Marsica

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Coordinate: 42°02′28″N 13°26′22″E / 42.041111°N 13.439444°E42.041111; 13.439444

Marsica
Il monte Velino (2487 m) domina tutto il territorio marsicano
Il monte Velino (2487 m) domina tutto il territorio marsicano
Stati Italia Italia
Regioni Abruzzo Abruzzo
Capoluogo Avezzano
Superficie 1 905,77[1][2] km²
Abitanti 134,818[1]
Densità 63,71[1] ab./km²
Lingue italiano
Fusi orari UTC+1
Nome abitanti Marsicani
« Marsica, dolce terra alma ridente, dai monti di erbe magiche e di fiori, di almi delubri e luchi ove splendente il sole infiamma i mesti pescatori. I lidi tuoi son come dolci Elisi, le valli di dolci aure sembran culle piene di sole, piene di sorrisi, ove d'amore sognan le fanciulle. Marsica che ti incanta il lago e il cielo, fammi di nubi d'or, di un raggio un velo, fammi di azzurro lieve e sogno vago »
(Felice Venditti - Malvino, Malvezio e Florinella[3])

La Marsica è una subregione dell'Abruzzo montano che comprende trentasette comuni della provincia dell'Aquila. Il suo centro principale è Avezzano, considerata città-territorio. Posizionata al confine dell'Abruzzo con il Lazio, culturalmente e politicamente strategica per l'Italia centrale, è collocata intorno alla piana del Fucino, tra il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, la piana di Carsoli e la valle Roveto. Confina a nord con l'aquilano, ad est con la Valle Peligna, a sud con la Ciociaria e la catena montuosa degli Ernici, infine, ad ovest con le catene montuose dei Càntari, dei Simbruini e con l'alta valle dell'Aniene. La Marsica deriva il suo nome dai Marsi, popolo italico di lingua osco-umbra, stanziato nel I millennio a.C. nel territorio circostante il lago Fucino[4].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Monte Genzana, visto dall'altopiano di Ortona dei Marsi

La Marsica si estende per circa 1.906 km² su una superficie territoriale eterogenea, tra le più complesse d'Italia: le aree pianeggianti sono costituite dalla conca del Fucino (140 km²), dai piani Palentini (60 km²) e dalla più contenuta piana del Cavaliere. La sua vetta più alta è rappresentata dal monte Velino a quota 2487 metri slm, mentre l'area più bassa è situata nel comune di Balsorano a 293 metri slm. I dislivelli maggiori si registrano a Magliano dei Marsi e a Celano, mentre il comune più pianeggiante è quello di San Benedetto dei Marsi, affacciato sull'alveo dell'antico lago, che presenta un'escursione di appena 50 metri[5]. I comuni più alti sono Ovindoli e Opi, rispettivamente posti a quota 1.375 e 1.250 metri di altitudine[6]. Il territorio è suddiviso in cinque macro-settori.

  1. Marsica fucense: zona pianeggiante che comprende i comuni posti intorno alla conca del Fucino tra cui i più popolosi sono Avezzano e Celano. La piana fucense è morfologicamente e geograficamente separata dal bacino del Liri ma ad esso connessa per il tramite delle opere di bonifica idraulica. L'area è contornata dai rilievi montuosi della Vallelonga, a sud, dal gruppo Sirente-Velino a nord-nord est e dal monte Salviano ad ovest[7]. I gruppi montuosi nord occidentali pongono l'area fucense in collegamento diretto con i piani Palentini.
  2. valle del Giovenco: zona montuosa, detta anche Marsica orientale, solcata dal fiume Giovenco. Ha inizio ad Aielli e giunge fino a Bisegna. È posta al confine della Marsica con la Valle Peligna. Il suo centro più grande è Pescina[8].
  3. valle Roveto: area montuosa solcata dal fiume Liri. Ha inizio con Capistrello e giunge fino a Balsorano. Separa la Marsica da Sora, dalla Ciociaria e dal versante laziale dei monti Càntari ed Ernici[9]. A nord la Valle di Nerfa e Piani Palentini la separano dalla Marsica occidentale.
  4. piana del Cavaliere: area montuosa, detta anche Marsica occidentale, che comprende 4 comuni. È posta al confine dell'Abruzzo con il Lazio. Il centro più grande è Carsoli. I monti Carseolani confinano a sud-sud est con i Simbruini, a sud-sud ovest con la valle del Turano e a nord la valle del Salto li separa dal Gruppo Cicolano/Duchessa/Velino[7][10].
  5. Parco nazionale d'Abruzzo: l'area marsicana del parco nazionale d'Abruzzo è costituita dai due comuni di Pescasseroli ed Opi. Separa la Marsica dall'alto Sangro e dalla catena montuosa dei Monti della Meta, posta al confine tra basso Lazio e Molise[11][12].
Il monte Viglio, cima più elevata dei Monti Càntari (2156 m), visto da Avezzano

È delimitata dai seguenti confini:

