Carafa

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Carafa
Coat of arms of the House of Carafa (Baroque style representation).svg
hoc fac et vives[1][N 1]
Di rosso a tre fasce d'argento.[1]
StatoBandera de Nápoles - Trastámara.svg Regno di Napoli
Flag of the Kingdom of the Two Sicilies (1816).svg Regno delle Due Sicilie
CoA Pontifical States 01.svg Stato Pontificio
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d'Italia
Casata di derivazioneCaracciolo[1][2][3]
TitoliCroix pattée.svg Papa[3][N 2] (non ereditario)
Croix pattée.svg Principe di Anzi[1][4]
Croix pattée.svg Principe di Avella
Croix pattée.svg Principe di Belvedere
Croix pattée.svg Principe di Chiusano
Croix pattée.svg Principe di Colobraro
Croix pattée.svg Principe di Pietrelcina
Croix pattée.svg Principe di Roccella
Croix pattée.svg Principe di Sepino
Croix pattée.svg Principe di Stigliano
Croix pattée.svg Principe di San Lorenzo
Croix pattée.svg Principe del Sacro Romano Impero[2][4]
Croix pattée.svg Duca di Alvito[1][4]
Croix pattée.svg Duca di Andria
Croix pattée.svg Duca di Ariano
Croix pattée.svg Duca di Boiano
Croix pattée.svg Duca di Bruzzano
Croix pattée.svg Duca di Campolieto
Croix pattée.svg Duca di Campora
Croix pattée.svg Duca di Cancellara
Croix pattée.svg Duca di Castelnuovo
Croix pattée.svg Duca di Castel del Monte
Croix pattée.svg Duca di Cercemaggiore
Croix pattée.svg Duca di Forlì del Sannio
Croix pattée.svg Duca di Frosolone
Croix pattée.svg Duca di Jelsi[5][6]
Croix pattée.svg Duca di Laurino
Croix pattée.svg Duca di Maddaloni
Croix pattée.svg Duca di Maierà
Croix pattée.svg Duca di Mondragone
Croix pattée.svg Duca di Montenero
Croix pattée.svg Duca di Nocera
Croix pattée.svg Duca di Noja
Croix pattée.svg Duca di Paliano
Croix pattée.svg Duca di Rapolla
Croix pattée.svg Duca di Sant'Eramo
Croix pattée.svg Duca di Traetto
Croix pattée.svg Marchese di Anzi[1][4]
Croix pattée.svg Marchese di Baranello
Croix pattée.svg Marchese di Bitetto
Croix pattée.svg Marchese di Brancaleone
Croix pattée.svg Marchese di Castelvetere
Croix pattée.svg Marchese di Corato
Croix pattée.svg Marchese di Montenero
Croix pattée.svg Marchese di Montesardo
Croix pattée.svg Marchese di San Lucido
Croix pattée.svg Marchese di Roccacinquemiglia
Croix pattée.svg Marchese di Tortorella
Croix pattée.svg Conte di Airola[1][4]
Croix pattée.svg Conte di Arpaia
Croix pattée.svg Conte di Cerreto
Croix pattée.svg Conte di Condojanni
Croix pattée.svg Conte di Fondi
Croix pattée.svg Conte di Grotteria
Croix pattée.svg Conte di Maddaloni
Croix pattée.svg Conte di Marigliano
Croix pattée.svg Conte di Montecalvo
Croix pattée.svg Conte di Morcone
Croix pattée.svg Conte di Nocera
Croix pattée.svg Conte di Policastro
Croix pattée.svg Conte di Roccella
Croix pattée.svg Conte di Ruvo
Croix pattée.svg Conte di Soriano Calabro
Croix pattée.svg Conte di Sant'Angelo a Scala
Croix pattée.svg Conte di Santa Severina
Croix pattée.svg Conte di Terranova
Croix pattée.svg Conte Palatino
Croix pattée.svg Barone di Apricena[1][4]
Croix pattée.svg Barone di Binetto
Croix pattée.svg Barone di Bonifati
Croix pattée.svg Barone di Campolieto
Croix pattée.svg Barone di Capriati
Croix pattée.svg Barone di Cerro
Croix pattée.svg Barone di Civita Luparella
Croix pattée.svg Barone di Colobraro
Croix pattée.svg Barone di Forlì del Sannio
Croix pattée.svg Barone di Girifalco
Croix pattée.svg Barone di Petrella
Croix pattée.svg Barone di Rocca d'Aspro
Croix pattée.svg Barone di Rutigliano
Croix pattée.svg Barone di Sant'Angelo a Scala
Croix pattée.svg Barone di San Mauro
Croix pattée.svg Barone di Sessola
Croix pattée.svg Barone di Tortorella
Croix pattée.svg Barone di Torraca
Croix pattée.svg Barone di Trivigno
Croix pattée.svg Barone di Tufara
Croix pattée.svg Barone di Vallelonga
Croix pattée.svg Grande di Spagna[4][4]
Croix pattée.svg Patrizio Napoletano[4]
FondatoreGregorio "Carafa" Caracciolo[1][2][3]
Data di fondazioneXII secolo[1][2][3]
Etniaitaliana
Rami cadetti
Stemma dei Carafa nell'omonima cappella

I Carafa[1][2][3] (talvolta riportati anche come Caraffa[7][N 3] o Carrafa) sono una nobile e antica famiglia di origine napoletana, discendente dall'ancor più antica famiglia Caracciolo.

Divisa in numerosi rami, i cui principali e più importanti sono i Carafa della Spina e i Carafa della Stadera, e decorata dei più alti titoli, raggiunse l'apice della sua potenza con l'elezione al soglio pontificio di Gian Pietro Carafa, papa con il nome di Paolo IV.[3]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le origini dei Carafa sono incerte e si perdono nella leggenda.

Arco dei Carafa della Spina a Ispani nella frazione di Capitello

Una tradizione sostiene che il capostipite sarebbe stato un nobile pisano dei Sismondi il quale avrebbe salvato la vita all'imperatore Enrico IV frapponendosi tra lui e la lama di un attentatore. Il sovrano, avendolo abbracciato, gli disse: "Cara fe m'è la vostra", da cui il cognome "Carafa"[8]. Passando tre dita sulla corazza insanguinata del fedele gentiluomo, l'imperatore venne a segnarvi tre bianche fasce: da qui lo stemma con tre fasce d'argento in campo rosso[9] della famiglia. Altri raccontano diversamente l'episodio, identificando l'imperatore con Ottone I[10][11] ed il gentiluomo con un cavaliere della casa Caracciolo.

Secondo un'ulteriore versione, la famiglia sarebbe stata di origine polacca o ungherese e stabilitasi in Italia attorno al 1000, tradusse il proprio cognome Korczak in "Carafa"[6]

Altri studi propendono invece per una discendenza dei Carafa dal ramo dei Caracciolo detti "Rossi" (per distinguerli dai "Pisquizi" e dai "Cassano"), i quali furono soprannominati poi "Carafa" poiché, nel XIII secolo, erano concessionari di una tassa sul vino, comunemente detta appunto "campione della carafa"[12][13]. A questo proposito, lo Scandone[14] sostiene che il capostipite fosse Gregorio Caracciolo, il cui figlio Tommaso è chiamato "de Caraffa" in un documento del 1269. Dallo stesso documento si viene a sapere che a Gregorio (già citato nel 1186) appartenevano vari feudi tra Napoli, Acerra e Aversa. A ciò si aggiunge l'epigrafe di Letizia, morta nel 1340 e vedova di Philippi. Caraczoli. dicti Carrafa[15]. Sempre nel XIV secolo, fiorì a Napoli Bartolomeo Caracciolo detto Carafa (1300 circa – 7 dicembre 1362), nobile e diplomatico del Regno di Napoli, autore anche di una sintesi storica, la Breve Informazione e figlio di un padre omonimo[16]. Anch'egli fu seppellito nella chiesa di San Domenico Maggiore di Napoli[16]. Dalla stessa epoca, si ha notizia di un atto, custodito tra le pergamene della Certosa di San Martino di Napoli, nel quale Francesca Filomarino e il marito Nicola Caracciolo vendono a un certo Francesco Barbato, dell'Ordine dei frati minori e a un Bartholomeo Caracciolo Carafa (forse uno dei due già citati), un appezzamento fondiario in Casauria (Casoria), in località Pontone Sancti Martini[17].

Carafa della Spina[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dei Carafa della Spina.
Blasonatura: Di rosso a tre fasce d'argento, con una spina di verde posta in banda ed attraversante il tutto.[4]

Capostipite della famiglia Carafa della Spina fu Andrea, familiare della regina Giovanna I d'Angiò, il quale seguì Carlo III di Durazzo nella guerra d’Ungheria.[4] I rappresentanti del Casato ricoprirono le più alte cariche in campo civile, militare ed ecclesiastico sino ad arrivare al soglio pontificio.[4] Fu ascritta al Patriziato napoletano del Seggio di Nilo e, dopo la soppressione dei sedili (1800), fu iscritta nel Libro d'Oro napoletano.[4]

Numerosi furono i feudi posseduti e furono insigniti di prestigiosi titoli, tra i quali:[4]

Carafa della Stadera[modifica | modifica wikitesto]

Stemma dei Carafa della Stadera.
Blasonatura: Di rosso a tre fasce d’argento, con una stadera di ferro al naturale al di fuori dello scudo.[1]

Capostipite della famiglia Carafa della Stadera fu Tommaso, figlio di Bartolomeo.[1] Fu ascritta al Patriziato napoletano del Seggio di Nilo e, dopo la soppressione dei sedili (1800) fu iscritta nel Libro d'Oro napoletano.[1]

Numerosi furono i feudi posseduti e furono insigniti di prestigiosi titoli, tra i quali:[1]

Stemma dei Carafa della Stadera, presso il portale del Convento di Santa Maria degli Angeli a Nocera Superiore

Titoli nobiliari[modifica | modifica wikitesto]

Principi[modifica | modifica wikitesto]

Duchi[modifica | modifica wikitesto]

Marchesi[modifica | modifica wikitesto]

Conti[modifica | modifica wikitesto]

Baroni[modifica | modifica wikitesto]

Signori[modifica | modifica wikitesto]

Principi della famiglia Carafa[modifica | modifica wikitesto]

Principi della famiglia Carafa della Spina[modifica | modifica wikitesto]

Principi della Roccella[modifica | modifica wikitesto]

