Pereto

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Pereto
comune
Pereto – Stemma Pereto – Bandiera
Veduta di Pereto
Veduta di Pereto
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Giacinto Sciò (Insieme per il Futuro) dal 5-6-2016
Territorio
Coordinate 42°03′36″N 13°06′08″E / 42.06°N 13.102222°E42.06; 13.102222 (Pereto)Coordinate: 42°03′36″N 13°06′08″E / 42.06°N 13.102222°E42.06; 13.102222 (Pereto)
Altitudine 800 m s.l.m.
Superficie 41,16 km²
Abitanti 668[1] (31-8-2016)
Densità 16,23 ab./km²
Comuni confinanti Cappadocia, Carsoli, Oricola, Rocca di Botte, Tagliacozzo
Altre informazioni
Cod. postale 67064
Prefisso 0863
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066067
Cod. catastale G449
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti peretani
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 16 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pereto
Pereto
Posizione del comune di Pereto all'interno della provincia dell'Aquila
Posizione del comune di Pereto all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale
« Pereto, la porta d'Abruzzo »
(Il motto del paese[2])

Pereto (Pirìtu in abruzzese[3]) è un comune italiano di 668 abitanti[1] della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa parte del club dei Borghi autentici d'Italia[4].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Pereto è posto al confine della Marsica con il Lazio. Il centro abruzzese è situato a quota 800 m s.l.m., alle falde del monte Fontecellese (1 632 m s.l.m.) lungo la catena dei monti Carseolani. Il castello medievale posto sulla parte superiore del borgo domina la sottostante piana del Cavaliere.

Dista circa 70 chilometri da Roma[5], 63 dall'Aquila[5] e 52 da Avezzano[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Castello medievale di Pereto
Mura del castello

Reperti di epoche anteriori testimoniano con certezza lo stanziamento umano continuativo nei suoi luoghi dall'epoca preistorica. In epoca preromana era considerato da equi e marsi un importante punto strategico, geografico e di passaggio. Le prime notizie documentate dell'antico centro della Marsica risalgono con certezza all'anno 955 in cui Aligerno, abate di Montecassino concesse a Rainaldo, conte dei Marsi la chiesa di San Silvestro in Perito o Pireti, toponimi che nel medioevo indicavano il borgo contemporaneo.

Tra l'XI e il XV secolo il suo territorio appartenne dapprima all'abbazia di Subiaco poi a quella di Montecassino ed infine a quella di Farfa.

La nobile famiglia marsicana De Ponte (o Da Ponte[6]) è stata in possesso di Pereto dal 1150 fino ai primi anni del 1400. Nel Basso Medioevo il borgo ha seguito le vicende storiche delle contee di Albe e Tagliacozzo e della baronia di Carsoli. Dal 1405 in poi Pereto risultò sotto il controllo politico-amministrativo della famiglia Orsini, a cui seguirono a partire dal 1495 i Colonna che controllarono il territorio fino al 1806, anno in cui venne definitivamente abolito il sistema feudale[7].

A cominciare dal XV secolo il paese diede i natali ad importanti personalità del mondo cattolico, come Antonio da Pereto, ministro generale O.F.M. dal 1405 al 1420, Ercole Antonio Vendetti, nobile del marchese di Priè, ambasciatore in Roma sotto Clemente XI ed esponenti della potente famiglia Maccafani: Angelo, vescovo dei Marsi e governatore di Todi, di Cesena e nel 1468 tesoriere della Marca anconitana; e i vescovi dei Marsi, Francesco, Gabriele, Giacomo, Giovanni Dionisio ed Angelo Maccafani, primo vescovo di Lanciano (1516-1529) mentre Giorgio fu vescovo di Orte e Civita Castellana, dal 1498 al 1501 e di Sarno dal 1501 al 1516[8][9].

Pochi anni dopo l'eversione feudale nel 1811 i centri limitrofi di Oricola e Rocca di Botte vennero aggregati al comune centrale di Pereto[10] per diventare comuni autonomi quasi un secolo dopo nel 1907[7][11].