Nord Est Sud Ovest

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Schema del bacino idrografico Liri-Garigliano
Cascata di Zompo lo schioppo
  • Il fiume Giovenco (o Fara) è il principale affluente naturale dei canali del Fucino. Nasce dal monte Pietra Gentile (1985 m), in territorio di Pescina. Sfocia nell'alveo del Fucino, nel canale della piccola cinta, da borgo Incile, attraversando il monte Salviano sfocia nel fiume Liri. Il suo bacino idrografico è di 90 km²[13][14].
  • Il bacino endoreico del Fucino ha numerose sorgenti: Restina e Acquafredda presso Venere dei Marsi; la sorgente Fontana grande presso Celano. Sorgenti acidule sgorgano ad Avezzano e a Bisegna[15].
  • Importante fiume marsicano è il Liri che scorre nel territorio per 40 Km. Nasce dal Monte Arunzo (o Aurunzo) a 1108 metri s.l.m presso Petrella Liri, in Valle di Nerfa. A Capistrello riceve le acque del bacino del Fucino, attraverso i canali nella galleria del monte Salviano. I maggiori affluenti sono ad est il fiume Giovenco, a nord il torrente la Foce e a sud il Fossato di Rosa. Percorre il territorio abruzzese, superato il quale nei pressi di Sant'Angelo in Theodice vicino a Cassino, nel punto in cui riceve le acque del fiume Gari, prende il nome di Garigliano andando poi a sfociare nel Mar Tirreno dal golfo di Gaeta. Il bacino complessivo del Liri-Garigliano è di 5.020 km²[16]. Rilevanti le risorse idriche, in particolare dei fiumi Liri e Giovenco, disponibili da corpi idrici sotterranei e quelle disponibili da acque superficiali[17][18].
  • La Valle del Liri è ricca di acque sorgive di media portata. Le principali sono: le sorgenti di Cappadocia, il torrente Rianza presso Pescocanale e la sorgente carsica intermittente dello Schioppo sfruttata dalla centrale idroelettrica di Morino[15]. Con un salto di oltre 80 metri, forma la cascata naturale più alta della catena appenninica[19]. A Canistro c'è la sorgente La Sponga, a quota 850 metri slm, mentre l'acqua delle terme di Canistro sgorga dalla fonte di Santa Croce ad una temperatura di +9,5 °C e ad un'altitudine di circa 750 metri[20]. Nelle sorgenti di Canistro viene imbottigliata, dal 1975, l'acqua oligominerale Santa Croce[21].
  • Il fiume Sangro, secondo in Abruzzo (lunghezza di 117 km. con un bacino di 1515 km²), nasce dalle sorgenti La Penna a 1370 m. di altitudine sotto il Passo del Diavolo (alle pendici del Monte Morrone) riceve sulla destra il fiume Fondillo in territorio di Opi. Sfocia nel mar Adriatico a Torino di Sangro. Nell'Abruzzo meridionale alla base dei massicci calcarei del Parco nazionale d'Abruzzo sgorgano le polle della fonte delle Donne.
  • Il Salto è un fiume abruzzese e laziale, costituisce uno degli affluenti di sinistra del fiume Velino. Nasce nei Piani Palentini, tra i territori di Scurcola Marsicana e Magliano dei Marsi, dalla confluenza del fiume Imele (le cui sorgenti si trovano a Verrecchie) ed il fosso La Raffia. Attraversa le province dell'Aquila e di Rieti, dando vita alla Valle del Salto, formando il lago omonimo per confluire, infine, nel fiume Velino, in località "Casette" alle porte di Rieti[22].
  • Il Turano è un fiume dell'Abruzzo e del Lazio e costituisce uno degli affluenti di sinistra del fiume Velino. Nasce dal monte Bove (1348 m) nel comune di Carsoli. A 536 metri slm forma il lago artificiale del Turano. Il suo affluente in territorio marsicano è il fosso Fioio[23]. Di esigua portata sono le sorgenti che dal Monte Velino e dai Monti Carseolani alimentano i bacini del Turano e dell'Imele-Salto[16][24].

Orografia e geologia[modifica | modifica wikitesto]

Da un punto di vista orografico, la Marsica è una vasta area incastonata nella catena montuosa degli Appennini abruzzesi. Per lo più montuosa presenta tuttavia tre valli: quella del Fucino, la più ampia, i piani Palentini e la piana del Cavaliere. È racchiusa tra i monti Marsicani, a sud, la catena del Velino-Sirente, a nord-est, i monti Carseolani a nord-ovest e la catena dei Simbruini-Ernici ad ovest. Il principale fiume dell'area, il Giovenco, è inserito all'interno del bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno, la cui conformazione orografica è caratterizzata da rilievi accentuati nella parte nord-est e da quelli di più modesta entità nella parte sud-sud ovest.

La superficie complessiva del bacino è importante: pari a 4.984 km² con una lunghezza dell'asta principale di 164 km. L'area fucense è costituita da depositi fluvio-lacustri, in particolare da depositi fluviali per lo più ghiaioso-sabbiosi verso i bordi della piana, mentre nel settore centrale più depresso, da depositi lacustri di tipo argilloso-limoso-sabbiosi, fatti risalire al Pliocene-Olocene.

L'assetto geologico di questo settore della conca è dominato dalla presenza di depositi alluvionali del periodo Pleistocene superiore-Olocene sovrapposti a depositi lacustri antichi del Pleistocene medio-Pliocene superiore[25]. I monti marsicani sono caratterizzati da estese tracce del glacialismo pleistocenico per via della loro natura geologica prevalentemente calcareo-dolomitica[26] e numerose fenomenologie carsiche come doline e grotte.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Altopiano del Fucino innevato
Pescasseroli: monte delle Vitelle

Il clima varia molto in base alla zona e all'altimetria a cui si fa riferimento. La zona climatica oscilla fra la classificazione climatica D, E ed F. Si parte dai 340 metri slm del centro di Balsorano, zona classificata D, fino ai 1375 metri slm di Ovindoli, classificata F. I centri più popolosi, tra i quali Avezzano, Carsoli, Celano, Pescina e Tagliacozzo, sono classificati E[27]. Le aree esposte a venti o in posizione di prolungata ombreggiatura possono far segnare significativi sbalzi climatici rispetto a zone vicine, ma soleggiate e riparate.

Le precipitazioni risentono in maniera consistente della presenza delle dorsali appenniniche, aumentando con la quota e risultando più abbondanti sui versanti della Marsica occidentale, decrescendo invece verso est. Il bacino del Fucino risulta tuttavia come segregato all'accesso dei venti piovosi. La zona più ricca di precipitazioni è la circostante catena formata dai monti Simbruini, monti della Mèta e, più a sud, dal limitrofo massiccio del Matese. Questa su un tratto di circa 100 km raccoglie oltre 1400 mm d'acqua all'anno. Nei mesi invernali, la neve solitamente cade copiosa, soprattutto sulle cime delle montagne e nelle stazioni sciistiche di Ovindoli, Pescasseroli, Marsia, Camporotondo e sulle piste da sci di fondo di Opi[28][29].

In base alle medie climatiche ufficiali nell'altopiano del Fucino, in inverno, possono prodursi localmente temperature minime particolarmente basse, ciò anche a causa dell'alto tasso di umidità. In alcune occasioni si sono raggiunte temperature minime glaciali, come il 17 febbraio 1956, quando nella tabella climatica dell'agenzia regionale ARSSA[A 1] comparve anche un dubbio estremo assoluto di -32 °C presso Borgo Ottomila[30], dato non riportato ufficialmente sugli annali idrologici.

