Latina

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Latina
comune
Latina – Stemma Latina – Bandiera
Piazza del Popolo
Piazza del Popolo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Latina-Stemma.png Latina
Amministrazione
Sindaco Damiano Coletta (liste civiche) dal 20/06/2016
Data di istituzione 18 dicembre 1932 (come Littoria)
Territorio
Coordinate 41°28′03.35″N 12°54′13.32″E / 41.467597°N 12.9037°E41.467597; 12.9037 (Latina)Coordinate: 41°28′03.35″N 12°54′13.32″E / 41.467597°N 12.9037°E41.467597; 12.9037 (Latina)
Altitudine 21 m s.l.m.
Superficie 277,62 km²
Abitanti 125 985[1] (31-12-2015)
Densità 453,8 ab./km²
Frazioni Elenco
Comuni confinanti Aprilia, Cisterna di Latina, Nettuno (RM), Pontinia, Sabaudia, Sermoneta, Sezze
Altre informazioni
Cod. postale 04100, 04013, 04010
Prefisso 0773
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 059011
Cod. catastale E472
Targa LT
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 220 GG[2]
Nome abitanti latinensi (littoriani fino al 1946)
Patrono san Marco evangelista, santa Maria Goretti
Giorno festivo 25 aprile, 6 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Latina
Latina
Posizione del comune di Latina nell'omonima provincia
Posizione del comune di Latina nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Latina è un comune italiano di 125 985 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia nel Lazio.

Fondata col nome di Littoria durante il ventennio fascista il 18 dicembre 1932[3], è una delle più giovani città d'Italia: assunse la denominazione attuale il 7 giugno 1945 a seguito della pubblicazione del decreto luogotenenziale del 9 aprile 1945, n. 270[4], con cui il nome fascista veniva sostituito da uno che consentiva di mantenere la sigla esistente della provincia.

È la seconda città del Lazio per numero di abitanti[1], preceduta soltanto da Roma.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Latina sorge nel cuore dell'Agro Pontino, in un territorio in larga parte pianeggiante. Il centro della città si trova a pochi chilometri (circa sette) dal mar Tirreno percorrendo via del Lido sino a Latina-Lido, la zona mare della città, con il suo lungomare e le spiagge di Capoportiere, Foce Verde e Rio Martino, raggiungibili anche tramite una moderna pista ciclabile, e a circa 15/20 km dai rilievi montuosi dei monti Lepini.

Il suo territorio comunale, fra i più vasti del Lazio, comprende anche numerosi "borghi di fondazione", centri agricoli creati durante la bonifica delle paludi, spesso a partire da nuclei preesistenti, che anticamente lo ricoprivano (Borgo Sabotino; Borgo Isonzo; Borgo San Michele; Borgo Faiti; Borgo Grappa; Borgo Carso; Borgo Podgora; Borgo Bainsizza; Borgo Santa Maria; Borgo Le Ferriere; Borgo Piave; Borgo Montello; Borgo Vodice; Borgo Hermada; Borgo Montenero).

Una parte del suo territorio fa parte delle aree tutelate del Parco Nazionale del Circeo, dove si trova anche il lago di Fogliano, di cui costituisce l'estremo lembo settentrionale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Latina rientra nella fascia del clima temperato caldo mediterraneo a siccità estiva (Csa). Sebbene Latina segua il tipico andamento mediterraneo, la protezione ai rigori invernali offerta dalla catena dei monti Lepini, la posizione pianeggiante e la vicinanza del mar Tirreno (6 km) garantiscono alla città un clima sorprendentemente mite.

Le stagioni intermedie sono le più gradevoli, con l'autunno più caldo della primavera e piogge abbastanza frequenti, anche a sfondo temporalesco. L'estate è molto calda, tendenzialmente siccitosa, con sensazione di disagio acuita dall'alto tasso di umidità, tipico delle zone di pianura non lontane dal mare. Nell'ultimo decennio, a causa della frequente comparsa dell'anticiclone africano, la città ha più volte superato i 40 °C con sensazione di disagio sia diurna che notturna. La calura estiva è talvolta interrotta da veloci temporali che sconfinano dai vicini monti Lepini benché, negli ultimi anni, sia evidente una diminuzione degli stessi. L'inverno è caratterizzato da lunghe fasi miti e piovose con temperature mai inferiori a 5 °C, interrotte da rapidi picchi di freddo senza che si raggiungano, tuttavia, temperature eccessivamente basse. È comunque abbastanza raro raggiungere o scendere al di sotto degli 0 °C.

Nonostante le precipitazioni seguano un andamento leggermente irregolare, i periodi di siccità sono generalmente brevi e limitati ai mesi estivi. Per essere ubicata in pianura la città sperimenta una piovosità elevata, superiore ai 1000 mm annui. La nevosità segue il classico andamento del versante tirrenico italiano, con accumuli pressoché nulli. La protezione della catena dei monti Lepini unita alla vicinanza del mare rendono Latina, insieme a Caserta, una delle città meno nevose d'Europa. Le uniche sporadiche nevicate, perlopiù senza accumulo, sono affidate all'azione di masse d'aria gelida e instabile provenienti da nord-ovest le quali, tuttavia, non sempre risultano sufficienti a far cadere la neve. L'ultima breve nevicata risale al 17 dicembre 2010, quando bambini e anziani si sono riversati in strada fotografando e filmando l'insolito l'evento.

