Crognaleto

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Crognaleto
comune
Crognaleto – Stemma Crognaleto – Bandiera
Crognaleto – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
ProvinciaProvincia di Teramo-Stemma.svg Teramo
Amministrazione
SindacoGiuseppe D'Alonzo[1] (lista civica di centro-sinistra Trasparenza e serietà) dal 28-5-2007 (3º mandato)
Territorio
Coordinate42°35′N 13°29′E / 42.583333°N 13.483333°E42.583333; 13.483333 (Crognaleto)Coordinate: 42°35′N 13°29′E / 42.583333°N 13.483333°E42.583333; 13.483333 (Crognaleto)
Altitudine1 094 m s.l.m.
Superficie124,3 km²
Abitanti1 259[2] (30-6-2017)
Densità10,13 ab./km²
FrazioniVedi elenco
Comuni confinantiAmatrice (RI), Campotosto (AQ), Cortino, Fano Adriano, L'Aquila (AQ), Montorio al Vomano
Altre informazioni
Cod. postale64043
Prefisso0861
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT067023
Cod. catastaleD179
TargaTE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona E, 2 767 GG[3]
Nome abitanticrognaletani
PatronoSan Pietro martire
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Crognaleto
Crognaleto
Crognaleto – Mappa
Posizione del comune di Crognaleto nella provincia di Teramo
Sito istituzionale

Crognaleto è un comune italiano sparso di 1 259 abitanti della provincia di Teramo in Abruzzo.

Il nome deriva dal termine dialettale crognale (= corniolo). Il centro omonimo è sito a 1.105 m di quota, ma la sede municipale si trova nella frazione di Nerito.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale, sito sulle pendici orientali dei Monti della Laga, caratterizzato da folti boschi di faggio e querce, si estende sui due versanti della Valle del Vomano. Faceva parte della Comunità Montana Gran Sasso, oggi soppressa, e ricade all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Transita qui un tratto della grande Ippovia del Gran Sasso.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Insediamenti sono attestati in epoca pre-romana e romana, ma gran parte degli attuali centri abitati sembra avere origini medioevali. Il territorio lungo la valle del Vomano era interessato dal passaggio di quella che pare fosse la Via Cecilia.

Le prime notizie appaiono sul finire del XIII secolo quando la vicina Amatrice rivendicava il possesso di alcune località ora facenti parte del comune.

L'attuale comune fu istituito nel 1813, durante l'occupazione napoleonica. Crognaleto, in precedenza facente parte del comune o "università" di Roseto, insieme al territorio che diventerà comune di Cortino, fu dichiarato comune autonomo, raccogliendo come frazioni numerosi centri abitati che in precedenza costituivano per lo più essi stessi delle universitates dotate di una loro autonomia.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo a Nerito di Crognaleto
Chiesa di Santa Maria Lauretana
Chiesa di San Giovanni in Frattoli

Benché si tratti di un paese molto piccolo, Crognaleto e le sue piccole contrade è ricca di chiesette del XIII-XVIII secolo, ancora molto ben conservate, che rispecchiano il tipico stile di costruzione di edifici di culto di montagna in pietra e legno lavorato, e sono testimonianza dei rapporti di maestranze provenienti dal reatino e dall'ascolano.

  • Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo: si trova a Nerito, che è la sede comunale del centro sparso. Fu edificata nel XIX secolo in stile neogotico rurale, ha esterno rivestito in pietra, impianto rettangolare con tetto spiovente, interno a navata unica spoglio, con soffitto a capriate. La navata è divisa in due da archi a tutto sesto poggianti su colonne, la zona presbiteriale è leggermente sopraelevata, e l'interno ha di interesse una statua della Madonna col Bambino. La facciata ha sopra il timpano una bifora centrale, che sovrasta il portale architravato. Il campanile laterale è novecentesco, realizzato però seguendo la tecnica della torre classica in mattoni faccia vista con cuspide.
  • Santuario della Madonna della Tibia: si trova su una rupe rocciosa ad est della frazione Corgnaleto. La tradizione vuole che un commerciante di bestiame tal Bernardo Paolini di Amatrice volle l'edificazione per grazie ricevuta, poiché era precipitato nel burrone mentre viaggiava, e si fratturò solo una tibia, riuscendo a tornare a casa. La chiesa fu eretta nel 1617 e successivamente venne realizzata anche una taverna per il ristoro dei pellegrini. Un'altra versione della leggenda vuole che la chiesa esistesse già nell'epoca romanica (documenti parlano del 1130), e che la tibia del mercante si fosse rotta per l'eccessiva fatica del viaggio a piedi. La chiesa ha copertura a capanna, facciata in pietra con coronamento orizzontale sopra cui si innalza il campanile a vela, che sorregge una piccola campana e una molto più grande, fusa nel 1756 da Ambrosio D. Ettore di Spoltore; sull'architrave del semplice portale c'è iscritto Flecte genu timeq(ue) Matrem venerare viator melius intactus dirigat illa tuos ped(es) d(ominus) Ber(nardinus) Paulinu(s) erecta A.D. 1617. L'interno è a navata unica, la zona presbiteriale è sopraelevata, l'altare maggiore è barocco in legno del XVII secolo, e dorato, vi si trova la statua della Madonna.
  • Chiesa dei Santi Silvestro e Rocco: in contrada Aiello, fu eretta nel 1529 e consacrata definitivamente nel 1581. Ampiamente restaurata seguendo il progetto originale, ha copertura a capanna, la facciata è sormontata da un campanile a vela centrale, il portale è semplice, sormontato da un oculo centrale, incorniciato di pietre lavorate a conci. L'interno ha due navate, divise da archi a tutto sesto, la navata sinistra risale al 1631, come dice l'iscrizione del portale. La navata principale termina con l'abside e l'altare presbiteriale in legno lavorato e dorato, con le colonne tortili ed edicole laterali che ospitano nicchie con statue: San Silvestro e San Rocco. L'altare della navata minore ha come pala un dipinto seicentesco di San Carlo Borromeo. Altri elementi provengono da edifici scomparsi, e sono di grande interesse: un leoncino del XIV secolo, una colonna tortile proveniente dal monastero di San Silvestro, oggi distrutto, risalente all'XI secolo, posto in località Vicenne verso la strada per Macchia Vomano.
  • Chiesa di Santa Maria Apparente: si trova nel bosco di Alvi, risalente al XIV secolo, edificata da un soldato francese per ringraziamento alla Madonna, dopo essere rimasto in vita a causa di un ferimento molto grave, quando venne abbandonato dai compagni nel bosco. La chiesa ha una costruzione in pietra locale, con copertura a capanna, e facciata in conci di pietra squadrata, con in cima piccolo campanile a vela. L'architrave del portale reca il monogramma YHS di San Bernardino e in alto la data 1516. All'interno la navata è una sola, le pareti laterali sono affrescate con ritratti dei Santi e sulla parete posteriore dell'altare è leggibile la scena dell'Annunciazione.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta: è la chiesa principale di Alvi, risalente al 1324 e ricostruita in forme medievali nel 1933. Ha copertura a capanna, facciata a coronamento orizzontale con timpano triangolare, campanile a vela laterale, ingresso mediante semplice portale incorniciato in pietra e con mensolina a lunetta.L'interno in pietra è a navata unica, con la statua della Madonna.
