Influenza spagnola

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Influenza spagnola
CausaVirus dell'influenza A sottotipo H1N1
Periodoottobre 1918 - dicembre 1920
Dati statistici globali[1]
Numero di casi500 000 000
Numero di morti50 000 000 - 100 000 000
Non sono disponibili dati dettagliati
Immagine al microscopio elettronico del virus dell'influenza A sottotipo H1N1 (ricreato in laboratorio)
Seattle, 1918. Il manovratore di un tram non accetta a bordo passeggeri sprovvisti di maschera

L'influenza spagnola, altrimenti conosciuta come la grande influenza o epidemia spagnola, fu una pandemia influenzale che fra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di persone nel mondo. La letalità le valse la definizione di più grave forma di pandemia della storia dell'umanità: ha infatti causato più vittime della terribile peste nera del XIV secolo[2] e della stessa prima guerra mondiale.

All'influenza fu dato il nome di "spagnola" poiché la sua esistenza fu riportata dapprima soltanto dai giornali spagnoli, in quanto la Spagna non era coinvolta nella prima guerra mondiale e la sua stampa non era soggetta alla censura di guerra; negli altri paesi, il violento diffondersi dell'influenza fu tenuto nascosto dai mezzi d'informazione, che tendevano a parlarne come di un'epidemia circoscritta alla Spagna. In realtà, il virus fu portato in Europa dalle truppe del Corpo di spedizione statunitense che, a partire dall'aprile 1917, erano confluite in Francia per la Grande Guerra. Dalle analisi effettuate sui corpi di alcuni militari americani deceduti per l'influenza, i ricercatori hanno potuto ricavare dei frammenti del virus e studiarlo alla luce delle attuali conoscenze.

Allo scoppio dell'epidemia, il conflitto durava ormai da quattro anni ed era diventato una guerra di posizione: milioni di militari vivevano quindi ammassati sui vari fronti, in trincee anguste con condizioni igieniche terribili che favorivano la diffusione del virus. Il particolare contesto storico in cui si diffuse causò una decimazione della popolazione civile più di quanto non avessero fatto gli eventi bellici di per sé.

Mortalità[modifica | modifica wikitesto]

29 maggio 1919, Massachusetts. Come in tutti i paesi, anche qui, in seguito al riempirsi degli ospedali, si fecero costruire ospedali da campo per sopperire alle esigenze dei malati

La prima guerra mondiale aveva ucciso dieci milioni di persone, quasi esclusivamente militari; in sei mesi, tra la fine dell'ottobre 1918 e l'aprile 1919, l'influenza spagnola colpì un miliardo di persone uccidendone circa 50 milioni[3] di cui circa 375.000 (ma alcuni sostengono 650.000) soltanto in Italia.

Non è mai stato tuttavia possibile quantificare con esattezza né il numero delle vittime né quello dei contagiati. La spagnola mise in ginocchio l'intera Europa con un altissimo tasso di mortalità, che raggiunse in alcune comunità anche il 70%. Va tenuto presente che a quel tempo gli antibiotici non erano stati ancora scoperti per curare eventuali infezioni batteriche concomitanti (la penicillina verrà scoperta da Alexander Fleming solo nel 1928) e che inizialmente non venne capita la gravità e l'origine della malattia.

Sebbene l'influenza fosse causata da virus, e quindi gli antibiotici non sarebbero comunque stati efficaci per contrastarla, la maggior parte dei morti si ebbero in realtà per complicanze batteriche, ovvero infezioni opportunistiche che si sovrapposero all'influenza nell'organismo indebolito. Per queste infezioni, gli attuali antibiotici avrebbero potuto rappresentare una cura efficace riducendo drasticamente la mortalità.

Sul fronte italiano[modifica | modifica wikitesto]

In Italia, il primo allarme venne lanciato a Sossano (Vicenza) nel settembre del 1918, quando il capitano medico dirigente del Servizio sanitario del secondo gruppo reparti d'assalto invitò il sindaco a chiudere le scuole per una sospetta epidemia di tifo.

I morti dell'Impero Austro-Ungarico furono invece meno numerosi; in particolare, in Austria l'epidemia uccise 135.000 persone, in Ungheria 115.000 e in Bosnia 10.000, per un totale di 260.000 morti nell'Impero.[4]

Persone celebri vittime dell'influenza spagnola[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Numero complessivo di casi confermati e sospetti.
  2. ^ C.W. Potter, A History of Influenza, in J Appl Microbiol., vol. 91, nº 4, ottobre 2006, pp. 572–579, DOI:10.1046/j.1365-2672.2001.01492.x, PMID 11576290.
  3. ^ Johnson NP, Mueller J (2002). "Updating the accounts: global mortality of the 1918–1920 "Spanish" influenza pandemic". Bull Hist Med 76 (1): 105–15. doi:10.1353/bhm.2002.0022 . PMID 11875246:
  4. ^ War Losses (Austria-Hungary) | International Encyclopedia of the First World War (WW1). URL consultato il 29 maggio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Johnson Niall, Britain and the 1918-19 Influenza Pandemic: A Dark Epilogue, London and New York, Routledge, 2006, ISBN 0-415-36560-0.
  • Eugenia Tognotti, La spagnola in Italia. Storia dell'influenza che fece temere la fine del mondo., Milano, Franco Angeli, 2002.
  • Riccardo Chiaberge, 1918 La grande epidemia., UTET, 2016.
  • Gina Kolata, Epidemia, Mondadori, 2000
  • Donato Maraffino, Quel terribile autunno del 1918, Latina, 2003

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