Nome
(nascita–morte)
In carica
(dal–al)
Matrimonio
&
Discendenza
Altri titoli/onorificenze Annotazioni Diritto di successione N.
Principi della Roccella
I Don Fabrizio I Carafa
(...–1629)
24 marzo 1594 Donna Giulia Tagliavia d'Aragona dei Principi di Castelvetrano
10 figli e 2 figlie
III Marchese di Castelvetere, IV Conte di Grotteria; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Patrizio Napoletano Era appartenente al ramo cadetto dei Carafa dei Signori e Marchesi di Castelvetere, Signori della Roccella e Conti di Grotteria Nessuno, fu il primo Principe
7 settembre 1629
II Don Girolamo II Carafa
(1583–1652)
7 settembre 1629 Diana Vittori
9 figli e 7 figlie
IV Marchese di Castelvetere, V Conte di Grotteria, Conte di Condojanni, Barone di Bianco, Carreri e Pentina; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Patrizio Napoletano Figlio del precedente, Fabrizio I
22 ottobre 1652
III Don Fabrizio II Carafa
(1609–1671)
22 ottobre 1652 Donna Agata Branciforte dei Principi di Butera
5 figli e 6 figlie
V Marchese di Castelvetere, VI Conte di Grotteria, Conte di Condojanni, Barone di Bianco, Carreri e Pentina; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Patrizio Napoletano Figlio del precedente, Girolamo II
24 marzo 1671
IV Don Carlo Maria Carafa
(1651–1629)
24 marzo 1671 Donna Isabella d'Avalos d'Aquino d'Aragona dei Principi di Isernia
nessun figlio
VI Marchese di Castelvetere, VII Conte di Grotteria, Conte di Condojanni e Grassugliati; 5º Principe di Butera, Marchese di Militello e Licodia, 9º Conte di Mazzarino, Barone di Bianco, Carretti, Pentina, Dilicello, Lisano, Carrabba, Faino, Turco, Torcotto, Magaluffa, Milione, Delera, Castelluccio e Radali; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Patrizio Napoletano Figlio del precedente, Fabrizio II
1º giugno 1695
V Donna Giulia Carafa
(1653–1703)
1º giugno 1695 Don Federico Carafa dei Duchi di Bruzzano
nessun figlio
VII Marchesa di Castelvetere, VIII Contessa di Grotteria Sorella del precedente, Carlo, e quindi figlia del principe Fabrizio II
4 dicembre 1703
VI Don Vincenzo III Carafa
(1660–1629)
3 luglio 1707 Donna Ippolita Cantelmo Stuart dei Principi di Pettorano e Duchi di Popoli
2 figli e 3 figlie
III Duca di Bruzzano, II Marchese di Brancaleone; VIII Marchese di Castelvetere, IX Conte di Grotteria; Signore di Condojanni, Motta, Bruzzano e Siderno; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Patrizio Napoletano Figlio di Giuseppe, a sua volta figlio di Vincenzo II, a sua volta figlio di Fabrizio I, il 1º principe della Roccella
20 aprile 1726
VII Don Gennaro I Carafa Cantelmo Stuart
(1715–1767)
20 aprile 1726 (1ª) Donna Silvia Ruffo dei Duchi di Bagnara
1 figlio e 1 figlia
(2ª) Principessa Donna Teresa Carafa, VII duchessa di Fondi, XI duchessa di Chiusa e contessa di Policastro
7 figli e 4 figlie
IV Duca di Bruzzano, IX Marchese di Castelvetere, III Marchese di Brancaleone, X Conte di Grotteria, Signore di Condojanni, Motta, Bruzzano e Siderno; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Grande di Spagna di prima classe, Patrizio Napoletano Figlio del precedente, Vincenzo III
31 ottobre 1767
VIII Don Vincenzo IV Carafa Cantelmo Stuart
(1739–1814)
31 ottobre 1767 Donna Livia Doria del Carretto dei Principi di Avella
3 figli e 5 figlie
V Duca di Bruzzano, X Marchese di Castelvetere, IV Marchese di Brancaleone, XI Conte di Grotteria, Signore di Condojanni, Motta, Bruzzano e Siderno; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Grande di Spagna di prima classe, Patrizio Napoletano Figlio del precedente, Gennaro I
20 marzo 1814
IX Don Gennaro Maria Carafa Cantelmo Stuart
(1772–1851)
20 marzo 1814 Donna Maria Laura Carafa-Cantelmo-Stuart dei Principi della Roccella
2 figli e 1 figlia
VI Duca di Bruzzano, XI Marchese di Castelvetere, V Marchese di Brancaleone, XII Conte di Grotteria; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Grande di Spagna di prima classe, Patrizio Napoletano Figlio del precedente, Vincenzo IV
10 novembre 1851
X Don Vincenzo V Carafa Cantelmo Stuart
(1802–1879)
10 novembre 1851 Donna Lucrezia Pignatelli dei Principi di Monteroduni
3 figli e 3 figlie
VII Duca di Bruzzano, XII Marchese di Castelvetere, VI Marchese di Brancaleone, XIII Conte di Grotteria; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Grande di Spagna di prima classe, Patrizio Napoletano Figlio del precedente, Gennaro Maria
18 luglio 1879
XI Don Gennaro Carafa Cantelmo Stuart
(1833–1903)
23 dicembre 1900 Donna Clotilde de' Medici di Ottajano
nessun figlio
VIII Duca di Bruzzano, XIII Marchese di Castelvetere, VII Marchese di Brancaleone, XIV Conte di Grotteria; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Grande di Spagna di prima classe, Patrizio Napoletano Figlio del precedente, Vincenzo V
24 luglio 1903
XII Don Luigi Carafa Cantelmo Stuart
(1837–1629)
24 luglio 1903 Donna Maria Giuseppa Pignatelli della Leonessa dei Principi di Monteroduni
3 figli e 3 figlie
IX Duca di Bruzzano, XIV Marchese di Castelvetere, VIII Marchese di Brancaleone, XV Conte di Grotteria; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Grande di Spagna di prima classe, Patrizio Napoletano Fratello del precedente, Gennaro, e quindi figlio del principe Vincenzo V
7 maggio 1913
XIII Don Vincenzo VI Carafa Cantelmo Stuart
(1870–1918)
7 maggio 1913 Donna Maria Assunta Colonna dei Principi di Summonte
3 figli e 1 figlia
X Duca di Bruzzano, XV Marchese di Castelvetere, IX Marchese di Brancaleone, XVI Conte di Grotteria; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Grande di Spagna di prima classe, Patrizio Napoletano Figlio del precedente, Luigi
16 ottobre 1918
XIV Don Gennaro II Carafa Cantelmo Stuart
(1905–1629)
16 ottobre 1918 Nobile Sobilia Palmieri Nuti
nessun figlio
XI Duca di Bruzzano, XVI Marchese di Castelvetere, X Marchese di Brancaleone, XVII Conte di Grotteria; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Grande di Spagna di prima classe, Patrizio Napoletano Figlio del precedente, Vincenzo VI
30 maggio 1982
XV Don Gregorio Carafa Cantelmo Stuart
(1945–vivente)
30 maggio 1982 Laura de Grenet
2 figlie
XII Duca di Bruzzano, XVII Marchese di Castelvetere, XI Marchese di Brancaleone, XVIII Conte di Grotteria; Principe del Sacro Romano Impero, Conte Palatino, Grande di Spagna di prima classe, Patrizio Napoletano Ultimo erede diretto maschio legittimo, con lui si estinguerà il ramo dei Carafa della Roccella Nipote del precedente, Gennaro II. È figlio di Luigi, a sua volta figlio del principe Vincenzo VI
in carica

Principi della famiglia Carafa della Stadera[modifica | modifica wikitesto]

Principi di Anzi[modifica | modifica wikitesto]

Nome
(nascita–morte)
In carica
(dal–al)
Matrimonio
&
Discendenza
Altri titoli/onorificenze Annotazioni Diritto di successione N.
Principi di Anzi
I Don Ottavio Carafa
(1589–1652)
13 novembre 1633 (1ª) Donna Caterina Carafa
(2ª) Donna Porzia Sanseverino
IV Marchese di Rocca di Cinquemiglia, Patrizio Napoletano 1º Principe di Anzi con Privilegio dato a Madrid il 13 novembre 1633, ma in seguito appoggia il titolo sul feudo di Belvedere il 30 luglio 1634 Nessuno, fu il primo Principe
30 luglio 1634

Principi di Avella[modifica | modifica wikitesto]

Nome
(nascita–morte)
In carica
(dal–al)
Matrimonio
&
Discendenza
Altri titoli/onorificenze Annotazioni Diritto di successione N.
Principi di Avella
I Don Girolamo Malizia Carafa
(1647–1723)
20 marzo 1709 Patrizio Napoletano Nessuno, fu il primo Principe
2 agosto 1723
II Don Giuseppe Carafa
(c.1686–c.1729)
2 agosto 1723 Anna Elisabetta Contessa von Oppersdorff Patrizio Napoletano Figlio illegittimo, legittimato il 20 aprile 1709 con Privilegio del re Carlo III di Spagna, re di Napoli come Carlo VII
??? (testamento: 2 aprile 1729)
III Don Carlo Malizia Carafa
(1725–1780)
23 aprile 1767 Maria Teresa d'Hemricourt Patrizio Napoletano Perse il titolo principesco alla caduta dell'imperatore Carlo VI, re di Napoli, in quanto era fedele al governo austriaco
???

Principi di Belvedere[modifica | modifica wikitesto]

Nome
(nascita–morte)
In carica
(dal–al)
Matrimonio
&
Discendenza
Altri titoli/onorificenze Annotazioni Diritto di successione N.
Principi di Belvedere
I Don Ottavio Carafa
(1589–1652)
30 luglio 1634 (1ª) Donna Caterina Carafa
(2ª) Donna Porzia Sanseverino
IV Marchese di Roccacinquemiglia; Patrizio Napoletano Già 1º Principe di Anzi con Privilegio dato a Madrid il 13 novembre 1633, ma in seguito appoggia il titolo sul feudo di Belvedere il 30 luglio 1634 Nessuno, fu il primo Principe
18 dicembre 1652
II Don Francesco Maria Carafa
(...–1711)
18 dicembre 1652 (1ª) Silvia di Somma
(2ª) Donna Giovanna Oliva Grimaldi
V Marchese di Anzi, V Marchese di Roccacinquemiglia, Barone di Gallicchio e Missanello, Signore di Trivigno; Patrizio Napoletano
1695
(refuta in favore del figlio con Regio Assenso)
III Don Carlo Carafa
(1674–1706)
1695 Elisabetta van den Eynde, baronessa di Gallicchio e Missanello (per concessione del suocero nel 1689) VI Marchese di Anzi e Signore di Trivigno; Patrizio Napoletano
12 ottobre 1706
IV Don Francesco Maria Carafa
(1696–1773)
12 ottobre 1706 Principessa Francesca Cecilia Boncompagni Ludovisi VII Marchese di Anzi; Barone di Trivigno, di Bonifati e Mottafollone con San Sosti; Patrizio Napoletano
16 agosto 1773
V Don Carlo Carafa
(1724–1788)
16 agosto 1773 Donna Maria Giulia Caracciolo VIII Marchese di Anzi; Barone di Trivigno, di Bonifati e Mottafollone con San Sosti; Patrizio Napoletano
29 giugno 1788
VI Don Francesco Carafa
(1760–1805)
29 giugno 1788 IX Marchese di Anzi; Barone di Bonifati e Mottafollone con San Sosti; Patrizio Napoletano
2 marzo 1805
VII Don Marino Carafa
(1764–1830)
2 marzo 1805 Donna Marianna Gaetani dell'Aquila d'Aragona X Marchese di Anzi (i titoli minori spariscono con l'eversione dei feudi nel 1806); Patrizio Napoletano Già Cardinale di Santa Romana Chiesa, rinuncia alla carriera ecclesiastica per succedere al fratello Francesco
5 aprile 1830
VIII Don Carlo Carafa
(1811–1832)
5 aprile 1830 XI Marchese di Anzi; Patrizio Napoletano
2 ottobre 1832
IX Donna Giulia Carafa
(1809–1871)
2 ottobre 1832 Don Filippo Saluzzo, VI duca di Corigliano XII Marchesa di Anzi
21 aprile 1871

Principi di Chiusano[modifica | modifica wikitesto]

Nome
(nascita–morte)
In carica
(dal–al)
Matrimonio
&
Discendenza
Altri titoli/onorifocenze Annotazioni Diritto di successione N.
Principi di Chiusano
I Don Tiberio Carafa
(1614–1667)
27 luglio 1637 con Privilegio da Madrid
(esecutivo a Napoli dal 3 luglio 1638)
Donna Cristina Carafa Signore di Regino; Patrizio Napoletano Nessuno, fu il primo Principe
23 aprile 1667
II Don Fabrizio Carafa
(1638–1667)
23 aprile 1667 Donna Beatrice della Leonessa Signore di Regino e di Paternopoli; Patrizio Napoletano
18 febbraio 1711
III Don Tiberio Carafa
(1665–1742)
18 febbraio 1711 (1ª) Donna Giovanna Carafa
(2ª) Donna Maria Giuseppa Pinelli
Signore di Paternopoli; Patrizio Napoletano Partecipò alla fallita congiura di Macchia e i suoi titoli vennero confiscati. Dopo la sua morte, i fratelli ancora in vita rinunciarono alla successione.
???
(principe titolarmente fino alla morte)

Principi di Pietrelcina[modifica | modifica wikitesto]

Nome
(nascita–morte)
In carica
(dal–al)
Matrimonio
&
Discendenza
Altri titoli/onorifocenze Annotazioni Diritto di successione N.
Principi di Pietrelcina
I Don Francesco Carafa
(1689–1768)
9 gennaio 1725 Donna Ippolita Caracciolo IV Duca di Campora e II Duca di Jelsi dal 1759; Patrizio Napoletano Nessuno, fu il primo Principe
9 gennaio 1768

Principi di Sepino[modifica | modifica wikitesto]

Nome
(nascita–morte)
In carica
(dal–al)
Matrimonio
&
Discendenza
Altri titoli/onorifocenze Annotazioni Diritto di successione N.
Principi di Sepino
I Don Francesco Carafa
(...–1639)
29 ottobre 1627 (1ª) Beatrice Caracciolo
(2ª) Lucrezia Caracciolo
Barone di Binetto; Patrizio Napoletano Già Signore di Sepino dal 1596 Nessuno, fu il primo Principe
19 luglio 1639
II Donna Delizia Carafa
(1618–1656)
19 luglio 1639 Don Carlo della Leonessa, II duca di San Martino
28 agosto 1656

