Basilica di Santa Maria di Collemaggio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Basilica di Santa Maria di Collemaggio
Laquila collemaggio002.jpg
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Località Coat of Arms of L'Aquila, Italy.svg L'Aquila
Religione cattolica di rito romano
Titolare Maria
Diocesi Arcidiocesi dell'Aquila
Consacrazione 1294
Stile architettonico Romanico, gotico, barocco
Inizio costruzione 1287
Completamento XVIII secolo

Coordinate: 42°20′34.24″N 13°24′15.1″E / 42.342845°N 13.404194°E42.342845; 13.404194

La basilica di Santa Maria di Collemaggio è un importante luogo di culto cattolico della città dell'Aquila.

Fondata nel 1288, per volere di Pietro da Morrone, incoronato papa Celestino V nel 1294 e per celebrare il ventennale della battaglia dei Piani Palentini (battaglia di Tagliacozzo) combattuta tra gli eserciti angioino di Carlo I D'Angiò e quello svevo di Corradino di Svevia (23 agosto 1268) citata anche dal sommo poeta Dante Alighieri nella sua Divina Commedia (..."ove senz'arme vinse il vecchio Alardo", riferendosi al grande stratega militare angioino Alardo di Valéry, canto XXVIII Inferno), è il più importante monumento religioso della città e nel 1902 è stato dichiarato monumento nazionale.[1] Contiene la prima Porta santa del mondo ed è sede di un giubileo annuale unico nel suo genere.

La basilica è stata gravemente danneggiata durante il terremoto del 2009[2]. In seguito a una relazione predisposta da esperti, a metà agosto del 2013 la Basilica di Collemaggio è stata chiusa con un'ordinanza. I lavori di restauro dell'intero complesso, finanziati dall'Eni, dovrebbero terminare nel 2016[3]. Ha la dignità di basilica minore[4]. Il 25 novembre 2015 sono iniziati i lavori di ricostruzione della basilica, il termine è previsto per la seconda metà del 2017[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le vicende della costruzione della basilica di Santa Maria di Collemaggio si susseguono lungo un arco apparentemente breve, ma crolli, restauri, aggiunte e mutamenti di gusto continueranno fino ai giorni nostri. Oggi la basilica è il risultato di una complessa sintesi tra l'architettura romanica, l'aspirazione gotica e le forme barocche.

La costruzione della basilica[modifica | modifica wikitesto]

Prima della costruzione della basilica, l'area di Collemaggio, un piccolo promontorio alle porte della città dell'Aquila, era occupata dalla Chiesa di Santa Maria dell'Assunzione di cui fino ad oggi resiste l'antico loggione, dello stesso stile architettonico cistercense, di Santa Maria di Poblet in Catalogna. Proprio in questa chiesa trovò rifugio, nel 1275, Pietro da Morrone: l'eremita, secondo la tradizione, incontrò in sogno la Vergine e con essa accordò la costruzione nel medesimo luogo di una nuova maestosa basilica[6] (con l'intento di ospitarvi la Casa di Maria proveniente da Nazaret?)

Il progetto di Pietro da Morrone prese vita ed il 25 agosto 1288, con una solenne concelebrazione di otto vescovi, venne consacrata Santa Maria di Collemaggio.

L'incoronazione di Celestino V

L'incoronazione di Papa Celestino V[modifica | modifica wikitesto]

A sorpresa, il 5 luglio 1294 Pietro da Morrone venne eletto papa. L'eremita dapprima rifiutò la carica, salvo poi tornare sui suoi passi probabilmente spinto dal dovere di obbedienza.

Scortato dal corteo reale, Pietro si recò nella città dell'Aquila e, proprio nella basilica di Santa Maria di Collemaggio da lui fortemente voluta, venne incoronato papa con il nome di Celestino V il 29 agosto 1294.

Tuttavia, dopo solo quattro mesi di mandato, Celestino V restituì le insegne pontificie e rinunciò alla carica. Venne catturato mentre stava per lasciare l'Italia, desideroso di tornare a fare l'eremita, e venne imprigionato nella rocca di Fumone, in Ciociaria, dove morì il 19 maggio 1296. Nel 1327 le sue spoglie furono traslate nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, dove sono ancora oggi custodite nell'apposito mausoleo.

Il terremoto del 1703 e la ricostruzione barocca[modifica | modifica wikitesto]

L'altare maggiore barocco settecentesco.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto dell'Aquila del 1703.

