Pelago

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Pelago
comune
Pelago – Stemma Pelago – Bandiera
Pelago – Veduta
Veduta di Pelago
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
Città metropolitanaProvincia di Firenze-Stemma.svg Firenze
Amministrazione
SindacoNicola Povoleri (centro-sinistra) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate43°46′26″N 11°30′17″E / 43.773889°N 11.504722°E43.773889; 11.504722 (Pelago)Coordinate: 43°46′26″N 11°30′17″E / 43.773889°N 11.504722°E43.773889; 11.504722 (Pelago)
Altitudine309 m s.l.m.
Superficie54,56 km²
Abitanti7 696[1] (31-8-2019)
Densità141,06 ab./km²
FrazioniBorselli, Carbonile, Consuma, Diacceto, Fontisterni, Magnale, Pagiano, Palaie, Paterno, Raggioli, San Francesco-Albereta, Sant'Ellero, Stentatoio, Massolina, Nipozzano,
Comuni confinantiMontemignaio (AR), Pontassieve, Pratovecchio Stia (AR), Reggello, Rignano sull'Arno, Rufina
Altre informazioni
Cod. postale50060
Prefisso055
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT048032
Cod. catastaleG420
TargaFI
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 238 GG[3]
Nome abitantipelaghesi
Patronosan Clemente
Giorno festivo23 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pelago
Pelago
Pelago – Mappa
Posizione del comune di Pelago all'interno della città metropolitana di Firenze
Sito istituzionale

Pelago (Pèlago, IPA: /ˈpɛlaɡo/[4]) è un comune italiano di 7 696 abitanti della città metropolitana di Firenze in Toscana. Appartiene alla Unione di Comuni Valdarno Valdisieve (già Comunità montana Montagna Fiorentina).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Pelago, con i suoi circa 7.000 abitanti, si estende per circa 54 chilometri quadrati tra l'Appennino, Pratomagno e la Valdisieve; dista circa 25 chilometri da Firenze e si trova tra gli 89 e i 1150 m s.l.m. Il territorio presenta caratteristiche sia montane sia collinari con una campagna coltivata sia ad ulivi sia a viti intervallata dalla presenza di foreste. Più precisamente il comune è compreso tra il corso dell'Arno e quello della Sieve ed è crocevia di collegamenti, stradari e ferroviari, con i comuni limitrofi. I confini sono segnati dai fiumi sopra menzionati (la Sieve con Pontassieve; l'Arno con Rignano sull'Arno) e dal torrente Vicano di Sant'Ellero (Reggello). Da Pelago passa anche il torrente Vicano di Pelago. Vista la morfologia del territorio sono presenti numerosi corsi d'acqua che si diramano in tutte le direzioni.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Pelago, per la sua collocazione geografica, fu popolata fin dalla preistoria e, nelle epoche successive, non mancarono di stabilirvisi prima gli etruschi e poi i romani. Nel medioevo la morfologia del terreno fu un luogo naturale per lo sviluppo di torri, castelli, ville e case coloniche. Lo stesso centro storico di Pelago è sorto attorno al castello dei Conti Guidi (la cui presenza è documentata già nel 1089). In realtà la proprietà del castello era dei Cattanei, probabilmente loro vassalli. Pelago fu successivamente teatro di scontri tra guelfi e ghibellini.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al merito civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito civile
«Piccolo centro, con coraggiosa determinazione ed altissima dignità morale si sollevava contro i nazifascisti, partecipando, con la formazione di gruppi partigiani, alla guerra dì Liberazione. Veniva sottoposto ad una delle più feroci rappresaglie da parte delle truppe naziste che trucidarono brutalmente diciannove suoi cittadini, tra cui donne e bambini, prelevati a forza dalle loro case e dai campi.»
— 1943/1944 - Pelago (FI)[5]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Pieve di San Clemente: Pieve dal 1413 ha subito numerosi restauri tanto che della primitiva chiesa romanica non ne è rimasta alcuna traccia. All'interno della chiesa in una nicchia ricavata nella pietra serena è situata la fonte battesimale. L'opera risale al XVIII secolo. All'interno è inoltre possibile ammirare l'altare in scagliola del 1695; è anche presente un museo di arte sacra.
  • Oratorio del Santissimo Crocifisso: L'edificio del quattrocento fu strutturato una prima volta nel 1738 ma è con il secondo restauro degli anni trenta che perde i propri caratteri originali dopo essere stato allargato e sopraelevato.
  • Pieve di San Lorenzo a Diacceto: Ricordata come pieve già dal 1073 con il titolo di San Jerusalem, fu chiesa madre dell'importante piviere di Diacceto.
  • Chiesa di San Francesco a San Francesco: Questa antica chiesa presenta un'unica navata molto ampia con il presbiterio rialzato. Si trova in Piazza Giuseppe Verdi, attigua alla vicina Pontassieve
  • Chiesa di Santa Margherita a Tosina: Appartiene a questa chiesa un trittico di Mariotto di Nardo, datato 1388, raffigurante la Madonna in trono col Bambino e santi.
  • Chiesa di San Pietro a Ferrano: Ricordata come dipendenza del piviere di Diacceto già dal XII secolo, ebbe dal 1364 il patronato della famiglia degli Albizi.
  • Chiesa di Santa Maria a Ferrano: Dal XIV secolo vi appare come patrona la famiglia degli Albizi.
  • Chiesa di San Niccolò a Magnale: Anticamente chiesa del castello, ricordata già nel secolo XI, si presenta oggi con un aspetto settecentesco.
  • Chiesa di San Martino a Pagiano: la piccola chiesa, di origine medievale, è stata completamente trasformata agli inizi del Novecento, ma conserva al suo interno un trittico di Niccolò di Pietro Gerini.
  • Chiesa di San Lorenzo a Fontisterni: di origine probabilmente romanica e trasformata prima nel Cinquecento, e poi nel 1939-1940, vi si trova un tabernacolo robbiano del Cinquecento e due tele secentesche anonime.[6]
  • Monastero di Sant'Ellero: l'antico monastero di Sant'Ilario in Alfiano sorse in epoca altomedioevale e fu poi fortificato con un castello, la cui alta torre sovrasta la frazione omonima. Il complesso, oggi proprietà privata, conserva la chiesa, trasformata nel Settecento, le celle, l'antico chiostro e le gallerie. Tra Seicento e Settecento fu trasformata in villa.[7]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Stupan: situato nel centro storico è appartenuto ai Cattani.
  • Municipio: nel 1922 il comune di Pelago acquista quello che resta dell'edificio appartenuto a Cattani da Diacceto. Dopo un consistente restauro che preserva il disegno del nucleo originale della fortificazione, la costruzione diventa la sede del Municipio.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello di Nipozzano: costruito attorno al secolo XI, faceva parte di un sistema di castelli che controllavano la confluenza di Arno e Sieve.
  • Castello dei conti Guidi: nel 1248 si rifugiano in questo castello alcuni guelfi fuggiti da Firenze e incalzati dai ghibellini di Federico II. Successivamente a tale periodo la Diocesi di Fiesole contesta la proprietà ai Cattanei (probabili vassalli dei Guidi). Tale controversia si risolverà a sfavore della Diocesi solo nel 1445.
  • Castello di Magnale: antico castello quasi completamente scomparso, di cui rimane la chiesa pertinente.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 458 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