Climaticamente è possibile suddividere la Marsica in quattro sezioni:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

(LA)

« Nec sine Marsis nec contra Marsos triumphari posse »

(IT)

« Non si può vincere né senza i Marsi né contro di essi »

(Appiano di Alessandria[35])

I capoluoghi marsicani furono in origine Marruvium e i municipi di epoca imperiale di Antinum, Alba Fucens e Carseoli (o Carsioli). Nel medioevo i centri che si contesero il titolo di "caput marsorum" furono invece Albe, almeno fino alla fine del cinquecento, Celano e Tagliacozzo. Centro principale della vita ecclesiastica era Pescina, sede sin dal XVI secolo della Diocesi dei Marsi. Le oscillazioni demografiche risolvono in favore di Avezzano a partire dal riordino amministrativo francese, con la nascita del distretto di Avezzano e verso la fine del 1800, con la decisione dei Torlonia di stabilirvi la propria amministrazione dopo il prosciugamento del lago Fucino. Il ruolo che oggi viene considerato naturale di Avezzano capoluogo della Marsica, si completa nei primi anni del 1900 quando, anche a seguito del terremoto del 1915, vengono trasferiti in città tutti i principali uffici civili ed ecclesiastici[36].

Monetazione della confederazione marsa durante la guerra sociale (Víteliú e soldato elmato - 89 a.C.)

La regione prende il nome dalla popolazione italica che in passato ha abitato l'area, i Marsi[37]. Valoroso popolo di indomiti guerrieri e sacerdoti, il cui nome, infatti, deriva dal dio della guerra Marte. Durante la guerra sociale denominata anche guerra italica (bellum Italicum) o guerra Marsica (bellum Marsicum) dal 91 all'88 a.C., guidati dal condottiero Quinto Poppedio Silone, inflissero sconfitte, timore e devastazioni al ben più numeroso esercito della Repubblica romana[38]. La guerra sociale ebbe inizio quando il Senato romano, con Catone in capo, negò la cittadinanza ai Marsi e agli altri popoli italici, dopo molti anni di alleanze militari. Dopo tre anni di battaglie, ottenuta l'agognata cittadinanza romana nell'88 a.C., i loro territori ben presto verranno colonizzati e i guerrieri incorporati nelle tribù romane. I Marsi, furono iscritti nella valorosa gens Sergia[39]. Quando l'imperatore Augusto divise l'Italia in undici regioni, essi furono assegnati alla Samnium Regio[40]. Il popolo sarà cantato e celebrato in tutte le epoche come uno dei progenitori e al contempo uno dei figli prediletti dell'Italia[41][42].

L'emissario di epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

L'imperatore Claudio nel 41 d.C. da inizio ai lavori del prosciugamento del lago Fucino, un'opera di ingegneria idraulica tra le più ardite e grandiose imprese. Vi lavorarono per 11 anni, fino al 52 d.C. circa 30000 schiavi. Con la caduta dell'impero romano e l'assenza di opere di manutenzione e a causa degli effetti di un probabile disastroso terremoto, avvenuto intorno al 500 d.C.[43], il lago tornò ai livelli originari[44].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La Marsica, inserita nella nuova provincia Valeria nel 591 passa sotto il Ducato longobardo di Spoleto[45]. Nasce la Gastaldia dei Marsi, una circoscrizione amministrativa governata da un funzionario della corte regia con residenza nella civitas marsicana. Nel 774 Carlo Magno donò la Valeria e tutto il ducato allo Stato Pontificio[46]. Nacque la contea dei Marsi i cui rappresentanti si sostituirono ai gastaldi. I numerosi feudi della contea marsicana restarono assoggettati al ducato di Spoleto fino al 950, quando divennero di fatto indipendenti fino al 1143, anno della conquista normanna dei loro territori[47].

Nella Marsica San Francesco d'Assisi diffuse il suo ordine dei frati minori. La sua prima presenza nel territorio risulterebbe nell'inverno tra il 1215 e il 1216, quando soggiornò a San Benedetto dei Marsi dove, in località "Luogo" (in dialetto "i loche") dormì, insieme con i poveri, nei pressi dell'anfiteatro romano. Un successivo viaggio nella Marsica, a Pescina, Celano e San Benedetto dei Marsi, ci sarebbe stato, con ogni probabilità, tra il 1221 ed il 1222. Secondo quanto avrebbe riportato il suo primo biografo Tommaso da Celano e, in seguito, Bonaventura di Bagnoregio che riscrisse la biografia, San Francesco avrebbe guarito, operando un miracolo, un cavaliere che lo ospitò nel palazzo celanese di sua proprietà[48]. Mentre nel 1225 nella vicina Pescina, San Francesco, fondò il convento accanto alla contemporanea chiesa "Sant'Antonio da Padova"[49][50][51].

« ...e là da Tagliacozzo, ove sanz’arme vinse il vecchio Alardo... »
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno , XXVIII canto, vv. 17-18)

Il 23 agosto del 1268 i piani Palentini furono teatro della famosa battaglia di Tagliacozzo tra Corradino di Svevia e Carlo d'Angiò che segnò la caduta definitiva degli svevi a favore degli angioini[52]. Tutto il territorio marsicano nel XV secolo è teatro delle lotte tra le famiglie romane degli Orsini e dei Colonna. Il ducato dei Marsi controllava numerosissime terre da Ajelli a Morrea e da Rocca di Botte ad Opi.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica della Valle di Luppa: ultimo rifugio di José Borjés
Piana del Fucino in una foto Earth observatory della NASA
Torre Febonio a Trasacco

Il 2 agosto 1806 Giuseppe Bonaparte abolisce i feudi, pochi anni dopo, nel 1811, Gioacchino Murat, istituisce il distretto di Avezzano.

Precedentemente, l'insorgenza generale negli Abruzzi, scatenata da Fra' Diavolo, Sciabolone ed Ermenegildo Piccioli, finalizzata a restaurare Ferdinando IV di Borbone, scatenerà in tutta la Marsica rivolte, tumulti e combattimenti veri e propri intorno alle città di Avezzano e Celano. Il tenente francese Enrico Alò, di stanza ad Avezzano, cercherà di contenere la rabbia dei cosiddetti "sanfedisti" fedeli allo spodestato re napoletano e alla Chiesa. Il ricongiungimento delle masse ribelli di Fra' Diavolo, frate Domizio Jacobucci e Piccioli avverrà nel piccolo villaggio di Canistro (a Casali di Santa Croce) il 25 settembre 1806. Poi, motivi di sussistenza di così numerosa comitiva armata (circa mille uomini), come pure strategie di guerriglia campale, non permisero ai "briganti" di rimanere uniti, suggerendo ai due importanti "capimassa" di dirigersi ognuno per la propria strada[53].

