Acquaviva (famiglia)

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Acquaviva d’Aragona
Stemma Acquaviva Aragona.png
D’oro al leone rampante d’azzurro armato e lampassato di rosso (Acquaviva). Dal 1458 Inquartato: nel primo e nel quarto: partito nel 1° d’Aragona, d’oro ai quattro pali di rosso, nel 2° di Aragona Sicilia inquartato in decusse: nel l e 4° d'Aragona, nel 2° e 3° di Svevia cioè d'argento all'aquila spiegata di nero membrata e linguata di rosso; nel secondo e nel terzo: d’oro al leone rampante d’azzurro armato e lampassato di rosso (Acquaviva)
TitoliDuchi di Atri, Duchi di Mosciano Sant'Angelo, Conti di Giulianova, Conti di Conversano, Principi di Caserta, Marchesi di Bellante, Duchi di Nardò, Conti di Gioia ecc.
FondatoreRinaldo di Acquaviva
Data di fondazioneXII secolo
Rami cadettiAcquaviva di Conversano, Acquaviva di Caserta e Bellante, Acquaviva di Nardò.

Gli Acquaviva (dal 1481 Acquaviva d'Aragona) sono stati una famiglia nobile italiana, una delle sette grandi casate del Regno di Napoli.[1] Tra i loro titoli si annoverano quelli di: duchi di Atri e conti di San Flaviano (di Giulia dal 1481); poi anche conti di Conversano e conti, poi duchi di Nardò, per un ramo, e conti e poi principi di Caserta per l'altro.

Sicuramente gli Acquaviva risiedettero ed ebbero possedimenti feudali sin dalla fine del XII secolo nella parte settentrionale dell'Abruzzo; nel 1195 è documentato un Rinaldo di Acquaviva, atriano e feudatario di varie terre nella regione teramana. Gli storici municipali abruzzesi[2] hanno sostenuto che le origini della famiglia, precedentemente a tale data, andassero cercate nella loro regione. A queste ipotesi se ne affiancano altre che assegnano alla famiglia origini nell'area del ducato di Spoleto longobardo, tra l'Umbria e la parte meridionale delle Marche[3][4].

Nei decenni successivi la famiglia stabilisce importanti rapporti con i re angioini: nel 1284 Riccardo di Acquaviva fu giustiziere di Terra d'Otranto al servizio di Carlo I d'Angiò, e nel 1393 Antonio di Acquaviva, che fu il primo a portare, per concessione di Carlo III di Durazzo, i titoli di conte di San Flaviano e di Montorio, comprò dal re Ladislao le città di Atri, con il titolo di duca, e di Teramo. In breve la famiglia divenne, come anticipato sopra, una delle sette maggiori casate del regno di Napoli (insieme ai Sanseverino, ai D'Aquino, ai Ruffo, ai Del Balzo, ai Piccolomini e ai Celano), in un processo che culminerà nel privilegio del 30 aprile 1479 con il quale Giulio Antonio Acquaviva ottenne dal re di Napoli Ferrante il diritto di aggiungere il nome d'Aragona al proprio cognome e di inquartare il proprio stemma con i colori dei Trastamara.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia della famiglia possono essere individuati tre principali rami.

Rami principali della famiglia Acquaviva d'Aragona

Linea dei duchi di Atri, conti di San Flaviano e (fino al 1575) conti di Conversano[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1382 Antonio Acquaviva ebbe dal re di Napoli Carlo III le contee di San Flaviano e di Montorio, alle quali poté aggiungere, nel 1393, la signoria sulle città d'Atri e di Teramo, conferitagli dal re Ladislao dietro il pagamento di 35.000 ducati.

