Diocesi di Sulmona-Valva

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Diocesi di Sulmona-Valva
Dioecesis Sulmonensis-Valvensis
Chiesa latina
Sulmona - Cattedrale di San Panfilo.JPG
Suffraganea dell' arcidiocesi dell'Aquila
Regione ecclesiastica Abruzzo-Molise
Mappa della diocesi
Provincia ecclesiastica
Provincia ecclesiastica della diocesi
Sede vacante
Amministratore diocesano Aladino De Iuliis
Vescovo eletto Michele Fusco
Vescovi emeriti Giuseppe Di Falco
Sacerdoti 83 di cui 63 secolari e 20 regolari
999 battezzati per sacerdote
Religiosi 21 uomini, 94 donne
Diaconi 4 permanenti
Abitanti 85.000
Battezzati 82.998 (97,6% del totale)
Superficie 1.814 km² in Italia
Parrocchie 76 (5 vicariati)
Erezione V secolo (Sulmona)
V secolo (Valva)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale San Panfilo
Concattedrali San Pelino
Santi patroni Panfilo di Sulmona
Pelino di Brindisi
Indirizzo Viale Roosevelt 7, 67039 Sulmona (L'Aquila), Italia
Sito web www.diocesisulmona-valva.it
Dati dall'Annuario pontificio 2015 (ch · gc)
Chiesa cattolica in Italia
Il monastero di Santa Chiara di Sulmona, sede del museo diocesano.

La diocesi di Sulmona-Valva (in latino: Dioecesis Sulmonensis-Valvensis) è una sede della Chiesa cattolica in Italia suffraganea dell'arcidiocesi dell'Aquila appartenente alla regione ecclesiastica Abruzzo-Molise. Nel 2014 contava 82.998 battezzati su 85.000 abitanti. La sede è vacante, in attesa che il vescovo eletto Michele Fusco ne prenda possesso.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio diocesano comprende 49 comuni abruzzesi:

Sede vescovile è la città di Sulmona, dove si trova la cattedrale di San Panfilo; a Corfinio si trova la concattedrale di San Pelino. Nel centro storico di Pescocostanzo sorge la basilica minore di Santa Maria del Colle.

Il territorio si estende su 1.814 km² ed è suddiviso in 76 parrocchie, raggruppate in 5 foranie: Sulmona, Introdacqua, Castel di Sangro, Corfinio e Popoli.

Santuari ed eremi[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio diocesano sorgono diversi santuari ed eremi:[1]

Istituti religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Istituti religiosi maschili
Istituti religiosi femminili

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le città di Sulmona e Valva (l'antica Corfinium, capitale dei popoli italici durante la guerra sociale, oggi Corfinio) risultano essere sedi vescovili almeno a partire dalla fine del V secolo. La tradizione attribuisce la fondazione della diocesi di Valva a san Feliciano, martire a Foligno nel 249. Due vescovi distinti, Geronzio di Valva e Palladio di Sulmona, sono menzionati sul finire del V secolo, il primo documentato nell'epistolario di papa Gelasio I (492-496), il secondo noto per la sua partecipazione al concilio romano indetto da papa Simmaco nel 499.

Successivamente, per alcuni secoli, non si hanno più notizie di queste due diocesi, a causa delle devastazioni operate dalle invasioni prima dei Goti e poi dei Longobardi, che portò alla scomparsa di diverse sedi episcopali italiane. In questo contesto venne meno anche la diocesi di Ofena, il cui territorio più tardi si troverà inglobato in quello della diocesi di Valva.

A partire dal VII secolo le due diocesi si trovano unite, con un unico vescovo a reggere entrambe le sedi. Questa unione fu sancita ufficialmente da bolla di papa Leone IX al vescovo Domenico, che fu riconosciuto titolare sia della sede di San Pelino (Valva) che di quella di San Panfilo (Sulmona).[2] Con la stessa bolla il pontefice determinò i confini delle due diocesi, che d'ora in avanti dovevano avere un solo vescovo, eletto dai due capitoli.

Questa decisione tuttavia fu causa di una lunga diatriba fra i capitoli delle due cattedrali, che pretendevano ognuno di avere il diritto esclusivo di elezione del vescovo. Questo conflitto trovò il suo apice nel 1229, quando i sulmonesi attaccarono manu militari Corfinio distruggendo l'episcopio e il castello, sottraendo le reliquie di San Pelino e catturando il vescovo Nicola, trascinato con la forza a Sulmona. Un trattato di pace fu siglato nel 1238, con la stipulazione di un accordo fra i due capitoli.