Principi di Stigliano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Principi di Stigliano e Duchi di Mondragone.
Nome
(nascita–morte)
In carica
(dal–al)
Matrimonio
&
Discendenza
Altri titoli/onorifocenze Annotazioni Diritto di successione N.
Principi di Stigliano
Don Antonio I Carafa della Stadera fu un ricco feudatario, possessore dei territori di Mondragone, Castelnuovo, San Lorenzo, Laviano, Castelgrande, Rapone, Alianello, Sant'Arcangelo, Roccanova, Stigliano, Accettura, Gorgoglione e Guardia. Già creato 1º Duca di Mondragone con Privilegio datato Barcellona 9 aprile 1519 (esecutivo: Napoli 27 ottobre 1519), fu anche creato 1º Principe di Stigliano con Privilegio datato 21 giugno 1522.
I Don Antonio I Carafa della Stadera
(...–1528)
21 giugno 1522 Donna Ippolita di Capua dei Conti di Altavilla
5 figli e 3 figlie
Già Signore di Mondragone da prima del 1479, nel 1519 venne creato 1º Duca di Mondragone; Patrizio Napoletano Nessuno, fu il primo Principe
27 giugno 1528
II Don Luigi I Carafa della Stadera
(15111576)
27 giugno 1528 (1ª) Donna Clarice Orsini dei Signori di Bracciano
1 figlio
(2ª) Donna Lucrezia del Tufo dei Marchesi di Lavello
1 figlio e 1 figlia
II Duca di Mondragone; Signore di molti feudi;[N 4] Patrizio Napoletano Figlio del precedente, Antonio [21]
17 luglio 1576
III Don Antonio II Carafa della Stadera
(15421578)
17 luglio 1576 (1ª) Donna Ippolita Gonzaga dei Conti di Guastalla
1 figlia
(2ª) Donna Giovanna Colonna dei Principi di Paliano
2 figli
III Duca di Mondragone; Signore di molti feudi;[N 5] Patrizio Napoletano; Grande di Spagna di prima classe Figlio del precedente, Luigi
14 agosto 1578
IV Don Luigi II Carafa della Stadera
(15671630)
14 agosto 1578 Donna Isabella Gonzaga, duchessa sovrana di Sabbioneta, duchessa di Traetto, contessa di Fondi, baronessa di Caramanico, signora di molti feudi[N 6]
1 figlio
IV Duca di Mondragone, Duca titolare di Sabbioneta, Duca di Traetto; Conte di Fondi; Barone di Calotone, Piadena e Spineda; Signore di molti feudi;[N 7] Patrizio Napoletano; Grande di Spagna di prima classe Figlio del precedente, Antonio
22 gennaio 1630
V Donna Anna Carafa della Stadera
(16071644)
1637 Don Ramiro Felipe Núñez de Guzmán, II duca di Medina de las Torres, II marchese di Toral, e viceré di Napoli
3 figli
VI Duchessa di Mondragone, Duchessa di Traetto; Contessa di Fondi; Baronessa di Calotone, Piadena e Spineda; Signora di molti feudi[N 8] Per matrimonio: Duchessa consorte di Medina de las Torres; Marchesa consorte di Toral; Viceregina consorte di Napoli Nipote del precedente, Luigi. Era figlia di Antonio Carafa della Stadera, V duca di Mondragone e unico figlio di Luigi.
24 ottobre 1644
Alla morte dell'ultima esponente e principessa della famiglia Carafa di Stigliano, i suoi titoli passarono al figlio primogenito Nicolás María de Guzmán y Carafa, III duca di Medina de las Torres e III marchese di Toral, che tuttavia morì privo di eredi. Così il feudo di Stigliano tornò prima alla Corona di Napoli e poi divenne proprietà di un ramo della potente famiglia Colonna, quello dei Principi di Sonnino, che nel 1796 spostarono il proprio titolo principesco da Sonnino a Stigliano, titolo di cui tutt'oggi si fregiano.

Duchi della famiglia Carafa[modifica | modifica wikitesto]

Duchi di Andria[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte/i Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Antonio Carafa Luglio 1541 22 febbraio 1556 2 dicembre 1565 Andreanna Carafa 4º Conte di Ruvo dal 1554 Patrizio Napoletano
2 Don Fabrizio Carafa ... 2 dicembre 1565 16/26 ottobre 1590
(assassinato)
Donna Maria Carafa 5º Conte di Ruvo Patrizio Napoletano
3 Don Antonio Carafa 1583 circa 16/26 ottobre 1590 27 novembre 1621 Francesca de Lannoy 6º Conte di Ruvo dal 1590; Duca di Boiano, Barone di Capriati, Signore di Ciorlano, Santa Maria di Oliveto, Fossaceca e Capriati per eredità della moglie Patrizio Napoletano
4 Don Fabrizio Carafa 30 novembre 1599 27 novembre 1621 6 agosto 1626 Donna Emilia Carafa 7º Conte di Ruvo Patrizio Napoletano
5 Don Antonio Carafa 1619 circa 6 agosto 1626 1º settembre 1644 8º Conte di Ruvo Patrizio Napoletano
6 Don Carlo Carafa 1621 circa 1º settembre 1644 23 ottobre 1655
(assassinato)
Donna Costanza Orsini 9º Conte di Ruvo e Signore di Corato Patrizio Napoletano
7 Don Fabrizio Carafa ... 23 ottobre 1655 4 novembre 1670 Margherita Carafa 10º Conte di Ruvo e Signore di Corato dal 1655; 1º Duca di Castel del Monte (il titolo appare nell'investitura del 1656); vende le Signorie di Ciorlano, Santa Maria di Oliveto, Fossaceca e Capriati il 6 febbraio 1668 Patrizio Napoletano
8 Don Carlo Carafa 1668 4 novembre 1670 29 marzo 1672 2º Duca di Castel del Monte, 11º Conte di Ruvo e Signore di Corato Patrizio Napoletano
9 Don Ettore Carafa 4 giugno 1623 1672 2 agosto 1686 Donna Margherita di Sangro 3º Duca di Castel del Monte, 12º Conte di Ruvo e Signore di Corato Patrizio Napoletano Donna Emilia (6-3-1653 — 15-10-1702) rinunciò alla successione sui feudi paterni e stipulò un accordo con lo zio Ettore in cambio di una somma di denaro.
10 Don Fabrizio Carafa 20 dicembre 1673 2 agosto 1686 18 ottobre 1727 Donna Aurelia Imperiali 4º Duca di Castel del Monte, 13º Conte di Ruvo e Signore di Corato Patrizio Napoletano
11 Don Ettore Carafa 11 aprile 1701 18 ottobre 1727 15 maggio 1764 Donna Maria Francesca de Guevara 5º Duca di Castel del Monte, 14º Conte di Ruvo, 1º Marchese di Corato dal 1727; 4º Principe di Chiusano e Grande di Spagna di prima classe, per eredità della linea Carafa di Chiusano, dal 1742 (titoli che non vennero successivamente mantenuti dai discendenti perché senza investitura ufficiale); possedeva le terre di Paternò, Campolieto e Campodipietra Patrizio Napoletano; Vicario Generale di Terra di Bari e di Lecce, Gentiluomo con esercizio del Re di Napoli dal 1734, Cavaliere dell’Ordine di San Gennaro e Gran Siniscalco del Regno di Napoli
12 Don Riccardo Carafa 13 gennaio 1741 15 maggio 1764 23 giugno 1797 Donna Margherita Pignatelli Aragona Cortés 6º Duca di Castel del Monte, 2º Marchese di Corato e 15º Conte di Ruvo Patrizio Napoletano dal 1764, Gentiluomo di Camera con esercizio del Re di Napoli nel 1765
13 Don Ettore Carafa 28 dicembre 1768 23 giugno 1797 4 settembre 1799
(giustiziato)
7º Duca di Castel del Monte, 3º Marchese di Corato e 16º Conte di Ruvo Patrizio Napoletano Implicato nella rivoluzione napoletana del 1799, venne giustiziato a morte
14 Don Francesco Carafa 10 aprile 1772 4 settembre 1799 26 giugno 1844 Donna Teresa Caracciolo dei Principi di Santobuono 8º Duca di Castel del Monte, 4º Marchese di Corato e 17º Conte di Ruvo Patrizio Napoletano
15 Don Riccardo Carafa 1º giugno 1808 ? 3 marzo 1849 9º Duca di Castel del Monte, 5º Marchese di Corato, 18º Conte di Ruvo Patrizio Napoletano
16 Don Andrea Antonio Carafa 15 aprile 1809 ? 12 maggio 1873 10º Duca di Castel del Monte, 6º Marchese di Corato, 19º Conte di Ruvo Patrizio Napoletano
17 Don Ferdinando Carafa 30 ottobre 1816 12 maggio 1873 15 novembre 1873 (1ª) Donna Maria Beatrice Revertera
(2ª) Donna Teresa Serra
(3ª) Donna Grazia Serra
11º Duca di Castel del Monte, 7º Marchese di Corato, 20º Conte di Ruvo Patrizio Napoletano
18 Don Riccardo Carafa 11 dicembre 1859 ? (titoli riconosciuti con Decreto Ministeriale del 27-10-1899) 19 ottobre 1920 Donna Enrichetta Capecelatro 12º Duca di Castel del Monte, 8º Marchese di Corato, 21º Conte di Ruvo (titoli riconosciuti con Decreto Ministeriale del 27-10-1899) Patrizio Napoletano Senatore del Regno d’Italia
19 Don Antonio Carafa 17 giugno 1887 19 ottobre 1920 13 febbraio 1956 (1ª) Fiammetta Soderini
(2ª) Letizia de Zerbi
13º Duca di Castel del Monte, 9º Marchese di Corato, 22º Conte di Ruvo Patrizio Napoletano; Cavaliere d’Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta, Cavaliere dell’Ordine della Corona d'Italia per merito di guerra e decorato di Medaglia di bronzo al Valore Militare
20 Don Riccardo Carafa 14 luglio 1937 13 febbraio 1956 in carica vivente Leda de Prisco 14º Duca di Castel del Monte, 10º Marchese di Corato, 23º Conte di Ruvo Patrizio Napoletano

Duchi di Ariano[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Alberico Carafa ... 1496 15 marzo 1501 Giovanna, signora di Molise 1º Conte di Marigliano dal 22 giugno 1462; Signore di Molise per eredità della moglie Patrizio Napoletano Compra dalla Regia Camera il feudo di Ariano il 29-1-1496 divenendone 1º Duca poco dopo; investito dei feudi di Montecalvo, Corsano, Pietrapiccola, Ginestra, Motta, Pietra e Volturino nel 1500
2 Giovan Francesco Carafa ... 15 marzo 1501 1527 Francesca Orsini 2º Conte di Marigliano Patrizio Napoletano
3 Alberico Carafa ... 1527 1528
(confisca dei feudi e dei beni)
post 1528 Beatrice Carafa dei Conti di Airola 3º Conte di Marigliano Patrizio Napoletano Parteggiò per i Francesi nel 1528 e perciò subì la confisca dei feudi e dei beni. Morì povero.

Duchi di Campolieto[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte/i Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Don Francesco Carafa ... 16 agosto 1608 17 settembre 1608 (1ª) Zenobia di Bologna
(2ª) Girolama Tuttavilla
Già Barone di Campolieto dal 1593 Patrizio Napoletano
2 Don Fabio Carafa 2 ottobre 1587 17 settembre 1608 31 ottobre 1626 Claudia Carafa, signora di Campodipietra Patrizio Napoletano
3 Don Giuseppe Carafa ... 31 ottobre 1626 29 settembre 1684 Signore di Campodipietra dal 1652 Patrizio Napoletano
4 Don Carlo Carafa ... 29 settembre 1684 19 maggio 1690 Giovanna Carafa della Spina Signore di Campodipietra Patrizio Napoletano
5 Don Giovanni Carafa ... 19 maggio 1690 1º dicembre 1691 Signore di Campodipietra Patrizio Napoletano

Duchi di Campora[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Marcello Carafa 15 agosto 1616 8 agosto 1659 ... ... Violante Macedonio Patrizio Napoletano
2 Don Tommaso Carafa 17 novembre 1647 ... 3 marzo 1710 Teresa domenica Carafa Patrizio Napoletano
3 Don Marcello Carafa 28 ottobre 1673 3 marzo 1710 3 luglio 1759 1º Duca di Jelsi dal 18 maggio 1737 (il feudo comprendeva anche la città di Campobasso, che però ottenne lo status di città regia nel 1739 liberandosi dal giogo feudale) Patrizio Napoletano
4 Don Francesco Carafa 25 agosto 1689 3 luglio 1759 9 gennaio 1768 Donna Ippolita Caracciolo 2º Duca di Jelsi dal 1759 e 1º Principe di Pietrelcina dal 9 gennaio 1725 Patrizio Napoletano

Duchi di Cancellara[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte/i Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
2 Don Alfonso Carafa ... ... 2 dicembre 1673 (1ª) Costanza Gambacorta
(2ª) Ippolita de Tovar
Patrizio Napoletano Figlio di Don Antonio, signore di Grottaglie, e di Ippolita Pappacoda, 1ª duchessa di Cancellara
3 Donna Ippolita Carafa 13 ottobre 1618 2 dicembre 1673 23 marzo 1682 Giovanni Orsini dei Conti di Pacentro 3ª Principessa di Frasso per eredità della famiglia Gambacorta

Duchi di Castelnuovo[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Don Alfonso Carafa 5 dicembre 1609 8 settembre 1630 11 novembre 1653 Cecilia Salvo Barone di Stiffe, Signore di San Benedetto e Collepietro dal 1620 Patrizio Napoletano Ucciso durante la rivolta popolare
2 Don Carlo Carafa 7 giugno 1611 11 novembre 1653 7 settembre 1668 Barone di Stiffe, Signore di San Benedetto e Collepietro Patrizio Napoletano
3 Don Francesco Carafa 12 marzo 1615 1668
(morte del cugino)
18 marzo 1674
(vendita dei feudi)
... Patrizio Napoletano 3º Duca di Castelnuovo e terre annesse alla morte del cugino Carlo (1668), feudi che vende a Cornelia Caracciolo il 18-3-1674.

