riflessioni, pubblicata nel 1965. Attraverso i suoi scritti Ignazio Silone si batté con particolare sentimento contro le ingiustizie e la rassegnazione dei contadini e di coloro che venivano considerati a torto "più deboli", schierandosi apertamente a favore della difesa della libertà e dei diritti umani.

Diversi i personaggi illustri che hanno legato i propri nomi al territorio attraverso diari di viaggio, poesie ed altri generi letterari: Keppel Richard Craven, Alexandre Dumas, Edward Lear ed Anne MacDonell[79][80].

Nel 1895 Antonietta Klitsche de la Grange ha scritto il romanzo storico Bernardo da Sarriano o il castello di Celano ambientato nella Marsica del XIII secolo[81]. Gabriele D'Annunzio nella tragedia Fiaccola sotto il moggio, scritta nel 1905, cita Cappadocia e molti altri luoghi della Marsica.

Er terremoto d'Avezzano è una poesia in dialetto romanesco di Ettore Petrolini, inserita nell'opera I celebri monologhi romani[82]. La Marsica del 1915 figura anche nel dramma L'uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello:

« ...possibile che le case d'Avezzano, le case di Messina, sapendo del terremoto che di li a poco le avrebbe sconquassate, avrebbero potuto starsene tranquille sotto la luna, ordinate in fila lungo le strade e le piazze... »
(Luigi Pirandello, L'uomo dal fiore in bocca[83])

Lo scrittore e poeta Romolo Liberale nelle sue opere, molte delle quali scritte in vernacolo, racconta le vicende della Marsica dalle lotte contadine del Fucino alla civiltà della transumanza[84]. Diverse opere del critico letterario Vittoriano Esposito sono incentrate, in particolare, sulle figure di Ignazio Silone e Mario Pomilio ed il loro rapporto con la Marsica[85]. Molte le opere dello storico Alvaro Salvi ambientate nella sua terra d'origine: L'olocausto di Faccetta nera, Marsica: 1943-1945 e il volume Il treno delle due valli[86].

Tra le opere connesse alla Marsica figurano il romanzo storico La commare Regina di Dario Di Gravio, preziosa testimonianza della società marsicana di inizio Novecento[87], il racconto del 1927 La Panarda di Federico Vittore Nardelli[88], La presentosa di Gabriele Ciutti, libro pubblicato nel 2003[89], e Il tenente dimenticato di Mario Cantoresi, edito nel 2013[90].

In diversi saggi il ricercatore Fulvio D'Amore racconta le vicende storiche del brigantaggio nella Marsica prima e dopo l'Unità d'Italia, del Fucino, dei comuni della valle del Giovenco e della piana del Cavaliere, mettendo in luce le statistiche murattiane dei circondari e le lotte territoriali nella Diocesi dei Marsi del settecento[91].

Il volume storico Marsi, storia e leggenda di Attilio Francesco Santellocco ripercorre l'evoluzione del territorio dalle origini alla contemporaneità, attraversando le vicende della Marsica antica, medievale e odierna[92].

Nel volume intitolato I Marsi l'autore Franco Zazzara attraverso una lunga e minuziosa ricerca di carattere storico, ripropone le lotte contro l'arroganza del potere di personaggi leggendari, epici e storici, tra cui Poppedio ed Ignazio Silone, San Berardo e Papa Bonifacio IV. Sul piano filologico l'opera riscopre l'origine delle parole, molte ancora in uso, e dei nomi strettamente legati alla Marsica[93]. Nel saggio letterario Il futuro dei Marsi lo stesso autore ripercorre la migrazione degli uomini attraverso il corso dei fiumi dell'odierna Europa verso l'Italia[94].

Il romanzo storico Viteliú. Il nome della libertà di Nicola Mastronardi è ambientato al I secolo a.C., racconta i miti, le leggende e gli aspetti religiosi in epoca imperiale dal punto di vista dei marsi, dei peligni, dei sanniti e degli altri popoli italici[95].