Latina Centro[5] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,6 13,2 15,6 18,5 22,5 26,6 29,5 29,4 26,5 22,3 17,2 14,1 13,3 18,9 28,5 22,0 20,7
T. min. mediaC) 4,8 5,2 6,8 9,3 12,6 16,6 18,7 19,0 16,8 12,8 9,3 6,4 5,5 9,6 18,1 13,0 11,5
Precipitazioni (mm) 105,0 89,0 98,0 84,0 76,0 49,0 22,0 36,0 77,0 120,0 118,0 109,0 303,0 258,0 107,0 315,0 983,0
Umidità relativa media (%) 79 78 78 77 76 71 70 69 73 77 79 79 78,7 77 70 76,3 75,5

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Prima della fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Agro pontino.

Prima della bonifica dell'Agro Pontino, il territorio era occupato da vaste e malsane paludi, luogo di riproduzione della famigerata zanzara anofele, che diffondeva la malaria fra i pochi abitanti. Le prime popolazioni antiche che abitarono il territorio di Latina furono i Latini (popolo che dà il nome al Lazio, Latium, e alla stessa lingua dei romani), da cui deriva l'attuale nome della città, che vi fondarono Satricum, ai confini con l'attuale comune di Nettuno, e altre città della lega latina i cui resti oggi si trovano nella parte nord della provincia.

In seguito i Romani costruirono la Via Appia, su cui sorsero diversi centri tra cui Tripontium (odierna Tor Tre Ponti) e Forum Appii (odierna Borgo Faiti), citato negli Atti degli Apostoli.

Successivamente, con le invasioni barbariche e gli attacchi dei Saraceni, le opere di bonifica attuate dai Romani furono distrutte, e la palude tornò ad invadere anche quei territori che si era riusciti a strappare all'acqua.

Nei secoli successivi, da parte di diversi Papi, si segnaleranno tentativi di bonifica, quasi tutti destinati al fallimento. In quegli anni, Latina sarà un immenso latifondo della famiglia Caetani e tale resterà fino agli anni trenta.

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Piazza del Quadrato oggi
Inaugurazione della città, 1932.

Negli iniziali progetti di bonifica il fascismo aveva previsto per l'Agro pontino uno sviluppo esclusivamente rurale, senza la nascita di nuovi centri urbani di notevoli dimensioni. Presto però il commissario governativo per la bonifica, Valentino Orsolini Cencelli, si rese conto che i preesistenti comuni di Cisterna e Terracina erano insufficienti a coprire le esigenze dei pionieri. Il progetto di un nuovo centro amministrativo puntò quindi sulla località del "Cancello del Quadrato", dove sorgevano già piccoli insediamenti. La prima pietra della nuova città, il cui progetto era curato secondo i canoni dell'architettura razionalista da Oriolo Frezzotti,[6] venne posta il 30 giugno del 1932, nel totale silenzio dei giornali italiani come aveva disposto lo stesso Mussolini, fortemente contrario al progetto.

Cisterna, coloni in arrivo dal nord Italia nel 1934.

La stampa estera, al contrario, esaltò la costruzione di Littoria dedicando ad essa ampi articoli. Mussolini cambiò idea e il 18 dicembre dello stesso anno partecipò alla solenne cerimonia d'inaugurazione. La nascita della nuova città fece il giro del mondo.

Il territorio comunale fu creato ricavandolo in larga parte da quello dell'attuale Cisterna di Latina (all'epoca "Cisterna di Roma" e dal 1935 "Cisterna di Littoria"), ma anche dai comuni di Nettuno e Sezze. Fu eretta a capoluogo della neonata provincia nel 1934.

Stemma comunale di Littoria, 1932.

La propaganda fascista sfruttò l'opera della bonifica e la inserì all'interno della "battaglia del grano" per combattere la crisi economica successiva all'autarchia. Mussolini si recava spesso nelle ex paludi e sono note le immagini propagandistiche di Mussolini che si mostra intento a lavorare il grano a torso nudo, insieme ai coloni.

Il comune di Littoria fu popolato con l'immigrazione massiccia di coloni soprattutto veneti, friulani, emiliani e romagnoli, oggi denominati nell'insieme comunità venetopontine, ai quali furono consegnati i poderi edificati dall'Opera Nazionale Combattenti, similmente a quanto operato nei limitrofi comuni della pianura.

Gli anni del boom economico[modifica | modifica wikitesto]

Fra il gennaio e il maggio del 1944, la città fu gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e il territorio circostante fu coinvolto prima nello Sbarco di Anzio e poi nella Battaglia di Cisterna, eventi importanti che portarono alla liberazione di Roma da parte degli alleati.

