Monte San Biagio

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Monte San Biagio
comune
Monte San Biagio – Stemma Monte San Biagio – Bandiera
Monte San Biagio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Latina-Stemma.png Latina
Amministrazione
SindacoFederico Carnevale (lista civica) dal 25-5-2014
Territorio
Coordinate41°21′N 13°21′E / 41.35°N 13.35°E41.35; 13.35 (Monte San Biagio)Coordinate: 41°21′N 13°21′E / 41.35°N 13.35°E41.35; 13.35 (Monte San Biagio)
Altitudine133 m s.l.m.
Superficie65,1 km²
Abitanti6 082[1] (31-7-2021)
Densità93,43 ab./km²
FrazioniCampo Lungo, Campo Marinello, Col Cornacchia, Col Del Fico, La Vecchia, Macchioni, Monte San Biagio, Ponte Selvotta, Valle Marina, Vetica
Comuni confinantiAmaseno (FR), Fondi, Sonnino, Terracina, Vallecorsa (FR)
Altre informazioni
Cod. postale04020
Prefisso0771
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT059015
Cod. catastaleF616
TargaLT
Cl. sismicazona 3B (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona C, 1 319 GG[3]
Nome abitantimonticellani
Patronosan Biagio
Giorno festivo3 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monte San Biagio
Monte San Biagio
Monte San Biagio – Mappa
Posizione del comune di Monte San Biagio nella provincia di Latina
Sito istituzionale
Portico della casa del pittore Cristoforo Scacco (sec. XV).
Fontana delle Rocce, in via Roma, opera di Peppino Quinto (2003)

Monte San Biagio è un comune italiano di 6 082 abitanti[1] della provincia di Latina nel Lazio meridionale.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo più antico del paese sorge sul crinale di una propaggine del Monte Calvo, nella catena dei Monti Ausoni, che si protende verso la Piana e il Lago di Fondi. Il territorio comunale è per gran parte montuoso e culmina nei m 1090 s.l.m. del Monte delle Fate (anticamente detto Tifata). La zona pianeggiante si estende tra i Monti Ausoni e il Lago di Fondi, comprendendo le valli di San Vito e di Valle Marina (in origine Valmarino).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione climatica: zona C, 1319 GR/G

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima citazione del castellum Monticelli risale all'anno 1099 quando il nobile Crescenzo, abitante nella rocca di Monticelli, vende un appezzamento di terreno. Questo castrum fece parte del ducato di Fondi fino al 1140; da allora fu incluso nella contea normanna di Fondiconte, inquadrata nel Regno di Sicilia e concessa in feudo alla famiglia Dell'Aquila. Successivamente passò sotto il dominio delle famiglie Caetani (1299), Colonna (1494), Gonzaga (1570), Carafa (1591), Mansfeld (1690) e Di Sangro (1721).

Fece parte fino al 1818 della diocesi di Fondi e quindi della diocesi di Gaeta, che nel 1848 divenne arcidiocesi. Fece parte inoltre per secoli e fino al 1927 della provincia di Terra di Lavoro. Nel territorio di Monte San Biagio è inglobato il comprensorio della scomparsa Villa San Vito (Villa Sancti Viti), piccolo centro abitato sorto nel medioevo nella valle di San Vito, detta così per l'esistenza di una cappella dedicata a quel santo; questo centro, feudo dei vescovi di Fondi che vi avevano un palazzo, fu fatto distruggere agli inizi del Cinquecento da Isabella Colonna, contessa di Fondi.

Dopo l'Unità d'Italia, il comune di Monticelli (o Monticello di Fondi) dovette assumere un nuovo nome per evitare confusione con altri comuni ugualmente denominati. Il consiglio comunale nel 1862 decise di mutare il nome in Monte San Vito ma, a causa di altre omonimie, deliberò nello stesso anno di assumere la denominazione di Monte San Biagio, in onore del santo patrono.