Altro romanzo storico è Polvere di lago di Francesco Proia ambientato nella terra dei Marsi. Rivela le origini dei culti antichi come quello legato alla dea Angizia o alla Chimera, simbolo delle gesta militari del popolo. Il viaggio attraversa la grande città militare di Alba Fucens e le epoche del Fucino, prima lago e poi terra[96].

Dacia Maraini ha ambientato nei paesi del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise alcuni dei suoi romanzi come Colomba e diversi racconti teatrali come Il respiro leggero dell'Abruzzo[97][98].

Film[modifica | modifica wikitesto]

Poster dell'Abruzzo montano (opera di Vincenzo Alicandri)

Il film più importante girato nella Marsica è senza dubbio Fontamara, film del 1980 del regista Carlo Lizzani, tratto dall'omonimo romanzo di Ignazio Silone di cui fu interprete principale Michele Placido nel ruolo di Berardo Viola. Ida Di Benedetto ottenne il nastro d'argento l'anno successivo come migliore attrice non protagonista nel ruolo di Maria Rosa. Il film è stato girato, tra il 1979 e il 1980, in "esterni" ad Aielli Alto, Avezzano e Pescina[99]. Il primo importante film muto sulla prima guerra mondiale intitolato Sempre nel cor la Patria!, del regista Carmine Gallone fu girato nella città di Avezzano che, appena distrutta dal sisma del 1915, poté simulare tragicamente i panorami di guerra[100].

Nel 1946 uscì il film Desiderio di Roberto Rossellini di cui molte scene furono girate a Tagliacozzo[101], mentre Il cavaliere misterioso, film del 1948 diretto da Riccardo Freda, è stato girato a Pescasseroli e in esterni nell'area del parco nazionale d'Abruzzo. Interprete principale fu Vittorio Gassman nel personaggio di Giacomo Casanova[102]. Nel comune marsicano sono state girate le scene di diversi film del famoso regista e sceneggiatore Ettore Scola[103].

Nel maggio del 1954 ad Ovindoli ci furono alcune riprese del celebre "La strada" di Federico Fellini, film che gli valse nel 1957 l'oscar al miglior film straniero[104]. Innumerevoli i film e gli sceneggiati girati e ambientati in Marsica dagli anni sessanta in poi. Tra questi Le terre del Sacramento, sceneggiato della Rai del 1970 tratto dall'omonimo romanzo di Francesco Jovine girato a Capistrello e Corcumello. Presso il castello Piccolomini di Balsorano sono stati girati diversi film a cominciare dagli anni '60 con La cripta e l'incubo di Camillo Mastrocinque, Il boia scarlatto diretto da Massimo Pupillo, 7 donne d'oro contro due 07 di Vincenzo Cascino e tanti altri inclusi Farfallon con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia[105] e i film hard con protagonista l'attore abruzzese Rocco Siffredi[106].

Nel 1972 a Tagliacozzo fu girata la seconda parte del film I corpi presentano tracce di violenza carnale di Sergio Martino. Nel 1973 alcune scene del film Milarepa di Liliana Cavani furono girate sulle montagne della piana del Cavaliere, mentre alcune panoramiche di Pereto apparvero nel celebre film Ladyhawke. Un anno dopo Celano fu la location principale in cui Richard Fleischer ambientò il film Yado con protagonisti Arnold Schwarzenegger e Brigitte Nielsen. Nel 1988 e nel 2005 nel castello di Pereto furono girate alcune scene dei film Delirio di sangue (Blood Delirium) e L'anno mille[107]. Peter Fonda fu l'attore protagonista di Sound, un film di Biagio Proietti ambientato nel centro spaziale del Fucino di Telespazio[108]. Nel 1998 la pellicola Le faremo tanto male diretta da Pino Quartullo fu girata a Pescasseroli.

