Caporciano

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Caporciano
comune
Caporciano – Stemma Caporciano – Bandiera
Caporciano – Veduta
Caporciano vista da Bominaco
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Ivo Cassiani[1] (Lista Civica Due Torri) dal 28-5-2007 (3° mandato)
Territorio
Coordinate 42°15′06″N 13°40′26″E / 42.251667°N 13.673889°E42.251667; 13.673889 (Caporciano)Coordinate: 42°15′06″N 13°40′26″E / 42.251667°N 13.673889°E42.251667; 13.673889 (Caporciano)
Altitudine 836 m s.l.m.
Superficie 18,62 km²
Abitanti 225[2] (31-05-2016)
Densità 12,08 ab./km²
Frazioni Bominaco
Comuni confinanti Acciano, Carapelle Calvisio, Fagnano Alto, Fontecchio, Navelli, Prata d'Ansidonia, San Pio delle Camere, Tione degli Abruzzi
Altre informazioni
Cod. postale 67020
Prefisso 0862
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066022
Cod. catastale B672
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti caporcianesi
Patrono san Benedetto
Giorno festivo 11 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caporciano
Caporciano
Caporciano – Mappa
Posizione del comune di Caporciano all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Caporciano è un comune italiano di 225 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa anche parte della Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antico borgo di origine medioevale situato in una posizione che domina il Piana di Navelli, a 836 metri sul livello del mare.

Bominaco era la postazione più antica, con il castello che dominava la valle, eretto nell'XI secolo. Nel 1254 Caporciano e Bominaco contribuirono alla fondazione della città di L'Aquila, che costò loro l'attacco di Braccio da Montone durante la Guerra dell'Aquila, in quanto gli abruzzesi erano dalla parte degli Angioini. Il castello restò abbandonato, così come parte del complesso monastico di Santa Maria Assunta, ridotta a semplice chiesa, con l'oratorio di San Pellegrino.

Un castello esisteva anche a Caporciano, ma dopo la guerra di Braccio fu trasformato nella chiesa parrocchiale. La torre fu tramutata in campanile.

I due borghi hanno mantenuto, grazie alla loro posizione impervia, il loro aspetto antico ; tuttavia nel primo Novecento si spopolarono per il fenomeno migratorio. Nel 2009 il terremoto ha danneggiato lievemente i borghi.

Nel 2012 la strada provinciale è stata ampliata e modernizzata per rendere più accessibile il borgo e collegarlo meglio alla valle di Navelli.

Oggi Caporciano, assieme a Bominaco, è meta di turisti. Merita particolare attenzione la chiesa di San Pietro fondata nel XIII secolo, presenta all'interno un altare con un ciborio e affreschi del XVI secolo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria Assunta (Bominaco)

Chiesa parrocchiale di San Benedetto abate[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Benedetto si trova sul corso Vittorio Emanuele, sede della parrocchia. Le sue origini risalgono al declino del castello di Caporciano, dacché la torre campanaria è un reimpiego dell'antica fortezza; essa risale al XVI secolo. Due pietre scoperte nel restauro del 1935: una conserva una frase di San Vincenzo Ferrer che loda Cristo; la chiesa dalla fondazione fu intitolata a San Pietro e fu oggetto di contese tra la Diocesi dell'Aquila e la diocesi di Sulmona-Valva.[3]Nel 1580 i monaci chiesero alla curia romana di far valere i loro diritti, dotando la chiesa di indipendenza parrocchiale. Il papa Alessandro VIII infine contro gli abati della Basilica di Santa Maria di Collemaggio a favore del vescovo Ignazio de Lazarda si recò in visita a Caporciano tra il 19 e il 20 settembre 1692, decretando la libertà parrocchiale di San Pietro e San Liberato, le due principali chiese di Caporciano.

Dopo il 1732 le due parrocchia si unirono in una nuova costruzione dedicata a San Benedetto.
Il catino absidale interrompe il tratto di cortina della fortificazione e parte della muratura della chiesa è stata realizzata con il materiale di recupero dell'antico castello di Caporciano. La parrocchia ebbe il titolo di San Liberato fino al 1808, quando fu cambiata l'intitolazione. L'eclettismo dello stile ottocentesco, durante il restauro, determinò un nuovo gusto neoclassico. Gli stucchi, i putti e gli stilemi sono stati realizzati da Ferdinando Passacantando e ultimati nel 1880; inoltre furono realizzati finti marmi per le lesene, a foglia d'oro e la colorazione a tempera. La pianta è a croce latina, con il presbiterio rialzato di tre gradini su cui poggia la balaustra in cemento policromo, realizzata nel 1935; l'edificio è adorno di dieci cappelle laterali, più l'altare maggiore. Al centro del transetto si staglia la cupola coperta con tamburo ottagono; particolarmente apprezzabile è l'armonia creata dalle proporzioni sapienti dell'interno: mescolanza del gusto neoclassico con quello rinascimentale della vecchia chiesa di San Pietro. La copertura del soffitto è a volte a botte lunettate, la partitura orizzontale p scandita da campate grandi e alternate con piccole. L'ingresso è coperto dalla cantoria che ha un organo a canne realizzato nel Settecento dall'organaro Fedeli. Il pavimento è in pietra policroma.