Andrea Matteo I,
figlio di Antonio, fu 2º Duca di Atri, 2º Conte di San Flaviano; morì pugnalato a Teramo il 17 febbraio 1407. I titoli ed i possedimenti passarono ai suoi figli, prima Antonio, poi Pierbonifacio ed infine, nel 1443, alla morte del figlio di quest'ultimo, Andrea Matteo II, al terzo figlio Giosia (m. 1462), 6º Duca di Atri e 6º Conte di San Flaviano.
Giulio Antonio I,
figlio di Giosia, poi dal 1479 per privilegio regio d'Aragona (m. assedio di Otranto, 7 febbraio 1481), 7º Duca di Atri, 7º Conte di San Flaviano (poi Giulianova in suo onore), Signore di Forcella, Roseto, Padula ecc. dal 1462, 1º Duca di Teramo dal 1464[5], Cavaliere dell'Ordine dell'Ermellino, Generale contro i Turchi in Puglia. Sposò nel 1456 Caterina Orsini del Balzo, figlia naturale del Principe di Taranto Giovanni Antonio del Balzo Orsini, Contessa di Conversano, Signora di Turi, Noci, Castellana, Casamassima, Bitetto e Gioia del Colle.
Andrea Matteo III (1458 - 1529),
figlio di Giulio Antonio, 8º Duca d'Atri, conte di San Flaviano (titolo mutato, su sua richiesta e con il beneplacito regio, dal 1481, in quello di conte di Giulia), 15º conte di Conversano (dal 1496), uno dei feudatari più ricchi del regno, fu un uomo d'armi e di lettere, colto e raffinato, educato da giovane dal Pontano ed amico in età adulta di Jacopo Sannazaro. Sposò Isabella Todeschini Piccolomini, figlia del duca di Amalfi Antonio, e successivamente, nel 1509, Caterina Della Ratta, vedova di Cesare d'Aragona (figlio naturale del re di Napoli Ferdinando I, morto in esilio nel 1504). Andrea Matteo assegnò il ducato di Atri al primogenito Giovan Francesco, la contea di Conversano ed i feudi della Ratta a Caserta al di lui figlio Giulio Antonio II, e la contea di Gioia al secondogenito Giannantonio Donato[6]. Nel 1528 Giulio Antonio si schierò a favore dei Francesi e gli Spagnoli lo privarono di tutti i suoi feudi che egli ed i suoi eredi, riparati in Francia, reclamarono a lungo invano. Dopo lunghe vicende Giannantonio Donato riuscì a farsi assegnare il ducato di Atri e la contea di Conversano, mentre la contea di Caserta rimase al nipote secondogenito di Giulio Antonio II, Baldassarre, che dette origine alla linea dei conti di Caserta.
Gian Girolamo (1521 - 1592)
figlio primogenito di Giannantonio Donato, fu 10º duca di Atri e 17º conte di Conversano; fu padre di due cardinali, Giulio ed Ottavio. Egli divise nel 1575[7] il ducato di Atri e la contea di Conversano tra i figli Alberto (11º duca) ed Adriano (18º conte)[8]. La linea dei conti di Conversano confluirà poi nel 1598 in quella dei duchi di Nardò con il matrimonio tra il 19º conte Giulio Antonio e la cugina Caterina Acquaviva, figlia ed erede del duca Belisario II.
Claudio (1543 - 1615);
figlio di Giannantonio Donato, fu un religioso italiano appartenente alla Compagnia di Gesù, della quale fu il quinto Preposito Generale (dal 1581 alla morte). Portò a compimento la redazione della Ratio Studiorum, l'insieme delle regole didattiche e pedagogiche per i collegi gesuiti.
Gian Girolamo II (16631709)
fu il 15º Duca di Atri, statista e poeta italiano, dal 1679 Grande di Spagna. Tra i suoi figli occorre segnalare Troiano, cardinale ed importante figura politica nella Roma dell'epoca.

Dopo la morte di Gian Girolamo il titolo ducale passo in successione ai suoi figli Giosia, Domenico, Troiano, Ridolfo, ed infine Isabella, sposata a Filippo Strozzi; nessuno di essi ebbe eredi ed alla morte di Isabella, nel 1760, il Ducato di Atri ritornò allo stato napoletano, mentre il titolo ducale passò alla linea dei Duchi di Nardò e Conti di Conversano.