Fino all'Unità d'Italia Monticelli fu il primo centro abitato del Regno delle Due Sicilie in cui si imbattevano i viaggiatori che da Roma raggiungevano Napoli mediante la Via Appia. Infatti il confine tra lo Stato della Chiesa e il Regno di Napoli (diventato nel 1815 Regno delle Due Sicilie) correva sulle creste dei Monti Ausoni, passando per il Monte delle Fate (anticamente Tifata): sulla Via Appia, alla Torre dell'Epitaffio (detta così da un'iscrizione del 1568 tuttora esistente), avveniva l'attraversamento del confine. Il posto doganale, in cui i doganieri del Regno controllavano i viaggiatori e le merci, si trovava nella località Portella dove sono ancora visibili le torri e la porta sotto cui passava la Via Appia.

Monte San Biagio tra il XVI e il XVII secolo fu afflitta da una grave crisi dovuta tra l'altro alla recrudescenza delle febbri malariche che affliggevano la Piana di Fondi invasa dalle paludi. Nel 1637 era quasi completamente disabitata; tuttavia, grazie ad una forte immigrazione dalle retrostanti zone montane e per effetto della bonifica compiuta dalla principessa Anna Carafa nel 1639, la popolazione ricominciò a crescere fino a raggiungere le 1429 anime nel 1697.

Per la sua posizione alla frontiera tra due stati, Monte San Biagio fu interessata dal fenomeno del cosiddetto Brigantaggio postunitario, soprattutto nel periodo tra il 1861 e il 1870, cioè prima che anche il Lazio e Roma fossero annessi al Regno d'Italia.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del Comune di Monte San Biagio è stato concesso con il decreto del Presidente della Repubblica del 28 luglio 2005.[4]

«Di azzurro, ai tre monti di verde, fondati sulla pianura di argento, il monte centrale più alto e più largo, con i declivi intieramente visibili, cimato dall'aquila di nero, con il volo alzato, allumata e linguata di rosso; i monti laterali, più esigui, uscenti dai fianchi e con i declivi parzialmente celati dal monte centrale. Ornamenti esteriori da Comune»

(D.P.R. 28.07.2005)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architettura religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di S. Giovanni Battista: vi si conserva il trittico dello Sposalizio mistico di santa Caterina (1500), commissionato dal canonico Evangelista Scacco di Monticello al pittore Cristoforo Scacco di Verona.

Ex chiesa di S. Antonio Abate.

Ex chiesa di S. Rocco.

Ex chiesa della Madonna della Ripa.

Ex chiesa della Madonna delle Spiagge.

Resti dell'ex chiesa di S. Biagio.

Architettura militare e civile[modifica | modifica wikitesto]

Castello (sec. XIV)

Casa del pittore Cristoforo Scacco di Verona (sec. XV)

Porta San Rocco

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Epitaffio, monumento con epigrafe fatto erigere nel 1568 dal viceré di Napoli Perafan de Ribera davanti al posto di confine per segnalare ai viaggiatori l'ingresso dallo Stato Pontificio nel Regno di Napoli.

Amanti, sotto l'arco del Vernone, rilievo su pietra di Peppino Quinto (2002).

Fontana delle Rocce, in via Roma, opera dello scultore lenolese Peppino Quinto (2003).

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca comunale Dario Lo Sordo

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Notevole la tradizione gastronomica che la identifica e la differenzia dalle altre località della zona, anche sotto il profilo della ristorazione, sempre di buon livello. Ottime le salsicce di Monte San Biagio, i gamberi del lago di Fondi, gli asparagi selvatici.

Importante anche la presenza della quercia da sughero che trova nella sughereta di San Vito, una delle rarissime zone di produzione al di fuori della Sardegna e che rende il paesaggio simile a un bosco della Gallura. Purtroppo l'assenza di un progetto ambientale di tutela e di salvaguardia dall'abuso edilizio rischia di far perdere per sempre un così straordinario territorio.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero addetti delle unità locali delle imprese attive (valori medi annui).[6]

2015 2014 2013
Numero imprese attive % Provinciale Imprese attive % Regionale Imprese attive Numero addetti % Provinciale Addetti % Regionale Addetti Numero imprese attive Numero addetti Numero imprese attive Numero addetti
Monte San Biagio 281 0,71% 0,06% 653 0,53% 0,04% 279 631 285 620
Latina 39.304 8,43% 122.198 7,75% 39.446 120.897 39.915 123.310
Lazio 455.591 1.539.359 457.686 1.510.459 464.094 1.525.471

Nel 2015 le 281 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano lo 0,71% del totale provinciale (39.304 imprese attive), hanno occupato 653 addetti, lo 0,53% del dato provinciale (122.198 addetti); in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato due persone (2,32).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è attraversato dalla Strada Statale 7 Via Appia che collega Monte San Biagio a Latina e Roma.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Monte San Biagio-Terracina Mare.