  • Chiesa di Sant'Andrea Apostolo: in contrada Cervaro, risale al XVI secolo, usata come cappella di un palazzo baronale. Di interesse il timpano con mascherone, l'ingresso rifatto nel 1639, e le incisioni presenti su più punti esterni, segno dei continui rifacimenti sino al XIX secolo. L'interno a navata unica è diviso in tre campate da due archi a tutto sesto, il soffitto è a capriate lignee, del XVIII secolo, e l'autore potrebbe esser stato lo lo stesso della chiesa di Macchia Vomano, per le corrispondenze dei disegni dipinti a motivi floreali. Nella parete centrale si trova un ciborio in pietra del XVI secolo con affreschi rovinati, una delle tre sezioni separata dal resto da una balaustra, è destinata alla zona presbiteriale, con altare in legno del 1741, intagliato e dorato, diviso in tre parti, con nicchie laterali che ospitano le statue di Sant'Andrea e San Pietro, mentre la nicchia maggiore ha un dipinto della Madonna delle Anime del Purgatorio, sovrastata dal Padreterno.
  • Chiesa parrocchiale di Santa Caterina e San Salvatore: si trova nel paese di Crognaleto, risalente al XVIII secolo per via di diversi rifacimenti. Ha impianto rettangolare a capanna, con campanile centrale a vela, interno a navata unica priva di abside, e la zona presbiteriale è sopraelevate, sull'altare domina l'immagine del Divino Salvatore, in prossimità dell'ingresso c'è un'acquasantiera del 1734. Le porte in legno sono state donate da un ex militare inglese che era stato ospitato nella chiesa durante la seconda guerra mondiale dai cittadini.
  • Chiesa di San Pietro: in contrada Cesacastina, è un'interessante chiesa del Trecento, restaurata nel XVII secolo, come dice la data 1696 sull'architrave del portale. Ha facciata a coronamento piano costruita in blocchi di pietra arenaria, sulla cui sommità poggia l'imponente campanile a vela con tre arcate, elemento classico per le chiese dei centri limitrofi dell'entroterra teramano. Il campanile è sovrastato da una statua di San Pietro è in cattivo stato conservativo, in una nicchia del campanile si trova invece lo stemma papale con la tiara e le due chiavi che contraddistinguono il ruolo dell'Apostolo e Primo Papa. L'interno è a croce greca, in stile barocco, barocchi sono gli altari, dipinti e dorati, le porte della sacrestia sono finemente intagliate e istoriate, le statue sono quelle dei Santi Pietro e Paolo, del Sacro Cuore di Gesù, conservate nelle pareti laterali, dove si trova la nicchia del Purgatorio del XVII secolo, poi quella di Sant'Antonio di Padova datata 1699, e quello del Rosario, che ha colonne tortili, a differenza degli altri tabernacoli corinzi.
Interno di Sant'Antonio a Frattoli
  • Chiesa di San Giovanni Battista: è la chiesa più interessante di Frattoli, che contiene anche le chiese di Sant'Antonio e della Madonna del Carmine. Essa è citata già dal 1324, e conserva perfettamente l'antica struttura, con alcune aggiunte rinascimentali, come il loggiato laterale. La chiesa ha copertura a capanna, sulla sommità si erge per tutto il perimetro della facciata il poderoso campanile a vela a tre archi, in basso il semplice portale architravato conserva una lunetta tardo romanica con la data 1660. La loggia tardo rinascimentale è del XVII secolo, con archi a tutto sesto, su un pilastro si trova un teschio con ossa incrociate e la datazione 1678, tale loggia dà accesso alla Cappella del Monte dei Morti, al suo interno conserva un bell'altare barocco dedicato al Purgatorio, con scolpito uno scheletro datato 1679, insieme alla scritta "Sic transit gloria mundi". La chiesa principale internamente ha navata unica, comunica con la grande cappella laterale, la navata è priva dell'abside, termina con il presbiterio rialzato, con l'altare a tabernacolo ligneo del 1713 opera di Isidoro Riccione da Fano Adriano, con le colonne tortili in legno dipinto e tre nicchie per ospitare le statue. Altri altari meno ornati si trovano sui lati, dedicati all'Incoronazione della Vergine degli Angeli e alla Natività di Maria. Il pulpito ligneo è molto bello, in legno dorato (XVIII secolo), con motivi vegetali e floreali che si alternano a riquadri religiosi del Nuovo Testamento.