Nella seconda metà dell'Ottocento il borgo fu al centro delle vicende legate al brigantaggio che provocò rivolte e tumulti nella piana del Cavaliere e in tutto il territorio del distretto di Avezzano prima e dopo l'Unità d'Italia[12].

Il terremoto della Marsica del 1915 causò gravi danni al patrimonio architettonico del borgo[13][14]. Alla fine del XIX secolo con l'apertura della linea ferroviaria Roma-Sulmona e soprattutto nel secondo dopoguerra, in linea con gli altri comuni montani del centro Italia, Pereto subì il fenomeno dello spopolamento causato dall'emigrazione soprattutto verso le grandi città, in particolare verso Roma[15].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Pereto-Stemma.png

Il primo stemma di Pereto risale al 1694 mentre tra il 1743 e il 1818 vennero adottati altri due sigilli, il primo stemma riportava in basso la scritta UNIVERSITAS PERETI. Il 18 giugno 2000 sono stati presentati il nuovo stemma e il gonfalone[10][16][17].

Stemma: "D'azzurro, al pero sradicato, d'argento, coi quattro rami dello stesso decussati a due a due, i rami inferiori ridecussati con quelli superiori, fogliato di 13, di verde e fruttato di 7, d'oro. Ornamenti esteriori da Comune"[16].

Gonfalone: "Drappo partito di verde e di bianco riccamente ornato e frangiato d'argento, caricato dallo stemma sopra descritto e con l'iscrizione Comune di Pereto centrata in oro. L'asta verticale è ricoperta di velluto dei colori del drappo, bianco e verde, le bullette argentate sono poste a spirale. Nella freccia è rappresentata una miniatura metallica dello stemma. La cravatta è composta di nastri che riportano i colori nazionali"[16].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Giovanni Battista
Chiesa di San Giovanni Battista, prospettiva verso l'abside
Santuario della Madonna dei Bisognosi
Situato al confine di Pereto con Rocca di Botte, sul monte Serra Secca (catena dei monti Carseolani). Il santuario, detto anche della Madonna del Monte, secondo la tradizione venne eretto nel 608 d.C. come una piccola chiesa. All'interno conserva la statua di Maria Santissima scolpita in legno di ulivo, proveniente da Siviglia in Spagna, con in grembo il Bambino Gesù[18]; il crocifisso processionale donato da Papa Bonifacio IV quando vi si recò per consacrare la chiesa e per ringraziare la Madonna della sua guarigione e gli affreschi del tardo quattrocento attribuiti a quattro artisti. Alcuni di essi rappresentano scene dal giudizio universale dell'inferno e del paradiso[19]
  • Chiesa di San Giovanni Battista, edificata con ogni probabilità nel XVI secolo[20];
  • Chiesa di San Giorgio;
  • Chiesa di San Salvatore;
  • Le antiche chiese dell'Annunziata, di San Silvestro e di Sant'Antonio non sono utilizzate per il culto se non in particolari circostanze;
  • Cappella della grotta dedicata alla Madonna di Lourdes situata all'interno della pineta;
  • Resti dell'antica chiesa di San Pietro.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Pereto.
Castello di Pereto
Le parti del castello medievale sono state edificate in epoche diverse: il mastio è risalente al XII secolo; le torri, costruite successivamente, al XIV secolo. Qui fu imprigionato Rostaino Cantelmo. Il maniero appartenne alla famiglia Colonna che ne detenne il possesso a partire dalla fine del XV secolo, quando il re di Napoli donò ad essa i beni del paese[21][22]. Tra il 1968 e il 1975 il nuovo proprietario Aldo Maria Arena avviò i lavori di restauro ed adattamento della fortezza che subì gravi danni in seguito al sisma del 1915, ottenendo il diploma di merito da Europa Nostra nel 1982 per la riuscita e la qualità dei lavori effettuati[23].