All'inseguimento dei ribelli si gettò il maggiore Joseph Léopold Sigisbert Hugo, tallonandoli in direzione di Tagliacozzo, Sulmona e Castel di Sangro. Presso "La Selva di Miranda", un furioso combattimento mise fuori gioco ben settanta seguaci del capobanda itriano. L'esecuzione di Fra' Diavolo, la resa di Sciabolone e l'arresto di Piccioli, mise fine ad un periodo intenso di guerriglia anti-giacobina molto sanguinoso per tutto il territorio marsicano. Con il rientro nel reame di Ferdinando IV (già rinominato Ferdinando I), l'8 dicembre 1816, la Marsica tornerà a far parte del Regno delle Due Sicilie, mantenendo la maggior parte delle nuove leggi promulgate durante il "Decennio francese". Il programma del governo napoleonico, nonostante la grave crisi della giustizia e dell'ordine pubblico che investì per un decennio tutta la Marsica e l'intero Abruzzo, andò, comunque, avanti, con un nuovo assetto amministrativo civile, finanziario e giudiziario, in un contesto di forti contraddizioni diffuso nel regno di Napoli.

Tre disposizioni di Giuseppe Bonaparte ebbero particolare importanza e fondarono il rinnovato Stato: l'eversione della feudalità, la riforma dell'amministrazione provinciale e comunale, l'imposta fondiaria. Nei comuni della Marsica i vecchi "Parlamenti" settecenteschi furono sostituiti con il "Decurionato", una sorta di giunta comunale più moderna, composta da capi famiglia benestanti. Nell'ottobre del 1806, tutte le istituzioni dell'antico regime, furono completamente abolite e si stabilì che: "I decurioni sarebbero stati estratti a sorte da liste di contribuenti con una rendita non inferiore a ventiquattro ducati"[54]. Tuttavia, sia i Tribunali Straordinari sia le Commissioni Militari non ridussero le scorrerie delle bande ribelli della Marsica, capitanate da Felice Ruggieri, alias Giovinotto di Ovindoli, Giuseppe Del Monaco, Pelino Petrella, alias Muscillo e Giovanni Ventresca. Pochi soldati francesi, affiancati da guardie civiche di ogni paese del comprensorio marsicano tentavano di difendere i villaggi montani, continuamente assaliti dai "briganti".

L'eccidio di Gioia Vecchio del 10 settembre 1807, caratterizzato dall'uccisione di parecchi proprietari armentari, scatenò una dura repressione messa in atto dal generale comandante la provincia incaricato dell'Alta polizia Huard. Il 24 settembre dello stesso anno, una commissione militare pronta a giudicare con poteri illimitati i ribelli ancora in circolazione e i loro complici, emise proclami draconiani e taglie sulla testa dei maggiori capibanda[55]. Giustiziato Gioacchino Murat (13 ottobre 1815), subito dopo il congresso di Vienna, che ristabilì i diritti alla corona del Borbone, il 17 giugno 1815 il re Ferdinando IV col nome di Ferdinando I, era già rientrato nel regno di Napoli, preceduto dai soliti proclami paternalistici in cui annunziava amnistie, garanzie di libertà e la conservazione della proprietà alla borghesia terriera, riconoscendo la validità delle vendite dei beni soppressi alle congregazioni religiose[56].

In questo periodo di Restaurazione, nella Marsica si proclamarono liste di fuorbando, amnistie e castighi per i "briganti" rimasti ancora alla macchia, quando già le prime incursioni del famigerato capobanda laziale Antonio Gasbarrone e le sette carbonare prendevano piede in tutto il territorio. Come è noto, la "Carboneria" fu l'espressione di quella borghesia provinciale emersa come classe dirigente, durante il periodo murattiano, in opposizione alle strutture feudali ed ecclesiastiche, pur conservando una forte sfiducia verso un'amministrazione di tipo francese. L'11 maggio 1820, il sottintendente di Avezzano ad allarmò i soldati che pattugliavano i territori di Collelongo e San Giovanni Valle Roveto, proprio perché sui passi montani che collegavano le due aree limitrofe, venivano continuamente assaliti mercanti e viaggiatori. Interessati al movimento brigantesco rimanevano anche i territori di Castellafiume, Capistrello, Cappadocia, Tagliacozzo e Morino[57].

I movimenti carbonari saranno più che mai dinamici, fino al 1861 anno dell'Unità d'Italia. In quell'anno, l'8 dicembre, la cattura a Casale Mastroddi, alle porte di Sante Marie e la successiva fucilazione a Tagliacozzo del generale catalano José Borjés e dei suoi soldati sconvolse l'Europa. Victor Hugo firmò un atto d'accusa contro il Governo italiano scrivendo: "solo in Italia si fucilano i legittimisti!"[58][59].

Eccidio di Celano: folla radunata in piazza nel giorno dei funerali (3 maggio 1950)

Con l'Unità d'Italia nasce il circondario di Avezzano composto di 9 mandamenti. Nel 1878 viene ufficialmente dichiarato prosciugato il lago Fucino[60]. Il banchiere romano, Alessandro Torlonia, dopo aver ripreso ed ampliato il progetto claudiano, prosciuga definitivamente il Fucino diventando proprietario di gran parte delle terre emerse (16.507 ettari) per 99 anni. Saranno gli anni di nuove tensioni sociali.

« In capo a tutti c'è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra. Poi vengono le guardie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch'è finito. »
(Fontamara - Ignazio Silone)

Dopo le lotte contadine del secondo dopoguerra, e appena dopo l'eccidio di Celano, giunse l'attesa riforma agraria del 1950 che portò alla formazione, il 28 febbraio 1951, dell'ente della Maremma e del Fucino, con l'espropriazione terriera fatta in anticipo ai danni dei Torlonia. Il Fucino riorganizzato in appezzamenti più grandi fece segnare un boom delle produzioni agricole.

Anche in Marsica il XX secolo sarà segnato dal fenomeno dell'emigrazione. Nel dicembre del 1907 avvenne il più grave incidente minerario degli Stati Uniti, il disastro di Monongah, che getterà nel lutto le famiglie di numerosi minatori di Civitella Roveto, Civita d'Antino, Canistro e dell'Abruzzo intero, costretti ad emigrare per poter lavorare. All'epoca della tragedia di Monongah la legislazione sulla sicurezza nelle miniere degli Stati Uniti era assai carente. Nonostante le polemiche e il clamore, per lungo tempo, le condizioni lavorative dei minatori non cambieranno[61]. Nell'agosto del 1956 la sciagura si ripeterà a Marcinelle, in Belgio, dove moriranno 262 persone. Tra queste 136 vittime saranno italiane, molte delle quali abruzzesi della zona di Manoppello ed un marsicano di Ovindoli[62][63]. Questi tristi avvenimenti rappresentano due tra le più grandi tragedie dell'emigrazione italiana.

