San Benedetto dei Marsi

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San Benedetto dei Marsi
comune
San Benedetto dei Marsi – Stemma
San Benedetto dei Marsi – Veduta
Foto panoramica di San Benedetto dei Marsi
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
SindacoQuirino D'Orazio (Insieme si può) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate42°00′27.36″N 13°37′25.72″E / 42.0076°N 13.62381°E42.0076; 13.62381 (San Benedetto dei Marsi)Coordinate: 42°00′27.36″N 13°37′25.72″E / 42.0076°N 13.62381°E42.0076; 13.62381 (San Benedetto dei Marsi)
Altitudine687 m s.l.m.
Superficie16,76 km²
Abitanti3 909[1] (30-11-2017)
Densità233,23 ab./km²
Comuni confinantiAielli, Celano, Cerchio, Collarmele, Pescina, Trasacco
Altre informazioni
Cod. postale67058
Prefisso0863
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT066085
Cod. catastaleH772
TargaAQ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Nome abitantisambenedettesi
Patronosan Benedetto, san Vincenzo
Giorno festivo1º giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Benedetto dei Marsi
San Benedetto dei Marsi
San Benedetto dei Marsi – Mappa
Posizione del comune di San Benedetto dei Marsi all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

San Benedetto dei Marsi è un comune italiano di 3 909 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è affacciato ad est dell'alveo dell'ex lago del Fucino ad un'altitudine di 687 m s.l.m.. Confina a nordest con Pescina, a nordovest con Collarmele, Cerchio ed Aielli e ad ovest con il territorio comunale di Celano. San Benedetto è il comune più pianeggiante della Marsica, adagiato com'è sulla piana del Fucino, presentando un'escursione di appena 50 metri[2]. Dista circa 123 chilometri da Roma[3], 73 dall'Aquila[3] e 20 da Avezzano[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Marruvio.
Antica tavola Peutingeriana dove figura Marruvium

San Benedetto dei Marsi è stata in epoca romana un'importante capoluogo dei Marsi. Nota con il nome Marruvium, o dal greco Marrubium, nome strettamente legato al leggendario Marrus, fondatore di quella gente. Era situata sulle sponde del lago del Fucino a 20 km da Alba Fucens, non distante dalla foce dell'antico fiume Pitonius, il contemporaneo Giovenco. In questa area nacque il famoso condottiero dei Marsi, Quinto Poppedio Silone, la famiglia italica Poppedia sarebbe infatti proveniente dall'antica Milonia (nei pressi della contemporanea Ortona dei Marsi). I nativi della sfortunata città di Milonia, distrutta dall'esercito romano, si sparsero in gran numero nella valle del Giovenco. Vennero così edificati i borghi contemporanei, le cui fondazioni possono essere collocate al massimo nel primo periodo medievale[4]. Marruvio dei Marsi fu riconosciuto ai tempi dell'impero romano come floridissimo municipio menzionato, tra gli altri, da Strabone e Plinio come «splendidissima civitas Marsorum Marruvium»[5].

Dell'antico centro marruviano sono visibili i resti delle mura e dell'anfiteatro, iscrizioni, statue antiche e diversi reperti di vario genere. In seguito ad alcuni scavi di manutenzione sono stati trovati i resti di una domus di epoca romana, riportata alla luce, da successivi scavi archeologici. L'area archeologica è visitabile. Altri monumenti di grande interesse sono i Morroni, due monumenti funebri in muratura di epoca romana, e i resti dell'antica cattedrale di Santa Sabina, risalente al periodo paleocristiano. Nel sottosuolo della città si trova l'antica strada di epoca romana in buono stato di conservazione[6].

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

A San Benedetto, nota nel medioevo anche con il nome di Marsia o città della Valeria, morì il 3 novembre 1130, San Berardo dei Marsi, stretto collaboratore di papa Pasquale II. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

San Benedetto è stata sede vescovile dei Marsi dall'XI secolo fino al 1580. All'epoca del vescovo Matteo Colli, con la bolla In suprema dignitatis[7] di papa Gregorio XIII, la cattedrale e la sede vescovile vennero trasferite a Pescina, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Nella Marsica San Francesco d'Assisi diffuse il suo ordine dei minori. La sua prima presenza nel territorio risulterebbe nell'inverno tra il 1215 e il 1216, quando soggiornò a San Benedetto dei Marsi dove, in località "Luogo" (in dialetto locale "i loche") dormiva, insieme con i poveri, nei pressi dell'anfiteatro romano non distante dal monastero benedettino di Santa Sabina e dal luogo dove successivamente fu edificata la chiesa di San Francesco, presso l'area della contemporanea villa comunale[8]. Un successivo viaggio nella Marsica, a Pescina, Celano e San Benedetto dei Marsi, ci sarebbe stato con ogni probabilità tra il 1219 ed il 1222. Secondo quanto avrebbe riportato il suo primo biografo Tommaso da Celano e, in seguito, Bonaventura di Bagnoregio che riscrisse la biografia, San Francesco avrebbe guarito, operando un miracolo, un cavaliere che lo ospitò nel palazzo celanese di sua proprietà[9]. Mentre nel 1225 nella vicina Pescina, venne fondato il convento accanto alla contemporanea chiesa di Sant'Antonio da Padova[10][11][12].