Il 2 febbraio 1703, giorno della Candelora, si verificò all'Aquila un devastante terremoto che causò più di 3000 vittime. Ne risentirono anche i tanti palazzi medioevali e rinascimentali e le chiese di San Bernardino e di San Domenico, al cui interno morirono 600 persone. La basilica di Santa Maria di Collemaggio rimase gravemente danneggiata e fu necessario provvedere ad un restauro della facciata ed un totale rifacimento dell'interno. Si salvarono, invece, le reliquie di Celestino V

Come avvenne per molti altri edifici della città, tra cui la stessa Basilica di San Bernardino, la ricostruzione fu portata avanti secondo lo stile dell'epoca.

La basilica rinnovata[modifica | modifica wikitesto]

Durante il novecento si è assistito a importanti lavori di carattere urbanistico e artistico che hanno donato alla basilica un nuovo autentico splendore.

Nei primi anni del Novecento, la volontà di attraversare la parte meridionale della città con un'arteria stradale ha portato alla creazione di un viadotto di collegamento tra la zona della Villa e la basilica di Collemaggio. Il Viale di Collemaggio, ampio e alberato su entrambi i lati, ha fatto sì che la basilica potesse essere raggiunta direttamente e quindi inglobata nel centro storico, da cui invece è avulsa per motivi storici e religiosi. Il nuovo viale ha tuttavia creato un nuovo e suggestivo punto di vista della basilica eccentuandone il carattere di maestosità e di innegabile bellezza.

Negli anni sessanta è stato interdetto alle autovetture l'accesso all'area antistante la basilica e negli anni successivi si è provveduto a ricoprire di verde l'intero piazzale. In tempi più recenti, la creazione del Parco del Sole, alla destra della basilica, e dell'orto botanico, sul retro, hanno donato all'area un forte carattere ambientale. Del 1972 è invece l'importante restauro con cui si sono eliminate le aggiunte barocche avvenute in seguito al terremoto del 1703 ed è stato riportato alla luce l'originario splendore romanico.

Il nuovo centro della città[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982 l'allora sindaco dell'Aquila Tullio De Rubeis ha deciso di rilanciare il particolare giubileo aquilano contornando l'evento con una serie di manifestazioni che si susseguono durante la settimana antecedente all'apertura della Porta Santa. La Perdonanza è oggi la maggiore e la più importante delle feste cittadine e richiama turisti e religiosi da tutto il mondo.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Perdonanza.

Dopo numerosi anni di lavoro e non senza qualche polemica, sul finire degli anni novanta è stato inaugurato il Terminal "Lorenzo Natali". La struttura, situata nell'area tra la basilica di Collemaggio e Porta Bazzano, è dotata di un tunnel pedonale che la collega direttamente a Piazza Duomo e contiene al suo interno la principale stazione di autolinee della città ed un vasto parcheggio sotterraneo. La presenza di numerosi tra turisti e pendolari ha fatto sì che Collemaggio diventasse un importante polo, il nuovo centro della città.

L'interno prima del terremoto del 2009.

Sullo slancio di una rinnovata importanza, negli ultimi anni l'area di Collemaggio è stata la protagonista dei principali eventi cittadini, tra cui diversi concerti. Nel 2002 proprio il concerto della rockstar Zucchero nel piazzale antistante la basilica ha richiamato più di 60.000 persone, oltre che le feroci critiche degli addetti ai lavori per i danni provocati al patrimonio artistico dalla musica alta.

Il terremoto del 2009[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto dell'Aquila del 2009.

Il 6 aprile 2009 un nuovo violentissimo terremoto ha ferito la città dell'Aquila. Il sisma ha provocato danni a tutto il patrimonio artistico della città, compresa la basilica di Collemaggio rimasta colpita in modo evidente e gravissimo. La volta della basilica è crollata nell'area della crociera e del transetto, causando la distruzione della parte terminale della navata centrale con l'antico organo a canne e della volta a crociera della prima campata dell'abside. Durante il crollo è rimasto danneggiato anche il mausoleo di Celestino V, situato in una cappella del transetto: le spoglie del santo, integre, sono state recuperate nei giorni successivi.[7]

Il 28 aprile 2009 la basilica ha ricevuto la visita di Papa Benedetto XVI accompagnato da monsignore Georg Gaenswein e dall'arcivescovo dell'Aquila Giuseppe Molinari. Il papa ha posto il suo pallio sulla teca contenente le spoglie di Celestino V.[8]

In seguito al sisma, le arcate che separano le navate sono state rinforzate e l'area interessata dal crollo della volta è stata dotata di una copertura provvisoria. La basilica è stata riaperta al culto il 24 dicembre 2009 per la Messa di Mezzanotte con le funzioni di procattedrale, essendo la cattedrale dei santi Massimo e Giorgio inagibile.[9] La Basilica è stata nuovamente chiusa al culto nell'agosto 2013, a causa dei risultati di uno studio condotto dall'Università degli Studi dell'Aquila che ne rilevava l'inadeguatezza statica in caso di sisma di moderata entità, con pericolo per i fruitori.[10] Il 30 agosto 2013 è stato firmato l'accordo con l'Eni per il restauro ed il recupero della Basilica, per un importo di circa 13 milioni di euro. Si prevede la riapertura per l'anno 2016.[11]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Facciata al crepuscolo

La basilica è situata su di un promontorio, detto Collemaggio, appena fuori la cinta muraria dell'Aquila, nei pressi di Porta Bazzano. È posta a coronamento di un vasto piazzale verde che le fa da sagrato, collegato alla città mediante il monumentale Viale di Collemaggio.