Il terremoto della Marsica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto della Marsica del 1915.
Avezzano: memoriale del terremoto

Nel pieno dello sviluppo socio-economico dell'area fucense avvenne il terremoto della Marsica del 13 gennaio 1915, un evento sismico di indicibile gravità. Colpì l'intera area della Marsica, distruggendo paesi e città dell'area fucense e rovetana. Gravi danni si registrarono in tutto il centro Italia[64]. Il sisma causò 30.519 morti (dati aggiornati del Servizio sismico nazionale), di cui 10.700, più dell'80% dei residenti, vi furono nella città di Avezzano. La scossa di magnitudo 7.0 (Mw momento sismico) e ancora dell'11º grado della scala Mercalli (MCS)[65] si verificò alle ore 7.52.48 (dato dell'INGV) del 13 gennaio 1915 e fu avvertita dalla val Padana alla Basilicata[66].

« Quel che più mi sorprese fu di osservare con quanta naturalezza i paesani accettassero la tremenda catastrofe. In una contrada come la nostra, in cui tante ingiustizie rimanevano impunite, la frequenza dei terremoti appariva un fatto talmente plausibile da non richiedere ulteriori spiegazioni. C'era anzi da stupirsi che i terremoti non capitassero più spesso. Nel terremoto morivano infatti ricchi e poveri, istruiti e analfabeti, autorità e sudditi. Nel terremoto la natura realizzava quello che la legge a parole prometteva e nei fatti non manteneva: l'uguaglianza. Uguaglianza effimera. »
(Uscita di sicurezza - Ignazio Silone[67])

Le guerre mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Infiorata di Magliano dei Marsi: omaggio ai caduti in occasione del centenario della grande guerra

I giovani marsicani superstiti, già profondamente segnati dal sisma, dovettero partecipare come soldati dell'esercito alla grande guerra. Molti di loro, oltre 2.000, persero anche la vita sul fronte, lungo l'Isonzo e sul Carso, si disse, "per difendere l'onore e i ruderi"[68]. Nei primi anni del XX secolo ci fu l'ultimo e definitivo trasferimento della diocesi dei Marsi, da Pescina ad Avezzano[69].

Monumento ai 33 martiri di Capistrello

Nel 1944, durante la seconda guerra mondiale il territorio subì le violenze nazi-fasciste e i danni dai bombardamenti alleati. Capistrello fu teatro della tragica vicenda dei "33 martiri" fucilati e trucidati dai tedeschi[70]. Su queste montagne furono nascosti ed aiutati dai contadini dei borghi montani migliaia di alleati in fuga dai campi di concentramento abruzzesi. Emblematiche le vicende eroiche dei fratelli Mario e Bruno Durante e di Giuseppe Testa, giovani partigiani, catturati, torturati e uccisi dalle SS per non aver rivelato l'ospitalità delle loro genti evitando gravi ritorsioni da parte dei tedeschi[71][72].

Sono diversi i comuni della Marsica decorati al merito civile: Avezzano, Capistrello, Carsoli e Massa d'Albe.

A Trasacco appena dopo la liberazione alcuni cittadini vollero vendicare gli eccidi dei Tre Portoni e di Collelongo giustiziando Faccetta Nera. Il soprannome di una giovane ventiduenne colpevole di essersi innamorata di un graduato tedesco che fu accusata di essere la spia dei nazisti che commisero le stragi. Nel 1947 i responsabili dell'omicidio furono processati e condannati dalla Corte d'Assise dell'Aquila. Già durante il processo si sollevarono molti dubbi sulla reale identità della spia[73][74].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Proposta di Stemma: Inquartato: al I° di rosso alla Croce d'argento rinvenuta fra le rovine della chiesa di Santa Sabina prima Cattedrale dei Marsi; al II° d'azzurro all'elmo dorato adorno di felice ulivo del prode Umbrone; al III° d'azzurro alla banda d'oro stemma dei conti dei Marsi; al IV° di rosso alla colonna d'argento stemma dei duchi dei Marsi; sul tutto scudetto d'oro alla chimera nera dei dischi corazza marsi; motto: nec sine marsis nec contra marsos.[75]

Comuni della Marsica[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma predisposto dai 37 comuni della Marsica

Anticamente la Marsica comprendeva l'area circostante il lago del Fucino a sud-est, e l'intera Valle del Giovenco. Con lo stesso toponimo s'intende l'odierna area sud-occidentale della provincia dell'Aquila, che comprende anche l'intera Valle Roveto e tutta la fascia carseolana. Fanno parte della Marsica 37 comuni[76], per un totale di circa 134.000 abitanti[1].

L'esigenza di un'amministrazione autonoma ha portato a costituire un comitato territoriale apolitico, promotore di una nuova "Provincia dei Marsi", con capoluogo Avezzano. Diversi e vani sono stati i tentativi per ottenere tale riconoscimento. Del 1986 la proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione della provincia che fu sottoscritta ed appoggiata da circa 53.000 marsicani e dai 37 comuni[77]. Le amministrazioni locali hanno predisposto anche lo stemma araldico[78].

Parchi e riserve naturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale Monte Velino, Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Parco regionale naturale del Sirente - Velino, Riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca e Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo.
Valle Roveto Parchi e riserve naturali nella Marsica.jpg
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Foto panoramica della Valle Roveto da Rendinara

La Marsica è un territorio amèno, aspro ed ospitale. Ricco di parchi e riserve naturali: comprende a sud il Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, a sud-ovest la Riserva naturale guidata Zompo lo Schioppo, ad est il Parco regionale naturale del Sirente - Velino, a nord-est la Riserva naturale Monte Velino, ad ovest la Riserva naturale guidata Monte Salviano e, infine, a nord-ovest la Riserva naturale speciale delle Grotte di Pietrasecca e la Riserva naturale regionale Grotte di Luppa, che segnano il confine con il Parco regionale dei Monti Simbruini[79]. Mammiferi tipici di molti di questi parchi sono l'orso bruno marsicano, sottospecie endemica della Marsica e il Lupo appenninico (detto anche Lupo marsicano).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Città d'arte[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Talìa di Tagliacozzo

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cattedrale dei Marsi, Santuario della Madonna di Pietraquaria, Concattedrale di Santa Maria delle Grazie, Chiesa di Santa Maria in Cellis, Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta e Chiesa di San Pietro (Massa d'Albe).

