Campo Imperatore

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Campo Imperatore
Yellow flowers at Campo Imperatore-1.jpg
Vista dell'altopiano in primavera
Stati Italia Italia
Regioni Abruzzo Abruzzo
Province L'Aquila L'Aquila
Località principali Barisciano, Calascio, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, L'Aquila, Santo Stefano di Sessanio
Comunità montana Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli
Superficie 75 km²

Coordinate: 42°26′31″N 13°35′16″E / 42.441944°N 13.587778°E42.441944; 13.587778

Campo Imperatore è un vasto altopiano, di origine glaciale e carsico-alluvionale, situato a circa 1800 m di quota in provincia dell'Aquila tra i territori comunali di Barisciano, Calascio, Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, L'Aquila e Santo Stefano di Sessanio, nel cuore del massiccio del Gran Sasso d'Italia e all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga[1]. È sede di importanti strutture culturali e sportive.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Campo Imperatore in estate
« Questa piana tra altissimi monti fa un bellissimo vedere. Quando i pastori vi sono con gli animali a pascolare, par esser uno esercito grossissimo a vedere tante capanne e tante tende, massime la sera quando tutte hanno acceso i fuochi. »
(Francesco De Marchi, "Il Corno Monte", 1573[2])

L'altopiano, tra i più vasti d'Italia, si estende per un massimo di 18 km in lunghezza e 8 km di larghezza sulla direttrice che va da nord-ovest a sud-est[1], per una superficie complessiva di circa 75 km², a una altitudine variabile tra i 1460 m della Val Voltigno fino ai 2138 m della stazione meteorologica, ed è compreso nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il noto alpinista Fosco Maraini lo paragonò, su piccola scala, alla valle di Phari Dzong, coniando il termine di Piccolo Tibet che è ancora oggi d'uso comune[3].

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Campo Imperatore è delimitato a ovest da parte della dorsale occidentale del Gran Sasso con il Monte Scindarella e Monte Portella, a nord-est da parte della dorsale orientale del massiccio con i monti Aquila, Brancastello, Prena e Camicia e dal Corno Grande (nell'estremità nord-occidentale dell'altopiano, al confine con Campo Pericoli), a est dai monti Vito, Guardiola e Capo di Serre e a sud-ovest dalla catena formata da Montecristo-Fossa di Paganica e Monte Bolza che separa l'altopiano dal territorio di Santo Stefano di Sessanio e Calascio[1]. I prodromi meridionali sono segnati dal Pian del Voltigno e il Vallone di Cretarola a sud di Fonte Vetica. I passi che lo delimitano sono Vado di Corno ad est, Vado di Sole e Valico di Capo La Serra a sud, Sella di Monte Aquila e Passo della Portella a nord.

Il territorio è quasi del tutto spoglio di vegetazione sia per la quota altimetrica abbastanza elevata sia per l'opera di disboscamento dei secoli passati. Dispone di una buona biodiversità arborea e aviforme con presenza di aquile, falchi, gracchi e numerose specie di passeriformi durante il periodo migratorio. È luogo di pascolo e refrigerio estivo per mandrie e greggi dei centri limitrofi come Castel del Monte, Calascio e Santo Stefano di Sessanio, nonché in passato luogo di riferimento per la pastorizia e la transumanza.

Campo Imperatore in inverno

Tutto il perimetro meridionale della piana, a cavallo con la vallata di Barisciano e l'altopiano di Navelli, è caratterizzata da una decina di laghetti di forma semicircolare e modesta profondità la cui origine, meteoritica per alcuni, meteorica e legata all'influenza dell'uomo per altri, è ancora incerta[4]. Tra questi spicca il Lago di Pietranzoni posto al centro dell'altopiano con ampia veduta alle spalle del Corno Grande.

Valloni[modifica | modifica wikitesto]

La parte nord-occidentale di Campo Imperatore, alle pendici del Monte Portella, è la più antropizzata ed è caratterizzata da strutture culturali, sportive e ricettive. A quota 2135 m di altitudine ha sede il Giardino botanico alpino di Campo Imperatore dedicato alla coltivazione e allo studio della flora d'elevata altitudine; a quota 2130 m sorge lo storico albergo dove nel 1943 fu tenuto prigioniero Benito Mussolini fino alla sua liberazione avvenuta il 12 settembre da parte dei soldati tedeschi guidati dal capitano delle SS Otto Skorzeny nell'ambito della celebre Operazione Quercia.

