Altopiano di Navelli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Altopiano di Navelli
SS17 Piana di Navelli AQ0001.JPG
La piana vista dalla strada statale 17 che l'attraversa
Stati Italia Italia
Regioni Abruzzo Abruzzo
Province L'Aquila L'Aquila
Località principali Capestrano, Collepietro, Navelli, San Benedetto in Perillis
Comunità montana Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli
Nome abitanti navellesi

Coordinate: 42°13′51.96″N 13°44′20.76″E / 42.2311°N 13.7391°E42.2311; 13.7391

L'Altopiano o Piana di Navelli è un altopiano carsico situato in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, a circa 700 m s.l.m., tra i massicci del Gran Sasso d'Italia a nord, del Sirente-Velino e la Valle Subequana a sud-ovest, della Majella e la Valle Peligna a sud-est, e precisamente nel circondario di Navelli, da cui trae il nome.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Si ricongiunge a nord-ovest verso la medio-bassa Valle dell'Aterno, ancora più a nord con la bassa Conca Aquilana, a sud-est con la Valle del Tirino ed è attraversato dalla Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica. Il territorio rientra all'interno della Comunità Montana Campo Imperatore-Piana di Navelli e rappresenta un collegamento dalla Conca Aquilana alla Conca Peligna e al Pescarese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Castello Camponeschi (Prata d'Ansidonia)

Epoca romana[modifica | modifica wikitesto]

Nel X secolo a.C. era operativo in zona il villaggio italico vestino di Peltuinum, presso l'attuale Prata d'Ansidonia. Il centro italico fu conquistato nel II secolo a.C. dai romani. Tracce della civiltà si rinvengono nel teatro romano e nel tempio di Apollo. Una necropoli neolitica è stata trovata anche sotto Navelli.

All'estremo confine con la valle del Tirino, vi era la città vestina di Aufinum), dove nel 1934 fu rinvenuto il Guerriero di Capestrano.

Epoca medievale[modifica | modifica wikitesto]

Nel X secolo viene fondata la chiesa di San Paolo di Peltuinum, costruita con i resti di un tempio. Nello stesso tempo si crea il fenomeno di incastellamento, ossia costruzione di castelli su montagne e luoghi strategici sopra la valle. Tra i più importanti vi sono il Castello di Bominaco a torre longobarda, il Castello di San Pio delle Camere, raro esempio di castello abruzzese a recinto, e il borgo di Castel Camponeschi a Prata d'Ansidonia.

Bominaco, a partire dal XIII secolo, diventa un importante centro di controllo della valle, sotto la tutela del monastero di San Benedetto in Perillis. Sopra la parte alta del paese sorge il Complesso Abbaziale di Santa Maria Assunta, assieme all'oratorio di San Pellegrino. Notevoli sono gli affreschi dell'arte figurativa abruzzese aquilana presenti nel piccolo tempio.

La chiesetta di San Paolo invece mostra il connubio dep riciclo delle costruzioni romane con l'arte medievale, e ciò si evince dalle colonne interne della chiesa. Navelli sorge sopra uno sperone montuoso dolce con il castello in cima, e il borgo al di sotto. Una frazione dipendente, Civitaretenga, con la torre maggiore, sorge in cima a un colle attiguo Navelli.

Nel 1254 Navelli, San Pio delle Camere, Bominaco e castel Camponeschi partecipano alla fondazione dell'Aquila, città voluta anche dagli Angioini.

Tuttavia nella Guerra dell'Aquila del 1424 tra Angioini e Aragonesi, il comandante Braccio da Montone intende vendicarsi della fedeltà aquilana agli Angioini, e rade al suolo i castelli fondatori. Tuttavia L'Aquila non viene conquistata.

Economia locale e attualità[modifica | modifica wikitesto]

L'economia principale si basava sulla pastorizia e sul commercio delle pecore mediante la transumanza, attraverso il regio tratturo L'Aquila-Foggia, che passava proprio ai piedi del centro di Navelli.

Dopo il fenomeno migratorio del Novecento, i borghi della valle hanno conosciuto un nuovo sviluppo economico per la produzione di zafferano e per il turismo artistico.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Campi di zafferano a Navelli

L'economia della zona si basa prevalentemente, se non proprio esclusivamente, sulla produzione ed esportazione nelle altre regioni italiane e nel mondo dello zafferano di cui l'altopiano è uno dei principali produttori nazionali, secondo solo alla Sardegna. Lo zafferano dell'altopiano di Navelli è stato recentemente classificato come prodotto DOP (Denominazione di origine protetta) ed è noto come "Zafferano dell'Aquila".

