Carpineto della Nora

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Carpineto della Nora
comune
Carpineto della Nora – Stemma
Carpineto della Nora – Veduta
Abbazia di San Bartolomeo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Pescara-Stemma.png Pescara
Amministrazione
SindacoDonatella Rosini[1] (lista civica Progetto comune) dal 30-3-2010 (2º mandato)
Territorio
Coordinate42°20′N 13°52′E / 42.333333°N 13.866667°E42.333333; 13.866667 (Carpineto della Nora)
Altitudine535 m s.l.m.
Superficie24,08 km²
Abitanti554[3] (31-12-2021)
Densità23,01 ab./km²
FrazioniBoschetto, La Fara, Maddalena, San Bartolomeo Superiore, Santa Lucia
Comuni confinantiBrittoli, Civitella Casanova, Ofena (AQ), Vicoli, Villa Celiera, Villa Santa Lucia degli Abruzzi (AQ)
Altre informazioni
Cod. postale65010
Prefisso085
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT068008
Cod. catastaleB827
TargaPE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[4]
Cl. climaticazona D, 2 078 GG[5]
Nome abitanticarpinetani
PIL(nominale) 7,4 mln [2]
PIL procapite(nominale) 12 470 [2]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carpineto della Nora
Carpineto della Nora
Carpineto della Nora – Mappa
Posizione del comune di Carpineto della Nora all'interno della provincia di Pescara
Sito istituzionale

Carpineto della Nora è un comune italiano di 554 abitanti[3] della provincia di Pescara in Abruzzo. Faceva parte della comunità montana Vestina. Nel territorio sorge l'abbazia di San Bartolomeo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di San Bartolomeo Apostolo

Si sostiene che il centro abbia origini vestine, intorno al III secolo a.C., dati alcuni ritrovamenti. Tuttavia Il borgo attuale sorse nel X secolo presso il fiume Nora, sotto il colle di Lecina, dove fu consacrata l'abbazia intitolata a San Bartolomeo, ma passò giuridicamente sotto il controllo del Monastero benedettino soltanto nella seconda metà dell'XI secolo, quando i discendenti di Bernardo, il fondatore dell'Abbazia, donarono il Castello all'Abate Erimondo[6]; andato a finire non si sa come ed in quale anno sotto il controllo del vescovato di Penne, nel 1090 il castello di Carpineto viene nuovamente ceduto dal vescovo pennense Pampone a Sansone, Abate di San Bartolomeo[7].

Il nome proviene dal bosco di carpino, e naturalmente dalla vicinanza al fiume Nora. Il monastero fortificato dipese dall'abbazia di Santa Maria di Casanova, la prima delle cinque abbazie abruzzesi del X secolo, a partire dal 1258. Il feudo nel XII-XIV secolo oltre a Casanova, dipese prima da Penne e poi dalla baronia di Brittoli. Nel XVII secolo fu possedimento di Federico Borromeo, che ricostruì la chiesa parrocchiale, che fu dedicata poi a Carlo Borromeo. Nel primo '900 Carpineto contava 1.400 abitanti, e dipendeva da Penne, incluso nel distretto omonimo dall'Abruzzo Ultra. Nel 1927, con la costituzione della provincia di Pescara, Carpineto passò nel territorio pescarese assieme a Penne, al confine con le provincie di L'Aquila e di Teramo.

Il borgo rimase inalterato fino allo sviluppo urbanistico degli anni '60, quando le poche case rurali vennero in parte sostituite da nuovi edifici. Intorno al 1968 partirono i lavori di restauro dell'abbazia, già dal 1902 dichiarata monumento nazionale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di San Bartolomeo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Abbazia di San Bartolomeo.

Si trova presso la località omonima, ed è il monumento più significativo del comune. Gestita dai monaci benedettini, fu costruita nel X secolo e completata nel XIII. Fu voluta da Bernardo conte di Penne, che la donò poi ai frati locali. La facciata è spoglia ed è affiancata da un torrione, forse il vecchio campanile. L'interno a tre navate è decorato da un altare gotico sorretto da quattro colonne e il portale di accesso con bassorilievi colorati da figure floreali e vegetali.

Altri monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura

La zona di Carpineto della Nora è rinomata per la produzione di olio d’oliva della cultivar locale carpinetana. La coltura dell’olivo avviene in quota fino al limite massimo dei 700 m.s.l.m. Questo permette alle olive di scongiurare l’attacco della mosca dell’olivo. Sono inoltre presenti allevamenti di bovini specialmente della razza Vitellone Bianco dell’Appennino (Marchigiana) e di ovini per la produzione del pecorino e degli arrosticini.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte del ricamo.[9]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 aprile 1995 3 novembre 1995 Antonio Giuseppe D'Angelo Lista civica di centro-destra Sindaco [10]
4 novembre 1995 9 giugno 1996 Malgari Trematerra Commissario prefettizio [11]
10 giugno 1996 3 aprile 2005 Antonio Giuseppe D'Angelo Lista civica di centro-destra (1996-2000)
Lista civica di centro-sinistra (2000-2005)
Sindaco [12][13]
4 aprile 2005 28 marzo 2010 Giovanni Morretti Lista civica Sindaco [14]
29 marzo 2010 in carica Donatella Rosini Lista civica Progetto comune Sindaco [1][15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 31 maggio 2015, su elezionistorico.interno.gov.it.
  2. ^ a b Lajatico è il Comune più ricco d'Italia. La mappa dei redditi degli italiani pre-pandemia, in Il Sole 24 Ore, 27 maggio 2021.
  3. ^ a b Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  4. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  5. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  6. ^ A. L. Antinori, Annali degli Abruzzi, VI, Bologna, Forni Editore, 1971, pp. sub anno 1066.
  7. ^ A. L. Antinori, Annali degli Abruzzi, VI, Bologna, Forni Editore, 1971, pp. sub anno 1090 sub voce "Penne".
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 16.
  10. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 23 aprile 1995, su elezionistorico.interno.gov.it.
  11. ^ Anagrafe degli Amministratori locali e regionali del Ministero dell'Interno, Scheda di Malgari Trematerra, su amministratori.interno.it.
  12. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 9 giugno 1996, su elezionistorico.interno.gov.it.
  13. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 16 aprile 2000, su elezionistorico.interno.gov.it.
  14. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 3 aprile 2005, su elezionistorico.interno.gov.it.
  15. ^ Archivio storico delle Elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 28 marzo 2010, su elezionistorico.interno.gov.it.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN239184866 · GND (DE4472529-2 · WorldCat Identities (ENviaf-239184866
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