Nel 1946, mutò il suo nome in Latina segnando esplicitamente così un distacco con la dittatura. Il nuovo toponimo fu deciso assumendo quello antico del territorio che la circonda ossia il Latium Novum.

Inserita, insieme alla provincia, nelle aree tutelate dalla Cassa del Mezzogiorno, conobbe negli anni sessanta e negli anni settanta una straordinaria crescita economica e demografica trasformandosi nel giro di pochi anni da centro rurale in una città industriale.

Negli anni cinquanta a Borgo Sabotino fu costruita una centrale nucleare all'avanguardia fortemente voluta da Enrico Mattei. La centrale fu chiusa dopo i referendum del 1987 e oggi è in via di smantellamento.

Nel dopoguerra, Latina diventò un feudo elettorale della Democrazia Cristiana in particolare della corrente andreottiana fino al 1993, quando spezzoni della stessa Democrazia Cristiana diedero luogo ad un'inedita amministrazione insieme ai partiti della sinistra: l'esito di tale iniziativa politica fu lo scioglimento del consiglio comunale, per cui il comune fu commissariato e tornò al voto nel novembre del medesimo 1993, quando vinse a sorpresa il candidato del Movimento Sociale Italiano, Ajmone Finestra, ex repubblichino condannato a morte dallo Stato Italiano per i crimini da lui commessi nel periodo 1943-45 e poi amnistiato[7].

Palazzo "M", caratteristico edificio di epoca fascista, chiaro omaggio a Mussolini

La crisi industriale[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni novanta la città ha conosciuto insieme a tutto l'Agro pontino una profonda crisi economica, dovuta all'abolizione della Cassa del Mezzogiorno e alla conseguente chiusura di molte fabbriche.

Nelle statistiche ufficiali sulla qualità della vita, la città è precipitata, divenendo tra le peggiori dell'Italia centrale.

Contemporaneamente alla crisi, Latina ha conosciuto una sempre più impetuosa infiltrazione della criminalità organizzata e in particolare della camorra, fenomeno questo comune all'intero Lazio (la cosiddetta quinta mafia). Secondo le rivelazioni dei pentiti, le prime infiltrazioni risalgono ai primi anni novanta, con i traffici illeciti intorno alla discarica di Borgo Montello (cui andrebbe collegato l'omicidio del parroco del borgo don Cesare Boschin) e successivamente avrebbe puntato sul settore dell'edilizia (con uno sviluppo impetuoso di nuove cementificazioni del territorio) del commercio, della ristorazione e dello sfruttamento della manodopera agricola, in particolare di quella di origine extracomunitaria. Le indagini della magistratura hanno evidenziato anche infiltrazioni nella politica locale.

Il rilancio dell'economia locale sta passando attraverso lo sviluppo dell'agricoltura specializzata, del terziario, del turismo. Sempre più diffuso il fenomeno del pendolarismo verso la Capitale, per cui molti restano residenti in città pur trovando lavoro a Roma.

Nel 2011 per la prima volta una personalità nata a Latina, Corrado Clini, viene nominata Ministro della Repubblica.

La fontana di piazza del Popolo

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Latina è la maggiore delle città di fondazione dell'epoca fascista e conserva un centro storico unico nel nostro Paese.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Il centro si è sviluppato intorno alle due piazze: Piazza del Popolo (Piazza del Littorio all'epoca della fondazione), sede del municipio con la caratteristica Torre Civica e la cosiddetta fontana della Palla al centro. Su un lato della piazza si sviluppa invece il porticato dell'Intendenza di finanza. L'altra piazza è Piazza della Libertà (Piazza XXIII Marzo all'epoca della fondazione), sede della Prefettura.

Piazza del Popolo è tagliata dal Corso della Repubblica che lambisce Piazza San Marco (Piazza Savoia alla fondazione), cuore della "movida" latinense su cui si affaccia la cattedrale di San Marco, realizzata sulla falsariga di una basilica romanica con il porticato e le vetrate artistiche. La scelta di dedicare la chiesa all'evangelista patrono di Venezia fu dovuta all'origine veneta dei primi abitanti della città. Sulla stessa piazza il Museo civico Duilio Cambellotti nell'edificio dell'Opera Nazionale Balilla.

Altro edificio caratteristico della città di fondazione è il palazzo delle Poste di Angiolo Mazzoni che progettò anche la Stazione ferroviaria. L'edificio delle Poste, situato in Piazzale dei Bonificatori (Largo XXVIII Ottobre all'epoca della fondazione), è una delle opere più conosciute di Mazzoni che conciliava l'architettura razionalista con richiami all'avanguardia futurista.

Nel Palazzo della Cultura, in Viale Umberto I n. 1, si trova la Galleria civica d'arte moderna e contemporanea di Latina, originariamente istituita nel 1937 con il nome di Pinacoteca di Littoria. La collezione, in parte dispersa nel periodo terminale della seconda guerra mondiale, è stata ricostituita ed ampliata e contiene dipinti di artisti dal XIX al XXI secolo.

