Rosciolo dei Marsi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Rosciolo dei Marsi
frazione
Rosciolo dei Marsi – Veduta
Foto panoramica di Rosciolo dei Marsi
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
ComuneMagliano de' Marsi-Stemma.png Magliano de' Marsi
Territorio
Coordinate42°07′04″N 13°20′19″E / 42.117778°N 13.338611°E42.117778; 13.338611 (Rosciolo dei Marsi)Coordinate: 42°07′04″N 13°20′19″E / 42.117778°N 13.338611°E42.117778; 13.338611 (Rosciolo dei Marsi)
Altitudine909 m s.l.m.
Abitanti414[1] (2011)
Altre informazioni
Cod. postale67062
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
TargaAQ
Nome abitantirosciolesi
Patronosanta Costanza
Giorno festivofine agosto o inizio settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rosciolo dei Marsi
Rosciolo dei Marsi

Rosciolo è una frazione di circa 400 abitanti del comune di Magliano de' Marsi, in provincia dell'Aquila.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese marsicano è situato alle pendici del monte Velino a 909 m s.l.m.[2]. Dista circa 5 chilometri dal capoluogo comunale[3], 18 da Avezzano[3], 50 dall'Aquila[3] e 100 da Roma[3].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'etimologia del nome è incerta. Lo storico Muzio Febonio nella sua opera Historiae marsorum, la fa risalire al termine latino "Roseolum", quindi "Rosciolum". Questa ipotesi legherebbe il toponimo alla rosa. In epoca remota in questi luoghi, quando giunsero i primi abitanti, sarebbero stati presenti molti roseti. Un'altra ipotesi lega il nome "Rosciolum" (in alcuni documenti antichi riportata anche come "Rosculum" o "Rusculum") al toponimo di "Roscio", nome di molte famiglie patrizie romane[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Veduta del borgo antico

Il nome del borgo appare con chiarezza nel 1080 dove la principale chiesa risulta essere registrata presso il monastero di Montecassino. In epoca medievale fu sede di un castello appartenente ai conti dei Marsi, in seguito ceduto da Berardo V, insieme alla chiesa di Santa Maria in Val Porclaneta ai monaci benedettini di Montecassino.

« Berardus etiam comes filius Berardi Marsorum Comitis eo tempore obtulit B. Benedicto Monasterium S. Mariae in Valle Porclanesi, et Castellum Roscolum cum pertinentiis suis. »

(Chronica monasterii Casinensis, Leone Marsicano[5])

Il paese s'ingrandì grazie all'unione delle ville che sorgevano nei suoi paraggi: Villa Maggiore, Villa San Martino, Villa Santa Maria, Villa di San Barnaba dopo la distruzione che subirono nel 1268 ad opera di Carlo I D'Angiò, dopo la vittoriosa battaglia di Tagliacozzo. Oltre alla chiesa madre nel paese c'erano la caratteristica chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta e la chiesa rurale dedicata a San Sebastiano[6][7].

Il paese conserva ancora il suo nucleo originario tardo quattrocentesco[8]. All'epoca dell'incastellamento il borgo s'ingrandì ulteriormente e solo nel 1485 fu dotato di torre difensiva e di mura perimetrali[9] costruite su progetto dell'architetto Berardino Clario il cui nome fu inciso sulla porta principale del paese[10]. Alcune parti delle mura perimetrali e basi di contrafforti sono ancora visibili. Rosciolo dei Marsi fino all'eversione feudale fu una università autonoma, solo in seguito fu aggregata al comune di Magliano dei Marsi. Il paese posto al confine dei due Regni, appena dopo l'Unità d'Italia, fu scelto tra le località strategiche e preferite di alcune bande del brigantaggio postunitario[11].

La faglia di Rosciolo è una delle principali faglie dell'Abruzzo[12]. A causa del terremoto del 1904 il paese subì gravi danni. Il 24 febbraio di quell'anno si registrò una scossa del IX grado della scala Mercalli che per fortuna non causò vittime[13]. Dopo il catastrofico terremoto della Marsica del 1915 fu invece uno dei pochi paesi marsicani, insieme ad alcuni altri centri del versante di tagliacozzano e carseolano a rimanere quasi indenne, subendo danni non irreparabili[4].