  • Chiesa dei Santi Proto e Giacinto: si trova a Senarica, i documenti parlano del borgo premiato nel 1356 da Giovanna I di Napoli come repubblica indipendente per la resistenza nel 1343 contro le truppe di Ambrogio Visconti. La chiesa dunque esisteva già nel XIV secolo circa, ma oggi è è un rifacimento del XIX secolo in stile neogotico. Con il restauro del 1998 la chiesa è tornata perfettamente fruibile, ha copertura a capanna, la facciata è in pietra con semplice portale ad architrave piano, sue bifore gotiche laterali e un finestrone rotondo centrale. L'interno è a navata unica, presbiterio sopraelevato, con l'altare semplice.
  • Chiesa della Santissima Annunziata e San Silvestro Papa: chiesa principale di Macchia Vomano, fa parte delle chiese della montagna teramana del Gran Sasso che conservano la facciata in pietra sormontata da un poderoso campanile a vela con tre archi, esempi molto simili nelle chiese coeve di Cortino, Mosciano Sant'Angelo e Nereto. Il borgo di Macchia era dipendente dal monastero di San Silvestro Papa in contrada Vicenne, risalente all'XI secolo, e dopo il terremoto del 1349 esso andò distrutto, mentre gli abitanti andavano a popolare Aiello, dove trasferivano la sede parrocchiale. Anche a Macchia venne ricostruita la chiesa, dedicata all'Annunziata, ma dove si venerava anche la figura di San Silvestro, che più tardi ne condivise la consacrazione. La chiesa dunque ha un aspetto esterno quattrocentesco, con facciata a coronamento orizzontale, decorata da un semplice portale di ingresso, sovrastata dal grande campanile a vela, l'interno invece è barocco, a due navate divise da archi a tutto sesto su pilastri di pietra. L'arredo è concentrat nel presbiterio, con il tabernacolo ligneo a colonnine tortili in legno dipinto. Anche il soffitto ligneo è riccamente intagliato e dipinto, restaurato negli anni '70, con la scena dell'Adorazione del Santissimo Sacramento. L'altare in fondo alla seconda navata reca una pala seicentesca con la raffigurazione della Madonna del Rosario, e una delle colonne ha una placca con la Croce delle Indulgenze di Papa Leone XIII, datata 1901.
  • Chiesa di San Nicola di Bari: in contrada Piana Vomano, è del XIII-XIV secolo, con facciata in pietra a coronamento piano, su cui si innesta il campanile centrale a vela, con due campane. L'edificio è stato restaurato nel XVIII secolo, la data del portale è del 1774, l'interno è a doppia navata, una più piccola rispetto alla maggiore, e il collegamento è dato da archi su pilastri. Il tabernacolo ligneo dell'altare si trova nel presbiterio, del XVIII secolo.
  • Chiesa di Santa Maria Lauretana: parrocchia di Poggio Umbricchio, è stata costruita nel 1570, ha copertura a capanna, la torre campanaria è novecentesca, benché ricalchi l'aspetto antico dei campanili teramani, la facciata in pietra concia è decorata da portale architravato in pietra listellata, sull'architrave si legge Hic Y(e)h(su)s et (Vir(go) et I(esus) C(hri)sti Adorato es M.d.E. ML d(e) P(odio) 1570. L'interno è stato restaurato nel 2008 seguendo lo stile originale, ed è a navata unica con altare ligneo barocco nel presbiterio, decorato da colonne tortili intagliate e dorate, al centro si trova la statua della Madonna del Rosario nella nicchia, e sotto di essa due statue più piccole di San Pietro e San Paolo. Sui lati della chiesa si trovano altari minori, due per lato, in totale 4, del XVII secolo, con sempre le colonne tortili per ornamento, mentre il soffitto è a cassettoni lignei, terminato nel 1664. L'acquasantiera in pietra presso l'ingresso è sostenuta da un cippo d'origine romana, d'età imperiale, con l'iscrizione CIIII (anno 104 d.C.)