Duchi di Cercemaggiore[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte/i Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Don Diomede Carafa ... 1º Duca di Cercemaggiore con Diploma del 24 giugno 1599 30 maggio 1601 (1ª) Laura di Costanzo
(2ª) Porzia Caracciolo
Patrizio Napoletano Tesoriere Generale del Regno di Napoli con Privilegio dato a El Escorial il 7 settembre 1594
2 Don Girolamo Carafa ... 30 maggio 1601 ante 1616 Isabella Carafa, signora di Baselice Patrizio Napoletano

Duchi di Chiusa[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Don Domenico Carafa 4 gennaio 1668 1738 5 dicembre 1756 Donna Giulia Maria Caracciolo Patrizio Napoletano
2 Donna Ippolita Carafa 17 luglio 1699 5 dicembre 1756 17 giugno 1772 Principe Don Gerardo Carafa, 6º duca di Forlì e 10º conte di Policastro

Duchi di Forlì[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Giovanni Antonio Carafa 7 gennaio 1569 16 gennaio 1625 3 settembre 1631 Diana Capece Minutolo Già Barone di Forlì dal 1601 Patrizio Napoletano
2 Don Gennaro Adriano Carafa 22 settembre 1603 3 settembre 1631 5 aprile 1643 Patrizio Napoletano
3 Donna Tommasina Lucrezia Carafa 22 gennaio 1605 5 aprile 1643 29 agosto 1646 Francesco Carafa, 7º conte di Policastro
4 Don Fabrizio Carafa 13 marzo 1636 29 agosto 1646 14 febbraio 1688 Donna Beatrice Capece Minutolo 8º Conte di Policastro Patrizio Napoletano Figlio di Tommasina Lucrezia Carafa, 3ª duchessa di Forlì, e di Francesco Carafa, 7º conte di Policastro
5 Don Ettore Carafa 15 dicembre 1662 14 febbraio 1688 10 marzo 1728 Donna Teresa Firrao 9º Conte di Policastro Patrizio Napoletano; Principe del Sacro Romano Impero con Diploma del 30 ottobre 1708
6 Principe Don Gerardo Carafa 6 novembre 1702 10 marzo 1728 16 giugno 1764 Donna Ippolita Carafa, duchessa di Chiusa 10º Conte di Policastro e amministratore del Ducato di Chiusa per conto della moglie Principe del Sacro Romano Impero e Patrizio Napoletano
7 Principessa Donna Teresa Carafa 17 aprile 1731 16 giugno 1764 17 marzo 1804 Principe Don Gennaro I Carafa Cantelmo Stuart, 7º principe di Roccella 11ª Contessa di Policastro e Duchessa di Chiusa Principessa del Sacro Romano Impero

Duchi di Frosolone[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Don Diomede Carafa 1º dicembre 1648 6 aprile 1558 post 12 dicembre 1704 Francesca Quiroza 1º Marchese di Baranello dal 1651 Patrizio Napoletano
2 Don Francesco Carafa 10 febbraio 1689 ... ... 2º Marchese di Baranello Patrizio Napoletano
3 Donna Caterina Carafa 1º settembre 1650 ...
(morte del nipote Francesco)
23 gennaio 1717 Don Giovanni Girolamo Albertini, 3º principe di Cimitile

Duchi di Jelsi[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Don Eligio Carafa ... 9 febbraio 1606 17 dicembre 1636 Girolama Di Capua de' signori di Fornelli Capitan di fanteria in Fiandra, vice duca di Sabbioneta
2 Don Giovanni Battista Carafa ... 17 dicembre 1636 26 giugno 1675 D. Cornelia del Tufo, ved. di D. Iacopo Milano
3 Don Mario Carafa ... 26 giugno 1675 8 luglio 1730 Antonella d'Aquino, figlia del Principe di Castiglione
4 Don Marcello Carafa della Spina 28 ottobre 1673 12 marzo 1737 3 luglio 1759 ... Duca di Campora e 4º Duca di Jelsi dal 12 marzo 1737 (il feudo comprendeva anche la città di Campobasso, che però ottenne lo status di città regia nel 1739 liberandosi dal giogo feudale) Patrizio Napoletano
5 Don Francesco Carafa della Spina 25 agosto 1689 3 luglio 1759 10 gennaio 1768 Donna Ippolita Caracciolo Duca di Campora e 5º Duca di Jelsi dal 1759 e 1º Principe di Pietrelcina dal 9 gennaio 1725 Patrizio Napoletano

Duchi di Laurino[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte/i Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Giovanni Antonio Carafa ... 1º Duca di Laurino con Privilegio del 7 agosto 1591 (confermato il 13 novembre 1591) Marzo 1592 Vittoria Gaetani dell’Aquila d’Aragona Signore di Castelnuovo e San Lorenzo (confermato il 28 gennaio 1548), Signore di Felitto Patrizio Napoletano Compra la terra di Lauria il 21 febbraio 1517, compra Rofrano e il castello di Laurino per 20.500 ducati nel 1548
2 Don Girolamo Carafa ... 1592 1613
(rinuncia per diventare monaco francescano)
post 1624 Vittoria Pignatelli Patrizio Napoletano
3 Don Giovanni Carafa 1593 (?) 1613 18 dicembre 1618 Patrizio Napoletano
4 Don Ferdinando Carafa 1595 (?) 18 dicembre 1618 23 dicembre 1632 (1ª) Anna Maria de Palma d’Artois
(2ª) Eleonora Carafa
Patrizio Napoletano
5 Don Giovan Battista Carafa 1622 23 dicembre 1632 24 aprile 1686 Donna Margherita Carafa Patrizio Napoletano
6 Donna Vittoria Carafa 5 gennaio 1631 24 aprile 1686 7 novembre 1704 Don Giuseppe Spinelli dei Principi di Oliveto

Duchi di Maddaloni[modifica | modifica wikitesto]

Nome Nascita In carica Morte Consorte Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Diomede III Carafa 1520 6 aprile 1558 11 luglio 1561 Donna Roberta Carafa dei Principi di Stigliano Già 4º Conte di Maddaloni, 4º Conte di Cerreto, Signore di Formicola, Sasso, Pentime, Roccapipirozzi, Guardia, Civitella, Pontelandolfo, San Lorenzo Maggiore, Pomigliano e Pietrairola alla morte dell’avo Patrizio Napoletano Figlio di Giovanni Tommaso Carafa, a sua volta figlio di Diomede II Carafa, 3º Conte di Maddaloni, 3º Conte di Cerreto, ecc.

Duchi di Maierà[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Don Francesco Carafa 1614 3 aprile 1667
(con Privilegio dato a Madrid)
5 dicembre 1689 Donna Maria de Ponte Patrizio Napoletano Il 24 agosto 1651 compra Maierà dai cugini Carafa Duchi di Forlì, che erano stati costretti a vendere tale feudo per debiti.
2 Don Ottavio Carafa 29 novembre 1659 5 dicembre 1689 7 gennaio 1699 Donna Teresa Serbelloni Patrizio Napoletano; Cavaliere dell’Ordine di Calatrava dal 1670
3 Don Pier Luigi Carafa 23 febbraio 1661 7 gennaio 1699 1718 Patrizio Napoletano
4 Don Giuseppe Carafa 2ª metà del XVII secolo 1718 XVIII secolo Patrizio Napoletano

Duchi di Montenero[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte/i Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
4 Don Giovan Battista Carafa ... 1688
(4º Duca di Montenero)
26 luglio 1734 Maria Fortunata Carmignano 3º Barone di Rionegro alla rinuncia dei fratelli maggiori; 2º Barone di Rocchetta e Petrella dal 1733 Patrizio Napoletano Figlio di Alfonso Carafa, 1º barone di Rionegro, e di Donna Beatrice Bucca d’Aragona, 3ª duchessa di Montenero
5 Don Alfonso Carafa 16 dicembre 1713 (?) 26 luglio 1734
(5º Duca di Montenero)
23 gennaio 1760 (1ª) Gabriella Paolina de Chatelet-Lorraine
(2ª) Donna Domenica Anna Maria Mormile
4º Barone di Rionegro, 3º Barone di Petrella e Rocchetta Patrizio Napoletano
6 Don Alfonso Carafa 7 agosto 1760
(6º Duca di Montenero)
5 novembre 1762 5º Barone di Rionegro, 4º Barone di Petrella e Rocchetta Patrizio Napoletano Nato postumo al padre Alfonso, 5º duca di Montenero
7 Don Muzio Carafa 1723 5 novembre 1762
(7º Duca di Montenero)
12 dicembre 1764 6º Barone di Rionegro, 5º Barone di Petrella e Rocchetta Patrizio Napoletano Alla sua morte i feudi vennero devoluti al Fisco

Duchi di Nocera[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte/i Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Tiberio Carafa ... 25 dicembre 1521 1527 Geronima de Borgia Lanzol 2º Conte di Soriano Calabro per successione del fratello Gurello Patrizio Napoletano Nel 1526 vendette la terra di Girifalco a Camillo di Gennaro[22]
2 Don Ferdinando I Carafa ... ... 25 maggio 1558 Eleonora Concublet 3º Conte di Soriano Calabro Patrizio Napoletano Rivendicò il casale di Brognaturo nel 1549 avendolo acquistato da Giovanbattista Suriano; nel 1553 lo vendette a Giovanbattista Ravaschieri
3 Don Alfonso Carafa ... 25 maggio 1558 1581 Giovanna Branai Castriota, 2ª marchesa di Città Sant'Angelo 4º Conte di Soriano Calabro Patrizio Napoletano Comprò il passo delle Camerelle da Giovanni Battista Brancaccio con Regio Assenso del 31-7-1566; Governatore dell’Abruzzo per un biennio con Privilegio dato a El Pardo il 19-8-1568
4 Don Ferdinando II Carafa ... 1581 11 settembre 1593 Donna Anna Clarice Carafa dei Principi di Stigliano 5º Conte di Soriano Calabro Patrizio Napoletano Comprò i feudi di Maida e Laconia da Francesco de Palma d’Artois
5 Don Francesco Maria I Carafa 1580 11 settembre 1593 16 luglio 1642 (1ª) Donna Anna Pignatelli
(2ª) Donna Giovanna Ruffo, 3ª principessa di Scilla, 9ª contessa di Sinopoli, contessa di Nicotera e Borrelli, signora di Filogaso, Calanna, Fiumara di Muro
6º Conte di Soriano Calabro e Conte di Sant'Angelo (poi 1º Conte di Filogaso) Patrizio Napoletano, Cavaliere dell’Ordine del Toson d'Oro dal 1639, Maestro di campo, Viceré dei Regni di Aragona e di Navarra Vendette i feudi di Maida e Laconia a Ferrante Caracciolo, duca di Feroleto (1604); vendette la Baronia di Girifalco nel 1609, ritornata ai Carafa dopo il 1526, a Pietro Francesco Ravaschieri tesoriere di Calabria Ultra e la terra di Chiaravalle, che faceva parte del feudo di Soriano Calabro, a Fabrizio Capece Piscicelli (1611); vendette il casale di Brognaturo a Girolamo Passarelli (1629); autorizzato a trasferire il titolo comitale dalla città di Sant’Angelo a Filogaso (Regio Assenso del 1631), vende la prima a Giuseppe Battimelli (Regio Assenso del 1632)
6 Don Francesco Maria II Domenico Carafa ... 16 luglio 1642 28 aprile 1648 Donna Maria Ruffo 7º Conte di Soriano Calabro e 2º Conte di Filogaso Patrizio Napoletano

Duchi di Noja[modifica | modifica wikitesto]