Il palazzo delle Poste, edificio simbolo dell'architettura futurista

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il canale di bonifica Rio Martino, attraversa le campagne di Latina

Nel territorio comunale ricade l'estremo settentrionale del Parco nazionale del Circeo, in particolare l'intero Lago di Fogliano.

Di notevole importanza naturalistica il tumuleto della duna litoranea, una barriera sabbiosa naturale alta alcuni metri, parallela alla linea di costa e adiacente alla spiaggia che si estende fino al lungomare di Sabaudia; sulla stessa cresce una particolarissima vegetazione costituita da piante resistenti a condizioni climatiche estreme, quale elevata salinità e scarsità idrica.

Una delle piante più diffuse nel comune, come nell'intero Agro Pontino, è l'Eucalipto, pianta originaria dell'Oceania; la sua presenza è dovuta alla piantumazione operata a seguito della bonifica integrale di estese "fasce frangivento", ossia di filari di alberi ad alto fusto situati lungo i canali ed i fronti stradali aventi la funzione di inibire la formazione e la propagazione di forti venti radenti in un territorio all'epoca deforestato in modo sostanzialmente completo. Per queste piantumazioni l'ONC scelse di utilizzare unicamente l'eucalipto per la sua caratteristica elevata capacità di assorbimento d'acqua, pregio ritenuto importante per evitare negli attigui canali i ristagni primaverili/estivi e con essi la sopravvivenza della zanzara anofele, causa dell'endemia malarica.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Gonfalone civico

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

È il secondo comune della regione per popolazione superato solo da Roma.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

I giardini di Piazza del Popolo

I primi abitanti della città di Latina, similmente ai borghi del suo territorio comunale ed ai comuni limitrofi istituiti con la bonifica, furono immigrati italiani originari del Nord-Est dell'Italia, principalmente coloni dell'Opera Nazionale Combattenti ed artigiani, che diedero vita a quella che si chiama "comunità veneto-pontina", che oggi sopravvive solo nei borghi. Accanto ad essi inoltre la città di Latina vide presenti fin dal primo popolamento anche contributi da altre regioni d'Italia, soprattutto dal Lazio (principalmente da Roma e dall'adiacente area Lepina), dalle Marche e dall'Umbria, i cui emigrati furono addetti perlopiù all'artigianato, alla prima debole industria, al settore impiegatizio e a ruoli vari negli enti pubblici e della bonifica e della colonizzazione (consorzi di bonifica e ONC).

A partire dal dopoguerra, il crescente sviluppo industriale (dovuto anche, in seguito, ai finanziamenti erogati dalla Cassa del Mezzogiorno) ha attratto persone e famiglie da tutta Italia, in gran parte meridionale: dal resto della provincia (anche dal sud-pontino), dalla Ciociaria, da Roma, dalla Campania, dalla Sicilia (in particolare, è presente una piccola ma forte comunità pantesca); inoltre l'operatività fino agli anni sessanta e settanta di un grande centro di smistamento profughi nazionale ha portato la costituzione, in città, di consistenti presenze di profughi dalmati e giuliani, nonché di espulsi italiani dall'Algeria e dall'Egitto e in misura superiore dalla Libia.

Degna di nota sono inoltre la presenza, a partire dagli anni novanta di diverse comunità di immigrati: in particolare vi sono indiani, pakistani, nordafricani impiegati prevalentemente in piccole attività commerciali e come operai nelle industrie, rumeni, polacchi e moldavi (che formano la comunità più numerosa) i quali sono impiegati soprattutto nell'edilizia e nell'assistenza agli anziani e infine persone originarie dell'Africa subsahariana e dell'area del Golfo di Guinea, impiegate nel settore agricolo.

Il boulevard di Viale Italia, già Viale Principessa di Piemonte

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2014 la popolazione straniera residente era di 9.262 persone[9]. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:

  1. Romania - 4651
  2. Ucraina - 705
  3. India - 675
  4. Polonia - 449
  5. Cina - 314
  6. Tunisia - 231
  7. Moldavia - 219
  8. Albania - 215
  9. Filippine - 178
  10. Bangladesh - 133

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Sorta in tempi relativamente recenti in un territorio disabitato, Latina possiede una varietà piuttosto ampia di contributi alla parlata locale, che ha subito varie modificazioni nel corso dei decenni. Le originali parlate settentrionali (veneto, friulano e emiliano) dei primi abitanti del ceto contadino ed artigiano sono sostanzialmente scomparse nella città ma sopravvivono, anche se debolmente, nei borghi, o a livello familiare. Al contrario il romanesco, presente dalla fondazione nel solo capoluogo, e dovuto alla principale provenienza del ceto dirigenziale e impiegatizio della nuova città, ha avuto una prima espansione nel dopoguerra e una seconda, più forte, negli anni settanta, a seguito della quale è divenuto la parlata comune della città, a fianco della quale altre parlate sono presenti solo a livello familiare dovute alla diversificata provenienza dei singoli, che rispetto al territorio italiano è delle più varie. Da precisare che il romanesco di Latina è in genere leggermente diverso da quello attuale di Roma: presenta infatti, oltre a tratti più arcaici della pronuncia, un lessico in parte indipendente, con alcuni termini ricorrenti mutuati dalle parlate lepine e venetopontine; inoltre nella pratica comune raramente è praticato in forma stretta, e assai frequentemente è invece praticato in contaminazione all'italiano.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1991 Latina ospita la sede distaccata dell'Università La Sapienza di Roma con le Facoltà di Ingegneria (fino al 2004-2005: informatica, elettronica, delle telecomunicazioni; dopo l'A.A. 2004-05 questi corsi sono stati sostituiti, per le nuove matricole, da Ingegneria dell'Informazione che ha mantenuto un ordinamento simile; ambientale, meccanica, aerospaziale), Economia e Commercio e Medicina e Chirurgia (Biotecnologie fino al 2006).