A Navelli e nelle città dei dintorni è fiorente anche il turismo.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Borgo di Capestrano

Il turismo escursionistico è molto frequente, misto a quello artistico-culturale-enogastronomico. La conservazione pressoché completa dell'altopiano naturale tra Navelli e Capestrano, che si collega all'alta Val Tirino, permette escursioni in piccole aree boschive presenti specialmente tra Capestrano, Ofena e Caporciano. Il turismo artistico è presente nei borghi di Capestrano, presso il Castello Mediceo, e a Navelli, nominato uno dei Borghi più belli d'Italia, e passando lungo la via del vecchio tratturo L'Aquila-Foggia passa per Caporciano, dominato dal Complesso Monumentale dell'Assunta (oratorio di San Pellegrino, chiesa abbaziale e castello medievale), proseguendo per San Pio delle Camere, collegandosi al comprensorio di Campo Imperatore nella valle dell'Aterno, che conduce direttamente a L'Aquila, oppure da Navelli deviando verso San Benedetto in Perillis in prossimità di Popoli, entrando nel Parco nazionale della Majella.

Navelli e Capestrano sono i due centri maggiori, con il più alta concentrazione simbolica di patrimonio culturale. Il primo borgo è arroccato presso il colle del vecchio castello, oggi dominato dal cinquecentesco Palazzo Santucci, composto di case mura che racchiudono anche le principali chiese, come quella matrice di San Sebastiano, ricavata da un'alta del vecchio castello, con il campanile inglobato nella torretta di guardia. Fuori l'abitato ci sono distese di campi coltivati con lo zafferano dell'Aquila, importato nel XVI secolo dagli spagnoli, mentre la via del tratturo è disseminata di chiese pastorali dall'aspetto corposo e massiccio, risalenti al XIV-XV secolo, come quelle dedicate innanzitutto a Santa Maria in Cerulis, presso il cimitero (la più antica), e quelle di Santa Maria delle Grazie, Sant'Eugenia, Madonna del Campo e la Madonna delle Grazie di contrada Civitaretenga, borgo medievale sormontato dalla torretta civica.