Linea dei duchi di Nardò, poi anche (dal 1575) conti di Conversano e (dal 1790) anche duchi d'Atri[modifica | modifica wikitesto]

Riunione dei rami di Conversano e Nardò in Giangirolamo II
Belisario (1464 - 1528),
figlio di Giulio Antonio I, fu 14º Conte di Conversano; nel 1496 rinunciò alla Contea di Conversano in favore del fratello maggiore Andrea Matteo III (1458 - 1529) per divenire 1º Conte (poi duca) di Nardò dal 12 marzo 1497, per concessione del Re di Napoli dopo la confisca ai del Balzo. Insignito del titolo di Marchese dal re Federico I di Napoli dopo la battaglia del Garigliano (1503), fu condottiero al servizio del Re di Napoli e dell'imperatore Carlo V. Sposò Sveva Sanseverino, figlia di don Gerolamo, 2º Principe di Bisignano. Fu sepolto a Nardò nella chiesa di Sant'Antonio da Padova in un bellissimo monumento funebre
Giovanni Bernardino
era figlio di Belisario I; fu 2º Duca di Nardò dal 1528 e condottiero al servizio dell'Imperatore Carlo V; morì durante un'incursione turca a Nardò 25 agosto 1541 e ivi sepolto.
Francesco († 1559),
figlio di Giovanni Bernardino, fu 3º Duca di Nardò dal 1559; Preside in Otranto, Barletta, Gallipoli e Taranto e comandante di cavalleria spagnola.
Giovanni Bernardino II († 1596),
figlio di Francesco, fu 4º duca di Nardò e Belisario II (+ 1619), suo figlio, 5º duca di Nardò. Caterina, figlia di Belisario II, 6º duchessa di Nardò, sposò nel 1598 Giulio Antonio Acquaviva, 19º conte di Conversano, unendo le due linee Acquaviva d'Aragona. Giulio Antonio era figlio di Adriano (+ 1607), 18º conte ed a sua volta figlio del 17º conte e 10º Duca di Atri, Giangirolamo I (1521 - 1592).
Giangirolamo II
(detto il Guercio di Puglia) era figlio di Giulio Antonio e Caterina, fu 20º conte di Conversano e 7º duca di Nardò, mantenne il suo ruolo di signore fino al 1665, anno della sua morte. Era sposato con la contessa Isabella Filomarino dei principi della Rocca.

Nel 1760, alla morte dell'ultima duchessa d'Atri Isabella, Carlo Acquaviva,[9] figlio del conte di Conversano Giulio Antonio, ne ereditò i beni personali, comprendenti i palazzi di Atri e Giulianova e la ricca biblioteca[10]. Lo stato d'Atri fu soppresso ed i beni devoluti al regno di Napoli; dopo un lungo contenzioso con la Corona, conclusosi nel 1790, Carlo Acquaviva ottenne il titolo di duca di Atri (senza beni feudali), trasmissibile agli eredi, riunendolo così di nuovo nello stesso ramo familiare con quello di conte di Conversano.

Nell'Ottocento alcuni membri della famiglia rivestono cariche politiche nello stato unitario; il duca d'Atri Luigi viene nominato senatore del Regno; il fratello Carlo è prima deputato a Giulianova e poi senatore; il figlio Giulio è deputato a Rossano e Castrovillari.

Linea dei conti, poi principi di Caserta[modifica | modifica wikitesto]

Il matrimonio di Andrea Matteo III nel 1509 con Caterina Della Ratta gli aveva permesso di succedere a questa famiglia, che aveva tenuto la contea di Caserta dal 1310. I diritti degli Acquaviva sulla città furono ulteriormente rafforzati dal matrimonio del nipote di Andrea Matteo, Giulio Antonio II, figlio del suo primogenito Gianfrancesco, con la pronipote della contessa di Caserta, Anna Gambacorta. Il ricco periodo è visibile nei resti del castello di Caserta vecchia che venne rinforzato e arricchito di una nuova cinta muraria e di diverse torri.

Nel 1528 Giulio Antonio II, dopo la ribellione agli Spagnoli e la fuga in Francia col figlio primogenito Giovan Francesco, perse tutti i suoi feudi; il ducato di Atri e la contea di Conversano passarono allo zio Giannantonio Donato. La moglie di Giulio Antonio, Anna, rimasta a Napoli, riuscì ad ottenere che la contea di Caserta restasse al figlio secondogenito, Baldassarre, condottiero al servizio di Carlo V e di Filippo II, che mantenne anche il possesso di alcuni feudi in Abruzzo con il titolo di marchese di Bellante.