Prefisso Nome Nascita In carica Morte Consorte Altri titoli Titoli onorifici Note
Dal Al
1 Pompeo I Carafa ... 5 novembre 1600 8 dicembre 1623 Isabella Pappacoda Patrizio Napoletano; Cavaliere dell’Ordine di Calatrava dal 1589 Comprò il feudo di Noja dal cognato Gisulfo Pappacoda, marchese di Capurso, nel 1600
2 Don Giovanni Alfonso Carafa ... 8 dicembre 1623 16 marzo 1654 Donna Giulia di Lannoy, 4ª duchessa di Boiano Governatore del Principato Ultra con Privilegio dato a Madrid il 3 settembre 1640 Patrizio Napoletano
3 Don Carlo Carafa 27 novembre 1608 16 marzo 1654 23 novembre 1661 Donna Lucrezia Acquaviva d’Aragona 6º Duca di Boiano, per successione della famiglia Caracciolo, dal 1629 (la madre Giulia di Lannoy era già vedova di Don Antonio Caracciolo dei Principi di Avellino) Patrizio Napoletano
4 Don Giovanni Carafa ... 23 novembre 1661 24 maggio 1671 Donna Teresa del Giudice 7º Duca di Boiano e Barone di Rutigliano; Governatore di Abruzzo Citra con Privilegio dato a Saragozza il 27-3-1649 Patrizio Napoletano
5 Don Carlo Carafa ... 24 maggio 1671 28 novembre 1729 Donna Beatrice Spinelli 8º Duca di Boiano e Barone di Rutigliano Patrizio Napoletano
6 Don Pompeo II Carafa 1698 (?) 28 novembre 1729 29 ottobre 1736 9º Duca di Boiano e Barone di Rutigliano Patrizio Napoletano
7 Don Giovanni Carafa 4 giugno 1715 29 ottobre 1736 9 luglio 1768 Isabella Tovar 10º Duca di Boiano e Barone di Rutigliano; Colonnello del Reggimento Bari dal 29 novembre 1743 Patrizio Napoletano Lettore all’Università di Napoli dal 1738, fondò a Napoli il Museo Naturale e il Museo dell'Antichità, e fu membro dell’Accademia di San Pietroburgo e della Società Reale di Londra; fece pubblicare una celebre cartina topografica della città di Napoli e dei suoi dintorni
8 Don Pompeo III Carafa 29 novembre 1736 9 luglio 1768 23 settembre 1815 Donna Maddalena Montalto 11º Duca di Boiano, Marchese di San Marcellino (dal 1778) e Barone di Rutigliano (fino al 1806) Patrizio Napoletano
9 Don Giovanni Battista Carafa 14 settembre 1773 23 settembre 1815 7 giugno 1849 Donna Maria Vittoria d’Aquino 12º Duca di Boiano e Marchese di San Marcellino Patrizio Napoletano
10 Donna Giulia Carafa 8 giugno 1820 7 giugno 1849 17 dicembre 1886 Don Muzio de Gregorio, principe di Sant’Elia e marchese di Squillace 13ª Duchessa di Boiano e Marchesa di San Marcellino Patrizio Napoletano A seguito della sua refuta, sua sorella Donna Livia Carafa (18251901) divenne la 14ª Duchessa di Boiano (con Regio Rescritto del Re delle Due Sicilie del 22-7-1858)

Cardinali e arcivescovi[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia Carafa, come accadde per molte altre famiglie nobiliari, diedero alla Chiesa cattolica numerosi esponenti, che in vari casi giunsero ad occupare due delle posizioni più importanti della gerarchia ecclesiastica, ovvero quelle dei cardinali e degli arcivescovi. Nei secoli i Carafa diedero i natali a ben 16 cardinali (di cui uno, Gian Pietro Carafa, venne addirittura eletto papa) e ben 11 arcivescovi (di cui 6 furono anche cardinali). Uno di questi cardinali, Marino Carafa di Belvedere, rinunciò successivamente alla vita ecclesiastica e divenne il 1º Sindaco di Napoli.

Cardinali di Santa Romana Chiesa
Immagine Nome Nascita Creato cardinale Morte Incarichi cardinalizi Incarichi vescovili/arcivescovili e/o altri N.
Filippo Carafa della Serra.jpg Filippo Carafa della Serra 1340 circa 18 settembre 1378 da papa Urbano VI 22 o 23 maggio 1389 (c. 48-49 anni) Cardinale presbitero dei Santi Silvestro e Martino ai Monti
(13781389)
Amministratore apostolico di Bologna
(13781389)
Oliviero Carafa.jpg Oliviero Carafa 10 marzo 1430 18 settembre 1467 da papa Paolo II 20 gennaio 1511 (80 anni) Cardinale presbitero dei Santi Marcellino e Pietro (1467–70), di Sant'Eusebio
(1470–1511)
Cardinale vescovo di Albano (1476–83), di Sabina (1483–1503), di Ostia e Velletri (1503–11)
Camerlengo del Collegio Cardinalizio
(1477–78)
Decano del Collegio Cardinalizio (1492–1511)
Arcivescovo di Napoli
(1458–84; 1503–05)
Abate commendatario di Santa Maria di Cadossa (1469–99)
Amministratore apostolico di Cava ed abate della Santissima Trinità (1485–97)
Amministratore apostolico di Salamanca (1491–94), di Cadice ed Algeciras (1495–1511), di Rimini (1495–97), di Chieti (1500–01), di Napoli (1503–05), di Caiazzo (1506–07), di Terracina, Sezze e Priverno (1507–10), di Segni (1507–11), di Tricarico (1510–11)
Governatore di Velletri
(1503–11)
[2][23]
Gianvincenzo Carafa 1477 21 novembre 1527 da papa Clemente VII 28 agosto 1541 (63-64 anni) Cardinale presbitero di Santa Pudenziana (1528–37), di Santa Prisca (1537), di Santa Maria in Trastevere (1537–39)
Camerlengo del Collegio Cardinalizio (1533–34)
Cardinale vescovo di Palestrina (1539–41)
Arcivescovo di Napoli
(1505–30)
Vescovo di Rimini
(1497–1505)
Amministratore apostolico di Anglona (1528–36), di Anagni (1534–41), di Acerra (1535–39)
[24]
Pope Paul IV.PNG Gian Pietro Carafa 28 giugno 1476 22 dicembre 1536 da papa Paolo II 18 agosto 1559 (83 anni) Arcivescovo di Chieti
(1505–18; 1537–49), di Brindisi (1518–24), di Napoli (1549–55)
Gian Pietro è stato, con il nome di Paolo IV, il 223º papa della Chiesa cattolica dal 23 maggio 1555 alla morte
[25]
Carlo Carafa.jpg Carlo Carafa 29 marzo 1517 7 giugno 1555 da papa Paolo IV 4 marzo 1561 (43 anni) Cardinale diacono dei Santi Vito e Modesto in Macello Martyrum
(1555–60)
Cardinale diacono di San Nicola in Carcere
(1560–61)
Legato apostolico di Bologna
(1555–58)
Amministratore apostolico di Comminges
(1556–61)
[2][26]
Diomede Carafa 7 gennaio 1492 20 dicembre 1555 da papa Paolo IV 12 agosto 1560 (68 anni) Cardinale presbitero dei Santi Silvestro e Martino ai Monti
(1556–60)
Vescovo di Ariano
(1511–60)
[27]
Alfonso Carafa.jpg Alfonso Carafa 16 luglio 1540 15 marzo 1557 da papa Paolo IV 29 agosto 1565 (25 anni) Cardinale diacono di San Nicola fra le Immagini (1557–58), di Santa Maria in Portico Octaviae (1558–59), di Santa Maria in Domnica (1559–60)
Cardinale presbitero dei Santi Giovanni e Paolo
(1560–65)
Arcivescovo di Napoli
(1557–65)
Governatore di Benevento
(1558–60)
Bibliotecario di Santa Romana Chiesa
(1559–65)
[2][28]
Antonio Carafa (1538-1591).jpg Antonio Carafa 25 marzo 1538 24 marzo 1568 da papa Pio V 13 gennaio 1591 (52 anni) Cardinale diacono di Sant'Eusebio (1568–73), di Santa Maria in Cosmedin (1573–77), di Santa Maria in Via Lata (1577–83)
Cardinale protodiacono
(1577–83)
Cardinale presbitero dei Santi Giovanni e Paolo
(1584–91)
Bibliotecario di Santa Romana Chiesa
(1585–91)
Prefetto della Congregazione del Concilio
(1586–91)
[2][29]
Decio Carafa 1556 17 agosto 1611 da papa Paolo V 23 gennaio 1626 (69-70 anni) Cardinale presbitero di San Lorenzo in Panisperna (1612), dei Santi Giovanni e Paolo (1612–26) Arcivescovo di Napoli
(1613–26)
Arcivescovo titolare di Damasco
(1606–11)
Collettore apostolico in Portogallo
(1598–1604)
Nunzio apostolico nelle Fiandre (1606–07), in Spagna (1607–11)
[30]
Siluestri á Petrasancta Symbola heroica (1682) (14562259038).jpg Pier Luigi Carafa 18 luglio 1581 6 marzo 1645 da papa Innocenzo X 15 febbraio 1655 (73 anni) Cardinale presbitero dei Santi Silvestro e Martino ai Monti
(1645–55)
Vescovo di Tricarico
(1624–46)
Nunzio apostolico a Colonia
(1624–34)
Prefetto della Congregazione del Concilio
(1645–55)
[31]
Carlo Carafa cardinale.jpg Carlo Carafa della Spina 21 aprile 1611 14 gennaio 1664 da papa Alessandro VII 19 ottobre 1680 (69 anni) Cardinale presbitero di Santa Susanna (1665–75), di Santa Maria in Via (1675–80)
Camerlengo del Collegio Cardinalizio
(1676–78)
Vescovo di Aversa
(1644–65)
Nunzio apostolico in Svizzera (1653–54), nella Repubblica di Venezia (1654–58), in Austria (1658–64)
Legato apostolico di Bologna
(1664–69)
[32]
Fortunato Carafa.jpg Fortunato Ilario Carafa della Spina 16 febbraio 1631 2 settembre 1686 da papa Innocenzo XI 16 gennaio 1697 (65 anni) Cardinale presbitero dei Santi Giovanni e Paolo
(1687–97)
Vescovo di Aversa
(1687–97)
Legato apostolico di Romagna
(1693–94)
[33]
Pierluigi Carafa, Jr.JPG Pier Luigi Carafa 4 luglio 1677 20 settembre 1728 da papa Benedetto XIII 15 dicembre 1755 (78 anni) Cardinale presbitero di San Lorenzo in Panisperna (1728–37), di Santa Prisca (1737–40)
Camerlengo (1737–38), Sottodecano (1751–53) e Decano del Collegio Cardinalizio (1753–55)
Cardinale vescovo di Albano (1740–51), di Porto e Santa Rufina (1751–53), di Ostia e Velletri (1753–55)
Arcivescovo titolare di Larissa di Tessaglia
(1713–28)
Nunzio apostolico nel Granducato di Toscana
(1713–17)
Segretario della Congregazione di Propaganda Fide (1717–14) e della Congregazione dei Vescovi e Regolari (1724–28)
Governatore di Velletri
(1753–55)
[34]
Maron - Francesco Carafa.jpg Francesco Carafa della Spina di Traetto 29 aprile 1722 19 aprile 1773 da papa Clemente XIV 20 novembre 1818 (96 anni) Cardinale presbitero di San Clemente (1773–88), di San Lorenzo in Lucina (1788–1807), di San Lorenzo in Damaso (1807–18)
Cardinale protopresbitero
(1803–18)
Arcivescovo titolare di Patrasso
(1760–73)
Nunzio apostolico nella Repubblica di Venezia
(1760–66)
Segretario (1766–73) e Prefetto (1775–1818) della Congregazione dei Vescovi e Regolari
Legato apostolico di Ferrara
(1778–86)
Vice-Cancelliere di Santa Romana Chiesa
(1807–18)
[2][35]
Marino Carafa di Belvedere 29 gennaio 1764 23 febbraio 1801 da papa Pio VII
Si dimise il 24 agosto 1807
5 aprile 1830 (66 anni) Cardinale diacono di San Nicola in Carcere
(1801–07)
Prefetto del Palazzo Apostolico
(1794–1801)
Sindaco di Napoli
(1813–17)
[36]
Kardinal Domenico Carafa della Spina di Traetto.jpg Domenico Carafa della Spina di Traetto 12 luglio 1805 22 luglio 1844 da papa Gregorio XVI 17 giugno 1879 (73 anni) Cardinale presbitero di Santa Maria degli Angeli (1844–79), di San Lorenzo in Lucina (1879)
Camerlengo del Collegio Cardinalizio
(1864–65)
Arcivescovo metropolita di Benevento
(1844–79)
Segretario dei Brevi Apostolici
(1879)
[37]
Arcivescovi
Immagine Nome Nascita Nominato/Consacrato o Elevato arcivescovo Morte Incarichi arcivescovili Altri incarichi N.
Oliviero Carafa.jpg Oliviero Carafa 10 marzo 1430 18 novembre 1458 da papa Pio II
(nominato)
29 dicembre 1458 dal vescovo Leone de Simone
(consacrato)
20 gennaio 1511 (80 anni) Arcivescovo di Napoli
(18 novembre 1458 – 20 settembre 1484)
(4 agosto 1503 – 1º aprile 1505)
Anche Cardinale di Santa Romana Chiesa [2][23]
Alessandro Carafa.jpg Alessandro Carafa 1430 20 settembre 1484 da papa Innocenzo VIII
(nominato)
31 luglio 1503 (72-73 anni) Arcivescovo di Napoli
(20 settembre 1484 – 31 luglio 1503)
[2][38]
Bernardino Carafa 1472 30 luglio 1505 (32-33 anni) Arcivescovo di Napoli
(1º aprile 1505 – 30 luglio 1505)
Vescovo di Chieti
Patriarca di Alessandria dei Latini
Gianvincenzo Carafa 1477 1º aprile 1505 da papa Giulio II
(elevato)
28 agosto 1541 (63-64 anni) Arcivescovo di Napoli
(15051530)
Anche Cardinale di Santa Romana Chiesa [24]
Francesco Carafa.jpg Francesco Carafa 1515 24 gennaio 1530 da papa Clemente VII
(nominato)
30 luglio 1544 (28-29 anni) Arcivescovo di Napoli
(24 gennaio 1530 – 30 luglio 1544)
[39]
Pope Paul IV.PNG Gian Pietro Carafa 28 giugno 1476 20 dicembre 1518 da papa Leone X
(elevato)
18 agosto 1559 (83 anni) Arcivescovo di Chieti
(15051518)
(15371549)
Arcivescovo di Brindisi
(15181524)
Arcivescovo di Napoli
(15491555)
Anche Cardinale di Santa Romana Chiesa
Amministratore apostolico di Chieti
(20 dicembre 1518 – 24 agosto 1524)
Gian Pietro è stato, con il nome di Paolo IV, il 223º papa della Chiesa cattolica dal 23 maggio 1555 alla morte
[25]
Alfonso Carafa.jpg Alfonso Carafa 16 luglio 1540 9 aprile 1557 da papa Paolo IV
(nominato)
30 giugno 1565 dal vescovo Antonio Scarampi
(consacrato)
29 agosto 1565 (25 anni) Arcivescovo di Napoli
(9 aprile 1557 – 29 agosto 1565)
Anche Cardinale di Santa Romana Chiesa [28]
Mario Carafa ??? 10 febbraio 1566 dal cardinale Giovanni Michele Saraceni
(consacrato)
11 settembre 1576 Arcivescovo di Napoli
(26 ottobre 1565 – 11 settembre 1576)
[40]
Decio Carafa 1556 17 maggio 1606 da papa Paolo V
(nominato)
4 giugno 1606 dal cardinale Mariano Pierbenedetti
(consacrato)
23 gennaio 1626 (69-70 anni) Arcivescovo di Napoli
(7 gennaio 1613 – 23 gennaio 1626)
Anche Cardinale di Santa Romana Chiesa [30]
Mons. Carafa 02.jpg Gregorio Carafa 1588 23 giugno 1664 da papa Alessandro VII
(elevato)
23 febbraio 1675 (86-87 anni) Arcivescovo metropolita di Salerno
(23 giugno 1664 – 23 febbraio 1675)
Kardinal Domenico Carafa della Spina di Traetto.jpg Domenico Carafa della Spina di Traetto 12 luglio 1805 22 luglio 1844 da papa Gregorio XVI
(nominato)
11 agosto 1844 dal cardinale Vincenzo Macchi
(consacrato)
17 giugno 1879 (73 anni) Arcivescovo metropolita di Benevento
(22 luglio 1844 – 17 giugno 1879)
Anche Cardinale di Santa Romana Chiesa [37]