L'8 marzo del 1962 si verificò alle porte del paese un grave incidente aereo. Si schiantò sul monte Velino a 2350 metri slm a circa 125 metri dalla vetta, l'aereo Douglas DC-6B del volo della società aerea Mediterranea di ritorno a Roma da Khartum. Perirono il comandante, Salvatore Di Gaetano e quattro membri dell'equipaggio[14].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta e Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Rosciolo dei Marsi).
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Iscrizione e lunetta della chiesa rurale di San Sebastiano
Valle Porclaneta
  • La caratteristica chiesa romanica di Santa Maria in Valle Porclaneta è situata in fondo ad una valle solitaria che si adagia alle pendici del Monte Velino. La piccola chiesa è quel che rimane di una badia benedettina costruita intorno alla metà dell'XI secolo[15]. Dichiarata monumento nazionale nel 1902 per l'alto valore del suo contenuto artistico e per lo splendore[16].
  • Chiesa della Madonna delle Grazie risalente all'XI secolo. La facciata presenta il rosone gotico e un portale del XIII secolo, appartenente alla chiesa originaria, posto a destra e un portale del 1446 sulla sinistra. L'interno è a tre navate con numerosi affreschi restaurati a partire dal 1998[17].
  • Chiesa rurale di San Barnaba edificata sui ruderi di Villa di San Barnaba alle falde del monte Velino.
  • Antica chiesa rurale di San Sebastiano con portale del Cinquecento. L'edificio è chiuso al culto[18].

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento ai caduti, inaugurato nel 1979[19].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Cammino dei Briganti
Itinerario naturale costituito da diverse tappe che tocca alcuni comuni dell'Abruzzo e del Lazio per un totale di circa cento chilometri. Il percorso inizia a Sante Marie e tocca altre località della Marsica estendendosi fino al Cicolano, ripercorrendo la storia e i luoghi dei briganti posti al confine tra lo Stato Pontificio e il Regno delle due Sicilie[20].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • Tra l'ultima domenica di agosto e la prima domenica di settembre si tengono le feste patronali in onore di santa Costanza[21].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Frazione di Rosciolo dei Marsi, Il Portale d'Abruzzo. URL consultato il 25 novembre 2016.
  2. ^ Dati su Rosciolo dei Marsi, ItaliaInDettaglio.
  3. ^ a b c d Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce
  4. ^ a b Carlo Di Sandro, Le origini di Rosciolo, Terre Marsicane. URL consultato il 6 aprile 2018.
  5. ^ Carlo Di Sandro, Quadro storico di Rosciolo dei Marsi, Terre Marsicane. URL consultato il 6 aprile 2018.
  6. ^ Di Pietro
  7. ^ Franco Zazzara, Storia dell'Abruzzo attraverso le sue diocesi (1848) (PDF), Wordpress. URL consultato il 6 aprile 2018.
  8. ^ Viaggiatori stranieri in terra d'Abruzzo (Alfred Steinitzer, 1911) (PDF), Regione Abruzzo. URL consultato il 6 aprile 2018.
  9. ^ Torre di Rosciolo dei Marsi, Regione Abruzzo.
  10. ^ Antinori
  11. ^ Fulvio D'Amore, Brigantaggio postuniano. Falsificazioni e inattendibilità, Terre Marsicane. URL consultato il 6 aprile 2018.
  12. ^ Sisma nella Marsica, salva l'antica chiesa, il Centro, 11 gennaio 2011. URL consultato il 6 aprile 2018.
  13. ^ Giuseppe Di Girolamo, Il terremoto del 1904, Terre Marsicane. URL consultato il 6 aprile 2018.
  14. ^ Thursday 8 March 1962, Aviation-safety.net.
  15. ^ Chiesa di Santa Maria in Val Porclaneta, Regione Abruzzo.
  16. ^ Elenco degli edifizi monumentali in Italia, su archive.org, Ministero della pubblica istruzione, 1902, p. 385. URL consultato il 6 aprile 2018.
  17. ^ Carlo Di Sandro, Madonna delle Grazie, Terre Marsicane. URL consultato il 6 aprile 2018.
  18. ^ Chiesa di San Sebastiano (Rosciolo), Chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 10 novembre 2016.
  19. ^ Vincenzo Cianciarelli, Monumento ai Caduti, Terre Marsicane (tratto da Il Tempo). URL consultato il 6 aprile 2018.
  20. ^ Il Cammino dei Briganti, Wordpress. URL consultato il 6 aprile 2018.
  21. ^ Carlo Di Sandro, Santa Costanza, Terre Marsicane. URL consultato il 6 aprile 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Anton Ludovico Antinori, Annali degli Abruzzi. Volume I. Dai tempi preromani fino alla venuta di Cristo, Abruzzo, XVIII secolo.
  • Andrea Di Pietro, Agglomerazione delle popolazioni attuali della Diocesi dei Marsi, Tipografia Marsicana, Carsoli, 1869.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Marsica Portale Marsica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Marsica