A quota 2138 m si trova la stazione meteorologica di Campo Imperatore, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione Meteorologica Mondiale; infine a 2145 m si stagliano le cupole dell'Osservatorio astronomico, dotato di un telescopio di oltre un metro di diametro e gestito dalla sezione romana dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. Nei pressi c'è la piccola chiesa della Madonna della Neve.

Monumento di Fonte Vetica

Fonte Vetica[modifica | modifica wikitesto]

Fonte Vetica è la zona sud-est di Campo Imperatore, attestata a una quota di 1634 m, e circondata sui versanti sud-occidentali del Monte Camicia dall'unica zona boschiva dell'altopiano (rimboschimento di pini e boschi di faggio) che si estendono fino a Vado di Sole, Valico di Capo di Serre e i contrafforti del Monte Bolza. È citata nella memoria locale per una tragedia avvenuta il 13 ottobre del 1919 quando una tempesta di neve, giunta in anticipo sull'inverno, causò la morte di un pastore, Pupo Nunzio di Roio, di due suoi figli piccoli e di cinquemila pecore del suo gregge. Ancor oggi vi è un monumento e una lapide commemorativa di questo episodio, opera dello scultore Vicentino Michetti. Nel 2006 il monumento è stato gravemente danneggiato da vandali[5].

Nei pressi si trova, inoltre, la zona cosiddetta dei macelli in cui punti di ristoro fissi vendono salumi, insaccati, formaggi e carne fresca (tra cui i tipici arrosticini) da cucinare all'esterno in apposite aree attrezzate con tavoli, fornacelle, carbone e bombola per fare fiamma. È presente in zona anche l'omonimo rifugio appenninico[6]. Da Fonte Vetica sgorga infine una sorgente d'acqua che alimenta l'impianto idrico del comune di Castel del Monte.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Campo Imperatore.

Le precipitazioni sfiorano il valore di 900 mm annui con un picco in autunno e tendenza a rapida diminuzione scendendo verso la parte meridionale dell'altopiano. Si presentano a carattere nevoso nel periodo compreso tra novembre e aprile con accumuli consistenti durante tutto l'inverno. La temperatura è molto rigida e si attesta su una media di -4 °C nel mese più freddo (febbraio) e +11,2 °C in quello più caldo (agosto); in inverno nella parte bassa della piana si raggiungono facilmente temperature di -25 °C[7].

Accessibilità[modifica | modifica wikitesto]

Mandrie al pascolo nell'altopiano.
Mandrie al pascolo nell'altopiano (Lago di Pietranzoni)

L'accessibilità alla piana è garantita tutto l'anno grazie alla varietà di infrastrutture che la caratterizzano. La più diretta è la funivia del Gran Sasso, un moderno impianto a fune che dalla località Fonte Cerreto (1150 m), all'interno del territorio comunale dell'Aquila e a poca distanza dall'uscita autostradale A24 di Assergi, consente di raggiungere i 2130 m di quota dell'albergo di Campo Imperatore, stazione di monte degli impianti sciistici; la funivia ha una capienza di 100 persone e il percorso una durata di circa 7 minuti[8]. In inverno rappresenta l'unico accesso possibile alla parte occidentale dell'altopiano.

Gli accessi automobilistici principali sono la S.S. 17 bis che dall'Aquila o dal Passo delle Capannelle sale verso Fonte Cerreto e, quindi, Campo Imperatore ridiscendendo in direzione Castel del Monte, due strade secondarie provenienti da Filetto e da Santo Stefano di Sessanio che si ricollegano alla S.S. 17 bis rispettivamente alle pendici di Montecristo e di Monte Bolza: queste strade sono spesso chiuse per neve durante la stagione invernale. Altri punti di accesso stradali sono a est Vado di Sole (1621 m) da Farindola e Castelli, a sud il valico di Capo di Serre (1600 m) da Castel del Monte e a nord Vado di Corno (1962 m) da Isola del Gran Sasso, sede di un antico tracciato montano che collegava i versanti aquilano e teramano del Gran Sasso.