L'esterno dell'edificio è impostato ad estrema semplicità; il paramento murario è in pietrame a faccia vista, senza intonaco; la facciata è conclusa molto semplicemente da un timpano spiovente. Il campanile a torre è poligonale, realizzato in pietra, e termina con delle bucature molto grandi per ciascun lato, in modo da creare due o più finestre. La copertura è più recente, con un tetto in tegole a pianta quadrata in modo da formare una piramide appena rialzata, con le capriate lignee.

Chiesa della Madonna Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

Ingresso alla chiesa di San Pellegrino

La chiesa è sorta nel '700 per le onoranza dei defunti, ad opera della Confraternita Addolorata appositamente costituitasi. Non ha subito trasformazioni nel corso degli anni, fatta eccezione per le decorazioni interne. In un'iscrizione posta sopra la cantoria parla di un restauro consistente del 1885, per rendere onore alla Madonna dei Sette Dolori. L'interno è a navata unica con la volta a botte e tre lunette; è concluso con una semi-cupola sopra l'altare maggiore, Al di sopra dell'ingresso, sorretta da quattro colonne, c'è la cantoria con l'organo. Tutto l'interno è affrescato con decorazioni settecentesche in tonalità molto opache, conformi al clima lugubre per il culto dei morti. Nove pitture importanti, di cui due su tela e altre in affresco, poste sul soffitto e sulle pareti del coro, illustrano la Passione - Flagellazione - Deposizione. La facciata è molto semplice, ornata da un finestrone centrale, con in basso il portale d'ingresso con il timpano barocco ornato da riccioli e motivi curvi.

Chiesetta di San Pietro in Valle[modifica | modifica wikitesto]

La chiesetta è della prima metà del XIII secolo, sorta fuori le mura. Nel secolo successivo venne arricchita con un ciborio di gusto gotico e di tre edicole con le medesime fattezze; è ipotizzabile che inizialmente la chiesa fosse di dimensioni minori, come semplice cappella per i pastori, e che il primitivo ingresso si aprisse sulla facciata dell'ala di destra del transetto. Il successivo ampliamento, non più tardo del XIV secolo, comportò lo spostamento del ciborio che fu addossato alla parete affrescata con le pitture di fine Trecento. Il ciborio fu poi staccato dal fondo nel 1970 e spostato. Numerosi sono gli affreschi rinascimentali quattrocenteschi; l'attuale aspetto mostra all'esterno delle murature di contenimento realizzate nell'Ottocento, addossate alle ali del transetto, creando un aspetto a croce greca, concopertura a timpano e con gli esterni improntati da molta semplicità.

Borgo medievale di Bominaco[modifica | modifica wikitesto]

Interno dell'oratorio di San Pellegrino
Le tre absidi della chiesa dell'Assunta a Bominaco

Molto interessante da visitare nelle vicinanze di questo paese è la frazione di Bominaco, dominata dai resti di un castello che insieme alle due chiese sottostanti, San Pellegrino e Santa Maria, formavano un monastero, Momenaco, esistente già nel X secolo.