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

La pineta
  • Località Valle Quartarana: nel 1952 emersero resti preistorici;
  • Strada Pereto-Villa Romana: nel 1961 tornò alla luce un'anfora di terracotta;
  • Località Paleana: nel 1961 rinvenute tombe di epoca romana;
  • Strada Pereto-Rocca di Botte: nel 1979 fu ritrovato un cippo funebre;
  • Insediamenti umani preistorici o resti di costruzioni ed elementi di epoca proto romana (V secolo a.C.) sono emersi nelle località Pastino, Pesantagna, Camposecco e Torretta[10].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Sul versante sud orientale del borgo è stata impianta una pineta di diversi ettari la cui vegetazione consiste in sempreverdi e pini neri. Nella parte alta del borgo dipartono alcuni sentieri che raggiungono le limitrofe aree montane dei monti Carseolani e di Morbano a Verrecchie. Sul versante opposto sentieri e mulattiere attraversano la piana del Cavaliere[24].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[25]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Una scena del presepe vivente
  • gennaio: polentata di Sant'Antonio Abate con benedizione degli animali;
  • febbraio: festa del Carnevale mascherato;
  • 24 maggio: "Passeggiata gastronomica" nel borgo antico del paese;
  • giugno: Corpus Domini con infiorata;
  • agosto: si svolge La Fagiolcotica;
  • 16 agosto: festa patronale di San Giorgio;
  • 26 dicembre: si svolge la rappresentazione del Presepe vivente, giunto oltre le 45 edizioni[26][27].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio fotografico di piazza Maccafani

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1973 alcune scene del film Milarepa della regista Liliana Cavani furono girate sulle montagne a ridosso del paese, mentre alcune panoramiche del centro storico apparvero nel celebre film Ladyhawke, diretto da Richard Donner. Nel 1988 e nel 2005 il castello di Pereto fu una delle location dei film Delirio di sangue (Blood Delirium), di Sergio Bergonzelli e L'anno mille, del regista Diego Febbraro[28].

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Premio Hombres di poesia, narrativa, giornalismo e immagine è un evento culturale nato nel 2004 nel borgo medievale di Pereto, dove si è svolto nelle prime sette edizioni. Dal 2011 cambiando formula è diventato itinerante. Di anno in anno, infatti, viene ospitato in un borgo autentico d'Italia[29].
  • Il concorso internazionale di arte e letteratura Pietro Iadeluca & amici con sezioni dedicate a poesia, narrativa breve, arte e fotografia. L'evento culturale è organizzato dall'associazione culturale il cuscino di stelle - Pietro Iadeluca[30][31].

Persone legate a Pereto[modifica | modifica wikitesto]

Autoritratto di Gian Gabriello Maccafani

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Pereto è collegata a Roma e all'Aquila tramite il casello di Carsoli-Oricola dell'Autostrada A24 ed a Pescara ed Avezzano percorrendo l'Autostrada A25 in direzione Roma. La strada provinciale III collega il paese a Rocca di Botte e alle altre località della piana del Cavaliere.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Oricola-Pereto.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Municipio di Pereto