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Musica Radio
  • Radio Immagine
  • Radio Latina
  • Radio Luna
  • Radio Gamma Stereo
  • Radio Antenne Erreci

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • Sportlatina.it
  • Latina24ore.it
  • Il Giornale di Latina
  • Redazione di Latina de Il Messaggero
  • Latina Oggi
  • La Provincia
  • Il Settimanale di Latina
  • La Voce Giornale
  • Lepini Magazine
  • Latina per Strada

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisioni[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Latina[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

La città fu progettata secondo i canoni dell'architettura razionalista all'epoca in voga. Il piano regolatore fu realizzato dall'architetto Oriolo Frezzotti, con l'approvazione di Marcello Piacentini e prevedeva una forma ottagonale con vie che si snodano intorno alle due piazze centrali della città: piazza del Popolo e piazza della Libertà. La pianta viene così a ricordare quella del centro storico di Forlì, l'allora mitizzata "città del Duce".

Un'immagine di Latina dall'alto poco dopo la fondazione. È ben evidente la forma ottagonale voluta dagli architetti che la progettarono.

Il centro storico della città ha conservato in gran parte gli edifici, i monumenti e le piazze (alcuni a firma di Duilio Cambellotti e Angiolo Mazzoni) tipiche della fondazione.

Fontana di piazza della Libertà

Tuttavia il forte sviluppo degli anni sessanta e settanta ha provocato una rapida e veloce espansione urbanistica che, secondo alcuni, ha snaturato l'impianto urbanistico iniziale. La città si è allargata in ogni direzione: verso l'Appia, lungo via Epitaffio, verso Borgo Piave - un tempo in aperta campagna, oggi quasi completamente inglobato nella città - verso Borgo Isonzo e in direzione del mare. Negli ultimi anni la città si è sviluppata soprattutto nelle aree intorno alla strada statale 148 Pontina, con la realizzazione dei due nuovi quartieri di Nuova Latina e Nascosa ("Q4" e "Q5"), carenti di servizi efficienti e di infrastrutture adeguate a servire la numerosa popolazione.

Nella fascia fra il Q4-Q5 e via Piave, lungo viale Pierluigi Nervi, si è andato sviluppando il centro direzionale della città, con la costruzione di uffici e centri commerciali. L'ultimo a sorgere è la torre Pontina, un grattacielo da poco completato che con i suoi 128 m d'altezza (151 m con la guglia) è il terzo edificio più alto d'Italia.

In città è in corso da anni un vivace dibattito sul futuro piano regolatore che regoli in modo ordinato lo sviluppo futuro dell'abitato, ma al tempo stesso rispetti senza alterare troppo l'originaria urbanistica razionalista della fondazione. Nel 2001 il consiglio comunale adottò, dopo un lungo e aspro dibattito, con i voti determinanti dell'opposizione di centrosinistra un nuovo PRG realizzato dall'urbanista Pier Luigi Cervellati. Il piano però non è mai stato applicato, in quanto fu archiviato dalla nuova giunta eletta l'anno successivo e comunque bocciato dal T.A.R. per svariati profili di illegittimità.

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

  • Centro storico
Littoria in una foto aerea del 1934

Corrisponde alla città di fondazione, fondata nel 1932. Ospita i principali monumenti della città, ha forma ottagonale ed è circondato da sette viali, comunemente indicati come la circonvallazione (Viale Vittorio Veneto, Viale Alfonso La Marmora, Viale XXI Aprile, Viale dello Statuto, Viale XXIV Maggio e Viale XVIII Dicembre). Zona di prestigio, dall'importante valore storico per l'architettura razionalista, ospita numerosi negozi, attività culturali, uffici, pub e locali.

  • Nicolosi

Quartiere popolare, sorto negli anni quaranta sulla spinta delle politiche abitative del regime fascista, prende il nome dall'architetto Giuseppe Nicolosi che realizzò il progetto. Caratterizzato da palazzine allineate, passaggi pedonali, ampia presenza di alberi e verde. Le case conservano ancora le scritte e le vestigia del regime che le realizzò. Sorge a nord della circonvallazione, lungo via Emanuele Filiberto e via Villafranca. Le sue vie portano il nome delle battaglie risorgimentali e oggi è caratterizzato dalla vivace presenza di stranieri che lo rendono la zona più multietnica di Latina.