Rocca Roseto[modifica | modifica wikitesto]

Sorge sulla Piana di Roseto e viene fatta risalire all'epoca della fortificazione del teramano da parte di Manfredi di Svevia (XIII sec). Il castello comunicava con la fortezza di Valle Castellana fatta erigere da Manfredi e con la fortezza di Civitella del Tronto, e fu un valido baluardo per respingere gli assedi. Dal XVII secolo in poi cadde in degrado sino alla totale rovina, e infatti oggi resta solo una porzione della muratura a scarpa.

Feste tradizionali[modifica | modifica wikitesto]

Piano Roseto, altopiano nel territorio comunale di Crognaleto
  • Fuoco di Natale nella frazione di Nerito: vengono accesi circa 10-20 tonnellate di legna, che bruciano dalla notte del 24 dicembre fino alla mattina del 6 gennaio.
  • Fiera della Pastorizia: all'inizio dell'estate a Rocca Roseto nella frazione di San Giorgio.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Castagneto di Crognaleto, riqualificato nel corso degli anni 2000;
  • Piano Roseto, pianoro carsico in quota sui Monti della Laga.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

La ventricina di Crognaleto è un insaccato costituito da grasso suino mescolato con una bassa percentuale di spalla o altra carne magra, tritati e conditi con spezie e peperoncino e insaccati nello stomaco o nella vescica dell'animale. Dopo la maturazione, preferibilmente con leggera affumicatura, e la stagionatura, si mangia spalmato sul pane. L'uso è inoltre di conservare le salsicce dentro la ventricina, in modo da valorizzare entrambi i sapori.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Aiello, Alvi, Aprati, Cervaro, Cesacastina, Figliola, Frattoli, Macchia Vomano, Nerito, Piano Vomano, Poggio Umbricchio, San Giorgio, Santa Croce, Senarica, Tottea, Valle Vaccaro

Aiello[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa dei Santi Silvestro e Rocco (1539-1581, eretta durante la diffusione della peste dopo il 1528 e ampliata nel 1631 grazie alla costruzione di un corpo di fabbrica destinato al culto di San Carlo Borromeo fondato dalla famiglia Valeriani (indi passata ai Fragassi). Assunse anche il titolo di San Silvestro dopo l'abbandono e la rovina dell'antica prepositura omonima nota sin dal secolo XI posta a sud ovest dell'abitato.
  • Case dal XVI secolo.

Alvi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Alvi.

Piccola frazione di Crognaleto situata a 1005 m s.l.m. ricostruita dopo la frana che la colpì nel 1899.

Cervaro[modifica | modifica wikitesto]

Di interesse anche i resti di antichi mulini nella valle del torrente Zincano. Il mulino D'Egidio si trova nel torrente Laga.

Cesacastina[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Cesacastina, si trova a 1150 m s.l.m. nel cuore del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il paese è suddiviso in quattro borghi; l'agglomerato più antico si trova ai piedi del paese, borgo "Combrello" (Colle Morello) in cui si possono ammirare architravi del 1600. In questo borgo ha avuto i natali Don Michelangelo Forti, patriota e umanista, al quale è dedicata l'omonima piazza. Le case, costruite in arenaria, rispecchiano la geologia del luogo e il paesaggio mozzafiato. Il borgo "Colle" si caratterizza per versetti e motti incisi su porte e finestre degli edifici. Il borgo Mastrisco è il primo nucleo che si incontra alla porte del paese percorrendo la rotabile. Da racconti popolari si narra che il paese è stato colpito da uno smottamento; da ciò deriva il suo nome che in dialetto locale vuol dire "rimasto in loco".