Monte S. Biagio ha una stazione ferroviaria, ubicata lungo la Ferrovia Roma-Formia-Napoli. La stazione gode di un buon flusso passeggeri, infatti in essa fermano circa 25 treni al giorno, verso Roma Termini, Napoli Centrale e Formia.

Mobilità urbana ed extraurbana[modifica | modifica wikitesto]

La rete di trasporto comunale è gestita da Europa Viaggi, con corse che interessano tutte le frazioni e la Stazione di Monte San Biagio-Terracina Mare.

Il trasporto extraurbano è gestito da Cotral che effettua corse per tutta la provincia, fino a Latina, Formia e Cassino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927 passa dalla provincia di Caserta in Campania alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1934 alla nuova provincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 dicembre 1984 31 maggio 1990 Alberto Teseo PSI Sindaco
31 maggio 1990 3 dicembre 1992 Nicola Grossi DC Sindaco
3 dicembre 1992 23 aprile 1995 Giuseppe Pascale DC Sindaco
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Quinto Pietro Basile PPI Sindaco
13 giugno 1999 12 giugno 2004 Biagio Pietro Rizzi centrosinistra Sindaco
12 giugno 2004 7 giugno 2009 Gesualdo Mirabella lista civica Sindaco
7 giugno 2009 25 maggio 2014 Gesualdo Mirabella lista civica Sindaco
25 maggio 2014 26 maggio 2019 Federico Carnevale lista civica Sindaco
26 maggio 2019 in carica Federico Carnevale lista civica Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

  • F.C.D. Monte San Biagio (colori sociali Bianco Verde) che, nel campionato 2021-2022, milita nel campionato maschile di Promozione.[7]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio comunale Aldo Moro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Emblema del Comune di Monte San Biagio (Latina), su presidenza.governo.it, Governo Italiano, Ufficio Onorificenze e Araldica, 2005. URL consultato il 17 gennaio 2021.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Atlante Statistico dei comuni dell'Istat, su asc.istat.it. URL consultato il 5 febbraio 2020 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2020).
  7. ^ La squadra sul sito Tuttocampo, su tuttocampo.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Innocenzo Angeloni, Un trittico del 1500 e la patria del suo autore, Fondi, Tip. Pansera, 1931.

Dario Lo Sordo (a cura di), Cristoforo Scacco, Fondi, Confrontografic, 1981.

Dario Lo Sordo, Carlo Macaro, Giovanni Pesiri, (a cura di), Sacra visitatio totius Fundanae dioecesis ab ill.mo et r.mo episcopo Joanne Bap.ta Comparini peracta, anno 1599,vol. II, Marina di Minturno, Caramanica, 1983.

Dario Lo Sordo, Monte San Biagio, Monte San Biagio, Associazione Pro Loco, 1988.

Giovanni Pesiri, Una caduta senza rumore: Pietro di Leone ultimo duca di Fondi (1140), in Scritti in onore di Girolamo Arnaldi offerti dalla Scuola nazionale di studi medioevali, cur. A. Degrandi, O. Gori, G. Pesiri, A. Piazza, R. Rinaldi, Roma, ISIME, 2001, pp. 393-423._

Giovanni Pesiri, Bruna Angeloni, Una fonte inedita per la storia di Monte San Biagio (LT): le pergamene dell’archivio parrocchiale di S. Giovanni Battista (1686-1703), in Annali del Lazio Meridionale, 5/1 (2005), pp. 63-96._

Bruna Angeloni, Giovanni Pesiri (a cura di), Apprezzo dello Stato di Fondi fatto dalla Regia Camera nell’anno 1690, edizione con note di commento, Firenze, Il Valico, 2008.

Giovanni Pesiri (a cura di), Pergamene nell'archivio del capitolo cattedrale di San Pietro in Fondi (1140-1494), Roma 2015 (Fonti per la storia dell'Italia medievale. Regesta chartarum, 59). _

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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