Chiesa di Santa Maria Assunta
Eretta tra il XI secolo e il XII secolo; la facciata presenta un portale romanico mentre nella parte alta si apre una grande finestra con quattro leoni che sporgono; l'interno è diviso in tre navate, interessanti le colonne provenienti da edifici romani dell'antica Peltuinum.[4]Ivi si trovano preziose opere come l'ambone del 1180 e la cattedra abbaziale del 1184, realizzate della bottega dei maestri Nicodemo, Roberto e Ruggero. Il candelabro e il cero pasquale sono del 1223. Particolarmente interessante è l'ambone, a cassa poggiante su quattro colonnine con capitelli decorai in stile corinzio, e i riquadri della cassa ornati da fioroni a petali in stucco, tipici degli amboni romanici abruzzesi.
Oratorio di San Pellegrino
Ricostruito nella seconda metà del XIII secolo per opera dell'abate Teodino. Si pensa questo edificio religioso sia stato eretto per ordine di Carlo Magno, poiché sull'architrave del rosone si legge un'iscrizione che lo riguarda. Data certa della riconsacrazione è il 1263, come dimostra l'iscrizione sotto il piccolo rosone. La chiesetta ha pianta a cappella, con l'interno a navata unica ad arco a sesto acuto gotico. La facciata ha un piccolo nartece porticato per l'ingresso. Ciò che interessa specialmente è l'interno completamente affrescato nella metà del XIII secolo. Il ciclo di affreschi è stato considerato uno dei capolavori dell'Abruzzo romanico-gotico, ed è dedicato alle Storie dell'Infanzia e della Passione di Cristo, nonché alla Vita di Maria. Tali cicli si mostrano lineari, ma spesso alcuni riquadri sono più grandi degli altri, occupando tutto lo spazio, con distinzioni appena visibili nella separazione delle sequenze da cornici esili. Nel ciclo della Passione non è rappresentata la Crocifissione, ma dopo l'Ultima Cena segue la Sepoltura.
Altri cicli riguardano la controfacciata, con l'affresco gigantesco di San Pellegrino e alcune scene della sua vita. L'ultimo affresco di grande importanza è il gruppo dei Quattro Santi con sotto i mesi del "Calendario Bominacese", ossia la raffigurazione dei lavori dei mesi dell'anno, secondo l'anno liturgico della diocesi di Valva a Sulmona. Di questi mesi solo i primi sei si sono conservai completamente.
Castello di Bominaco
risalente al XII secolo, si presenta nelle forme attuali dopo la distruzione di Braccio da Montone nel 1423. Il castello era un vero e proprio abitato fortificato, dotato di mura e di case e caserme interne, difese dalla grande torre cilindrica che svetta sulla valle di Navelli. Il recinto è trapezoidale, scandito lateralmente da torri squadrate di cui è ben visibile la pianta; il torrione cilindrico si conserva molto bene, a pianta circolare con base a scarpa.

Tratturo di Centurelli - Montesecco[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Tratturo Centurelle-Montesecco e Chiesa di Santa Maria dei Cintorelli.
Santa Maria dei Cintorelli

Nel territorio di Caporciano si trova la chiesa di Santa Maria dei Cintorelli, chiesa pastorale posta nel punto di diramazione tra il Tratturo L'Aquila-Foggia e il Tratturo Centurelli-Montesecco[5]. La chiesa risale al XVI secolo, situata in un punto molto strategico di stazione di passaggio dei pellegrini, data la sua imponenza; il portale è datato 1558, e lo stile non trova analogie con quello delle classiche chiese aquilane, ma è molto semplice, riecheggiando un vago romanico. Piccole lesene scanalate e colonnine tonde sorreggono un architrave modanato e una lunetta sormontata da un archivolto di scarico. L'abside di forma stranamente allungata è conclusa con forma poligonale con una monofora centrale. Un'unica lesena scandisce lo spazio della prima campata: la pianta è a croce latina con transetto a bracci, con navata unica interna.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • I Cinturelli - 2010 - Informazioni e storia di un piccolo borgo

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Eventi religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Eventi laici[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Caporciano è uno dei pochi, sul territorio dell'Abruzzo aquilano, a non avere alcuna sagra.

Persone legate a Caporciano[modifica | modifica wikitesto]

  • Emilio Petrolo, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare
  • Stefano Fonzi (1977), musicista e compositore
  • Arturo Conte (Caporciano, 1921 - Giulianova, 2009), psicologo e professore emerito di psicologia

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia principale è l'agricoltura e la coltivazione dello zafferano a Navelli. Sviluppato è anche il turismo artistico, che vede protagonisti i monumenti di Bominaco.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione più vicina, servita da treni nazionali, è quella di Pescara

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
17 novembre 1997 27 maggio 2007 Vincenzo Di Berardino Lista Civica sindaco [7][8]
28 maggio 2007 in carica Ivo Cassiani Lista Civica Due Torri sindaco [9][10][1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative dell'11 giugno 2017, elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat
  3. ^ Caporciano - Parrocchiale San Benedetto abate, comunecaporciano.aq.it.
  4. ^ Chiesa di Santa Maria Assunta, cultura.regione.abruzzo.it.
  5. ^ Comune di Caporciano - Le chiese
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 17 novembre 1997, elezionistorico.interno.it.
  8. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 26 maggio 2002, elezionistorico.interno.it.
  9. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 27 maggio 2007, elezionistorico.interno.it.
  10. ^ Archivio Storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 6 maggio 2012, elezionistorico.interno.it.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN246306598