Architetture militari e civili[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Avezzano, Villa Torlonia (Avezzano), Castello Piccolomini (Celano), Castello Piccolomini (Balsorano) e Rocca Orsini.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Alba Fucens, Lucus Angitiae e Marruvium.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Musei dell'Abruzzo, Museo d'arte sacra della Marsica e Museo lapidario marsicano.
Castello Piccolomini di Celano sede del museo d'arte sacra della Marsica
Museo e centro studi "Ignazio Silone" a Pescina

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i racconti ed i romanzi dello scrittore Ignazio Silone sono ambientati nella Marsica ad eccezione de La volpe e le camelie ambientato in Canton Ticino. I temi della cospirazione politica e i personaggi più significativi, per lo più contadini del Fucino, caratterizzano la sua penna. Fontamara, prima e più nota fra le sue opere narrative, racconta le vicende degli abitanti di un povero paese della Marsica, in cui il protagonista, Berardo Viola, rappresenta l'esigenza e il forte desiderio di riscatto "degli ultimi". La prima pubblicazione in italiano fu disponibile all'estero dal 1933, in Italia invece soltanto a partire dal 1947. Tra le sue opere più vicine alla Marsica figurano anche Il segreto di Luca, pubblicato nel 1956, di cui il regista Ottavio Spadaro curò nel 1969 un adattamento televisivo per la Rai, ed Uscita di sicurezza, opera letteraria costituita da racconti autobiografici e riflessioni, pubblicata nel 1965. Attraverso i suoi scritti Ignazio Silone si batté con particolare sentimento contro le ingiustizie e la rassegnazione dei contadini e di coloro che venivano considerati a torto "più deboli", schierandosi apertamente a favore della difesa della libertà e dei diritti umani.

Diversi i personaggi illustri che hanno legato i propri nomi al territorio attraverso diari di viaggio, poesie ed altri generi letterari: Edward Lear, Richard Keppel Kraven, Annie Mcdonnell, Amy Atkinson ed Alexandre Dumas. Gabriele D'Annunzio nella tragedia Fiaccola sotto il moggio, scritta nel 1905, cita Cappadocia e molti altri luoghi della Marsica.

Er terremoto d'Avezzano è una poesia in dialetto romanesco di Ettore Petrolini, inserita nell'opera I celebri monologhi romani[80]. La Marsica del 1915 figura anche nel dramma L'uomo dal fiore in bocca di Luigi Pirandello:

« ...possibile che le case d'Avezzano, le case di Messina, sapendo del terremoto che di li a poco le avrebbe sconquassate, avrebbero potuto starsene tranquille sotto la luna, ordinate in fila lungo le strade e le piazze... »
(Luigi Pirandello, L'uomo dal fiore in bocca[81])

Lo scrittore e poeta Romolo Liberale nelle sue opere, molte delle quali scritte in vernacolo, racconta le vicende della Marsica dalle lotte contadine del Fucino alla civiltà della transumanza[82]. Diverse opere del critico letterario Vittoriano Esposito sono incentrate, in particolare, sulle figure di Ignazio Silone e Mario Pomilio ed il loro rapporto con la Marsica[83]. Molte le opere dello storico Alvaro Salvi ambientate nella sua terra d'origine: L'olocausto di Faccetta nera, Marsica: 1943-1945 e il volume Il treno delle due valli[84].

Tra le opere connesse alla Marsica figurano il romanzo storico La commare Regina di Dario Di Gravio, preziosa testimonianza della società marsicana di inizio '900[85], il racconto del 1927 La Panarda di Federico Vittore Nardelli[86], La presentosa di Gabriele Ciutti, libro pubblicato nel 2003[87], e Il tenente dimenticato di Mario Cantoresi, edito nel 2013[88].

In diversi saggi il ricercatore Fulvio D'Amore racconta le vicende storiche del brigantaggio nella Marsica prima e dopo l'Unità d'Italia, del Fucino, dei comuni della valle del Giovenco e della piana del Cavaliere, mettendo in luce le statistiche murattiane dei circondari e le lotte territoriali nella Diocesi dei Marsi del settecento[89].

Il volume storico Marsi, storia e leggenda di Attilio Francesco Santellocco ripercorre l'evoluzione del territorio dalle origini ad oggi, attraversando le vicende della Marsica antica, medievale e odierna[90].

Nel volume intitolato I Marsi l'autore Franco Zazzara attraverso una lunga e minuziosa ricerca di carattere storico, ripropone le lotte contro l'arroganza del potere di personaggi leggendari, epici e storici, tra cui Poppedio ed Ignazio Silone, San Berardo e Papa Bonifacio IV. Sul piano filologico l'opera riscopre l'origine delle parole, molte ancora in uso, e dei nomi strettamente legati alla Marsica[91]. Nel saggio letterario Il futuro dei Marsi lo stesso autore ripercorre la migrazione degli uomini attraverso il corso dei fiumi dell'odierna Europa verso l'Italia[92].

Il romanzo storico Viteliú. Il nome della libertà di Nicola Mastronardi è ambientato al I sec. a.C. Racconta i miti, le leggende e gli aspetti religiosi in epoca imperiale dal punto di vista dei marsi, dei peligni, dei sanniti e degli altri popoli italici[93].

Altro romanzo storico è Polvere di lago di Francesco Proia ambientato nella terra dei Marsi. Rivela le origini dei culti antichi come quello legato alla dea Angizia o alla Chimera, simbolo delle gesta militari del popolo. Il viaggio attraversa la grande città militare di Alba Fucens e le epoche del Fucino, prima lago e poi terra[94].

Film[modifica | modifica wikitesto]

Poster del Parco d'Abruzzo

Il film più importante girato nella Marsica è senza dubbio Fontamara, film del 1980 del regista Carlo Lizzani, tratto dall'omonimo romanzo di Ignazio Silone di cui fu interprete principale Michele Placido nel ruolo di Berardo Viola. Ida Di Benedetto ottenne il nastro d'argento l'anno successivo come migliore attrice non protagonista nel ruolo di Maria Rosa. Il film è stato girato, tra il 1979 e il 1980, in "esterni" ad Aielli Alto, Avezzano e Pescina[95]. Il primo importante film muto sulla prima guerra mondiale intitolato Sempre nel cor la Patria!, del regista Carmine Gallone fu girato nella città di Avezzano che, appena distrutta dal sisma del 1915, poté simulare tragicamente i panorami di guerra[96].