  • Piccarello-Piazza Moro

Periferia sud della città, prende il nome dal toponimo del luogo prima della bonifica ma viene indicato talvolta anche il nome della piazza principale dedicata ad Aldo Moro. Oggi è una zona residenziale-popolare, sviluppatosi in generale lungo via Don Carlo Torello (primo parroco di Latina) e la statale 156 che unisce la città a Frosinone. Ospita il convento delle Clarisse, quello dei frati Cappuccini e la chiesa di San Francesco d'Assisi. Le vie del quartiere sono dedicate ad antiche popolazioni.

  • Pantanaccio

Quartiere popolare alla periferia nord di Latina, alla destra di via Epitaffio, importante arteria di collegamento con la Statale Appia. È un'area di recente espansione urbanistica che sorge su un'area un tempo agricola. Le vie del quartiere sono dedicate ai pianeti ed alle stelle. Il nome deriva dall'antica presenza di un pantano nel luogo.

La statua di S. Antonio donata dai rurali di Padova 29 novembre 1933
  • Gionchetto

Quartiere residenziale alla periferia nord-est, alla sinistra di via Epitaffio, il cui nome rimanda ad un toponimo presente già prima della bonifica. Il quartiere, sorto negli anni settanta ed interessato dagli anni duemila da un forte sviluppo edilizio, ha dedicato le sue strade alle principali montagne italiane.

  • Quartiere Europa

Il quartiere è una zona residenziale-commerciale che sorge a nord del centro. È attraversato da ampi viali ed è caratterizzato dalla presenza di villette e palazzi. Ospita il centro direzionale cittadino, con il grattacielo della Torre Pontina, la chiesa di San Carlo Borromeo, il cimitero, e diversi istituti scolastici. Le vie del quartiere sono dedicate a città europee (da cui il nome "Quartiere Europa") ed ai fiumi d'Italia.

  • Santa Rita o Quartiere Italia

Prende il nome dalla chiesa di Santa Rita, sorge fra il quartiere di Persicara e il centro storico. Ospita aree verdi, campi sportivi ed il liceo scientifico Giovanni Battista Grassi, accanto al quale sorge il planetario Livio Gratton. Le vie del quartiere sono dedicate a vittime del terrorismo oppure a città italiane antiche e contemporanee.

Chiesa di Santa Maria Goretti
  • Rione Goretti

Il primo quartiere a nascere fuori dalla circonvallazione, negli anni cinquanta. Sorge fra il centro e l'area delle Autolinee, è caratterizzato dalla presenza di palazzi e strette vie. Al centro del quartiere si trova la chiesa di santa Maria Goretti, patrona della città, da cui viene il nome del quartiere.

  • Rione Prampolini

Dedicato a Natale Prampolini, fu uno dei primi ad essere costruito, subito dopo la fondazione. Ospita l'Ospedale Santa Maria Goretti, le carceri e la Clinica San Marco.

  • Rione Isonzo

Quartiere residenziale sorto negli anni settanta, deve il nome alla direttrice su cui sorse, Via Isonzo. Vi si trovano alti palazzi di abitazioni ed uffici, svariati negozi e dei centri commerciali. Punti di rilievo sono la Cattedrale ed i giardini di Piazza Paolo VI ed il Piazzale della Fiera, che periodicamente ospita eventi e mercati. Le vie del quartiere sono dedicate a scrittori ed ai comuni della provincia di Latina.

  • Villaggio Trieste o Rione Frezzotti

Deve il suo nome al fatto che sorse per ospitare gli sfollati della Venezia Giulia (anche se ufficialmente si chiama Rione Frezzotti, in memoria di Oriolo Frezzotti, architetto che fu fra i progettisti di Latina), ed oggi è una tranquilla zona residenziale. Ospita gli edifici della cittadella giudiziaria (Tribunale e Procura della Repubblica). Le sue vie sono dedicate a condottieri, statisti ed autori dell'antichità romana. Gli abitanti sono scherzosamente denominati "Villaggini".

  • Campo Boario

Quartiere popolare che si raccoglie intorno ai giardinetti di Piazza Enrico Berlinguer, fra le Autolinee e il quartiere Gionchetto, a nord est del centro. Deve il suo nome al fatto che, al tempo della fondazione, qui sorgeva un mercato agricolo. Le vie del quartiere sono dedicate a condottieri romani.

  • Quartiere Cucchiarelli o Lottizzazione Agora

Quartiere sorto in direzione del mare, zona "in" della città per la presenza di villette a schiera, ampi viali alberati, centri commerciali di prestigio. Cuore del quartiere è la chiesa di Santa Domitilla. Le vie del quartiere sono dedicate alle regioni italiane oppure a pittori ed artisti del '900.