Sul sito del Ministero dell'Interno sono disponibili i dati di tutte le elezioni amministrative di Pereto dal 1985 ad oggi[32].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2006 2011 Giovanni Meuti lista civica Sindaco
2011 2016 Bruno Ranati lista civica Sindaco
2016 in carica Giacinto Sciò lista civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Alle porte del paese ci sono centri ippici e maneggi per la pratica dell'equitazione, il trekking a cavallo e strutture per la pratica del calcio a cinque, calciotto, tennis, pallavolo e beach volley[34][35].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat Bilancio demografico anno 2016 (dati provvisori) - Pereto
  2. ^ Pereto porta d'Abruzzo, ViaggiMedievali.com. URL consultato il 30 ottobre 2016.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 481.
  4. ^ Pereto (Abruzzo), Borghi autentici d'Italia. URL consultato il 22 dicembre 2016.
  5. ^ a b c Distanza fornita da Google Maps: Percorso più veloce.
  6. ^ Associazione culturale Lumen (a cura di), Genealogia della famiglia Da Ponte, Terre Marsicane, 18 ottobre 2011. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  7. ^ a b Massimo Basilici, Pereto, Oricola e Rocca di Botte. Anno 1909 (PDF), Pereto.info. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  8. ^ Massimo Basilici, Tre generazioni, una storia (PDF), Pereto.info. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  9. ^ Massimo Basilici, La famiglia Maccafani di Pereto: le origini (PDF), Pereto.info. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  10. ^ a b c Relazione storica di Pereto (PDF), Pereto.info, 22 gennaio 2005. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  11. ^ Dante Zinanni, Nel secolo XX, Terre Marsicane. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  12. ^ Angelo Melchiorre, Cenni storici, Terre Marsicane. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  13. ^ Rivista Il Fuoco (a cura di), L'orrendo terremoto del 13 gennaio 1915 (PDF), terremotodellamarsica.it, p. 12. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  14. ^ Dati INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  15. ^ Giuseppe Cicolini e Gina Cicolini (a cura di), Pereto, Università Popolare di Subiaco. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  16. ^ a b c Enrico Balla, Presentazione dello Stemma e del Gonfalone (PDF), pereto.info, 18 giugno 2000. URL consultato il 30 ottobre 2016.
  17. ^ Stemmi, Pereto.info. URL consultato il 30 ottobre 2016.
  18. ^ Madonna dei Bisognosi, Diocesi di Avezzano. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  19. ^ Affreschi. Chiesa della Madonna dei Bisognosi, Regione Abruzzo. URL consultato il 6-6-2016.
  20. ^ Massimo Basilici, La chiesa di San Giovanni Battista in Pereto. La storia (PDF), Pereto.info. URL consultato il 28 ottobre 2016.
  21. ^ Storia di Pereto, Comune di Pereto.
  22. ^ Castello-recinto di Pereto, Regione Abruzzo.
  23. ^ Massimo Basilici, Dai frammenti, una cronaca: Pereto, il castello (PDF), Pereto.info. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  24. ^ Enrico Balla, Le rovine di Morbano, Terre Marsicane. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  25. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  26. ^ Presepe vivente Pereto (AQ), Regione Abruzzo. Promozione Turismo. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  27. ^ Feste, fiere e sagre, Terre Marsicane. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  28. ^ Film a Pereto, Pereto.info. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  29. ^ Premio Hombres, PremioHombres.com. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  30. ^ Concorso di arte e letteratura "Pietro Iadeluca e amici", Concorsiletterari.it. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  31. ^ Pietro Iadeluca, PietroIadeluca.it. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  32. ^ Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  33. ^ Premio Hombres città di Pereto. Gemellaggio con Castelli, Terre Marsicane. URL consultato il 29 ottobre 2016.
  34. ^ Ippica, Pereto.info. URL consultato il 30 ottobre 2016.
  35. ^ Centro sportivo, peretovillage.it. URL consultato il 30 ottobre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Enrico Balla, Pereto: storia, tradizioni, ambiente, statuti, Roma, 1986, SBN IT\ICCU\CFI\0057600.
  • Massimo Basilici, Pereto e le sue chiese scomparse, Pietrasecca, A.c. Lumen, 2009, SBN IT\ICCU\AQ1\0110150.
  • Massimo Basilici, Archivi medioevali di Pereto, Lo, 2012, SBN IT\ICCU\AQ1\0103025.
  • Massimo Basilici, Le torri medioevali di Pereto, Lo, 2012, SBN IT\ICCU\BVE\0581868.
  • Angelo Lubrano, Pereto oggi, Pereto, 2005.
  • Micaela Merlino, Pereto: alla ricerca delle antiche origini, Subiaco, Errebigrafica, 2004, SBN IT\ICCU\BVE\0361500.
  • Paola Nardecchia, Pittori di frontiera: l'affresco quattro-cinquecentesco tra Lazio e Abruzzo, Pietrasecca, A.c. Lumen, 2001, SBN IT\ICCU\BVE\0235769.
  • Michele Sciò, Dal terremoto a un quartiere: le origini di Borgo Modena a Pereto, Pietrasecca, A.c. Lumen, 2004, SBN IT\ICCU\AQ1\0108518.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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