Altri personaggi illustri[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a tutti i principi, duchi, cardinali e così via, i Carafa diedero i natali anche ad altri illustri personaggi, che si distinsero nei secoli nei più disparati campi, dalla sfera politica a quella religiosa, passando per quella militare, fino a quella delle arti.

Quindi, qui di seguito sono elencati alcuni di quegli uomini e donne della famiglia Carafa che si distinsero nella storia per le proprie qualità:

Genealogia della famiglia Carafa[modifica | modifica wikitesto]

Qui di seguito sono rappresentati vari alberi genealogici dei principali rami cadetti della prolifica dinastia Carafa, ripercorrendo le varie ramificazioni dalle origini antiche sino ai giorni nostri.

I due più importanti rami distaccatosi dal ceppo antico principale sono i cosiddetti Carafa della Spina e i Carafa della Stadera. Da questi due rami principali discendono tutti gli altri rami minori.

Tutti i rami qui elencati sono ormai estinti sia in linea diretta maschile che in linea diretta femminile, ad eccezione di due rami cadetti: quello dei Principi di Roccella (del ramo Carafa della Spina) e quello dei Duchi d'Andria (del ramo Carafa della Stadera).

Ramificazione essenziale della famiglia Carafa dalle origini[modifica | modifica wikitesto]

 
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Caracciolo
 
 
 Linee antiche
 
  
Carafa della Spina
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Carafa della Stadera
 
  
 molti altri rami cadetti
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Linea di Gurello Caracciolo detto Carafa
 
 
 Carafa dei Baroni di Sessola e Signori di Sant'Arpino e Roseto (est. XVII secolo)
 
 
 Carafa dei Signori di Roccascalegna (est. XVII secolo)

Genealogia dei membri primordiali della famiglia Carafa[modifica | modifica wikitesto]

 
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Caracciolo
 
 
 Gregorio Caracciolo, detto "Carafa"
[N 9]
 
 
 Bartolomeo
⚭ Laura Capece
 
 
 Filippo
 
 
 Bartolomeo
⚭ Teodora del Gaudio
 
    
 Bartolomeo
⚭ Mabilia
 Tommaso
 Guglielmo
 Matteo
Caterina de Sangro
Alegoria Piscicelli
  
          
Andrea

⚭ Maria dei Signori di Montefalcione
Bishop-hat.svg
Bartolomeo
Arcivescovo di Bari
Pietro
⚭ Roberta Dinissiaco
Nicola
Ligorio
Tommaso
Giacomo
 Marino
Mita
Antonio de Carofilio
Giovanni Caracciolo di Pisciotta
Cardinal-hat.svg
Filippo
cardinale
    
       
Carafa della Spina
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 Nicola
Caterina di Somma
Maria Giulia de Yels
 Carafa della Stadera
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Francesca
monaca
Tommaso
Giovanni
Pietro
  
    
 Andrea
Pietro
⚭ Maria Guindazzo
Onofrio
 Giovanni Antonio
 
   
 Adriella
⚭ Ermanno de Sabran
Veritella
⚭ Francesco Cantelmo
Pietro
⚭ Mariella Brancaccio
 
 
 Tommaso
Verdella Spinelli
Anna Marramaldo
 
  
 Pietro
Paolo

Ramificazione della famiglia Carafa della Spina[modifica | modifica wikitesto]

 
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Linee antiche
 
 
 Carafa della Spina
[N 10]
 
   
 Linea di Giacomo di Onorio di Giacomo
 Carafa dei Conti di Santa Severina (est. XVI secolo)
 Carafa dei Signori di Forlì del Sannio
   
     
Carafa dei Conti di Grotteria, Marchesi di Castelvetere e Principi di Roccella (est. XVII secolo: linea maschile)
Carafa dei Conti di Policastro e Duchi di Forlì (est. 1764: linea maschile)
Carafa dei Baroni di Cuddia (est. XVIII secolo)
Carafa dei Baroni di Forlì (est. XVI secolo)
Carafa dei Baroni e Duchi di Forlì (est. XVII secolo)
   
   
Carafa dei Duchi di Bruzzano e Marchesi di Brancaleone, poi anche Principi di Roccella, Marchesi di Castelvetere e Conti di Grotteria [poi Carafa Cantelmo Stuart] (dal XVII secolo)
vivente
 Carafa dei Duchi di Traetto e di Montenegro, già Signori, Baroni e Conti di Cerro (est. 1909)
Carafa dei Baroni di Rionegro, poi anche Duchi di Montenero e Baroni di Petrella e Rocchetta (est. 1764)

Ramificazione della famiglia Carafa della Stadera[modifica | modifica wikitesto]

 
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Linee antiche
 
 
 Carafa della Stadera
[N 11]
 
       
Carafa dei Conti di Airola (est. XVI secolo)
Carafa dei Conti di Ruvo, poi anche Duchi d'Andria e di Castel del Monte (dal XVI secolo)
vivente
 Carafa dei Conti di Marigliano e Duchi di Ariano (est. XVI secolo)
 Carafa dei Signori di Regino (est. XVI-XVII secolo)
 Linea di Antonio di Malizia
 Carafa dei Duchi di Nocera e Conti di Soriano Calabro (est. 1648)
 Carafa dei Conti di Maddaloni e Cerreto
      
                 
Carafa dei Marchesi di Bitetto (est. XVII secolo)
Carafa dei Marchesi di Sant'Eramo (est. XVII secolo: linea femminile)
Carafa dei Signori di Marignanello (est. XVIII secolo)
Carafa dei Duchi di Cercemaggiore (est. XVII secolo)
Carafa dei Conti di Monte Calvo (est. XIX secolo)
Carafa dei Duchi di Campora e di Jelsi (est. XVIII secolo)
Carafa dei Principi di Chiusano (est. XVIII secolo)
Carafa dei Signori di Cusano e Marchesi di Montenero (est. 1633)
Carafa dei Marchesi di San Lucido (est. XVII secolo: in linea femminile)
Carafa dei Signori di Cercepiccola e Duchi di Jelsi (est. 1727: in linea maschile)
Carafa dei Principi di Stigliano e Duchi di Mondragone (est. XVII secolo)
Carafa dei Duchi di Noja e di Bojano (est. XX secolo)
Carafa dei Duchi di Cancellara (est. 1673: in linea maschile)
Carafa dei Principi di Belvedere e Marchesi di Anzi (est. XIX secolo)
Carafa dei Duchi di Maddaloni (1ª casa) e di Frosolone e Marchesi di Baranello (est. XVIII secolo)
Carafa dei Signori di Sesto e Principi di Colobraro (1ª casa) (est. XVII secolo)
Carafa dei Conti di Montorio e Marchesi di Cave (est. 1584)
     
          
 Carafa dei Signori e Principi di Sepino (est. XVII secolo)
Carafa dei Baroni e Duchi di Campolieto (est. 1691)
 Carafa dei Principi di Avella (est. 1780)
 Carafa dei Duchi di Laurino (est. 1686: in linea maschile)
Carafa dei Marchesi di Polignano
Carafa dei Duchi di Maddaloni (2ª casa) e Principi di Colobraro (2ª casa)
Carafa dei Conti di Morcone
 Carafa dei Duchi di Maierà (est. 1718)
 Carafa dei Signori e Baroni di Sant'Angelo a Scala (est. 1672: linea femminile)
Carafa dei Baroni di Stiffe e Duchi di Castelnuovo (est. XVII secolo)
  
  
 Carafa dei Baroni e Marchesi di Tortorella (est. XIX secolo)
 Carafa dei Principi di San Lorenzo (est. 1917: in linea maschile)

Il ramo marchigiano[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie della presenza della famiglia Caraffa nelle Marche[42] risalgono alla seconda metà del XVI secolo, quando uno dei rami della famiglia fu esiliato "per ragioni di Stato" [43] dallo zio Gian Pietro Caraffa, papa Paolo IV, nel castello di Montalto, circondario di Camerino, con assegnazione di beni e possedimenti[44].

Dagli atti ufficiali, religiosi e civili, risulta per i Caraffa del Castello di Montalto l’appellativo di Dominus o Don per i maschi e Domina o Donna per le femmine [45].

  • Angelo (1651-1738) è Ufficiale della Venerabile Compagnia del SS.mo Sacramento del Castello di Montalto.
  • Amico (1690-1747) è Priore della Chiesa di San Paolo nel Castello di Borgiano
  • Giuseppe Antonio Caraffa (1737-1815), è avvocato, dottore in utroque iure, conte palatino e cavaliere della Milizia Aurata - Ordine dello Speron d'Oro[46]. Desiderio dei Marchesi Spreti, governatore generale del Ducato di Camerino, lo nomina suo rappresentante al Consiglio generale della città. Successivamente fu uno dei principali attori della prima Repubblica Romana, quale prefetto consolare nel territorio di Camerino.
  • Francesco (1772-1861) è Procuratore della Signoria di Beldiletto [47], con tutte le prerogative attribuite ai ministri camerali.
  • Felice Ottavio Caraffa (1831-1918), filosofo, ingegnere e architetto. È Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro [48] e Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia[49]. Ingegnere Capo della Giunta Liquidatrice dell'Asse Ecclesiastico (1873), Regio Economo Generale dei Benefici Vacanti per le Provincie Venete (1887), è l'autore de "Il nuovo Catasto del Regno d'Italia" ed è annoverato nel "Dictionnaire International des écrivains du monde latin". Nel 1906 acquista il palazzo gentilizio di Tolentino dalla famiglia Costaroli, trasferendovi la famiglia.

A Tolentino i Caraffa svolgono un ruolo importante come una delle principali famiglie della Città, ricoprendo anche cariche amministrative e politiche.