Il borgo " Villa " si caratterizza per la chiesa dedicata ai SS Pietro e Paolo. Essa si presenta con una pianta a croce latina con motivi ornamentali interni risalenti al barocco, costituiti principalmente da un altare con colonne tortili e dipinti raffiguranti motivi sacri. La chiesa era l'unica nella montagna teramana che conservò il patronato laico, cioè il diritto dei residenti ad eleggere il proprio parroco. Il paese è divenuto famoso per la sua posizione strategica, poiché in poco tempo è possibile raggiungere la Valle delle Cento Cascate, un grandissimo bacino idrografico dove in primavera è dominato da numerosi corsi d'acqua. Da qui poi si può raggiungere Monte Gorzano che con i suoi 2457 m s.l.m.m risulta essere la vetta più alta del Lazio e dei Monti della Laga, con una vista molto bella sul Gran Sasso d'Italia.

In paese si narrano storie circa l'origine del paese e dello stesso toponimo. Nelle vicinanze vi era l'ospedale di Sant'Antonio Abate localmente detto dei tignosi, fu ceduto in gestione mediante convenzione al Convento dei Francescani dell'Aquila ai primi anni del Cinquecento[5]; era adibito a luogo di ricovero per malati di tigna, i quali venivano portati in quel luogo che ancora oggi prende il nome di Tignoso. In prossimità di questo ospedale è possibile osservare i resti della chiesa di Santa Maria Maddalena, nel quale sono stati ritrovati una croce e un calice d'oro con il quale papa Giovanni Paolo II ha proclamato una messa nel santuario di San Gabriele nei pressi di Colledara. Altre storie poi sono state scritte su roccia, altre tramandate. "Cesa"- "Castina" può essere tradotto come Taglio di castagno, oppure ricollegato a un accampamento romano, dove Cesa può significare taglio di un qualcosa come il bosco per esempio, e Castinus, si ritiene essere un console romano che si occupava di viaria, e dato che nella Valle delle Cento Fonti è presente un tracciato, che può essere assimilabile a un via secondaria dell'allora via Salaria, quindi Cesacastina poteva rappresentare un accampamento.

Frattoli[modifica | modifica wikitesto]

Si trova a 1115 m s.l.m. Nel 1297 è attestato l'abitato, che risulta sottoposto ad Amatrice. Successivamente rientra insieme alla vicine località nel comprensorio della Montagna di Roseto appartenente al ducato di Atri della famiglia Acquaviva. Tradizionalmente centro artigianale per l'intaglio del legno e per la scultura in pietra. Vi lavora Serafino Zilli, l'ultimo scalpellino della versante teramano della Laga.

Macchia Vomano[modifica | modifica wikitesto]

Nerito[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Nerito (Crognaleto).

Sito a circa 850 m s.l.m. vi è la sede del Municipio. Vi si svolgono due caratteristici riti: il Fuoco di Natale, tenuto acceso dalla vigilia di Natale fino alla Befana; dell'Erede che si svolge il giovedì grasso, in cui viene accolto dalla comunità il primo figlio maschio delle nuove famiglie.

Piano Vomano[modifica | modifica wikitesto]

Situato a circa 850 m s.l.m. Le prime costruzioni sembrano risalire al XIII secolo, mentre la formazione del centro abitato si deve forse all'abbandono del paese altomedioevale di Campanea (1526), in località Colle del Vento, che a sua volta sorgeva su un antico insediamento pre-romano, attestato da resti di mura megalitiche.

  • Chiesa di San Nicola (costruita probabilmente del XIV secolo ed ampliata nel 1774).
  • "Quercia Mazzucche" (roverella secolare, di 8 m di circonferenza, caduta il 12/07/07)

Poggio Umbricchio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Poggio Umbricchio.

Il paese è abbarbicato su uno sperone di roccia a forte declivio, nel territorio dei Monti della Laga, sul versante sinistro del Vomano. Si raggiunge per mezzo di una strada in salita che si dirama dalla Statale 80 del Gran Sasso d'Italia (la vecchia strada L'Aquila-Teramo recentemente ribattezzata Strada maestra del Parco).

