Calascio

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Calascio
comune
Calascio – Stemma Calascio – Bandiera
Calascio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia dell'Aquila-Stemma.png L'Aquila
Amministrazione
Sindaco Ludovico Marinacci[1] (Lista Civica Calascio nel Cuore) dal 06/05/2016
Territorio
Coordinate 42°19′39″N 13°41′53″E / 42.3275°N 13.698056°E42.3275; 13.698056 (Calascio)Coordinate: 42°19′39″N 13°41′53″E / 42.3275°N 13.698056°E42.3275; 13.698056 (Calascio)
Altitudine 1 210 m s.l.m.
Superficie 39,44 km²
Abitanti 140[2] (30-04-2016)
Densità 3,55 ab./km²
Frazioni Rocca Calascio
Comuni confinanti Carapelle Calvisio, Castel del Monte, Castelli (TE), Castelvecchio Calvisio, Isola del Gran Sasso d'Italia (TE), Ofena, Santo Stefano di Sessanio
Altre informazioni
Cod. postale 67020
Prefisso 0862
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 066014
Cod. catastale B382
Targa AQ
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti calascini
Patrono san Nicola
Giorno festivo 9 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calascio
Calascio
Calascio – Mappa
Posizione del comune di Calascio all'interno della provincia dell'Aquila
Sito istituzionale

Calascio è un comune italiano di 140 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Fa anche parte della comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli. Il territorio del comune rientra nel territorio del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga costituendone di fatto una delle porte di accesso nella sua parte meridionale.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo è situato nell'entroterra abruzzese, nel parte meridionale del massiccio del Gran Sasso d'Italia, al di sotto della vasta piana di Campo Imperatore, in posizione panoramica sulla valle del Tirino[3], ad una altitudine di poco superiore ai 1200 m s.l.m.. Al di sopra del paese, arroccata in cima ad un monte, a 1450 m, è sita Rocca Calascio con il suo borgo medioevale disabitato, ora riscoperto e ristruttuato.

È raggiungibile dalla strada statale 17 svoltando in prossimità di Barisciano o, in alternativa, di San Pio delle Camere, oppure da Ofena-Capestrano. Da nord è inoltre possibile arrivare al paese attraversando Campo Imperatore e superando il valico di Capo di Serre oppure da Vado di Sole (passando poi per Capo di Serre) provenendo da Castelli o Farindola. Transita qui un tratto della grande Ippovia del Gran Sasso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Rocca Calascio.
Veduta del centro e della Rocca superiore

Il toponimo Calaso figura già nell'816 in un documento dell'imperatore Ludovico I che elencava i possedimenti dei monaci Volturnensi[4] e riflette la base prelatina cala, cioè "fianco scosceso del monte, scoscendimento".

Successivamente, con ogni probabilità dopo la conquista normanna dell'anno 1140, venne costruita per volontà di re Ruggero d'Altavilla la rocca sul monte sovrastante per controllare meglio il territorio, ma non si esclude l'esistenza di una più antica torre d'avvistamento. Nel Quattrocento la rocca fu radicalmente modificata: documentata nel 1239 e nel 1380, passò alla famiglia Todeschini Piccolomini nel 1463. Antonio Todeschini Piccolomini fece realizzare la merlatura ghibellina sul modello del castello di Celano e della nuova chiesa parrocchiale di Castelvecchio Calvisio.

Nel 1703 venne danneggiata da un violento terremoto in seguito al quale il borgo di Rocca Calascio, fortemente provato, venne quasi completamente abbandonato e buona parte della popolazione si trasferì nella sottostante Calascio.

Calascio e la sua Rocca fecero parte dal XIII secolo della Baronia di Carapelle, che comprendeva anche Carapelle Calvisio, Castelvecchio Calvisio e Santo Stefano di Sessanio [5] fino al 1806, anno che vide la fine della feudalità.

I due centri abitati erano stati feudo, come gli altri centri della baronia, delle famiglie Pagliara, Plessis, Colonna, Celano, Caldora, Accrocciamuro, Todeschini Piccolomini, Del Pezzo, Cattaneo, Medici, Borbone.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Una colonna romana
Oratorio di Santa Maria della Pietà presso Rocca Calascio

Il paese è caratterizzato da un nucleo compatto d'origine altomedievale, posto sulla strada che da Santo Stefano di Sessanio va verso Castel del Monte, contornato da alcune strutture moderne, soprattutto del XIX e XX secolo. Sul monte sovrastante è invece il borgo di Rocca Calascio ed i ruderi del Castello. L'architettura residenziale è dominata dalla tipologia di casa-torre, con struttura simile ad una torre in muratura, a base molto piccola e notevole sviluppo in altezza (cinque o sei piani)[6]. I principali monumenti del paese sono:

  • Chiesa di San Francesco del Convento di Santa Maria delle Grazie (1594), presenta all'interno un candelabro con ciborio del XVII secolo, una tela ad opera di Giulio Cesare Bedeschini (XVI secolo) ed un'altra raffigurante una Madonna con Bambino[3].
  • Chiesa di Santa Maria della Pietà; tempio eretto forse tra il XVI ed il XVII secolo sul luogo di una preesistente edicola rinascimentale, a poca distanza dalla Rocca Calascio. La struttura è ottagonale con sacrestia laterale e cupola sovrastante[7].
  • Chiesa parrocchiale di San Nicola; chiesa con interessante portale cinquecentesco; all'interno statue di terracotta del XVII secolo, tele di Giulio Cesare Bedeschini e Teofilo Patini con fonte battesimale del XVIII secolo[3].
  • Chiesa di Sant'Antonio abate del XVII secolo
  • Chiesa di San Leonardo del XIII secolo con interessante ciclo di affreschi, presso la Chiesa di San Francesco
  • Chiesa di San Carlo, edificata dalla famiglia Di Marco.
  • Numerosi e splendidi palazzi nobiliari tra cui i più importanti:Palazzo Taranta XVII secolo sede del municipio, Casa Piccolomini XV secolo, Palazzo Frasca XVII secolo, Casa torre la Palmara XV-XIX secolo
  • Rocca Calascio; piccola rocca posta sulla cima del monte sovrastante l'abitato di Calascio in posizione predominante su Campo Imperatore e sulle vallate circostanti con vista panoramica del Gran Sasso, formata da una torre quadra centrale in pietra bianca a conci squadrati e quattro torrioni circolari. Estremamente pittoresco il sottostante borgo di Rocca Calascio. Restaurata e consolidata sul finire del XX secolo, è stata più volte set cinematografico per pellicole nazionali ed internazionali ed è oggi importante meta turistica.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]


Persone legate a Calascio[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Borgo di Rocca Calascio
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Turismo in Abruzzo.

Il settore economico principale è il turismo, incentrato principalmente sul borgo vecchio medievale di Rocca Calascio e sul castello. Centinaia di visitatori alla settimana esplorano il castello e la valle sottostante di Navelli e Castelvecchio Calvisio, altro borgo medievale di notevole interesse storico. L'ambiente scenografico è scelto dagli amanti della montagna e della fotografia in quanto sono visibili dalla rocca i borghi di Santo Stefano di Sessanio e Castel del Monte. Prodotti locali sono anche il vino e la carne di ovini.

Vicino Santo Stefano è possibile raggiungere la piana di Campo Imperatore.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1993 16 novembre 1997 Giuseppe Di Stefano Lista Civica di Centro Sindaco [9]
17 novembre 1997 26 maggio 2002 Mario Antonacci Lista Civica di Centro-sinistra Sindaco [10]
27 maggio 2002 27 maggio 2007 Corrado Mongelli Lista civica di Centro-sinistra Sindaco [11]
28 maggio 2007 3 settembre 2010 Giampaolo Gentile Lista civica Sindaco [12]
3 settembre 2010 16 maggio 2011 Natalino Benedetti Commissario straordinario [13]
16 maggio 2011 5 giugno 2016 Antonio Vincenzo Matarelli Lista Civica Verità democrazia Sindaco [14]
6 giugno 2016 in carica Ludovico Marinacci Lista Civica Calascio nel Cuore Sindaco [1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 5 giugno 2016, elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat
  3. ^ a b c Touring Club Italiano, pag.141
  4. ^ Provincia dell'Aquila, pag.246
  5. ^ Walter Morico, Palear la dinastia dei maestri di Federico II, Streetlib, 2016, pp. 368 - 382, ISBN 8892598805.
  6. ^ Vincenzo Battista, pag.14
  7. ^ Provincia dell'Aquila, pag.247
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 21 novembre 1993, elezionistorico.interno.it.
  10. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 16 novembre 1997, elezionistorico.interno.it.
  11. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 26 maggio 2002, elezionistorico.interno.it.
  12. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 27 maggio 2007, elezionistorico.interno.it.
  13. ^ Gazzetta Ufficiale, Sere n. 223 del 23 settembre 2010, Decreto presidente della Repubblica 3 settembre 2010, gazzettaufficiale.biz.
  14. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultati delle elezioni amministrative del 15 maggio 2011, elezionistorico.interno.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vincenzo Battista, La civiltà del territorio, Pescara, Carsa Edizioni, 1994;
  • Provincia dell'Aquila, Guida turistica della Provincia dell'Aquila, L'Aquila, Provincia dell'Aquila, 1999;
  • Touring Club Italiano, L'Italia - Abruzzo e Molise, Milano, Touring Editore, 2005;

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN240113513