  • Nuova Latina (ex Q4)-Nascosa (ex Q5)

Sono due quartieri molto popolosi (circa 20 000 abitanti) sorti a partire dagli anni ottanta, oltre la via Pontina. Caratterizzati da edifici moderni, ingegnose invenzioni urbanistiche (come i viali circolari) e numerose aree verdi. Punto di collegamento dei due quartieri è il grande Parco Farroupilha, realizzato a partire dal 2009. Le vie dei due quartieri sono dedicate a musicisti e compositori.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del comune di Latina si trovano i cosiddetti borghi, piccole città di fondazione sorte al tempo della bonifica per ospitare gli operai ed i primi coloni. Questi sono:

Vi sono poi altri agglomerati più o meno sviluppati:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il Palazzo delle Poste, tipico edificio delle città di fondazione
Il Palazzo del Governo in Piazza della Libertà altro edificio simbolo dell'architettura razionalista della città

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Sorta al centro dell'Agro pontino definito "granaio d'Italia" al tempo della bonifica, principale area agricola del Lazio, l'agricoltura ricopre un ruolo determinante nell'economia locale che impiega l'11% della popolazione attiva[10].

A partire dagli anni settanta si è puntato molto sulla diversificazione e sulla specializzazione nel settore, con lo sviluppo della coltivazione in serra e della floricoltura. Buona fortuna ha trovato anche la sperimentazione esotica del kiwi (dal 2002 marchio IGP "kiwi latina").

Accanto a queste resiste la tradizionale vocazione ortofrutticola del territorio con pomodori, spinaci, carciofi.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Il settore industriale, cresciuto senza freni fra gli anni cinquanta e gli anni ottanta, con la fine delle agevolazioni fiscali previste dalla Cassa del Mezzogiorno, è entrato in crisi determinando la chiusura di molti stabilimenti: altri, pur non chiudendo hanno comunque operato riduzioni del personale.

I principali settori dell'industria a Latina sono il farmaceutico (vera punta di diamante dell'economia locale), il chimico, l'agro-alimentare, l'industria casearia, la metallurgia, la meccanica di precisione.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali, diffuse e rinomate vi sono quelle artigianali, come l'arte della ceramica, della terracotta, del ferro, del rame, degli arredi e dei paramenti liturgici.[11]

Terziario[modifica | modifica wikitesto]

Seconda città del Lazio, oltre ai numerosi uffici pubblici presenti per la sua posizione di capoluogo di provincia Latina ospita diversi uffici aventi competenza sull'intero territorio regionale (con l'esclusione della provincia di Roma) come una sezione distaccata del TAR o dell'Arpa.

Ospita inoltre una sezione distaccata dell'Università "La Sapienza" di Roma.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione è situata lungo la ferrovia Roma-Formia nella località di Latina Scalo raggiungibile facilmente dal centro cittadino tramite autobus o taxi. La stazione fa parte della FL7 ed è anche tappa di tutti i treni intercity che transitano nella Roma-Formia.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città è collegata a Roma dalla SS 148 Pontina, conosciuta come la seconda strada più pericolosa d'Italia[12]; questo a causa dell'inadeguatezza infrastrutturale della strada rispetto al volume di traffico automobilistico che sorregge e al mancato rispetto dei limiti di velocità.[13]

Dall'inizio del 2010 sono partiti i lavori per l'allargamento e la messa in sicurezza della Pontina su un tracciato di 20 km che dovrebbero terminare entro la fine dell'anno

Il territorio comunale è inoltre attraversato dalla SS 7 Appia e dalla SS 156 dei Monti Lepini. La città di Latina è velocemente collegata tramite strade provinciali e comunali ai limitrofi comuni di Nettuno, Aprilia, Cisterna di Latina, Sabaudia, Pontinia, Sezze, Cori, Sermoneta.

Nel rapporto Euromobility 2009[14], è emerso che Latina è la città con più alto indice di motorizzazione d'Italia, con 72,55 veicoli ogni 100 abitanti.

Tranvia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2005 è stata progettata la realizzazione di una linea di tranvia su gomma (il cosiddetto Translohr già in uso in diverse città italiane come Padova o Mestre).

Il progetto prevede una linea unica con capolinea nei quartieri Nascosa e Nuova Latina, proseguendo lungo viale Nervi, Autolinee, Piazza del Popolo, Corso Matteotti, Via Epitaffio, Latina Scalo.

Una seconda linea è in fase di studio per servire la zona sud della città, con un interscambio all'altezza di viale Nervi e arrivo a Latina Lido.

I finanziamenti sono stati sbloccati nel 2009 e la linea avrebbe dovuto essere inaugurata nel 2012 ma al momento non sono neanche partiti i cantieri.

Inoltre, il progetto ha suscitato numerose proteste e opposizioni perché considerato costoso, obsoleto e inutile.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Esiste un approdo in località Rio Martino (borgo Grappa) riservato alle imbarcazioni da diporto e da pesca, dei vigili del fuoco e della capitaneria di porto. È in fase di studio la possibilità di rendere navigabile il tratto di mare nella località Foceverde e la conseguente realizzazione portuale che possa permettere lo sviluppo turistico per la città di Latina.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale è presente l'aeroporto militare intitolato al capitano Enrico Comani e sede del 70º Stormo dell'Aeronautica Militare Italiana. Negli ultimi tempi si era discusso della possibile trasformazione dell'aeroporto militare in aeroporto civile "low cost", anche per alleggerire il traffico aereo dell'aeroporto di Ciampino. Tuttavia, per la costruzione di uno scalo aeroportuale low cost la giunta regionale ha individuato dapprima Frosinone, e poi definitivamente l'aeroporto militare di Viterbo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Latina.