Storia e cultura[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa della Madonna della neve e, a lato, l'Hotel Campo Imperatore

Periodo medievale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'XI secolo fu costruito il castello di Rocca Calascio dai Longobardi, per dominare l'intera vallata fino a Capestrano. Il castello oltre a funzione difensiva, serviva anche per ospitare tutti gli abitanti del villaggio di Calascio. Il villaggio medievale di Calascio Vecchio si sviluppò nel XII secolo attorno al castello, e dopo il terremoto del 1703 si sposterà più a valle.

Nello stesso periodo si sviluppò il borgo di Castel del Monte, il cui castello abbracciava tutte le mura di cinta. Sopra il vecchio castello oggi sorge la parrocchia di San Marco. Santo Stefano di Sessanio si sviluppò nel XIV secolo, sotto il dominio dei Medici nel secolo successivo raggiungerà il massimo splendore.

Più a valle verso L'Aquila, nell'XI secolo sorge il castello fortificato di Barisciano, che fonderà con altri villaggi Aquila degli Abruzzi nel 1254.

Per tutto il Medioevo e oltre, i villaggi della zona (compresa Assergi), non subiranno grandi cambiamenti urbanistici, né modificheranno l'economia prevalentemente pastorale basata sul commercio di pecore sul tratturo per la Puglia.

Prigionia di Benito Mussolini[modifica | modifica wikitesto]

L'altopiano è famoso nella storia d'Italia per essere stato l'ultima prigione di Benito Mussolini nel 1943 prima di essere liberato dai tedeschi nell'Operazione Quercia durante la seconda guerra mondiale; la sua camera nell'Hotel Campo Imperatore, con gli arredi originali perfettamente conservati, è oggi un museo a pagamento ed è visitato da curiosi e nostalgici. Lo stesso albergo è ancora oggi perfettamente funzionante e nei pressi è la piccola chiesa della Madonna della Neve. Campo Imperatore è stato inoltre, con la vicina Campo Felice, uno dei luoghi montani d'Abruzzo preferiti da papa Giovanni Paolo II che era solito frequentare la zona d'estate in cerca di solitudine e meditazione; per questo una cima del Gran Sasso, la cima Giovanni Paolo II (Gendarme delle Malecoste 2.425 m), è stata a lui intitolata. Frequentava spesso Assergi e la piccola chiesa di San Pietro allo Ienca.

Attualità e turismo[modifica | modifica wikitesto]

L'osservatorio astronomico

I borghi della zona, gravemente segnati dallo spopolamento, nei primi anni 2000 sono stati oggetto di interventi di recupero e pubblicità da parte di privati (Santo Stefano di Sessanio), per incrementare la loro popolarità dapprima in regione, e successivamente in Italia. L'unico posto fino ad allora conosciuto era il castello di Calascio, grazie al film Ladyhawke ; tuttavia dovette essere costruita una strada più agevole per il raggiungimento. Il turismo locale, non solo artistico, ma anche naturalistico, è in forte crescita. Un altro settore è lo sci presso il villaggio di Fonte Cerreto sopra Assergi, dedicato allo sport delle nevi.

Escursioni e Osservatorio astronomico[modifica | modifica wikitesto]

Campo Imperatore è meta di astrofili e appassionati di astronomia per via della quota altimetrica e della lontananza da sorgenti di inquinamento luminoso e dell'aria che rendono il luogo ideale per l'osservazione astronomica. Dispone di un Osservatorio astronomico costruito tra il 1948 e il 1955 equipaggiato con un telescopio di oltre un metro di diametro e gestito dalla sezione romana dell'Istituto Nazionale di Astrofisica in collaborazione con l'Osservatorio astronomico di Collurania e con l'Università degli studi dell'Aquila[9]. A partire dal 2001 l'Osservatorio è stato sede del programma internazionale CINEOS che ha portato alla scoperta di 61000 asteroidi e 1500 nuovi oggetti, tra cui 6 near-Earth object e un planetoide. Da oltre vent'anni, inoltre, Fonte Vetica è sede di diversi campi astronomici organizzati regolarmente da associazioni di astrofili provenienti da tutta Italia. Molto famoso è il Campo Astronomico patrocinato dal Gruppo Astrofili Pescaresi "RA" (GASPRA), la cui prima edizione si è tenuta nel 1988[senza fonte].