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

L'esterno della basilica è caratterizzato dalla facciata. Essa, realizzata nella seconda metà del tredicesimo secolo, è ricoperta con un particolare paramento murario costituito da un insieme di masselli di colore bianco e rosso, che la decorano con motivi geometrici caratteristici in modo da creare un duplice effetto ottico.

Nella parte inferiore della facciata, si aprono i tre portali strombati, dei quali il centrale risulta essere il più imponente e fastoso, decorato da un insieme di archi a tutto sesto concentrici ed avente per ciascun lato due ordini di nicchie con all'interno sculture di impronta gotica. Il portone, barocco, è del 1688.

A queste tre porte corrispondono, in linea d'asse, i tre rosoni che le sovrastano. Anche in questo caso il rosone centrale è il maggiore per dimensioni e complessità, tutti e tre provenienti dalla stessa bottega d'arte, della scuola cistercense sveva, del secolo tredicesimo.

A destra della facciata, ad esso appoggiata, vi è una bassa torre, già basamento dell'originario campanile. Esso era a pianta ottagonale ed al suo interno, nella cella campanaria, vi erano tre campane provenienti dell'antica chiesa di Santa Maria dell'Assunzione, distrutto nel 1880. Il campanile venne demolito nel 1880 e ricostruito alla sinistra del transetto del a vela.

La Porta Santa

La Porta Santa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Perdonanza.

A sinistra della facciata, sul lato che guarda a settentrione, si apre un monumentale e prestigioso portale sormontato, in lunetta, da un dipinto della Vergine con San Giovanni Battista e Pietro Celestino, nonché dallo stemma cittadino, cioè un'Aquila del periodo Svevo.

Si tratta della prima Porta Santa della storia, fortemente voluta da Celestino V, che in questa Basiica è stato incoronato papa.

Nell'agosto del 1294, infatti, proprio a Collemaggio, Celestino V emanò una Bolla pontificia con la quale concedeva un'indulgenza plenaria e universale a tutti i battezzati. La Bolla di San Pietro Celestino, nota come la Bolla del perdono, poneva come condizioni per l'ottenimento del perdono l'ingresso nella basilica nell'arco di tempo compreso tra le sere del 28 e del 29 agosto di ogni anno e l'essere "veramente pentiti e confessati".

L'apertura della Porta Santa che si ripete con cadenza annuale dal 1294, [senza fonte]è dunque un evento unico al mondo. Anticipando l'introduzione dell'anno santo, avvenuta per volere di papa Bonifacio VIII nel 1300, può essere considerato il primo Giubileo della storia.

Oggi l'evento è preceduto da una serie di manifestazioni culturali, storiche e religiose che prende il nome di Perdonanza.

L'interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno nel 2010

L'interno della basilica è costituito da tre navate, divise da pilastri a base ottagonale, sui quali poggiano arcate ogivali. Negli anni settanta del Novecento sono stati eseguiti importanti lavori di ristrutturazione, che hanno eliminato i numerosi rifacimenti settecenteschi, riportando l'area del piedicroce alle sue caratteristiche originarie.

La navata centrale, coperta come le due laterali con soffitto a travi con capriate lignee a vista, è priva di finestre, ad eccezione del rosone in controfacciata. Il pavimento è formato dall'alternanza di mattonelle bianche e rosse secondo un motivo che riprende e semplifica quello della facciata principale.

Nella cappella in fondo alla navata destra è sito il Mausoleo di Celestino V, eseguito nel 1517 da Girolamo Pittoni da Vicenza con i fondi messi a disposizione dai lanari dell'Aquila.

All'interno vi era un'urna dorata contenente le spoglie del santo che sostituisce le due precedenti, la prima trafugata nel 1528 dalle truppe del principe Filiberto d'Orange e la seconda nel 1799 dalle truppe di Napoleone. Il mausoleo reca sia il medaglione del re Salomone che quello del re Davide, nonché i volti di Salomone e della regina di Saba; il tutto a testimonianza di una preziosa eredità della tradizione ebraica.