Durante il periodo di Carlo II d'Angió, tra il 1250 ed il 1300, la cattedrale di Santa Sabina possedeva e controllava tutti i terreni compresi tra Pescina e il Fucino, mantenendo il diritto all'uso esclusivo dell'acqua, che alimentava il cosiddetto Molino di Civita[13].

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Per motivi non del tutto conosciuti, molto probabilmente a causa delle devastanti alluvioni del lago Fucino, Pescina divenne centro di riferimento religioso del territorio. Il ruolo di cattedrale di Santa Sabina, chiesa oramai diroccata, nel 1580 venne ufficialmente preso dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie in Pescina, dove fu trasferita la sede vescovile marsicana. Nel settecento, dopo una lunga decadenza, il centro cominciò a riacquistare importanza, raggiungendo, verso la metà del secolo, circa cinquecento abitanti.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Il vero sviluppo di San Benedetto dei Marsi si verificò grazie al prosciugamento del lago Fucino. Fra il 1801 e il 1881 il comune di Pescina (cui San Benedetto apparteneva ancora) vide aumentare la propria popolazione del 70%, in particolare la sua frazione fu in quel periodo in piena espansione. La messa a coltura dell'area denominata Bacinetto è stata la causa prima di questo "exploit" demografico. Non mancarono i contrasti tra le due comunità, oramai del tutto superati.

Terremoto della Marsica del 1915 provocò a San Benedetto oltre 2.300 vittime. L'immane tragedia sposterà in avanti la necessità di indipendenza del paese fucense che sarà inevitabile dopo la seconda guerra mondiale nel corso del 1945. San Benedetto dei Marsi potrà così festeggiare la sua autonomia amministrativa, diventando il trentasettesimo comune autonomo della Marsica[14].

A cominciare dagli anni sessanta nel limitrofo territorio fucense di Ortucchio venne realizzato il centro spaziale del Fucino, il più grande teleporto per usi civili del pianeta[15].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Domus di epoca romana di San Benedetto dei Marsi (I secolo a.C. - I secolo d.C.)
I Morroni

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Sabina (San Benedetto dei Marsi).
Chiesa di Santa Sabina
Distrutta dal terremoto del 1915 conserva la facciata dell'ex cattedrale e prima chiesa madre della diocesi dei Marsi. L'antica chiesa medievale era a pianta rettangolare con tre navate. Fu distrutta quasi completamente dal sisma del 13 gennaio del 1915. La facciata restaurata è l'unico elemento superstite della struttura originaria la cui costruzione risale tra il V e il VI secolo d.C. Il portale in stile romanico-gotico è scandito da colonne di marmo sormontate da capitelli.
Chiesa di Maria Santissima Assunta
Chiesa parrocchiale costruita alcuni anni dopo il terremoto di Avezzano a cavallo tra gli anni cinquanta e sessanta. Lo stile architettonico è razionalista; la facciata è scandita da un colonnato a tre grandi arcate. La chiesa è affiancata da un alto campanile, accanto al quale è posta la cappella dedicata a san Francesco d'Assisi.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento ai caduti delle guerre: in stile moderno è situato all'ingresso della villa comunale.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Domus romana
Edificio termale di un senatore con annessa villa situata al centro della città romana di Marruvium. I mosaici pavimentali ritraggono scene di vita quotidiana di Marruvium. Le colonne superstiti sono caratterizzate da iscrizioni latine.
Morroni
I monumenti funebri dell'antico popolo marruviano vennero edificati all'interno di due grandi rocce locali allo stato grezzo.
Anfiteatro romano
Dell'area restano le fondamenta che scandiscono la pianta originaria. Il teatro si trova nelle adiacenze del contemporaneo centro urbano.
Strada romana
La via lastricata fu costruita nel I secolo. Attraversa l'area del centro urbano di San Benedetto dei Marsi[18].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[19]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Stando ai dati ISTAT al 1º gennaio 2016[20], il 10,9% della popolazione è di origine straniera: 287 Marocco, 71 Romania, 24 Macedonia, 9 Bulgaria, 9 Pakistan, 5 Algeria, 5 Russia, 5 Ucraina.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