I panni rustici in lana sono stati, nel passato, una delle fonti principali dell'economia di Pelago; di recente a tale produzione si è affiancata quella del lino e della canapa. Risulta importante anche l'apporto della produzione di laterizi attraverso la presenza di fornaci costruite per l'occorrenza, col tempo però le attività agricole sono diventate le principali fonti di sostentamento dell'economia. Ne sono un esempio i prodotti del bosco, le patate, l'olio e il vino. Anche l'allevamento del bestiame in generale e in particolare dei suini rappresentano una voce economica non trascurabile.
Chiudono le attività artigiane con la produzione di ferro battuto, mobili, ceramiche, infissi e abbigliamento. Un trattamento a parte richiede il turismo che offre sia la vacanza classica di montagna che le nuove frontiere del turismo montano come l'agriturismo e il turismo culturale

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Cap: 50060 Pelago (capoluogo), 50060 Borselli, 50060 Consuma, 50060 Diacceto, 50065 San Francesco, 50060 Pelago (altre frazioni)

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
29 giugno 1985 27 luglio 1990 Paolo Michelacci Partito Comunista Italiano Sindaco [9]
2 agosto 1990 24 aprile 1995 Paolo Michelacci Partito Comunista Italiano, Partito Democratico della Sinistra Sindaco [9]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Paolo Michelacci centro-sinistra Sindaco [9]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Marcello Ulivieri centro-sinistra Sindaco [9]
15 giugno 2004 8 giugno 2009 Marcello Ulivieri centro-sinistra Sindaco [9]
8 giugno 2009 27 maggio 2014 Renzo Zucchini centro-sinistra Sindaco [9]
27 maggio 2014 maggio 2019 Renzo Zucchini centro-sinistra: per Pelago Sindaco [9]
maggio 2019 in carica Nicola Povoleri centro-sinistra Sindaco [9]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'U.S.D. Pelago che milita nel girone C di Prima Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Pelago", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  5. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=222620
  6. ^ Le notizie fondamentali sulle chiese del territorio del comune di Pelago sono tratte da: M. Bietti 1994; 1999, pagg. 169-178 (cfr. Bibliografia)
  7. ^ Castello di Sant'Ellero, su castellodisantellero.it.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ a b c d e f g h http://amministratori.interno.it/
  10. ^ Le città gemellate, su sito istituzionale del Comune di Pelago. URL consultato il 16 novembre 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Fabbrucci, Diacceto e la collina tra il Rufina e il Vicano di Pelago, Firenze, 1991.
  • Monica Bietti, Pelago. Arte Sacra in San Clemente, Rufina 1994.
  • Monica Bietti, Pelago, in Il Mugello, la Valdisieve e la Romagna fiorentina. La storia, l'architettura, l'arte delle città e del territorio. Itinerari nel patrimonio storico-religioso, Firenze 1999, pagg. 169-178

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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