Un altro casus belli coinvolse la diocesi di Valva e quella dell'Aquila, che pretendeva di avere giurisdizione su diversi castelli, che dipendevano dal punto di vista ecclesiastico dalla diocesi valvense, ma che dal punto di vista amministrativo civile dipendevano dalla città aquilana. La controversia, che ebbe anche momenti drammatici, fu vinta dalla diocesi aquilana, che nel 1426 annetté al proprio territorio diciotto centri, tra cui Collepietro, Bominaco, Navelli e Civitaretenga.

Nella prima metà del XVII secolo si riaccese l'antica disputa tra Valva e Sulmona; la causa fu portata a Roma prima davanti alla Congregazione del concilio e poi alla Sacra Rota che nel 1628 si decise a favore di Sulmona, istituendo la doppia denominazione di "diocesi di Valva e Sulmona".[3]

Le tensioni fra i due capitoli fu una delle cause per cui furono celebrati pochi sinodi per l'attuazione dei decreti riformatori del concilio di Trento; infatti la scelta di una sede per la celebrazione del sinodo portava inevitabilmente alla reazione dell'altra sede episcopale che era stata esclusa. Si conoscono solo sei sinodi diocesani celebrati nel 1572, 1590, 1603, 1620, 1629 e 1715 e per trovarne uno celebrato in epoca moderna bisogna arrivare al 1929, con il sinodo celebrato dal vescovo Nicola Jezzoni.

Agli inizi dell'Ottocento la diocesi visse un periodo assai lungo di sede vacante, dal 1799 al 1818, e la diocesi rischiò di venir soppressa. Svanita questa possibilità, la diocesi vide ampliato il proprio territorio con l'annessione nel 1818 di alcuni feudi che dipendevano dalla soppressa abbazia celestina di Santo Spirito al Morrone, tra cui Pratola e San Benedetto in Perillis.[4]

Nel 1824 fu aperto a Sulmona il seminario diocesano ad opera del vescovo Felice Tiberi, che andò a sostituire quello che era stato fondato a Pentima (oggi Corfinio) nel XVIII secolo ma che funzionò per pochi anni.

Dopo il concilio Vaticano II, con la bolla Cum cognitum del 15 agosto 1972, papa Paolo VI dispose che le diocesi di Valva e Sulmona, fino a quel momento immediatamente soggette alla Santa Sede, fossero suffraganee dell'arcidiocesi dell'Aquila, contestualmente elevata al rango di metropolia.[5]

Nel 1977 la diocesi di Sulmona ampliò il proprio territorio con l'annessione dei comuni di Pescocostanzo, Ateleta, Barrea, Villetta Barrea e Civitella Alfedena, le cui parrocchie erano sotto la giurisdizione dell'abbazia territoriale di Montecassino;[6] e dei comuni di Alfedena e di Castel di Sangro dalla diocesi di Trivento.[7] Il territorio della diocesi di Valva rimase invece immutato e comprendeva i comuni nella parte settentrionale dell'odierna diocesi fino a Cocullo, Prezza e Pratola Peligna, che costituivano il limite meridionale della diocesi valvense.[8]

Con il decreto Instantibus votis del 30 settembre 1986 la Congregazione per i Vescovi stabilì la plena unione delle diocesi di Valva e Sulmona nella nuova circoscrizione ecclesiastica di Sulmona-Valva.

Il 4 luglio 2010 la diocesi ha ospitato papa Benedetto XVI, in visita pastorale a Sulmona.

Cronotassi dei vescovi[modifica | modifica wikitesto]