Giardino botanico[modifica | modifica wikitesto]

A ridosso dell'osservatorio è il giardino botanico alpino Vincenzo Rivera realizzato per iniziativa dell'omonimo fondatore ed ex-rettore dell'Università degli studi dell'Aquila su un'area di circa 3500 mq; il giardino, con annesso museo, è gestito dal dipartimento di scienze ambientali dello stesso ateneo abruzzese in collaborazione con il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

L'intera vallata è stata spesso scenario d'eccezione per film e spot pubblicitari, tra cui si ricordano ...continuavano a chiamarlo Trinità con Bud Spencer e Terence Hill (1971), Il deserto dei Tartari con Vittorio Gassman e Philippe Noiret (1976) e Così è la vita con Aldo, Giovanni e Giacomo (1998), spot pubblicitari con testimonial d'eccezione (tra cui Leonardo DiCaprio) e anche alcune scene dei videoclip di Elisa (Eppure sentire (un senso di te)) e di Simona Molinari (Nell'aria). Nelle vicinanze, e in particolare a Rocca Calascio e Castel del Monte sono stati poi girati film di livello internazionale, come Ladyhawke con protagonisti Matthew Broderick, Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer (1985), Il nome della rosa con Sean Connery (1986) e The American con George Clooney (2010) e alcune riprese di Un passo dal cielo (2016), mentre all'interno dei laboratori nazionali del Gran Sasso, al di sotto dell'altopiano, è stato girato e ambientato il film L'orizzonte degli eventi con Valerio Mastandrea (2005).

Turismo motociclistico[modifica | modifica wikitesto]

È inoltre zona molto frequentata dai motociclisti che spesso approfittano dell'aspetto paesaggistico e delle strade poco trafficate e interessanti da guidare per organizzare veri e propri motoraduni.

Luoghi d'interesse artistico[modifica | modifica wikitesto]

Borghi[modifica | modifica wikitesto]