Nel 1988 le spoglie del santo vennero trafugate un'ulteriore volta da parte di ignoti e vennero successivamente ritrovate nei pressi di un cimitero nella località di Amatrice.

La cappella dell'altare maggiore, che riceve luce da una graziosa bifora, ha alle pareti dei dipinti del XVI secolo. Nelle nicchie delle arcate ogivali, site presso le navate laterali, vi sono affreschi del Quattrocento.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Organo della basilica di Santa Maria di Collemaggio all'Aquila.
L'organo a canne nel 2007.

A causa dei crolli causati dal terremoto del 2009, è stato in gran parte distrutto il pregevole organo a canne, che era situato sotto l'ultima arcata tra la navata centrale e la navata laterale di sinistra. Lo strumento, opera di un organaro anonimo, venne costruito tra la fine del XVII secolo e l'inizio del XVIII secolo; secondo alcuni, l'organo venne costruito dal leonessano Luca Neri nella seconda metà del Seicento per un'altra chiesa e trasportato nella basilica di Collemaggio dopo il terremoto del 1703.[12] Un restauro conservativo dell'organo è stato realizzato nel 1999 dall'organaro montemurlese Riccardo Lorenzini.

Lo strumento era collocato sopra un'apposita cantoria lignea sorretta da quattro colonne tuscaniche in marmo, il cui parapetto era decorato con bassorilievi con Scene della vita di Cristo[13] ed intagli. La cassa, in stile con la cantoria, presentava un prospetto tripartito da colonne corinzie scanalate; i due campi laterali ospitavano ciascuno 11 canne in stagno di Principale con bocche a mitria disposte a cuspide, mentre il campo centrale ospitava 7 canne di Principale dello stesso materiale disposte a cuspide, con la canna centrale alta 12'. La cassa terminava in alto con le statue di San Pietro (a sinistra) e di San Paolo (a destra) e con una corona (al centro). La consolle, a finestra, aveva un'unica tastiera di 54 note (Fa-1-Do5, senza Fa#-1 e Sol#-1) e pedaliera a leggio di 14 note (Fa-1-Sol#1) costantemente unita al manuale.

L'organo storico sarà restaurato grazie alla donazione della PwC, come dichiarato dal direttore regionale dei Beni culturali, Fabrizio Magani, e sarà ricollocato nella sua posizione originaria al termine dei lavori sulla basilica[3].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 febbraio 2010 le Poste Italiane hanno emesso un francobollo da 0,60 € dedicato alla basilica.[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco degli edifizi Monumentali in Italia, Roma, Ministero della Pubblica Istruzione, 1902. URL consultato il 27 maggio 2016.
  2. ^ Ministero dei Beni Culturali, Terremoto: gravemente colpita la Basilica di Collemaggio, beniculturali.it. URL consultato il 9 aprile 2009.
  3. ^ a b Comune dell'Aquila
  4. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy
  5. ^ Abruzzoweb, L'AQUILA: DI STEFANO AL VIA RICOSTRUZIONE BASILICA COLLEMAGGIO, abruzzoweb.it.
  6. ^ La fondazione di Collemaggio, basilicadicollemaggio.it.
  7. ^ Abruzzo Cultura, Terremoto: salvate le opere d'arte di Collemaggio ma i danni sono gravissimi, abruzzocultura.it.
  8. ^ Il Centro, La visita del papa alle macerie di Collemaggio, ilcentro.gelocal.it.
  9. ^ Protezione civile. La notte di Natale ha riaperto la Basilica di Collemaggio. URL consultato in data 4 aprile 2013.
  10. ^ Chiusa Collemaggio, firmata l'ordinanza - Abruzzo - ANSA.it
  11. ^ http://www.comune.laquila.gov.it/moduli/downloadFile.php?file=oggetto_notizie/132411500050O__OContratto%20a%20firma%20CCOO.pdf
  12. ^ Luciano Bologna, A tre anni dal terremoto ciò che resta degli organi aquilani, regione.abruzzo.it. URL consultato il 5 aprile 2013.
  13. ^ Regione Abruzzo, Organo della basilica di Santa Maria di Collemaggio, regione.abruzzo.it. URL consultato il 5 aprile 2013.
  14. ^ Il francobollo, ibolli.it. URL consultato il 4 aprile 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Touring Club Italiano - La Biblioteca di Repubblica, L'Italia - Abruzzo e Molise, Touring Editore, 2005.
  • Touring Club Italiano, Abruzzo: L'Aquila e il Gran Sasso, Chieti, Pescara, Teramo, i parchi e la costa adriatica., Touring Editore, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN141092935 · LCCN: (ENno2007013448