Capestrano è un borgo ugualmente arroccato su uno sperone roccioso in posizione dominante, sormontato dalla mole del Castello Piccolomini, con quattro torri angolari e il torrione centrale. La chiesa principale del borgo è dedicata alla Madonna della Pcae, mentre fuori il borgo si evidenziano il convento di San Francesco voluto da San Giovanni da Capestrano, e presso il bosco del fiume Tirino l'abbazia di San Pietro ad Oratorium, dell'VIII secolo, con pregevoli affreschi duecenteschi all'interno.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Interno romanico della chiesa di Santa Maria Assunta (Bominaco)
Veduta di Navelli
  • Castello Piccolomini (Capestrano): il castello normanno fu rielaborato nel XV secolo dalla famiglia Piccolomini, seguita dai Medici. Di originale si conserva la torre centrale prismatica, mentre il complesso originalmente quadrangolare è stato allargato a pianta irregolare rettangolare. La facciata è decorata da due torri angolari a scarpa. L'ingresso laterale dopo la cortina della facciata è permesso dal ponte levatoio. Alcuni lati sono decorati dai merli voluti dalla famiglia de Medici. L'interno, molto sobrio, conserva una copia della statua del guerriero di Capestrano.
  • Abbazia di San Pietro ad Oratorium (Capestrano): chiesa dell'VIII secolo, voluta dal re longobardo Desiderio, restaurata nel 1100. La pianta massiccia della chiesa è rettangolare, con tre absidi posteriori, tipiche dell'architettura romanica. La facciata ha una curiosa iscrizione mistica del cosiddetto "quadrato del Sator". L'interno è a tre navate con arcate a tutto sesto, e pregevole ciborio duecentesco presso l'altare. Sorretto da quattro colonne con architravi su cui si innalzano sedici colonnine, sormontate da piramide tronca e baldacchino con cupoletta. I cicli di affreschi dell'abside mostrano scene del Vecchio Testamento e del Nuovo, con la scena centrale del Giudizio Universale.
  • Monastero Benedettino (San Benedetto in Perillis): il monumento principale di questo borgo risale all'VIII secolo, e si trova in cima al vecchio centro, eretto presso il castello, dacché al fianco della facciata vi è una torre di fortificazione. La facciata a capanna è molto simile, con un loggiato cieco, segno della presenza abruzzese del ducato di Spoleto nel IX secolo. L'interno a due navate conserva pregevoli affreschi duecenteschi. La chiesa ha anche una seconda facciata presso l'abside, costruita nel XIV secolo, con piccolo campanile a vela.
  • Palazzo Santucci: eretto nel 1632 presso il vecchio castello di Navelli, è a pianta rettangolare con fortificazioni alla base, come il fossato, avendo conservato dalla fondazione il ruolo di struttura difensiva. Due torrette sono presenti presso il lato che si affaccia verso il borgo sottostante. L'interno è preceduto da un chiostro con pozzo centrale.
  • Complesso Monastico di Santa Maria Assunta (Bominaco): il complesso risale all'VIII secolo, mostrando le tecniche di architettura tipiche delle abbazie della Majella, come l'abbazia di San Liberatore a Majella. Il complesso dominava tutta la piana, protetta inoltre dalla fortificazione del castello di Bominaco. Nel 1423 Braccio da Montone, devastando l'area dei "castello fondatori" di L'Aquila, danneggiò anche il complesso, che si ridusse a due templi principali: l'oratorio di San Pellegrino e la chiesa di Santa Maria Assunta. La chiesa abbaziale ha capolavori come l'ambone del 1180 e la cattedra abbaziale del 1184 voluta dall'abate Giovanni. Il candelabro del cero pasquale presso l'altare risale all'epoca borgognone gotica, del 1223. Nel XV secolo furono dipinti presso l'abside tripartita anche degli affreschi, rimasti in frammenti. La facciata della chiesa è monumentale, con portale romanico a lunetta classica semplice, e finestrone centrale posticcio. L' Oratorio di San Pellegrino invece, secondo la leggenda, fu fondato da Carlo Magno, vista un'iscrizione presente nella parte retrostante, presso il rosoncino a raggi. La chiesa prese le forme attuali nel 1263. L'interno a navata unica ha una volta a semi-botte, completamente affrescata; la volta ogivale è scandita da pannelli del Calendario Liturgico, con rappresentazioni di elementi zodiacali e simboliche dei mesi dell'anno, chiamato Calendario Bominacese. Tra gli altri affreschi ci sono le opere dell' Ultima Cena (Maestro della Passione), e i dipinti del calendario, attribuito al Maestro dell'Infanzia (per le scene del Nuovo Testamento) e del Maestro Miniaturista. Il sito dal 1996 è candidato alla lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO.
    Il complesso termina sulla cima del montarozzo con il castello di Bominaco, vera e propria cittadella fortificata a pianta rettangolare, distrutta da Braccio da Montone. Rimangono le mura perimetrali, con mura interne per la suddivisione degli alloggi militari, e il torrione cilindrico, perfettamente conservato.
  • Chiesa di Santa Maria dei Cintorelli (Caporciano): chiesa del Tratturo Magno, situata tra San Pio delle Camere e Caporciano. Risale al XVI secolo, ed ha pianta rettangolare a capanna rialzata, con interno a navata unica.
  • Castello di San Pio delle Camere: il castello fu edificato nell'XI secolo, con la classica pianta fortificata triangolare, con due torri angolari e la torre puntone principale, collocata sul vertice del perimetro isoscele. Il castello fu messo al sacco da Braccio da Montone, e ridotto a rudere, favorendo così lo sviluppo del borgo inferiore. Le mura medievali con beccatelli sono conservate, assieme alle torri angolari e al torrione a parallelepipedo.
Castello Camponeschi
  • Chiesa di San Paolo di Peltuinum (Prata d'Ansidonia): la chiesa fu costruita nel XII secolo presso il sito romano di Peltuinum, lungo il tratturo magno, riciclando elementi del tempio di Apollo. La pianta è a navata unica, con ampio transetto privo di abside; la facciata ha il semplice portale romanico. L'interno conserva alcune colonne del tempio romano sopra cui fu edificata.
  • Sito archeologico di Peltuinum (Prata d'Ansidonia): situato lungo l'antica Via Claudia Nova, la città vestina fu conquistata da Roma nel I secolo a.C., e dotata di varie architetture tra le quali i riconoscibili tempio i Apollo e l'anfiteatro romano. Dopo la caduta dell'Impero, nel XII secolo il borgo venne spogliato dei materiali per la costruzione dei siti di Castel Camponeschi e di Prata d'Ansidonia, nonché della chiesa di San Paolo.
  • Castel Camponeschi (Prata d'Ansidonia): borgo del XIV secolo, fortificato successivamente da Pietro Lalle Camponeschi, negli anni '50 del XX secolo fu abbandonato, e successivamente utilizzato per raduni culturali negli anni '70. Dopo il progetto dell'albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio, negli anni 2000 il sito è stato interessato da un'importante opera di restauro, benché concluso a metà a causa del terremoto del 2009. Il borgo è circondato da mura di fortificazione, accompagnate da torri e due porte urbiche a sesto acuto. L'interno conserva alcune case civili in pietra, il palazzo ducale e la chiesa sconsacrata di San Pietro.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]