Il periodo di maggiore sviluppo del villaggio presso la torre arrivò con il figlio e successore di Baldassarre, Giulio Antonio III, che ottenne il titolo di principe di Caserta nel 1544. Sotto il principato di Andrea Matteo IV Acquaviva (1594 - 1634) vennero costruite e ampliate a Caserta diverse opere che formarono il nucleo di costruzioni borboniche nei secoli successivi, come il Palazzo al boschetto, ricco di affreschi di Belisario Corenzio, il "Belvedere"[11], sul cui nucleo nacque poi la regia colonia di San Leucio, ed il Palazzo Acquaviva, l'attuale prefettura, che venne ampliato ed arricchito con un bel giardino, sulla cui struttura venne costruito poi il parco della Reggia di Caserta. Inoltre, egli va ricordato per la sua forte politica tesa a sostegno della Chiesa per cui incentivò a Caserta la presenza di diversi ordini monastici, contribuendo alla costruzione dei conventi con ampie elargizioni, come per i Padri Minimi per la chiesa di San Francesco di Paola.

Egli lasciò erede del principato di Caserta la figlia Anna (1596 - 1659), che sposò nel 1618 Francesco Gaetani di Sermoneta. I Caetani ereditarono il titolo principesco governando lo stato di Caserta fino al momento della costruzione della Reggia, quando lo cedettero al re.

Genealogia completa degli Acquaviva dalla nascita del ducato d'Atri ai giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

I - dalla creazione del ducato d'Atri ad Andrea Matteo III[modifica | modifica wikitesto]

Antonio († 1395), 1º duca d'Atri

  1. Andrea Matteo I ( † 1407), 2º duca d'Atri; sposò Caterina Tomacelli
    1. Antonio († 1410), 3º duca d'Atri
    2. Pier Bonifacio († 1421), 4º duca d'Atri
      1. Andrea Matteo II, 5º duca d'Atri
    3. Giosia († 1462), 6º duca d'Atri
      1. Giulio Antonio († 1481), 7º duca d'Atri; sposa nel 1456 Caterina Orsini del Balzo contessa di Conversano
        1. Giovanni Antonio (1457 - 1479), marchese di Bitonto
        2. Donato, Vescovo di Conversano dal 1499 al 1528
        3. Belisario I (1464 - 1528), 14º conte di Conversano, poi 1º duca di Nardò; sposò Sveva Sanseverino di Bisignano
          1. Giovannantonio († 1525), vescovo di Alessano e poi di Lecce dal 1517
          2. Giovanni Battista, vescovo di Nardò dal 1521 al 1531
          3. Giacomo Antonio († 1569), vescovo di Nardò dal 1536
          4. Giovanni Bernardino († 1541), 2º duca di Nardò; sposò Giovanna Gaetani
            1. Francesco († 1559), 3º duca di Nardò
              1. Giovanni Bernardino II († 1596), 4º duca di Nardò
                1. Belisario II († 1619), 5º duca di Nardò
                  1. Caterina († 1636), 6ª duchessa di Nardò; le sue nozze nel 1598 Giulio Antonio II Acquaviva, figlio del conte di Conversano Adriano, riunificano i due rami familiari
        4. Andrea Matteo III (1458 - 1529), 8º duca d'Atri, 15º Conte di Conversano; sposò in prime nozze Isabella Piccolomini ed in seconde, nel 1509, Caterina della Ratta, contessa di Caserta
          1. Gianfrancesco († 1527), marchese di Bitonto; sposò Dorotea Gonzaga
            1. Giulio Antonio II, conte di Conversano, marchese di Bitonto; sposò Anna Gambacorta, contessa di Caserta; morì in esilio in Francia
              1. Gianfrancesco († 1569), signore di Brie, visse in esilio in Francia
                1. Anna, nota come "Mademoiselle d'Atrie"[12] in Francia alla corte di Caterina de' Medici e Carlo IX; sposò Ludovico Cattani di Diacceto, conte di Chateauvillain
                  1. Scipione, conte di Chateauvillain (ereditò il cognome della madre)
              2. Baldassarre († 1577), 1º marchese di Bellante, conte di Caserta; sposò Girolama Gaetani
                1. Marcello (1531 - 1617), arcivescovo di Otranto
                2. Giulio Antonio III (1549 - 1594), 1º principe di Caserta; sposò Vittoria de Lannoy
                  1. Andrea Matteo IV (1570 - 1647), 2º principe di Caserta
                  2. Anna (1596 - 1659), 3º principessa di Caserta; sposò Francesco Gaetani duca di Sermoneta
          2. Giovanni Vincenzo (1490 - 1546), vescovo di Melfi e Rapolla, cardinale
          3. Giannantonio Donato (1485 - 1554), Conte di Gioia, poi 9º Duca d'Atri e 16º conte di Conversano