Santo Stefano di Sessanio
Assergi: chiesa di San Franco (o dell'Assunta)
Rocca Calascio: oratorio di Santa Maria della Pietà
Calascio
borgo medievale, sviluppatosi dopo il terremoto del 1703 per lo spopolamento del villaggio superiore governato dalla Rocca Calascio. Il nuovo borgo nei primi anni 2000 è iniziato ad essere meta molto frequentata dal turismo escursionistico, poiché soprattutto la Rocca Medievale aveva acquistato prestigio grazie a film girati in loco. Il borgo medievale superiore, in parte conservato, possiede di interesse il castello normanno, l'oratorio di Santa Maria della Pietà, e le caratteristiche case-mura. Il villaggio di sotto invece, sede del comune, ha la chiesa di San Nicola e il convento di Santa Maria delle Grazie.
Santo Stefano di Sessanio
borgo medievale del XIII secolo, arricchito di elementi decorativi durante il governo mediceo nel XV secolo. Il borgo per la sua posizione isolata si mantenne perfettamente integro nello stile architettonico, vivendo grazie al commercio dei prodotti degli ovini, e di transumanza. Spopolatosi nel '900, è stato recuperato da Daniele Kihlgren, adottando la tecnica turistica dell'"albergo diffuso". Il centro storico è a forma circolare, composto di case-mura, che si attorcigliano alla torretta medicea, in posizione dominante. Un palazzo maggiore di epoca medicea è usato come albergo Sextantio, decorato da bifore rinascimentali. La principale porta di accesso al borgo conserva uno stemma del casato de' Medici. Le due principali chiese si trovano l'una nella piazza principale, e l'altra, dedicata a Santo Stefano, fuori le mura.
Appena fuori il centro si trova il laghetto con una chiesa campestre.
Castel del Monte
Il borgo si trova vicino alla Rocca Calascio, nominato uno dei Borghi più belli d'Italia, risalente al XIII secolo. Tra le famiglie più importanti che lo possedettero ci furono i duchi d'Acquaviva e i Piccolomini. Il borgo medievale, perfettamente conservato, è dominato dalla chiesa di San Marco, e costituito di case-mura, di cui restano parti della vecchia cinta muraria nelle porte di San Rocco, Ricetto e Sant'Ubaldo, e in una torretta inglobata nelle abitazioni. Le chiese principali sono la suddetta di San Rocco e quella di San Marco, eretta sopra il castello, il cui torrione è stato trasformato nel campanile. In estate nel borgo si svolge la tradizionale festa de La notte delle streghe.
Castelvecchio Calvisio - Carapelle Calvisio
i due borghi si trovano ai piedi di Calascio, lungo il tratturo L'Aquila-Foggia. Castelvecchio ha la tipica forma di borgo fortificato a forma ellittica, benché le mura medievali si siano fuse con le case, creando un tutt'uno. Le porte principali sono Porta Torre presso il torrione medievale che sovrasta il centro, e Porta San Martino. La chiesa del centro è dedicata a San Giovanni Battista, a due navate asimmetriche con interno barocco, decorato da tele del Bedeschini. Fuori le mura si trova la gotica chiesa rurale di San Cipriano.
Carapelle Calvisio vede la sua fondazione nel 779, appartenente sempre al dominio di Calascio e Castelvecchio. Il piccolo centro ha di interesse le uniche due chiese di San Francesco d'Assisi e San Pancrazio.
Assergi
Sorta come antico borgo vestino di Prifernum, si è sviluppato nel XII secolo, e fondò uno dei tanti quartieri medievali di L'Aquila nel 1254, assieme ad altri "castelli". Il borgo medievale è ancora circondato dalle mura, le cui torri medievali sono state riutilizzate come case civili, meno la Torre dell'Orologio, alla cui base c'è Porta Carbonera, l'unica rimasta dell'accesso antico al centro. La chiesa principale è dedicata a San Franco d'Assergi (detto anche di Santa Maria Assunta). Fuori la cittadella si trova il Santuario di San Pietro della Ienca. Negli anni '50, sviluppandosi il turismo sciistico, fu costruito il moderno villaggio di Fonte Cerreto, mentre accanto, già dal primo '900, esisteva l'Hotel Campo Imperatore', dove nel 1943 fu tenuto prigioniero Benito Mussolini. Sempre nei pressi si trovano importanti comprensori scientifici, come l'Istituto Nazionale di Geofisica e l'Osservatorio Astronomico, nonché i Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Sempre salendo nell'area compresa tra Rocca Calascio e Santo Stefano, si trovano tracce di eremi rupestri, come la Grotta a Male (scoperta nel 1573), gli eremi di San Franco Peschioli, lungo il Passo della Portella, e quello di San Franco Cefalone. Al confine con il territorio di Rocca Calascio si trovano i resti dell'Abbazia di Santa Maria del Monte, dipendente dal Monastero di Santo Spirito d'Ocre.
Barisciano
sorto come insediamento vestino tra la via del tratturo per L'Aquila e il valico che conduce a Santo Stefano di Sessanio, nel Medioevo fu villaggio raccolto attorno al Castello Medievale di epoca normanna, costruito come imponente cinta fortificata quadrangolare con quattro torrioni. Nel 1254 contribuì alla fondazione di L'Aquila, mentre il nuovo centro si sviluppava più a valle, ed ebbe ancor maggior sviluppo urbano a valle d'Aterno quando nel 1423 il castello subì la distruzione di Braccio da Montone, perché L'Aquila era fedele al casato angioino, contro l'emergente aragonese. Fu l'inizio della guerra dell'Aquila, in cui Braccio fece terra bruciata dei castelli fondatori, come segno di vendetta, affinché la città non disponessi di aiuti militari durante l'assedio.

Tra i monumenti, oltre al castello, si segnalano la chiesa di San Flaviano (1733), quella della Santissima Trinità, e la chiesa cimiteriale di Santa Maria Valleverde. Presso il castello si trova il Monastero di San Colombo, oggi Bed & Breakfast. Nella frazione di Picenze si trova una torre cilindrica dell'epoca normanna.