A San Sebastiano dei Marsi e a Pescasseroli furono girate, invece, diverse scene dei film Auguri professore, La guerra degli Antò, Il posto dell'anima e Scusate se esisto! di Riccardo Milani[109][110]. La volpe e la bambina di Luc Jacquet è stato girato in parte nel parco nazionale d'Abruzzo. Nel 2013 Tagliacozzo ha ospitato il set di Ti ricordi di me?, film di Rolando Ravello[111]. Ad Ovindoli è stata girata l'ultima puntata della serie televisiva Un Medico in famiglia 7[112], mentre alcune scene del film Neve di Stefano Incerti hanno immortalato i panorami tra Celano, Ovindoli, altopiano delle Rocche e Pescasseroli[113]. La piana del Fucino è stata una delle location del film Liberi di Gianluca Maria Tavarelli uscito nelle sale nel 2003, nello stesso anno Marco Falaguasta sceglie Celano per ambientare il film Due volte Natale[114]. Nel 2006 ad Avezzano venne ambientato il film-documentario Taccone, fuga in salita del regista César Meneghetti[115], mentre alcune scene del film Storie sospese del regista Stefano Chiantini sono state girate nel 2014 a San Pelino di Avezzano[116].

Tra i documentari più noti figurano Marsica e Il pescatore del lago di Italo Magrini[117] e Il tesoro del lago. Il Fucino e la collezione Torlonia, curato da Adele Campanelli[118].

I film documentari La leggenda del lago Fucino e C'era una volta il lago Fucino di Germano Di Mattia raccontano i personaggi leggendari come Angizia, Circe, Umbrone e luoghi, storia, leggende e antichi culti dei Marsi[119][120].

Persone legate alla Marsica[modifica | modifica wikitesto]

Benedetto Croce
Tommaso da Celano

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  6. ^ Cianciusi, pag.85
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  9. ^ Italia: i 100 Comuni più alti, Comuniverso.
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  24. ^ Terme di Canistro, TermeItalia.
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  26. ^ Fiume Salto, Fiumi.com.
  27. ^ Fiume Turano, Fiumi.com.
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  30. ^ Note illustrative della carta geologica d'Italia (p.19) (PDF), ISPRA.
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  33. ^ Analisi spazio temporali delle precipitazioni nella Regione Abruzzo (PDF), Regione Abruzzo.
  34. ^ Acronimo di «Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo»
  35. ^ Archivio storico dati ARSSA, Cetemps.
  36. ^ Avezzano: temperature medie trentennale 1961-1990 (TXT), Enea.
  37. ^ Clima en Fucino: históricos desde 1984 hasta 2012(Fonte: NOAA-CDO / GSOD), TuTiempo.
  38. ^ Carsoli: temperature medie trentennale 1961-1990 (TXT), Enea.
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  120. ^ La leggenda del lago (film), TerreMarsicane.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche[modifica | modifica wikitesto]

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  • Muzio Febonio, Historiae Marsorum, Provenienza dell'originale: la Biblioteca Pubblica Bavarese, Monachum (München), Germania, 1678.
  • Pietro Antonio Corsignani, De Viris illustribus Marsorum, Biblioteca Pubblica Bavarese, Monaco di Baviera, 1712.
  • Pietro Antonio Corsignani, De Aniene, ac Viæ Valeriæ pontibus synoptica enarratio, cui Sambuci opp. monumenta, necnon proximorum locorum inscriptiones quædam accessere, Roma, 1718.
  • Pietro Antonio Corsignani, Reggia Marsicana Ovvero Memorie Topografico-Storiche Di varie Colonie, e Città antiche e moderne della Provincia de i Marsi e di Valeria: Compresa Nel Vetusto Lazio, e negli Abruzzi, Colla Descrizione Delle loro Chiese, e Immagini miracolose, e delle Vite de' Santi, cogli Uomini Illustri, e la Serie de' Vescovi Marsicani, Parrino (provenienza dell'originale Biblioteca Pubblica Bavarese, Monaco di Baviera), 1738.
  • Andrea Di Pietro, Agglomerazione delle popolazioni attuali della Diocesi dei Marsi, Tipografia Marsicana, Carsoli, 1869.
  • Luigi Colantoni, Storia dei Marsi, Lanciano, 1889.