  • Geronzio † (menzionato nel 492/496) (vescovo di Valva)[9]
  • Palladio † (menzionato nel 499) (vescovo di Sulmona)[10]
  • Fortunato ? † (menzionato nel 502) (vescovo di Valva)[11]
  • San Panfilo † ( circa 682 - circa 700 deceduto)
  • Gradesco † [12]
  • Vedeperto † (menzionato nel 772)
  • Ravenno † (menzionato nell'810)
  • Arnolfo † (prima dell'853 - dopo l'861)[13]
  • Opitarmo † (menzionato nell'840)
  • Grimoaldo † (prima del 968 - dopo il 983)[14]
  • Teodolfo † (menzionato nel 1015 ?)[15]
  • Transarico † (menzionato nel 1030 ?)[15]
  • Suavillo † (menzionato nel 1049 ?)[15]
  • Domenico, O.S.B. † (circa dicembre 1053 - 11 marzo circa 1073 deceduto)[14]
  • Trasmondo, O.S.B. † (circa 1073/1074 - circa dicembre 1080 dimesso)[14]
  • Giovanni I † (menzionato nel 1092)[14]
  • Giovanni II, O.S.B. † (circa febbraio 1095 - 5 agosto circa 1097 deceduto)[14]
  • Giovanni III † (menzionato nel 1102)[14]
  • Gualterio † (circa 1104 - dopo il 1124)[14]
  • Dodone (o Oddone) † (dicembre 1138 - ?)[16]
  • Siginolfo † (1146 - 1168 deceduto)
    • Sede vacante (1168-1172)[18]
  • Odorisio di Raiano † (1172 - 1193)[18]
  • Guglielmo † (1194 - circa 1206 deceduto)[18]
  • Oddone † (3 giugno 1206 - dopo il 1224)[18]
  • Nicola † (1227 - 1234)[18][19]
  • Giacomo I, O.Cist. † (menzionato nel 1236)[18]
    • Gualtiero di Ocra † (1247 - 1248) (vescovo eletto)[18]
    • Giacomo di Sulmona, O.F.M. † (menzionato nel 1251) (vescovo eletto)[18]
  • Giacomo II, O.P. † (10 aprile 1252 - circa 1263 deceduto)[18]
  • Giacomo d'Orvieto, O.P. † (6 marzo 1263 - dopo il 1273)[18]
  • Egidio di Liegi, O.F.M. † (25 febbraio 1279 - 1290 dimesso)
  • Guglielmo, O.S.B. † (28 agosto 1291 - ?)
  • Federico Raimondo de Letto † (30 marzo 1295 - 1307 deceduto)
  • Landolfo I † (4 giugno 1307 - 1319 deceduto)
  • Andrea Capograssi † (25 maggio 1319 - 1330 deceduto)
  • Pietro di Anversa, O.F.M. † (4 maggio 1330 - 1333 deceduto)
  • Nicolò Di Pietro Rainaldi † (30 ottobre 1333 - 1343 deceduto)
  • Francesco di Sangro † (12 febbraio 1343 - 1348 deceduto)
  • Landolfo II † (2 luglio 1348 - 1349 deceduto)
  • Francesco de Silanis, O.F.M. † (17 gennaio 1350 - ? deceduto)
  • Martino de Martinis † (14 aprile 1368 - ? deceduto)
    • Roberto de Illice † (18 aprile 1379 - 2 luglio 1382 nominato arcivescovo di Salerno) (antivescovo)
  • Paolo de Letto † (circa 1379 - ?)
    • Nicola de Cervario, O.F.M. † (2 luglio 1382 - 4 giugno 1397 nominato vescovo di Digne) (antivescovo)
  • Bartolomeo Gaspare † (1384 - ?)
  • Bartolomeo Petrini † (1402 - 1419 deceduto)
  • Lotto Sardi † (6 marzo 1420 - 21 maggio 1427 nominato vescovo di Spoleto)
  • Benedetto Guidalotti † (21 maggio 1427 - 29 ottobre 1427 nominato vescovo di Teramo)
  • Bartolomeo Vinci † (29 ottobre 1427 - dicembre 1442 deceduto)