Chiese di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Calascio: chiesa di Santa Maria delle Grazie
  • Oratorio di Santa Maria della Pietà (Calascio): si trova esattamente dietro il castello della Rocca, risalente al XVI secolo, come oratorio per i pastori transumanti da Santo Stefano verso la valle dell'Aterno. La chiesa ha pianta ottagonale, con cupola a otto spicchi, con lanterna centrale. L'interno ha alcuni affreschi.
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Calascio): si trova nella parte estrema del borgo inferiore, realizzata nel XV secolo, con dipinti interni del Bedeschini, come il San Francesco. La facciata è in pietra, con un piccolo portico di tre archi all'entrata, e un rosone centrale sulla facciata.
  • Chiesa rurale di San Cipriano (Castelvecchio Calvisio): si trova fuori il centro, risalente all'VIII secolo, eretta circa nel 779 d.C., con pianta quadrata. La facciata a capanna ha incastonato al centro il campanile, realizzato posteriormente, circa nel XV secolo, con una grossa arcata centrale, arricchita con due campane nel 2012. L'interno molto suggestivo ha un altare centrale a baldacchino gotico, con arcate a sesto acuto. Sulle pareti sono conservati ancora alcuni affreschi, uno dei quali raffiguranti un demone dell'Inferno.
  • Chiesa di San Flaviano (Barisciano): la chiesa risale al XII secolo, ma è stata riconsacrata nel 1733 dopo la ricostruzione post.sisma 1703. Ha pianta a croce latina con tre navate. Soltanto il campanile a torre è l'unico elemento medievale. La facciata in pietra bianca è di gusto tardo-barocco. L'interno ha un fonte battesimale del 1571 e tele di Francesco del Poggio.
  • Chiesa Madre di Santo Stefano protomartire (Santo Stefano di Sessanio): la chiesa del borgo è del XIV secolo, abbellita successivamente dalla famiglia de Medici. Ha interno a navata unica a cinque campate. La facciata è decorata con abbellimenti classici del barocco, e lapidi in onore dei caduti della Grande Guerra.
  • Chiesa San Marco Evangelista (Castel del Monte): la chiesa si trova in posizione dominante, in prossimità del castello (di cui era probabilmente una cappella). Databile al XIV-XV secolo, si presenta con una suddivisione in tre navate e sormontata da una cupola non visibile dall'esterno. L'interno è particolarmente ricco, con altari in stile rinascimentale e barocco e statue, bassorilievi e una fonte battesimale del Cinquecento
Torre Medicea (Santo Stefano di Sessanio)
  • Chiesa di San Franco (o Santa Maria Assunta - Assergi): è la chiesa principale del borgo, fondata nel 1150, con ampliamenti nei secoli successivi, e trasformazione gotica della facciata nel XIII secolo. La facciata è decorata da portale a sesto acuto e rosone a raggi. L'interno è a tre navate con abside semicircolare, decorato da affreschi di Saturnino Gatti e Francesco da Montereale.
  • Santuario di San Pietro della Ienca (Assergi): chiesa rurale medievale, fuori il borgo, è famosa perché visitata varie volte da Papa Giovanni Paolo II, successivamente dedicata a lui nel 2011. La chiesa campestre è in pietra, con pianta rettangolare a navata unica, molto massiccia, e facciata a capanna. L'interno è molto sobrio, con volta a botte, e dipinto centrale, presso l'altare, del pontefice.

Castelli[modifica | modifica wikitesto]