II - dal sec. XVI all'estinzione dei duchi d'Atri[modifica | modifica wikitesto]

(Giannantonio Donato (1485 - 1554), Conte di Gioia, poi 9º Duca d'Atri e 16º conte di Conversano)

  1. Claudio (1543 - 1615), Generale dei Gesuiti
  2. Andrea Matteo († 1576), vescovo di Venafro e arcivescovo di Cosenza
  3. Giovanni Girolamo I (1521 - 1592), 10º Duca d'Atri, 17º conte di Conversano, conte di Gioia, letterato
    1. Alberto (1545 - 1597), 11º Duca d'Atri, conte di Gioia
      1. Giosia (1574 - 1620), 12º Duca d'Atri, sposa Margherita Ruffo
        1. Ottavio (1608 - 1674), cardinale
        2. Francesco (1606 - 1649), 13º duca d'Atri
          1. Giosia (1631 - 1679), 14º duca d'Atri
            1. Francesco (1665 - 1725), cardinale vescovo di Sabina
            2. Giovan Girolamo II (1663 - 1709), 15º duca d'Atri, condottiero e poeta arcade
              1. Giosia († 1710), 16º duca d'Atri
              2. Domenico (1689 - 1745), 17º duca d'Atri
              3. Troiano (1689 - 1747), arcivescovo di Monreale, cardinale, 18º duca d'Atri
              4. Rodolfo (1697 - 1755), 19º duca d'Atri
              5. Isabella (1703 - 1760), 20ª duchessa d'Atri, sposò Filippo Strozzi. Alla sua morte il ducato di Atri viene devoluto allo stato di Napoli; il titolo ducale passa al ramo dei conti di Conversano e duchi di Nardò.
    2. Giulio (1546 - 1574), cardinale di San Teodoro
    3. Rodolfo (1550 - 1583), gesuita, missionario e martire in India
    4. Ottavio (1560 - 1612), cardinale, arcivescovo di Napoli dal 1605 al 1612
    5. Orazio († 1617), cappuccino e vescovo di Caiazzo
    6. Adriano († 1607), 18º conte di Conversano
      1. Giulio Antonio II († 1623), 19º Conte di Conversano, sposa Caterina Acquaviva, figlia di Belisario II
        1. Giangirolamo II (1600 - 1665), 7º duca di Nardò, 20º conte di Conversano
          1. Cosimo[13] († 1665), 8º duca di Nardò e 21º Conte di Conversano per dieci giorni prima di morire in duello a Ostuni
            1. Giangirolamo III († 1680), 9º duca di Nardò, 22º conte di Conversano
            2. Giulio Antonio († 1691), 10º duca di Nardò, 23º conte di Conversano
              1. Giulio Antonio († 1746), 11º duca di Nardò, 24º conte di Conversano

III - dalla fine del sec. XVIII ai giorni nostri[modifica | modifica wikitesto]

(Giulio Antonio († 1746), 11º duca di Nardò, 24º conte di Conversano)