Il cavaliere misterioso, film del 1948 diretto da Riccardo Freda è stato girato a Pescasseroli e in esterni nell'area del parco nazionale d'Abruzzo. Interprete principale fu Vittorio Gassman nel personaggio di Giacomo Casanova[97]. Innumerevoli i film e gli sceneggiati girati e ambientati in Marsica dagli anni sessanta in poi. Tra questi Le terre del Sacramento, sceneggiato della Rai del 1970 tratto dall'omonimo romanzo di Francesco Jovine girato a Capistrello e Corcumello. Presso il castello Piccolomini di Balsorano sono stati girati diversi film a cominciare dagli anni '60 con La cripta e l'incubo di Camillo Mastrocinque, Il boia scarlatto diretto da Massimo Pupillo, 7 donne d'oro contro due 07 di Vincenzo Cascino e tanti altri inclusi Farfallon con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia[98] e i film hard con protagonista l'attore abruzzese Rocco Siffredi[99].

Nel 1972 a Tagliacozzo fu girata la seconda parte del film I corpi presentano tracce di violenza carnale di Sergio Martino. Celano nel 1985 fu la location principale in cui Richard Fleischer ambientò il film Yado con protagonisti Arnold Schwarzenegger e Brigitte Nielsen. Nel 1998 la pellicola Le faremo tanto male diretta da Pino Quartullo fu girata a Pescasseroli. A San Sebastiano dei Marsi e a Pescasseroli furono girate, invece, diverse scene dei film Auguri professore, La guerra degli Antò, Il posto dell'anima e Scusate se esisto! di Riccardo Milani[100][101]. La volpe e la bambina di Luc Jacquet è stato girato in parte nel 2007 nel parco nazionale d'Abruzzo. Nel 2013 Tagliacozzo ha ospitato il set di Ti ricordi di me?, film di Rolando Ravello[102]. Ad Ovindoli è stata girata l'ultima puntata della serie televisiva Un Medico in famiglia 7[103], mentre alcune scene del film Neve di Stefano Incerti hanno immortalato i panorami tra Celano, Ovindoli, altopiano delle Rocche e Pescasseroli[104]. Nel 2014 alcune scene del film Storie sospese del regista Stefano Chiantini sono state girate a San Pelino di Avezzano[105].

Tra i documentari più noti figurano Marsica e Il pescatore del lago di Italo Magrini[106] e Il tesoro del lago. Il Fucino e la collezione Torlonia, curato da Adele Campanelli[107].

I film documentari La leggenda del lago Fucino e C'era una volta il lago Fucino di Germano Di Mattia raccontano i personaggi leggendari come Angizia, Circe, Umbrone e luoghi, storia, leggende e antichi culti dei Marsi[108][109].

Persone legate alla Marsica[modifica | modifica wikitesto]

Benedetto Croce
Tommaso da Celano

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Acronimo di «Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo».

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Dati Popolazione, Superficie e Densità dei Comuni appartenenti alle Comunità Montane Abruzzesi (PDF), Regione Abruzzo.
  2. ^ Proposta di Legge per l'istituzione della provincia di Avezzano (superficie territoriale - pag.1) (PDF), Camera dei Deputati.
  3. ^ Felice Venditti, Malvino, Malvezio e Florinella, Roma, Arduino Sacco editore, 2009 (rist.), p. 20.
  4. ^ Marsi, Treccani.
  5. ^ Marsica: il territorio, MarsicaLive.
  6. ^ Italia: i 100 Comuni più alti, Comuniverso.
  7. ^ a b Territorio "Marsica 1", Marsica.it.
  8. ^ Comunità Montana Valle del Giovenco, Marsica.it.
  9. ^ Comunità Montana Valle Roveto, Marsica.it.
  10. ^ Monti Carseolani, I Montagnini.
  11. ^ Pescasseroli, TerreMarsicane.
  12. ^ Opi, TerreMarsicane.
  13. ^ Fiume Giovenco, Fiumi.com.
  14. ^ Itinerari di pesca in Italia: il fiume Giovenco, ItalianFishingTv.
  15. ^ a b Idrografia Abruzzo, MontagneAbruzzo.
  16. ^ a b Fiumi e torrenti in Abruzzo, MontagneAbruzzo.
  17. ^ Risorse idriche disponibili (pag.15) (PDF), Regione Abruzzo.
  18. ^ Ato 2 Marsicano (PDF), Ato Abruzzo.
  19. ^ La cascata di Zompo lo Schioppo, Schioppo.aq.it.
  20. ^ Terme di Canistro, TermeItalia.
  21. ^ Sorgente Santa Croce, Acqua Santa Croce.
  22. ^ Fiume Salto, Fiumi.com.
  23. ^ Fiume Turano, Fiumi.com.
  24. ^ Piano di tutela delle acque (elaborati e analisi), Regione Abruzzo (Servizio acque e demanio idrico).
  25. ^ Indagine geologica (p.27) (PDF), Provincia dell'Aquila.
  26. ^ Note illustrative della carta geologica d'Italia (p.19) (PDF), ISPRA.
  27. ^ Clima Abruzzo, Confedilizia.
  28. ^ Precipitazioni nevose (pp.26-28) (PDF), Regione Abruzzo.
  29. ^ Analisi spazio temporali delle precipitazioni nella Regione Abruzzo (PDF), Regione Abruzzo.
  30. ^ Archivio storico dati ARSSA, Cetemps.
  31. ^ Avezzano: temperature medie trentennale 1961-1990 (TXT), Enea.
  32. ^ Clima en Fucino: históricos desde 1984 hasta 2012(Fonte: NOAA-CDO / GSOD), TuTiempo.
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  34. ^ Pescasseroli: temperature medie trentennale 1961-1990 (TXT), Enea.
  35. ^ Legio Martia, Romano Impero.
  36. ^ Aspetti del popolamento e del ruolo urbano nella Marsica (PDF), Luigi Piccioni (Ecostat-Unical).
  37. ^ Colantoni
  38. ^ Proia,
  39. ^ Zazzara,
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  41. ^ Virgilio, v.167
  42. ^ Mastronardi
  43. ^ Agostini Galadini Galli Messina, pag.16
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  45. ^ Abruzzo, Treccani.
  46. ^ Contea dei Marsi, Pereto.info.
  47. ^ Leone, Cap.I
  48. ^ Progetto San Francesco, Regione Abruzzo.
  49. ^ Franco Zazzara, pag.26
  50. ^ Iconografia francescana, Academia.edu (Michela Ramadori).
  51. ^ Storia della chiesa di Sant'Antonio, TerreMarsicane (Diocleziano Giardini).
  52. ^ La battaglia di Tagliacozzo, TerreMarsicane.
  53. ^ Fulvio D'Amore
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  57. ^ Archivio di Stato di L'Aquila, Intendenza, Affari Generali, Serie I, cat.27, Anni 1819-1820, b.4906B.
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  59. ^ D'Amore
  60. ^ Il prosciugamento del Fucino, Comune di Avezzano.
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  96. ^ Il primo film sulla Grande Guerra girato ad Avezzano nel 1915, TerreMarsicane (Fulvio D'Amore).
  97. ^ Il cavaliere misterioso, Movieplayer.it.
  98. ^ Dizionario del Turismo Cinematografico: Il Castello Piccolomini di Balsorano, una storica location del Cinema Italiano, FilmTv.it.
  99. ^ Balsorano, quando al castello arrivò Siffredi, Il Centro.
  100. ^ Riccardo Milani in Abruzzo, Il Centro.
  101. ^ Film "Scusate se esisto", Avezzano Informa.
  102. ^ Film di Ravello a Tagliacozzo, MarsicaLive.
  103. ^ Un medico in famiglia, tredicesima puntata, Rai.it.
  104. ^ Celano, Ovindoli e tutto l'altopiano delle Rocche protagonisti del Noir di Stefano Incerti, TerreMarsicane.
  105. ^ Avezzano: "Storie sospese", Il Centro.
  106. ^ Italo Magrini documentarista, IlFaroDiAlessandria.org.
  107. ^ All'Aia dei Musei il passato della Marsica, TerreMarsicane.
  108. ^ C'era una volta il lago, TerreMarsicane.
  109. ^ La leggenda del lago (film), TerreMarsicane.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti antiche[modifica | modifica wikitesto]