  • 26, 27 e 28 agosto: ogni anno in occasione della festa religiosa dedicata a Santa Maria Goretti a San Benedetto dei Marsi un comitato feste organizza una serie di iniziative di carattere religioso. La reliquia della Santa viene portata nel paese marsicano da Corinaldo, in provincia di Ancona, dove si trova la casa che la ospita. Molto particolare è la processione dei motociclisti che giungono in Marsica da tutto il centro Italia per accompagnare la reliquia fino alle porte del paese[21]. In questi giorni vengono festeggiati anche San Rocco e l'Assunta;
  • 17 gennaio: festa di Sant'Antonio Abate;
  • 27 febbraio: festa di San Gabriele;
  • prima domenica di giugno: festa del santo patrono San Vincenzo Ferreri; il lunedì seguente si svolge la festa del santo compatrono San Benedetto da Norcia[22].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Martello del Fucino[23]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di San Benedetto dei Marsi dal 1985 ad oggi[24].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2003 2008 Arnaldo Santilli Lista civica Sindaco
2008 2008 Paolo Di Cesare Lista civica Per progredire insieme Sindaco
2008 2010 Natalino Benedetti Comm. pref.
2010 2013 Paolo Di Cesare Lista civica Per progredire insieme Sindaco
2013 in carica Quirino D'Orazio Lista civica Insieme si può Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio che ha rappresentato nei tornei dilettantistici abruzzesi il comune marsicano è stata la S.S. San Benedetto dei Marsi[27]. Nel 2017 la società si è unita con quella di Venere dei Marsi dando vita all'Asd San Benedetto Venere[28]. I colori sociali sono il giallo-rosso, gioca le gare interne allo stadio comunale "Manfredo Profeta".

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La Marruviana volley ha festeggiato nel 2014 i 45 anni di attività[29]. Milita nei tornei abruzzesi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat Bilancio demografico anno 2017 (dati provvisori) - San Benedetto dei Marsi
  2. ^ Marsica: il territorio, MarsicaLive.
  3. ^ a b c Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce
  4. ^ Cenni storici, Comune di San Benedetto dei Marsi.
  5. ^ Giuseppe Lugli, Marruvio dei Marsi, Treccani.
  6. ^ La strada romana, Comune di San Benedetto dei Marsi.
  7. ^ Testo della bolla in: Muzio Febonio, Historiae Marsorum libri tres, Napoli 1678, pp. 39-41 del Catalogus.
  8. ^ Di Pietro, 1869
  9. ^ Progetto San Francesco, Regione Abruzzo.
  10. ^ Franco Zazzara, Da Marruvium a Piscina. Edizioni ZaFra - Pescina, 2012 (pag.26)
  11. ^ Francesca Ramadori, Iconografia francescana, Academia.edu.
  12. ^ Diocleziano Giardini, Storia della chiesa di Sant'Antonio, Terre Marsicane.
  13. ^ La storia di San Benedetto dei Marsi, Terre Marsicane.
  14. ^ Sebastiano Simboli, Dalla civitas Valeria al nuovo comune di San Benedetto dei Marsi, Marruvium Altervista. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  15. ^ Da Avezzano a San Benedetto dei Marsi, Terre Marsicane. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  16. ^ Edifici di culto a San Benedetto dei Marsi, BeWeB.
  17. ^ Chiese e monumenti, Terre Marsicane.
  18. ^ Da non perdere nel comune di San Benedetto, Terre Marsicane.
  19. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  20. ^ Cittadini stranieri 2016 - San Benedetto dei Marsi, TuttItalia.
  21. ^ Festa di Santa Maria Goretti a San Benedetto, la processione con i motociclisti, MarsicaLive.
  22. ^ Feste, fiere e sagre a San Benedetto dei Marsi, Terre Marsicane.
  23. ^ Il Martello del Fucino (Giornale online), Site.it. URL consultato il 23 settembre 2016.
  24. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno.
  25. ^ Fót, Multescatola.
  26. ^ Comune di San Benedetto dei Marsi, Comuni-Italiani.
  27. ^ S.S. S. Benedetto Dei Marsi Asd, Figc Abruzzo. URL consultato il 18 maggio 2017.
  28. ^ Alice Pagliaroli, Caput Marsorum: ecco a voi la nuova San Benedetto Venere, Info Media News, 3 luglio 2017. URL consultato il 12 ottobre 2017.
  29. ^ La Marruviana Volley compie 45 anni, Terre Marsicane. URL consultato il 17 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Di Pietro, Agglomerazioni delle popolazioni attuali della diocesi dei Marsi, Avezzano, Tipografia marsicana, 1869, SBN IT\ICCU\SBL\0110716.
  • Giuseppe Grossi, Marsica: guida storico-archeologica, Luco dei Marsi, Aleph, 2002, SBN IT\ICCU\RMS\1890083.
  • Sebastiano Simboli, Dalla Civitas Valeria al nuovo comune di San Benedetto dei Marsi, San Benedetto dei Marsi, Amministrazione comunale - DiGi, 2008.
  • Franco Francesco Zazzara, Da Marruvium a Piscina, Pescina, ZaFra, 2012.
  • Franco Francesco Zazzara, Emilio Cerasani, Marsi, Roma, Albatros, 2012, SBN IT\ICCU\AQ1\0120959.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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