  1. Carlo (1733 - 1800), 21º duca di Atri per successione della 20ª duchessa Isabella Acquaviva Strozzi, riconosciuta da Ferdinando IV nel 1790
  2. Pasquale (1718 - 1788), Cardinale
  3. Giovanni Girolamo IV († 1777), 12º duca di Nardò, 25º Conte di Conversano
    1. Giulio Antonio (1742 - 1801), 13º duca di Nardò, 26º Conte di Conversano
      1. Giangirolamo V (1786 - 1848), 23º Duca di Atri, 14º duca di Nardò, 27º Conte di Conversano
        1. Luigi (1812 - 1898), 24º Duca di Atri, 15º duca di Nardò, 28º Conte di Conversano, Senatore del Regno d'Italia dal 1860
          1. Giulio (1849 - 1887), duca di Casalaspro e Pietragalla, Deputato per i collegi di Rossano dal 1880 al 1882 e di Castrovillari dal 1882 alla morte
          2. Francesco (1851 - 1894), 16º duca di Nardò
            1. Giulia (1887 - 1972), 25ª duchessa d'Atri, 17ª duchessa di Nardò, ultima Acquaviva erede dei titoli ducali della famiglia; sposa nel 1887 Giustiniano Perrelli-Tomacelli-Filomarino
        2. Carlo (1822 - 1892), Conte di Castellana, Deputato per il collegio di Giulianova dal 1861 al 1876, Senatore del Regno d'Italia dal 1890
          1. Mario Andrea (1852 - 1908)
            1. Carlo (1894 - 1963)
              1. Fiorella (1922 - 2011), ultima discendente diretta della famiglia

Le dimore degli Acquaviva[modifica | modifica wikitesto]

Nel feudo ducale di Atri gli Acquaviva edificarono il loro Palazzo Ducale alla fine del sec. XIV, al centro della città. Oggi l'edificio, ancora integro, è sede dell'Amministrazione Comunale.

Napoli ospita vari edifici Acquaviva. All'inizio del '500 Andrea Matteo III ordinò la realizzazione di un grande palazzo sul luogo nel quale la famiglia possedeva da tempo delle abitazioni, vicino Porta Donnorso (ora in via Atri al civico 37). Il palazzo fu acquistato nell'ottocento dai Winspeare, con il nome dei quali è oggi comunemente conosciuto. Un secondo palazzo Acquaviva d'Atri fu realizzato dal penultimo duca, Rodolfo, a metà del secolo XVIII ed è oggi noto come Albertini di Cimitile.

Giulia: esperimento di città ideale acquaviviana.

Giulianova fu luogo di villeggiatura per la famiglia e dimora prediletta in Abruzzo dopo che, con l'estinzione del ramo ducale, il palazzo di Atri venne acquisito al regio demanio. Il piano di fondazione della città, promosso da Giulio Antonio, prevedeva una residenza nella piazza principale, di fronte alla chiesa di S. Flaviano. In questo palazzo erano alloggiati la biblioteca, la pinacoteca e l'archivio di famiglia [14]quando fu preso d'assalto e distrutto dalla folla durante i moti seguiti alla cosiddetta invasione francese negli Abruzzi. Ne restano oggi alcuni resti. Sempre a Giulianova la famiglia ebbe una villa, nella località "la Montagnola", ancora abitata dagli ultimi Acquaviva fino ai primi decenni del secolo XX.