Fonti moderne[modifica | modifica wikitesto]

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  • Gaetano Squilla, Valle Roveto nella geografia e nella storia, Ente Fucino, Avezzano, 1966.
  • Anton Ludovico Antinori, Annali degli Abruzzi (36 voll.), ed. an. in facsimile Arnaldo Forni Editore, Sala Bolognese, 1971-1973.
  • Cesare Letta, Sandro D'Amato, Epigrafia della regione dei Marsi, ed. Cisalpino-Goliardica, Milano, 1975.
  • Leone Marsicano, Chronica monasterii Casinensis: Die Chronik von Montecassino, H. Hoffmann edizioni (Monumenta Germaniae Hist. Script.34), Hannover, (rist.) 1980.
  • Walter Cianciusi, Profilo di storia linguistica della Marsica, BPM editrice, Avezzano, 1988.
  • Federico Del Gusto, Marsica. Viaggio nel tempo, Paolini Nobile editore, Avezzano, 1988.
  • Angelo Melchiorre, Federico Del Gusto, La regione della Marsica, Centro Spaziale del Fucino Piero Fanti, 1990.
  • Marie Emmanuel Fernique, De Regione Marsorum (la regione dei Marsi) traduzione di Ilio Iorio, Adelmo Polla editore (rist.), Cerchio, 1991.
  • Fulvio D'Amore, La Marsica tra il viceregno e l'avvento dei Borboni (1504-1793). Vita pubblica, conflitti e rivolte, Adelmo Polla editore, Cerchio 1998.
  • Fulvio D'Amore, All'inseguimento di frà Diavolo nella Valle Roveto, in "Incontri dei Soci", Estratto anticipato del Bullettino della Deputazione Abruzzese di Storia Patria (Avezzano, 10 maggio 1998), Deputazione Abruzzese di Storia Patria, L'Aquila, 1998.
  • Adele Campanelli, Il tesoro del lago. L'archeologia del Fucino e la collezione Torlonia, Carsa edizioni, Pescara, 2001.
  • Raffaello Di Domenico, Il castello Orsini - Colonna, ricerca storico-architettonica dal 1490 al 2002, Amministrazione comunale di Avezzano, 2002.
  • Giuseppe Grossi, Marsica giuda storico-archeologica, Aleph editrice, Luco dei Marsi, 2002.
  • Attilio Francesco Santellocco, Marsi. Storia e leggenda, Touta Marsa editore, Luco dei Marsi, 2004.
  • Fulvio D'Amore, Uccidete José Borjés!. L'ordine dei piemontesi durante la conquista del Sud. Il racconto di un'infamia (1860-1862), Controcorrente Edizioni, Napoli, 2010.
  • Nicola Mastronardi, Viteliù. Il nome della libertà, Itaca Edizioni, Castel Bolognese, 2012.
  • Franco Zazzara, Da Marruvium a Piscina, Edizioni ZaFra, Pescina, 2012.
  • Francesco Proia, Polvere di lago, Proia editore, Avezzano, 2013.
  • Franco Zazzara, Marsi, Gruppo Albatros Il Filo libri, Viterbo, 2013.
  • F.Galadini, F.D'Amore, M.Rossi. P.Santoro, Il giorno che non vide mai l'alba, Edizioni Kirke, Avezzano. 2014.
  • Franco Zazzara, La Radice. The Root, Tipografia Renzo Palozzi, Marino (Roma), 2015.
  • Patrizia Montuori, Simonetta Ciranna, Avezzano, la Marsica e il circondario a cento anni dal sisma del 1915. Città e territori tra cancellazione e reinvenzione, Artemide edizioni, Roma, 2015.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito istituzionale, su regione.abruzzo.it, Regione Abruzzo. URL consultato il 9 marzo 2016.
  • Marsica.it, su marsica.it, GAL Terre Aquilane. URL consultato il 3 settembre 2016.
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