  • Chiesa di Santa Maria Laurentana (con portale del 1570).

San Giorgio[modifica | modifica wikitesto]

Rocca Roseto

Si trova a 1150 m s.l.m. e sviluppato su tre livelli

  • Chiesa di San Giorgio
  • Antico fortilizio di Rocca Roseto in rovina.

Senarica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Repubblica di Senarica e Senarica.

Si trova su di uno sperone di roccia a picco sul tratto di gola del fiume Vomano, lungo la SS 80 del Gran Sasso d'Italia a 650 m di altitudine.

Chiesa dei patroni Santi Proto e Giacinto con statue lignee del XVI secolo. Interessanti stipiti di portali, tutti in pietra arenaria grigia, tipica dei Monti della Laga, si possono ammirare ancora in alcune case che testimoniano anche la esenzione dai tributi "casa franca", in quanto comunità autonoma.

Risale a questo periodo, forse, la mitica e ancora non accertata storicamente, alleanza con la repubblica di Venezia.

Tottea[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del paese di Tottea

Tottea si caratterizza per la pietra arenaria sulla quale il paese sorge. L'arenaria è utilizzata per farne sculture ed elementi architettonici. Sono rinomati gli scalpellini di queste zone, i quali da generazioni si tramandano l'arte nel realizzare camini, stipiti e altri ornamenti. Non a caso a Tottea sta nascendo un Ecomuseo e un Centro di documentazione, presso la sede della locale Pro Loco, dedicati alla lavorazione della pietra. Qui si svolge anche un concorso dedicato alla scultura in pietra. Vari artisti vi partecipano ogni anno lasciando al paese un crescente patrimonio artistico che va ad arricchire l'arredo urbano del paese. A Tottea e nel territorio limitrofo hanno sede numerose imprese edili di costruzione e di restauro le cui maestranze hanno prestato o prestano la loro opera in tutto il mondo. Transita qui un tratto della grande Ippovia del Gran Sasso.

Valle Vaccaro[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Sant'Antonio (restaurata nel 1888).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
21 novembre 1993 16 novembre 1997 Mario Ceci Lista Civica Sindaco [6]
17 novembre 1997 27 maggio 2007 Pietro Ceci Lista Civica di Centro-sinistra Sindaco [7][8]
28 maggio 2007 in carica Giuseppe D'Alonzo Lista Civica di Centro-sinistra Trasparenza e serietà Sindaco [1][9]

L'Archivio comunale dell'antica università di Roseto subì ripetuti danneggiamenti e dispersioni, in particolare durante la metà del secolo XIX quando ancora conservato nella casa comunale di Cervaro venne incendiato dai banditi. Quanto rimaneva venne trasferito nella nuova sede di Nerito[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 6 maggio 2012, su elezionistorico.interno.it.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Antonio Ludovico Antinori, Corografia degli Abruzzi, voce Cesa Castina
  6. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 21 novembre 1993, su elezionistorico.interno.it.
  7. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 16 novembre 1997, su elezionistorico.interno.it.
  8. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 26 maggio 2002, su elezionistorico.interno.it.
  9. ^ Archivio storico delle elezioni del Ministero dell'Interno, Risultato delle elezioni amministrative del 27 maggio 2007, su elezionistorico.interno.it.
  10. ^ Berardo Pio, Il comune di Crognaleto nel dramma del brigantaggio postunitario

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giulio Di Nicola, Crognaleto, in La Gazzetta di Teramo, 7 settembre 1975, p. 1;
  • Tottea, visioni d'epoca, Pro Loco di Tottea, Ricerche & Redazioni, Teramo, 2006;
  • Fabio Petrella, Dove non arrivano i sentieri, Edizioni Palumbi, Teramo, 2012;
  • Crognaleto, in Borghi e paesi d'Abruzzo, vol. 9, Pescara, Carsa Edizioni, 2008, pp. 83-95, SBN IT\ICCU\PBE\0049357.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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