Palazzi ed altri edifici[modifica | modifica wikitesto]

Questo che segue è un elenco parziale dei principali possedimenti edilizi e dimore della famiglia Carafa. Include gli edifici costruiti proprio su commissione dei Carafa, ma anche quelli che furono ereditati successivamente da questa famiglia e costruiti in precedenza da altri.

Immagine Nome Costruzione Restauri/modifiche Curiosità Località N.
Edifici civili
Campania
Palazzo Carafa d'Andria a San Marcellino.jpg Palazzo Carafa d'Andria L'originale fu costruito agli inizi del XV secolo. Nel XVI secolo, passato alla Confraternita del Monte di Pietà, venne rifatto dall'architetto Giovanni Francesco Mormando secondo lo stile del Rinascimento. Dal XVII al XIX secolo subì notevoli alterazioni e modifiche e venne aggiunto un ulteriore piano. Il Palazzo oggi ospita la sede dell'Istituto Tecnico Femminile "Elena di Savoia". Flag of Italy.svg
Napoli, Italia
PalazzoDiomedeCarafa.jpg Palazzo Diomede Carafa
(anche detto Palazzo Santangelo o Palazzo Santangelo-Carafa)
Fu costruito nel XV secolo per volere di Diomede I Carafa, conte di Maddaloni. Fu probabilmente costruito su un edificio più antico, sempre appartenente alla famiglia Carafa. Dopo il passaggio di proprietà, fu restaurato dal ramo dei Carafa dei Principi di Colobraro. Dal ramo di Maddaloni, passò a quello dei Carafa di Colobraro. Nel 1796 morì Faustina Pignatelli, moglie del Principe di Colobraro, ed iniziò il degrado fino al 1815, quando venne acquistato dal ricco avvocato Francesco Santangelo e trasformato in museo. In esso era custodita la bronzea Testa di Cavallo di Donatello, oggi al MANN e qui sostituita da una copia. Flag of Italy.svg
Napoli, Italia
Pal Trib2.jpg Palazzo Carafa di Montorio Fu costruito alla fine del XV secolo dalla famiglia Carafa dei Conti di Montorio al Vomano ed attribuito all'architetto Giovanni Francesco Mormando. Nel XVI secolo, per volere del cardinale Alfonso Carafa, venne rifatto dall'architetto Giovanni Francesco Di Palma secondo lo stile del Rinascimento e le sale affrescate. Nel 1943 venne danneggiato dalla drammatica esplosione della motonave Caterina Costa, poi nel 1944 fu coinvolto in un incendio e infine fu colpito dal terremoto del 1980. Ad oggi è in stato di vergognoso degrado. Flag of Italy.svg
Napoli, Italia
Palazzo Carafa di Santa Severina.jpg Palazzo Carafa di Santa Severina
(anche detto Palazzo Carafa della Spina a Pizzofalcone)
Fu costruito agli inizi del XVI secolo per volere del condottiero Andrea Carafa, conte di Santa Severina. Ormai militarizzato, nel XVII secolo fu costruito il militare Gran Quartiere di Pizzofalcone dove allora sorgevano i giardini del Palazzo. Passò successivamente alla famiglia Loffredo, poi fu acquistata per la Corona dal viceré Iñigo Vélez de Guevara, VIII conte d'Oñate, e divenne sede delle truppe spagnole. Dal 1808 ospitò la Biblioteca Militare e l'Ufficio Topografico del Regno delle Due Sicilie. Dopo l'Unità d'Italia diventò Archivio Militare ed oggi ospita la Sezione Militare dell'Archivio di Stato di Napoli. Flag of Italy.svg
Napoli, Italia
Palazzo Carafa di Maddaloni (facciata su via Toledo).jpg Palazzo Carafa di Maddaloni
(già Palazzo D'Avalos)
Fu costruito alla fine del XVI secolo per volere del marchese Cesare d'Avalos. Lavori di ristrutturazione e di abbellimento vennero affidati all'architetto Cosimo Fanzago per volere di Don Diomede V Carafa, V duca di Maddaloni e VIII conte di Cerreto; essi si protrassero fin oltre il 1710 e videro coinvolti anche il marmoraro Pietro Sanbarberio e i pittori Micco Spadaro, Giacomo del Pò, Francesco Di Maria. Dal 1766 al 1770 furono intrapresi nuovi lavori decorativi ed altri ambienti furono affrescati da Fedele Fischetti. Ad inizio XIX secolo furono effettuate ulteriori modifiche strutturali. Nella II Guerra Mondiale fu in parte gravemente danneggiato da bombardamenti e restaurato senza criterio. Ancora danneggiato nel terremoto del 1980, venne attuato un restauro durato più di 30 anni. Il Palazzo passò a diversi acquirenti, poi giunse nella prima metà del XVII secolo nelle mani del banchiere fiammingo Gaspare Roomer che infine la vendette alla famiglia Carafa intorno al 1650 in cambio della loro Villa Bisignano a Barra. Nel 1806, indebitati, furono costretti a vendere e il Palazzo, frazionato, passò man mano a molti e vari nobili. Qui ebbe sede la Suprema Corte di Giustizia e vi visse, tra gli altri, il sindaco Luigi Miraglia. Oggi è adibito ad uso residenziale. Flag of Italy.svg
Napoli, Italia
Palazzo Carafa di Nocera. 2815.jpg Palazzo Carafa di Nocera
(anche detto Palazzo Falanga e Montuori)
Fu costruito nel XVI secolo per volere di Don Ferdinando II Carafa, IV duca di Nocera, su progetto dell'architetto Gabriele d'Agnolo. Le famiglie dei negozianti Falanga e Montuori, nuovi proprietari, affidarono il restauro del Palazzo all'architetto De Leva, che cancellò i tratti rinascimentali dell'edificio. Il Palazzo alla fine del XVII secolo passò alla famiglia Costanzo e poi, dopo un periodo di abbandono, nel 1806 con l'avvento dei Francesi divenne sede della Prefettura di Polizia fino a quando non fu completato Palazzo San Giacomo nel 1825. Venne in seguito acquistato dalle famiglie dei negozianti Falanga e Montuori. Il Palazzo oggi è adibito ad uso residenziale. Flag of Italy.svg
Napoli, Italia
Palazzo Carafa di Belvedere Fu costruito nel XVI secolo dalla famiglia Carafa dei Principi di Belvedere, ma non fu mai completato da loro. Il Palazzo non fu mai completato dai Carafa, in quanto il principe Carlo Carafa di Belvedere sposò Elisabetta van den Eynde, figlia del magnate Ferdinando van den Eynde, ed ebbe in dote dalla moglie Villa Belvedere al Vomero, dove si trasferì. Nel 1830 il Palazzo venne acquistato da Don Giuseppe Sorge, che lo volle completare a proprie spese in occasione delle sue nozze. Il Palazzo non è più esistente, poiché andò quasi completamente distrutto durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. X mark.svg Non più esistente
Palazzo Carafa della Spina (facciata).jpg Palazzo Carafa della Spina
(una volta anche detto Palazzo di Fabrizio Carafa)
Fu costruito nel XVI secolo per volere di Don Fabrizio Carafa della Spina, principe di Butera e Roccella, che acquistò e demolì un Palazzo appartenente ad Andrea Matteo IV Acquaviva d'Aragona. Il disegno fu probabilmente opera dell'architetto Domenico Fontana. Il Palazzo venne restaurato nel XVIII secolo e venne rifatto ex novo anche il sontuoso portale d'ingresso, secondo alcuni opera di Martino Buonocore o di Ferdinando Sanfelice. Il Palazzo oggi è adibito ad uso residenziale. Flag of Italy.svg
Napoli, Italia
Cellamare Nápoles 01.JPG Palazzo Cellammare
(o Palazzo Cellamare; in passato anche detto brevemente Palazzo Francavilla)
Fu costruito nel XVI secolo per volere di Giovanni Francesco Carafa. Successivamente, nel 1531, Luigi Carafa incaricò l'architetto Ferdinando Manlio di restaurare completamente l'edificio. Dal 1668 al 1670 l'architetto Francesco Antonio Picchiatti effettuò alcuni lavori interni di ammodernamento, avendovi lavorato già prima, nel 1651, con l'edificazione dello scalone monumentale, poi demolito per essere sostituito da un altro di Giovanni Battista Manni. Il portale monumentale, che conduce allo scalone, è opera di Ferdinando Fuga. La Cappella della Vergine del 1727 è invece opera di Giovan Battista Nauclerio. Il Palazzo fu saccheggiato durante la rivolta di Masaniello nel 1647, poi funse da lazzaretto durante l'epidemia di peste del 1656 e nel 1689 divenne proprietà dello Stato. Nel XVIII secolo venne poi acquistato da Antonio del Giudice, principe di Cellamare, e successivamente passò a Michele Imperiali, principe di Francavilla; sotto quest'ultimo il Palazzo raccolse un raffinato salotto, tra i cui ospiti si ricorda l'amico Giacomo Casanova. Infine, qui vi visse e morì suicida nel 1959 il matematico Renato Caccioppoli. Flag of Italy.svg
Napoli, Italia
Facciata Pan.jpg Palazzo Carafa di Roccella
(oggi denominato Palazzo delle Arti di Napoli)
Fu costruito nel XVII secolo dalla famiglia Di Sangro. Nel XVIII secolo I Carafa dei Principi di Roccella attuarono una ristrutturazione che fu affidata all'architetto locale Luca Vecchione, ma i lavori si protrassero per lungo tempo e solo nel 1842 fu completata la facciata in stile neoclassico. Nel XIX secolo assunse l'aspetto odierno con l'aggiunta del terzo piano, dell'atrio scoperto e dal patio sul giardino. Dopo lunghi anni di abbandono, nel 1964 l'imprenditore Mario Ottieri tentò di demolirlo, fortunatamente invano. Un recente restauro, costato 20 milioni di è terminato nel 2004. Il Palazzo venne donato dal proprietario Francesco di Sangro, principe di Sansevero, al cognato Don Giuseppe Carafa, che aveva sposato sua sorella Antonia di Sangro. Poi passò al ramo Carafa dei Principi di Roccella. Ippolita Cantelmo Stuart, moglie del principe Vincenzo III Carafa, vi animò un famoso salotto letterario. Di proprietà dello Stato Italiano, è oggi sede del PAN. Flag of Italy.svg
Napoli, Italia
Palazzo Carafa di Noja.jpg Palazzo Carafa di Noja Non si hanno notizie né riguardo all'epoca di costruzione né riguardo al committente del palazzo. Si può ipotizzare la sua erezione nella prima metà del XVII secolo. I Carafa di Noja attuarono nei primi decenni del XIX secolo un profondo rifacimento del doppio edificio in stile neoclassico e ricostruirono un nuovo villino in fondo al giardino, secondo la moda neo-pompeiana dell'epoca. Nel XVIII secolo divenne proprietà del ramo Carafa dei Duchi di Noja, testimonianza ne è lo stemma affrescato sull'androne. Nella seconda metà del XIX secolo i Carafa vendettero il Palazzo, dando il via al processo di frazionamento che lo rende tuttora un condominio privato e dunque non visitabile. Flag of Italy.svg
Napoli, Italia
Palazo Cavvall.jpg Palazzo Carafa di Policastro
(oggi noto come Palazzo Caracciolo di Torella)
Fu costruito nel XVIII secolo dai Carafa dei Duchi di Forlì e Conti di Policastro. Dai Carafa passò successivamente ai Caracciolo dei Principi di Torella. In un salone del piano nobile si conserva un soffitto affrescato da Fedele Fischetti, in un altro dei dipinti di Giacinto Diano. Oggi è frazionato e adibito a condominio di prestigio. Flag of Italy.svg
Napoli, Italia
Villa Belvedere da via Aniello Falcone.JPG Villa Carafa di Belvedere
(o semplicemente Villa Belvedere; già Palazzo Vandeneynde)
Fu costruita alla fine del XVII secolo dall'architetto Fra' Bonaventura Presti, per volere del magnate italo-fiammingo Ferdinando van den Eynde, I marchese di Castelnuovo. Ulteriori modifiche vennero attuate dai Carafa e nel XIX secolo. Vi si trovano affreschi, ad esempio, di Luca Giordano. La Villa passò ai Carafa tramite il matrimonio di Elisabetta van den Eynde, figlia del marchese Ferdinando van den Eynde, che sposò Don Carlo Carafa, principe di Belvedere, portando in dote la Villa. Flag of Italy.svg
Napoli, Italia
Cartolina di Villa Carafa d'Andria de Cillis.jpg Villa Carafa d'Andria de Cillis
(già Palazzo de Cillis)
L'originale fu costruito alla fine del XVIII secolo dalla famiglia De Cillis. Dell'originale edificio sopravvivono oggi solo le cantine interrate nella roccia lavica e un pozzo rustico. L'attuale Villa è quella voluta dalla marchesa Eleonora Carafa d'Andria, maritata de Cillis, che nel 1918 la trasformò in residenza estiva in stile neoclassico-liberty. Nel XX secolo fu un salotto d'incontro per le famiglie nobili napoletane. Morta la Marchesa nel 1973, iniziò un lungo declino che portò a decadimento e furti, diventando anche un asilo-scuola elementare, fino a quando nel 2013 iniziarono lavori di restauro e ripristino ed oggi è sede di un B&B. Flag of Italy.svg
Torre del Greco, Italia
Calabria
Castello di roccella.JPG Castello di Roccella Ionica
(anche detto Palazzo Carafa)
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Roccella Ionica, Italia
Castello santa severina.jpg Castello di Santa Severina
(anche detto Castello Carafa o Castello di Roberto il Guiscardo)
Fu costruito nell'XI secolo per volere di Roberto il Guiscardo, della stirpe normanna degli Altavilla. Agli Angioini è attribuito il merito di aver ammodernato il Castello: costruirono i torrioni cilindrici e le quattro cortine murarie che delimitano il mastio. Con l'avvento di Andrea Carafa il Castello subì una delle più imponenti opere di ammodernamento, di gran lunga superiore a quella degli Angioini. Anche i Grutther intervennero sul castello, che divenne una vera e propria residenza signorile. Dal 1994 al 1998 è stato sottoposto ad un attento e meticoloso restauro. Dopo i Normanni, giunsero gli Angioini, poi gli Aragonesi. Dagli inizi del XVI secolo ne entrarono in possesso i Carafa, per poi tornare in mano alla Corte Reale. Nel XVII secolo passò ai Ruffo, poi lo acquistò la famiglia Sculco, ed infine passò alla famiglia Grutther, che lo tenne fino al 1806. Oggi il Castello è visitabile ed è sede del Museo Archeologico, del Centro di Documentazione Studi Castelli e Fortificazioni Calabresi, e del Museo di Arte Contemporanea (MACSS) Flag of Italy.svg
Santa Severina, Italia
Puglia
Castel del Monte BW 2016-10-14 13-14-33.jpg Castel del Monte
(anticamente detto Castello di Santa Maria del Monte)
Il Castello fu costruito nel XIII secolo dal celebre Federico II di Svevia, imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia. Nel 1528 a causa di una spedizione dei Francesi nel Regno di Napoli, il Castello fu devastato e bombardato. Passato ai Carafa, dal XVIII secolo seguì un lungo periodo d'abbandono e venne spogliato degli arredi e delle decorazioni di marmo. Divenuto proprietà di Stato, iniziarono i lavori di restauro dal 1879, poi dal 1928 e nuovamente tra il 1975 e il 1981. Fu raramente adibito a feste e fra queste nel 1246 si ricordano le nozze di Violante di Svevia con Riccardo Sanseverino, conte di Caserta. Funse anche da carcere. Fu acquistato nel 1552 dalla famiglia Carafa, che lo usarono come luogo di villeggiatura e vi impiantarono una panetteria con mulino e un forno, ma poi subì un lungo periodo di degrado fino al 1876, quando venne acquistato dallo Stato Italiano. Dal 1996 è inserito dall'UNESCO nella lista dei Patrimoni dell'Umanità. Flag of Italy.svg
Andria, Italia