  • Rocca Calascio: il castello fu costruito nell'XI secolo dai Normanni, e arricchito di merlature nel XV secolo con il dominio dei Piccolomini. Fino al XII secolo servì come mastio fortificato, nonché cittadella, per gli abitanti, che successivamente costruirono il villaggio medievale di Rocca. Con il terremoto dell'Aquila del 1703 le torri del castello risultarono danneggiate, assieme a gran parte del borgo vecchio, che fu costruito più a valle come "Calascio". Il castello divenne famoso in Italia e nel mondo con i film de Il nome della rosa (1986) e Ladyhawke (1985), vista la sua posizione svettante a 1600 metri d'altitudine sopra la valle dell'Aterno. Il mastio è a pianta quadrata con quattro torrioni angolari a scarpa. Un lato è decorato ancora dalle merlature rinascimentali. Il torrione principale al centro è accessibile per delle visite.
  • Castello di Barisciano: il castello fu edificato dai Normanni nell'XI secolo, ed era la principale cittadella fortificata del nascente nucleo di Barisciano. Dopo la distruzione nel 1423 di Braccio da Montone è stato abbandonato, tranne un torrione, riutilizzato per una cappella rinascimentale. Il recinto fortificato ha pianta quadrangolare, di cui si conservano parzialmente le quattro torri.
  • Torretta Medicea (Santo Stefano di Sessanio): la torre fu eretta nel XV secolo su una precedente in rovina, dalla famiglia de Medici. La torretta è a pianta cilindrica, in pietra, con piccole feritoie di controllo, e merlature con beccatelli sulla sommità coronata. Quasi distrutta completamente dal terremoto dell'Aquila del 2009 per un restauro errato degli anni '90 (si usò troppo cemento, appesantendo la struttura), dal settembre 2016 è in ricostruzione, con tempo di realizzazione calcolato in circa 2 anni. Il progetto prevede il consolidamento in pilastri di ferro.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sciistici sul Monte Scindarella

Sci e sport invernali[modifica | modifica wikitesto]

Campo Imperatore è sede di un'omonima stazione sciistica, la prima nata sugli Appennini, tra le più elevate dell'intera catena e in media tra le più nevose del territorio italiano. Gli impianti di risalita, che si sviluppano all'estremità occidentale dell'altopiano, tra la valle detta delle Fontari e il Monte Scindarella, comprendono in tutto 3 impianti che coprono un totale di 15 km di piste da sci per lo sci alpino, cui si aggiungono oltre 60 km per lo sci nordico. Dispone inoltre di uno snow park per lo snowboard, con piste half pipe e boarder cross, e di un anello per lo sci di fondo. Ampia è inoltre la possibilità di sci alpinismo con diversi percorsi disponibili. In quota vi sono un ostello e il già citato Hotel Campo Imperatore. La stazione è collegata a valle dalla funivia del Gran Sasso e dispone di parcheggi e ulteriori strutture ricettive in località Fonte Cerreto[10]. Esistono progetti per unirlo in comprensorio con le stazioni di Fossa Paganica e Montecristo.

La stazione è unita nel comprensorio Tre Nevi con le località sciistiche di Campo Felice e Ovindoli.

Escursionismo[modifica | modifica wikitesto]

Campo Imperatore è punto di partenza/arrivo di numerose traversate del massiccio del Gran Sasso quali quella che raggiunge il Lago di Provvidenza attraverso la Valle di Chiarino, quella che raggiunge Prati di Tivo-Pietracamela passando tra Corno Grande e Corno Piccolo attraverso il Rifugio Carlo Franchetti e il Vallone delle Cornacchie, oppure attraverso la Val Maone, quella che raggiunge Prato Selva attraverso la valle del Venacquaro, il Sentiero del Centenario e l'anello di Campo Pericoli, quella storico-religiosa da Assergi a Isola del Gran Sasso fino al Santuario di San Gabriele dell'Addolorata, attraversando i Valloni e Vado di Corno.

L'altopiano è connesso ai principali borghi delle vicinanze, tra tutti Assergi, Calascio, Castel del Monte e Santo Stefano di Sessanio, da numerosi itinerari escursionistici percorribili a piedi, in bici o a cavallo.

Il più celebre è l'Ippovia del Gran Sasso, un percorso ad anello, dotato di aree attrezzate per la sosta, che gira intorno al massiccio collegando i tre versanti aquilano, teramano e pescarese del Gran Sasso per un totale di circa 300 km, che lo rendono il più lungo d'Italia[11]. Tale percorso tocca i bordi occidentali di accesso alla piana (Monte Cristo-Fossa di Paganica) e quelli meridionali (Piano del Voltigno), passando anche in corrispondenza dei sopraddetti rinomati centri storico-turistici[12].