Il ramo dei principi di Caserta fu particolarmente attivo nella costruzione di residenze, alcune delle quali sono menzionate nel paragrafo a loro dedicato. Ebbero anch'essi residenze a Napoli, nella zona tra Piazza San Domenico Maggiore e S. Biagio dei Librai. Una parte di questi edifici furono ceduti ai Carafa della Spina per la realizzazione del loro palazzo. Una seconda residenza, ancora visibile vicino alla Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, fu acquistata nel 1591 dall'Arte della Seta, per ospitarvi la ragazze della cui educazione la Corporazione si occupava[15][16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Acquaviva Aragona, nobili-napoletani.it.
  2. ^ N. Palma, Storia ecclesiastica e civile della Regione più Settentrionale del Regno di Napoli, Teramo 1832-1836; F. Savini, Le famiglie feudali della regione teramana nel Medioevo, Roma 1917; L. Sorricchio, Hatria - Atri, vol II, Pescara 1929
  3. ^ C. Vultaggio, Le origini degli Acquaviva, in Documenti dell'Abruzzo Teramano, vol V, I, pp. 34 - 39, 2001
  4. ^ Secondo una ricostruzione del Mugnos, priva tuttavia di riscontro storico, gli Acquaviva abruzzesi deriverebbero a loro volta da un ramo dei duchi di Baviera, disceso in Italia nel X secolo
  5. ^ mentre Andrea Matteo I e Giosia esercitarono un potere effettivo su Teramo, la signoria sulla città di Giulio Antonio e, più tardi, di Andrea Matteo III fu puramente nominale
  6. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Giovanni Antonio Donato", su treccani.it.
  7. ^ R. Colapietra, Baronaggio, umanesimo e territorio nel Rinascimento meridionale, Napoli 1999, pp 359 - 362
  8. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Adriano", su treccani.it.
  9. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Carlo", su treccani.it.
  10. ^ Una ricognizione del patrimonio privato Acquaviva è presente in Giulio Sodano, Da Baroni del Regno a Grandi di Spagna, Guida, 2012, ISBN 978-88-6666-150-4; la biblioteca comprendeva oltre 2.000 volumi.
  11. ^ http://www.sopri-caserta.beniculturali.it/index.php/monumenti-del-territorio/421-belvedere-di-san-leucio.html
  12. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Anna, detta, dal feudo paterno, Mademoiselle d'Atrie", su treccani.it.
  13. ^ Dizionario Biografico degli Italiani, voce "ACQUAVIVA D'ARAGONA, Cosimo", su treccani.it.
  14. ^ v. Sodano, op. cit.
  15. ^ Aldo Pinto, RACCOLTA NOTIZIE PER LA STORIA, ARTE, ARCHITETTURA DI NAPOLI E CONTORNI - PARTE 2.1: LUOGHI (Centro antico) - PALAZZO ACQUAVIVA C. CASERTA, poi CONSERVATORIO ARTE DELLA SETA E CHIESA DEI SS. FILIPPO E GIACOMO, pag. 5338 e segg. - 2017
  16. ^ La chiesa dei SS. Filippo e Giacomo: l'arte serica e la storia che non ti aspetti

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Baldassarre Storace, Istoria della famiglia Acquaviva reale d'Aragona, Roma 1738, su play.google.com.
  • P. Litta, Famiglie celebri italiane, vol I - Acquaviva di Napoli, Torino 1843
  • L. Sorricchio, Hatria - Atri, vol II - Dalle invasioni barbariche alla fine della dinastia Angioina (476 - 1382), Pescara 1929; vol. III - Dalla dinastia Durazzesca alla morte di Filippo II di Spagna (1382 - 1598), Atri 1981
  • Enciclopedia Italiana, voce "Acquaviva", su treccani.it.
  • AA.VV., Territorio e feudalità nel Mezzogiorno rinascimentale. Il ruolo degli Acquaviva tra XVI e XVI secolo, Atti del primo Convegno Internazionale di Studi su La Casa Acquaviva d'Atri e di Conversano, Conversano-Atri, 13-16 settembre 1991,presentazione di F. Tateo, 2 voll., Galatina, Congedo Ed., 1995-1996.
  • AA.VV., La linea Acquaviva dal nepotismo rinascimentale al meriggio della Riforma cattolica, Atti del secondo Convegno Internazionale di Studi su: La Casa Acquaviva d'Atri e di Conversano, Conversano, 24-26 novembre 1995, presentazione di F. Tateo, 2 voll., Galatina, Congedo Ed. 2005
  • AA.VV., Atti del sesto convegno gli Acquaviva D'Aragona duchi di Atri e conti di S. Flaviano, 3 volumi, Teramo, Centro Abruzzese di ricerche storiche, 1985-1989;
  • M. Sirago, Lo ' stato' acquaviviano in Puglia: gli Acquaviva di Conversano (1575/1665), I parte, Archivio Storico Pugliese, 1984, pp. 73 ss.
  • M. Sirago, Lo 'stato' acquaviviano in Puglia: gli Acquaviva di Conversano (1665-1710), II parte, Archivio Storico Pugliese,1986
  • G. Sodano, Da baroni del Regno a Grandi di Spagna. Gli Acquaviva d'Atri: vita aristocratica e ambizioni politiche, Napoli, Guida, 2012.
  • A. Spagnoletti, a cura di, Giangirolamo II Acquaviva. Un Barone Meridionale nella crisi del Seicento. Dai Memoriali di Paolo Antonio di Tarsia, Presentazione di F. Tateo, Galatina, Congedo Ed., 1999
  • Albero genealogico Acquaviva, su geneall.net.
  • Giovanna Manetta Sabatini, Albero genealogico della Famiglia Acquaviva d'Aragona, Teramo 2009

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