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni

  1. ^ In italiano: Fa' questo e vivrai - dal vangelo di Luca Lc 10,28, su laparola.net.. (Famiglia Carafa della Stadera)
  2. ^ Gian Pietro Carafa (14761559) fu pontefice della Chiesa cattolica, con il nome di Paolo IV, dal 1555 alla morte.
  3. ^ La grafia di questo cognome è indifferentemente Carafa o Caraffa - Rivista del Collegio Araldico, anno XXXIV, marzo 1936.
  4. ^ Signore di Montenero, Castelnuovo, San Lorenzo, Laviano, Castelgrande, Rapone, Alianello, Sant'Arcangelo, Roccanova, Accettura, Gorgoglione, Guardia, Jannano e Pietra d'Acino per eredità paterna dal 1528. Compra Riardo nel 1544, Teano nel 1546, Roccamonfina nel 1550, Sessa nel 1552, Minervino nel 1560, e compra inoltre Volturara, Moliterno, Armento, Montenuovo, Procina, San Nicandro, Pietravairano, Casafredda e Galluccio.
  5. ^ Signore di Montenero, Castelnuovo, San Lorenzo, Laviano, Castelgrande, Rapone, Alianello, Sant'Arcangelo, Roccanova, Accettura, Gorgoglione, Guardia, Jannano, Pietra d'Acino, Riardo, Teano, Roccamonfina, Sessa, Minervino, Volturara, Moliterno, Armento, Montenuovo, Procina, San Nicandro, Pietravairano, Casafredda e Galluccio.
  6. ^ Signora di Acquaviva, Inola, Maranola, Carpello, Sperlonga, Monticelli, Pastena, Schigia, Turino e Agnone.
  7. ^ Signore di Montenero, San Lorenzo, Laviano, Castelgrande, Rapone, Alianello, Sant'Arcangelo, Roccanova, Accettura, Gorgoglione, Guardia, Jannano, Pietra d'Acino, Riardo, Teano, Roccamonfina, Sessa, Minervino, Volturara, Moliterno, Armento, Montenuovo, Procina, San Nicandro, Pietravairano, Casafredda, Galluccio, Capolungo, Itri, Fratta, Castelforte, Spigno, Sperlonga, Pastena, Sauvi, Casalnuovo, Castellorato, Monticello, Isola, Campomele, Caramanico e Torcello.
  8. ^ Signora di Montenero, San Lorenzo, Laviano, Castelgrande, Rapone, Alianello, Sant'Arcangelo, Roccanova, Accettura, Gorgoglione, Guardia, Jannano, Pietra d'Acino, Riardo, Teano, Roccamonfina, Sessa, Minervino, Volturara, Moliterno, Armento, Montenuovo, Procina, San Nicandro, Pietravairano, Casafredda, Galluccio, Capolungo, Itri, Fratta, Castelforte, Spigno, Sperlonga, Pastena, Sauvi, Casalnuovo, Castellorato, Monticello, Isola, Campomele, Caramanico, Torcello, ecc.
  9. ^ I Carafa hanno origini molto antiche e il capostipite dell'intera famiglia viene individuato nella figura di Gregorio Caracciolo, soprannominato "Carafa". Questi era quindi appartenente alla ben più antica famiglia Caracciolo ed era figlio di Giovanni Caracciolo, conte di Montemarano. A sua volta, Giovanni era figlio di Riccardo Caracciolo, detto "Rosso", che fu il fondatore del ramo cadetto dei cosiddetti Caracciolo Rossi.
  10. ^ La famiglia Carafa della Spina ha come capostipite il cavaliere Andrea Carafa, che era uno dei molti figli di Bartolomeo e di Mabilia. Bartolomeo, a sua volta, era figlio di un altro Bartolomeo e di Teodora del Gaudio. Ancora, questo secondo Bartolomeo era a sua volta figlio di un Filippo, signore di Ripalonga. Questo Filippo era a sua volta figlio di un terzo Bartolomeo, signore di Ripalonga, e di Laura Capece. Infine, questo ennesimo Bartolomeo era figlio di quel Gregorio Caracciolo, che, soprannominato "Carafa", è considerato il capostipite di tutta la dinastia Carafa.
  11. ^ La famiglia Carafa della Stadera ha come capostipite un certo Tommaso Carafa, che era uno dei molti figli di Bartolomeo e di Mabilia. Bartolomeo, a sua volta, era figlio di un altro Bartolomeo e di Teodora del Gaudio. Ancora, questo secondo Bartolomeo era a sua volta figlio di un Filippo, signore di Ripalonga. Questo Filippo era a sua volta figlio di un terzo Bartolomeo, signore di Ripalonga, e di Laura Capece. Infine, questo ennesimo Bartolomeo era figlio di quel Gregorio Caracciolo, che, soprannominato "Carafa", è considerato il capostipite di tutta la dinastia Carafa.

Fonti

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  3. ^ a b c d e f g h Carafa, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 4 ottobre 2018.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af Famiglia Carafa della Spina, in www.nobili-napoletani.it. URL consultato il 4 ottobre 2018.
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  9. ^ Benedetto Minichini, Del cognome e dello scudo dei Carafa, nobili napoletani.
  10. ^ Dizionario di erudizione Storico Ecclesiastica di Gaetano Moroni Romano.
  11. ^ Novaes, t.VII, pag. 102.
  12. ^ Roberto Fuda I Carafa in Calabria: dai primi feudi al principato, CORAB
  13. ^ «Carafa», Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  14. ^ F. Scandone, I Carafa di Napoli, in P. Litta, Famiglie celebri italiane, seconda edizione, Napoli, 1913
  15. ^ Il sepolcro, si trova a Napoli presso la chiesa di San Domenico Maggiore, nella cappella Carafa della Spina.
  16. ^ a b Carlo De Frede, CARACCIOLO, Bartolomeo, detto Carafa, Dizionario Biografico degli Italiani, Vol XIX, 1976, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani
  17. ^ Citato in Giuseppe Pesce, Casoria. Ricostruire la memoria di una città, 2006, p. 75
  18. ^ Don Biagio ALDIMARI, Historia genealogica della famiglia Carafa, Parte 2, Napoli, 1691, p.343.
  19. ^ Alessandra Anselmi, Collezionismo e politica culturale nella Calabria vicereale borbonica e postunitaria, 2012.
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  30. ^ a b (EN) Decio Cardinal Carafa, in www.catholic-hierarchy.org. URL consultato il 22 novembre 2018.
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  39. ^ (EN) Archbishop Francesco Carafa, in www.catholic-hierarchy.org. URL consultato il 4 ottobre 2018.
  40. ^ (EN) Archbishop Mario Carafa, in www.catholic-hierarchy.org. URL consultato il 4 ottobre 2018.
  41. ^ Arnold Esch, CARAFA, Bartolomeo, in Dizionario biografico degli italiani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 18 gennaio 2021.
  42. ^ Studio sulla nobiltà marchigiana e sull'araldica locale, Associazione Bichi Reina Leopardi Dittajuti
  43. ^ Tullio Torriani, Una tragedia nel cinquecento romano: Paolo IV e i suoi nepoti, Roma, Fratelli Palombi, 1951
  44. ^ Album biografico di Roma, Roma, Pallotta, 1875.
  45. ^ Libri dei battesimi, dei matrimoni e dei morti della Chiesa di San Benedetto del Castello di Montalto; atti dell’Archivio della Curia Arcivescovile di Camerino.
  46. ^ Dato in Camerino il dì 7 gennaio 1761
  47. ^ Patente del 29 luglio 1788.
  48. ^ Regio Decreto di Sua Maestà Umberto I del 19 gennaio 1891 (ruolo uff. n.5260)
  49. ^ Regio Decreto di Sua Maestà Umberto I del 12 agosto 1886 (ruolo comm. n.4131)
  50. ^ Enciclopedia Storico Nobiliare Italiana
  51. ^ Decreto di Sua Maestà il Re d'Italia ed Imperatore d'Etiopia Vittorio Emanuele III del 20 aprile 1937 (ruolo cav. n.25578)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione Storico - Ecclesiastica, Vol. IX , Venezia, Tipografia Emiliana, 1841
  • Benedetto Minichini, Del cognome e dello scudo dei Carafa, Nobili Napoletani , Napoli, Stabilimento tipografico del Cav. Gaetano Nobile, 1860
  • Berardo Candida-Gonzaga, Memorie delle famiglie nobili delle province meridionali d'Italia, G. de Angelis, 1883
  • Tullio Torriani, Una tragedia nel cinquecento romano: Paolo IV e i suoi nepoti , Roma, Fratelli Palombi, 1951
  • Donata Chiomenti Vassalli, Paolo IV e il processo Carafa: un caso d'ingiusta giustizia nel cinquecento, Milano, Mursia, 1993
  • Volker Reinhardt, Le grandi famiglie italiane, Vicenza, Neri Pozzi, 1996
  • Luigi Perego Salvioni, Collezione di carte pubbliche, proclami, editti, ragionamenti ed altre produzioni tendenti a consolidare la rigenerata Repubblica Romana, 1798
  • Album biografico di Roma, Roma, Pallotta, 1875
  • Angelo de Gubernatis, Dictionnaire International des écrivains du monde latin , Firenze, Società Tipografica Fiorentina, 1905
  • Felice Ottavio Caraffa, Alla Camera dei Deputati del Regno d'Italia e per essa all'Onorevolissimo Signor Comm. Giuseppe Biancheri Presidente - Petizione, Roma, Mugnoz, 1886
  • Vittorio Spreti, Enciclopedia storico-nobiliare italiana, Arnaldo Forni, 1981
  • Franco Muscolini, Così eravamo, Tolentino, La Linotype, 2006
  • Franco Muscolini, Così eravamo - seconda parte, Tolentino, La Linotype, 2008

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