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  • Muzio Febonio, Historiae Marsorum, Provenienza dell'originale: la Biblioteca Pubblica Bavarese, Monachum (München), Germania, 1678.
  • Pietro Antonio Corsignani, De Viris illustribus Marsorum, Biblioteca Pubblica Bavarese, Monaco di Baviera, 1712.
  • Pietro Antonio Corsignani, De Aniene, ac Viæ Valeriæ pontibus synoptica enarratio, cui Sambuci opp. monumenta, necnon proximorum locorum inscriptiones quædam accessere, Roma, 1718.
  • Pietro Antonio Corsignani, Reggia Marsicana Ovvero Memorie Topografico-Storiche Di varie Colonie, e Città antiche e moderne della Provincia de i Marsi e di Valeria: Compresa Nel Vetusto Lazio, e negli Abruzzi, Colla Descrizione Delle loro Chiese, e Immagini miracolose, e delle Vite de' Santi, cogli Uomini Illustri, e la Serie de' Vescovi Marsicani, Parrino (provenienza dell'originale Biblioteca Pubblica Bavarese, Monaco di Baviera), 1738.
  • Andrea Di Pietro, Agglomerazione delle popolazioni attuali della Diocesi dei Marsi, Tipografia Marsicana, Carsoli, 1869.
  • Luigi Colantoni, Storia dei Marsi, Lanciano, 1889.
  • Cesare Letta, Sandro D'Amato, Epigrafia della regione dei Marsi", ed. Cisalpino-Goliardica, Milano, 1975.
  • Leone Marsicano, Chronica monasterii Casinensis: Die Chronik von Montecassino, H. Hoffmann edizioni (Monumenta Germaniae Hist. Script.34), Hannover, (rist.) 1980.

Fonti moderne[modifica | modifica wikitesto]

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  • Federico Vittore Nardelli, La Panarda, Edizioni Treves, Roma, 1927.
  • Leone Marsicano, Chronica monasterii Casinensis: Die Chronik von Montecassino, H. Hoffmann edizioni (Monumenta Germaniae Hist. Script.34), Hannover, (rist.) 1980.
  • Walter Cianciusi, Profilo di storia linguistica della Marsica, BPM editrice, Avezzano, 1988.
  • Federico Del Gusto, Marsica. Viaggio nel tempo, Paolini Nobile editore, Avezzano, 1988.
  • Angelo Melchiorre, Federico Del Gusto, La regione della Marsica, Tivoli, 1990.
  • Fulvio D'Amore, La Marsica tra il viceregno e l'avvento dei Borboni (1504-1793). Vita pubblica, conflitti e rivolte, Adelmo Polla editore, Cerchio 1998.
  • Fulvio D'Amore, All'inseguimento di Fra'Diavolo nella Valle Roveto, in "Incontri dei Soci", Estratto anticipato del Bullettino della Deputazione Abruzzese di Storia Patria (Avezzano, 10 maggio 1998), Deputazione Abruzzese di Storia Patria, L'Aquila, 1998.
  • S.Agostini, F.Galadini, P.Galli, P.Messina, Il tesoro del lago, Ed. Carsa, Pescara, 2001.
  • Attilio Francesco Santellocco, Marsi. Storia e leggenda, Touta Marsa editore, Luco dei Marsi, 2004.
  • Fulvio D'Amore, Uccidete José Borjés. L'ordine dei piemontesi durante la conquista del Sud. Il racconto di un'infamia (1860-1862), Controcorrente Edizioni, Napoli, 2010.
  • Nicola Mastronardi, Viteliù. Il nome della libertà, Itaca Edizioni, Castel Bolognese, 2012.
  • Franco Zazzara, Da Marruvium a Piscina, Edizioni ZaFra, Pescina, 2012.
  • Francesco Proia, Polvere di lago, Proia editore, Avezzano, 2013.
  • Franco Zazzara, Marsi, Gruppo Albatros Il Filo libri, Viterbo, 2013.
  • F.Galadini, F.D'Amore, M.Rossi. P.Santoro, Il giorno che non vide mai l'alba, Edizioni Kirke, Avezzano. 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]