Nel 1934 Littoria passa dalla provincia di Roma, alla nuova provincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca, della quale ne divenne capoluogo. Nel 1945 cambiò denominazione in Latina.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Città Europea dello Sport 2014

La città di Latina è stata ufficialmente proclamata Città Europea dello Sport per l'anno 2014 dall'ACES (Associazione delle Capitali Europee dello Sport). Tra le altre città proclamate per il 2014 ci sono Ascoli Piceno e Brindisi. Il riconoscimento è stato conferito il 7 novembre 2012 al sindaco Giovanni Di Giorgi a Bruxelles, presso la sede del Parlamento europeo.[15]

Atletica leggera

Asi Atletica Latina 80.

Calcio

L'Unione Sportiva Latina milita nel campionato italiano di serie B. Nella stagione 2013-2014 ha sfiorato la promozione in serie A, sconfitta dal Cesena nella finale play off dopo aver chiuso la stagione regolare al terzo posto in classifica dietro Palermo ed Empoli.

Le altre squadre di calcio della città sono il Borgo Podgora 1950 che milita nell'Eccellenza, Campo Boario Calcio, R11 Latina Calcio e Agora FC che militano in 1ª Categoria, e la Samagor Latina Calcio fondata nel 1983 e SS. Pietro e Paolo Calcio, entrambe militanti in Seconda Categoria laziale.

Il Latina Calcio a 5 milita in Serie A. La squadra gioca al PalaBianchini.

Rugby

RCL - Rugby Club Latina militante nel campionato di serie C .

Kitesurfing

Kitesurfing Club Latina, la prima scuola di kitesurf[senza fonte] del litorale Pontino riconosciuta dal Coni.

Pallavolo

La Top Volley Latina partecipa al campionato nazionale di Serie A1 italiana di pallavolo maschile. La società Hydra Volley Latina disputa il campionato di Serie B1 maschile. La società Pallavolo Italia è la squadra femminile.

Pallacanestro

La società Benacquista Assicurazioni Latina Basket, milita nel campionato di serie A/2 nazionale Divisione Ovest

ASD Cestistica Latina - Squadra di basket femminile. Fondata nel 1970, disputa il campionato di Serie B.

Ciclismo.

Nel 1992 l'ottava tappa del Giro d'Italia si è conclusa a Latina con la vittoria di Guido Bontempi.

Pallanuoto

Rari Nantes Latina, militante nel campionato nazionale di Serie A2 maschile.

Latina pallanuoto disputa il campionato nazionale di Serie B maschile

Stella Maris, gioca nel Campionato Nazionale di Serie B femminile.

Baseball

Latina Baseball Club - Campionato Nazionale Serie C

A.S.D. Insieme Latina - Campionato Nazionale Serie B

Hockey in-line

Hockey Club Latina in-line - Campionato Nazionale Serie A1

Tennistavolo

ASD TT Pontinia - milita nel campionato di serie A2.

ASD Tennistavolo Latina "Giovanni Cena" - nuova squadra nata nel 2015 dalla fusione delle due società ASD TT Pontinia e ASD TT Sport Club Latina.

Nel tennistavolo Latina vanta due "scudetti" consecutivi - unico club sportivo cittadino ad esservi mai riuscito - ottenuti nel 1988 e 1989 con la società Tennistavolo Latina.

Tiro con l'arco

Personalità sportive legate a Latina[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Littoria, la "nuova" città della bonifica, raistoria.rai.it. URL consultato il 20 dicembre 2014.
  4. ^ DECRETO LUOGOTENENZIALE 9 aprile 1945, n. 270. Modificazione della denominazione del comune di Littoria
  5. ^ I dati della tabella si riferiscono al periodo trentennale 1973-2014, ilmeteo.it. URL consultato il 23 settembre 2014.
  6. ^ "Architettura Razionalista nelle città nell'Agro Pontino", sul sito Visit Circeo.
  7. ^ Intervista ad Aimone Finestra, Nuovo Fronte N. 173, Aprile 1997
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Tabella ISTAT
  10. ^ Istat 2001
  11. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 19.
  12. ^ Classifica ACI su Omniauto.it
  13. ^ La strada più pericolosa d'Italia? La Pontina | Online-News, su www.online-news.it. URL consultato il 12 dicembre 2015.
  14. ^ http://www.euromobility.org/documenti/strumenti/Volume50citta2009_1parte.pdf
  15. ^ Latina Città Europea dello Sport 2014. Latina in vetrina, latinainvetrina.it. URL consultato il 10 novembre 2012.
  16. ^ Littorina Aln.56 | Giuseppe Paternò, su www.gpaterno.com. URL consultato il 12 dicembre 2015.
  17. ^ 82ª Adunata Nazionale di Latina su ANA.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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