  • Francesco de Oliveto, O.S.B. † (12 agosto 1443 - 14 giugno 1447 nominato vescovo di Rapolla)
  • Pietro d'Aristotile † (14 giugno 1447 - 1448 deceduto)
  • Donato Bottino, O.E.S.A. † (4 settembre 1448 - 1463 deceduto)
  • Bartolomeo Scala, O.P. † (3 ottobre 1463 - 1491 deceduto)
  • Giovanni Melini Gagliardi † (7 novembre 1491 - 1499 deceduto)
  • Giovanni Acuti † (1499 - 1512 deceduto)
  • Prospero de Rusticis † (3 marzo 1512[20] - 1514 dimesso)
  • Giovanni Battista Cavicchio † (28 luglio 1514 - 1519 deceduto)
  • Cristoforo de los Rios † (18 giugno 1521 - 1523)
  • Orazio della Valle † (17 luglio 1523 - 1528)
  • Francesco di Lerma † (14 agosto 1528 - ?)
  • Bernardo Cavalieri delle Milizie † (3 settembre 1529 - 1532 deceduto)
  • Bernardino Fumarelli † (13 novembre 1532 - 5 giugno 1547 deceduto)
  • Pompeo Zambeccari † (1º luglio 1547 - 8 agosto 1571 deceduto)
  • Vincenzo Donzelli, O.P. † (24 settembre 1571 - 1585 deceduto)
  • Francesco Caruso, O.F.M.Conv. † (13 marzo o 13 maggio 1585 - 4 settembre 1593 deceduto)
  • Cesare Del Pezzo † (24 novembre 1593 - 23 aprile 1621 deceduto)
  • Francesco Cavalieri † (21 luglio 1621 - 4 settembre 1637 deceduto)
  • Francesco Boccapaduli † (13 settembre 1638 - 6 maggio 1647 nominato vescovo di Città di Castello)
  • Alessandro Masi † (27 maggio 1647 - 12 settembre 1648 deceduto)
  • Francesco Carducci † (22 marzo 1649 - 5 novembre 1654 deceduto)
  • Gregorio Carducci † (14 giugno 1655 - 15 gennaio 1701 deceduto)
  • Bonaventura Martinelli † (21 novembre 1701 - agosto 1715 deceduto)
  • Francesco Onofrio Odierna † (4 gennaio 1717 - 17 marzo 1727 dimesso)
  • Matteo Odierna, O.S.B.Oliv. † (17 marzo 1727 - giugno 1735 deceduto)
    • Sede vacante (1735-1738)
  • Pietro Antonio Corsignani † (23 luglio 1738 - 17 ottobre 1751 deceduto)
  • Carlo De Ciocchis † (24 gennaio 1752 - 10 settembre 1762 dimesso)
  • Filippo Paini † (22 novembre 1762 - 1799 deceduto)
    • Sede vacante (1799-1818)
  • Felice Tiberi, C.O. † (6 aprile 1818 - 22 aprile 1829 deceduto)
  • Giuseppe Maria Deletto † (27 luglio 1829 - 10 novembre 1839 deceduto)
  • Mario Giuseppe Mirone † (27 aprile 1840 - 27 giugno 1853 nominato vescovo di Noto)
  • Giovanni Sabatini † (27 giugno 1853 - 10 marzo 1861 deceduto)
    • Sede vacante (1861-1871)
  • Tobia Patroni † (22 dicembre 1871 - 20 agosto 1906 deceduto)
  • Nicola Jezzoni † (6 dicembre 1906 - 18 luglio 1936 ritirato)
  • Luciano Marcante † (14 marzo 1937 - 29 gennaio 1972 ritirato)
  • Francesco Amadio † (29 gennaio 1972 succeduto - 14 maggio 1980 nominato vescovo di Rieti)
  • Salvatore Delogu † (8 gennaio 1981 - 25 maggio 1985 dimesso)
  • Giuseppe Di Falco (25 maggio 1985 - 3 aprile 2007 ritirato)
  • Angelo Spina (3 aprile 2007 - 14 luglio 2017 nominato arcivescovo di Ancona-Osimo)
  • Michele Fusco, dal 30 novembre 2017