Alpinismo[modifica | modifica wikitesto]

Snow park di Campo Imperatore

È inoltre base di partenza per ascensioni ad alcune delle cime più importanti del Gran Sasso quali Pizzo Cefalone, Pizzo d'Intermesoli, Corno Grande, Monte Prena e Monte Camicia, alcune di queste con difficoltà alpinistiche[1]. Da menzionare anche le ascese al Monte Portella attraverso il Rifugio Duca degli Abruzzi, al Monte Aquila, e al Monte Scindarella di tipo escursionistico.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

In primavera ed estate Campo Imperatore è meta frequente di cicloturisti e appassionati di ciclismo. È stato inoltre più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Edizione Tappa Percorso km Vincitore di tappa
1971 Pescasseroli > Campo Imperatore 198,0 Spagna Vicente López Carril
1985 14ª Frosinone > Campo Imperatore 195,0 Italia Franco Chioccioli
1989 Roma > Campo Imperatore 179,0 Danimarca John Carlsen
1999 Pescara > Campo Imperatore 253,0 Italia Marco Pantani

Uno dei percorsi più caratteristici è quello che partendo da Assergi (860 metri s.l.m.) o Fonte Cerreto (1125 metri s.l.m.) arriva alla sommità di Campo Imperatore (2128 metri s.l.m.) per un totale di 31~27 km e un dislivello complessivo di circa 1360-1120 metri suddiviso in due tronconi: a una prima parte, di 13,5~17,5 km e con una pendenza che varia tra il 4 e il 7%, che raggiunge la cosiddetta Fossa di Paganica (1760 metri s.l.m.), segue una discesa, un falsopiano e, quindi, la seconda salita di 5,7 km con pendenza al 9~10% circa. Il percorso è considerato uno dei più impegnativi dell'Italia centrale insieme al Terminillo e al Blockhaus.

Altri percorsi ciclisticamente interessanti sono quelli che raggiungono l'altipiano attraverso Capo di Serre da Ofena o Villa Santa Lucia degli Abruzzi passando per Castel del Monte (circa 1110 m di dislivello), i percorsi che salgono da Barisciano passando per Santo Stefano di Sessanio o da San Pio delle Camere passando per Carapelle Calvisio-Castelvecchio Calvisio-Calascio-Castel del Monte (circa 750 m di dislivello) così come quelli che raggiungono l'altipiano attraverso Vado di Sole da Castelli o Farindola (circa 1100~1200 m di dislivello), per poi immettersi tutti nella parte meridionale della piana. Diffuso e praticato anche il cicloturismo lungo la piana stessa.

Mountain Bike[modifica | modifica wikitesto]

L'intera piana, assieme ai luoghi limitrofi, è sfruttabile a livello ciclistico anche con innumerevoli percorsi di trekking in mountain bike di limitata difficoltà così come percorsi di downhill lungo i pendii che ridiscendono a valle dal Gran Sasso[13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Touring Club Italiano, pag.136
  2. ^ La cronaca della prima ascensione sulla vetta del Gran Sasso (PDF), lupacchiotti.it. URL consultato il 5 maggio 2012.
  3. ^ Alla scoperta del Piccolo Tibet, abruzzoeappennino.com. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  4. ^ Il cratere in Abruzzo è nato come abbeveratoio, corriere.it. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  5. ^ Il monumento della tragedia di Fonte Vetica a Campo Imperatore, ilgransasso.com. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  6. ^ Touring Club Italiano, pag.142
  7. ^ Dati della stazione meteorologica di Campo Imperatore (TXT), clima.meteoam.it. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  8. ^ Funivia Agudio Fonte Cerreto-Campo Imperatore Gran Sasso, funiforum.org. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  9. ^ Osservatorio astronomico di Campo Imperatore, web.oa-roma.inaf.it. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  10. ^ Campo Imperatore, appenninobianco.it. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  11. ^ L'ippovia più lunga d'Italia, gransassolagapark.it. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  12. ^ Cartina Ippovia del Gran Sasso, gransassolagapark.it.
  13. ^ Percorsi in MTB nell'Aquilano e dintorni, lentopede.org.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Battista, La civiltà del territorio, Pescara, Carsa Edizioni, 1994;
  • Provincia dell'Aquila, Guida turistica della Provincia dell'Aquila, L'Aquila, Provincia dell'Aquila, 1999;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;
  • Vincenzo Di Michele, Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso, Firenze, Curiosando Editore, 2011;

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