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

La diocesi al termine dell'anno 2014 su una popolazione di 85.000 persone contava 82.998 battezzati, corrispondenti al 97,6% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 122.000 122.138 99,9 147 105 42 829 16 112 62
1969 116.000 116.250 99,8 121 78 43 958 48 177 57
1980 90.000 91.052 98,8 124 77 47 725 52 177 78
1990 84.300 84.800 99,4 104 63 41 810 47 133 76
1999 82.828 83.562 99,1 89 58 31 930 34 133 76
2000 81.076 82.834 97,9 92 62 30 881 1 31 116 76
2001 80.839 81.555 99,1 94 62 32 859 1 33 116 76
2002 80.129 81.126 98,8 92 59 33 870 1 35 112 76
2003 80.421 81.488 98,7 86 58 28 935 1 31 114 76
2004 79.508 80.716 98,5 103 60 43 771 1 44 101 76
2010 81.058 82.618 98,1 72 50 22 1.125 4 23 92 76
2014 82.998 85.000 97,6 83 63 20 999 4 21 94 76

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco dei santuari e degli eremi dal sito web della diocesi.
  2. ^ Kehr, Italia pontificia, IV, p. 253, nº 3.
  3. ^ Kehr, Italia pontificia, IV, p. 252.
  4. ^ Dal sito Beweb - Beni ecclesiastici in web.
  5. ^ AAS 64 (1972), pp. 665-666.
  6. ^ AAS 69 (1977), p. 218.
  7. ^ AAS 70 (1978), pp. 58-59.
  8. ^ La divisione del territorio fra le due diocesi è riportata dal D'Avino, Cenni storici sulle chiese arcivescovili, vescovili e prelatizie del Regno delle Due Sicilie, p. 744. Non essendo intervenute modifiche successive, la descrizione del territorio della diocesi di Valva fatta da D'Avino nel 1848 è da ritenersi valida fino alla piena unione con Sulmona del 1986.
  9. ^ Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. I, p. 929.
  10. ^ Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, vol. II, pp. 1573-1574.
  11. ^ In base all'edizione critica degli atti dei concili simmachiani del 501 e del 502, dei tre vescovi di nome Fortunato presenti alle assisi sinodali nessuno era vescovo di Valva, ma di Foligno, Anagni e Sessa. Theodor Mommsen, Acta synhodorum habitarum Romae. A. CCCCXCVIIII DI DII, in Monumenta Germaniae Historica, Auctorum antiquissimorum, XII, Berlino 1894, pp. 393-455. Anche Lanzoni e Pietri. Altri concili attribuiti all'epoca di papa Simmaco (503 e 504) sono dei falsi.
  12. ^ Immediato successore di san Panfilo: «Di questo soggetto non se ne trova altra memoria se non il nome» (Di Pietro, Memorie storiche della città di Solmona, p. 76).
  13. ^ Arnolfus episcopus Valbensis prese parte ai concili romani di dicembre 853 e di novembre 861. Monumenta Germaniae Historica, Die Konzilien der karolingischen Teilreiche 843-859, a cura di Wilfried Hartmann, Hannover 1984, p. 336,14. Id., Die Konzilien der karolingischen Teilreiche 860-874, a cura di Wilfried Hartmann, Hannover 1998, p. 64,10.22.
  14. ^ a b c d e f g Schwartz, Die besetzung der bistümer Reichsitaliens unter den sächsischen und salischen kaisern, pp. 295-297.
  15. ^ a b c I vescovi Teodolfo, Transarico e Suavillo sono riportati da Ughelli (Italia sacra, I, col. 1364), il quale riferisce di una pergamena conservata nella Biblioteca vaticana riportante una biografia di San Pelino, nei margini della quale si troverebbe un testo con alcune notizie sulla diocesi di Valva, in cui si fanno i nomi di questi vescovi, ignoti alle fonti storiche, assieme a quelli di Domenico e Trasmondo, documentati anche da altre fonti. Le note manoscritte non riportano, per questi vescovi, alcun riferimento cronologico; gli anni assegnati in questa cronotassi a Teodolfo, Transarico e Suavillo sono quelli riferiti da Gams (p. 928) e Di Pietro (pp. 108-115), che risultano essere tuttavia puramente ipotetici.
  16. ^ Dodone (chiamato Oddone da Ughelli) ricevette da papa Innocenzo II la conferma dei suoi possedimenti il 25 marzo 1138 (Kehr, Italia pontificia, IV, p. 255), probabile anno della sua elezione.
  17. ^ Giraldo è documentato come vescovo eletto in un diploma di aprile 1145; secondo Ughelli venne eletto vescovo dai capitoli congiunti di Valva e Sulmona nel 1140, per Di Pietro nel 1143; quest'ultimo autore riporta il testo di un'antica pergamena (p. 126) , secondo il quale Giraldo rimase "vescovo eletto" per tre anni e poi rinunciò alla sua carica.
  18. ^ a b c d e f g h i j k l m Kamp, Kirche und Monarchie im staufischen Königreich Sizilien, vol. I, pp. 60–74.
  19. ^ La sede era vacante il 18 luglio 1235; in questo giorno il papa ordinò ai due capitoli di procedere al più presto all'elezione del vescovo (Eubel, Hierarchia catholica, vol. I, p. 513, nota 3; vol. II, p. XXXXIII).
  20. ^ Secondo Eubel, Prospero de Rusticis è confermato il 25 ottobre 1499, mentre Giovanni Acuti è sconosciuto all'Eubel, ma è menzionato nella lista episcopale di Gams dal 1499.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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